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5 buoni motivi per allontanare i bambini dalle loro famiglie

postato da blog.freemarcel.org [21/09/2014 19:12]
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Il 17 Luglio 2014, presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati è stato presentato il Manifesto "5 Buone ragioni per accogliere i bambini che vanno protetti". #5buoneragioni

Vediamo insieme di cosa parla, chi lo ha organizzato, cosa chiede, cosa sostiene, ed in grassetto corsivo alcune nostre considerazioni. #eLaChiamanoTutela

 

Partecipanti:

  • CISMAI (Assocerebbe centri e servizi del settore pubblico, cooperative ed associazioni impegnate in protezione e cura di bambini maltrattati, assistenti sociali, psicologi, neuropsichiatri, medici, educatori)
  • AGEVOLANDO (assocerebbe circa 30 ex ospiti di comunità, educatori, psicologi, avvocati, assistenti sociali, giudici onorari)
  • CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza), CNCM (Coordinamento Nazionale Comunità per Minori)
  • PROGETTO FAMIGLIA (affido, sostegno diurno, accoglienza, case-famiglia, case di accoglienza, rivista "punto famiglia", offerta calendario personalizzabile)
  • SOS VILLAGGIO DEI BAMBINI ONLUS (serie di "villaggi" composti da case-famiglia, comunità familiari, comunità educative, centri diurni, sostegno affido, asili nido, adozioni a distanza, shop bomboniere solidali).

 

Perché:

 

Perché questa iniziativa?

Le associazioni hanno riscontato in questi anni un cresciuto interesse di trasmissioni televisive e carta stampata per il tema dei minorenni allontanati dalla loro famiglia e, a fronte di questa attenzione, hanno ritenuto che fosse arrivato il momento di raccontarsi, invece di "essere raccontati" (fonte: Agevolando).

 

Personaggi che vengono indicati come sostenitori dell'iniziativa:

Alessandro Bergonzoni, Andrea Camilleri, Mauro Biani, Luigi Cancrini, Stefano Cirillo, Massimo Cirri, don Virginio Colmegna, Emma Dante, Tosca d'Aquino, Fabio Geda, Fiona May, Patrizio Oliva, don Giacomo Panizza, Ana Laura Ribas, Alena Seredova, Alessandro Sortino, Mateo Zoni e da Aurea Dissegna, pubblico tutore dei minori del Veneto, Rosy Paparella, garante dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza della Puglia e Luigi Fadiga, Garante Infanzia della Regione Emilia-Romagna.

 

Intervenuti all'incontro:

All'incontro hanno partecipato una ragazza che è stata in comunità e due madri i cui figli sono stati ospitati anch'essi in strutture di accoglienza, che hanno raccontato la loro esperienza. Sono intervenute anche Laura Laera (presidente del Tribunale per i Minorenni di Firenze), Sandra Zampa (vice presidente Commissione Bicamerale Infanzia e Adolescenza), Vanna Iori (deputato), Maria Antezza (deputato), Donella Mattesini (senatore) e Laura Baldassarre (Autorità garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza).

 

Sintetizzazione delle presentazioni

 

  • Liviana Marelli - CNCA

Presenta dati al 31.12.2011

29.388 bambini ed adolescenti allontanati di cui 14.991 in comunità e 14.397 in affido familiare.

 

- Già a questo punto pare utile considerare che secondo dati ISTAT alla data del 31.12.2010 i minorenni ospiti di presidi risultavano 19.323 di cui stranieri 5.544, che il rapporto istituzionalizzazione / affido risulta storicamente del 50%, e che la stessa associazione SOS VILLAGGI DEI BAMBINI ONLUS sul proprio Sito cita per richiesta fondi un dato di 32.300 bambini allontanati dalle proprie famiglie perché sarebbero vittime di maltrattamenti, abusi, sfruttamento o perché sono costretti a vivere in condizioni di estrema povertà.

 

Estratto dal sito "Sos villaggi dei bambini Onlus".

