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Riscaldamento globale e crisi del debito pubblico italiano

postato da blog.bertinifa.it [06/01/2019 21:36]
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Che c'è in comune tra questi due argomenti?
Che con le tecniche comunicative oggi disponibili a chi ha i mezzi per farlo, si può fare credere alla gente tutto e il contrario di tutto e poi ancora il contrario di quanto detto prima. Fino a che la massa rinuncerà all'idea che ci possa essere una verità scientifica.

Quindi rinuncerà a dubitare che ciò che gli viene messo davanti gli occhi possa essere la forma più sottile ed efficace di schiavitù.


Partiamo dal riscaldamento globale del pianeta. Basta lanciare l'argomento su google e si sarà sommersi da una quantità di dati e di immagini che tolgono ogni dubbio sul fatto che il riscaldamento c'è, che è causato dall'anidride carbonica e che perciò bisogna ridurre le emissioni ... comprando pannelli fotoelettrici e auto elettriche o vandalizzando il bel Paese con pale eoliche.


La mia idea, dopo aver visto fonti di alto livello è che ci troviamo di fronte ad una balla, fomentata da certi settori dell'economia ma, probabilmente anche da settori della finanza. Settori che stanno in cima alla piramide, che non hanno nessun interesse a far funzionare l'economia reale a pieno regime. Anzi ...


Dopo aver sentito questi scienziati e visto i grafici che sintetizzano la loro posizione, la verità che ritengo più attendibile è che il riscaldamento c'è stato, come tante altre volte nel corso della vita del pianeta; che non sarebbe stato neanche tanto importante, rispetto ad eventi climatici più recenti; che tale riscaldamento sta finendo; che ci stiamo inoltrando in una nuova mini glaciazione; che la CO2 centra marginalmente se non niente. Ci sarebbero altre emissioni, come quella di metano o le ceneri vulcaniche, che sono certamente più incisive e ben poco controllabili. il 97% dell'effetto gas serra è dovuto al vapore acqueo! Ho capito che la causa principale non è antropica ma astronomica (attività solare), che i grafici che ci propinano sono inattendibili oppure misurano solo gli ultimi 300 anni (ciclo solare) e si guardano bene dal mostrarci come variava la temperatura terrestre nelle ere precedenti.


Passiamo al "riscaldamento" del Debito Pubblico italiano. Tutti dicono che abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi e che le giovani generazioni pagano quello che i vecchi - cicale - hanno sperperato nei trent'anni precedenti al 2018. Balle: il debito pubblico deriva soprattutto dal pagamento di interessi chenon sarebbe necessario pagare!

Basta leggere chi ha fatto due conti per noi per cogliere subito che ci si trova davanti ad un'altra balla colossale.


Il debito pubblico ha avuto una forte crescita dopo il 1981, data del divorzio tra Banca d'Italia e Tesoro, e passa dal 54% del 1980 al 117% nel 1993. La spesa per interessi esplode dopo tale divorzio e passa dal 4% all'8% del PIL in meno di 4 anni.
Il deficit esplode negli anni 80 a causa di 2 fattori:
Incremento incontrollato spesa per interessi
Incremento spesa pubblica corrente tra anni 70 ed 80.
Dal 1992 al 2018 il saldo primario- attualizzato al 2018 - è di 1.043 miliardi € ovvero il 60% del PIL.
L'Italia ha pagato tra il 1980 ed il 2018 la bellezza di 3.872 miliardi di € di interessi, pari al 219% del PIL, una cifra enorme. Attualizzando i dati, il cumulo degli interessi pagati tra 1980 e 2018 ammonta a quasi 4.000 miliardi. Tenendo fermi i saldi primari ed i valori di PIL dal 1993 in poi, abbiamo visto l'evoluzione del Debito Pubblico dal 1993 ad oggi. Se nel 1993 il Debito Pubblico fosse stato del 60% oggi sarebbe al 27%, e pagheremmo circa 13 miliardi di interessi anziché 64.
Avanzerebbero dal bilancio annuale dello Stato 40 miliardi, con i quali si potrebbe ad esempio abbassare la pressione fiscale dal 42,5% al 40%, oppure lanciare un piano colossale di investimenti pubblici, o dotare il paese di un welfare all'avanguardia.
In sintesi, negli ultimi 20 anni (1999-2018) il debito e' passato da circa 1.770 a 2.310 miliardi di € (valori 2018) restando sopra al 110% del PIL nonostante il fatto che:
abbiamo pagato 1.650 miliardi di interessi (valori attualizzati al 2018)
abbiamo realizzato saldi primari attivi per 650 miliardi (valori attualizzati al 2018)
Sempre in sintesi, negli ultimi 30 anni (1989-2018) il debito e' passato da circa 1.200 a 2.310 miliardi di € (valori 2018) aumentando dal 90% al 132% del PIL nonostante il fatto che:
abbiamo pagato 3.154 miliardi di interessi (valori attualizzati al 2018)
abbiamo realizzato saldi primari attivi per 994 miliardi (valori attualizzati al 2018), cifra che non ha eguali in Europa
In conclusione l'Italia ha comunque fatto per 30 anni enormi sacrifici, con risultati sul fronte del risanamento nulli, e straordinariamente negativi sul fronte della crescita. I salari reali sono scesi al livelli del 1997, il PIL procapite è precipitato e la disoccupazione è scesa leggermente soltanto al costo di decine di miliardi di incentivi e della precarizzazione di milioni di persone.
L'Italia è stata svenata dagli speculatori e dai politici al soldo degli stessi.

Ma gli italiani non lo sanno e intanto stanno pensando di fare debiti per acquistare un'auto elettrica ..... tanto per dare una mano al pianeta.