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Yamamoto, considerazioni

postato da Fabio Franchi [01/02/2009 18:51]
 

Considerazioni personali sulla base della lettura di Immunotherapy of HIV-Infected Patients With Gc Protein-Derived Macrophage Activating Factor (GcMAF) Journal of Medical Virology 81:16-26 (2009):

1) Il lavoro presentato vanta due risultati: uno, riguardante un dosaggio enzimatico (nagalase activity) che avrebbe un'ottima correlazione con presenza di tumore o immunodepressione, due, il trattamento settimanale iniettivo con un enzima modificato stimolante i macrofagi, uno dei pilastri della risposta immunitaria. Il trattamento dura diverse settimane, ma vanta un'efficacia duratura, per anni dopo la fine del trattamento. Ha degli effetti collaterali, porta ad anemizzazione, ma di questo so ancora poco (attendo l'arrivo di altri lavori). Questa terapia sbloccherebbe lo stato di immunodepressione.

Nello specifico sono stati osservati da Yamamoto per un lungo periodo 15 sieropositivi asintomatici che hanno avuto un aumento del numero dei CD4 con questa unica terapia (in tutti i pazienti). C'è anche la negativizzazione dei test virali, indipendentemente dal significato che loro attribuiamo (tranne gli anticorpi). C'è il ritorno al normale dell'attività enzimatica testata (in tutti i pazienti).

2) Il lavoro pubblicato è stato sostenuto in parte con un "grant" del servizio sanitario americano.

3) La rivista, seppure non tra le principali, è pur sempre una soggetta a "peer review", ovvero ad un controllo indipendente sia dell'elaborazione scientifica che della esattezza dei dati.

Dai punti 2) e 3) deriva che: o si tratta di elucubrazioni con scarsa attinenza con la realtà ed il sistema della peer review è completamente da buttare, oppure ci troviamo di fronte ad una realtà terapeutica molto rilevante. Intendo dire molto rilevante perché non riguarda solo l'AIDS, ma anche tumori ed altre malattie autoimmuni.

Le perplessità non mancano, e riguardano innanzitutto la mancanza di commenti ufficiali sia pure criticamente negativi. E' strano che altri centri non abbiano tentato di riprodurre gli stessi esperimenti. Dal mio punto di vista il primo passo sarebbe quello di controllare gli studi correlati (quel che sto facendo), il secondo di controllare i risultati (viene riferito molto poco sui pazienti), il terzo ed il quarto sarebbero molto più velleitari (replicare i test ed i trattamenti, beninteso se i primi due passi fossero stati superati positivamente).

Ho messo le mani avanti e Nobuto mi ha già detto che il terzo e quarto passo sarebbero attuabili anche qui (gli enzimi dei campioni sono stabili e possono quindi essere a lui inviati). Suppongo che ci saranno altri centri che lo faranno.

Al momento è indispensabile proseguire con i piedi di piombo. Attendo valutazioni di altri che potrebbero essere "stroncanti".

FFranchi

PS Come avrete notato, non mi sono avventurato in interpretazioni teoriche. Dopotutto non è da oggi che abbiamo fatto nostro il famoso motto di Mao: "Non importa che il gatto sia bianco piuttosto che nero, importante è che riesca a prendere i topi". La teoria dovrà poi essere in grado di spiegare bene i fatti. Prima i fatti.