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APOCALISSE 13

postato da blog.bertinifa.it [31/07/2020 17:41]
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L'emergenza sanitaria è morta. Visti gli enormi danni che questa emergenza, non il virus, ha fatto, è ormai evidente che non si sarebbe mai dovuta dichiarare. Com'è stato nel 2015 nel 2017, quando ci fu un eccesso di morti, rispetto la media annuale, analogo a questo del 2020. Nel 2015 ci fu un eccesso di morti intorno ai 50.000 ma non fu dichiarata nessuna emergenza sanitaria. Oggi con 35.000 falsi morti da covid si fa saltare la democrazia costituzionale.

La verità è che c'è un'altra emergenza, non sanitaria ma democratica. C'è un aperto attacco alla democrazia che, come ogni colpo di stato, causa morti e feriti. Per feriti gravi intendo la nostra Costituzione, la nostra economia, la nostra fiducia nelle istituzioni, gli 8 milioni di bambini italiani trattati come o peggio dei cani.

I numeri sugli infettati e sui morti Covid che ci hanno martellato in testa sono falsi.

La verità, detta con coraggio da stimati scienziati, fedeli ai fatti più che dall'aria che tira è semplice: un virus, costruito in laboratorio, si è aggiunto ad altri virus influenzali, che girano per il mondo in barba a qualsiasi misura di contenimento, portando gravi complicanze in una minima percentuale della popolazione.

Ci hanno detto che eravamo tutti indifesi, essendo un virus sconosciuto. Falso.

Molti avevano già delle difese naturali.

Ci hanno detto che uccideva. Falso. Se ben curato, a casa, non uccide. I morti sbandierati sono morti d'altro.

Le complicanze, nonostante il criminale boicottaggio dell'OMS e dei governi ad essa succubi, sono ormai note e controllabili con terapie poco costose, sicure, efficaci. Se i medici più capaci, fossero stati sostenuti invece che boicottati o almeno lasciati fare, avremmo raggiunto il controllo di questa epidemia in poche settimane, senza perdere tante vite. I morti in più che ci sono stati vanno addebitati non al virus ma 1) all'aver ignorato i protocolli previsti, 2) all'aver bloccato il sistema sanitario 3) all'aver deliberatamente terrorizzato la gente, obbedendo a ordini superiori.

Responsabili di queste scelte criminali sono l'OMS, chi la tiene al guinzaglio e chi si è fatto mettere il collare.

Purtroppo quelle che ci hanno inoculato sono credenze, non convinzioni. Non sono i fatti che ci hanno convinto ma le suggestioni ripetute ipnoticamente che ci hanno fatto credere a una minaccia di morte imminente.

Se uno crede ad una favola terrifica, di fronte ai dati e alle testimonianze che la smentiscono non cambia idea, si scandalizza. Perché è una fede e come tale non può essere scalfita dai fatti.

Come ogni fede c'è l'angoscia di morte, una colpa da espiare con l'ubbidienza e una speranza di salvezza.

Questa nuova fede è stata sancita dall'ultima enciclica del Vaticano sul virus. In breve: abbiamo trattato male il pianeta e questa é la punizione affinché tutti accettino i sacrifici necessari per il nuovo ordine mondiale.

Niente Dio, niente Gesù, niente amarsi l'un l'altro. Questo ha scandalizzato me, che non sono praticante ma che, in queste circostanze ritrovo il senso della mia fede latente.

Vedete bene dunque che stiamo parlando di due fedi contrapposte.

Capite bene che i dati sono ininfluenti. Possono tutt'al più confermare una decisione già presa con il cuore, ma non possono determinarla.

Ci sono due fedi contrapposte che pretendono una nostra decisione in questo momento storico che sembra un giorno del giudizio, una resa dei conti, un Armageddon, uno scontro finale.

L'unico modo per uscirne, per noi cristiani, è rileggere l'Apocalisse 13 e aprire gli occhi sull'inferno che ci attende, se non facciamo la scelta giusta. Ma anche per ritrovare la speranza che il bene vincerà.

Ci sono due credenze contrapposte: una è quella che il grande filantropo William Henry Gates III, detto Bill, ci salverà dalla Morte Nera con un vaccino e una tecnologia che ci permetterà di controllare ogni essere umano e metterci in sicurezza. In cambio, lui, il papa, il governo, ci chiedono solo di rinunciare ad un po' di umanità: poca cosa. Niente più assembramenti, abbracci, baci, strette di mano, sorrisi, lacrime, odori, respiri. Niente più socialità insomma. Per non farla troppo lunga userò una vecchia parola caduta in disuso: ci chiedono di rinunciare alla nostra anima umana. Anima sta per afflato, sentimento, empatia. Troppi rischi con i virus che girano.

L'altra credenza è che quello sia esattamente l'inferno di una condizione non più umana e che non ci sia niente di più prezioso che la nostra umanità, la nostra essenza, la nostra anima, anche di fronte al rischio (minimo) di morire. D'altra parte, la necessità di morire per fare spazio alle nuove generazioni è l'unica certezza. Meglio morire con dignità e la consapevolezza di aver fatto la scelta giusta, piuttosto che sopravvivere nella vergogna di aver mancato ad un appuntamento storico, trattati come bestie dalla Bestia.