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MALEDETTI TOSCANI

postato da Laura Poggiani [07/11/2010 22:55]
 

La  rottura ormai sancita dell'alleanza tra Fini e Berlusconi era stata magistralmente profetizzata, sin dal lontano 2004 e in tempi non sospetti, dalla scrittrice toscana Oriana Fallaci le cui argute parole, adesso, sembrano scritte in tempo reale tanto è perfetta la descrizione degli avvenimenti che ne fa. Ella difatti scrive:

«Signor Vicepresidente del Consiglio, Lei mi ricorda Palmiro Togliatti. Il comunista più odioso che abbia mai conosciuto, l'uomo che alla Costituente fece votare l'articolo 7 ossia quello che ribadiva il Concordato con la Chiesa Cattolica. E che pur di consegnare l'Italia all'Unione Sovietica era pronto a farci tenere i Savoia, insomma la monarchia. Non a caso quelli della Sinistra La trattano con tanto rispetto anzi con tanta deferenza, su di Lei non rovesciano mai il velenoso livore che rovesciano sul Cavaliere, contro di Lei non pronunciano mai una parola sgarbata, a Lei non rivolgono mai la benché minima accusa.

Come Togliatti è capace di tutto. Come Togliatti è un gelido calcolatore e non fa mai nulla, non dice mai nulla, che non abbia ben soppesato ponderato vagliato per Sua convenienza. (E meno male se, nonostante tanto riflettere, non ne imbrocca mai una). Come Togliatti sembra un uomo tutto d'un pezzo, un tipo coerente, ligio alle sue idee, e invece è un furbone. Un maestro nel tenere il piede in due staffe. Dirige un partito che si definisce di Destra e gioca a tennis con la Sinistra. Fa il vice di Berlusconi e non sogna altro che detronizzarlo, mandarlo in pensione. Va a Gerusalemme, con la kippah in testa, piange lacrime di coccodrillo allo Yad Vashem, e poi fornica nel modo più sgomentevole coi figli di Allah. Vuole dargli il voto, dichiara che "lo meritano perché pagano le tasse e vogliono integrarsi anzi si stanno integrando".

Quando ci sbalordì con quel colpo di scena ne cercai le ragioni. E la prima cosa che mi dissi fu: buon sangue non mente. Pensai cioè a Mussolini che nel 1937 (l'anno in cui Hitler incominciò a farsela col Gran Muftì zio di Arafat) si scopre «protettore dell'Islam» e va in Libia dove, dinanzi a una moltitudine di burnus, il kadì d'Apollonia lo riceve tuonando: "O Duce! La tua fama ha raggiunto tutto e tutti! Le tue virtù vengono cantate da vicini e lontani!". Poi gli consegna la famosa spada dell'Islam. Una spada d'oro massiccio, con l'elsa tempestata di pietre preziose. Lui la sguaina, la punta verso il sole, e con voce reboante declama: "L'Italia fascista intende assicurare alle popolazioni musulmane la pace, la giustizia, il benessere, il rispetto alle leggi del Profeta, vuole dimostrare al mondo la sua simpatia per l'Islam e per i musulmani!".
Quindi salta su un bianco destriero e seguito da ben duemilaseicento cavalieri arabi si lancia al galoppo nel deserto del futuro Gheddafi.

Ma erravo. Quel colpo di scena non era una reminiscenza sentimentale, un caso di mussolinismo. Era un caso di togliattismo cioè di cinismo, di opportunismo, di gelido calcolo per procurarsi l'elettorato di cui ha bisogno per competere con la Sinistra e guidare in prima persona l'equivoco oggi chiamato Destra.

Signor Vicepresidente del Consiglio, nonostante la Sua aria quieta ed equilibrata Lei è un uomo molto pericoloso. Perché ancor più degli ex democristiani (che poi sono i soliti democristiani con un nome diverso) può usare a malo scopo il risentimento che gli italiani come me esprimono nei riguardi dell'equivoco oggi chiamato Sinistra. E perché, come quelli della Sinistra, mente sapendo di mentire. Pagano-le-tasse, i Suoi protetti islamici?!?

Quanti di loro pagano le tasse?!? Clandestini a parte, spacciatori di droga a parte, prostitute e lenoni a parte, appena un terzo un po' di tasse! Non le capiscono nemmeno, le tasse. Se gli spiega che servono ad esempio per costruire le strade e gli ospedali e le scuole che anch'essi usano o per fornirgli i sussidi che ricevono dal momento in cui entrano nel nostro paese, ti rispondono che no: si tratta di roba per truffare loro, derubare loro. Quanto al Suo vogliono-integrarsi, si-stanno-integrando, chi crede di prendere in giro?!?

