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L'IMPERO VIRTUALE - LA COLONIZZAZIONE DELL'IMMAGINARIO..di R. CURCIO

postato da blog.gaetanostella.it [11/04/2017 18:02]

L’IMPERO VIRTUALE- LA COLONIZZAZIONE DELL’IMMAGINARIO..di R. CURCIO

Microsoft nasce nel 1975, Apple nel 1976, Amazon nel 1995, Facebook nel 2004, Google nel 2005, Wats App nel 2009, Twitter nel 2013. Queste “imprese” ed altre, poche, similari hanno cambiato radicalmente il modo di “abitare” la TERRA. Viviamo LA PIU’ GRANDE MUTAZIONE ANTROPOLOGICA della storia dell’umanità. Il nostro modo di pensare e di vivere è già cambiato in profondità. Ma un dibattito collettivo e planetario su quello che stiamo vivendo e su dove stiamo andando non mi sembra che sia in atto. RENATO CURCIO, con il suo L’IMPERO VIRTUALE – Colonizzazione dell’immaginario e controllo sociale – Sensibili alle foglie 2015- , offre uno strumento di indubbio valore.

Queste “imprese”, che passano pressocchè “unanimemente” per “benefattrici” dell’umanità, non hanno cambiato “il modo di produzione” ma “le modalità in cui esso estrae valore”. L’asse portante del modo capitalistico di produzione, non solo resta “invariato” ma viene rafforzato generalizzato oliato naturalizzato. I loro “servizi” sono rivolti all’intera popolazione mondiale, “in ogni momento della sua esistenza”. Gli “utilizzatori” di Internet costituiscono di fatto un “meta continente mondiale”. Senza distinzioni di razza classe lingua religione. A questo punto la materia “più preziosa” non è il petrolio l’oro o l’energia. “L’ANIMA DEGLI UMANI IL LORO IMMAGINARIO” è il centro focale di una immane colonizzazione. Poche imprese capitalistiche detengono il monopolio mondiale dell’informazione digitale. Non sono fabbriche né supermercati chiese o partiti. Sono tutto questo. “Producono commercializzano catechizzano e spiano” e fanno questo coinvolgendo gli “utilizzatori”. Per utilizzare le piattaforme e mettersi in CONNESSIONE bisogna registrarsi ed essere rintracciabili. Tutte le piattaforme sono verticali e gestite da una ristretta OLIGARCHIA PROPRIETARIA. Chi vuole utilizzarle deve accettare modus operandi standardizzati e precostituiti. Il linguaggio, codificato, è da “connessione”. E LA CONNESSIONE NON E’ RELAZIONE. Ciò non toglie che la credenza/convinzione generale è che INTERNET ha aumentato/accresciuto il “senso di realtà di comunicazione-socialità e libertà di ognuno”. Di tutti quelli che comprano e posseggono smartphone tablet Pc ecc. , senza distinzioni. Ma, dice Curcio, essi non possono dare ciò che promettono “poiché nelle loro viscere il valore di scambio continua a tiranneggiare il valore d’uso”. Queste imprese, quindi, COLONIZZANO L’IMMAGINARIO COLLETTIVO “pacificamente”. Tre miliardi di persone spediscono giornaliermente messaggi lettere fotografie ecc. e compiono transazioni economiche-commerciali. Sottomettendosi volontariamente a una OLIGARCHIA CAPITALISTICA che ha di fatto instaurato UN IMPERO VIRTUALE. “Colonizzare l’immaginario di qualcuno significa intervenire sui processi della sua immaginazione al fine di renderli compatibili con quelli che caratterizzano l’immaginario istituito dal soggetto colonizzatore”. Nella scuola lavagne e registri elettronici; nel lavoro, badge localizzatori sensori; nei supermercati casse automatiche carte plastificate varie di fidelizzazione ecc. . Senza dimenticare tutta la documentazione fornita da giornali riviste ecc. non “prodotta” dai motori di ricerca ma sedimentata da altri…e saccheggiata e usata. Gli oggetti sul mercato si susseguono continuamente l’insoddisfazione viene alimentata “il nuovo” prodotto sarà sempre “meglio” nessun oggetto è “risolutivo” terminale soddisfacente. L’OBSOLESCENZA PROGRAMMATA impera. L’ OLIGARCHIA si appropria di miliardi e miliardi di informazioni personali “dati” e “meta-dati” che vengono raccolti scandagliati associati studiati usati. Sono dati che gli “utenti” forniscono “ a loro insaputa” o coscientemente. E’ indifferente il come. Molti credono nella “gratuità” dei servizi offerti da GOOGLE ecc.. Ma la domanda fondamentale è: DA DOVE DERIVANO GLI ASTRONOMICI BILANCI di tutte queste imprese? DAL LAVORO GRATUITO E CONTINUO FORNITO DAGLI “UTILIZZATORI”. Noi, i nostri “dati”, le nostre “comunicazioni” e transazioni fanno la ricchezza dell’OLIGARCHIA DIGITALE. L’accumulazione è continua rapace predatoria violenta e conseziente. La “nostra espropriazione” è evidente. Come mai nella storia del CAPITALISMO l’arricchimento di pochi è stato ed è celere e incommensurabile. Il DATA-MINING avviene attraverso ALGORITMI, operatori matematico statistici che rendono possibile l’estrazione di “informazioni” da tutto ciò che scriviamo sugli oggetti elettronici. Così una grande quantità di “dati”vengono selezionati quantificati associati usati e venduti. Ci sono algoritmi di tutti i tipi. AMAZON GOOGLE FACEBOOK ecc. usano ogni nostro gesto atto messaggio “pensiero”. E non veniamo solo studiati comprati venduti mercificati. Veniamo anche SCHEDATI e SPIATI. Milioni di fotografie pubblicate sul WEB vengono raccolte conservate immagazzinate. Esistono già schedature “facciali” dell’”iride” e delle “impronte digitali”. LA PRIVACY è un ricordo del passato per gli UTILIZZATORI. Anche se il dibattito continua e “infuria”. La realtà è che LA SOCIETA’ DEL CONTROLLO E DELLA SORVEGLIANZA è uno dei prodotti di INTERNET. SNOWDEN , che a rischio della vita e che ancora fugge e non può tornare nel suo paese, l’ha detto al mondo intero trafugando e pubblicando migliaia di documenti con cui ha dimostrato come la NSA, “ente grigio di Stato”, opera con la “collaborazione e la condiscendenza di tutti GLI OLIGARCHI della rete”. E’ UNA SORVEGLIANZA DI MASSA. Costruita attraverso i nostri dati personali e quelli dei NOSTRI INTIMI. Che vengono coinvolti inconsapevolmente. Basta che siano presenti nelle nostre rubriche e traffici “comunicativi”. Ma con gli Smartphone i tablet i computer si definisce e si costruisce una nuova scena del mondo, una nuova IDENTITA’ FANTASMATICA per ognuno di noi. Da una “identità ordinaria” si passa ad “una identità VIRTUALE”. Dall’ego all’ALIAS . Alias come “altro”, un “altro me” con un altro nome. Nasce e si manifesta UNA ALTERNATIVA INCORPOREA. Ognuno si trasforma in un “alias” per “connettersi” con altri “alias”. Le connessioni sono interazioni tra CORPI LONTANI, “assenti”. La connessione è tra “maschera” e “maschera”. Le community sono virtuali. I comportamenti e i collegamenti sono strumentali “anaffettivi” “senz’anima e storia”. INTERNET, dove i messaggi quotidiani sono miliardi, è “L’IMPERO DELL’ASSENZA” e le comunicazioni sono tra “IDENTITA’ FANTASMATICHE”. La semplificazione schematica è la regola. Il linguaggio “non è dei corpi”. La MISURA si perde. Lontananza e vicinanza pure. Il DIALOGO NON C’E’. MENTIRE SI PUO’ e si fa. L’altro non vede. L’altro è un alias una maschera. Gli AFFETTI  “anomici e disumanizzanti” si moltiplicano. Si produce una DETERRITORIALIZZAZIONE. Nei “luoghi” virtuali il territorio e l’appartenenza perdono consistenza. L’IMPERO VIRTUALE si regge sul consumo di oggetti. Che vengono costantemente “rinnovati”. Per questo esiste la fabbrica “dell’induzione all’acquisto” al consumo. Sono oggetti dell’apparire. Dove l’estetica e la seduzione della merce svolgono un ruolo ammaliante. Sono strumenti di una SCHIAVITU’ MENTALE (CHOMSKY!) mai esistita nella storia. Chi subisce il marketing “suggestivo/seduttivo” lo fa in uno stato di coscienza manipolato. Incontriamo quotidianamente per strada in viaggio al bar al ristorante persone di tutte le età PRESENTI-ASSENTI. Attaccati ai loro smartphone assenti nel luogo reale dove in quel momento sono (dovrebbero essere) in collegamento con una REALTA’ VIRTUALE. Il passante accanto o il compagno di viaggio diventano FANTASMI. Contano i “mi piace”. L’autostima è alienata contabilizzata. C’è già chi si “ammala” perché frequenta la realtà virtuale per gran parte delle proprie giornate. L’attaccamento diventa una dipendenza. E’ già in atto la perdita della vita relazionale e la presenza nei luoghi. Siamo a UN MUTAMENTO ANTROPOLOGICO di portata incommensurabile. Con una restrizione del nostro immaginario e una COLONIZZAZIONE da parte di una ristretta OLIGARCHIA ECONOMICA. E’ così che, dopo l’alterazione chimica l’alterazione virtuale predispone alla passività sociale e all’accettazione “dello stato di cose presenti”.

