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RACCONTARE LA REALTA' NEGATA...PERCHE' NON C'E' PIU' TEMPO

postato da blog.gaetanostella.it [29/12/2019 10:02]
RACCONTARE LA REALTA' NEGATA

RACCONTARE LA REALTA' NEGATA... PERCHE' NON C'E' PIU' TEMPO

Ora so (sappiamo) che tutto succede in un attimo. Ora so (sappiamo) che già siamo dentro l'"età dell'irreversibile". Che LA CATASTROFE la stiamo già vivendo. E che nessuno la "racconta". Nel suo farsi reale nel suo farsi quotidiano. Così la realtà reale viene costantemente negata. E il vissuto non diventa esperienza socializzazione e crescita della consapevolezza.Gli eventi estremi si susseguono. Sono già la normalità. Dappertutto. Ma la politica (?) e la rappresentazione mediale vivono e cercano di farci vivere in una REALTA' PARALLELA. Abbiamo avuto IL NATALE PIU' CALDO DELLA STORIA mentre l'Australia bruciava....dopo giorni e giorni di piogge  tempeste smottamenti frane...e morti sotto alberi divelti e tetti sfondati in tutta l'Italia  ora le Filippine "festeggiano" lo tsunami con un altro tifone...ma niente smuove lorsignori tutti... Madrid è "fallita" (fatta fallire!)...ma lo shopping e lo spettacolo devono continuare lo esige la legge fondamentale del SISTEMA...

IL RACCONTO DELLA REALTA' NEGATA-  

IL RACCONTO. Ad un tratto il vento non sembrava più vento. Era qualcosa di mai visto, di mai sentito, di mai vissuto. I tigli, ormai spogli, si piegavano come fuscelli. I rami, si protendevano e sembravano volersi frangere da un momento all'altro sui vetri della finestra. Un pezzo della persiana, fissata con un fermo di ferro, va avanti e indietro sbattendo sul muro e sui bordi del davanzale. Apro per cercare di rimettere il fermo. Ma non ci riesco perché la forza del vento me lo impedisce. Richiudo. Aspetto. Cammino per la stanza. In preda al panico. Giro per la casa e vado in un'altra stanza. Guardo fuori e vedo la quercia centenaria che vacilla in tutta la parte della chioma e dei rami. Vorrei fare qualcosa ma non so cosa fare. Sono, siamo in attesa.In trappola. Di sotto, al pian terreno ci sono mia moglie e Fathi con la moglie. Squilla il telefono. Sono le figlie di Fathi che gridano perché sono a casa da sole ed hanno paura. Ma anche noi abbiamo paura. Anche se non lo gridiamo e non ce lo confessiamo. Fathi e la moglie d'istinto corrono verso la macchina per andare a confortare le figlie. Non cerchiamo di fermarli ma non siamo sicuri che stanno facendo bene a muoversi. Anche se sappiamo che non possono fare diversamente. Noi aspettiamo. Sperando che il vento si calmi. Riduca la sua forza. Non possiamo fare niente. Ma ci rendiamo conto che se il vento aumenta la sua intensità può succedere di tutto. Siamo totalmente in balia del vento. E degli scrosci d'acqua che si accompagnano ma che non sono predominanti. Speriamo solo che la tempesta non duri troppo. Anche perché sembra che in genere queste "tempeste" non durano troppo. Quando sono tempeste e non diventano qualcosa di ancora più forte .  Aspettiamo. Tra l'angoscia la paura e l'impotenza. Ad un tratto, dopo un tempo "infinito" il vento riduce la sua intensità. Improvvisamente. Come tutto aveva avuto inizio.

                                                                                                Gaetano  Stella - Lago di Chiusi - 28/12/2019

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