LIORI.VOLEVANO LA MIA POLTRONA, SU DI ME FUOCO AMICO - Intervista SARDEGNA24 quotidiano
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LIORI.VOLEVANO LA MIA POLTRONA, SU DI ME FUOCO AMICO. intervista di Alberto Urgu L'ex Assessore alla Sanità sotto accusa per il suo operato si difende:la spesa non è affatto fuori controllo. Mio il provvedimento tagliacode Come un soldato ha ubbidito.Antonello Liori, cardiologo nato a Desulo, per tre legislature consigliere regionale di AN e poi del PDL, è stato fino a 2 settimane fa l'assessore regionale alla Sanità. Sacrificato, non lo nasconde neppure lui, per salvaguardare gli equilibri di una coalizione che fa acqua da tutte le parti. Un soldato caduto per il fuoco amico, insomma <> Da quando ha lasciato le consegne alla collega di partito, Simona De Francisci, in molti hanno commentato il bilancio di questi due anni e mezzo di mandato, anche tra gli alleati, lo hanno bocciato. A cominciare dal disavanzo nella spesa, che secondo l'opposizione sarebbe addirittura a 450 milioni di euro. Ma Antonello Liori, nel rimpasto di Giunta trasferito al Lavoro, contesta cifre e giudizi.
<< il mio bilancio non è affatto negativo, anzi. Abbiamo fatto molte cose importanti, considerato anche le condizioni difficili in cui abbiamo operato, con una carenza di personale del 50% e 5 dirigenti su 6 vacanti e coperti con facenti funzione. Abbiamo lavorato all'accreditamento delle strutture sanitarie e sociosanitarie, che operano con il sistema sanitario regionale. Dopo 20 anni abbiamo realizzato la pianta organica delle farmacie, che permetterà di aprirne una ventina di nuove. Un altro provvedimento cui tengo molto è quello taglia liste d'attesa, che è stato presentato nei giorni scorsi ma cui abbiamo lavorato per mesi. E c'è la riforma sanitaria. >>
D. Che però è quasi naufragata in aula, rinnegata da una parte della maggioranza.
Sì ma la riforma non la fa l'Assessore. La Giunta propone ma è il Consiglio che decide. I partiti scontenti dovrebbero chiedere conto agli alleati e non all'Assessore.
D Ritiene che ci siano state troppo concessioni o accordi nella scelta dei manager della asl?
I Direttori Generali sono stati selezionati da un albo, secondo requisiti precisi, che non ho fatto io. Per quanto mi riguarda non sono il tipo da particolari concessioni. Ho fatto fuori un Direttore Generale e ne ho difeso un altro, un tecnico e non un amico mio, come credo nessuno abbia mai fatto prima nella storia della Regione.
D Il centro delle polemiche però, anche nella sua maggioranza, sono i numeri. Questo deficit è aumentato o no?
Inanzitutto si tratta di disavanzo di spesa e non di deficit. Cioè spendiamo più di quanto dovremmo ma questo dipende da diversi fattori. Probabilmente il nostro sistema è scorretto, abbiamo qualche ospedale di troppo. Ma abbiamo anche una composizione territoriale molto particolare, con poca gente distribuita su una Regione molto vasta. Detto questo la spesa non è affatto fuori controllo. Anzi, il mio è il risultato migliore degli ultimi dieci anni nell'aumento della spesa. Nel 2010 solo 2,2% rispetto all'anno precedente. E il disavanzo netto è di 280 milioni certificato dal Ministero. Un dato consolidato che ho ereditato. Il resto sono chiacchiere.
D Perché allora anche i suoi alleati la attaccano sul disavanzo?
La verità è che molti volevano fare l'assessore alla sanità ma quel ruolo è toccato a me. Mi sarei aspettato un atteggiamento più signorile da parte di qualcuno. E comunque sono tutti bravissimi finchè non sono chiamati a far vedere se sono realmente capaci.
D Torniamo alla sua attività. Anche sull'applicazione della Legge 162 ( i piani personalizzati per le disabilità gravi) siete stati molto criticati. Ci sono stati questo famosi tagli?
Non c'è stato nessun taglio ma solo il riordino di una Legge che impegna 100 milioni di euro e sulla quale ci siamo posti un problema di sostenibilità. Abbiamo inserito dei paramatri di maggiore efficienza come pretendere, ad esempio, che il certificato per accedere ai finanziamenti fosse firmato da un medico e non da un assistente sociale. E comunque, anche in questo caso, tutto o quasi è stato concordato con il Consiglio Regionale. Penso di aver reso un ottimo servizio a questa Legge.
D Mi sembra anche dalla difesa di quanto fatto in questi anni, che avrebbe continuato nel suo ruolo. Si sente sfiduciato dal Presidente Cappellacci?
Certo che avrei continuato a fare l'Assessore alla Sanità, però se il problema negli equilibri della coalizione era Antonello Liori, io mi faccio da parte senza problemi. La riforma della sanità è più importante di me. Spero solo che i partiti alleati adesso dimostrino che il problema ero solo io e completino quello che c'è da fare.
D A proposito, cosa sta succedendo nel PDL?
Evidentemente è un periodo di grandi fibrillazioni, a Roma come in Sardegna. Credo che alla base, ci sia anche una certa frustrazione personale per non avere raggiunto magari gli obbiettivi di carriera che si erano prefissati. Io non ho avuto problemi a farmi da parte. Ho rinunciato al posto da consigliere regionale e se mi chiedono di tornarmene a casa, un lavoro ce l'ho.
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