Cosa c'è in te, di me, che venero?
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E' esattamente lo stesso gioco, all'opposto, del “cosa c'è in te, di me, che non sopporto”. Quello che venero, ammiro smisuratamente, esalto, magnifico nell'altro... è roba mia! Quante volte ho piazzato il sole sul mio maestro di turno! Chi mi mostrava la luce diventava la luce e... doveva poi impersonificarla. E poi che amarezze/incazzature alla scoperta dei suoi limiti. Un vero tradimento! Quanto è stato forte il bisogno di avere qualcuno cui attribuire le mie qualità solari irraggiungibili. E' lavorando sulla mia vittima che, piano piano, sono diventato sempre più consapevole di questo gioco, ancora più sottile di quello con le parti che non sopporto!Le qualità generoso, spirituale, gioioso, felice, ricco, illuminato, innamorato della vita, nell'abbondanza, fiducioso, vitale... quanto le ho automaticamente messe su qualcun'altro, come fosse un appendino, pronto poi a ritirarle sdegnato, all'inevitabile manifestazione di quell'umana imperfezione per la quale, quella persona, diventava drammaticamente indegna, giudicata, condannata. E poi via, subito a caccia - semi automatica - di un'altro appendino, dove depositare quel pacco solare scomodo. Era troppa la mia abitudine a vivere dentro nella vittima! Non conoscevo altra esperienza. E' l'aria in cui sono nato, cresciuto, educato, fatto famiglia... E quando la consapevolezza è arrivata e ho deciso di venirne fuori, da quel momento ho iniziato un percorso che sembra non finire mai! E' come l'aria in cui siamo immersi. L'aspetto vittima è automatico, rassicurante, portatore di riconoscimento familiare, sociale, relazionale... Cosa sarebbe successo alle mia vita, alle mie relazioni se, di botto, una magia mi avesse rivestito del mio aspetto solare? Il sole è solo e magnifico, dà senza aspettarsi nulla, dà sempre, dà tutto a tutti...
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commenti
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fantastico ciò che hai scritto Alberto P., ti ringrazio di aver condiviso con tutti noi l' esperienza che hai vissuto,ho letto molte esperiemze come la tua, ma avendola letta su questo blog, a cui sono affezionata ,l'ho sentita più vera, e mi ha rassicurato molto sulla morte, e pure sulla vita presente..grazie ancora....
volevo poi aggiungere alcune mie senzazioni del cerchio di lunedi.E' stata una sera meravigliosa, ricca di belle e semplici condivisioni, era ancora di più che essere fra amici, quando eravamo in cerchio abbracciati uno all'altro sentivo una grande energia che saliva con dei forti brividi su e giu' dalle braccia, un gruppo e un maestro fantastici, grazie perchè mi avete dato tanto!!!! Anch'io come altri di voi faccio la trasformazione dell'energia per altre persone.E' strano mi funziona benissimo quando c'è un bimbo che piange, mi esuccesso in aereo, nel giardino di casa mia, in spiggia, dopo pochi minuti il bimbo si calma o come è successo in aereo si addormenta.. funziona! |
| postato da berny il 29/02/2012 09:10 | |
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Osservando una persona posso invidiare il fatto che questa abbia più soldi di me, ad esempio, quindi è come scrive Maurizio, per me, e cioè si può portare del rancore dentro se stessi perché, in questo caso, non si hanno i suoi soldi. Però, aggiungo, bisogna essere soddisfatti di quello che si ha e vivere ogni giorno intensamente. Ogni momento, ogni giorno è unico!
Interpreto l'invidia come un sentimento negativo, mai positivo ed anche nel vocabolario della lingua italiana viene "spiegata" in questo modo. Faccio veramente fatica ad interpretarla come sentimento sincero...Anche nel collettivo è negatività, infatti l'esatto contrario è generosità, altruismo. In certi momenti riesco a "vivere" qui ed ora e mi vengono in mente parole come gioia, felicità, generosità....non invidia. Che dite? Anch'io sabato pomeriggio ero a casa e non stava tanto bene...ho provato gli esercizi che abbiamo fatto lunedì e mi sono sentita avvolta da un'energia particolare...mi piacerebbe che li facessimo ancora tutti insieme, in quanto questo "aprirsi" e poi divorare i pesi mi ha portato veramente dei benefici durante la settimana. Mi piacerebbe farli sempre, nei momenti di difficoltà. Mi sento aperta per interiorizzarli: che bella sensazione! Chi continua a scriversi in anonimato non è detto che sia poco sincero o bugiardo. Non condivido questo pensiero. Anzi, molte volte si riesce a scrivere in tono più sincero non firmandosi con il proprio nome. E' uno spazio che uno si crea per poter essere completamente se stesso. Visto che nella vita ci si vede sempre in faccia, scrivendo - a volte - si innescano dei meccanismi che ti aprono il cuore e ti tirano fuori ciò che sei veramente. Una persona è sincera nel gruppo anche scrivendo in anonimato. Eroma non devi chiedere scusa proprio a nessuno :-) e non avere paura. Per me eri già leale prima, anche senza sapere il tuo nome. Non era necessario. E' una cosa tua interna e hai fatto bene a tirarla fuori se te lo sentivi, però come scrivi sembra quasi che chi non utilizza il proprio nome sia un bugiardo...a me questa cosa non va assolutamente!!! Io mi sento bene anche così, continuando a scrivere come sto facendo. Il cambiamento può avvenire anche firmandosi in anonimato....deciderà poi la persona a chi far svelare la propria identità: possono essere tutti o alcune persone in particolare. Io la penso così! A domani sera ;-) |
| postato da An. il 20/02/2012 00:20 | |
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E' successo anche a me, con una persona che avevo messo su un piedistallo. Esattamente un anno fà, questo piedistallo è crollato rovinosamente per un suo comportamento inaspettato. Ho provato un dolore così profondo che mi faceva svegliare di notte in lacrime. Per un pò non ci siamo frequentati....Ancora adesso, mentre scrivo, riprovo la stessa sensazione di abbandono. Ho cercato di coprire questa ferita non parlandone, forse lo stò facendo ora attraverso questo blog........
