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L'AIDS visto da BIGCAT E GATTO

postato da FFranchi [09/05/2010 20:11]

Ho pensato fosse meglio porre gli interventi di Gatto e Bigcat in un post a parte perché sono troppo lunghi ed impegnativi per un Blog in cui è apprezzata la concisione del botta e risposta. Inoltre colgo l'occasione per ribadire che io personalmente non condivido una parte cospicua di quanto da loro affermato. Per esempio, le loro spiegazioni virologiche e tecniche sono molto approssimative, ripetitive, spesso errate ed atte a creare confusione in un campo in cui invece sarebbe auspicabile maggior chiarezza.

1) A proposito di chiarezza, un quadro molto schematico sulle varie posizioni dei dissidenti è stato tracciato dal Gruppo di Perth nella lettera pubblicata sul sito, sia in inglese che in italiano (vedi colonna a destra, sotto "inserimenti recenti", lettera del Gruppo di Perth).

2) E' evidente che sostenere contemporaneamente che "il virus è innocuo" ed "il virus non è mai stato isolato" è una contraddizione e non può essere sottaciuta. Naturalmente queste due affermazioni si sminuiscono o si annullano a vicenda. Sminuiscono o annullano le argomentazioni dei dissidenti, diciamolo fuori dai denti. Qui devo aggiungere che la posizione di Duesberg non solo è perdente, ma è stata anche deleteria per il movimento, perché presta il fianco a molte critiche di non poco conto. Anche di metodo. Ha permesso una discussione senza fine, ha permesso di ignorare la posizione molto più semplice e forte della Eleopulos. La teoria di quest'ultima ha tra l'altro prospettive diagnostiche e terapeutiche che per Duesberg non esistono.

3) Le terapie "antiretrovirali" non provocano solo effetti collaterali, come sostengono molti dissidenti, ma sono state in grado -bisogna ammetterlo - anche di risolvere molte situazioni cliniche difficili, che altrimenti sarebbero finite male. E' aperta la discussione su loro dosaggi ed indicazioni e la ricerca di soluzioni migliori.

4) Dire quanto sopra non significa ammettere un loro effetto antiretrovirale: quei farmaci hanno tanti effetti, oltre a quello - supposto - antiretrovirale. Ho ocminciato a dirlo già tredici anni fa (e l'ho pubblicato nel 2005). Ora lo stesso viene sostenuto anche dalla Eleopulos e da altri, tra cui il dott. Koelhein (amico e coautore di Duesberg in una loro pubblicazione del 2003).

Cari Gatto e BigCat (aggiungo il 10/05/10 a risposta delle obiezioni sotto riportate tra il 9 ed il 10/05)

1) Vi avevo chiesto gentilmente di fare degli interventi concisi, più contenuti. Perché insistete con le "lenzuolate"? Non è il luogo adatto.

2) Se permettete, sono costretto a precisare che la Vostra posizione non è certamente la mia. Se non dicessi niente, il lettore potrebbe pensare che l'avvallo. Ciò non significa che sono contrario a tutto quel che dite, anzi.

3) In altre occasioni, per particolari motivi, ho spostato interventi di certi lettori su post dedicati. Non siete quindi censurati, anzi quel che scrivete è messo ancora più in rilievo anche se non condivido il modo, la confusione e frequentemente i contenuti.

4) se uno sostiene che l'HIV è innocuo, va' da sé che ammette e conferma la sua provata esistenza. Non può essere innocuo qualcosa che non esiste. Ecco allora che tale asserzione si scontra con le risultanze della Eleopulos. Ecco la contraddizione di cui parlavo e che ha implicazioni enormi.

5) Esempio di farmaci pericolosi ma usati correntemente: i dicumarolici son pericolosissimi, potenzialmente mortali, vengono utilizzati nell'uomo ma anche come topicidi. Osservazioni analoghe si possono fare per molti altri. La discussione verte sul rapporto rischio beneficio e qualche volta tale rapporto non è così evidente e chiaro.

6) Esempio di spiegazione che ritengo confusionaria ed errata (di Gatto): "I numerosi dubbi che emergono fanno stabilmente pensare che più che isolare uno specifico virus si sia isolato un gruppo virale con caratteri talvolta comuni ad altri gruppi virali a RNA e del tipo dei lentivirus. Forse ci sono in ballo questioni tecnologiche ad oggi irrisolte e quindi si ravvisa CERTAMENTE l'ipossibilità inequivocabile di definire elementi proteici e genomici di assoluta specificità per hiv, tanto che anche in quelle forme definite più specifiche le varianti non sono poche. Di conseguenza i test clinici di rilevazione risentono di tale reale incertezza tanto è che sempre hanno un livello di positività che lascia dietro di sé reazioni positive considerate per intensità e qualità negative. Su queste premesse un'altra cosa è certa: l'harrt è una totale assurdità da qualsiasi punto di vista."

AGGIUNGO IN DATA 11/05 ORE 17:50

Cari Gatto e Bigcat,
siete in un post a parte per i diversi motivi che ho elencato.
Aggiungo ora questi che seguono: la confusione che fate tra virus, DNA, RNA, molecole, anticorpi rivela quanto raccogliticce siano le vostre informazioni. Scusate se ve lo dico, ma non siete in grado di fare divulgazione. Avete provato a rileggervi? Altri non hanno dato giudizi positivi, l'unico arrivato era molto poco lusinghiero, tanto che l'ho tolto perché non voglio di nuovo assistere ad un crescendo di scambi simili. Ma voi non siete da meno nel vostro giudizio su coloro che non la pensano come voi.

Dato che esprimete male (spesso, non sempre) le idee dei dissidenti, favorendo una gran confusione, non posso esimermi dal precisare che io non supporto affatto quanto voi dite. E voi sicuramente non fate un buon servizio ad una informazione corretta.

E' chiaro che se nel blog intervengono sostenitori della teoria ufficiale, non c'è neanche bisogno che io dica ogni volta che la penso in modo differente: è così scontato! Ma alcuni di loro hanno spesso avanzato osservazioni e spunti originali e ragionevoli.

Bigcat ha letto nelle mie risposte quel che non era scritto. Infatti non ho parlato né di AZT, né di madri. Questo potrebbe essere un argomento da sviluppare.

Per Bigcat e Gatto: ho intenzione di prendermi 15 giorni di ferie per dedicarmi completamente a rispondere punto su punto quanto affrontato nelle vostre 20 pagine di appunti ed osservazioni. Nel frattempo accontentatevi così. Ogni tanto devo anche respirare.

 

 

INTERVENTI DI BIGCAT E GATTO IN ORDINE CRONOLOGICO INVERSO

 

 BIGCAT 07/06/10 ORE 14

 Lei Dr: Franchi come è ormai noto afferma che tra tutte le tesi sull hiv/AIDS sono discutibili  compreso quella del Gruppo di Perth!   Ma l'esempio della tossicita' del seme non basta a chiarire  l'acrobatica asserzione :" La positività al test HIV può essere
acquisita tramite rapporto sessuale, ma non può essere sessualmente trasmissibile". Gli effetti  della tossicita spermatica potrebbero inoltre essere falsati nella loro quantificazione ed efficacia da pratiche pre-rapporto anale che potrebbero  andare a sovrapporsi, pratiche che prevedono l'uso di lavaggi chimici rettali con sostanze dimostarate immunodepressive e capaci di minare la flora batterica intestinale fondamentale per il sistema ummunitario' nel suo intero, (da RA nov.2009). ma cio' non basta ancora. Se non si tratta (di un virus o piu' virus, vedi tesi di G. di Perth) cosa è che induce la positivitizzazione del test in certi soggetti a seguito di rapporti sessuali? E badi  bene, come Lei sa perfettamente  non solo anali omosesssuali  ma anche in  piu'consueti e fisiologici  rapporti etrerosessuali pene-vagina.  Inoltre il gruppo  di Perth NON PARLA DI AIDS ACQISITO SESSUALMENTE (questa e' una sua estrosa interpretrazione nella quale ha aggiunto anche il punto interrogativo a sua discrezione) nella lettera si parla chiaramenrte" di acqusizione di positivizazione al test HIV"..Cosa ben diversa  dunque!
PENSIERO  PERSONALE:
Chi non puo' trasmettere l'nfezione hiv (E CONSEGUENTE POSITIVIZZAZIONE DEL TEST)  pur essendo sieropositivo hiv,  sono solo coloro che hanno un buon sistema immunitario, e coseguentemente solo anticorpi hiv!, cio'  si potrebbe evincere  dall esame IgM hiv Io scommetterei (anche qualcosa$$ su questo!) e cioè, che la relazione tra assenza di trasmissione della positivizzazione del test hiv da soggetto a soggetto sia direttamente proporzionale al basso numero  di IgM hiv.!(del potenziale hiv-donatore)

 

BIGCAT (26/05/10 ore 23:08)

Riguardo al titolone L'aids visto da big cat..ecc.
Voglio farle notare Dr Franchi X ennesima volta una cosa che Lei insiste nel ignorare ! La mia posizione e punto di vista sulla questione hiv/aids è perfettamente allineata con quello che che si legge su AIDS TRAP se mai è Lei che ha una posizione poco chiara mi sembra, in quanto vuole criticare :
1 la tesi uffuciale
2 la tesi di Duessberg
3 la tesi del gruppo di Perth
Cio' non dice niente!
Di come Lei voglia gestire la sua politica scientifica sono affari suoi al 100% Lei non puo'
dire sul mio conto che io esprima male le idee dei dissidenti in quanto io non cerco di destreggiarmi come Lei tra tre tesi.
Io per modestia ne ho accetata una e non la trovo così criticabile fino a prova contraria, il doc. AIDS TRAP è un documento redatto da medici che sono suoi colleghi dei quale si dovrebbero misurare i risultati in campo prima di criticare. Lei elogia la terapia A.R.V. ma perche' non spiega ai suoi affezionati che cosa sia IRIS. e a 15 anni dall introduzione quali sono i reali benefici? (argomento che sarà anche trattato al congresso di Vienna di Luglio) a lei non risulta inoltre un incidenza di cancro alla prostata nei soggetti trattatati con ARV superiore alla media? e sono solo 15 anni.....PER ORA


Il suo cavallo di battaglia è che un test hiv positivo vuole comunque essere foriero di sventura prima o poi' e che comunque segnala "sempre" qualcosa che non va. E su che basi afferma questo ? Lei conosce il decorso di un sieropositivo nell arco di 80 anni? Lei non sa assolutamente niente di come evolveranno una larghissima parte di quei soggetti tipo me NIENTE! Inotre chi non avesse un test hiv positivo sarebbe un indice di buona salute? o di immunizzazione da cancro o leucemia? Allora mi spieghi come mai questi soggetti piu' avvantaggiati dal test hiv negativo prima o poi possono sviluppare disfunzioni immunitarie ed insorgenza di cancro lucemie sclerosi multipla ecc.(e cio' è provato !) . Ma non é ASSOLUTAMENTE provato invece quello che lei sostiene e cioè che un sieropositivo non possa vivere in perfetta salute da sieropositivo per 50 60 70 anni o tutta la vita. Lei non puo' affermare che un test hiv positivo rappresenti per tutti lo stesso significato, non ne ha le prove per adesso! CHE DIFFERENZA CI SAREBBE TRA UN SOGGETTO ' VACCINATO PER HIV E UN SIEROPOSITIVO''? Per ritornare al tema promosso da gatto sulle IgM e IgG?
Vede a causa di medici poco lungimiranti non solo nella cura dell aids , ma soprattutto in fatto comprensione e interpretazione del test hiv, io diffido nella maniera piu' assoluta del protocollo medico che si applica ai indiscriminatamente ai sieropositivi, la chiami pure sindrome C. Maggiore. Come mai un sieropositivo tipo me non avrebbe il diritto di prendersi una polmonite.?sensa gridare all' AIDS!!!! Bene Le dico subito che io ci penserei due volte a farmi curare col protocollo dei sieropositivi. potrei rischiare la vita nell immediato vero! Ma se la supero non avrò un ipoteca sulla mia salute futura! Ma io dico poi.... mi dovrei far curare da medici che ancora vedono i cartoni animati con titolo "hiv che infetta le cellule" , inoltre ammesso e non concesso che quello sia hiv che sboccia dalle cellule.....SI VORREBBE DI CONSEGUENZA PROVARE CON QUEL PUERILE FILMATINO CHE SAREBBE PURE ESORDIO DI AIDS?
Dico ancora C. Maggiore e' morta di aids perchè non si é curata ok rapide conclusioni!
Ma io vorrei sapere che cosa ha causato l'aids che l'ha uccisa (questa é la vera domanda) e la sua conseguente sfiducia per le cure'- Un atteggiamento come quello potrebbe forse essere causato da cure sbagliate che lei ha ricevuto in passato? Visto l'approccio indiscrimitato che di solito si pratica con i sieropositivi ci sarebbe da presumerlo, certo poi quando cure inutili le avessero magari compromesso il sistema immunitario sarebbe difficile riconquistare la fiducia nei medici e nella medicina..ufficiale..e io la capisco. Perche' ancora oggi non è stata redatta la statistica che differenzia nelle morti da aids quelle che sono state causate dai farmaci per estirpare hiv.'? O forse non esistono di questi casi?
PS messaggio per gatto sarei lito di chattare con te in privato se hai yahoo puoi add at your friends if you like it- bigcat699@yahoo.com

GATTO (25/05 ORE 00:05): ho tirato fuori la questione perchè ho tra le zampe un ragazzo di 18 anni con l'elisa positivo a marzo (era negativo ad ottobre dello scorso anno) e nel frattempo è stato ricoverato per un pneumotorace che gli ha dato parecchi problemi, dopo 2 interventi chirurgici è stato trattato per un lungo periodo con antibiotici (mi pare il Bactrim). Inoltre ha ammesso di fare uso di popper. Proprio un bel quadretto tipico da falso positivo. Il ragazzo è in attesa di fare il panel linfocitario e la PCR, ho scambiato 2 chiacchiere a vuoto coi medici del reparto di malattie infettive senza indispettirli: il referto di quelle analisi mi interessa! il ragazzo ovviamente è spaventato e terrorizzato, complice l'atteggiamento filoterroristico sollevato sia da loro che dal mondo intero. Gli ho spiegato un po di cose... non sa più a chi credere, se al mondo intero o al gatto. Non sà a chi credere, a volte sta con me e a volte no. Naturalmente sto facendo ogni sforzo possibile per non farlo cadere nella trappola e non entrare nel tunnel della paura e del terrore dove anche uno starnuto è colpa di hiv. Troppi quelli che spinti dal terrore hanno attivato l'haart sulla base, assolutamente incosistente, di un banale esame anticorpale o peggio ancora di una PCR o di un cd4+ appena fuoriposto per chissà quali vere ragioni. Lui adesso si spreca nel capire "da chi avrà beccato il virus" ... e io mi metto a ridere pensando questi discorsi ingenui. Nessuno al di là di ogni ragionevole dubbio può correlare la sieropositività di un soggetto con la comparsa di HIV in un altro/a, anche se questa può avere molti rapporti non protetti (ma poi cosa protegge il preservativo? il pene e la vagina... ma chi nel sesso sta vestito e usa solo il pene e la vagina?). Hiv può rimanere latente e senza manifestazioni cliniche o percettibili per decenni o per tutta la vita, la teoria ufficiale col suo periodo finestra dice balle. Altra questione è il discernere tra soggetti con solo gli anticorpi, i veri sieropositivi e possono essere solo immuni come lo è un "vaccinato", da coloro che alla PCR hanno un carico di DNA virale (non di particelle virali attive che nessuno in un esame, salvo l'analisi di una cellula al microscopio elettronico può rilevare [!!! non sono un esperto ma per quanto ne so è molto probabile che i retrovirus siano fortemente instabili essendo poco vitali fuori dalle cellule e fuori dai contesti degli organismi superiori tant'è che ad oggi hiv non è mai stato veramente fotografato]) in cui può esserci il sospetto di una presenza virale che non è detto però sia attiva! Insomma, dal punto di vista biologico e clinico la questione HIV ormai dovrebbe essere abbondantemente archiviata per la sua reale incosistenza. Purtroppo dal punto di vista sociale e degli affari non lo è e questo è gravissimo, sinora ha fatto molti più danni e morti il terrore e la "terapia" che il virus. Nè l'elisa, poi, nè il wb ne la PCR possono dire se il virus è presente/attivo/infettivo : positività anticorpale=ho il virus ... non è assolutamente detto anzi! Men che mai quella maledetta PCR, per la semplice ragione che la PCR amplifica qualunque sequenza di DNA (hiv-pcr-rna nel caso di hiv) che contenga un piccolo gruppo di nucleotidi, tant'è che c'è un livello statistico sotto al quale anche se c'è l'amplificato non lo si considera. L'utilità della PCR c'è solo in sede di ricerca (non nella ricerca di un microrganismo, ma per la Ricerca.. per i Ricercatori) e per la determinazione di componenti geniche di un microrganismo, non per la presenza o meno del microrganismo, men che mai per determinare la carica virale per la quale è un esame improprio, inadatto e non veritiero per sua natura.

