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Decreto sicurezza.

postato da blog.bertinifa.it [13/01/2019 09:41]
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Riassunto della parte che riguarda l'immigrazione:
• Richiesta di asilo politico*: aumenta il numero di reati che annullano la richiesta di asilo politico, dopo una condanna in primo grado, portando all'espulsione immediata.
• Il permesso di soggiorno non fa titolo per l'iscrizione all'anagrafe (si può usare la domanda di asilo politico presentata in questura). Ad ogni modo, il decreto sicurezza prevede che sia assicurato agli stranieri "l'accesso ai servizi erogati sul territorio ai sensi delle norme vigenti". Basta che i sindaci chiariscano in una circolare che è sufficiente il domicilio per accedere ai servizi pubblici, senza dover esibire la residenza e lo stesso varrebbe per i servizi privati (erogati dalle cooperative per conto dello Stato). Rimane quella che già era una scelta politica del sindaco: favorire o negare la residenza, per ostacolare lo straniero che entra. Il sindaco potrebbe comunque decidere che basta la domanda di asilo politico per accordare la residenza.
• Abolita la protezione umanitaria**, che garantiva un permesso di soggiorno concesso dalla Questura. Al posto del permesso di soggiorno in attesa di giudizio, ci sarà Procedimento immediato in Commissione territoriale per il riconoscimento dei requisiti per la protezione umanitaria internazionale.
• Trattenimento nei centri per il rimpatrio: raddoppiati i tempi da massimo 90 a 180 giorni.
• Revoca della cittadinanza: se una persona viene ritenuta un possibile pericolo per lo Stato, potrebbe scattare la revoca della cittadinanza in caso di condanna in via definitiva per reati legati al terrorismo. In più, una domanda di cittadinanza potrà essere rigettata anche se presentata da chi ha sposato un cittadino o cittadina italiana.
• Niente patrocinio gratuito per un migrante se il suo ricorso contro il diniego della protezione umanitaria viene dichiarato inammissibile.
• Fondi per i rimpatri: 500.000 € per il 2018, 1,5 milioni per il 2019 e 500.000€ per il 2020.
• Sprar: i centri comunali che ospitano migranti non potranno più accogliere richiedenti asilo politico o umanitario ma solo minori non accompagnati o chi è già sotto protezione umanitaria internazionale. Gli altri richiedenti asilo o protezione umanitaria saranno accolti dai Centri straordinari (Cas) e dai Cara.
* Richiede asilo politico, presentando in Questura una domanda di riconoscimento dello status di rifugiato, lo straniero che, per il timore fondato di essere perseguitato in patria, si trova fuori dal suo Paese e non può o, a causa di tale timore, non vuole avvalersi della protezione del suo Paese.
** La protezione umanitaria era concessa a chi vivesse in gravi situazioni personali: espatriati vittime di situazioni di grave instabilità politica, di episodi di violenza, di mancato rispetto dei diritti umani, di carestie o di disastri ambientali o naturali. Il riconoscimento della protezione umanitaria aveva a che fare non tanto con il paese di origine della persona, ma con la sua storia personale, con il suo livello di vulnerabilità e con il rischio che quella persona si lascia alle spalle. Non si può escludere che tra chi proviene da paesi stabili o non appartiene a una specifica categoria ci siano persone che hanno il diritto di ricevere una protezione umanitaria (per motivi sanitari ad esempio). Al posto della protezione umanitaria c'è un permesso di soggiorno per casi speciali cioè per vittime di violenza domestica o grave sfruttamento lavorativo, per chi ha bisogno di cure mediche perché si trova in uno stato di salute gravemente compromesso o per chi proviene da un paese che si trova in una situazione di calamità. Ha diritto a rimanere il richiedente che rischi trattamenti disumani e degradanti o semplicemente gli sia impedito l'esercizio delle libertà democratiche garantite dalla costituzione italiana e dei diritti garantiti a livello internazionale" (Cir).
Scopo del decreto. Al di là dei cavilli giuridici, col decreto, per la parte che riguarda l'immigrazione, si vuole colpire la criminalità di importazione e scoraggiare gli stranieri che pagano organizzazioni criminali per entrare illegalmente in Italia. Tra questi il decreto intende favorire la rapida discriminazione tra quelli che sono spinti da aspettative economiche e quelli che sono rifugiati politici o casi umanitari. I casi umanitari continueranno a trovare ospitalità, purché righino dritto. Chi non è rifugiato politico o caso umanitario non ha più diritto al soggiorno temporaneo e sarà perciò rimandato a casa.
Cosa succede agli adulti accolti negli SPRAR, già inseriti in programmi di inserimento sociale e lavorativo? Ai veri casi umanitari o ai rifugiati politici, niente. Se non sono né rifugiati né casi umanitari tornano a casa con i fondi messi a disposizione dal decreto sicurezza. Quelli in attesa di riconoscimento vanno nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr), in attesa dell'espulsione, fino a prova contraria. Potranno restarvi fino a un massimo di 180 giorni.


