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IMAGINE .. the Hell

postato da blog.bertinifa.it [07/01/2019 10:07]
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Immagina che non ci siano frontiere / Non è difficile da fare / Nessuno per cui uccidere o morire / E nessuna religione / Immagina tutta la gente vivere una vita in pace / Puoi darmi del sognatore / Ma non sono il solo / Spero che un giorno ti unirai a noi / E il mondo sarà unito.


Niente più divisioni o conflitti: pace sulla Terra e fratellanza tra gli uomini. C'è di meglio? Peccato che ciò che Lennon ci chiede di immaginare non è di amare l'umanità, ma di negare la nostra stessa umanità. Un principio positivo, l'amore, viene fatto crescere fino a spezzare ogni limite e confine. Così diventa assolto dal dovere di fare i conti con la realtà: amore assoluto.

La realtà è che amare tutti allo stesso modo è impossibile: non é amore. Pensate a quelli che amate. Immaginate di dir loro che li amate quanto il resto del mondo e che quel che accade al resto del mondo per voi è importante quanto quel che accade a loro. Come li farebbe sentire?

L'amore richiede una gerarchia, una unicità. Proteggiamo i nostri amati o curiamo il loro benessere, prima di occuparci di qualsiasi altra persona. La disparità di trattamento è intrinseca nell'amore. Senza differenze non c'è amore, soltanto l'uguaglianza nell'indifferenza. Solo amando le persone più vicine si può rispettare l'amore che gli altri hanno per sé stessi. Lo stesso vale per le culture e le nazioni.

Se i leader amano la loro nazione è probabile che rispettino l'amore che le altre nazioni nutrono per sé stesse. L'universalismo dice invece che l'affiliazione culturale è sospetta perché è esclusiva. Naturalmente alcune affiliazioni, che siano alla nazione, alla cultura, alla religione o alla tribù, portano al conflitto. Ma solo se la sopravvivenza è in pericolo.
Se non ci fossero culture che definiscono gruppi particolari, nessuno condividerebbe nulla con nessun altro. Non ci sarebbe nessun interesse comune in alcuna particolare società, e quindi nessuna armonia di valori o di obiettivi condivisi: soltanto una battaglia per la supremazia tra individui sradicati. L'utopia di Lennon quindi non è un sogno, ma un incubo: la formula per una guerra di tutti contro tutti.
L'utopia produce risultati spaventosi. Anche se è impossibile da realizzare, i seguaci dell'utopia credono che chiunque si opponga alla perfezione del mondo sia un nemico del bene e quindi da schiacciare.

Lo abbiamo visto accadere molte volte: dai cristiani millenaristi medievali agli islamici apocalittici, con la loro fede comune che tutto ciò che si frappone alla perfezione del mondo va abbattuto; dalla rivoluzione francese al comunismo e al nazismo e da lì alla nostra era di autoritarismo culturale, con la caccia agli eretici e ai dissidenti delle ortodossie sessuali, etniche, intellettuali ed altre ancora. Perché il mondo immaginario della canzone di Lennon è qui intorno a noi. La nostra cultura cerca di eliminare tutte le divisioni. Non ci può essere una gerarchia di valori. Tutto è relativo. Non ci sono verità o bugie oggettive, soltanto narrazioni in competizione. Tutti i pareri sono sbagliati, tranne il parere che le attuali ortodossie sono sbagliate; nel qual caso la carriera professionale o la reputazione sociale sarà distrutta. Nessuna cultura è migliore o peggiore delle altre. Nessun gruppo ha il diritto di definirsi come una nazione o governarsi sulla base di una cultura condivisa. Angela Merkel ha affermato che gli stati nazionali dovrebbero essere disposti a cedere la propria sovranità. I loro popoli non hanno il diritto di obiettare, perché il popolo di un paese sono semplicemente quelli che vivono in quel posto e non "un gruppo che definisce se stesso un popolo". Per la Merkel non esiste "un popolo"; soltanto gente.
C'è un'alternativa a questa visione universalista. Un regime nel quale le persone aderiscono a una cultura che li impegni a trattare ognuno con rispetto. Questi valori sono racchiusi in quei progetti comuni chiamati "un popolo" e una nazione, i cui membri li difenderanno per amore e lealtà contro tutti coloro che vogliono distruggere la loro indipendenza e le loro caratteristiche particolari e quindi minacciano la loro capacità di fare del bene alla loro comunità e alle altre in generale.