Il punto centrale della questione è che se Alessandro (gli dò questo nome) continua a prendere gli antibiotici come il pane e per ogni cavolata, continua a mangiare schifezze e robacce come sta facendo e continua a prendere popper e altre porcherie, il suo sistema immunitario rimane depresso e non certo per hiv... poi hiv potrebbe anche addizionarsi e concorrere a fare danni ma che sia hiv la causa questo proprio no. Hiv è solo un retrovirus secondario e opporturnista. Può essere che il rientro in equilibrio lo renda negativo, al test anticorpale, anche nel giro di 2 anni o forse prima: allora era certamente un falso positivo. O richieda più tempo, tipo 5-10-20 anni, e ancora comunque potrebbero essere presenti elementi di reazioni incrociate... insomma ancora un falso positivo. Oppure potrebbe essere un positivo vero ma se le IgM si azzerano allora è come avere fatto un "vaccino", ma anche in questo caso - nel tempo - il tasso di IgG tende ad azzerarsi e tutto tornerebbe negativo o comunque sotto la soglia di rilevazione. Testare le IgG ci può solo dire che c'è stata o è in corso da tempo una reazione immunitaria, anche di memoria; testare le IgM ci può dire che la reazione immunitaria è dettata da un evento relativamente recente di ingresso di un microrgansimo o della sua riattivazione endogena. Già, della sua riattivazione endogena: infatti sequenze del genoma di HIV e di altri virus sono ampiamente ripetute nel nostro DNA. Tornando ad IgG e IgM di hiv, anche questi nulla possono dire sulla reale presenza del microrganismo, così com'è impossibile dirimere un vero positivo da un falso positivo, ad oggi. Per questo chiedevo lumi sul test delle IgM di hiv, che però il laboratorio qua da me non esegue e non so chi lo fà. Ipotizzando quindi anche un contagio vero e proprio con una reazione del suo sistema immunitario contro hiv si può ipotizzare che quell'esame elisa positivo diventi negativo tra qualche anno. E' successo, conosco già un caso che da elisa-positivo si è successivamente ritrovato in elisa-negativo e credo che un simile fenomeno avviene normalmente e molto piu spesso di quel che pensiamo, solo che questi non fanno per nulla il test e perciò giustamente non si pongono il problema. Nel caso di hiv le condizioni al contorno sono più importanti di hiv stesso: che significa ciò? il fatto è che se Alessandro mette in atto un processo di detossificazione reale del proprio organismo potrebbe vedersi il suo elisa nuovamente negativo. Le IgG-hiv possono essere una cicatrice immunitaria e rimanere ad un discreto livello anche per tutta la vita. Non so quanto possa influire, ma ho consigliato ad Alessandro di assumere acetilcisteina, io la prendo ogni tanto anche se formalmente sono negativo al test anticorpale di hiv (i gatti sono immuni). La sua storia mi interessa per incrociare i dati suoi con quelli di altri e credo, nei limiti della mia modesta esperienza, che anche il suo caso possa essere un tassello utile per rompere il legame fideistico tra hiv e aids se solo avrà la forza di non cadere nella trappola della haart e saprà reinquadrare la questione nei suoi veri termini.

GATTO (17/05 ORE 22:56) Finito il potere delle armi si cerca di tenere il potere con la minaccia microbiologica che fa più terrore. Una volta proliferavano le industrie delle armi, oggi proliferano quelle dei vaccini e degli antivirali. Il batterio fa molta meno paura perché è più "palpabile", sui virus la faccenda è più complessa: entriamo nel campo dove molto di quel che ci è stato detto è in realtà è aleatorio, relativo, spesso provvisorio e in tutti i casi condizionato. Basta prendere la vicenda di h1n1: un gran baccano velenoso e poi? pluff. Nessuno ha mai dimostrato che la penetrazione del virus necessariamente produce problemi clinici, tutti gli studi sono stati prevalentemente di tipo osservativo clinico con conclusioni secondarie: c'è una sindrome clinica genericamente influenzale o di altro tipo, si cercano le tracce di A-H1N1 e si possono trovare... allora si imputa la responsabilità al virus anche se questo non c'entra nulla! Poi si pubblica, si pubblica, si pubblica, magari togleindo spazi a pubblicazioni più interessanti e più importanti, e si raccattano tanti consensi che nelle carriere americane della ricerca sono fondamentali. Spesso neanche la sindrome influenzale di 3-4 giorni! insomma un sistema immunitario sano ed efficiente il virus lo vede, lo neutralizza e procede, magari lasciando la traccia degli anticorpi prodotti (magari, perché spesso non serve al sistema neanche fare la fatica di produrre anticorpi specifici). Peraltro ciò accade anche in sistemi immunitari di organismi non proprio equilibrati, e fortunatamente per quei soggetti! altrimenti su questo pianeta l'uomo o qualunque altra specie sarebbe estinta da tempo. Non dimentichiamo l'alterazione della definizione di epidemia prima e di pandemia dopo che ha operato il WHO (OMS) che ha così perso ogni credibilità, se mai ne poteva avere, ha mentito spudoratamente e ha alterato ogni concetto infettivologico condiviso, pur di sostenere qualcosa che non aveva consistenza alcuna o meglio, che l'aveva per le tasche di qualche pescecane senza scrupoli. Su hiv valgono considerazione grossomodo analoghe, con la differenza non da poco di una tossicità farmaco-indotta mortale necessaria a "giustificare" il terrore del cosiddetto aids, anche se è quasi ovvio che HIV e tutti gli altri virus circolino liberamente nella popolazione e che ad essi provveda in modo efficace solo il sistema immunitario. Quasi, dicevo, perchè il fattore terrore distorce tutto. E' vero, c'era e c'è ignoranza ma è anche vero che qualcuno ha cavalcato quell'ignoranza che a certe altre condizioni si sarebbe trasformata in consapevolezza e avrebbe sbaragliato l'inganno di hiv-aids. E' invece ovvio che la PCR possa trovare gli "scheletri" di microrganismi di tutti i tipi in una fetta consistente di popolazione e qui quante belle sorprese ci troveremo! Sapessi, grandeGatto, nelle nostre cellule quanti scheletri - e mica tanto scheletri - virali portiamo a spasso... e scopriremo anche che molti di questi non hanno anticorpi per tali virus (quindi sono sieronegativi, sic!) ma come detto, la PCR non ha nessun valore clinico-diagnostico. Lasciamo quella macchina nel laboratorio di ricerca di biologia molecolare... non certo in ospedale. E' comunque anche vero che la presenza di anticorpi (sieropositività) non vuole assolutamente dire che un soggetto sia ammalato, come ben sappiamo e come è stato fatto credere ai più, ma solo che ha avuto a che fare con un virus (anche HIV) e che il sistema immunitario l'ha riconosciuto e l'ha affrontatato e spesso, molto spesso, quasi sempre, vinto. Il GcMAF è una proteina attivante che fa parte di una famiglia di proteine attivanti i macrofagi espresse in diverse modalità e con differenti stimoli indotti o dai vari tipi di linfociti o dalle cellule più o meno alterate per ragioni diverse (anche in forma neoplastica) o da vari virus sia espressi, sia latenti (interferoni e interleuchine o citochine con i loro ligandi e i loro recettori). Il precursore appartiene alla grande famiglia delle proteine di trasporto e nel caso ai trasportatori della Vit D3 (che in diversi lavori recenti è in gioco nelle regolazioni delle efficaci reazioni immunitarie e negli squilibri immunitari). L'enzima nagalasi, nel lavoro indicato come componente della proteina gp120, è espresso dalle cellule alterate (neoplastiche) o dalle cellule infettate da virus, latenti o meno che siano: sembra che ciò sia legato alla attivazione di geni che così tendono a impedire la risposta immunitaria o almeno a rallentarla (comprensibile nel gioco della sopravvivenza cellulare). Insomma, la solita vecchia questione: non è specifico della presenza di HIV. HIV è uno dei tanti retrovirus lenti, secondari e opportunisti, che può rimanere latente per decenni come molti altri virus anche a DNA (ciclo lisogenico). Per 20 anni si è affermato che l'immunodeficienza è legata alla caduta dei linfociti CD4+ per loro uccisione da parte di HIV, ma da qualche anno sono innumerevoli i lavori scientifici di rilievo che attestano definitivamente (come già a molti era parso sin dall'inizio) che in realtà il quadro immunodeficitario dipenda da numerosi altri fattori più o meno concorrenti (a parte le tossicità farmaco-indotte che sono un'altra storia della questione su cancro e virus, per HIV in particolare): salta così fuori la disattivazione dei macrofagi per diverse ragioni e magari anche delle cellule dendritiche e di altro ancora. Il quadro è sempre meno chiaro quante più informazioni arrivano e quante più conoscenze emergono, difficilissimo riuscire a integrarle e ancora più difficile verificarle correttamente tutte. Il tempo farà chiarezza. Il lavoro di Yamamoto è molto autoreferenziale. L'idea è spettacolare non solo per agire in generale contro i virus, ma anche contro batteri, cellule neoplastiche, cellule autoimmunitarie, cellule con frammenti virali latenti... insomma contro tutto ciò che non funziona e inibisce la reattività immunitaria equilibrata. I dati del lavoro indicato sono molto preliminari anche se fortemente suggestivi, ma nulla di preciso si sa dei 15 pazienti (asintomatici non anemici... ma hanno mai fatto altre terapie? certo sono un piccolissimo campione molto specifico). Il controllo è svolto su 4 soggetti cosiddetti sani (sani solo perché non positivi ai test HIV???). Insomma molte perplessità ci sono, ma la questione meriterebbe più spazio e attenzione scientifica. Yamamoto sostiene che per 7 anni i parametri dei suoi riferimenti sono stati di "eradicazione"... ma non potrebbero essere invece solo il segnale di un posizionamento in latenza forte del genoma virale, ammesso che da quello dipenda la produzione della nagalasi? Come sarebbero i dati su campioni significativi e contro placebo vero? Non so se questa sarà una soluzione per combattere il cancro, ma potrebbe essere una strada da esplorare con umiltà e consapevolezza, senza cercare posizioni di fama o di potere o temere di perderle. Certo è che fino a quando si parlerà di hiv come una "malattia" o di "speranze" da dare agli anticorpo-positivi o di "prospettive di vita" o di "lotta contro l'aids" o di "cure contro hiv" possiamo stare certi che il virus dell'ignoranza e del fascismo avrà terreno fertile per fare molte, molte vittime.

BIGCAT (17/05 ORE 15:15)

Dr Franchi Lei mi sorprende sempre piu'!

Vedo che ha inserito la barra degli spostamenti orizzontali solo nella pagina del blog dove ha raggruppato gli interventi miei e di gatto! Questo immagino che sia per facilitarne la lettura a qualche malcapitato.....

Magari quando ritornerà dalle vacanze Dr Franchi le sarei grato se a questo punto mi facesse notare dove sta la differenza di informazioni che darebbe Lei, rispetto ai siti convenzionali dell' ortodossia dell AIDS infettivo o almeno dove sarebbe questo dissenso da lei auspicato nel suo sito. e che dovrebbe trovare qua nel suo blog di alternativo? Dove sarebbe la differenza di mentalita' tra gli utenti che colonizzano il suo sito e gli altri paladini della noisa e logora idea dell aids infettivo. (la contradditorieta' e l'ambiguita' dei loro post?) Dove sarebbe l'originalita' delle opinioni e degli argomenti scambiati qua nel suo blog che risponde al nome DISSENSO MEDICO e quelli postati nei vari siti tipo: Sieroposivo quello della LILA o dell ANLAIDS? Allora tanto vale andare a farsi offendere la , dove almeno non manca la coerenza e la chiarezza nella consunta affermazione che AIDS e' causato dall HIV! Gli utenti che postano qua sono a tutti gli effetti assertori del dogma che hiv causa aids e allora che si direbbe di diverso in queste pagine le quali lascivano a prima vista fraintendere unaltro punto di vista ? La novita' e rivoluzione medica dove starebbe? Nel modulare il trattamento HAART al ribasso per ottenere minore accumulo di tossicità in quei malcapitati? Tutto qua? Un po pochino e poi di questo se ne parla anche negli altri siti .Forse ho davvero sopravvalutato il livello di argomenti che si potevano trattare in questo blog. Meno di logore diatribe su un vecchio signore del Sol Levante, sempre molto gettonate ma penose e ingenue come le puerili attese per vaccino antihiv non ho sentito altro. E qua come negli altri siti ho se mai sentito solo accuse e ridicolizzazione delle posizioni di dissidenza anche da me esposte! Le quali io conosco abbastanza bene, ma che a scanzo di equivoci possono essere lette in questo manifesto che sintetizza e chiarisce anche per le menti deboli i concetti basilari. QUA IL CONCETTO DI DISSIDENZA (redatto dal comitato scientifico dissidente) http://theaidstrap.com/Th e-AIDS-Trap-Italian.pdf L'unico degno di fregiarsi tale appellativo dissidente e mente superiore e' gatto, i suoi inteventi sono perle di livello intellettuale di alto livello. Questi erano a mio avviso gli interventi che potevano dare a questo sito qualcosa in piu', ma sfortunatamente il livello intellettuale dei frequentatori non e' in grado di apprezzare. A mio avviso quello che si respira qua piu' che una posizione scientifica e una posizione accomodante delle esigenze e delle credenze popolari, tutto lo spirito della dissidensa a mio avviso viene fatto precipitare in una profonda e fitta nebbia e gli scogli degli argomenti della dissidenza vegono così celati alla vista anche se pur ammettendo che ci sono! (grande sforzo) Accetto mal volentieri le critiche che ha voluto rivolgermi il Dr Franchi specialmente quelle in cui ingiustamente afferma che i miei argomenti sono discordanti con la vera dissidenza. Allora spieghi Il Dr franchi dove sarebbe la sua di linea alternativa ma con (chiarezza come è prerogativa di argomenti scientifici e non parlando il politichese) e nemmeno come si dice da me in Toscana..Dando un colpo al cerchio e uno alla botte.

La vera dissidensa grazie anche alla sua coerenza si e' ormai ricavata e si ricavera' sempre di piu' la sua autorevolezza nel mondo scientifico e le posizioni poco chiare invece, rimarrano tali. poco utili .....