 

 

Degli allontanati il 26% per provvedimenti con misura di protezione urgente art. 403 (grave pregiudizio, maltrattamento conclamato, abbandono)

 

- I minori allontanati per maltrattamento / abuso risultano essere compresi in un dato costante del 12%. Appare decisamente curioso che dai provvedimenti con  misura di protezione urgente risulti un dato del 26% che starebbe ad indicare che più della metà di questi non rientrano tra le occasioni di maltrattamento / abuso.

 

In comunità: 59.3% maschi e 37,3% femmine

 

- Il totale di queste percentuali somma un 96,6%, mancando dunque un 3,5% di dati.

 

Le età interessate per percentuali: 0/5 14% , 6/10 15,5% , 11/17 66,4%

 

- Il totale di queste percentuali somma un 95,9%, mancando dunque ancora un 4,1% di dati.

 

Il dato non chiarisce quanti potrebbero essere in comunità soli o con un genitore.

Del totale considerato risultano Stranieri 31,3% di cui 51,1% "non accompagnato".

Viene dunque evidenziato che i minorenni italiani in comunità sarebbero il 67,7% cioè 10.148.

 

- Dai dati ISTAT precedentemente citati si può rilevare un discostamento decisamente importante sia in termini quantitativi che percentuali rispetto agli stranieri: secondo il dato 2010 tale risultato sarebbe del 71,3% Con un risultato di 13.777 bambini italiani cioè un buon 30% in più.

 

Gli autori di reato sarebbero 1.297 di cui 629 stranieri (procedimento penale minorile).

 

In affido:

Età interessate in percentuali: 0/5 14,7% , 6/10 30,2% , 11/17 54,6% (Totale 99,5%)

Stranieri in affido: 17,1% di cui 13,1% non accompagnato.

Rete parentale 47,9% cioè 6.986, extra parentale 51,5% cioè 7.411 (Totale 99,4% ma dato invariato di 14.397 ???)

 

Vengono dunque presentati dei quesiti:

 

? Sono aumentati i  minori fuori famiglia?

R: NO, dal 2007 dato stabile.

 

- Sempre dai dati ISTAT al 31.12.2005 i minorenni ospiti di presidi risultavano 17.799, rispetto al 2010 con un incremento del 8,6%in 5 anni!

 

? In Italia si allontana troppo?

R: NO, meno che nel resto d'Europa.

Infatti 0/17: Francia 133.671 9/1000, Germania 111.300 8/1000 , Regno Unito 60.240 6/1000 , Spagna 37.075 4/1000 , in Italia 29.388 3/1000 sottolineando 20.476 escludendo affido familiare ed autori di reato.

 

- Come già chiarito il dato sembra decisamente sottostimato ed in assenza di un monitoraggio e dati certi non è possibile una quantificazione chiara; non siamo attualmente in possesso di dati internazionali ma è appena il caso di precisare che non si può certo fondare una considerazione del genere come se fosse una gara a chi allontana più minori e come se una percentuale bassa fosse sintomatologia di allontanare troppo poco.

 

? Quanto stanno in Comunità?

R: 28% - di 3 mesi , 27% 3mesi/1anno , 19% 1/2 anni , 16% 2/4 anni , 10% 4 anni (100%); 1023 neomaggiorenni di cui 511 stranieri.

 

- Su questi dati è il caso di porsi ulteriori domande: quale gravissimo disagio è stato risolto con un allontanamento di 3 mesi che comprenderebbe il 28% dei casi? Come non includere in questo quesito anche l'ulteriore dato 3 mesi/ 1 anno che porta il totale al 55%? Se il dato totale annuale rimane per lo più in leggera variazione, quanti minori vengono allontanati per pochi mesi che non rientrano nel totale considerato (i tre mesi si ripetono per 4 volte l'anno)? Sarebbe inoltre curioso comprendere la fonte del dato in quanto le statistiche risultano essere al massimo annuali ed i minori con allontanamenti di breve durata per l'appunto NON riuscirebbero a rientrare nelle statistiche. Sui neomaggiorenni, che posso richiedere il prolungamento dell'inserimento per ulteriori 3 anni, non ci si può che interrogare riguardo al loro futuro una volta scaduto il termine del mantenimento.

