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Seconda ondata ... di balle

postato da blog.bertinifa.it [23/07/2020 15:51]
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Il 16 luglio scorso è uscito il rapporto ISTAT ISS dal titolo:

Impatto dell'epidemia covid-19 sulla mortalità: cause di morte nei deceduti positivi a sars-cov-2.

Mio commento in rosso (merita avere la pazienza di leggere: c'è da sbellicarsi dalle risate).

Sono state esaminate 1/6 delle schede di morte dove si registrano presenza del virus e concause di morte. Risultato: nell'89% la causa di morte iniziale, cioè principale é il SARS CoV2. 9 su 10. Nell'11% delle schede esaminate, causa di morte principale sono altre malattie.

 

Bisognava dire "sarebbe" la causa di morte iniziale. Tampone positivo non significa malattia Covid 19, perché il tampone non misura la carica virale, la provenienza del virus (può essere un inquinante del tampone stesso o provenire da altre fonti di inquinamento) nemmeno che si tratti del ceppo di virus attivo in quel momento. Dice solo che nel muco del soggetto o del cadavere esaminato ci sono frammenti piccolissimi di coronavirus che si ritiene (cioè "si spera") siano specifici del SARS Cov2. La carica virale è dirimente per definire l'infettività ma anche per dire se c'è una malattia specifica o no.

Trovare un meningococco nel mio naso non significa né meningite, né che sono un diffusore di meningite. Significa solo che nel mio muco nasale c'è qualche meningococco che se ne sta lì buono, come nel 30% degli italiani.

Neanche i test sierologici sono dirimenti perché non c'è un anticorpo specifico contro il SARS CoV2 (si usano anticorpi contro il SARS Cov 1). Neanche le autopsie si fanno, su raccomandazione OMS.

E allora, in base a cosa si certifica la causa iniziale?

Ve lo dico io: in base a un sospetto, a una supposizione, fortemente raccomandata dall'OMS.

 

Non ci sono concause di morte preesistenti a COVID-19 nel 28,2% dei decessi analizzati.

Solo nella classe di età 0-49 anni la percentuale di decessi senza concause è più bassa: 18%.

Il 71,8% dei decessi di positivi al SARS-CoV-2 ha almeno una concausa di morte.

Le complicanze di COVID-19 che portano al decesso sono principalmente la polmonite (79% dei casi) e l'insufficienza respiratoria (55%).

 

Un quarto dei decessi positivi al tampone non aveva concause di morte. Sono le polmoniti o insufficienze respiratorie causate dal SARS Cov 2 ma anche da altri patogeni, perché, come ammette la stessa OMS il tampone positivo NON ESCLUDE ALTRE PATOLOGIE, come ad esempio l'influenza stagionale, che era normalmente in corso o una legionella o altro ancora. Polmoniti e IR sono le complicanze che, nel 10% dei colpiti dal SARS Cov2, se non c'è terapia adeguata, portano gli anziani a morte certa, anche in assenza di altre patologie importanti. Questo bisognava dire.

 

Il COVID-19 è 9 volte su 10 la causa del decesso.

È presumibile che il decesso non si sarebbe verificato se l'infezione da SARS-CoV-2 non fosse intervenuta.

Nel restante 11% dei casi il decesso si può ritenere dovuto ad un'altra malattia (o circostanza esterna). In questi casi, COVID-19 è comunque una causa che può aver contribuito al decesso accelerando processi morbosi già in atto, aggravando l'esito di malattie preesistenti o limitando la possibilità di cure.

 

Tipica dissonanza tra il titolo e quanto poi più giudiziosamente si dice nel testo.

Nove volte su dieci il virus uccide, dice il titolo ma poi si "suppone" che il soggetto non sarebbe morto senza il SARS Cov2. Si "crede" che senza il coronavirus (di dubbia presenza, giacché potrebbe trattarsi anche di un altro virus influenzale o di altra comune infezione ospedaliera) il paziente già gravemente malato avrebbe vissuto chissà quanto ancora. Nel primo comunicato (vedi sotto) si dice il contrario.

Anche l'influenza uccide questo tipo di malati. Anzi, uccide più giovani l'influenza che la SARS Cov2. La realtà è che quando dà complicanze, in soggetti predisposti da altre patologie o stati di intossicazione o debilitazione, in mancanza di terapie preventive e curative, o magari con l'aiuto di terapie inutili o sbagliate, il Covid 19 uccide. Come tanti altri virus o batteri o clamidie in simili circostanze). Il titolo è un atto di fede nella nuova religione basata sul castigo del Dio Denaro. La scienza medica è altra cosa.

Rilevante l'affermazione: "La polmonite è presente nel 80,5%, NON è la causa diretta o iniziale di morte ma la prova che il virus, che provoca polmoniti, lo sia".

Tradotto: NON si muore di polmonite o di insufficienza respiratoria ma del coronavirus che le causa. Ma (grave imprecazione) come (ca**o) si dimostra che è proprio il nostro virus che le ha causate?