Aggiungo qua il programma del prossimo congresso mondiale del AIDS di Vienna di Luglio, questo per illustrare a chi pensa che i temi della dissidenza siano clandestini pseudoscientifici o addirittira superati come affermava un certo medico Monti che proseliticizza dal sito dell ANLAIDS (con laurea fresca di 4 anni, e che a mio avviso avrebbe ha ancora moltoooo da imparare.. prima di dare consigli......)di come al contrario questi argomenti siano quanto mai fertili pregni di vita e attuali come mai non lo sono stati prima !

http://www.science-and-aids.org/index.php?s=2

BIGCAT (16/05) X GATTO
PREMESSA
Faccio presente che quello che scrivo in questo post sono le mie considerazioni personali, senza pretesa alcuna, sono idee delle quali sarei magari curioso di sentire l'opinione soprattutto di Gatto e del Dr Franchi. In questo caso non mi pongo il problema se quelli che esprimo siano o no argomenti da dissidente (ma sono accettate le opinioni e ipotesi di chiunque atro) ....
Innanzi tutto voglio continuare a complimentarmi con te Gatto, per la forza scientifica e logica dei tuoi interventi sempre molto esaustivi (X ME). Mi associo con te poi, nel pensare che quello che venne isolato all' Istituto Pasteur agli inizi degli anni 80 dello scorso Millennio e denominato poi hiv, puo' non essere un r. virus specifico ma tu dici, un gruppo di retrovirus che hanno caratteristiche di peso molecolare compreso un range che potrebbe essere quello delle reazioni da GP120/160 e P41 e/o P24 - questo potrebbe spiegare anche la sua presunta poliedricita' .

LA MIA IDEA DI COME CI SI TRASFORMI IN SIEROPOSITIVI. (....ci sono sieropositivi e...sieropositivi) Penso inoltre, che "solo" soggetti immunodepressi con quantitativi di microbi attivi (virus ,retrovirus, funghi, batteri ecc.), questo a causa della mancata azione di controllo da parte del sistema immunitario, riescano generalmente (non sempre) a far positivizzare il test di soggetti sieronegativi, i quali vengano eventualmente in contatto di scambio con i loro fluidi biologici, ma mentre i soggetti immunologicamente sani riusciranno a neutralizzare quell' "overdose" di agenti infettivi che di solito non sono presenti tutt' insieme e in modo attivo nei soggetti sani, in quanto essi li debellerebbero di volta in volta che si presentano e non si accumulebbero come succede nell immunodepresso (inacapace di neutralizzarli). Il soggetto sano e sieronegativo che riceve questo variegato assortimento virale dunque, formerà l'adeguata e differenziata tipologia anticorpale tutta in una volta e produrrà la competente immunizzazione. (a causa dell alto numero di anticopi prodotti in questi particolari casi di contatti il test antihiv potrebbe positivizzarsi). Il soggetto sano ma con elevato numero di anticorpi che adesso adesso ha in + un test hiv positivo se venisse a contatto successivamente con altri soggeti (sieronegativi) non indurrà generalmente in essi la positivizzazione del detto test. Ci sarebbe anche da aggiungere che gli scambi ematici sono piu' rischiosi in quanto potrebbero facilitare il trasferimento anche di cellule leucemiche o oncogene che peggiorerebbero il quadro della salute del soggetto ricevente se per di piu' fosse immunodepresso.
Voglio esagerare e dirò la mia opinione anche su Yamamamoto,sicuramente suscitando l'ilarita' di intelletti assai superiori al mio, ma finche' la nostra costituzione resistera in piedi, faro' uso del diritto di espressione cio' significa che il senso perbenista e vecchio borghese del ridico a me non fa un baffo anzi dico a chi in realta avrebbe ben poco da ridere degli altri.. ride bene chi ride alla fine! Per tornare a Yam, non so se i suoi esperimenti, e i risultati da lui conseguiti abbiano portato all' eradicazione o meno del virus o dei retrovirus denominati hiv, ma non si capisce comunque se tale risultato preveda anche l'eradicazione degli anticorpi hiv o solo il ripristino dei livelli della popolazione linfocitaria e in particolare dei cd4 . Questo protocollo di cura comunque mi sembra , essere compatibile anche con la visione di un hiv innoquo, in quanto Gc-MAF attiverebbe i macrofagi e quindi il sistema immunitario ma non combatterebbe nessun virus specifico infatti la stessa cura puo' essere utilizzata per la terapia del cancro, l'osteoporosi ed essere utilizzata anche come coadiuvante per l'immunizzazione e le vaccinazioni.
L'alterazione dei livelli plasmatici di nagalasi, indicatore di sofferenza cellulare non sono anche in questo caso specifici del infezione da hiv, ma rivelatori anche di patologie oncogene. Ora a mio modesto avviso se hiv fosse valutato come la causa primaria e scatenante della caduta del sistema immunitario e causa dell AIDS, il trattamento Gc-MAF sarebbe inutile o non risolutivo (come si dice) inquanto hiv adrebbe a indebolire l'azione macrofago stimolante del Gc-MAF producendo uno stato di stallo e visto quello che si attribuisce all' hiv cioè la peculiarità di attacare le cellule immunitarie sarebbe un controsenso, andrebbe prima eliminato hiv per ripristinare poi il sistema immunitario. Ma se si riuscisse a eliminare l' hiv e (definitivamente) secondo quello che e' sempre stato affermato dai ben pensanti. della teoria dell AIDS infettivo i problemi dell immunodeficenza non sarebbero cosi' risolti di conseguenza? Immagino che il Gc-MAF agisca anche sui casi di Lifocitopenia cioe' i casi di AIDS senza hiv cio' evidenzierebbe ancora di più la sua azione immuno-stimolante e non antivirale.... Mi appello al perdono se ho bestemmiato. Un saluto particolare all' illuminato felino...Il Gatto

Gatto (14/05 ore 10:14) Avevo scritto una cosa a Sloth nel tread "terapia dimezzate. Efficacia conservata" (...) ora mi trovo il mio scritto qua, fuori dal suo contesto originario in modo che così non si capisce più nulla. Possibile che ciò che ho scritto [Gatto (13/05 ore 01): A sloth: da come parli ...] sia così distante dalle sue vedute da meritarmi questo? In riferimento all'articolo in questione lei ha esposto una delle infinite e fantasiose tesi idealiste della teoria ufficiale, quella per cui basterebbero dosi molto inferiori di farmaci per ottenere lo stesso effetto (che dolce melodia!) ma gratta gratta anche questo è un modo diverso di somministrare farmaci sbagliati di princpio a persone che non hanno alcuna malattia degna di essere curata. Quale efficacia poi? quale virus hiv specifico e comunque cosa significa il termine "basterebbe"? basterebbe ad abbassare una viremia ... determinata con un esame improprio (la PCR)? basterebbe a far che cosa se non a indurre uno stato tossico solo in un periodo di tempo più dilazionato. Che significa basterebbe, dov'è questa sintomatologia che giustifica il basterebbe? ma poi anche volendo entrare nella categoria della sintomatologia chi l'ha detto che per forza quella sintomatologia è inequivocabilmente correlata ad hiv? e poi un hiv determinato come... con l'esame anticorpale? e chi può dire, stante i dubbi sull'isolamento, che le reazioni a GP120/160 con P41 e/o P24 non sono reazioni crociate dovute altri fenomeni infiammatori/reumatici/tu morali/disimmunitari anche "normali" in certe comuni situazioni? La verità è che il virus, indipendentemente da tutto, va lasciato in pace e quando serve l'organismo deve essere rimesso in equilibrio non con gli antiretrovirali (che pure in certi rari casi possono anche trovare fondamento nel contesto di una terapia ricostitutiva e comunque per un arco di tempo il più ridotto possibile, come gli antibiotici... ma non facciamo di questi rari casi la generalità) ma con una alimentazione ed uno stile di vita sani ed equilibrati e col giusto apporto di antiossidanti. Lei dott. Franchi nell'articolo ha giustamente scritto --- E' opportuno ribadire che la critica qui espressa avviene all'interno della teoria virale ufficiale, senza che per questo si intenda avallarla --- ma poi credo proprio che quella teoria la sostenga attivamente dal momento che qui nel blog si premura di chiarire, sugli antiretrovirali, che --- E' aperta la discussione su loro dosaggi ed indicazioni e la ricerca di soluzioni migliori --- con questo lei vuol far uscire il cosiddetto modello terapeutico tradizionale dalla porta per farlo rientrare dalla finestra. Dal mio punto di vista non posso accettare di essere inserito in un simile schema, non mi sembra un atteggiamento materialista ammettere quei farmaci nella stragrande maggioranza dei portatori di hiv. Credo che abbiamo due concezioni piuttosto diverse della cosa e forse sono inconciliabili in questo momento, la mia concezione del virus è che hiv debba essere lasciato in pace. Nel frattempo altri mille inganni potranno venire a galla su questa questione, dal pietoso tentativo di eradicare il virus, come detto, a quello di "azzerare la carica virale" come sta andando di moda sciaguratamente su altri fronti. Sono dispiaciuto principalmente del fatto che il suo sito si presenti una cosa e che dietro ne sostenga un'altra, questo non è un esempio di identità tra la concezione del mondo e il metodo. Tenga inoltre presente una cosa: i cambiamenti improvvisi sono la legge fondamentale dell'universo. Cordiali saluti

Bigcat (13/05 ore 20:19 Caro Dr Franchi

Intanto gradirei che mi distinguesse dall' amico gatto, inquanto due entita' autonome e separate!, Quindi voglia concederci identita' rispettive personali e divise, sia a me che Gatto, questo credo che ci spetti a prescindere dalle nostre idee. Credo sia mio diritto non essere ne confuso ne accumunato ne omologato con nessun altro almeno come essere umano, Se vuole correggere qualcosa che io ho affermato le sono grato di cio'! Anzi lo auspico ma gradirei che specificasse bene di che si tratta cosi' che almeno la correzione possa servire come apporto culturale (il mio egoismo poi, fa si che non voglio condividere con gatto le critiche che Lei rivolge a me) In quanto a gatto, a mio avviso non credo si meriti troppe critiche anzi, se mai elogi ! Solo un avviso felino per l'amico.. se mai , quello " che è tempo sprecato spiegare ai sordi il piacere della musica"....

Se il suo è un pubblico blog Dr Franchi, bisognerebbe accettare opinioni e punti di vista diversi specialmente quelli che dissentono dal solito coro noiso e stantio che si sente in tutti i siti dell hiv/aids , visto che io tollero docilmete dagli altri utenti del blog critiche e inviti a fare addirittura fantascientifici esami ,avrei auspicato non assomigliare a uno scomodo rifiuto speciale. che viene trattato a parte, ma provero' di capire

Ora lei Dr Franchi accusa me e gatto di fare confusione tra virus, DNA, molecole, anticorpi. Io mi assumo la paternità delle parole che ho postato. E posso dire eresie ( ma quello che posta gatto non e' facilmente attacabile e lo sa anche Lei Dr Franchi. Non faccio lezioni a nessuno ma le lezioni le prendo da chi reputo in grado di darle e non dagli atri utenti del blog che navigano per lo piu' a vista . Ci tengo a precisare se voglio lezioni di virologia e DNA so a chi rivolgermi, Ora dei giudizi provvocatori e offensivi di alcuni utenti del suo Blog dei quali ho gia' saggiato la subdola e astiosa arroganza, sinceramente me ne frego, e sono abituato a offese e minacce in quanto contesto i sacri dogmi del' HIV/AIDS. Sappia Dr Franchi che non é nel mio stile insultare chi non la pensa come me, ma credo che rispondere per le rime a viscide insinuazioni sia doveroso. Sappia anche, e lo deve sapere, che il grande attacamento a valori quali la pruralita' delle idee e la libertà delle opinini ha fatto si che io sia stato espulso dal sito www.sieropositivo.it dai gestori ( un sito che si mantiene pure coi miei denari) questo per aver riportato le dichiarazioni contraddittorie non vi Vanna Marchi ma di Montagnier tratta da the House of Numbars, sono stato giudicato "pericoloso" forse e' giusto mai mettere nelle mani di bambini fiammiferi e pericoloso per loro giocare col fuco. quindi se io ho bisogno di lezioni di virologia e ammetto che ne abbia bisogno qualcuno avrebbe bisogno di qualche lezione di diritto costituzionale. Lei mi conosce Dr Franchi e voglio essere esplicito la critica che Lei mi rivolge di non dare un buon servizio alla causa non mi tange affatto, in quanto io non sono al servizio di nessuno e non ho cause ne ideologie da portare avanti. ho solo da proteggere la mia salute da arrivisti senza scrupoli! Non saprò abbastanza dei virus ma so cosa e' un protocollo scientifico e che differenza ce' tra un ipotesi una teoria e la conferma di quest' ultima tramite protocollo sperimentale ripetibile ovunque, e tanto mi basta per costruirmi una mia opinione e difenderla o decidere tra due versioni scientifiche. Su questa percezione gioco il mio futuro e la mia vita , come del resto fa chi salendo a bordo di un aereo si affidi alla valutata capacita dell ingeniere progettista e del pilota. (magari senza consapevolezza) L' ideologia che hiv provova aids sempre poco ostentatata provoca anchessa le sue vittime e i suoi invalidi, Lei mi sa dire quanti soggetti vengono avviati a cure tossiche solo sulla base di indizi di analisi? Lei dice che alcuni senza i "retrovirali" sarebbero finiti male va bene, ammettimolo, Ma anchio ho un esperienza da narrare ho conosciuto infatti, personalmente una donna ridotta in fin vita da somminitrazioni di antiretrovirali che è ritornata dall' oltretomba solo dopo che ha cessato" le cosiddette cure" E chiamale cure!. Che dire allora di questo caso mettiamo una X come pareggio? E in rete la sua video intervista dove si vede sul suo corpo il prima e il dopo e dove racconta di quanto vicino è andata alla morte a causa di quelle cure che possono, come Dice lei salvare altri.

Se esprimo male i miei concetti mi "corriggerete"...ma anche Lei Dr Franchi come afferma ha sue idee personali che non si inquadrano ne con le due correnti dissidenti ne con l'ortodossia e anche questo suo atteggiamento potrebbe generare confusione dico potrebbe perche' io posso capirla e in me non genera nessuna confusione.

Voglio ribadire per cercare di fare chiarezza che: Io trovo gli argomenti di Duesberg i piu' validi .in quanto la mia situazione ricalca la sua spiegazione di hiv innoquo e passeggiero, ...si vede che io avrò una predilezione per i perdenti...e che ci devo fare!? Ma essere vincenti puo' avere diversi significati soggetivi , anche quello di rimanere coerenti costanti e governare con coraggio la barca delle nostre idee nei mari infidi e tempestosi degli interessi economici della fama e del potere . Per la mia modesta logica poi, la differenza delle implicazioni per l'oganismo umano tra un virus innoquo e un virus inesistente sono pressoche' nulla. E' pressapoco la stessa la sete che riesce ad appagare qualcuno che non beve niente in confronto con chi porta alla bocca un bicchiere vuoto. Per concludere, tra i vari impliciti ed espliciti inviti di qualcuno degli onorevoli frequentatori del suo blog ad incamminarmi verso "quel paese" c'e' anche chi mi invita di passare magari prima, a fare "il test del DNA del mio hiv" Io ho riposto che il retrovirus hiv non ha DNA Se e' questo l'argomento di confusione, saprebbe dirmi molto stringatamente cosa ho detto di sbagliato ? Oppure le notizie chiarificatrici le darebbe il Dr Monti di ANLAIDS che sostiene che è possibile isolare il vurus hiv da tutti i malati di aids compreso i sieropositivi asintomatici.Il quale non accetta nemmeno smentite nemmeno da autorevoli esponeti del mondo scientifico alle sue presunte conoscenze, pregno com'è della sua neofita arroganza ... se quelle diffuse da questo medico circa l' isolameto hiv sono notizie degne di chiamarsi scientifiche... allora io mi autonomino veterinario del cavallo di Napoleone....