Chi si oppone al Decreto dice: "è inumano: viola i diritti umani". Secondo tali difensori dei diritti umani, chi oggi resta zitto è disumano (più esattamente una "merda" secondo Massimo Cacciari) mentre loro sono sensibili ai diritti umani di tutti. Allora, per capire cosa significhi essere difensori dei diritti umani universali, bisogna rifarsi ad esempi concreti. Altrimenti non si capisce perché altre leggi che violano sia la Costituzione sia i diritti umani dei cittadini italiani siano state ignorate, senza che gli strenui difensori dei diritti umani di tutti facessero un fiato, un mugugno, una smorfia. Niente. Forse perché non erano di tutti ma riguardavano solo gli italiani? Forse i diritti umani non sono così universali, ma valgono solo per i "poveri" clandestini che entrano in Italia? "Prima gli stranieri" sarebbe dunque di sinistra. "Prima gli italiani" sarebbe di destra.


Se gli strenui difensori dei diritti umani ... degli altri erano distratti poco male: è umano. Basterebbe che si battessero il petto per tutte le distrazioni del passato a sarebbero riaccolti fra gli esseri umani fallibili. In realtà non erano distratti: erano solo vittime di un meccanismo infernale che rende le persone schiave e pure contente di esserlo. Per vedere tale macchina diabolica e cercare di non farsene più irretire, ci sono diverse strade. La più semplice è chiarire il punto: chi dice quale comportamento sia o non sia umano?


Poi c'è da chiedersi cosa significa: "essere umani"?

Cosa significa essere "disumani" o "bestie" o "merde?

(secondo la narrazione che va dalla gente comune al segretario del PD al filosofo Massimo Cacciari)

È questione di autostima. Poiché siamo poca cosa, c'è un grande domanda di grandezza. Così c'è l'offerta di sentirsi superiori agli altri, aderendo all'idea grandiosa dei diritti universali. Difficile resistere. Ma a un certo punto della vita si nota che cedere all'idea grandiosa è la strada che conduce all'odio, se no proprio degli altri, quanto meno di sé stessi. Ne consegue la scelta autodistruttiva o l'assassinio per scopo "umanitario". Da cosa nasce quel giudizio "disumani-bestie-merde" se non dalla megalomania delle idee grandiose? Cacciari si è fissato sul suo essere stato un bambino prodigio. È un megalomane. Tanto lui è superiore agli altri, quanto gli altri sono delle merde. Occhio: la strafottenza di Cacciari è l'anticamera della megalomania e del razzismo di Hitler. Quindi bisogna diffidare delle idee grandiose e svegliarsi se ce ne siamo innamorati. Perché ci fanno odiare chi, non pensando come noi, fa vacillare il nostro fragile altarino. Da lì a odiare gli italiani o anche noi stessi, che non siamo all'altezza delle nostre idee, il passo è breve.


Per uscire dal mito delle idee perfette, facciamo esempi concreti di umanitarismo in azione:
È disumano strappare o uccidere un cancro rischiando di uccidere anche chi lo ospita?
È umano radere al suolo Dresda, con dentro vecchi donne e bambini, per far finire prima la guerra?
È umano radere al suolo Hiroshima e Nagasaki a guerra pressoché finita?
È umano negoziare con la mafia stragista sul 41 bis?
È disumano fare del disumano 41 bis uno strumento antimafia?
È umano bombardare un popolo per salvarlo dal dittatore "disumano" che vuole difenderlo? (i bombardieri partivano da Aviano, autorizzati da D'Alema. La sinistra applaudiva sentendosi umanitaria ...)
È umano l'obbligo di inoculare farmaci pericolosi, con modalità pericolose, in tutti i neonati italiani, in carenza di condizioni di pericolo oggettivo che rendano il rischio un male minore?
È operativa da anni una tratta di esseri umani, allettati con propaganda ingannevole, per farne manodopera sottocosto all'estero, sottraendola alle giuste rivendicazioni in patria. È un commercio di esseri umani così cinico e violento che definirlo disumano sarebbe eufemistico. È disumano ostacolare tale commercio che ci procura tanti semi schiavi, così utili per stare sul mercato?
È umano sostenerlo a scapito della fasce più basse della popolazione italiana?
È umano trattare l'Africa come la stiamo trattando?
È umano assecondare la falsa illusione di un felice inserimento nei paesi più avanzati dell'Africa?
È umano fare la carità per strada o davanti alle chiese?
È umano e antirazzista pensare che gli africani abbiano bisogno della nostra elemosina?
La Chiesa ha sempre chiuso gli occhi sugli abusi dei suoi sacerdoti. Ha benedetto i soldati che andavano a uccidere o morire. Ha sempre chiuso gli occhi sugli abusi fatti dalle potenze straniere sul suolo africano. Oggi che l'Italia riceve lo stesso trattamento dell'Africa, continua a chiudere gli occhi sulla devastazione che le stesse politiche colonialiste producono in Italia. È umano l'umanesimo della Chiesa?


