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Politica - biopolitica - politica immunitaria

postato da blog.bertinifa.it [29/06/2020 10:10]
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8° (continua dal precedente post)

La biopolitica può essere descritta come una politica che difende la vita contro la politica dominante, per affermare sé stessa. Quanto detto finora è biopolitica che lotta contro la politica immunitaria, attualmente dominante. Per politica immunitaria intendo il vaccinazismo che pretende di eliminare definitivamente ed in un solo colpo, sia l'agente estraneo del virus, sia l'agente estraneo umano che non si lascia intimidire dal pensiero unico. L'obiettivo vero è ovviamente il secondo. Il miraggio di sterminare il babau del popolino, il virus, è mero strumento per il controllare il popolo assieme alla vita biologica. Ieri era l'influenza suina, poi il terrorismo islamico, oggi è il coronavirus, domani sarà un altro virus nato da un improbabile passaggio da un animale all'uomo (è dimostrato che questo virus non poteva derivare dai pipistrelli e che la tesi di tale passaggio era già pronta all'uso, che poi se ne è fatto, da anni). Il metodo è identico: creare una guerra contro un finto nemico, per creare una condizione d'eccezione che permetta di sospendere le costituzioni a favore di una governance globale, gestita da organismi internazionali, al guinzaglio del grande capitale. Prima la sospensione è a cicli ravvicinati. Poi, per sempre.


Esagerato usare il termine "vaccinazismo"?
Al tempo del nazismo, nel 1939 l'eugenetica, sostenuta da esimi scienziati tedeschi, giustificava per esempio la proibizione agli ebrei di frequentare le scuole. Oggi, l'esclusione scolastica dei bambini sani ma non vaccinati abbastanza, si basa sull'idea, sostenuta da esimi scienziati italiani, che se non si fa così si andrebbe incontro a gravi pericoli. Non si sa quali, visto che finora nel nostro sistema scolastico non c'è mai stato un grave problema sanitario. Però, come già detto, la politica totalitaria prevale sulle evidenze scientifiche. Il battage pubblicitario alla Goebbels, fa il resto. La politica immunitaria, antisociale, egoista, paurosa ma anche presuntuosa e prepotente, si impone alle masse, con poche voci antagoniste. A che pro?
È una politica che mira a immunizzare ciascuno contro ciascuno (distanziamento sociale) a sopprimere le comunità e il vivere comunitario. In vista di una governance centralizzata di livello planetario. Come già detto è una politica colonialista, razzista, imperialista, di lungo corso. Dura già da 4 secoli.


Nel senso marxiano del rapporto causa effetto fra strutture e sovrastrutture, é la struttura imperiale e colonialista a generare necessariamente politiche immunitarie, razziste, eugenetiche, aggressive e metastatiche. In altre parole è il rapporto di potere tra la ricca elite compradora e il resto del mondo a rendere necessaria la mentalità zootecnica che subiamo attraverso la manipolazione della scienza.
Il percorso che ha portato da questi presupposti predatori allo sviluppo di una dottrina statale fondata su una religione scientista è stato illustrato da Enzo Pennetta, nei suoi libri dedicati al darwinismo sociale. Oggi operativo più che mai. Il potere fondato sui dogmi scientifici, piuttosto che su quelli religiosi, dilaga.

Usando armi biologiche (virus modificati) e rispettive contromisure (vaccini) è il sistema che permette di controllare le masse dell'intero pianeta. Previa distruzione dello spirito sociale, comunitario, delle identità nazionali, della storia e dei suoi simboli (vedi distruzione sistematiche delle statue dei grandi in corso d'opera proprio adesso) tramite distanziamento fra individui, comunità, stati. Tutte cose che abbiamo sotto gli occhi.

Enzo Pennetta: Indagine sul darwinismo edito da Cantagalli nel 2011.

(continua)