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Proposta di Sloth, risposta Ist. Sup. Sanità, repliche comitato, repliche ISS

postato da Fabio Franchi [04/05/2009 23:11]

IL CARTEGGIO COMPLETO SU: http://www.dissensomedico.it/risposte_coa.htm

La proposta di Sloth (richiesta di chiarimenti sullo studio Yamamoto all'Istituto Superiore di Sanità) è stata condivisa da 108 firmatari ed è stata inviata in data 23 maggio. Segue la risposta del dott. Andrea Savarino (Dip Malattie Infettive dell'ISS) di data 19/06/2009, la I replica del Comitato, la I replica del dott. Andrea Savarino (Dip Malattie Infettive dell'ISS), la II replica del Comitato, la II replica del dott Savarino.

(Prima della spedizione, la richiesta è stata pubblicata su questo blog e su altri forum. Ha subito lievi modificazioni formali, anche in seguito ad alcuni suggerimenti. L'introduzione che la precedeva era la seguente:  

Proponiamo di inviare questa "lettera aperta" alla Direzione del Centro Operativo AIDS dell'Istituto Superiore di Sanità. Invitiamo i sieropositivi interessati (ma non necessariamente solo loro) a firmarla. Il motivo è che siamo esasperati dalla inconcludenza degli sforzi effettuati finora per sapere qualcosa di più riguardo le scoperte di uno scienziato giapponese e riteniamo questo sia il mezzo più idoneo per interessare le istituzioni che finora non sono intervenute. Questa lettera sarà presentata ai diversi forum ed i responsabili invitati a rendersi disponibili e garanti per le adesioni che arriveranno dai propri iscritti (le firme, alla fine, potranno essere sostituite da sigle per poter mantenere la propria privacy). Adesioni saranno accettate anche direttamente da me a questo indirizzo: grrrr.grrrr@virgilio.it .Fatto questo - raccolto cioè un numero congruo di adesioni - la lettera verrà inviata).

 

La lettera, inviata il 23/05/2009, è qui sotto riportata:

   Oggetto: Richiesta al Direttore del CO A

 

Egregio Prof.

Giovanni Rezza

Direttore del Centro Operativo AIDS

Roma

coa@iss.it                                                                                                             

 

 Ci rivolgiamo a Lei ed al gruppo di esperti che coordina per chiederLe di esaminare una nostra richiesta, che finora non ha avuto alcuna attenzione "istituzionale".

In breve, abbiamo saputo della pubblicazione sulla rivista scientifica Journal Medical Virology di un lavoro in cui si parla di eradicazione dell'HIV in 15 pazienti già nel 2002, pazienti che hanno poi mantenuto salute ed assenza di riscontri virali per oltre 7 anni (J. Med. Virol. 81:16-26, 2009.), pur con test di non ultima generazione.

 

Poiché

1) tale ricerca è stata finanziata in parte dal Servizio Sanitario del Governo americano, solitamente una garanzia di serietà,

2) è pubblicata su una rivista prestigiosa dotata di peer review, con un editorial board di tutto rispetto ed i cui direttori sono il professor A. Zuckerman ed il dott. B. Mahy del CDC di Atlanta, virologi internazionalmente noti,

3) la stessa pubblicazione risulta controllata accuratamente (anzi controllata e ricontrollata da esperti indipendenti, come confermato dallo stesso professor Zuckerman),

4) diversi ricercatori anche italiani (per esempio il prof. Zanetti ed il prof Galli) ritengono tali risultati eclatanti "se fossero veri",

noi sottoscritti riteniamo che ci siano tutti i requisiti perché tale pubblicazione debba essere considerata con la massima attenzione.

Infatti i risultati riportati sono eccellenti, ottenuti nel tempo di qualche settimana, senza effetti collaterali, con un successo del 100% nei 15 casi descritti (ma ci sarebbero anche altri gruppi di sieropositivi "eradicati" oltre a questi), con una cura dai costi modesti e di facile preparazione in un laboratorio specializzato.

Purtroppo ricerche individuali non hanno dato finora la possibilità di controllare i dati fino in fondo. Tuttavia, data la potenziale enorme portata di questa terapia (associata ad un innovativo test enzimatico), secondo noi è necessario essere molto prudenti prima di scartare il tutto con leggerezza. Tanto più che analoghe scoperte del dott. Yamamoto sono state accettate e pubblicate su riviste di "grosso impatto" (Int J Cancer, J Immunother, Cancer research, AIDS res Human Retrovirus, J Immmunol, Proc Natl Acad Sci USA).

Verità o falsificazione dei dati?

Siamo ben consapevoli che è necessario non illudersi e rimanere con i piedi ben piantati a terra. Per questo ci sembra che la cosa più razionale da fare sia quella di controllare accuratamente i dati e ripetere gli studi già effettuati dal dott. N Yamamoto a partire da quelli iniziali.

