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Raid razzista alla Magliana nell'internet point bengalese

postato da blog di Bruno Vergani [15/03/2010 18:14]
Sulle pagine di "Prospettive assistenziali" ero rimasto colpito e urgentemente interpellato dalla notizia del suicidio di Anthony, un ragazzo indiano adottato da una famiglia italiana. Segue la sua lettera testamento e alla fine la mia inadeguata risposta.


da Prospettive assistenziali (consiglio la visita per contestualizzare e approfondire la drammatica notizia)

LETTERA/TESTAMENTO DI ANTHONY (Testo integrale con le lettere in maiuscolo e sottolineate come nello scritto originale, omesso il nome della famiglia adottiva)

Ore 01,15 di giovedì 23-03-2002
Quest'idea mi è cominciata a vagare per la testa fin da quando avevo 8 anni, ma non ho mai avuto il coraggio di metterla in pratica, fino ad oggi.
Da quando sono venuto al mondo non ho mai passato un momento felice fino a che non sono entrato in famiglia ... Purtroppo questa felicità non è durata abbastanza, perché ogni volta che uscivo di casa la gente non faceva altro che insultarmi per il colore della mia pelle, per la mia altezza di 1m. e 50 e per il mio corpo così magro e senza un briciolo di muscolo. Quindi come potete aver intuito mi sentivo proprio un verme fuori casa, ma quando rientravo mi sentivo il ragazzo più felice del mondo.
VI PREGO QUINDI DI NON DARE NESSUNA COLPA AI MIEI GENITORI ADOTTIVI perché sono stati l'unici ad avermi voluto veramente bene e di questo li ringrazio di cuore.
Inoltre ringrazio anche due miei amici molto cari che mi hanno sempre impedito di fare il gesto fatale.
Molte volte ho parlato della mia idea a persone che credevo mi potessero aiutare a farmi cambiare idea ma non ho avuto altro che queste risposte: "ma non fare il cretino", "tu guardi troppi film", "ma vai via".
Molta gente pensava dentro di sé che raccontassi frottole ma adesso hanno avuto la prova che non scherzavo affatto.
Quando sono entrato alle superiori pensavo che quei anni di scuola li avrei passati più serenamente di quelli che avevo trascorso alle medie.
Invece non ho trovato che solitudine, tristezza e tanti brutti voti. A me piaceva studiare e mi piaceva andare a scuola, però da quando nessuno mi apprezzava per quello che ero la mia vita è tornata ad essere infernale come quando ero in India.
La vita fa schifo!!!!. Inoltre odio l'India. La odio perché mi ha messo al mondo.
Prima di levarmi dai coglioni voglio dire al presidente Berlusconi che il mondo potrà diventare pacifico se diventerà multietnico.
Mi dimenticavo, ho avuto il coraggio di suicidarmi solo per un motivo.
Perché un'altra persona ha fatto in modo di mettere dentro di me questo coraggio mettendomi due note sul diario, intestate alla mia famiglia.
Voglio però far notare alla professoressa X.Y. che è una testa di cazzo perché la prima nota l'ho falsificata e lei ci è caduta in pieno. Con questo voglio dirle che c'è sempre qualcuno più furbo di lei.
Mi sono scordato di dire a voi poliziotti di NON DARE NESSUNA COLPA ALLA MIA SORELLA D. perché anche se non ci parliamo molto so che lei mi vuole un monte di bene. Inoltre voglio dire ai miei genitori di non fare cazzate, perché anche se me ne sono andato io c'è sempre la D. che dovete mantenere!!!
Comunque spero che tutta questa difficoltà mi abbia maturato per affrontare il regno dei cieli, dove spero che ci sia più fratellanza tra gli umani.
Credo di avere detto tutto. No, una cosa non l'ho specificata. LA VITA E' UN INFERNO.
Addio a tutti.
Anthony

P:S.: Babbo, mamma, io non me ne sono andato perché non vi volevo bene, solo che questo non era il mio tipo di vita. Io non l'ho fatto per punirvi ma per levarvi un peso in più. Sarebbe stato molto meglio se setta anni fa fosse arrivato un altro bambino, che fosse più intelligente e non combinasse tante di quelle cavolate che vi ho fatto io.
Credo però, nonostante tutte le vostre forze, non sarei mai divenuto quello che avete sempre sognato mai sarei stato uno dei tanti imbecilli che ci sono in questo maledetto mondo.
Siete stati genitori perfetti, non mi avete mai fatto mancare nulla.
Peccato però che a rovinare la mia felicità sia stata l'India.
Probabilmente vi starete chiedendo ma cosa ho fatto di male per meritarmi questo? Ma io vi ripeto che la colpa è solo mia che non ero mai felice.
Non disperatevi troppo, perché c'è la D. che dovete ancor tirar su e aiutarla nei momenti difficili.
Scusate se le frasi non scorrono molto, ma non ho avuto il tempo di ricopiare.
Vi saluto di nuovo.

Caro Anthony, leggo la tua lettera/testamento e francamente non posso contestarne i contenuti." La vita ti fa schifo". "La vita per te è un inferno".
E' vero caro Anthony, hai ragione, talvolta accade. Posso e voglio solo starti e starmi vicino in silenzio per contemplare i cinque elementi che appaiono dall'ignoto e si combinano e ricombinano, rigenerandosi e perpetuandosi. Quando scrivi: "Scusate se le frasi non scorrono molto, ma non ho avuto il tempo di ricopiare", per un momento romperei il silenzio per dirti di non avere nessuna urgenza, perché non c'è fretta. Rileggi il testamento e riscrivilo meglio, copialo e ricopialo e poi fai un'altra copia tutta diversa. Mai definitiva. Insieme senza fretta.
Bruno

Però mi dico; questo mio approccio intimistico urge che diventi, nei fatti, anche gesto politico.