 

  • Dario Merlino - CISMAI

Proposte

 

Al Governo:

Prima di tutto adeguati investimenti.

Viene citato Hackman (nobel economia): "1 dollaro investito nella prima infanzia su bambini a rischio genera un risparmio futuro di 7 dollari", constatando che in Italia il "Fondo infanzia ed adolescenza" è stato ridotto del 25% nel periodo 2010/2014 da 40 a 30 milioni di euro.

 

- In questo caso si possono presentare 2 considerazioni: intanto secondo i dati presentati il rapporto 2010/2014 presenterebbe appunto una riduzione di circa il 25% (19.323 minorenni allontanati secondo i dati ISTATnel 2010, 14.991 nel 2011 secondo i dati presentati), pertanto ne consegue anche una normale riduzione dei finanziamenti; anche volendo però ritenere il dato sottostimato, è appena il caso di ripetere che la citazione di Hackman si riferisce appunto a minori "nella prima infanzia" e su "bambini a rischio", cioè attivazione PREVENTIVA su soggetti rientranti in categorie considerate a rischio secondo alcuni specifici parametri e non certo ad investimenti su interventi di allontanamento prestati su minori trattati come se fossero vittime di maltrattamenti gravissimi anche in ASSENZA DI ACCERTAMENTI che avvengono, nel migliore dei casi, a minore ormai allontanato e ridotto in stato di disagio appunto dall'allontanamento. Sugli abnormi allarmi sociali ingiustificati, diffusi in maniera quasi criminale con sospetto scopo di "estorsione" di finanziamenti pubblici e donazioni di ogni entità, tratteremo in seguito con specifico articolo.

 

L'Italia è stata più volte richiamata dall'ONU per l'assenza di un sistema adeguato di raccolta dati e monitoraggio sul maltrattamento all'infanzia. Impegno a creare un sistema di rilevazione efficace. Secondo l'OMS per un caso emerso ce ne sono 9 che non vengono riconosciuti e curati.

 

- Alla stessa maniera di quanto sollecitato in sede ONU, le Associazioni per i Diritti dei minori non fanno altro che sollecitare ripetutamente da anni la necessità di un monitoraggio non solo sul maltrattamento dell'infanzia ma anche su tutto il settore dell'allontanamento senza dimenticare che, purtroppo, per le naturali conseguenze della promiscuità del contesto, maltrattamenti ed abusi avvengono anche all'interno del settore di tutela ed oltre ad essere i più odiosi in assoluto, sono anche certamente quelli maggiormente soggetti a rimanere sommersi. Bisogna inoltre domandarsi da chi dovrebbe essere eseguito il monitoraggio secondo i proponenti di questa occasione in quanto, vista la loro natura, potrebbe nascere il sospetto di un eventuale interesse economico su una gestione del monitoraggio, esaminando anche un eventuale conflitto di interessi nell'ottenere un certo tipo di risultati per un certo tipo di soggetti interessati. Ancora, pur non volendo contraddire il dato citato da fonte OMS, non ci si può che interrogare sul risultato di un dato su casi che "non vengono riconosciuti e curati": se non vengono neanche riconosciuti, come sono stati calcolati?

 

Alle Regioni

Investire sulla prevenzione delle fragilità genitoriali con interventi di supporto alle famiglie adeguati.

 

- Non si può che concordare sulla necessità di supportare le famiglie anche al fine di ridurre al minimo i fattori di rischio nei quali gli abusi tendono maggiormente a presentarsi, riducendo così anche le necessità per cui provvedere agli allontanamenti.

 

Al Parlamento

Migliorare il funzionamento della magistratura minorile, specializzazione dei magistrati, tempi contenuti e certi.

 

- Forse sarebbe il caso di dedicarci qualche attenzione in più, in quanto l'argomento non è certo di quelli che si possono ridurre in poche righe né per l'importanza né per la complessità.

 

Richieste come intervento urgente:

Al Governo

Linee guida nazionali per criteri sulle diverse tipologie di accoglienza residenziale, standard di qualità, modalità di controllo.

