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Una domanda che ti può cambiare la vita

postato da blog.bertinifa.it [09/05/2019 13:50]
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Durante la discussione in Consiglio sulla Mozione della consigliera Bragato, si sono viste due scuole di pensiero, contrapposte.


Una si appellava ad articoli di legge, commi, regole, principi, criteri, algoritmi etc. Il principio che sovrasta le persone. Deutschland uber alles. Got mit uns! Tanto per fare un riferimento storico.


L'altra parlava di persone impegnate a far crescere la coesione sociale piuttosto che il proprio ego. Il principio al servizio delle persone e del dialogo tra esseri umani reali e viventi.


La prima mentalità mostrava una determinazione che sconfinava nell'arroganza sarcastica, se non nella furia per lesa maestà.


L'altra mentalità mostrava un accorato appello a considerare la vita tra persone reali prima dei principi e dei paletti.


Il quadretto mi ha ricordato quello che per un noto padre gesuita è lo spartiacque fondamentale fra i due atteggiamenti. Una decisione radicale che si gioca rispondendo alla domanda:


" Cos'è più importante? L'idea perfetta o l'essere umano? Cosa sacrifichi per primo?"


È una domanda che può cambiarti la vita. Per questo è importante porsela prima possibile. Dalla risposta deriva l'atteggiamento verso le questioni politiche e sociali che ci interrogano ogni giorno.


Attenzione! Gli ideali, le idee perfette, assolute, "alte", sono necessarie ma vanno maneggiate con prudenza. Possono indurre dipendenza e portare a comportamenti violenti e spietati. È molto facile innamorarsene, generando atteggiamenti pericolosi per se stessi e per gli altri.


Si chiama fondamentalismo e tratta leggi e regolamenti come una religione piuttosto che come uno strumento della sovranità politica di un popolo per autodeterminarsi.


La storia è piena di stragi, di roghi e persino di guerre di aggressione nel nome di alti ideali, di idee assolute, come giustizia, libertà, democrazia, umanità. Nefandezze contro le persone fatte nel nome di principi e idee che avrebbero dovuto invece difendere le persone.


Questo non significa che si debba rinunciare alla legalità o alle regole valide per tutti. Significa solo che le leggi e i regolamenti devono essere rigorosamente al servizio delle persone reali. Piuttosto che al servizio del proprio Ego (nascosto sotto le sembianze di leggi e cavilli).


Si sta molto poco a diventare razzisti nel nome dell'antirazzismo; fascisti nel nome dell'antifascismo; sessisti nel nome della parità fra generi o assassini nel nome della Pace.


La legge va rispettata, ma nulla vieta di lottare per cambiarla o di violarla apertamente come forma di protesta e di lotta politica.


Ad esempio: il fiscal compact o il pareggio di bilancio sono leggi ingiuste che devo rispettare, ma che ho il diritto di criticare e di tendere ad abrogare attraverso la mediazione politica. Perché le leggi sono al servizio della collettività e non il contrario. Guai se si dà per vero il contrario.