CALENDARIO 2016 - ASSOCIAZIONE NAZIONALE VENEZIA GIULIA E DALMAZIA

postato da Francesco Maggi [24/02/2016 00:10]
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 CALENDARIO 2016
 
 A.N.V.G.D. ASSOCIAZIONE NAZIONALE VENEZIA GIULIA E DALMAZIA
 
                  COMITATO PROVINCIALE DI GENOVA 
 
 
 
 
 
Il calendario prodotto per l'anno 2016 dall'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD),  comitato provinciale di Genova, prende spunto dal centenario della Prima Guerra Mondiale. Le cartoline storiche che sono riportate all'interno del calendario sono state disegnate da Antonio Rubino (Sanremo, 15 maggio 1880 - Baiardo, 1° luglio 1964), il cui nome è legato indissolubilmente a "Il Corriere dei Piccoli", supplemento per bambini del quotidiano milanese "Il Corriere della Sera", di cui fu illustratore, a più riprese, dal 1908 al 1959. Antonio Rubino, durante la Grande Guerra, fu uno dei principali disegnatori di uno dei più famosi giornali di trincea, "La Tradotta", giornale della III Armata. In questo periodo della propria vita, Antonio Rubino disegnò carta da lettere, buste e molte cartoline tra cui una serie di dodici a colori, intitolata "Ricordo del Piave", datata 1918, che riguardava l'ultima offensiva austriaca sul Piave. Il fante austriaco è spesso ridicolizzato e reso inoffensivo dal fante italiano, rappresentato come esempio di forza, virtù e coraggio. Accanto alla demonizzazione dell'austro-tedesco, mostro d'infame scelleratezza, vi è quindi la volontà di recuperare l'idea della Grande Guerra come continuazione delle guerre d'indipendenza passate: dopo il conflitto, fino ai giorni nostri, la Grande Guerra fu spesso definita dagli italiani come "Quarta guerra d'indipendenza", per la liberazione delle città di Trento e Trieste e della Venezia Giulia e Dalmazia. La scelta è ricaduta su questa serie di 12 immagini per svariati motivi: oltre alla volontà di riallacciarci a un importante anniversario storico quale quello della Grande Guerra, abbiamo voluto sottolineare l'importanza di questo disegnatore ligure che ha prodotto innummerevoli illustrazioni di grande pregio che ampiamente si ricollegano alla storia della Nostre amate Terre.
 
 
 
 
 
 
 
L'iniziativa è stata realizzata nell'ambito del programma annuale di attività dell' A.N.V.G.D. Liguria, approvato e finanziato dal Consiglio Regionale Assemblea Legislativa della  Liguria ai sensi della Legge Regionale n° 29 del 24 dicembre 2004. 
Le immagini di questo calendario sono state fornite dall'Ing. Elena Sbrizzai , ad eccezione dell'immagine del mese di aprile fornitaci dal Sig. Francesco Maggi.
Progetto grafico e realizzazione : Davide Bellucci
Testi: Elena Sbrizzai
 
 
18 gennaio 1916: il Montenegro firma la resa e la capitale è occupata dalle truppe austriache.
 
 
14 febbraio 1916: Milano subisce il primo bombardamento che provova 12 morti.
 
 
 
11 marzo 1916: inizia la quinta battaglia dell'Isonzo. 
 
 
 
17 aprile 1916: esplosione in un tunnel scavato nel Col di Lana dall'esercito italiano. Muore metà contingente austriaco. 
 
 
17 maggio 1916: inizia la Strafexpedition, gli austriaci attaccano il Trentino come azione punitiva ai danni dell'ex-alleato italiano, colpevole di tadimento. 
 
 
 
3 giugno 1918: controffensiva italiana in Trentino.
 
 
12 luglio 1916: Cesare Battisti e Fabio Filzi vengono impiccati a Trento.
 
 
 
10 agosto 1916: Nazario Sauro viene impiccato a Pola.
 
 
14 settembre 1916: inizia la settima battaglia dell'Isonzo.
 
 
10 ottobre 1916: inizia l'ottava battaglia dell'Isonzo.
 
 
 
21 novembre 1916: muore Francesco Giuseppe, Imperatore d'Austria dal 1858 e Re d'Ungheria dal 1867. 
 
 
22 dicembre 1916: è rinnovata la fiducia al Governo del savonese Baselli che rimarrà in carica fino al 30 ottobre dell'anno 1917. 
 
 
 
 
 