 

- In assenza di controllo sul circuito dell'allontanamento ogni prescrizione rimane inutile, ma le resistenze ai controlli sembrano nascere appunto dal circuito dell'allontanamento arrivando persino a negare l'assenza dei controlli. Su questo argomento abbiamo sollecitato anche la Autorità Garante infanzia ed adolescenza che, dopo avere promesso un intervento in tempi brevissimi, ha interrotto ogni rapporto di confronto.

 

Alle Regioni

Garantire il pagamento adeguato e puntuale delle rette di inserimento nelle comunità da parte di Comuni ed ASL. Rinforzare l'istituto dell'affido familiare utilizzandolo in modo appropriato al fine di prevenire il rischio di ulteriori fallimenti. Sostenere le adozioni di bambini gravemente traumatizzati con adeguati sussidi economici, spazi relazionali, programmi di supporto psicologico.

 

- Non sarebbe forse prima il caso di accertare quanti dei minori allontanati hanno davvero necessità di allontanamento e, sulla base di questo, quante comunità hanno davvero motivo di essere finanziate, dando magari priorità al sostegno alle famiglie quantomeno per ridurre il rilevantissimo rischio per i minori derivante dalla indigenza? Sugli stessi presupposti, ottimizzando le risorse si rinforzerebbe l'istituto dell'affido permettendo anche di riservare maggiore sostegno ai bambini realmente e gravemente traumatizzati.

 

Ai media

Promuovere una cultura che non amplifichi in modo strumentale  le drammatiche vicende di vita di bambini e adolescenti segnati da gravi problemi nelle loro famiglie. La ricerca spasmodica di colpevoli, persecutori, vittime e salvatori possono certamente riempire la pagina di un giornale o suscitare indignazione in un servizio televisivo, ma non rappresentano mai la complessa vicenda di relazioni difficili, spesso segnate da violenza, che vanno comprese e non manipolate con semplificazioni a volte terribili.

 

- Perfettamente d'accordo se la "promozione di una cultura che non amplifichi in modo strumentale le drammatiche vicende di vita di bambini e adolescenti segnati da gravi problemi nelle loro famiglie" interessa anche lo sfruttamento della esistenza di situazioni di gravissimo disagio per promuovere iniziative che, con la scusa della prevenzione, portano alla inutile istituzionalizzazione di minori, compromettendone irrimediabilmente la stabilità, ed inserendoli in un circuito che può lucrare sulla definizione del disagio. La esposizione spasmodica alla ricerca di mostri viene spinta proprio da alcuni soggetti in diretto contatto con una certa Magistratura e, a fronte di denunce dettagliate e complete su abusi negli allontanamenti, sono proprio gli addetti ai lavori a negare ogni accertamento dietro la scusa della privacy, permettendo semplificazioni, manipolazioni, ed il costante ripetersi di abusi inaccettabili dalle conseguenze devastanti per minori e famiglie. Piuttosto che proclami bisognerebbe dunque piuttosto operare dei fatti.

 

  • Samantha Tedesco - SOS VILLAGGI DEI BAMBINI ONLUS

Le famiglie di origine dei minorenni allontanati

 

19.500 famiglie di origine interessate dagli allontanamenti (dati Istituto degli Innocenti)

Orfani 1% , famiglia non composta da genitori 2% , famiglie monogenitoriali 11% , altro (almeno un genitore ed altre figure) 31% , famiglie con entrambe i genitori 56%.

 

- A parte il totale del 101% e sempre che non siano da presentare in maniera più chiara, i dati sembrano presentare una realtà decisamente drammatica sulle condizioni familiari dei bambini soggetti alle procedure, quasi tutti con almeno un genitore e più della metà con entrambe.

 

18% coppie straniere, 21% padri e 29% madri; occupati 53% padri e 19% delle madri.

 

- Anche in questo caso, sempre in assenza di ulteriori chiarimenti, parrebbe risultare una altissima percentuale di famiglie indigenti tra quelle coinvolte nelle procedure.

 

Motivi principali di allontanamento:

37% inadeguatezza genitoriale, 12% abuso sessuale + maltrattamento ed incuria + violenza assistita, 9% dipendenze dei genitori, 8% problemi di relazioni all'interno della famiglia.