In mancanza di riscontro diagnostico autoptico o prove sierologiche, istochimiche che sono normalmente le uniche che contano, serve tanta fede nell'OMS e nell'ISS.

In base a questi presupposti fideistici, nel 2020 tutti sono morti di SARS Cov 2 anche se il n° dei morti complessivi è inferiore agli altri anni, come ad esempio a Padova e in Provincia.

 

Mantova: la curva oltrepassa quella del 2017 intorno al 25 marzo.

Due settimane prima, l'11 marzo si è scatenato l'inferno che ha modificato radicalmente protocolli, approcci terapeutici, modalità di registrazione dei morti e mancate autopsie.

Domanda retorica: Chi ha causato tutti quei morti? Il virus o il blocco del sistema sanitario?

Precedente rapporto ISTAT ISS del 9 luglio:

Il contributo dei decessi Covid-19 alla mortalità generale in Italia nei primi 5 mesi del 2020.

Figura 1. Andamento giornaliero dei decessi segnalati al Sistema di Sorveglianza Integrata Covid-19, per area di diffusione dell'epidemia. Periodo 29 gennaio-31 maggio 2020.

Si nota il forte impatto dovuto al blocco del paese e alla sua fine, sulla curva di mortalità! Un ca**o! Niente!

La curva è una tipica curva di Farr (William Farr epidemiologo che descrisse 180 anni fa questo tipo di infezioni). Chi aveva pronosticato, da subito, l'ininfluenza del blocco su un virus altamente infettivo, che tende ad auto estinguersi come ogni tipica influenza, vuoi per i raggi UV, vuoi perché non trova più soggetti abbastanza ricettivi per infettarsi, adesso dovrebbe entrare in ogni comitato tecnico, a prendere il posto di chi non ne ha detta giusta una!

Ma andiamo avanti, perché merita ...

La minore mortalità complessiva nel mese di maggio 2020 rispetto allo stesso mese della media 2015-2019 può in minima parte essere attribuito a una sottostima dei decessi che vengono riportati all'Istat, ma più verosimilmente è legato a un fenomeno di harvesting, le cui conseguenze si iniziano a vedere in questo mese: l'impatto del Covid-19 ha molto probabilmente causato nelle persone con condizioni di salute estremamente compromesse l'anticipazione delle morti che sarebbero comunque avvenute nel breve periodo. Inoltre, può essere ipotizzato che, in alcuni casi, il Covid-19 possa non essere la causa principale del decesso, ma semplicemente una concausa e che pertanto non abbia un impatto diretto sulla mortalità complessiva.

Per spiegare un'anomalia della loro narrazione, si arrampicano sugli specchi dicendo il contrario di quello che diranno solo una settimana dopo. Cioè che il SARS CoV 2 è la causa del decesso nove volte su dieci.

Nei primi 5 mesi del 2020, dei 191.228 decessi totali, 31.763 (16.6%) sono di soggetti con tampone positivo. Questa distribuzione varia all'interno delle aree di diffusione (Figure 6-8).

Figura 6. Andamento settimanale periodo marzo-maggio 2020 dei decessi totali e dei decessi Covid- 19. Valori assoluti dei decessi di persone in età 50 anni e più. Province con alta diffusione Covid-19.

Se si confronta la mortalità generale con quella Covid-19 nelle province ad alta diffusione (Figura 6), la mortalità Covid-19 contribuisce al 28% della mortalità generale: in particolare nei mesi di marzo e aprile il contributo dei decessi Covid-19 è pari al 30%, scende al 16% nel mese di maggio.

Nelle province a diffusione media (Figura 7) il contributo del Covid-19 è pari al 10% mentre scende al 3% nelle province a bassa diffusione (1% se si considera il solo mese di maggio) (Figura 8).

Figura 7. Andamento settimanale periodo marzo-maggio 2020 dei decessi totali e dei decessi Covid- 19. Valori assoluti dei decessi di persone in età 50 anni e più. Province con media diffusione Covid-19.

Figura 8. Andamento settimanale periodo marzo-maggio 2020 dei decessi totali e dei decessi Covid- 19. Valori assoluti dei decessi di persone in età 50 anni e più. Province con bassa diffusione Covid-19.

La divisione in tre zone di diffusione serve ad enfatizzare dati che se presi nel loro insieme si sgonfiano da soli come una bolla di sapone. Abbiamo capito che in quattro città e in tre zone d'Italia sono morti troppi, ma intanto questo mini disastro non può essere attribuito al solo virus. Poi, in base a quale principio di prudenza un grave incidente giustifica il blocco dell'intero paese?

Il crollo del ponte Morandi significa forse che tutti i ponti autostradali sono a rischio di crollo?

Ultima domanda retorica: quanta fiducia riporre in due istituzioni pubbliche, al guinzaglio dell'OMS, che a distanza di una settimana dicono una cosa e poi il suo contrario?