Poiché il sentiero è già chiaramente tracciato, sarà possibile effettuare rapidamente verifiche che permettano di capire se a) siamo di fronte ad una rivoluzione scientifica senza precedenti nel campo, oppure b) a delle novità rilevanti oppure c) ad una totale inconsistenza dei riscontri. L'importante è cercare, esaminare, provare e risolvere con chiarezza la corrispondenza di questa ipotesi scientifica con la realtà. Molti tra noi sarebbero disposti a provare la cura, naturalmente dopo una dimostrazione della assenza di tossicità ed il superamento dei necessari passaggi (o, ancor meglio, esaminando direttamente i pazienti del dott. N. Yamamoto).

Contiamo su di Lei affinché si faccia promotore e coordinatore di tali studi preliminari e poi eventuali studi clinici con la GcMAF (e controllo con l'attività nagalasica) con i crismi della scientificità, in tempi ragionevolmente brevi.

Volendo, in pochi mesi ci sarebbero già le prime risposte che cerchiamo.

Nel frattempo però attendiamo una Sua cortese risposta, un commento tecnico ed una presa di posizione sull'accettazione o meno di quanto proposto.

 

Il Gruppo Promotore per la Ricerca sul GcMAF                          Data: 22/05/2009

 

La risposta può essere inviata a studio.yamamoto@virgilio.it  e verrà discussa nei forum dedicati ai sieropositivi.

 

Le firme, per motivi di comprensibile riservatezza, sono sostituite da sigle:

 

   

1)Luisa B.(La Spezia)

2)Emiliano B.(Adapazari)

3)Paolo C.(Cagliari)

4)Lunapiena Amica(Roma)

5)Ciukina ciuki(Rovigo)

6)Vincenzo M.(Mammola)

7)NicckyblogHiv Hiv

8)Letizia T.(Roma)

9)Francesca P.(Mlano)

10)Alberto L.(Roma)

11)Giovanni S.(Milano)

12)S.L.(Cagliari)

13)Andrea B.(Bagnacavallo)

14)G.R.(Sarzana)

15)Thelondonsuede(F.Modenese)

16)Andrea B.

17)Sabri L.(Desenzano D/G)

18)L.S.(Roma)

19)Simona M.(Roma)

20)Wolfdog Wolfdog(Arenzano)

21)Andrea L.(Lodi)

22)Ilenia G.(Polesella)

23)Stefano M.(Roma)

24)M.B.(Cagliari)

25)Carmela S.(Gioiosa Ionica)

26)R. L.(Catania)

27)Pino D.(Billia)

28)Antonello P.(BO)

29)Alice R.(La Rustica)

30)Giacomo M.(BO)

31)Sara L.(AN)

32)Anna C.(Crotone)

33)Lupo cupo(BO)

34)Gex Gex (NA)

35)S.C.(BS)

36)U.B.(BS)

37)M.F.(Mestre)

38)L.D.(Roma)

39)F.F.(Trieste)

40)M.B.(Trieste)

41)M.N.(Udine)

42)G.B.(Trieste)

43)V.N.(Trieste)

44)D.R.(Asti)

45)O.C.(MI)

46)S.T.(Vicenza)

47)L.P.(Trieste)

48)F.P.(Trieste)

49)Z.S.(Brescia)

50)G.B.(Siena)

51)O.D.(Siena)

52)M.Z.(Ferrara)

53)R.V.(Monza)

54)E.V.(Monza)

55)B.M.(Vicenza)

56)Paola G.

57)F.G.

58)R.G.

59)A.Z.

60)Adriano S.(MI)

61)Sabry62(MI)

62)S.D.

63) F.T.(TS)

64)E.C.

65) S.M.(TS)

66)V.F.(TS)

67)Michela V.

68)A.P.

69)G.M.

70)M.G.

71)T.S

72)M.G.

73)G.G.

74)F.P.

75)G.C.

76)Trully(AN)

77)G.B.(AN)

78)E.B.

79)Manu62

80)M.R.

81)S.Z.

82)G.C.

83)S.D.

84)G.M.

85)L.C.

86)M.R.

87)Nico

88)M.R.

89)G.E.

90)A.S.

91)M.P.

92)A.T.

93)Gattoni

94)F.P

95)D.M.

96)S.B.(MI)

97)M.B.(TS)

98)T.F.(TS)

99)L.L.(AN)

100)M.B.(AN)

101)G.A.(AN)

102) D.B. (

103) S.D.

104)M.S.

105)A.R.

106)M.U.

107)M.F.

108)M.M.

 ***************************************************************************

 Lettera del Registro AIDS -ISS

>----Messaggio originale----
>Da: registro.aids@iss.it
>Data: 18-giu-2009 15.10
>A:
>Cc: "Rezza Giovanni"rezza@iss.it>
>Ogg: R: Richiesta al direttore del COA
Al Gruppo Promotore
>
per la ricerca sul GcMAF
>
>Facendo riferimento a quanto
richiesto al Prof. Giovanni Rezza, Direttore del Dipartimento di Malattie
infettive Parassitarie ed Immunomediate dell'istituto Superiore di Sanità in
merito alla  ricerca effettuata dal Dott. Yamamoto, si informa  il l Dott.
Andrea SAVARINO Ricercatore del suddetto Dipartimento,  risponderà al Vostro
quesito in qualità di esperto.
>            Si fa presente infine, che il 
Direttore del Centro Operativo AIDS di questo Istituto è la Dott.ssa Barbara
Suligoi.
>
>   Distinti saluti.
>Centro
Operativo AIDS
>Reparto di Epidemiologia
>Dipartimento di Malattie
infettive Parassitarie ed Immunomediate
>Istituto Superiore di Sanità
>Viale Regina Elena 299
>00161 Roma
>coa@iss.it
>

