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davanti ad un'altra persona... quante cose si muovono

postato da Maurizio Castellini [07/02/2012 10:03]

Dover stare davanti ad un'altra persona, magari poco o per niente conosciuta, a meno di un metro di distanza... quante cose muove. Quante proiezioni partono! Cosa vedi in questa celebre immagine... la vecchietta o la giovane?

L'ho sperimentato anche io, ancora una volta, assieme al gruppo che guidavo ieri sera all'Università Popolare di Sona.

Le nostre parti si appiccicano all'altro e ce lo mostrano a loro immagine e somiglianza con la velocità della luce. Siamo così abituati a questo gioco che subito non ce ne accorgiamo nemmeno.

Prendono forma sull'altro soprattutto gli aspetti che ci neghiamo, i bisogni, le paure .

Così ci troviamo a sperimentare, anche inconsciamente, la voglia di vicinanza, di toccare, magari di un abbraccio, ma anche la paura di essere invasi o di invadere, la paura di essere toccati e toccare, la paura di infrangere le regole, la paura di svegliare il nostro bambino sofferente o quella sessualità che hanno bisogni che non possiamo / vogliamo / sappiamo soddisfare.

E tutto prende forma nel corpo, subito. Che lo vogliamo / possiamo sentire o no. Ho sentito il cuore battere, la gola stringere, il peso che si alterava e poi tante altre sensazioni forti e diverse per ciascuna delle persone cui mi mettevo di fronte.

Il corpo parla immediatamente, in ogni situazione, in ogni incontro, in ogni luogo, attraverso tante diverse sensazioni che non siamo abituati ad ascoltare, pronti invece a prendere subito una parte e reagire con il suo automatismo che viene dal nostro passato.

Quanto avrebbe il corpo da dirci, quanto potrebbe guidarci attraverso il respiro che si stringe, un freddo che gela, il cuore che batte forte, la stretta acuta dello stomaco, la gola che si chiude, il peso che sparisce, un senso di nausea, l'equilibrio che se ne va o al contrario la sensazione che lo spazio si dilata, i polmoni si distendono, il calore si espande, rilassamento dei muscoli, il sorriso che si accende...

Stare ad ascoltare non è interpretare. Anzi.

Se tentiamo di farlo ci troviamo subito nei guai dei giochi della nostra mente che è anche essa una parte.

Stare ad ASCOLTARE, imparare a farlo in diretta è il primo passo per imparare a stare nel qui ed ora con quello che c'è, entrando nella VITA che è solo nell'adesso. Sperimenare quello che c'è e poi... non attaccarsi ma lasciarlo andare, bello o brutto che sia perché tutto scorre, cambia, evolve.