Sulla storia di madri e azt, io ho postato...

Sono nella prassi medica attuale dell approccio all hiv se mai, numerosi controsensi assurdi, prendiamo la somminstrazione di azt ai neonati quando nello stesso tempo azt e stato dichiarato cancerogeno, e aggiunto all elenco delle sostanze pericolose (forse quei medici che lo somministrano non sono al corrrente di questo? se no dove sta la logica di questa azione?). inoltre se azt reprime ed eradica hiv nei neonati come mai non funziona con gli adulti

lei risponde con...

5) Esempio di farmaci pericolosi ma usati correntemente: i dicumarolici son pericolosissimi, potenzialmente mortali, vengono utilizzati nell'uomo ma anche come topicidi. Osservazioni analoghe si possono fare per molti altri. (1)La discussione verte sul rapporto rischio beneficio e qualche volta tale rapporto non è così evidente e chiaro

io riprendo con....

Quando Lei poi Dr Franchi, si riferisce al mio esempio sulla somministazione di AZT ai neonati, il suo esempio (A estremi mali estemi rimedi vedi es.dei ducumarolici) a me calza poco in quanto i neoanati e le madri a cui viene somministrato un noto cancerogeno e di routine, non hanno niente da curare se non un test hiv positivo.

lei conclude con...

Bigcat ha letto nelle mie risposte quel che non era scritto. Infatti in questa occasione non ho parlato né di AZT, né di madri. Di farmaci ho però scritto in numerose occasioni e chi vuole controllare può farlo facilmente.

E' vero lei non ha soolevato la questione dell azt! Sono stato io...come esempio della cotraddizione della politica della cura dell hiv....

dopo Lei ha lascia intendere (1).........Comuque il mio esempio voleva evidenziare la contraddizione di un protocollo di eradicazione hiv che prevede la somministrazione di routine un farmaco messo al bando per cancerogenita' e tossicita' riprodduttiva e non ponderandolo assolutamente la sua somministrazione in una sofferta valutazione rischio beneficio

Altra contraddizione .Le sembra forse giusto che una madre sieropositiva sia obbligata ad avvelenare se stessa e suo figlio se decidesse di procreare solo perche' una scriteriata interessata e arrogante lobbie medica dell hiv/aids ha deciso assumersi poteri plenari di vita e di morte su chiuque abbia un test anti-hiv positivo Non è un po troppo?

Gatto (13/05 ore 01): A sloth: da come parli mi fai pensare ad una anticorpo-positiva che crede veramente di avere una malattia da curare. Premetto che non sono d'accordo con le terapie soft-antiretrovirali per una questione di principio: per il fatto che hiv sia necessario ad una particolare condizione stressogena e che per questo deve essere lasciato in pace, quando inceve tutto deve puntare al riequilibrio nutrizionale e comportamentale, insomma una terapia ricostitutiva semmai. Per questo condanno, nella stragrande maggioranza dei casi, la haart (mi viene sempre di scrivere harrt). Ti dico solo poche cose essenziali, poi tu fa come credi: la controversa questione dell'isolamento l'ho già trattata nell'angolino dei gatti in cui c'ha messo il dott. Franchi. Accade che uno abbia anticorpi e non abbia più il virus e accade esattamente il contrario e non c'è test che riesca a discriminare in modo così sottile, e poi vale ancora che uno potrebbe avere HIV latente e che solo in occasione di un trapianto con relativa immunosoppressione possa andare incontro allo sviluppo incontrollato del proprio virus. Il test hiv andrebbe circoscritto solo nei casi in cui si debba operare in condizioni di alto rischio (vedi i trapianti o le politrasfusioni... ma poi neanche in tutti i casi è detto che debbano verificarsi problemi). Non è vero che HIV ammazzi progressivamente tutti i CD4 e porti inesorabilmente all'AIDS. Attenzione che troppo spesso con i virus si manipolano le informazioni, basta pensare ad A-H1N1, SARS, Aviaria ne sono la più recente dimostrazione... per sostenere le potenti case farmaceutiche e i loro sporchi interessi. Tu citi casi di tuoi amici... beh allora stando a questo io cito i miei amici... io non conosco nessuno che con pessimi stili di vita sia arrivato sano a 80 anni, mentre conosco diversi anticorpo-positivi che da oltre 10-15 anni che stanno benone senza mai aver fatto terapia alcuna ma mantenendo uno stile di vita sano ed equilibrato. Certo a fronte di alcune condizioni cliniche e di determinati valori di laboratorio la pressione per la terapia haart da parte dei centri di riferimento può essere molto forte, ma la trappola è tutta lì. Anche in presenza di HIV la terapia deve sempre rivolgersi al recupero funzionale del sistema immunitario e dell'equilibrio del corpo e non a massacrare l'organismo nel pietoso tentativo di eliminare il virus, il test anticorpale che hai fatto oltretutto è solo un indicatore aspecifico. Gli antiretrovirali sono farmaci sempre e comunque fortemente tossici e sproporzionati molto spesso rispetto alla reale necessità clinica e troppo spesso sono assunti senza modificare di una virgola lo stile di vita, il che li rende ancora più tossici e inutili. Si può agire diversamente, sempre che sia necessario, ma ovviamente un percorso ricostitutivo e riequilibrante richiede il mettere spesso in discussione il proprio stile di vita e ciò spesso è molto difficile e richede un ottimo raporto tra medico e paziente. Certo, ma poco ammesso, è che le pesanti terapie del primo decennio e le apparenti meno pesanti terapie di questo ultimo decennio hanno fatto una vera strage di persone, tanto da far gridare all'eccezione e al miracolo di resistenza i pochi che sono sopravissuti a tali terapie. Sulla questione delle evidenze riguardo i s+ dissidenti che riporti io non voglio negare nessuna "evidenza", però vorrei ricordartio che prendiamo informazioni molto spesso da siti di opinione e la loro opinione vale tanto quanto la mia; inoltre le evidenze sono come la fisica della relatività di Einstein... dipende da come si guardano e da dove e da chi le guarda. La questione di fondo, la vera questione di fondo è essere materialisti sia nella concezione del mondo che nel metodo. Vorrei invitarti a riflettere sul fatto che le polmoniti virali e batteriche arrivano con o senza HIV in soggetti immunitariamente deboli, magari come spesso accade per i gravi effetti iatrogeni di un sacco di terapie in eccesso o mal fatte o per le imponenti tensioni che il terrore perpretato in tanti anni ha indotto. Con quale cognizione di causa si può sostenere che se uno è immunitariamente debole e non ha HIV allora ha solo una grave polmonite (ce ne sono un mare), se invece ha HIV allora ha l'AIDS... analogamente se uno è denutrito e pertanto immunitariamente debole e ha la TBC ma non ha HIV allora ha solo la TBC, ma se ha HIV allora ha l'AIDS (storie dall'Africa denutrita)... ma dai siamo seri! E poi uno non risponde a nessuna terapia antiretrovirale, cambia l'etichetta ed improvvisamente risponde... suvvia! Quali sono i tantissimi che hanno mai testato i CD4 in condizione di ottima salute, stante che la misurazione delle popolazioni linfocitarie non è per nulla un esame di routine come la glicemia? Quando un ospedale o un medico fa i test sulle popolazioni linfocitarie, minimo minimo c'è un grave problema infettivo e un non proprio corretto stile di vita. Ma dove li hai mai visti quelli che proseguendo con la haart hanno migliorato le loro reali condizioni rispetto ai linfociti e alla viremia, stante che la carica virale è determinata con un test, la PCR, che non è in grado per sua natura e neanche nelle versioni più aggiornate, di dire alcunché sulla reale quantità di virus libero ed infettivante (peggio ancora intraDNA e non infettivante in un organismo sano e sieronegativo... ma cosa accade nel passaggio in un organismo debole di una o più cellule nel cui DNA cì sia la sequenza virale?), stante che variazioni anche del 30% e a volte di più dei linfociti nel sangue sono una variazione assolutamente fisiologica e in ragione delle variabili condizioni dell'organismo. Poi puoi pensarla come vuoi ma nulla è cambiato e dopo 20 anni la questione più grave restano le questioni chiarite da Duesberg e la Eleopulos (pur nelle loro differenti vedute) e non il sesso senza un preservativo o la non assunzione della HAART. Basterebbe ricordare che l'incidenza di HIV nel mondo occidentale in 20 anni è rimasta a livelli da prefisso intercontinentale se non addirittura intergalattico (0.000.... nelle statistiche più nefaste siano a circa 2000 soggetti/anno... l'influenza fa molti, ma molti più danni! Ma forse ti raccontano delle storie, io non li ho mai visti quelli che ne hanno tratto un benefico dalla haart, mentre ho visto i morti e i rovinati dalla tossicità farmacologica e quelli sì che sono tanti... troppi! Forse non hai ben chiari i termini... uno che è sieropositivo si è già infettato e se lo lasciassero in pace molto probabilmente camperebbe bene e a lungo nel contesto di un equilibrato stile di vita: ma purtroppo gli devono saltare addosso con la HAART e lo massacrano, anche se i più prudenti ormai pensano che la HAART va fatta solo quando compaiano inequivocabili segnali clinici di patolgie infettive correlabili a HIV o altri retrovirus. Non dimenticare mai che nelle nostre cellule ci sono una quantità interminabile di retrovirus di ogni genere che non solo non sono citotossici, ma che ci trasportiamo anche per via ereditaria senza alcun problema: sono strategie virali per la propria sopravvivenza, l'evoluzione le studia tutte.

BigCat (12/05) Caro Dr Franchi
Intanto gradirei che mi distinguesse dall' amico gatto, inquanto due entita' autonome e separate!, Quindi voglia concederci identita' rispettive personali e divise, sia a me che Gatto, questo credo che ci spetti a prescindere dalle nostre idee. Credo sia mio diritto non essere ne confuso ne accumunato ne omologato con nessun altro almeno come essere umano, Se vuole correggere qualcosa che io ho affermato le sono grato di cio'! Anzi lo auspico ma gradirei che specificasse bene di che si tratta cosi' che almeno la correzione possa servire come apporto culturale (il mio egoismo poi, fa si che non voglio condividere con gatto le critiche che Lei rivolge a me) In quanto a gatto, a mio avviso non credo si meriti troppe critiche anzi, se mai elogi ! Solo un avviso felino per l'amico.. se mai , quello " che è tempo sprecato spiegare ai sordi il piacere della musica"....
Se il suo è un pubblico blog Dr Franchi, bisognerebbe accettare opinioni e punti di vista diversi specialmente quelli che dissentono dal solito coro noiso e stantio che si sente in tutti i siti dell hiv/aids , visto che io tollero docilmete dagli altri utenti del blog critiche e inviti a fare addirittura fantascientifici esami ,avrei auspicato non assomigliare a uno scomodo rifiuto speciale. che viene trattato a parte, ma provero' di capire
Ora lei Dr Franchi accusa me e gatto di fare confusione tra virus, DNA, molecole, anticorpi. Io mi assumo la paternità delle parole che ho postato. E posso dire eresie ( ma quello che posta gatto non e' facilmente attacabile e lo sa anche Lei Dr Franchi. Non faccio lezioni a nessuno ma le lezioni le prendo da chi reputo in grado di darle e non dagli atri utenti del blog che navigano per lo piu' a vista . Ci tengo a precisare se voglio lezioni di virologia e DNA so a chi rivolgermi, Ora dei giudizi provvocatori e offensivi di alcuni utenti del suo Blog dei quali ho gia' saggiato la subdola e astiosa arroganza, sinceramente me ne frego, e sono abituato a offese e minacce in quanto contesto i sacri dogmi del' HIV/AIDS. Sappia Dr Franchi che non é nel mio stile insultare chi non la pensa come me, ma credo che rispondere per le rime a viscide insinuazioni sia doveroso. Sappia anche, e lo deve sapere, che il grande attacamento a valori quali la pruralita' delle idee e la libertà delle opinini ha fatto si che io sia stato espulso dal sito www.sieropositivo.it dai gestori ( un sito che si mantiene pure coi miei denari) questo per aver riportato le dichiarazioni contraddittorie non vi Vanna Marchi ma di Montagnier tratta da the House of Numbars, sono stato giudicato "pericoloso" forse e' giusto mai mettere nelle mani di bambini fiammiferi e pericoloso per loro giocare col fuco. quindi se io ho bisogno di lezioni di virologia e ammetto che ne abbia bisogno qualcuno avrebbe bisogno di qualche lezione di diritto costituzionale. Lei mi conosce Dr Franchi e voglio essere esplicito la critica che Lei mi rivolge di non dare un buon servizio alla causa non mi tange affatto, in quanto io non sono al servizio di nessuno e non ho cause ne ideologie da portare avanti. ho solo da proteggere la mia salute da arrivisti senza scrupoli! Non saprò abbastanza dei virus ma so cosa e' un protocollo scientifico e che differenza ce' tra un ipotesi una teoria e la conferma di quest' ultima tramite protocollo sperimentale ripetibile ovunque, e tanto mi basta per costruirmi una mia opinione e difenderla o decidere tra due versioni scientifiche. Su questa percezione gioco il mio futuro e la mia vita , come del resto fa chi salendo a bordo di un aereo si affidi alla valutata capacita dell ingeniere progettista e del pilota. (magari senza consapevolezza) L' ideologia che hiv provova aids sempre poco ostentatata provoca anchessa le sue vittime e i suoi invalidi, Lei mi sa dire quanti soggetti vengono avviati a cure tossiche solo sulla base di indizi di analisi? Lei dice che alcuni senza i "retrovirali" sarebbero finiti male va bene, ammettimolo, Ma anchio ho un esperienza da narrare ho conosciuto infatti, personalmente una donna ridotta in fin vita da somminitrazioni di antiretrovirali che è ritornata dall' oltretomba solo dopo che ha cessato" le cosiddette cure" E chiamale cure!. Che dire allora di questo caso mettiamo una X come pareggio? E in rete la sua video intervista dove si vede sul suo corpo il prima e il dopo e dove racconta di quanto vicino è andata alla morte a causa di quelle cure che possono, come Dice lei salvare altri.
Se esprimo male i miei concetti mi "corriggerete"...ma anche Lei Dr Franchi come afferma ha sue idee personali che non si inquadrano ne con le due correnti dissidenti ne con l'ortodossia e anche questo suo atteggiamento potrebbe generare confusione dico potrebbe perche' io posso capirla e in me non genera nessuna confusione.
Voglio ribadire per cercare di fare chiarezza che: Io trovo gli argomenti di Duesberg i piu' validi .in quanto la mia situazione ricalca la sua spiegazione di hiv innoquo e passeggiero, ...si vede che io avrò una predilezione per i perdenti...e che ci devo fare!? Ma essere vincenti puo' avere diversi significati soggetivi , anche quello di rimanere coerenti costanti e governare con coraggio la barca delle nostre idee nei mari infidi e tempestosi degli interessi economici della fama e del potere . Per la mia modesta logica poi, la differenza delle implicazioni per l'oganismo umano tra un virus innoquo e un virus inesistente sono pressoche' nulla. E' pressapoco la stessa la sete che riesce ad appagare qualcuno che non beve niente in confronto con chi porta alla bocca un bicchiere vuoto. Per concludere, tra i vari impliciti ed espliciti inviti di qualcuno degli onorevoli frequentatori del suo blog ad incamminarmi verso "quel paese" c'e' anche chi mi invita di passare magari prima, a fare "il test del DNA del mio hiv" Io ho riposto che il retrovirus hiv non ha DNA Se e' questo l'argomento di confusione, saprebbe dirmi molto stringatamente cosa ho detto di sbagliato ? Oppure le notizie chiarificatrici le darebbe il Dr Monti di ANLAIDS che sostiene che è possibile isolare il vurus hiv da tutti i malati di aids compreso i sieropositivi asintomatici.Il quale non accetta nemmeno smentite nemmeno da autorevoli esponeti del mondo scientifico alle sue presunte conoscenze, pregno com'è della sua neofita arroganza ... se quelle diffuse da questo medico circa l' isolameto hiv sono notizie degne di chiamarsi scientifiche... allora io mi autonomino veterinario del cavallo di Napoleone....
Sulla storia di madri e azt, io ho postato...
Sono nella prassi medica attuale dell approccio all hiv se mai, numerosi controsensi assurdi, prendiamo la somminstrazione di azt ai neonati quando nello stesso tempo azt e stato dichiarato cancerogeno, e aggiunto all elenco delle sostanze pericolose (forse quei medici che lo somministrano non sono al corrrente di questo? se no dove sta la logica di questa azione?). inoltre se azt reprime ed eradica hiv nei neonati come mai non funziona con gli adulti
lei risponde con...
5) Esempio di farmaci pericolosi ma usati correntemente: i dicumarolici son pericolosissimi, potenzialmente mortali, vengono utilizzati nell'uomo ma anche come topicidi. Osservazioni analoghe si possono fare per molti altri. (1)La discussione verte sul rapporto rischio beneficio e qualche volta tale rapporto non è così evidente e chiaro
io riprendo con....
Quando Lei poi Dr Franchi, si riferisce al mio esempio sulla somministazione di AZT ai neonati, il suo esempio (A estremi mali estemi rimedi vedi es.dei ducumarolici) a me calza poco in quanto i neoanati e le madri a cui viene somministrato un noto cancerogeno e di routine, non hanno niente da curare se non un test hiv positivo.
lei conclude con...
Bigcat ha letto nelle mie risposte quel che non era scritto. Infatti in questa occasione non ho parlato né di AZT, né di madri. Di farmaci ho però scritto in numerose occasioni e chi vuole controllare può farlo facilmente.


