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LA GUERRA DI ANGELA

postato da Laura Poggiani [26/11/2011 09:41]

Da tempo ormai appare chiaro come la Germania, nell'incarnazione umana del suo Cancelliere Angela Merkel, abbia intrapreso una sorta di guerra di nuovo tipo contro l'Europa: abbandonate le armi nel secolo scorso, adesso la Germania si accinge a conquistare vittoriosamente con una nuova "Blitzen Krieg" tutta l'Europa, lasciando in ginocchio le economie che la contrastano. Ecco allora cadere di volta in volta l'Irlanda, il Portogallo, La Grecia, la Spagna, l'Italia e un onorevole inglese lanciare il suo "j'accuse" chiedendosi "chi sara il prossimo?".

Scrive oggi, 26 novembre 2011, il quotidiano "Il Giornale":

"di Angelo Allegri   Ormai sono tutti contro Angela. Aumenta il nervosismo per un  possibile crac della moneta unica e di pari passo crescono le  critiche contro la cancelliera tedesca e contro quella che a molti  appare ormai come la sua ossessione per una politica di ortodossa  rigidità monetaria. «Sempre più contestato il ruolo della Germania  nella crisi. Un'ondata di germanofobia in Europa?» Si chiedeva  pensosamente ieri in prima pagina il quotidiano francese Le Monde.  Un tono compassato molto lontano dai commenti, ben più coloriti, dei  giornali britannici. Qualche giorno fa il Times di Londra aveva già  affondato il colpo: «Se von Clausewitz ha ragione e la guerra è la  prosecuzione della politica con altri mezzi, allora la Germania è di  nuovo in guerra con l'Europa». Ieri è stata la volta del Daily Mail  che, riferendosi al passato della Merkel (cresciuta nell'ex Ddr),  l'ha definita come «la piccola comunista che ora ha in mano  l'Europa».   Giornali a parte, ciò che appare politicamente rilevante è la sempre  maggiore tensione con cui Bruxelles e i vertici della commissione  Ue, sembrano guardare alla cancelliera. Da tempo si parla di  rapporti tesi con il presidente Josè Manuel Barroso, ma ieri il  commissario agli affari monetari Olli Rehn ha rimesso superAngela al  suo posto: «La Germania è un Paese importante, ha un ruolo  fondamentale. Ma sulla crisi non decide da sola». E critiche alla  posizione tedesca erano arrivate di recente anche dalla  vicepresidente della commissione, Viviane Reding: «Mi sembra di  vedere sempre più spesso che la prima reazione della Germania è  sempre e solo un no. Poi si inizia discutere».   A rendere esplicite le paure di mezza Europa (e ormai anche quelle  della Germania) è stato proprio un tedesco, Jakob von Weiszäcker,  erede di una delle casate più illustri del Paese (a cui ha dato  ministri e presidenti), nonchè ricercatore presso il think tank  Bruegel: «Certo per la Germania appare difficile l'idea del  salvataggio di altri Paesi, prima che si arrivi sull'orlo della  catastrofe. Ma la mia preoccupazione è che la crisi bancaria può  accadere all'improvviso. E in quel caso ci troveremmo con le macerie  dell'euro e le macerie di una politica sbagliata». Handelsblatt, il  Sole 24 Ore tedesco, ha pubblicato con evidenza l'intervento di un  economista ben noto sulla scena pubblica. I toni erano da ultima  spiaggia: «tocca alla Bce decidere sul destino dell'Europa... e la  politica ha ora di fronte a se' una scelta tragica e definitiva». In  pratica, non c'è più tempo: o si decide subito un intervento,  finalmente risolutivo, o saltiamo tutti per aria.    Gli analisti si sono poi scatenati nell'interpretazione di una  intervista del ministro delle finanze olandese Jan Kees De Jager. Da  sempre Olanda, Austria e Finlandia sono i seguaci più fedeli delle  politiche monetarie scelte dal governo tedesco. Ieri però dall'Aja  sono risuonati toni nuovi, che non escludono un ruolo più attivo  della banca centrale europea: «In una crisi non si può escludere  nulla a priori. Qualcosa deve pur succedere». Sarebbe una svolta  (anche se il ministro ha escluso ogni frattura con Berlino) in grado  di far crollare il fronte del «nein». E l'uscita fa sospettare che  dietro l'apparenza di un rispetto dogmatico per i mantra della  Bundesbank, anche dalle parti del Reno qualche cosa si stia  muovendo. All'Europa non resta che sperare."

Vediamo allora il TN  della Cancelliera;  Cancro con Marte in Casa 1 e 2 pianeti in Casa 7, Mercurio, Giove, è una guerrafondaia nata ma al contempo attaccatissima alla sua Madrepatria. Saturno in Casa 10, però, lascia intravedere una possibile caduta rapida all'apice della carriera della teutonica Cancelliera. Vittima peraltro di alcune battute sul suo fisico da parte di Berlusconi che sono diventate anche una spassosa macchietta per comici, la pressione per le dimissioni del premier italiano assumono, in questo contesto il sapore di una vendetta premeditata avendo la Merkel un poderoso stellium in Casa 8 che la "scorpionizza" molto e che è anche l'artefice della sua passione per la politica e la finanza da usare molto bene come arma letale d'assalto.

La RS di Angela pone l'accento sul successo di questa donna, sia politico che personale, nel corso dell'anno ma segnala anche due possibili "tallone d'Achille": il primo è dato da alleanze che le si possono rivoltare contro a causa di dissidi con entità straniere e la seconda sul piano personale, che può causarle stress o problemi di salute.

Di Laura Poggiani - Tutti i diritti riservati