 

- Il totale presentato è del 66%, dall'elenco manca dunque un buon 34% di dati; l'inadeguatezza genitoriale viene presentata come estremamente grave ma la stessa superficialità della definizione può chiarirne anche la gravità. Non a caso, gli addetti ai lavori sono soliti citare ripetutamente sempre le stesse casistiche di abusi sessuali, maltrattamenti fisici gravissimi, munchausen, che rimangono costantemente rilevati su percentuali totali del 12%che in questo caso sembra addirittura comprendere anche la violenza assistita; agghiacciante il dato sui problemi di relazione all'interno della famiglia legati agli allontanamenti.

 

Motivi secondari:

Nel 16% dei casi l'abuso è una concausa (abuso, maltrattamento, incuria, violenza assistita), nel 37% dei casi sussiste marginalità socioeconomica che tuttavia NON E' motivo di allontanamento in base alla legge 149/2001.

 

- Pare si confermi ancora l'altissima percentuale di indigenza tra le famiglie coinvolte. Seppur venga precisato che la legge sottolinea specificatamente come l'indigenza NON DEBBA ESSERE motivo di allontanamento, le linee guida predisposte in accordo tra Comuni, Regioni, Enti, FF.O., ASL, Servizi Sociali ed in collaborazione con una delle Associazioni che hanno presentato il Manifesto, prevedono l'indigenza economica tra i fattori di rischio di abuso che devono indurre in sospetto gli operatori nel presentare una segnalazione.

 

Permanenza in contesti di accoglienza:

65% problema sanitario proprio o 59% dei genitori, 53% orfano di uno od entrambe i genitori, 62% genitori con problemi di dipendenza, 53% situazioni di inadeguatezza genitoriale.

 

- I dati sulla permanenza, così presentati, si prestano poco a qualsiasi trattazione; ci si potrebbe interrogare sul perché un bambino orfano resterebbe in permanenza invece di essere accompagnato all'adozione, come anche sui tempi del perdurare delle situazioni di cosiddetta e non meglio definita inadeguatezza genitoriale.

 

Consensualità dell'accoglienza

31% consensuale, 69% giudiziale (forzosa).

 

Contatti con le famiglie

91% contatti regolari con i familiari (50% protetti, 49% liberi), 9% nessun contatto con padre e madre.

 

- Ancora una volta ci troviamo davanti dati poco significativi in assenza di ulteriori specificazioni come ad esempio la frequenza degli incontri che andrebbe anche ad identificare, in presenza di progettualità, quale attività verrebbe svolta per aiutare le famiglie a superare i disagi e le difficoltà sulle competenze genitoriali. Con percentuali così alte di accoglienza consensuale dovrebbero anche essere sensibilmente ridotte le resistenze delle strutture e le difficoltà sul monitoraggio e sull'accertamento delle condizioni indispensabili perché gli allontanamenti siano giustificati.

 

  • Federico Zullo - Agevolando, Marco Giordano - Progetto famiglia

La comunità è una casa, non un istituto ma un luogo pensato per una dimensione familiare.

 

- La comunità è una comunità.

 

Gli educatori sono professionisti.

 

- Forse, ma non basta certo ripeterlo per trasformarlo in realtà; nelle comunità comunque non sempre si trovano degli educatori, men che meno in possesso dello specifico titolo di studio. Dato che è di questo ambito che si sta parlando forse sarebbe il caso di ricordarlo. Per accertarlo, inoltre, basterebbe decisamente poco ma neanche questo viene fatto.

 

Le comunità stanno vivendo un momento di particolare difficoltà a causa delle riduzione delle risorse.

Per favorire il superiore interesse dei bambini e degli adolescenti è necessario che l'organizzazione strutturale, l'impostazione familiare e la presenza educativa siano adeguatamente garantiti.

 

- Quasi tutti stanno vivendo un momento di particolare difficoltà comprese le famiglie alle quali vengono allontanati i bambini, che vengono rinchiusi in comunità che stanno vivendo un momento di particolare difficoltà, e che per favorire il loro superiore interesse avrebbero necessità di adeguate garanzie. Che, a quanto pare, non hanno.