E' vero lei non ha soolevato la questione dell azt! Sono stato io...come esempio della cotraddizione della politica della cura dell hiv....
dopo Lei ha lascia intendere (1).........Comuque il mio esempio voleva evidenziare la contraddizione di un protocollo di eradicazione hiv che prevede la somministrazione di routine un farmaco messo al bando per cancerogenita' e tossicita' riprodduttiva e non ponderandolo assolutamente la sua somministrazione in una sofferta valutazione rischio beneficio
Altra contraddizione .Le sembra forse giusto che una madre sieropositiva sia obbligata ad avvelenare se stessa e suo figlio se decidesse di procreare solo perche' una scriteriata interessata e arrogante lobbie medica dell hiv/aids ha deciso assumersi poteri plenari di vita e di morte su chiuque abbia un test anti-hiv positivo Non è un po troppo?

GATTO (11/05 ORE 22:32): gentile dott. Franchi, a scanso di equivoci vorrei dire che condivido l'idea per cui la parola antiretrovirale vada scritta tra virgolette: "antiretrovirale". Saranno pure, i cosiddetti antiretrovirali, farmaci dai tanti effetti, ma dal mio punto di vista la filosofia generale di trattamento normalmente non li prevedere e li condanna. In più non devo fare lezione a nessuno, come dice, mi basta mettere a confronto ragionevoli evidenze, poi dalla pratica si può costruire una teoria... ma per ritornare ancora alla pratica e così via. Riguardo i miei interventi continuo a non capire cosa ci sia di confusionario - tra virus, DNA, molecole, anticorpi - come dice. Nel cosiddetto aids penso che a lei sfugga il carattere ricostitutivo che una terapia deve avere. I farmaci antiretrovirali sono sempre controindicati, tranne casi molto particolari. Pure io ritengo che sostanzialmente hiv sia inoffensivo e che come tutti i virus tuttalpiu può avere buon gioco in un terreno fertile. Non solo è possibile che HIV non dia alcun effetto, ma nei testati è ben dimostrato.Tanto è che ormai molti gruppi indefessi sostenitori della necessità terapeutica, non intervengono mai, nei soggetti HIV positivi, se non in presenza di serie e gravi patologie "opportunistiche" (ma anche HIV può essere "opportunistico") ovvero solo in presenza di importanti cadute dei livelli di CD4 sotto i livelli considerati minimi per una sufficiente attività immunitaria: questione questa ovviamente ampiamente discutibile e che non dà certezze. Peraltro c'è da chiedersi come si comporterebbero per le analoghe cadute in soggetti HIV negativi che per diverse condizioni ci sono e non sono pochi... già ma allora si ha una immunopatia (SIC!) e non l'AIDS (sic!). La questione se cadano prima i CD4 e poi arrivi HIV o viceversa non è mai stata risolta e non è facile da risolvere, stante che nessuno di routine testa i suoi livelli di CD4 e nessuno esegue di routine il panel linfocitario ed il panel biochimico stressorio a scopo di valutazione preventiva (così come si fa con i numerosi cosidetti comuni esami del sangue), cosa che mediamente non avrebbe senso, e quindi nessuno può ragionevolmente sapere come stesse una parsona prima dell'arrivo di HIV nel suo corpo. Vorrei ricordarle che le ricerche di Fire e Mello e di molti altri danno le spiegazioni del perché per esempio i farmaci antivirali e antiretrovirali agenti su RNA e DNA e sugli enzimi (le proteasi ed altri) sono fortemente tossici per il corpo. Era quel dogma che faceva e fa presupporre ancora a troppi che quei farmaci agiscano solo sui virus e non sulle nostre cellule (sic!)... ma quanti saranno disposti a cedere le armi e rimettere in discussione 25 anni di bufale terroristiche?

GATTO (11/05 ORE 01:20) : prima di tutto non capisco perchè mai io e il mio caro amico felino bigCat (che non conosco e non ho nemmeno letto se non superficialmente per motivi di tempo) dovremo essere associati in un post a parte. Comunque se l'intento è quello di far litigare due gatti sulle loro contraddizioni non credo che possa funzionare. Io ho sempre parlato per me e se l'amico felino mi vuole sostenere ne sono contento, d'altra parte può essere che abbiamo visioni anche differenti ma l'aspetto principale è quello dell'unità e non quello della contraddizione. Io non ho mai detto che l'hiv non esiste e se anche lo sostenesse qualcun'altro io parlo per me e vorrei che voi rispondiate solo a me e non a me in associazione a qualcun'altro per sentirmi essere tirato in ballo in una questione che non mi riguarda. Non capisco perchè devo essere messo in un post a parte dove mi sento dire che "E' evidente che sostenere contemporaneamente che "il virus è innocuo" ed "il virus non è mai stato isolato" è una contraddizione e non può essere sottaciuta". Ma io non ho mai detto che il virus è innocuo o il virus non è mai stato isolato. Lei dott. Franchi ha scritto che "Se nessun test è specifico, la conclusione è una sola: non è stata dimostrata l'esistenza dell'HIV. ... La Eleopulos (e più modestamente il sottoscritto) invece ritengono che gli anticorpi anti-HIV siano aspecifici, ma siano spesso (non sempre) un segnale che "qualcosa non va" ".Io ho scritto che i numerosi dubbi che emergono fanno stabilmente pensare che più che isolare uno specifico virus si sia isolato un gruppo virale con caratteri talvolta comuni ad altri gruppi virali a RNA e del tipo dei lentivirus. Quindi confermo che i test sono aspecifici, ma che questa aspecificità non significa che il virus non esiste. C'è chi dice che il virus non esiste perchè non è mai stato correttamente circoscritto: secondo me questo non va bene. Secondo me appunto, gruppo virale con caratteri talvolta comuni ad altri gruppi virali a RNA e del tipo dei lentivirus. Lei dice di non condivedere ciò... sarà, forse ha ragione o forse no. Certamente le cose non sono così evidenti e credo di non aver detto un'eresia. Vedo che qua c'è gente che impunemente sostiene le stesse balle, solo un po rimasticate, della teoria ufficiale. Noto che sloth, che si permette di dire che "una materia così complessa "spiegata" da persone incompetenti" vorrebbe che qualche dissente "lavorasse seriamente alle cause dell'aids" ... come se il termine aids non fosse un sofisma: complimenti sloth. Una domanda, ma se hiv non è mai stato isolato perchè sostenete che in certi casi la harrt serve a qualcosa? io ho espresso molto specifico che forse mi è stato travisato: anche io ho detto che ci sono certi casi (rari!) dove una terapia antivirale può avere un senso, ma non certi nei termini vostri. Ho detto che una terapia antivirale la si fa solo in presenza di dimostrate viremie consistenti (non certo dimostrate con la PCR, esame che non determina per sua natura la carica virale) e con reali sintomatologie e per tempi ben controllati e il più brevi possibili. Cioè che i farmaci antivirali hanno tutti una elevata tossicità che ne controindica SEMPRE l'uso, salvo rare e specifiche situazioni temporanee.Gli antivirali sono come gli antibiotici, vanno usati solo per certi particolari casi e sempre per un periodo il piu ristretto possibile. Lei dott.Franchi dice: ----- Personalmente ritengo l'uso dei farmaci "antiretrovirali" utile e vantaggioso in determinate situazioni cliniche, anche se non sono la soluzione ottimale e non sono scevri da pericoli.----- non specifica però che si tratta di casi davvero molto particolari e soprattutto non dice che il loro uso deve essere nel piu breve tempo possibile. Infatti è ben dimostrato che quei farmaci interagiscono pesantemente (come tutti i chemioterapici, ma anche i più comuni antibiotici) con la funzione di tutte le cellule del nostro organismo, abbattendone la capacità di conservazione in stato di salute, quindi che vanno impiegati solo se proprio lo si deve fare e sempre con molta cautela nonchè per un periodo di tempo il più ridotto possibile. Vale la pena di ricordare che ad un anticorpo-positivo, spesso asintomatico, quei veleni vengono raccomandati a vita. Queste sono le cose contro cui principalmente ci dovremo scagliare piuttosto che perderci in particolari che alla fine, gratta gratta, forse non sono nemmeno così significativi anche se meritano una trattazione da qualche parte. Aldilà della questione al punto 4, questione per la quale lei dott. Franchi tuttavia non mi dice niente di più tranne che non essere d'accordo, non riesco a capire quali siano tutti questi contenuti sui quali non è d'accordo con me, e parlo per me. Naturalmente condivido la questione che lei pone sul rischio/benefico, anche se credo che la questione rischio/beneficio per la stragrande, per la larghissima maggioranza degli anticorpo-positivo, parlando di harrt, semplicemente non sia nemmeno da prendere in considerazione. L'harrt è sempre controindicata ed è sempre un veleno in quella stragrande maggioranza dei casi. Per il resto del mio intervento le sarò grato se mi indicherà piu nello specifico ciò su cui non è d'accordo. In conclusione non capisco perchè tanto agitarsi su quel che ho scritto. Vorrei sapere da Sloth come mai dice che certi interventi sono totalmente inutili oltre che ridicoli: il mio intervento è totalmente inutile oltre che ridicolo? Totalmente inutile vuol dire che è da prendere e da buttare via tutto quanto. Ridicolo vuol dire che fa ridere: il mio intervento fa ridere? lei dott. Franchi ha da dire qualcosa a Sloth visto che Sloth le sta dimostrando stima e fiducia (e anch'io per certi versi ne ho) ma non capisco come mai mi devo sentir dire che il mio intervento è ridicolo e inutile. Che modo è di parlare questo? quali intenti nasconde un simile modo di parlare se non quello di rafforzare il legame della teoria ufficiale hiv-aids?

BIGCAT (10/05, 18:34): Vorrei controrispodere con in miei argomenti al DR Franchi,

Riguarlo alla lunghezza dei miei interventi credo che stanno abbondantemente nella media salvo il polpettone del traduttore automatico delle regole del concorso da 100,000 $ per l'solamento dell hiv, del quale mi sono scusato con Lei e spiegandole anche il motivo di tale equivoco Altri utenti in passato hanno postato interventi ben più lunghi dei miei e Lei non ha mai fatto fatto nessun appunto in merito, comunque sicuramente non vedo i miei post un offesa alla pubblica decenza ne un atto di fanatismo come invece si cerca di strumentalizzarli specialmente da parte un certo/a Sloth, che si dichiara paladino della ricerca della verita' sulla AIDS forse in parte anche imbeccata dalla sua critica pubblica nei miei confronti, ora infatti, si sente autorizzata/o ad usare quell' insignificante intramezzo come cavallo di battaglia per svilire le mie opinioni dipinte come confusionarie ridicole e fanatiche. Faccia pure non credo che valga l'impegno nemmeno di rispondere che bolla pure nel suo brodo a arrivi ad essere cotto a puntino. Quando Lei poi Dr Franchi, si riferisce al mio esempio sulla somministazione di AZT ai neonati, il suo esempio (A estremi mali estemi rimedi vedi es.dei ducumarolici) a me calza poco in quanto i neoanati e le madri a cui viene somministrato un noto cancerogeno e di routine, non hanno niente da curare se non un test hiv positivo.

Non mi sono mai chiesto se quello che penso dell' hiv sia in accordo sulle sue posizioni le quali tra l'atro non ho ancora mai avuto modo di approfondire come vorrei, ho espresso i miei giudizi come fanno tutti almeno fino ad oggi pensavo. Sul punto 6 ossia la critica a gatto, L avvallo pienamente e credo che quelle di gatto siano ipotesi plausibili in quanto anche il gruppo di Perth ravvisa una mancata specificita' delle prove che emergono dalla misurazione del peso delle molecole attribuito all hiv, io trovo sensata l'affermazione che oggi si pecchi di strumentazione adeguata atta a specificare e a qualificare in maniera piu' marcata gli elemeti in campo, e cio' possa generare questa attuale confusione. Non voglio commentare l'asserzione "l'harrt è una totale assurdità da qualsiasi punto di vista."

Ma posso riportare un aneddotica esperienza diretta sulla somministrazione degli antiretrovirali questa: 17 anni fa io fui caldamente invitato dai medici (che curavano il MIO HIV (si fa per dire...)) a sottopormi alle cure dicendomi che incaso contrario sarei morto e mi fu riportato anche un preciso esempio, mi domando ora se avessi ceduto a quell' a quelle opinioni ( meglio ATTO TERRORISTICO nei miei confronti) che uomo sarei adesso, forse uno dei tanti che sbeffeggia le posizioni alternative o che fa finta di averle adattandole alla bisogna? Per poi scaglirsi con chi dimostra coerenza con le proprie idee e fino a prova contraria con quelle della cosi' detta dissidenza. Amiamo parlare di come le cure antiretrovirali abbiano salvato la vita a certa gente BENE onore al merito! Ma esiste anche una armadio di scheletri, quello delle vittime dell azt e dell invalidità farmacollaterale, perchè non spendere allora qualche parola anche su questo.

Interventi di Gatto e Bigcat del 9-10/05:

BIGCAT (10/05/ore 7:50): Le critiche costruttive fanno sempre bene e io sono lieto di riceverle. Anche se per la verita' nell' ultimo suo intervento caro Dr Franchi, mi sfugge il senso delle sue osservazioni.