 

********************************************************************************

Risposta dott. Savarino, incaricato a rispondeere come esperto dal prof Rezza


Gentili Signore /Gentili Signori,

Il Prof. Rezza mi ha delegato ad inviarVi questo messaggio in quanto mi occupo, nell'ambito del Dipartimento che egli dirige, di ricerche sull'eradicazione di HIV dall'organismo.

Lo studio di Yamamoto et al. mette in relazione l'aumento dell'attività alfa-N-acetil galattosaminidasica  riscontrata in pazienti HIV+ con la progressione della malattia. Questo porta alla diminuzione dei livelli di macrophage-activating factor (MAF). La somministrazione esogena di MAF, da come appare su questa rivista,porterebbe ad un azzeramento della carica virale, ottenuto, e, assai sorprendentemente, mantenuto in assenza di terapie antiretrovirali.
Lo studio di Yamamoto mostra tuttavia notevoli lati oscuri e si basa su un rationale assai semplicistico, che non tiene in conto importanti meccanismi immunologici che un ricercatore navigato in materia di HIV/AIDS dovrebbe avere ben presenti.
La stessa superficialità si mostra nell'interpretazione dei dati, che vengono mostrati in una maniera non ortodossa (di solito vi è uno schema ben preciso con cui vengono presentati i dati clinici). Per esempio, i ricercatori indicano come pari a 0 (zero!) la carica virale ottenuta dopo la terapia, ma questo non si dovrebbe mai fare. Per esempio, la carica virale, se negativa al test utilizzato, andrebbe riportata come "minore di" mettendo poi il valore minimo rilevabile dal saggio, in questo caso 400 copie/ml. Comprendiamo che il ricercatore in questione abbia un background principalmente oncologico. Ma il primo rapporto di "guarigioni" che il ricercatore avrebbe ottenuto risale addirittura al 2002 (Congresso FOCIS, Montreal, Canada), e sette anni sono un tempo più che sufficiente per acquisire un'adeguata competenza in materia di retrovirologia.

Un'altra cosa che lascia molto perplessi è vedere questi dati pubblicati su una rivista, che pubblica in genere buoni lavori virologici in vitro, ma pochi lavori su HIV/AIDS e che non è né una delle grandi riviste multidisciplinari (Lancet, JAMA, New England Journal of Medicine, British Medical Journal, Journal of Infectious Diseases) né una delle riviste di punta del settore HIV (AIDS, Antiviral Therapy, Retrovirology, Current HIV Research, Journal of AIDS, ed AIDS Research and Human Retroviruses). Purtroppo il fatto che uno studio venga pubblicato su una rivista peer-reviewed non costituisce automaticamente una prova della validità dei dati e della loro riproducibilità.

Stupisce inoltre come, apparentemente, nessuna industria farmaceutica abbia in sette anni deciso di investire in questa terapia. Non tutte le grandi industrie farmaceutiche producono farmaci antiretrovirali. Pertanto, vi sono industrie che potrebbero tranquillamente investire in questa terapia senza rischiare di perdere un altro mercato.

L'eradicazione di HIV dall'organismo rappresenta una priorità per questo Istituto, e pertanto ci affretteremo a compiere ulteriori indagini, prima di sbilanciarci esprimendo un parere in un senso o nell'altro. L'indirizzare il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) verso una sperimentazione clinica della terapia di Yamamoto et al. potrebbe generare fortissime aspettative nei pazienti ed indirizzare risorse altrimenti indirizzabili verso possibili cure, a nostro avviso più promettenti e basate su un più solido rationale, ed attualmente in studio presso i nostri ed altri laboratori. A tale proposito, al seguente link, vedasi un articolo recentemente pubblicato dal giornale britannico Daily Mail, che attesta l'attiva ricerca di una cura per HIV/AIDS in corso presso il nostro Istituto e la sua risonanza a livello internazionale:
http://www.dailymail.co.uk/health/article1190823/Hopes-HIV-cure-revived-shock-kill-technique-rids-body-dormant-viruses.html


Sono davvero, credetemi, spiacente di non poter supportare il vostro entusiasmo circa questa terapia, ma sono convinto che qualcosa di veramente bello prima o poi uscirà. Resteremo a vostra disposizione per tenerVi informati su ulteriori sviluppi.

Un caro saluto,

Dr. Andrea Savarino

Dipartimento di Malattie Infettive, Parassitarie ed Immunomediate
Istituto Superiore di Sanità, Roma.

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Le successive repliche sono visualizzabili nel file (che può essere anche scaricato):  http://www.dissensomedico.it/risposte_coa.htm