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Non lasciamo soli questi bambini!

postato da blog.freemarcel.org [10/06/2014 14:45]
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L'articolo su Affari Italiani: 
http://affaritaliani.libero.it/sociale/free-marcel211012.html

Come un fiume in piena, che travolge tutto e lascia dietro di sé solo fango e qualche sasso, così il grave dramma di un bambino, dopo solo pochi giorni, potrebbe lasciare dietro di sé solo strumentalizzazioni e qualche sbiadito ricordo..

Ma l'episodio accaduto non è che una piccola goccia nell'oceano giudiziario minorile; ogni giorno almeno 80 bambini in media subiscono procedure di allontanamento forzoso, senza clamore e presumibilmente con la stessa snaturata violenza, quantomeno sentimentale ed emotiva, sul minore.

A fronte della convinzione comune che l'allontanamento di un minore debba essere fondato solo ed esclusivamente su motivazioni serie, gravi e certe, si redigono invece decreti e provvedimenti basati su ipotesi o pareri, che, in quanto tali, rappresentano solo una opinione soggettiva, lasciando così decadere il requisito fondamentale della oggettività che dovrebbe essere caratteristico di ogni azione giudiziaria, soprattutto in ambito minorile; senza dimenticare inoltre che all'interno di questo ambito, vengono racchiusi procedimenti che coinvolgono infanti e persino neonati, in alcune occasioni addirittura ancora prima della nascita.

Nel caso dei soggetti sottoposti ad incontri protetti, teoricamente finalizzati ad accertare il rapporto di affettività tra genitore e minore, ecco che potrebbe realizzarsi la inverosimile circostanza della poppata protetta, alla ricerca di una chissà quale evidenza di rapporto anaffettivo tra mamma e poppante.

Di questa realtà, però, poco o nulla si conosce, anche nella ingenua convinzione generale e diffusa che mai potrà interessare famiglie che conducono una vita solitamente tranquilla, armoniosa e progettuale, e solo quando si fibisce tra gli artigli dei procedimenti minorili, ci si rende conto delle nefandezze delle modalità che spesso ne caratterizzano il funzionamento.

Le diffuse convinzioni comuni che spingono all'astio verso gli operatori del settore, inoltre, danno chiara evidenza di una conoscenza distorta della problematica, basata invece soprattutto, su sentenze dalle conclusioni spesso illogiche, forzate o fondate su presupposti che in alcuni casi sembrano rasentare la follia.

Lontano dal volere prendere anche solo minimamente le difese di una delle parti di un conflitto, vorrei invece richiamare l'attenzione sul grande dimenticato, il bambino, e su tutti i minori che, come lui, si ritrovano loro malgrado improvvisamente vittime di un sistema che nasconde i propri abusi, sotterrandoli impietosamente dietro parole apparentemente innocue e positive quali, privacy, protezione, benessere supremo, che nascondono invece realtà crudeli come, separare, scollegare, resettare. Tecniche che vengono eseguite con la massima prudenza persino se praticate su un comune pc, ben sapendo che potrebbe trattarsi di operazioni senza ritorno, con possibilità permanente della perdita di tutti i dati precedentemente immessi e che operate sulla mente di un Bambino equivalgono a spezzarne l'esistenza a metà. Ciò nonostante vengono effettuate con la delicatezza e la cautela di un attacco militare; con tali motivazioni, inoltre, i Genitori vengono messi in condizione di non potere protestare in alcun modo per denunciare gli abusi subiti dal proprio Bambino, se non rischiando, a volte, anche sacrificando la propria libertà oltre che tutti i propri averi.

Procedure del genere non possono avere scusanti, non devono essere giustificate né tollerate, né tantomeno considerate come eventi rari ed occasionali, e come tali dimenticate. Questa disgrazia, questo strazio, deve darci invece l'occasione di informarci sul funzionamento di questo apparato.

La considerazione che una famiglia che si rovina sacrificando tutte le proprie disponibilità e forze nel disperato tentativo di ricongiungere i contatti con il proprio bambino e riportarlo a casa possa essere incapace di accudire il proprio bambino non può in alcun modo apparire verosimile. La corruzione di un minore sotto la promessa del rientro a casa ed il  ricatto della detenzione in una comunità non può apparire la normalità e rientrare nella moralità.

L'interpretazione del parere del Minore non può essere ritenuta considerazione delle sue opinioni. Una Giustizia Minorile pluricondannata dalla Giustizia Comunitaria, in violazione di leggi e regolamenti, non può apparire credibile nella applicazione della legge e soprattutto nel rispetto dei presupposti e delle intenzioni morali del legislatore.

Non perdiamo questa occasione, i bambini coinvolti in queste procedure non hanno alcuna arma a loro difesa né possibilità di chiedere aiuto, solo il nostro interesse può essere loro di conforto, cerchiamo notizie, informiamoci, interessiamoci, partecipiamo, chiediamo chiarimenti sul tema, in modo da poterci formare una opinione corretta e consapevole; i comuni mass media poco riportano su questi temi, ma il web è una miniera di informazioni ed appelli.

Appelli che vengono generalmente e sistematicamente oscurati, minimizzati, ignorati. Ma i bambini coinvolti sono ormai così tanti che, anche a volersi inventare dei nomi, se ne indovinerebbe comunque uno coinvolto in un caso; Anna Giulia, Aurelio, Christian, Leonardo, Elia, Elisa, Marcel, Nicolò, Ruben, e tanti altri ancora, vogliono tornare a casa ed hanno tutti dei Genitori che cercano disperatamente di riportarli nella loro famiglia.

Purtroppo, abbiamo potuto vedere tutti l'interesse dedicato a questo tema dalle Associazioni Internazionali, limitato ad ignorare gli appelli ed addirittura a pubblicare inopportune pubblicità alla ricerca di donazioni, sfruttando il dramma dei Minori.

Io stesso, rilevata l'assoluta mancanza di attenzione, in un tentativo disperato ho tentato contatti all'estero ricevendo risposta solo dal Comitato Estero di una Associazione Internazionale che mi ha confermato di avere provveduto all'inoltro degli appelli al Comitato Italiano, ma nonostante questa conferma autorevole, non è mai stata prestata alcuna considerazione.

E' mia radicata opinione che Enti ed Istituzioni ignorino gli appelli per non essere costretti nel dover dare risposte molto, molto imbarazzanti.

E' opportuno, dunque, per ovviare a questo imbarazzo, cercare di addentrarsi nelle pieghe di questo sistema, in modo da scoprirne le gravi lacune ed accertarne le inaccettabili conseguenze, spesso celate da un discutibile spirito di cameratismo omertoso degli addetti ai lavori, complici, a volte inconsapevoli a volte dolosi, di attività ad alto sospetto di corruzione e conflitto di interessi.

Rifiutare di informarsi e di interessarsi ad una problematica così grave non esclude da una propria responsabilità morale e tutti noi, semplicemente informandoci, possiamo dare un senso a quanto accaduto ed una possibilità di speranza a questi Bambini, che non dobbiamo lasciare soli.

21 Ottobre 2012

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