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Pisa pia, Milano profana

postato da blog.freemarcel.org [10/06/2014 13:59]
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Un po' in ritardo ci ricolleghiamo alle parole del Sindaco di Milano che, ancora una volta, conformemente con altre occasioni nelle quali è stato affrontato l'argomento, ha motivato l'inclusione delle coppie gay nello statuto della adozione di Minori sostenendo che, per un Bambino in stato di adottabilità, sia preferibile una famiglia composta da genitori omosessuali piuttosto che nessuna famiglia come ad intendere che ci si trovi di fronte ad una grave carenza di famiglie che si offrano per accogliere Bambini in affidamento od adozione.

Tralasciando di affrontare l'argomento della legittimità o meno  della possibilità di aderire allo statuto della adozione per le coppie gay in quanto non è questa la sede opportuna, queste parole, però, sottintendono come assunto delle convinzioni che non corrispondono alla realtà, palesando come la conoscenza comune riguardo lo statuto della adozione sia gravemente distorta:

le supposizioni che vi sia carenza di presentazione di genitori affidatari od adottivi e che un Bambino in stato di adottabilità sia sempre senza famiglia sono, infatti, assolutamente irreali!

E' notoriamente risaputo e facilmente accertabile come, una famiglia che decida di intraprendere un percorso che possa portarla alla nascita di un rapporto di affidamento od adozione, si trovi ad affrontare un complesso ed estenuante percorso, della durata in alcuni casi stimabile in una decina di anni, alla conclusione dei quali, tropo spesso, la famiglia desiste dai propri tentativi ricorrendo inevitabilmente a rivolgersi al mercato delle adozioni extranazionale o extracontinentale, ottenendo così, in breve tempo, l'agognato oggetto dei propri desideri..

Già così, però, esaminando lo sforzo, ed a volte l'accanimento, sostenuto da queste famiglie, viene da chiedersi quale bisogno soddisfi questo percorso, se il fine, cioè, sia rappresentato dal desiderio di dare un futuro ad un Bambino che si trovi in condizioni di disagio o dal bisogno di soddisfare un proprio disagio interiore.

La disponibilità nel seguire questo percorso, comunque, lascia indubbiamente chiarire come non vi sia alcuna carenza nella offerta di disponibilità da parte delle famiglie ad accogliere i Minori e può legittimare un ampio margine di dubbio circa la sensatezza e la correttezza delle svolgimento delle procedure che, alimentando la crescita di una già fortissima e motivata domanda, così strutturate possono confermare gravi sospetti sull'esistenza di un radicato business del Minore intorno al quale orbitano una infinita quantità e tipologia di soggetti dai potere fortemente equivoci e contraddittori, spesso in conflitto tra loro e di interessi.

Tali sospetti possono ancora trovare ampia giustificazione nella considerazione che parte di questi Bambini non siano assolutamente senza famiglia, ma ne abbiano addirittura una che lotta duramente nel tentativo di riportarli a casa, con sforzi e conseguenze tali che non lasciano certo trasparire un possibile stato di trascuratezza verso gli interessi del Minore che, eppure, viene considerato in stato IRRECUPERABILE di abbandono legittimando l'operato come dei LADRI DI BAMBINI.

Ancora dovrebbe lasciare perplessi, considerando i tempi geologici della lunghezza dei procedimenti, come nel caso di Bambini che si trovino in una situazione di conflitto giudiziale, tecnicamente definiti "a rischio giuridico",  riescano miracolosamente a trovare in tempi brevissimi, in alcuni casi solo pochi mesi, famiglie adottive pronte a tutto.

Le numerose VITTIME di queste procedure sono vittime reali e che esaminando le recenti cronache sembrano addirittura apparire in costante aumento. Vite spezzate di Genitori che non hanno retto alla disperazione di una lacerazione così grave e violenta portando sempre più spesso con sé il proprio Bambino e coinvolgendolo nel tragico gesto, che hanno ritenuto probabilmente, a modo loro e nel loro irrazionale strazio, di potere salvare solo così dalla mani di sconosciuti che volevano appropriarsene, ed autoproclamatisi senza averne le fattezze ma in nome della legge genitori più idonei di una famiglia vera; e poco importa se il loro intento ha portato alla morte di Genitori e Bambini, evento evidentemente considerato prezzo da pagare per un non identificato "interesse supremo del minore" e per il raggiungimento del bene comune.

I BAMBINI VOGLIONO TORNARE A CASA!!!

02 0ttobre 2012

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