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Comune vs Immune

postato da blog.bertinifa.it [26/06/2020 07:46]
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3° (continua dal post predcedente)

Per capire il sistema immunitario serve una mentalità taoista più che egoico - bellica.

L'immune non è nemico del comune ma qualcosa di più complesso che implica il comune e lo sollecita.
L'immune contiene il comune, ne ha bisogno. Nello stesso tempo lo sfida continuamente, per esistere.


È come l'adolescente che vive in famiglia: ne ha bisogno ma ha bisogno anche di opporvisi, di diventare diverso, autonomo, distinto da essa. Così comincia ed evolve la sua formazione. D'altra parte, la famiglia è legata all'adolescente, ne ha bisogno per avere un senso, ma lo stuzzica, lo stressa, lo minaccia, lo sollecita a reagire ad essa stessa, in modo che sia preparato ad affrontare il mondo.
Le relazioni in famiglia o nelle comunità più estese, minacciando i confini degli individui, li espone ad una alterazione da parte degli altri e quindi ad un possibile conflitto. Perché la comunità tende a confondere i confini di ciò che è proprio con ciò che è di tutti e perciò di nessuno. Pretende sempre un dono, un dare.
Allora, il conflitto viene calmierato dal Diritto.

Il Diritto restituisce i confini minacciati dal potere connettivo del dono obbligato e quindi contrasta la Comunità, pur confermandola. Per conservare in vita la Comunità, il Diritto la strappa al suo significato più intenso, (tutto in comune). Il Diritto costituisce e conserva la Comunità, destituendola a favore del singolo. Diritto è fare violenza alla violenza per controllare la violenza tra il singolo e la comunità. Perciò il diritto serve a mantenere in vita l'incessante dinamica del vivere.


Complicato? No: è la vita come è sempre stata. Il corpo umano è basato su sistemi in contrasto fra di loro, che vengono attivati dallo squilibrio e lavorano per ripristinare l'equilibrio, l'omeostasi.


L'uomo isolato non ha diritti, ma solo bisogni e doveri verso se stesso. A chi si rivolge per rivendicare diritti se sta solo al mondo?
Quindi nessuno è soggetto di diritti in prima persona ma solo di doveri. Solo nella collettività il soggetto è titolare di diritti che gli altri gli riconoscono (dopo che ha messo in comune il dono- munus - richiesto per farne parte). Per questo la Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo, senza basi comunitarie, non ha radici reali. Nasce morta e non produce vero progresso nei diritti. Li rende qualcosa di astratto cui tendere senza mai poterli davvero raggiungere. È qualcosa di appeso nel vuoto. Senza radici non può vivere: è un bel quadro appeso al muro, usato all'occorrenza per essere dato in testa ai nemici, ma non per essere davvero applicato da parte di tutti, senza differenze. È un pronunciamento alto: così elevato che in realtà è astratto, morto, e chi vi si appella ignora e così facendo distrugge l'equilibrio naturale sul quale dovrebbe fondarsi la vita, privando della sua intima natura sia la comunità sia il singolo.


Così il vaccinazismo: pretende di sradicare il male dal mondo, ma lo fa in modo così disumano, che in realtà non distrugge tanto il virus quanto l'uomo. Come la Dichiarazione Universale ottiene il risultato paradossale di distruggere i diritti naturali delle comunità. Si sostituisce a essi, fingendo di difenderli. Invece li uccide.


Il vaccino si sostituisce ai meccanismi naturali, ignorandoli e perciò distruggendoli, minacciando così la vita. Il vaccinazismo a oltranza è la trasposizione della perversione dei Diritti Universali nel corpo umano. Appare come la soluzione definitiva del diritto alla vita, in realtà appesta la vita, la sconvolge, la rende disumana e infine la distrugge.

Ma ecco la scoperta: il corpo umano è una comunità. Valgono regole simili ai diversi livelli. È la comunità di cellule, di organi, di mondi vitali differenti che difende la vita nel principio del TAO.
È l'immunità di gregge che impedirà la seconda ondata. Quante più persone oggi si infettano e producono anticorpi naturali (diversi da quelli indotti dal vaccino) tanto più si allontana il rischio della seconda ondata. I nuovi infettati, lungi dall'essere la notizia preoccupante che ci viene presentata è la vaccinazione naturale che meglio ci proteggerà da nuovi incontri col Covid19 in autunno. Se mai ricomparirà. E qual è dunque la migliore politica che con apparente paradosso meglio difenderà la salute delle nostre comunità? Lo stare insieme confidando nei meccanismi naturali di difesa della vita. Il contrario di ciò che viene proposto oggi.

(continua)