Eventi e Cultura 2011 a Siracusa

postato da blog.francescoveutro.it [04/01/2011 17:07]
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Sabato 15 Gennaio 2011 a Siracusa presso la Libreria Aleph  la D.ssa Giulia Lo Bello presenterà il romanzo giallo "La matrice delle verità" di Francesco Veutro e "Deccan" di Antonio Raciti editi da Sbc Edizioni di Ravenna.    
 

Presentazione del romanzo LA MATRICE DELLE VERITA' della D.ssa Giulia Lo Bello  

 

La Matrice della verità si apre ponendo dinnanzi i nostri occhi l'immagine di un uomo,Mattia Risi,devastato dal fallimento del suo matrimonio,che continua a tormentare la moglie,ossessionandola,con un assurdo,inutile stalcking;un uomo che sta distruggendo se stesso,la donna che ha amato e tutto ciò che di buono insieme avevano costruito. E' questo il primo personaggio con il quale il lettore si trova a confrontarsi,un uomo che per certi versi sta tentando di compiere un viaggio di rinascita personale,dopo la fine del suo matrimonio.

Sin dall'inizio perciò la trama del romanzo si sviluppa come un viaggio interiore,teso a ricercare la verità prima dentro se stessi e poi al di fuori,nella realtà presente e "soprattutto"passata. Ma inevitabilmente la ricerca interiore tende sin da subito a macchiarsi di giallo.

Elena Inler,l'assistente sociale,che nel suo percorso professionale si trova ad incontrarsi con Mattia,diventa essa stessa da guida "illuminante"per il disorientato Mattia,"paziente",bisognosa d'aiuto,dilaniata da sensazioni spiacevoli e dolorose senza sapere perché....sin dall'adolescenza.

Da questo momento in poi sarà Elena ad aver bisogno di Mattia e non più il contrario. Sarà lei a dover fuggire da una vita,che non le appartiene più. Dovrà suo malgrado fare i conti con un passato,del quale è vittima inconsapevole. Il lettore viene portato per mano dall'autore,che con uno stile personale,semplice,ma che non cade mai nell'ovvietà,ricostruirà la VERITA'.

La trama è avvincente,ciò che si legge non è mai scontato,ma anzi è sempre imprevedibile. La costruzione del canovaccio della storia è tale,che la verità,sembri al lettore,sempre vicina ma inafferrabile. Infatti la soluzione sembra sempre a portata di mano,ma poi sfugge,si nasconde,scappa via,come volesse continuare a celarsi per l'eternità. Il puzzle sembra sempre,ad ogni parola,frase,periodo letti stare per completarsi,ma l'ultimo tassello non è mai quello giusto. E'come se l'autore volesse far rivivere anche al lettore la ricerca della verità compiuta dai suoi personaggi. Il percorso di ricerca iniziato da Mattia e Giorgia,migliore amica di Elena,che poi saranno affiancati da Pietro Lazzari,si snoda tra Ravenna,Catania ed il borgo svizzero di Stans. Questi personaggi saranno protagonisti di un vero e proprio viaggio investigativo, per svelare la verità e quindi trovare i veri colpevoli del giallo consumatosi molti anni prima. Ma allo stesso tempo compiranno un proprio viaggio personale scoprendo o meglio riscoprendo emozioni,sensazioni e sentimenti per troppo tempo taciuti. Il lettore avverte quasi il sussulto dell'anima dei protagonisti e sente crescere dentro di se sensazioni ed emozioni che solo l'abilità dell'autore è capace di trasmettere:

L'attrice siciliana Carmelita Gentile ha interpretato un tratto molto significativo del libro.

 

"Partirono da Bologna alle sette del mattino e atterrarono all'aeroporto di Catania alle 8:30. Nessuno dei due era mai stato

in Sicilia, nonostante Mattia avesse origini siciliane per parte di padre il quale era nato proprio a Catania. Usciti dall'aeroporto,

li accolse una splendida giornata di sole, quindi presero un taxi per raggiungere un hotel del centro. Il tassista capì subito che era

la prima volta che i due visitavano Catania e con poche domande percepì che non erano lì per lavoro ma per altro e che forse avrebbero

avuto bisogno d'aiuto. Lungo tutto il tragitto non smise di parlare, descrivendo come un vero cicerone ogni posto che

s'incontrava; Giorgia continuò a guardare fuori dal finestrino, sempre più impressionata da tutto ciò che la circondava. Mattia

capì che quell'uomo poteva aiutarli non solo per gli spostamenti ma anche per approfondire le ricerche. Attraversando "L'archi

da Marina" vennero avvolti da un ambiente pressoché unico, le grandi mura della città in stile barocco rapirono l'attenzione dei

due, generando un crescente interesse su tutto ciò che quell'uomo continuava a spiegare. Il passo lento del mezzo, a causa del

traffico, diede l'opportunità di esaminare con attenzione ogni particolare indicato.