I FACITORI DI ALGORITMI che ci studiano negli atti nei gesti e nei comportamenti ci costruiscono come “insiemi probabili” e “inumani numerici”. Siamo solo QUANTITA’. Ma, e il dramma è questo, siamo noi che permettiamo tutto questo. SIAMO NOI CHE COSTRUIAMO IL “NOSTRO FANTASMA”. Siamo noi che riversiamo su piattaforme esterne ai nostri corpi infinite informazioni e esperienze personali. L’INDEBOLIMENTO PROGRESSIVO DELLA MEMORIA è un dato di fatto. La “macchina” ci sostituisce nei calcoli o negli spostamenti. La memoria personale che esce da noi attacca le nostre CAPACITA’ COGNITIVE e causa “la perdita di affettività nei ricordi”. E con la “memoria vivente” scompare anche la nostra SINGOLARITA’. CI STIAMO ALIENANDO IL FUTURO. Le memorie nel Web non diventano memoria condivisa. Vengono saccheggiate per fini economici dall’OLIGARCHIA IMPERIALE. Anche l’OBLIO nelle memorie immagazzinate viene negato. Così LO SPOSSESSAMENTO E’ SENZA MISURA. Utilizziamo le piattaforme mandiamo messaggi mandiamo fotografie. Tutto sembra giocosa gratuità in essere. Ma lorsignori ci scrutano ci studiano e con i nostri dati incrementano il loro arricchimento e il LORO DOMINIO BIO-POLITICO. Con smartphone droni smart-TV sensori collocati dappertutto, anche sui nei nostri corpi , ci spiano e ci POSSIEDONO. Il controllo TOTALE e SINGOLARIZZATO è un dato di fatto. Nelle case nei luoghi di lavoro nelle strade. Chi ingenuamente si illude di “restare anonimo” non sa che ogni atto ogni documento da qualsiasi di questi oggetti provenga è “rintracciabile” e “localizzabile”.

Ma TUTTI I TOTALITARISMI della STORIA che si credevano invincibili prima o poi sono caduti. Possiamo “scegliere” se stare al gioco dell’IMPERO VIRTUALE sottomessi e obbedienti o sottrarsi combattere con le nostre scelte e azioni quotidiane. Possiamo ancora essere PADRONI DI NOI STESSI. IL LINGUAGGIO DEI GESTI IL PENSIERO DISSIDENTE liberano. Decolonizzare l’immaginario con una RESISTENZA CREATIVA universale …”è possibile” sconfiggere   L’IMPERO VIRTUALE…

                                                 Gaetano   Stella- Empoli 11/4/17

-passaparola! Tutte le sottolineature sono mie.

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