Antonio Rubino nasce a Sanremo il 15 maggio 1880. Laureatosi in legge a Torino, trovò in questa disciplina i primi pretesti tematici per  comporre poesie burlesche che recitava agli amici. Iniziò a dedicarsi al disegno nel 1902, caratterizzando il proprio lavoro in modo originale e gustoso secondo l'influenza del liberty e del floreale. Nel 1907 Rubino comincia a disegnare le copertine per "Il giornalino della Domenica", settimanale per bambini fondato da Luigi Bertelli (in arte Vamba, autore de "Il giornalino di Gian Burrasca"). L'anno seguente viene invitato da Silvio Spaventa Filippi a collaborare alla nascita de "Il Corriere dei Piccoli", supplemento domenicale per bambini de "Il Corriere della Sera", che fa il suo esordio in edicola il 27 dicembre 1908. Rubino disegna la testata, illustra alcuni racconti, scrive i versi in rima che corredano le vignette, e soprattutto crea un numero impressionante di personaggi a fumetti, senza mai legarsi per troppo tempo ad una sola serie - secondo un'irresistibile volontà di rinnovamento e sperimentazione - ma sempre distinguendosi per l'originalità delle storie e l'inesauribile vena creativa. Negli anni seguenti, oltre oltre a quella longeva e preficua con "Il corriere dei Piccoli", non si contano le sue collaborazioniad ogni genere di testate e progetti editoriali: al primo decennio del secolo risalgono quelle per "l'Avanti!", "L'auto d'Italia", "Il Risorgimento Grafico" e "La Lettura"; negli stesi anni Rubino comincia ad illustrare diversi libri, tra cui i racconti di Andersen pubblicati da Bemporad nel 1911; durante la prima guerra mondialelavora come scrittore e disegnatore al giornale di trincea per soldati "La Tradotta"; negli anni seguenti dirige "Il Balilla" (1926) e "Mondo Fanciullo" (1933), collabora con "Il Cartoccino dei Piccoli"; nella seconda metà degli anni '30 dirige per Mondadari "Topolino", "Albi d'Oro", "I Tre Porcellini" e "Paperino". Al termine della seconda guerra mondiale collabora a "Bambola", "Gazzetta dei Piccoli" e "Modellina" (1947), mentre nel 1949, a Sanremo, fonda "Il Gazzettino della Riviera dei Fiori" (poi rinominato "Il Gazzettone" e infine "La Gazzetta di Sanremo").Gran parte dell'attività di Rubino, poi, è dedicata alla scrittura e all'illustrazione di opere pubblicate in volume. Tra le più singolari opere concepite da Rubino meritano una menzione i fantascientifici racconti illustrati de "Le cronache del futuro", pubblicati a puntate sul corriere dei Piccoli dal 1932 al 1934 e mai raccolti in volume - nonostante l'insistenza dell'autore - fino al 2012 (col titolo Fiabe del tempo futuro). Dotato di una genialità febbrile ed eclettica, Rubino sperimenta anche la possibilità di animare i suoi disegni reinventandosi nel ruolo di regista: nel 1941 realizza il paese dei ranocchi, cortometraggio che nel 1941 viene premiato alla Mostra del Cinema di Venezia, e negli anni seguenti lavora a Crescendo Rossiniano, perduto durante la guerra, e ad altri progetti di cartoni animati che tuttavia non riesce as portare a termine. Nel 1955, con la macchina da presa sinalloscopica di sua invenzione realizza i sette colori. La sua feconda attività artistica, poi, è testimoniata da una produzione quanto mai disparata per genere, che comprende cartoline, ex libris, pubblicità, scenografie teatrali, marionette, giocattoli e perfino alcune camerette per bambini (tra cui quella conservata alla Wolfsoniana di Genova Nervi, del 1922 ca.), di cui Rubino disegna interamente ogni arredo. Prima di spegnersi a Baiardo il 1° luglio 1964, così si definisce in Curriculum ridiculum (1962), scritto in cui cerca di tirare le fila della sua lunga e multiforme carriera: "Giornalista per ragazzi, favolista, autore di libretti e di commedie, decoratore di ambienti,scenografo, attore, polemista, regista di disegni animati e persino, nei ritagli di tempo, raccoglitore di olive". E conclude in questi termini: "Se io sono nato poeta e pittore non ne ho nessuna colpa, non ne ho merito alcuno. Non ho fatto altro, durante i miei ottant'anni di vita, che seguire la mia sorte. Il mio motto è sempre stato questo: sequornaturammeam".
 
 
 
 
 
 
 
 
 
In copertina: striscia illustrativa comparsa ne "La Tradotta" numero 20 del 30 novembre 1918.
 
 
Cecco Beppe, defunto tiranno del crollante decrepito impero, l'Istria bella, ogni primo dell'anno, dipingeva col giallo e col nero, e il colore densissimo e carico allungava col fiele austro-ungarico. 
 
 
 
Ma la pègola densa e cattiva screpolavasi al vento marino. Attraverso le crepe, appariva qualche lembo di bel porporino, qualche lembo di bianco, ed in alto qualche sprazzo di verde cobalto.
 
 
 
 
Morto Cecco, il nipote Carletto di ritingere l'Istria ebbe cura, e ogni tanto con garbo e diletto dedicavasi all'alta pittura; ma i colori eran sempre i     medesimi: giallo e nero da pochi centesimi.
 
 
 
I colori dell'Austria Ungheria non attaccavan sul suolo istriano; ecco il nero giù scivola via, ecco il giallo dilegua man mano, e di nuovo ecco spuntano fuori e sorridon d'Italia i colori. 
 
 
 
Mentre Carlo, adirato, protesta, ecco il fante d'Italia che arriva e lo investe, vuotandogli in testa i due secchi di tinta cattiva. Investito dal duplice getto, giallo e nero diventava Carletto. 
 
 
 
 
Oggi libera l'Istria respira tra un soave stormir di foreste, e allo specchio del mar si rimira, italiana da Fiume a Trieste: si rispecchia nel mar non più amaro, italiana da Pola al Quarnaro. 
 
 
 
 

IL SERVIZIO P DELLA TERZA ARMATA: LA TRADOTTA.

Nei primi mesi del 1918, il Colonnello Ercole Smaniotto, Capo dell'Ufficio  P. della Terza Armata, diede l'incarico al Sottotenente Renato Simoni di compilare un giornale settimanale illustrato, d'indole gaia, da diffondersi largamente tra i soldati. Stabiliti, con l'alta approvazione di S.A.R. il Duca d'Aosta, il programma e la veste del giornale, scelto per esso il titolo "La Tradotta", il Sottotenente Simoni chiese e ottenne che la redazione fosse composta dai pittori Enrico Sacchetti, Capitano Umberto Brunelleschi, Tenente Giuseppe Mazzoni, già addetto all'Ufficio P. dell'Armata, Sottotenente Antonio Rubino, non solo illustratore ma anche redattore per la parte letteraria, e Tenente Gino Calza Bini. Tra i giornalisti vi fu anche il Capitano Riccardo Gigante, futuro Podestà della città di Fiume.