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| postato da Ale il 19/02/2012 11:59 | |
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La cosa bella della parola invidia é che ha un duplice significato, diametralmente opposto: da una parte Sentimento astioso che una persona ha verso gli altri, e specialmente verso ciò che reputa il loro pregio o le loro fortune; dall'altro sentimento sincero di ammirazione, sempre verso le medesime cose.
Io credo che la differenza risieda nell'astio e pertanto nel corpo di dolore che si manifesta nell'uno o nell'altro caso. Piú il nostro corpo di dolere é forte, meno viviamo il qui ed ora, e piú é forte l'astio, quindi l'invidia "negativa". Viceversa ne emerge l'ammirazione. |
| postato da Cate il 18/02/2012 22:41 | |
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Forse è proprio il rancore che in questo caso crea la differenza tra "venero" ed "invidio".
Grazie per l'interpretazione! |
| postato da Zeta il 18/02/2012 21:04 | |
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Zeta, c'è una reale differenza tra "venero" ed "invidio"?
Cosa c'è in lui/lei che tu, con rancore, "non puoi / non vuoi / non ti meriti... ? |
| postato da Maurizio il 18/02/2012 20:10 | |
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Chiedo aiuto a voi, a te Maurizio, per interpretare questa frase che mi sta assillando...
"Cosa c'è di me, in te, che invidio?" Come la si può interpretare? Ha senso porsi questa domanda? Grazie a chiunque vi si cimenti... A dopodomani :-) |
| postato da Zeta il 18/02/2012 15:58 | |
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Mi viene in mente il vecchio detto: " quando il dito indica la luna, c'è chi continua solo a guardare il dito". Non sarà che siamo tutti un po' miopi? La luna è lontana.
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| postato da Sole annebbiato il 17/02/2012 12:51 | |
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Questo é un argomento sul quale anch'io posso condividere qualche cosa perchè mi è capitato sia di essere appendino sia di appendere. Ed è vero: in entrambi i casi le delusioni sono cocenti!
Quando ho iniziato la mia esperienza di corpo/coscienza ho individuato anch'io nel maestro il mio sole su Maurizio, e una sorta di "innamoramento" mi ha totalmente pervaso. Non è un innamoramento classico, quello tra uomo e donna per intenderci, è un innamoramento del genere descritto da Maurizio nel post: si venera, ammira, esalta l'altro, in un modo totalizzante, vedendone solo gli aspetti positivi e - cosa ancor peggiore _ vedendo nell'altro solo quello che ci vogliamo vedere, quello che abbiamo bisogno di vedervi! E sí, anch'io poi mi sono furiosamente arrabbiata con il dott.quando ho scoperto alcuni limiti. Ma come: il mio venerato maestro é un essere umano??!!! Non è perfetto??? Ma di chi mi sono fidata io?! Quando sono finalmente riuscita a dirgli queste cose, il nodo si é sciolto e in me si é riequilibrato ciò che si era scombussolato. Purtroppo quando le parti si invertono, il disagio é maggiore perché si è totalmente indifesi ed in balia di colui che "si è innamorato di te". Non si puó fare nulla nemmeno quando l'altro si risveglia dall'innamoramento e ti attacca ferocemente. L'ho vissuto e pertanto....ti chiedo ancora perdono Maurizio per aver appeso su di il mio sole e per essermi tanto arrabbiata con te: ora so come si possa stare in quei panni!!! |
| postato da Caterina il 17/02/2012 12:04 | |
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Ricordo: nella mia scuola c'era un profe non della mia classe. Ero cotta dopo che aveva scoperto e lodato le storie forti che so scrivere. L'ha fatto anche davanti ai miei amici. E lì sono caduta come una pera. Ero tutta rossa. Dopo cercavo di incrociarlo nei corridoi, all'uscita, sempre con la scusa dei consigli letterari. E lui me li dava. Era dio. Per fortuna è non è successo niente. Ma mi prendevano in giro. Poi ho scoperto delle cose e l'ho ritagliato via come una figurina, tradita e offesa. Anche il ricordo ho cancellato. Adesso leggendo mi è esploso davanti come un petardo.
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| postato da Gi il 17/02/2012 11:28 | |


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