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La storia si ripete: prima come tragedia, poi come farsa. Marx

postato da blog.bertinifa.it [22/09/2019 16:33]
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Il centenario dell'impresa degli italiani a Fiume è l'occasione buona per sondare la tenuta di quelle intuizioni sulla storia che ricorre e che si ripete sì, ma come farsa di tragedie già viste.


All'indomani di tragedie come la prima, la seconda e la terza guerra mondiale (saremmo già alla quarta contando la guerra fredda) c'è uno stato d'animo tipico e ricorrente. Dopo l'orrore c'è sempre una qualche presa di coscienza tra la gente, che suona grosso modo così: "Basta! È ora di reagire contro quelli che impongono le guerre ai popoli e se ne stanno nei loro castelli a godersi lo spettacolo ed i ritorni economici".


La Resistenza fu uno di quei momenti, caratterizzati dalla capacità di andare oltre gli schieramenti e di trovare larghi accordi che consentissero di scrivere la Costituzione e di provare ad implementarla.

Anche la Resistenza degli italiani a Fiume, dietro il fascino del guitto di Pescara presentò punti in comune con quello spirito, tra i quali la Carta del Carnaro, madre della Costituzione del ‘48.

La Resistenza degli italiani alla guerra che ha distrutto il nostro paese, quanto una guerra con armi convenzionali (dall'uccisione di Moro allo stragismo a Tangentopoli, fino al passaggio della sinistra al nemico, inseguendo la meta del potere) corrisponde grosso modo al grande ribaltone politico del voto nazionale ed europeo che ha consegnato il potere alla farsa Salvini-Di Maio.

In questa pagliacciata il Dominus che ha preso il posto di Gabriele d'Annunzio è il comico genovese. Ma anche l'improbabile Capitano con divisa poliziesca che bacia il rosario non scherza quanto a farsa del poeta soldato.


La scoperta più interessante delle letture che ho fatto in questo periodo arriva questa mattina, quando concludendo il suo libro: FIUME l'avventura che cambiò l'Italia, Pier Luigi Vercesi scrive:

la continuità tra fiumanesimo e fascismo fu avallata dagli storici ... perché la destra insisteva nell'annoverare l'impresa tra le (proprie) cianfrusaglie nostalgiche. ... per la sinistra era più semplice liquidare Fiume come il drammatico episodio che spalancò le porte alla dittatura, altrimenti avrebbe dovuto porsi troppe domande sull'origine del fascismo.
(Fiume) fu il primo dei tanti episodi libertari e antististema degli anni venti. Se ciò che accadde dopo ... portò il mondo sull'orlo dell'abisso (...) non fu il passo successivo al fiumanensimo ma forse una reazione ad esso.

Parole implacabili se lette nella consapevolezza che il vero fascismo massonico finanz-capitalista, che spinse Mussolini a tradire il socialismo, diventando fascista come i suoi finanziatori e che sostenne e finanziò poco dopo Hitler per portarlo al potere (idem per Franco in Spagna anche se quello non fu fascismo ma dittatura militare) è lo stesso fascismo massonico finanz-capitalista che governa oggi l'Europa e che ha fatto diventare fascista la sinistra storica italiana.

Questa intuizione spiega il livore che oggi la sinistra nutre nei confronti dell'impresa fiumana e di quanto essa abbia il disperato bisogno di far uscire da se stessa il fascismo che le è entrato nelle ossa, sposando il liberalismo e il suo progetto Europeo, identico a quello che tramite Hitler la massoneria transnazionale cercò di portare a compimento in funzione anticomunista.

La sinistra storica italiana ha fatto lo stesso percorso opportunista fatto da Mussolini, sulla spinta della massoneria transnazionale. Per questo ha tanto bisogno di evocare il fascismo fuori da se stessa.

Compagni, se cercate il fascismo, guardatevi allo specchio.