Premetto ( e parlo per me) che non sono tecnicamente preparato per dare spiegazioni virologiche e quello che dico è senza pretesa alcuna e nasce più da intuizioni che dalla mia esperienza ventennale di positivo al test anti-hiv. Le mie osservazione vogliono comunque cercare di essere coerenti e seguire una certa logica,...logica che non ho sempre trovato in abbondanza negli interventi anche di addetti ai lavori o dei professionisti dell hiv/aids. Per quello che riguarda gli interventi di GATTO, li reputo magistali oltre che estremamente tecnici e di alto livello, ma se il Dr Franchi ci ravvisa errori, sarebbe meglio che li citasse punto a punto invece di rimanere sul vago, ma seondo me invece, fino ad adesso ho trovato gli intrventi di gatto chiarificatori e coerenti. Sono nella prassi medica attuale dell approccio all hiv se mai, numerosi controsensi assurdi, prendiamo la somminstrazione di azt ai neoanati quando nello stesso tempo azt e stato dichiarato cancerogeno, e aggiunto all elenco delle sostanze pericolose (forse quei medici che lo somministrano non sono al corrrente di questo? se no dove sta la logica di questa azione?). inoltre se azt reprime ed eradica hiv nei neonati come mai non funziona con gli adulti? Se quelle che ravvisa il Dr Franchi negli interventi di GATTO sono informazioni atte a creare confusione queste invece che sono? Ci sarebbe anche altro ma non voglio dilungarmi nell' elenco.

Sul HIV: Non capisco poi questo scandalo sul virus hiv, e cioè, che se esiste deve per forza essere letale. e perche'? Sarei lieto se il Dr Franchi evidenziasse meglio dove sarebbe la contraddizione di un retrovirus hiv "innocuo". Mi risulta ci siano innumerevoli di virus endogeni vaganti per il corpo umano, perche' ammesso che sia stato correttamente isolato non potrebbe far parte di quella nutrita schiera? Io non ci trovo niente di scandaloso. Se mai sarebbe doverosa, un azione chiarificatrice e di confronto tra le due posizioni dissidenti per cercare almeno di appurare che cosa intende Duesberg per isolamentro del hiv e che cosa giudica scorretto il Gruppo di Perth nel protocollo di laboratorio di di tale isolamento.

Invece di covare apatie reciproche e sfiducie sarebbe meglio capire a fondo il perchè delle critiche e dimostrare con prove oggetive il sostegno alle varie tesi questo si, sarebbe un grosso passo avanti per l'eliminazione della confusione e dare piu corpo alle posizioni dissidenti, del resto sull' home page del Gruppo di Perth si legge proprio di questo auspicato confronto pubblico atto a dimostare le tesi in campo.

Ora, premetto di non conoscere le dichiarazioni di Duesberg riguardo alle prospettive terapeutiche per la cura AIDS come sindrome disimmunizzante, ammetto di avere letto di piu' sulle sue critiche all hiv come agente di AIDS, ma mi sembra di aver capito che Il Prof Duesberg come approccio se non alla cura dell' AIDS ma almeno alla sue variegate sintomatologie, proponesse un trattamento mirato in funzione della patologia che si presentava di volta in volta nel quadro clinico, forse queste però sono vecchie posizioni e non so se ci sono state evoluzioni in tal senso da parte sua.

Non mi pronuncio sulle sue affermazioni Dr Franchi, in merito all' efficacia dell HAART ma se non sbaglio queste cure dovrebbero agire sul virus HIV allora domando al Dr. Franchi esiste o no il virus hiv.?. Se no se ne deduce che gli antiretrovirali hanno un nome improprio e invece di agire sulla replicazione virale vanno a scatenare altre non meglio definite interazioni biochimiche( i cui benefici come si legge dalle relazioni sono provvisori e i casi di IRIS dopo anni di trattamento sono in aumento) . Se ne potrebbe dedurre forse per l' HAART, e non sarebbe nemmeno la prima volta, che si tratti di un approccio curativo provvisorio giusto per il male sbagliato, e il dato che la riduzione delle dosi di trattamento lasci inalterati i benefici se non addirittura migliori il quadro clinico dimostra l' ancora poca conoscenza del medicinale e del suo target e di sicuro dei suoi effetti nel tempo.

gatto (9/05 ore 23:55): beh caro dott. Franchi, finalmente è riuscito così ad ... "isolarci" :-) non ho molta dimestichezza col suo blog, spero però che i miei/nostri interventi in generale - a ragione o a torto - non siano tratti fuori dal loro contesto e fuori dal campo delle risposte in cui sono inseriti altrimenti non ci si capirebbe più niente. Riguardo il fatto che nel blog "è apprezzata la concisione del botta e rispotta" .. beh questo è generalmente vero ma come lei sa molte volte per arrivare a chiarire un concetto bisogna calarsi nello specifico della situazione e può essere necessario più spazio. A volte certe risposte corte rischiano di dare adito ad ambiguità. La regola della concisione e del botta e risposta non deve essere eretta a dogma da rispettare in assoluto, ci sono casi e casi e a me sembra di aver chiarito alcune questioni non di poco conto. Forse lei non condividerà. Come ben sa fuori c'è tutto un mondo che crede alle bugie su hiv-aids e qua dentro ci sono interventi tendenziosi, come ha sostenuto big Cat, che in un modo o nell'altro finiscono per reggere il sacco a ciò che viene detto fuori. Dice che le nostre teorie virologiche sono "molto approssimative e spesso errate" ... beh forse qualcosa di correggibile ci può essere ma questo qualcosa riguarda il fondamento dei nostri discorsio è qualcosa di marginale? io poi parlo per me, non conosco nello specifico i discorsi di bigCat ma ho una simpatia felina per lui. Ciò non toglie che sia lui che io (che lei se permette) potremo a volte sbagliarci su qualcosa, si tratta di capire quanta parte ha questo ipotetico errore: se ha una parte predominante o se ha una parte marginale. Visto che lei apre un nuovo post proprio coi miei interventi e quelli di bigCat, premettendo che "le nostre spiegazioni virologiche e tecniche sono molto approssimative, ripetitive, spesso errate ed atte a creare confusione in un campo in cui invece sarebbe auspicabile maggior chiarezza" devo presumere che lei ritiene che ci sia qualcosa che non va a livello del fondamentale dei nostri discorsi e noto che torna a battere chiodo sulla questione delle divergenze Duesberg-Eleopulos. Ogni contraddizione ha un aspetto principale e uno secondario: a certe determinate condizioni corrisponde anche l'unità degli opposti. Ogni cosa al mondo è unità degli opposti, la lotta e l'unità degli opposti sono fenomeni universali nella vita sociale, il risultato della lotta è l'avviarsi delle cose verso il loro contrario, la fondazione di una nuova unità e un passo avanti nella società. Ci sono due tipi di contraddizioni: le contraddizioni semplici e quelle antagonistiche. A mio parere la contraddizione tra Duesberg e la Eleopulos non ha carattere antagonistico. In ogni caso bisogna mettere in rapporto la contraddizione secondaria (le differenze tra Duesberg e la Eleopulos) con la natura della contraddizione principale (la teoria generale hiv-aids e la sua gravità sociale): a certe condizioni occorre anche saper chiudere un occhio e portare pazienza su quelle secondarie visto il rapporto tra quelle secondarie e la principale. Questo ovviamente non nega che la dialettica deve tendere a critica e risolvere gli errori laddove vengono individuati. Il fatto che il virus ragionevolmente "non sia mai stato isolato" è vero, ma è contemporaneamente vero che probabilmente (come ho sostenuto) più che isolare uno specifico virus si sia isolato un gruppo virale con caratteri talvolta comuni ad altri gruppi virali a RNA e del tipo dei lentivirus, da qui la impossibilità di definire inequivocabilmente elementi proteici e genomici di assoluta specificità per hiv. Ho detto e ripeto che non esiste allo stato attuale un test eseguibile "in vivo" per verificare nel corpo umano la attività di qualunque virus. Noi possiamo trovare con la PCR i frammenti del genoma virale, possiamo trovare la presenza di alcune proteine, possiamo trovare degli anticorpi ma tutti possono solo dirci che presumibilmente un virus è transitato o è presente da qualche parte del corpo lasciando tracce più o meno consistenti e più o meno specifiche, ma nulla in relazione alla sua reale attività essendo tutte misurazioni "in vitro". E? vero ciò che ho asserito o è falso? E? importante ribadire questo per i frequentatori di questo blog o no? Su hiv e postulati di Kock ho sostenuto che i postulati di Kock non sempre sono applicabili ai virus proprio perché i virus possono rintanarsi nel genoma e starci a vita senza nessun problema produrre o possono (soggetto: i virus) a certe particolari condizioni disimmunitarie-infiammato rie-tumorali-reumatiche-e cc. dare luogo a certe modifiche anche pericolose del genoma di una cellula. Non capisco cosa ci sia di errato nei miei discorsi. Sui test anticorpali ho detto che le tecniche di rilevazione che impiegano segnali più sensibili e su antigeni ricombinanti sono certamente più affidabili, tuttavia sempre e comunque possono affermare unicamente ? aldilà delle normali ragioni di errore di laboratorio - che un virus DEL TIPO hiv (un retrovirus della famiglia dei lentivirus nelle sue infinite varianti) con le proteine gp41 e gp120 è entrato in conflitto con il sistema immunitario che ha prodotto le sue difese ma tali test nulla dicono e possono dire sulla effettiva presenza del virus e sulla sua attività e che la PCR misura la quantità (derivata da una equazione probabilistica) di amplificato da un segmento (ancorché ritenuto tipico di un virus o del suo gruppo) di un virus, ma anche in questo caso nulla dice o può dire sulla effettiva presenza vitale, replicante e infettiva del virus. Concorda con me? Ho detto che si afferma, molto fideisticamente, che se le copie di amplificato superano una soglia relativamente discreta (chi dice 50 mila, chi dice 100 mila, chi dice di più) allora ciò significa che il frammento deriva da particelle virali replicanti e ne deriva che tale numero di copie è pari al numero di particelle virali attive... ma ciò è un assunto biologicamente errato, potrebbe esserlo oppure no, dipende da dove è il virus e se esiste ancora in forma autonoma o se quel tratto è presente nel genoma delle cellule dell'organismo ma in fatto inattivato. Mi risulta che nel suo blog c'è gente che furbescamente avanza sotto forme più sofisticate e tendenziose le balle della teoria hiv-aids senza minimamente premurarsi di considerare questi concetti fondamentali e negando o disconoscendo questi concetti elementari finisce per dare una mano alle bugie deleterie che ci sono sta inculcate in 30 anni di speculazione selvaggia riguardo la questione hiv-aids. Dunque non riesco a capire come mai a questi gentili utenti del blog, quelli che parlano di un virus da curare, di terapie e di ?beccarsi l'hiv? nel senso della teoria ufficiale a cui siamo quasi quotidianamente sottoposti, non viene rammentato che le loro considerazioni sono quantomeno "molto approssimative, ripetitive, spesso errate ed atte a creare confusione in un campo in cui invece sarebbe auspicabile maggior chiarezza". A questi gentili utenti ho fatto presente che il nostro dna è pieno di pezzi virali che si possono ricomporre per le ragioni più diverse: stress e tossicità in primo luogo. C?è qualcosa che lei non condivide di questo passo? Eppure è una ragione dialettica che dovrebbe molto far riflettere quando si vuole credere senza riserve di essersi ?beccato il virus?, cosa che pure può accadere: a quanto pare la metafisica e la dialettica si oppongono in modo assoluto. Sulla questione dell?isolamento e delle ragioni, forse sacrosante, della Eleopulos ho chiarito che su Nature 2009/460 è pubblicata l'immagine e la struttura genomica di un retrovirus definito come HIV-1. La premessa di tale articolo tuttavia è che l'analoga struttura è comune a molti virus con analoghe caratteristiche e che sono connessi a patologie disimmunitarie, tumorali, infiammatorie, influenzali, ecc. Può recuperare l'articolo e relative immagini andando sul sito della rivista e lo scarico dovrebbe essere ancora gratuito o può chiederne copia agli autori. Ho detto che in realtà di analisi laboratoristiche negli anni sui retrovirus ne sono state fatte e pubblicate molte, ma ciò in cui difetta tutta la questione è la stretta associazione tra uno di questi (quello definito HIV-1 per alcuni suoi elementi nel suo RNA e per le variati delle proteine di membrana, rispetto ad altri della medesima famiglia: si tenga presente che agli inizi degli anni '80 si chiamava HTLV-III ed era nella famiglia dei virus connessi con le leucemie prevalentemente infantili) e la Sindrome da Immunodeficienza Acquisita che in realtà in moltissimi dei soggetti ha altre ragioni altrettanto forti. In più ho detto che i retrovirus del tipo HIV-1 o HTLV sono hanno tempi di latenza che possono essere anche decennali o perenni e che spesso per attivarsi nella fuoriuscita dalle cellule richiedono condizioni stressogene cellulari anche consistenti. Molti sostenitori della teoria ufficiale ai quali viene concesso mediamente tutto, anche di dire le stupidaggini più rivoltanti, non hanno nemmeno idea di che cosa ho parlato. Per loro hiv è uguale al test hiv, per questa gente l?hiv provoca una sindrome immunodeficitaria, per questi se il test anticorpale ad hiv è positivo allora significa che necessariamente un virus sta divorando il corpo del malcapitato. Questi dicono che l?harrt è il male minore e che una terapia è necessaria, che la PCR determina la viremia e che il calo dei CD4+ è dovuto all?azione del virus? è in questi termini che si mettono, seppur in forme più celate, le questioni sul suo blog. Ciò che sostengo è che se Duesberg si è un po sbilanciato ad accettare l?esistenza oggettiva di uno specifico hiv, questo peccato veniale e le considerazioni generali ? seppur per vie contorte ? rispetto alle evidenze che ci pervengono dalla Eleopulos non cambiano la sostanza del giudizio che se ne può avere sulla questione hiv-aids, ne deriva da tutto ciò che le contraddizioni tra la visione generale di Duesberg e quella della Elepulos SE CONSIDERIAMO LA SITUAZIONE CONCRETA e non ci perdiamo nei meandri di qualche disquisizione (che magari ad altre condizioni pure ci starebbe) non presentano un carattere antagonistico pur nella loro diversità. Questo è l?esempio concreto di unità nella diversità. Lo so che le considerazioni del gruppo di Perth mostrano uno scenario ben diverso da quello prospettato da Duesberg, la mia opinione è che certi aspetti di alcune cose citate nella lettera del gruppo di Perth devono essere meglio rivalutate. Allo stesso modo certi punti della visione di Duesberg, forse, devono essere meglio rivalutati. Ma in ogni caso nulla cambia sulla questione di fondo che è e rimane l?incosistenza oggettiva della teoria hiv-aids. Quando ho detto che il risultato della lotta è l?avviarsi delle cose verso il loro contrario, la fondazione di una nuova unità e un passo avanti nella società, questo passo in avanti lo si fa nel momento in cui vengono tenacemente combattute e sconfitte le teorie a sostegno del legame hiv-aids secondo le priorità che la situazione impone. Una discussione sulle divergenze Duesberg-Eleopulos, che pure ha un senso deve però trovare spazio a margine del dibattito sulle questioni hiv-aids: ad oggi la priorità rimane quella di combattere la convinzione radicata che l?hiv possa essere la causa di alcunché e che per esso servono antiretrovirali. Quando dice che ?sono state in grado -bisogna ammetterlo - anche di risolvere molte situazioni cliniche difficili, che altrimenti sarebbero finite male? ho come l?impressione che voglia elevare un aspetto marginale della questione ad aspetto principale. Il mio giudizio, come ho scritto, è che ?i farmaci spesso usati e definiti antivirali hanno tutti una elevata tossicità che ne controindica sempre l'uso, salvo rare e specifiche situazioni TEMPORANEE?: casi rari e particolari dunque, casi di trasfusione ad esempio o di trapianto d?organo. Casi così marginali che presentare l?utilità degli antivirali in generale in quel modo rischierebbe di avvalorare la percezione sbagliata per cui tali farmaci antivirali possono essere utili anche nella maggioranza dei casi di sieropositività anticorpale, quasi sempre asintomatica o con sintomi che comunque, da dissidenti, sappiamo essere non riconducibili ad hiv? a meno che lei voglia credere che hiv possa fare di più di quello che ogni altro virus può fare nel terreno fertile a cui può essere sottoposto (stati stressogeni, disimmunitari, infiammatori, reumatici, tumorali ecc?, appaunto). Concludo su una cosa: nel 3 punto lei parla ? testuale ? di ?terapie ?antiretrovirali? ?. Beh io non le definirei terapie, al massimo scrivo ?terapie? con le virgolette, per dire che non sono terapie, ma veleni. Veleni che hanno sempre una elevata tossicità e che, come detto, sono sempre controindicati. Lei poi giustamente mette le virgolette su antiretrovirali, ma io le virgolette le avrei meglio messe su ?terapia?. Parla poi di effetti collaterali: io invece dico che sempre il loro uso è sempre controindicato, salvo appunto rare e specifiche situazioni molto marginali. Di effetti collaterali si può parlare quando il grosso del problema, nel contesto di una malattia, viene in qualche modo viene attaccato. Qui la questione è che un antiretrovirale è nella stragrande maggioranza dei casi un controsenso e non si può parlare di effetti collaterali o di malattia perché hiv non è una malattia e non c?è niente da curare con qualcosa che lo deve contrastare anche se avesse ?effetti collaterali?. Hiv è piuttosto una conseguenza di una particolare condizione di disagio immunitario, ma il problema rimane quel disagio prodotto ? come si è visto ? da situazioni alimentari e comportamentali sbagliate, dall?uso di droghe, alcol, chemioterapia, azt ecc?Se qualcosa del mio discorso è sbagliato può sempre dirmi dove ho sbagliato. Grazie, affettuosi saluti