La scelta di approvare nella sua sostanza il Decreto Sicurezza può apparire umana o disumana secondo il contesto (cioè il modo in cui il contesto viene distorto dalla stampa) e secondo l'ampiezza dello sguardo (se non si coglie tutta la filiera che dalla devastazione delle risorse africane, organizza la tratta dei suoi abitanti per segare le gambe alle rivendicazioni sindacali della nostra mano d'opera, è difficile giudicare in modo umano). E non abbiamo ancora provato a definire che cosa sia umano o disumano. E non abbiamo ancora considerato che distinguere tra umano e disumano sia in sé stessa un'operazione che, se non è disumana, rischia di essere quantomeno megalomane.
Lasciamo da parte la Filosofia e restiamo nel concreto.


Sono d'accordo con Gianfranco La Grassa, economista marxista. A causa del tipo di opposizione fatta dalla sinistra italiana al decreto sicurezza, si è costretti a prendere una posizione che sembra sostenere chi non si vorrebbe sostenere affatto. Secondo tale opposizione sarebbe disumano lasciare 18 giorni 49 migranti su due navi ONG. Se questa scelta politica è disumana, allora cos'è lasciare da due 2 anni i terremotati italiani in prefabbricati inadeguati che ormai si stanno disfacendo sotto la neve?
Non è il numero dei fermati in mezzo al mare che conta, dice La Grassa. È una questione di principio; quando cedi su 1 ne arriveranno 1000. Ed è ora di finirla con le torture cui sarebbero sottoposti costoro se fossero riportati in Libia: c'è un agenzia europea pronta ad accoglierli lì. Basta che si rivolgano nel posto giusto invece di affidarsi alla mafia dedita alla tratta, al trasporto e alla vendita alle ONG di esseri umani. Solo il 7% fugge da reali guerre; il 93% sono "migranti economici"; non fuggono da alcuna persecuzione e sono solo illusi dai delinquenti che trafficano in esseri umani. Questi migranti economici devono smettere di pagare per venire in Italia. Perché sono figli dei ceti meno disagiati. Devono restare nei loro paesi e semmai vanno aiutati "laggiù". Quelli che vengono non sono gli affamati. Quelli affamati non possono pagare venire. Basta con questo falso buonismo.


Più ancora di La Grassa mi convince il giornalista Fulvio Grimaldi: una vita passata in Africa e in tutti i posti del mondo dove si è fatta la storia. Non ama Salvini, ma del decreto sicurezza anche lui dice: "il decreto sicurezza del fiduciario dei padroni è il minimo indispensabile per salvarsi". E aggiunge: "Razzista chi vuole rendere inappetibile l'Italia a migranti? Il contrario, antirazzista e anticolonialista. Pensate, io: un anticolonialista e antimperialista, uno che nel corso di quasi tutte le guerre e aggressioni da parte degli antropofagi occidentali, ha vissuto, operato, scritto e filmato dalla parte delle vittime, con i rischi e le conseguenze connesse sul piano delle condizioni personali, che dice: il decreto sicurezza non basta!
E che sarebbe giusto, umano, rispettoso dei diritti altrui, ostile a trafficanti e speculatori sulle pelli nere o brune, contro la tratta degli schiavi, evitare che vi possano essere motivi illusori, ma anche veri, per sollecitare lo spostamento di popolazioni. Ovvero tutto ciò che rende appetibile per un africano abbandonare la sua terra, la sua identità e cultura, facendo torto e danno a sé stesso, svuotando e disarmando il suo paese. Crudele, razzista? L'opposto! Razzismo è quello degli eredi di coloro che sugli schiavi costruirono sviluppo, ricchezze, nazioni. Anche allora i civili facevano il bene dei selvaggi!
Il divario che mi divide dai buonisti accoglienti ... deriva dal fatto che io dalle parti degli africani ci ho speso almeno metà della mia vita. Ho l'arroganza xenofoba e razzista di mettere al primo posto il diritto di ognuno di restare a casa sua, di esservi trattato bene, di non essere sfruttato. È ipocrita non vedere la sinergia che esiste lungo la filiera che porta da Raqqa in Siria o Herat in Afghanistan, o Dakar in Senegal, dove habitat ed economia sono stati occupati da necrofori armati o briganti economici dell'Impero, all'organizzazione di trasporti in terra e traghettamenti da barca a barca (chiamati "salvataggi da naufragi"), fino alle cooperative delle creste sulla sopravvivenza, ai caporali, alla grande distribuzione dai prezzi discount, ai partner della criminalità organizzata".
Per me può bastare: sia che si esamini la cosa dalle sue radici filosofiche, sia che si consideri la prospettiva di chi c'è stato in Africa per anni a vedere cosa sono le missioni religiose e le ONG, funzionali al meccanismo colonialista, sia che infine si ascoltino i leader neri panafricanisti, la conclusione è inequivocabile. Il decreto sicurezza sarà duro e doloroso ma è una terapia salvavita. Tirare in ballo la bontà e l'accoglienza quando ciò che si vuole far passare è schiavismo moderno è del tutto fuori dalla realtà.