Uno dei difetti che caratterizzano voi politici è la presunzione di poter prendere in giro la gente, trattarla come se fosse cieca o imbecille, darle a bere fandonie, negare o ignorare le realtà più evidenti. Più visibili, più tangibili, più evidenti. Ma stavolta no, signor mio. Stavolta Lei non può negare ciò che vedono anche i bambini. Non può ignorare ciò che ogni giorno, ogni momento, avviene in ogni città e in ogni villaggio d'Europa. In Italia, in Francia, in Inghilterra, in Spagna, in Germania, in Olanda, in Danimarca, ovunque si siano stabiliti. Rilegga quel che ho scritto su Marsiglia, su Granada, su Londra, su Colonia. Guardi il modo in cui si comportano a Torino, a Milano, a Bologna, a Firenze, a Roma.

Perbacco, su questo pianeta nessuno difende la propria identità e rifiuta d'integrarsi come i musulmani. Nessuno. Perché Maometto la proibisce, l'integrazione. La punisce. Se non lo sa, dia uno sguardo al Corano. Si trascriva le sure che la proibiscono, che la puniscono. Intanto gliene riporto un paio.

Questa, ad esempio: "Allah non permette ai suoi fedeli di fare amicizia con gli infedeli. L'amicizia produce affetto, attrazione spirituale. Inclina verso la morale e il modo di vivere degli infedeli, e le idee degli infedeli sono contrarie alla Sharia. Conducono alla perdita dell'indipendenza, dell'egemonia, mirano a sormontarci. E l'Islam sormonta. Non si fa sormontare". Oppure questa: "Non siate deboli con il nemico. Non invitatelo alla pace. Specialmente mentre avete il sopravvento. Uccidete gli infedeli ovunque si trovino. Assediateli, combatteteli con qualsiasi sorta di tranelli".

In parole diverse, secondo il Corano dovremmo essere noi ad integrarci. Noi ad accettare le loro leggi, le loro usanze, la loro dannata Sharia. Signor Fini, ma perché come capolista dell'Ulivo non si presenta Lei?».

Oriana Fallaci, New York, gennaio 2004

Da " La forza della ragione", Rizzoli Editore, 2004

                      

In queste righe, involontariamente, la scrittrice descrive anche la peculiarità tipica del segno del Capricorno: l'ambizione sfrenata. La stessa Oriana è un Cancro compensato Capricorno, pertanto perfettamente in grado di cogliere questi atteggiamenti tipici. Fini e Togliatti, Capricorno il primo e Ariete il secondo, hanno ambedue un Plutone pronunciato a cui si aggiunge, nel caso di Togliatti, un Saturno congiunto al MC che lo rende un Ariete compensato Capricorno mentre Fini ha la Luna in Ariete. Plutone di Togliatti, inoltre, è in Casa 6, quella del lavoro, mentre nel caso di Fini è nell'opposta Casa 12: ambedue nascondono la forte ambizione con la motivazione di fare gli interessi della gente comune, dei lavoratori, dell'affrontare i momenti difficili in modo adeguato mentre il perseguimento dei propri obiettivi lascia poco spazio alla fantasia.

Nel TN di Fini, inoltre, la perniciosa congiunzione relais Saturno-Nettuno-Marte in Casa 3 indica una capacità manipolativa non indifferente nella comunicazione.

Se la Destra piange, la sinistra però non ride. Anche qui, un altro Capricorno, Matteo Renzi, Sindaco di Firenze per il PD, non risparmia al suo partito le peggiori picconate, aprendo il congresso "dei rottamatori", come sono stati denominati coloro che ne sposano la linea dopo che Renzi aveva definito la classe dirigente del PD "da rottamare", con frasi impietose che recano grossa inquietudine nell'attuale Delfino del PD, Luigi Bersani.

Ancora un Plutone stimolantissimo e, in Capricorno, oltre al Sole, è presente anche la Luna, opposti a Saturno. Attualmente Renzi mantiene un profilo piuttosto basso, dichiarando che vuole restare a fare il sindaco e basta ma già c'è chi scommette nella sua candidatura per le prossime Politiche. Definito "l'Obama italiano", Renzi ha un TN che mette in risalto tutta l'ambizione necessaria per scalare le più alte vette della politica e sicuramente sentiremo ancora parlare di lui in futuro.