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La Pandemia che non c'è n° 28

postato da blog.bertinifa.it [13/07/2020 06:12]
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Basta confusione: serve un linguaggio preciso quando si parla di salute o di sicurezza o violazione sistematica dei diritti costituzionali.
Si fa passare l'idea che i "contagiati" siano un pericolo pubblico. Che debbano stare agli arresti domiciliari finche non abbiano fatto tre tamponi negativi. Ci prepariamo a fare dei TSO a qualche "contagiato" che non ci sta a rinunciare ai suoi diritti, come il diritto di andare al lavoro.


La differenza tra un "contagiato" e una persona che "ha incontrato il virus" ce l'abbiamo chiara in testa? No.

Il contagiato è solo chi presenta i sintomi della malattia.

Il malato e solo il malato è contagioso, com'è risaputo quando si parla d'influenza.


Se non c'è la malattia con sintomi, non c'è "contagio", c'è solo l'incontro con un virus che non porta a malattia, vuoi per la bassa carica del virus, ma soprattutto perché ci sono già gli anticorpi o altra forma di immunità naturale. Questi contatti sono benemeriti perché permettono al nostro sistema immunitario di reagire. Sono delle vaccinazioni naturali: quelle che funzionano meglio, senza fare danni.


Ogni giorno entriamo in contatto con decine di virus diversi, quasi sempre innocui. Siamo forse continuamente "contagiati"? Il contagiato è malato. Gli altri sono sani. Sani. E pure protetti. Non infettano nessuno. Chiaro?

Essere positivi al tampone, senza sintomi, non è contagio: è presenza di residui del virus nelle caccole del naso.

Quelle caccole lì non infettano nessuno.
Perché dunque la stampa continua a parlare di "focolai di contagiati", quando ormai numerose stime ci dicono che almeno un terzo della popolazione ha incontrato il virus costruendone gli anticorpi?


I focolai di contagio sono tali se le persone hanno sintomi, altrimenti è una bufala che serve a creare allarme sociale.