 

Analisi dei costi di gestione, livelli minimi per garantire qualità:

 

? Il costo per sostenere adeguatamente un bambino a quanto ammonta?

R: Costi del personale in comunità con 8 dipendenti

Estratto Manifesto "5 buone ragioni per accogliere i bambini che vanno protetti".
Costi del personale.

 

Risultato = 118,67 bambino / giorno.

 

Altri costi aggiuntivi

 

Estratto Manifesto "5 buone ragioni per accogliere i bambini che vanno protetti".
Altri costi aggiuntivi.

 

Risultato = 151,55 bambino/giorno (personale 78% del totale)

 

- Dai dati presentati appare evidente che il costo più rilevante sia quello del personale, così come si può anche rilevare che un generico "amministrativo" riceverebbe una remunerazione più elevata rispetto ad un educatore che dovrebbe essere "professionista". Tale remunerazione viene valutata in 18,00 euro/ora. Basta osservare la busta paga di un educatore professionale per ricavare tale dato, che risulta calcolato in 6,86 euro/ora cioè quasi un terzo di quanto valutato. Già in precedenza, inoltre, si è considerato sulla scarsissima presenza di educatori professionisti, scalzati da catechiste, operatori pluriservizio e volontari di ogni genere, figurarsi se con presenza in coppia. Tale dato dunque sembrerebbe esponenzialmente sovrastimato di quasi 3 volte. Su tale differenza, il totale calcolato di spese per il personale escludendo ulteriori multipli sulle stime, sarebbe non più di 118,67 euro/bambino ma appunto un terzo, cioè di circa 40 euro/bambino.

Documentazione interna: busta paga di un educatore.

 

Documentazione interna di busta paga Educatore Professionale con titolo.

 

 

Costi che possono essere ridotti

Immobile, tramite proprietà o comodato d'uso (-6,16 euro/giorno); spese sanitarie, scolastiche, vacanze, tempo libero e sport a carico del Servizio Sociale (-3,76 euro/giorno); coordinatore considerato educatore in fascia 9/12 (- 6,00 euro/giorno), altre come auto, abbigliamento, accompagnamenti, tramite donazioni, raccolte fondi, supporto di volontari (-10,00 euro giorno).

 

Pertanto si può calcolare - 26,00 euro al giorno (il totale calcolato sarebbe però di -29,92 euro/giorno) e dunque range giornaliero tra 125 e 151 euro / giorno per bambino.

 

- Soprassedendo su quello che sembra più la minaccia di un miserabile ricatto trasversale contro dei bambini piuttosto che il risultato su calcoli di spese, da quanto rilevato sui costi sempre senza valutare la possibilità nella presentazione di ulteriori multipli, e considerando che chi li propone non voglia smentire i propri stessi dati,  si potrebbe ottenere un già più ragionevole costo standard di 42,96 euro/giorno. La maggior parte degli immobili, se non la totalità, sono solitamente appunto in condizione di comodato. Riguardo a spese sanitarie, scolastiche, vacanze, tempo libero e sport, abbigliamento, è corretto indicare come ci sia stato segnalato che vengono richieste ai genitori, a pena del mancato esaudimento del bisogno del bambino in caso di rifiuto di elargizione; in questi casi, pertanto, il benessere supremo sembrerebbe poter essere soggetto alla disponibilità del genitore considerato inadeguato.

 

Viene puntualizzato che a causa della contrazione delle risorse e del ritardo nei pagamenti molte comunità hanno chiuso, altre stanno chiudendo, altre ancora hanno il bilancio in negativo; questa particolarità interesserebbe il 70% delle strutture emiliane, e gli educatori in Campania ed in particolare a Napoli non riceverebbero lo stipendio da più di 30 mesi!