Mattia confidò all'uomo di avere origini proprio catanesi e che suo padre era vissuto a Catania fino all'età di vent'anni per

poi trasferirsi a Bologna a lavorare ma non era mai più ritornato né tantomeno sembrava avere parenti. La notizia fu accolta

con entusiasmo da colui che si era presentato ai due come Tino Privitera, mettendosi a loro completa disposizione.

La simpatia e la calorosa accoglienza di quell'uomo accesero l'animo di Mattia che si lasciò andare cercando di attingere ad

un po' di quella sicilianità che il padre non gli aveva mai trasmesso.

La fresca aria del mare, trasportata da un leggerissimo vento, accarezzava il volto di Giorgia che continuava a guardare fuori,

stordita da tutti quei colori tipici del centro di Catania.

«Dottore, volete alloggiare al centro?» chiese il servizievole Tino.

«Sì, come ti ho detto siamo qui per conoscere la storia di questa città e della sua gente» rispose Mattia.

«Allora vi porto in un ottimo alberghetto nel cuore del centro storico».

Attraversarono la Civita, uno dei quartieri più antichi della città, per poi accorciare imboccando piccolissimi vicoli in pieno

stile barocco e raggiungere l'albergo in una decina di minuti.

Anche la piccola struttura dell'albergo era di antichissima fattura e in stile Vaccarini, con una hall curata nei minimi dettagli. Il

buon Tino portò i due bagagli fino alla reception dell'albergo e, dopo aver indicato alcuni buoni ristoranti in zona, lasciò a

Mattia un recapito telefonico da utilizzare in caso di bisogno, marcando il tono della voce:

«Per qualunque cosa sono a disposizione». Poi con molto garbo si congedò nel più classico dei modi:

«Dottore, un saluto a lei e alla sua signora». Quell'espressione fece sorridere Giorgia perché per la prima volta qualcuno usava

quella frase riferita a lei".

La storia è resa ancora più realistica,grazie alla dovizia di particolari,con i quali l'autore descrive i luoghi. Le descrizioni sono minuziose e realistiche. In tal modo il lettore sembra quasi che si senta trascinato all'interno dei luoghi del racconto. Sembra che cammini con Mattia e Giorgia lungo la via Etnea,tra le vie del centro storico di Catania e resti catturato dalla bellezza della città come i protagonisti.

Questo breve ma espressivo passo del libro rappresenta una chiara dimostrazione di come "la trama" ingloba il lettore nello svolgimento degli eventi, invogliandolo a fare un viaggio personale di ricerca. Egli a tratti risulterà talmente coinvolto da provare le stesse sensazioni di passione,amore,impotenza,dolore e rabbia dei protagonisti;per poi essere invaso da una sensazione di tranquillità e serenità interiore al termine del romanzo. I personaggi,tutti,ciascuno per la sua parte,risulteranno essere essenziali, affinchè la verità,quella autentica,che inizialmente si cela dietro le impressioni superficiali e le apparenze,venga finalmente svelata. Insomma non esistono in questo romanzo personaggi principali e secondari,infatti tutti cooperano per il raggiungimento della verità,per troppo tempo attesa.

Insomma "La matrice della verità" è un viaggio interiore,geografico e temporale.

Perché  inevitabilmente per costruire un nuovo presente ed un futuro migliore è necessario dover fare i conti con il proprio passato e con le proprie origini.

Anche se questo significa confrontarsi con il dolore di una maternità ed un'infanzia negati;con la violenza,la sofferenza e la morte. Spesso risulterà evidente che chi all'apparenza sembra essere il cinico e freddo carnefice,sia stato esso stesso vittima incolpevole.

In questo doloroso viaggio è come se la "Norma" di Bellini risuonasse,facendo da colonna sonora,ad ogni frase,come se se ne avvertisse l'eco,in ogni attimo della nostra lettura. Sulle sue note si snoda la vita di due generazioni,che si ricongiungono,sempre al suo ritmo,anche se non si erano mai realmente lasciate  e mai si lasceranno per l'eternità.

Grazie a questo romanzo ,che a me piace chiamare un viaggio interiore che si tinge di giallo,si potrà imparare ad avere forza,coraggio e perseveranza nell'affermazione di se stessi,anche se questo sarà difficile e si scontrerà con la cattiveria,il cinismo ed i soprusi di un mondo,a cui forse fa comodo continuare a nascondere la verità.

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