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Riguardo Duesberg: osservazioni critiche di Luigi

postato da FFranchi [25/10/2009 19:41]
 

Egr. Dott. Franchi,

Visto che Lei si propone col suo sitoweb anche di creare un gruppo di discussione tra coloro che vogliano dare un contributo con la loro storia personale, discussione critica, segnalazione, io le sarei veramente grato qualora volesse pubblicare sul suo sito web i risultati della mia ricerca, 

Su internet ho trovato questo sito web dove si parla del paper di Duesberg sulle ipotesi chimiche dell'aids: http://www.montag.it/blog/archive/001821.html

L'autore di questo si sofferma in particolare su uno studio  (Schechter, Lancet 1993) citato da Duesberg nel suo ''The Chemical Bases of the Various AIDS Epidemics: Recreational Drugs, Anti-viral Chemotherapy and Malnutrition'', ed in particolare questo sig. Marco trae la seguente conclusione: <<

si descrive lo studio ricordando che considerava due popolazioni di pazienti, una di HIV positivi e una di HIV negativi, paragonabili per uso di stupefacenti, e riportava il risultato per cui tra gli HIV positivi la metà hanno contratto l'AIDS e tra gli HIV negativi nessuno.
Duesberg nel suo lavoro si sarebbe quindi 'dimenticato' di dire che gli HIV positivi non hanno contratto AIDS, che di conseguenza l' HIV un ruolo verosimilmente ce l'ha, e che l'uso diffuso di droghe era una proprietà di ambedue le popolazioni di pazienti e non solo di quelli che hanno contratto l'AIDS.>>

Ovviamente la prima domanda che mi e' venuta in mente leggendo una cosa del genere e' stata questa: pur ammettendo (ma non concedendo) l'onesta' ed il rigore intellettuale di questo Marco, possibile che Duesberg abbia potuto commettere un errore così madornale nel suo lavoro? Ed allora per dare una risposta alla mia perplessita' mi sono preso la briga di procurarmi l'intero studio in questione e non soltanto il suo abstract come invece ha fatto qualcun altro.. In allegato trova l'articolo in questione. Dopo che l'ho letto attentamente, ecco a quali conclusioni sono personalmente giunto. Sono convinto che bisogna considerare almeno 5 variabili di cui gli autori dello studio non ne tennero conto:

1) Il tempo: probabilmente gli hiv+ che hanno sviluppato aids hanno fatto uso di droghe pesanti per molto piu' tempo rispetto ai hiv-. Il lifetime simile era stato considerato soltanto nel gruppo dei hiv+ e non pure in quello dei hiv-. Infatti nello studio si afferma che Lifetime prevalences of these behaviours were similar in the 136 seropositive men who developed AIDS and in the 229 seropositive men who did not develop AIDS: [..]";

2) Il modo: l'uso di droghe iniettabili potrebbe essere stata un pratica molto piu' frequente negli hiv+ che negli hiv-. Di conseguenza essendo la condivisione di siringhe, specie tra i drogati, uno dei modi per contrarre l'hiv, questo spiegherebbe come mai l' aids era presente soltanto negli hiv+. Ma non perche' effettivamente l' hiv porta all' aids, ma perche' gli hiv+ hanno fatto uso di droghe ben piu' micidiali di quelle magari utilizzate dagli hiv-. Cioe' la siringa, tipico strumento per assumere droghe pesanti e devastanti tra i tossicodipendenti, avrebbe diffuso un virus (innocuo) passato come responsabile degli effetti invece dovuti alla droga. Il semplice sniffare non penso che possa essere considerato una modalita'di trasmissione..
Infatti, gli autori dello studio confermano la mia ipotesi affermando che: Since these risk behaviours are known to correlate to HIV-1 infection, it is not surprising that lifetime prevalences in the 350 seronegative men were lower than in the seropositive group [...]". E questo, inoltre conferma anche quanto ho detto al primo punto riguardo al lifetime;

3) tipologia: tipologia di droghe usate dagli hiv+ e di quelle usate tra i hiv-. Le semplici percentuali non possono chiarire questo punto. Non possiamo per esempio sapere se anche i hiv- fecero uso di droghe iniettabili. 

4) quantita': quantita' di droga assunta dai hiv+ e quantita' assunta dai hiv-. Le percentuali non indicano le quantita' di droga assunte dai hiv+ e dai hiv- (specialmente in questi ultimi). Ad es. uno potrebbe avere usato una sola volta nella sua intera vita droga e per questo essere inserito nel gruppo dei 'risk behaviours'; ma fumare o bere alcolici una volta ogni tanto non provoca cancro ai polmoni o cirrosi;

5) AZT: forse l'aspetto piu' importante ed incredibilmente trascurato dagli autori. Ovviamente soltanto i hiv+ potevano assumere AZT. La diminuzione dei CD4 riscontrata solo nei hiv+ poteva essere dovuto al fatto che ovviamente solo i hiv+ (e non tutti) assunsero AZT nella terapia anti-hiv. L'uso di AZT non venne considerato nello studio!.

 Tutte queste cose possono essere scoperte solo leggendo l'intero studio e non il suo abstract,  ed infatti sono puntualmente emerse leggendo l'articolo in questione. 

 David Crowe mi ha detto che <<anche John Lauritsen ha scritto a Schechter et al e ha chiesto per i dati e loro non hanno risposto>>.

L'autore del sitoweb da dove ho preso spunto per la mia analisi dice ancora:<<Per il momento mi fermo qui, per non sfinirmi e non sfinirvi, ammesso e non concesso che qualcuno sia arrivato fin qui. Se a quel qualcuno interessa leggere qualcosa in più riguardo a questa storia, lo scriva nei commenti e quando troverò materiale nuovo ed interessante lo posterò.
Così scrisse Marco il 31.05.04 00:05>> Meno male che non ha poi piu' continuato.. 

Saluti,
Luigi

I lavori a cui fa riferimento Luigi si possono ritrovare (e scaricare) alla pagina http://www.dissensomedico.it/duesberg.htm (ultimo e terzultimo link della pagina)