 

- Ovviamente viene da chiedersi: come mai allora vengono aperte continuamente nuove strutture in un mercato così depresso? Dove sono finiti i bambini ospitati nelle comunità che hanno chiuso? Si stanno prevedendo alternative tra cui il rientro in famiglia per il supremo benessere degli ospiti delle comunità che stanno chiudendo almeno nei casi in cui i genitori lo hanno richiesto? E' stato considerato che delle strutture con il bilancio in negativo potrebbero essere inadeguate per i minori? Come vivono i figli degli educatori della Campania ed in particolare di Napoli che non ricevono stipendio da più di 30 mesi? Rischiano di finire ospiti nelle Comunità  per le quali lavorano gratis i loro genitori?

 

Rette medie (fonte CNCA e CNCM)

Estratto Manifesto "5 buone ragioni per accogliere i bambini che vanno protetti". 
Rette medie strutture di accoglienza.

 

? Come fanno allora le comunità?

R: Raccolta di fondi e donatori privati.

 

- Vista l'apparente inaffidabilità dei dati non ha senso commentare questa osservazione, aggiungendo al massimo che in presenza di raccolta di fondi e donazioni, che peraltro dovrebbero essere unica fonte di sostentamento almeno per tutte le strutture inquadrate come ONLUS che NON POSSONO ESERCITARE PRESTAZIONI A PAGAMENTO,  l'eventuale importo riconosciuto a compensazione delle spese dovrebbe essere ancora inferiore. E' comunque corretto precisare che le stime delle rette risultante dalle ricerche della nostra Associazione oscilla tra un importo minimo di euro 65,00  ad un importo massimo di euro 350,00.

 

? Dove si rischia di intervenire?

R: Personale con contratti precari e stipendi bassi che determina riduzione qualità; casa con ridotta manutenzione ed arredamento; abbigliamento al minimo con trasandatezza ed emarginazione; scarse attività sportive e culturali con conseguente emarginazione; annullamento delle vacanze; acquisto di alimenti di scarsa qualità.

 

- Ancora viene confermato l'andamento verso uno stato di inadeguatezza delle strutture che ospitano i bambini che dovrebbero essere sostenuti insieme alle loro famiglie per superare delle carenze genitoriali.

 

Retta media nazionale ipotetica

100 euro / giorno, 365 giorni, 14.991 minorenni = 547.000.000 euro.

Con adeguamento retta

151 euro / giorno, 365 giorni, 14.991 minorenni = 826.000.000 euro.

 

- Come già calcolato: base di un ragionevole costo standard di 42,96 euro/giorno, 365 giorni, 14.991 minorenni = 235.064.876 euro. Potrebbero dunque essere dispersi 311.935.124 milioni di euro? E tutte le donazioni? Abbiamo una Ragioneria Generale dello Stato, ha mai notato nulla su queste spese?

 

? l'affidamento familiare è sempre preferibile all'inserimento in comunità?

R: NO! sono due interventi complementari in quanto vi sono problematiche che rendono più adeguato l'inserimento in comunità come le vittime di abusi sessuali e maltrattamenti gravissimi.

 

- 12% dei casi, compresi quelli che interessano violenza assistita. Inutile aggiungere altro in quanto, mentre potrebbero essere dispersi 311.935.124 milioni di euro più tutte le donazioni, su certe abitudini nel citare solo casi gravissimi che ricoprono però una quota marginale si è già trattato.

 

? L'affidamento familiare è meno costoso?

R: NO! Nella fase di start-up può essere addirittura più dispendioso a causa del costo dei servizi di affidi.

 

- Certo, ma in tutte le altre fasi? "È necessario investire sui bambini per suscitare future generazioni capaci, produttive e di valore; è soprattutto nella prima infanzia, dove la famiglia gioca un ruolo chiave, che si formano le abilità cognitive e le competenze per un adeguato sviluppo economico e sociale". JAMES HACKMAN, Premio Nobel per l'economia, economista e psicologo. Ops, era stato già citato.

 

- Politica, Magistratura, Corpo di tutela delle finanze, Autorità di Garanzia, che ne dite? indaghiamo?

 

Presentazioni originale del Manifesto pubblicate su:
https://drive.google.com/folderview?id=0ByUiiOhbU0JfamFoYkVVSkdxclU&usp=sharing