gatto (9/05 ore 21:11): per Dario. Il motivo per cui al mondo non ci sono e non ci devono essere "un numero di persone statisticamente utile in grado di iniettarsi del retrovirus HIV" è che la teoria hiv-aids è una teoria fascista e funzionale unicamente agli interessi delle classi sfruttatrici. Tu giocheresti una partita di calcio in un campo di calcio penduto stando sotto e con l'arbitro dichiaratamente corrotto e scielto dalla squadra avversaria con tanto di manganellate nello spogliatoio in caso di vittoria tua? o la giochi o non la giochi i casi sono due. Se la giochi sai che gli altri, forti di una posizione di vantaggio, avranno una vittoria quasi certa. Io coi fascisti e i provocatori non ci parlo eppure ci sono teorie "scientifiche" che sono state artatamente portate avanti coi metodi di una forma di fascismo. Il punto nodale è che i dissidenti non possono dimostrare che la teoria hiv-aids è falsa quando i sostenitori della teoria ufficiale hanno mai dimostrato che sia vera o che ragionevolmente serva quel che dicono. Posso anche iniettarmi hiv, forse svilupperò gli anticorpi o forse (molto più probabilmente stante le ottime condizioni del mio sistema immunitario) non svilupperò mai gli anticorpi anti-hiv, e poi che faccio aspetto 10-20-30 anni per dire che avevo ragione? e come me tutto il gruppo atto a soddisfare la condizione di "statisticamente utile"? nelle condizioni del campo di calcio penduto, i giocatori della squadra che sta sotto devono disertare la partita e lasciare i fascisti da soli. Se i fascisti ti chiedono di buttarti nel pozzo tu ti butti nel pozzo? e certo il buttarsi nel pozzo non è riferito ad hiv ma ad assecondare le teorie fasciste che servono gli interessi fascisti dei loro padroni. Io non sono di principio contro un trattamento medico fatto su supposizioni: se queste supposizioni sono ragionevoli, forse, un trattamento può avere anche un senso ma in questo caso la teoria ufficiale hiv-aids non soddisfa nessun requisito scientifico e di ragionevole buonsenso. Hanno imbrogliato su tutti i fronti e con tutti i metodi a disposizione. A partire dal test anticorpale, contrabbandando che il virus sarebbe sempre e comunque stato attivo, operante e replicante nascondendo che nella stragrande maggioranza dei casi il virus viene tenuto tranquillamente a bada o inattivato o debellato da un sistema immunitario anche spesso compromesso. Hanno ingannato sui numeri e sulle statistiche già a partire dalla definizione stessa di aids che è null'altro che un sofisma. Hanno ingannato sulla PCR, quantunque il suo stesso scopritore (Mullis) ha chiarito che non può determinare la carica virale. Hanno ingannato sulla tossicità dei "farmaci" e hanno ingannato sui campioni statistici. Hanno ingannato alla base quando hanno proposto di debellare il virus quando il virus andava e và lasciato in pace, sapevano di ingannare e sono andati avanti. Dovrebbe farti riflettere il fatto che la stragrande maggioranza delle persone a cui è stato riscontrato HIV sono morte per la lunga e forte tossicità che i farmaci assunti hanno loro generato e in aggiunta per i pessimi stili di vita mantenuti prima e durante le terapie. Ci sono molte comunicazioni scientifiche e qualche esperienza mia personale sul fatto che l'assenza di terapia in una gestione dello stile di vita equilibrato mantenga tuttora in buono stato generale le persone riconosciute positive a HIV molti anni fa. Avere HIV, come qualunque altro virus non implica necessariamente di per sé una maggiore debolezza e una maggiore probabilità di acquisire malattie anche gravi o di essere coinvolto in un incidente (purtroppo molta letteratura interessata riesce ad affermare anche questo) di chiunque altro, a parità di stile di vita. Va poi ricordato che la condizione di sieropositività e sieronegatività per HIV è riferita unicamente alla presenza o assenza di livelli titolabili di anticorpi anti HIV, nessuno può correlare seriamente (strumentalmente forse, ma non è corretto) tale dato con l'AIDS, fermo restando che l'involucro della defizione di aids è un sofisma, ovvero con l'insorgenza di un quadro più o meno grave di immunodeficienza: questa può sussistere per le più diverse ragioni a cui nulla vieta che si possano trovare anticorpi anti-HIV o anti-qualunquealtracosa. Per quale strana ragione una persona con la polmonite o con la candidiasi o con qualunque altra infezione non dovrebbe essere curata adeguatamente? Ci sono milioni di persone stressate, denutrite o altro che hanno le polmoniti, hanno le candidiasi o hanno di peggio e sono HIV negative e spesso immunodepresse: perché le medesime condizioni per la sola presenza di anticorpi anti-HIV dovrebbero avere una etichetta diversa? cosa cambia? Troppi su tale questione nicchiano e sfuggono a dare ragioni. In realtà l'organismo può essere immunodepresso, negli eterosessuali e negli omosessuali, per decine di ragioni diverse e lo stato immunodepresso favorisce spesso l'attecchimento di microrgansimi e lo sviluppo patologie anche tumorali. Che le terapie antiretrovirali limitino i danni, come dicono molti, fa parte dello stesso inganno fascista con cui è stata portata avanti l'intera teoria ufficiale hiv-aids: le evidenze ci riportano solo gente letteralmente disfatta dalle terapie antiretrovirali e queste terapie non hanno tirato fuori nessuno dalla patologia per cui sono state somministrate, anzi lo stato immunodepresso persiste a causa della forte intossicazione farmacologica quando non sopraggiunge la morte per intossicazione e/o l'insorgenza di una patologia tumorale. Le ragioni dell'immunodeficienza possono essere molte, ma non come vengono intese dalla teoria ufficiale hiv-aids e spesso sono ragioni che prendono vita a seguito di "cure" sballate e/o tossiche. La brutta storia di hiv-aids è stata solo un pessimo strumento politico-sociale, strumento che poi è scappato di mano ad alcuni e che è stato ripreso al volo dalle speculazioni economiche di altri. Troppe sono le questioni gravemente aperte e mai chiuse sulla presunta relazione tra hiv e il cosiddetto aids. Troppe le gravi intossicazioni da farmaci (quanti i morti per tali cause? nessuno lo dice! forse nessuno ha il coraggio di verificarlo!) somministrati ai portatori di HIV, anche quelli perfettamente sani, per 10 anni determinato solo sulla base degli anticorpi, poi sulla base della PCR: i primi indicatori solo della reattività dell'organismo alla presenza del virus; la seconda, per quanto depurata e con risultati di test matematicamente trattati, troppo sensibile e spesso indicatrice della sola presenza residuale e inattiva del virus. Troppi da ormai 30 anni coloro che non hanno alcun segnale di deterioramento immunitario in presenza di HIV, comunque determinato, senza aver fatto trattamenti terapeutici ma certamente caratterizzati da stili di vita equilibrati e nutrizionalmente corretti. Troppi i deficit immnunitari anche gravi in assenza di HIV e la cui origine non viene spiegata, ma i cui portatori in relatà hanno sempre condizioni di vita e nutrizione almeno discutibili (lasciamo da parte i deficit immunitari delle popolazioni affamate e industrializzate a forza - vedi Africa). Troppi quelli che, quando non sono morti intossicati dalle micidiali "terapie" campano male ingurgitando senza alcun senso numerose pillole ogni giorno. Troppe le illusioni di un ipotetico vaccino che non arriva mai (forse tossico perché la reazione ad esso prodotta dall'organismo può agire anche contro l'organsimo per produzione di anticorpi incrociati). Se fosse inequivocabilmente vera quella relazione dopo quasi 30 anni sarebbe stato debellato il virus e la sindrome da esso prodotta... ma così non è! Non è possibile condividere l'euquazione fascista hiv-aids e come me tante migliaia di medici e ricercatori cacciati nel silenzio e condannati alla rovina per quelle conclusioni che nessuno è mai inequivocabilmente riiuscito a dimostrare, ma che sono solo stromabazzate con la protervia del potere e del denaro.

Ecco gli interventi di Gatto e Bigcat in ordine cronologico inverso:

7/05 ore 23:43 gatto: sulla questione dell'isolamento: sono forti i dubbi che ravvisano una procedura scorretta, ma non per questo Duesberg sarebbe incompatibile con la Eleopulos. I numerosi dubbi che emergono fanno stabilmente pensare che più che isolare uno specifico virus si sia isolato un gruppo virale con caratteri talvolta comuni ad altri gruppi virali a RNA e del tipo dei lentivirus. Forse ci sono in ballo questioni tecnologiche ad oggi irrisolte e quindi si ravvisa CERTAMENTE l'ipossibilità inequivocabile di definire elementi proteici e genomici di assoluta specificità per hiv, tanto che anche in quelle forme definite più specifiche le varianti non sono poche. Di conseguenza i test clinici di rilevazione risentono di tale reale incertezza tanto è che sempre hanno un livello di positività che lascia dietro di sé reazioni positive considerate per intensità e qualità negative. Su queste premesse un'altra cosa è certa: l'harrt è una totale assurdità da qualsiasi punto di vista. Raramente o mai con i farmaci si riesce ad ammazzare i virus, che frequentemente si nascondono nel nostro genoma e con noi convivono. I farmaci spesso usati e definti antivirali hanno tutti una elevatissima tossicità che ne controindica sempre l'uso, salvo rare e specifiche situazioni temporanee. La presenza di virus oggi viene determinata con la PCR ma l'esito, come ripeto all'ossessione va preso con le pinze e non ha valore di carica virale, perché è una metodologia troppo sensibile per poi impostarci sopra una terapia, soprattutto se tossica. Per la tutela dai virus è sufficiente mantenere in equilibrio l'organismo in modo che il sistema immunitario di ciascuno possa fare bene il suo mestiere: questo concetto banale viene sistematicamente eluso da chi vuole sostenere le bugie su hiv-aids. Un'altra cosa sui postulati di Kock: c'è chi dice che sono rispettati e c'è che dice che non sono stati rispettati. La verità è che non esiste ad oggi un test eseguibile "in vivo" per verificare nel corpo umano l'attività di qualunque virus. Noi possiamo trovare con la PCR i frammenti del genoma virale (ben lungi da poter dire di aver determinato la carica virale) possiamo trovare la presenza di alcune proteine... possiamo trovare degli anticorpi ma tutti possono solo dirci che presumibilmente un virus è transitato o è presente da qualche parte del corpo lasciando tracce più o meno consistenti e più o meno specifiche, ma nulla in relazione alla sua reale attività essendo tutte misurazioni "in vitro". I postulati di Kock non sempre sono applicabili ai virus proprio perché i virus possono rintanarsi nel genoma e starci a vita senza nessun problema produrre o possono dare luogo a modifiche anche pericolose (vedi il cancro) del genoma di una cellula, quindi è possibile che un virus (meglio il suo acido nucleico o una sua frazione particolare, spesso nei tumori la sequenza promotrice forte) entri, e che letteralmente sparisca, poi noi possiamo osservare (ma non è detto) un tumore collegabile ad una componente genica (il promotore forte, una istruzione replicativa) del virus. Tornando alla questione iniziale c'è da dire che l'unico isolamento certo è quello delle voci dissidenti, ma soprattutto i veri virus solo tutti coloro che insinuano come un microrganismo sia la causa di una sindrome mortale, questi virus della disinformazione e del terrore ingiustificato devono essere tenacemente combattuti con le ragioni del materialismo e della dialettica. La scienza o è materialista o non è scienza. Il legame hiv-aids è religione, non scienza, è idealismo, non materialismo. Il materialismo e l'idealismo si combattono come la verità e l'errore.

7/05 ore 21:29 gatto: rispondo ancora una volta a Blu88 su una questione di reticenza. Tu dici di concordare con me sul fatto che la guerra contro hiv è una guerra persa in partenza, facendo sembrare di concordare con me sul fatto che il retrovirus hiv è nient'altro che un microrganismo opportunista come tanti meglio presente in una condizione stressogena come può capitare. Poi però aggiungi che si tratta di una guerra persa in partenza fintanto che non trovano una cura che sia veramente una cura: qui allora cominci ad imbrogliare le carte. Una guerra persa in partenza significa che hiv non solo non è da combattere ma che è da lasciare in pace in quanto NECESSARIO ad una specifica condizione stressogena/infiammatoria /reumatica/tumorale/disim munitaria. Hai capito bene: ho detto NECESSARIO, che significa che và lasciato in pace, e tu invece dici che serve una cura. Oltretutto ti premuri di non volere entrare troppo nel merito dell'esame anticorpale e della harrt, eppure a me risulta che la maggior parte degli anticorpo-positivi attivino la cosiddetta "terapia" antiretrovirale proprio sulla base di banale esame anticorpale il quale, lo ripeto, non dice nulla sulla presenza attiva e operante di hiv, il quale nel frattempo potrebbe (come nella stragrande maggioranza dei casi succede) essere stato tranquillamente inattivato da un sistema immunitario ancorchè deficitario per altre ragioni. La presenza di anticorpi non ci dice nulla su quanto il virus sia presente e men che mai la PCR che per sua natura non è adatta ne a fare diagnosi ne - peggio - a determinare la carica virale! con queste premesse non può essere attivata nessuna proprio nessuna "terapia" antiretrovirale e non avrebbe comunque senso di principio. Dici che la harrt "è un lento veleno che può causare solo del male" e questo è vero ma allora perchè dici che "di meglio oggi non c'è"? di meglio di cosa? quantunque dovessero anche essere presenti problematiche, certo non dipendenti da hiv, tutta la questione è risolvere quelle particolari problematiche. La questione è rimettere in sesto il sistema immunitario, in ogni tuo discorso non fai mai cenno alle condizioni complessive del sistema immunitario: tu lo sai che se il sistema immunitario viene rimesso in ordine è altamente probabile che persino la traccia degli anticorpi anti-hiv possa sparire negli anni (come dimostrato)? e allora perchè dici che "non c'è di meglio"? alla harrt poi!? quando ammetti che la harrt è solo un veleno che causa del male... ti contraddici. L'aneddoto (ma come un'aneddoto...?) che hai riportato fa riferimento ad una persona di cui nulla si sa sulle condizioni generali, basta poi l'assunzione prolungata di popper per creare le condizioni buone per la miglior rilevabilità di hiv... un retrovirus oltretutto misterioso e isolato con metodi a dir poco discutibili. Ti invito solo a riflettere di nuovo sul fatto che non è vero che tutte le immunodeficienze acquisite (AIDS anche queste) sono dovute ad HIV o hanno a che fare con HIV, che avrà forse un'esistenza oggettiva e può essere coinvolto, così come non è vero che tutti coloro che hanno avuto a che fare con HIV nel loro organismo hanno sviluppato ineluttabilmente AIDS (pur non effettuando terapie di alcun genere) o l'hanno trasmesso ad altri (pur non usando il preservativo). I dati non sono così inequivocabili, salvo non si applichi la purtroppo triste storia di mettere sempre in evidenza solo i dati di interesse. Molto probabilmente il virus trova maggior facilità ad entrare in organismi già per sé deboli dal punto di vista immunitario (o poco allenati a difendersi) forse concorrendo a ridurre ulteriormente tali difese (ma anche questo non è mai stato inequivocabilmente dimostrato!). Con tutti questri buchi dimostrativi non sussiste quella correlazione, ammenochè tu non la voglia rinverdire come sembra vuoi fare. Oramai sono migliaia i soggetti in cui è rilevabile il virus e che hanno un sistema immunitario perfetto senza aver mai fatto alcuna terapia, salvo in media una vita sana e rilassata. Con la storia del tuo amico che hai riportato hai fatto un'associazione impropria e oltretutto parli di contagio ma qui cadiamo nel campo dell'arbitrario e dell'aleatorio: nessuno può determinare quando e se c'è stato un contagio. E' praticamente impossibile correlare un evento con la presenza nel proprio corpo di HIV (anzi degli anticorpi anti-hiv!) o di ogni altro virus ammesso che l'altro partner abbia dei virus da trasmettere, ammesso che siano passati, ammesso che il suo organismo li abbia ricevuti e che abbia dato o dia una risposta immunitaria. La storia del tuo amico non è molto chiara, sta di fatto che ha commesso un grave errore ad assumere antiretrovirali: l'immunodeficienza è in primo luogo una patologia da stress e da cattive abitudini nutrizionali e comportamentali e favorisce talvolta (non sempre!) lo sviluppo di virus, batteri, funghi, che possono accentuare il quadro clinico. Ma che sia hiv a causare una immunodeficienza non è mai stato dimostrato e me invece sembra che a qualcuno la favola stia così a cara al punto di voler sorreggere ciò che non sta in piedi. Quando dici che "ognuno si becca l'hiv come capita" sconfini nel campo dei sostenitori attivi della teoria ufficiale hiv-aids: questo "beccarsi" il virus non è dialettica, è religione. Perchè se fosse dialettica comprenderebbe in primo luogo che il nostro dna è pieno di pezzi virali che si possono ricomporre per le ragioni più diverse, stress e tossicità in primo luogo. La risposta anticorpale poi, è solo una delle due risposte del sistema immunitario. E' una risposta specifica o abbastanza tale (a volte vengono generati anticorpi che possono reagire anche contro strutture proprie dell'organismo come nel caso degli stati iperimmuni) verso antigeni estranei. Tuttavia a volte vengono generati anticorpi contro le strutture stesse dell'organismo (stati autoimmuni e disimmuni) quando si verificano condizioni di squilibrio della reazione. La presenza degli anticorpi e la capacità di produrli con efficacia è fondamentale per la sopravvivenza della specie umana e delle specie complesse e ha un sistema regolativo molto complesso e sofisticato, purtroppo a volte accade che questi sistemi così complessi possano squilibrarsi per ragioni diverse, non ultimi l'eccesso di farmaci, l'eccesso di sterilizzazioni, l'eccesso di vaccini, la qualità dello stile di vita. Quando dici di "beccarsi il virus" intendi hiv come qualcosa di completamente estraneo alla dialettica natura, è religione.Chi può mai dire quando "uno si becca hiv"? è ragionevolmente irragionevole pensarlo: affinché il virus HIV abbia buone probabilità di entrare nel corpo, occorre entrare in contatto diretto con una almeno discreta carica virale (e nessuna tecnologia al momento è in grado di determinare la carica virale, men che mai la PCR!). Rarissima è l'infezione da un soggetto clinicamente sano ancorchè hiv-positivo anche se - appunto - ha gli anticorpi (cosidetta sieropositività) o se ha poche particelle virali circolanti determinate con la l'inappropriata PCR. Ammesso che sia entrato da una qualsiasi microlesione (ovviamente invisibile ad occhio nudo) in quantità sufficiente, può rimanere rintanato nelle cellule del corpo senza dare segni di sé (sia a livello di sintomi che a livello dei test) per decenni, così come può essere rilevabile dai test dopo 3-12 mesi pur non dando alcun segnale clinico.. sintomi, che peraltro non sono dettati da esso ma dalla debolezza del sistema immunitario che dalla sua azione deriva. Infine molte volte non si sviluppa nessuna malattia in quanto un ottimo e ben funzionante sistema immunitario (non massacrato dal fumo, dallo stress, dall'alcool, dalla cattiva alimentazione, ecc.) è in grado di dominarlo e eliminarlo totalmente. Discorsi sul "come curare hiv" vengono portati avanti solo da chi, nella sostanza, sostiene attivamente che un retrovirus chiamato hiv provoca una sindrome immunideficitaria chiamata aids. Non mi risulta che qualcuno, comunque in un numero statisticamente significativo, si sia iniettato quella particella o il corrispondente placebo e abbia sviluppato la malattia o non l'abbia sviluppata: si dà per scontato che lo sia perché lo hanno detto autorevoli scienziati, ma è anche vero che altrettanti autorevoli scienziati hanno detto l'esatto contrario. A parte chi ostinatamente si ostina a diffondere terrore, HIV non richiede maggiore attenzione di qualunque altro microrganismo, anzi ne richiederebbe molta di meno.

7/05 ore16 bigcat: Io dico a chi è capace solo di pretendere e di criticare...PRECHE' NON SE LA TROVA DA SOLO LA CURA! E magari la commercializza a EURO 0 Se non avessi stima ne fuducia in quei ricercatori avrei almeno un po di coerente orgoglio e non oserei pretendere niente! Come dire se qualcuno si è stancato ad aspettare il treno ma perchè non si incammina a piedi'? Invece di pretendere dagli altri quello che non si sarebbe in grado di fare da noi stessi! Quando qualcuno seduto al ristorante non fosse contento sia della lentezza del sevizio, sia della bontà del cibo e sia del prezzo, ma perchè non se ne va a mangiare a casa sua coi frutti del suo orto e dimostra la sua capacità non solo con le critiche? O forse sarebbe auspicabile la soluzione delle dittature cioe' mettere gli scienziati al lavoro coatto facendogli fare le loro ricerche sotto guardia armata.

Restare a disagio perchè si scopra che non tutto il mondo scientifico sia fatto di chiacchieroni dal facile entusiasmo, capisco risulti difficile alla maggior parte del pubblico visto anche come sono state costruite le aspettative psicologiche dei malati,(fatte per lo + di chiacchiere vuote ..ma comunque molto apprezzate) vedi ad es. gli annunci sul vaccino hiv! Sono + di 25 anni che sento ...entro due anni pronto vaccino hiv!.....Lo avete visto.? Io no! Una noiaaaa!

Allora lasciamo lavorare chi lavora con serieta' e non si lascia andare a premature o contraddittorie dichiarazioni. E se avete voglia di protestare andate a protestate e a pretendere con chi diffonde inesattezze e diversivi come il riferimento scientifico che hiv causa aids. E imparate a non pretendere dagli atri di piu' di quello che voi stessi sareste in grado di dare. Un prodotto intellettuale come una cura medica non ha esattamente le stesse caratteristiche della produzione dell olio che nasce dalla spremitura. Einstein diceva "la mente e un fiore delicato e come tale va coltivata e sboccia quando ci sono le condizioni!

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BLU88

Caro Gatto cosa vuoi che ti dica se non concordare con te che la guerra contro l'hiv è persa in partenza fintanto che non trovano una cura che sia veramente una cura.

Ad ogni modo non voglio cominciare una discussione sulla "sostanza" dell'esame anticorporale per l'hiv e/o sulla haart perchè non serve dire che molta gente è veramente ritornata dall'oltretomba con gli antivirali. Ovvio che anche io considero la haart un lento veleno che con il tempo può causare solo del male, ma di meglio oggi non c'è.

Per quanto riguarda il caso citato, lo avevo solo riportato come aneddotto di un fatto di cui sono +/- direttamente a conoscenza per rimarcare ancora la facilità con la quale le persone, sicuramente in ottima salute al tempo del contagio, possono andare incontro alle malattie trasmissibili. Fare i controlli è cosa ottima ma devono essere seguiti da un certo tipo di cautela.

Poi ognuno si becca l'hiv come capita.

6/05 ore 10:11big cat: Caro gatto, ho notato da subito appena ho cominciato a frequentare il blog, il carattere sottilmente tendenzioso di alcuni interventi( i quali mi suscitarono anche una certa stizza all inizio...) Interventi appunto, atti a fornire messaggi direi quasi "subliminali" nell'intento di mantenere comunque chiara una cosa " che l' hiv e' e sempre restera' causa di tutta quella serie di mali che continuano a venderci da un quarto di secolo e nessuno deve tentare di contraddire! " Non importa se in realta' non ci sono prove e molte cause di deficit immunitario potrebbero essere ricondotte ad altre eziologie, la maestria è proprio questa, consiste nell'abilita' appunto di mantenere( per di piu' in assenza di prove scientifiche) in vita questo mito. Non so se chi diffonde certi argomenti come un portare inconsapevole di un male culturale ne sia piu' vittima che artefice, resta questo, comunque a mio avviso un meccanismo di penetrazione sociale ben congeniato che riesce a far breccia in una platea ampia che evidentemente è piu' sensibile a di argomenti di ordine psicologico che al metodo scientifico classico. Feci notare anche al Dr Franchi questo tentativo di sottile colonizzazione ideologica contenuto in certi interventi che venivano postati, non so quanto ad arte e che avevano lo scopo ultimo di publicizzare attraverso sottili insinuazioni, anche a queste LATITUDINI Il dogma tanto caro alle associazioni organizzate dei malati le quali fanno la tendenza sulla percezione del fenomeno HIV=AIDS

Tu Gatto, sei molto acuto con la tua lucida chiarezza riesci bene a mettere in evidenza le debolezze oggettive di quei post. talvolta fin troppo contraddittori.

Quoto a pieno i tuoi interventi e mi auguro che continuerai a scrivere le tue brillanti osservazioni, che sono sempre ben lieto di leggere

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gatto: anche se in ritardo vorrei confutare quel che dice blu88 quando scrive che"Per la cronaca ci sono persone che si fanno i controlli ogni 3 mesi perchè il loro stile di vita ecc ecc.... una di queste persone, con una fila lunghissima di test negativi fino all'anno scorso , in marzo di questo anno ha avuto la bella sorpresa, (in fondo era consapevole che prima o dopo poteva capitargli ) - POSITIVO - .. ( pensa di averlo beccato durante un'orgetta a 6 prima di natale 2008 in un locale dove ci si scambiano i partner )Ma non è finita perchè oltre che infettarsi il suo sistema immunitario ha cominciato a crollare in maniera impressionante tanto da arrivare a 120 cd4 all'ultima visita ai primi di dicembre, ( quando la precedente, 2 mes1 prima, riportava dei valori oltre 400 CD4 ), con comparsa di linfoma non hodgkin di primo grado alla milza.Ora ha cominciato la haart ed appena crescono i CD4 ( sperano al più presto ) cominciano la chemioterapia.Non è tossico, non fuma e non beve, vaccinato per le epatiti, ha 29 anni ed maschio bx (così dice lui e la sua ragazza che fortunatamente non risulta hiv+ anche dopo aver fatto sex non protetto prima della bella sorpresa parecchie volte )Più sfiga di così."già parlare di un contagio in quel modo sembra piuttosto fideistico. Ti fidi del cosiddetto periodo finestra contrabbandato dalla teoria ufficiale hiv/aids ma nella realtà ogni virus (anche hiv) può restare silente nell'organismo anche per decenni. Questa è una caratteristica dei virus che hanno sviluppato per convivere con l'organismo ospite seguendone le sorti. Quando associ la posività anticorpale all'orgetta o quando dici che era consapevole che prima o poi poteva capitargli: tutto questo è un atto di fede o meglio un atto di fiducia verso le balle della teoria ufficiale perchè un tale assunto disattende la verità fondamentale per cui l'unica seria protezione non è il preservativo ma la corretta efficienza del proprio sistema immunitario, che può lavorare bene solo se non sottoposto ad uno stato tossico/stressogeno. L'indebolimento delle capacità difensive del sistema immunitario è autoprodotto dallo stress e/o da uno stile alimentare e comportamentale sbagliato e/o dall'esposizioni a fattori tossici e/o dalla paura di contrarre malattie, HIV in particolare, e/o dall'assunzione di farmaci tossici o dall'indebolimento del sistema immunitario con antibiotici o droghe. Ogni attività sessuale è sempre a rischio di trasmettere o ricevere virus e batteri ma normalmente e senza stress il sistema immunitario vede e provvede: questa è veramente l'unica risorsa utile e non i vari mezzi meccanici che come il preservativo proteggono veramente poco. L'errore grave che commetti è quello di associare il linfoma non hodgkin ah hiv come si evince chiaramente dal tuo riportato: ma chi l'ha detto che la rilevabilità di hiv non sia favorita invece dallo stato infiammatorio complessivo e disfunzionale del sistema immunitario del tuo amico dove la causa a monte era la degenerazione verso il linfoma e senza che hiv avesse colpa alcuna? chi l'ha detto che hiv non sia un banale virus opportunista trovato lì solo perchè il terreno gli era fertile per starci? credere che i suoi problemi fossero derivati da hiv è proprio ciò che vuoi insinuare, quando dici che per la cronaca ci sono persone che a tuo dire prima stavano bene e poi male con hiv. Ma in realtà sulle condizioni del sistema immunitario del tuo amico poco sappiamo e nel tuo riportato ci sono pezzi che vogliono associare, seppur sottobanco, hiv come causa di tutto il resto disattendo così tutto quello che la causa dissidente ha potuto mettere in evidenza fino ad ora. Dici poi che avrebbe dovuto iniziare la harrt ma nelle sue condizioni l'assunzione di un antiretrovirale non ha senso e non lo ha oggettivamente. La guerra contro hiv è una guerra persa in partenza e prendere un antiretrovirale significa solo peggiorare la sua condizione complessiva, dall'harrt per conto mio possono solo derivare danni piu o meno consistenti, molti piu di quelli già prodotti sciaguratamente dalla disinformazione e dell'apparato del terrore che spinge un anticorpo-positivo ad assumere quelle porcherie devastanti.