FERRARA 1915-1918 UNO SGUARDO AL CIELO

postato da Francesco Maggi [09/11/2014 01:14]
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 FERRARA 1915-1918 UNO SGUARDO AL CIELO
 
 Mostra documentaria, fotografica e modellistica
 Biblioteca Comunale Ariostea 6 novembre 2014 - 21 febbraio 2015
 a cura di  Enrico Trevisani 
 
 
  
 

LA  MOSTRA

 

Ancora oggi, quando in cielo appare una mongolfiera, restiamo con il naso all'insù incuriositi e affascinati. Sembra quasi impossibile che proprio sulla nostra città volassero i dirigibili, questi incredibili mezzi più leggeri dell'aria, e che in un certo periodo storico fossero una presenza quotidiana nei nostri cieli.

 

Ferrara, non nuova alle esperienze aeronautiche, ospitò durante la Grande Guerra uno degli aeroscali per dirigibili più importanti d'Italia. Questa nuova macchina volante ebbe una vita breve e contrastata, costellata di successi ed insuccessi.

Il percorso espositivo, articolato in tre sezioni, si propone come un viaggio virtuale, attraverso documenti, fotografie e modelli in scala nella Ferrara coinvolta, dal 1911 al 1918, in due eventi bellici: la guerra Italo - turca e la Prima Guerra Mondiale. Proprio in quest'ultima, come riportato sulla Relazione ufficiale dell'aeroscalo del 1919 "Ferrara fu in questa guerra il centro del maggior sviluppo dell'aeronautica guerresca italiana riguardo all'impiego del più leggero dell'aria".

 

La presenza di modelli unici, quali il dirigibile V-1 Città di Jesi e l'hangar dell'aeroscalo di Ferrara, in scala 1:100, gli aerei qui in uso e all'areoporto di Poggio Renatico, i modelli di aerei con le insegne personali dei piloti citati in mostra, la riproduzione dell'incrociatore leggero austro - ungarico Novara, il pallone antiaereo unitamente ad altri diorami tematici vanno ad impreziosire e rendere più coinvolgente il percorso espositivo. In chiusura il "futuro del dirigibile" che grazie alla collaborazione di Focus - Aeros apre una vetrina sugli innovativi progetti del più leggero dell'aria: il dirigibile.

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 UN NOSTRO DIRIGIBILE BOMBARDA UN NODO FERROVIARIO NEMICO
 
 
 
                 IL TRAMPOLINO DI LANCIO
 
 
   L'INCURSIONE NOTTURNA SU PARIGI DI UNO "ZEPPELIN" 
 
 
 UN ATTACCO ZEPPELIN IN INGHILTERRA "LA GUERRA DEL FUTURO"
 (Imagine e descrizione ripresa dal Kronen Zeitung del 24 giugno 1909 e riproposte nell'Illustrierte Kronen Zeitung del 3 agosto 1916). 
 
 
 L'OSSERVATORE D'UN PALLONE FRENATO IN BALIA DELL'ATMOSFERA.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
                        Modellino dirigibile V-1  "Città di Jesi"
 
 
 
 
 

"Ferrara, uno sguardo al cielo"

Nei primi anni del Novecento è stata la sede del più importante aeroscalo italiano per dirigibilidi

di FABIO ZIOSI

02 novembre 2014

 Il "più leggero dell'aria" a Ferrara è ormai di casa, basta vedere il successo del Balloons Festival che porta da anni migliaia di persone alla kermesse del Parco urbano. Ma forse non tutti sanno che Ferrara è stata sede, agli inizi del '900, del più importante aeroscalo d'Italia. Si trattava, in quel caso, non di mongolfiere, ma di giganteschi dirigibili della Marina militare e dell'allora nascente Aeronautica militare. Un'interessante mostra, in occasione della ricorrenza del centenario della Grande Guerra, svelerà una pagina di storia poco conosciuta. "Ferrara 1915-1918, uno sguardo al cielo. L'aeroscalo dirigibili di Ferrara", questo il titolo della mostra documentaria, fotografica e modellistica curata da Enrico Trevisani che verrà ospitata nella Biblioteca Comunale Ariostea dal 6 novembre (inaugurazione ore 17.30) al 21 febbraio 2015. L'iniziativa si avvale della collaborazione dell'Associazione Pico Cavalieri, di Aeronautica e Marina militare, di esperti modellisti e di un comitato storico-scientifico che ha sovrinteso alla sua realizzazione.«L'esposizione - dice Trevisani - è divisa in tre sezioni e un punto video. Nella prima ci saranno i documenti originali sulla costruzione dell'aeroscalo, nella seconda pannelli, testi e foto su aeroscalo e aeroporto di Poggio Renatico, infine la terza è dedicata ai giornali di trincea, una vetrina sul pilota ferrarese Pico Cavalieri, alcuni album fotografici e una sezione bibliografica. Ci saranno poi modelli e diorami di dirigibili e di alcuni aerei usati sul fronte italiano». Sarà presente il modello (due metri per sessanta centimetri) di uno degli hangar, il Savigliano, che nella realtà misurava 110 metri di lunghezza e 33 di larghezza ed era alto 36 metri con due porte gigantesche. "Nel punto video, oltre a foto e filmati d'epoca - prosegue Trevisani - grazie alla collaborazione con la rivista Focus, potremo mostrare l'attualità e il futuro dei dirigibili. Ci sarà il progetto del dirigibile Aeroscraft, lungo 120 metri, con una cabina computerizzata, che verrà utilizzato per scopi militari ma anche civili".L'uso dei dirigibili in campo militare avvenne nel corso della guerra italo-turca in Libia (28 settembre 1911-18 ottobre 1912). A Ferrara l'aeroscalo fu costruito nel 1912 e la scelta della nostra città fu dovuta alla sua posizione strategica, vicina al mare e per la sua conformazione pianeggiante. Naturalmente a interessare era anche un possibile fronte nord del nostro Paese e per questo nel gennaio 1912 fu insediato il cantiere ed ebbero inizio i lavori di costruzione degli hangar. Interessante, tra i documenti in mostra, la delibera del Comune di Ferrara (14 marzo 1911) che sottolineava "l'utilità pratica, finanziaria e morale" di questa impresa che aveva sbaragliato "altre Amministrazioni concorrenti che avrebbero voluto a se assicurato il beneficio (...)Ove troveranno lavoro fra soldati, specialisti ed operai borghesi circa 200 persone. (...) Un primo nucleo intorno al quale si dovrà determinare un simpatico e vantaggioso movimento di cose e di uomini". In realtà gli uomini impegnati alla fine furono oltre quattrocento.La prima azione di guerra dall'aeroscalo della Regia Marina, fu proprio la notte tra il 23 e 24 maggio 1915 - l'inizio per l'Italia del conflitto - e proseguì la sua intensa attività sino al 1918. Dall'inizio Ferrara venne catalogata come "città in stato di guerra" proprio per la presenza dell'aeroscalo che, più o meno, sorgeva nell'attuale area dell'aeroporto di via Bologna. Prima dello scoppio della Grande Guerra la base si ampliò e nell'aprile del 1913 arrivò un primo dirigibile P2 per i voli di prova sul cielo di Ferrara: "La gente accorse dalle case, dai negozi, perfino dal Tribunale dove vennero sospese le udienze. La Gazzetta Ferrarese seguì costantemente, aggiornando la cittadinanza, l'evolversi della situazione". Ma fu dal 1913 che l'aeroscalo entrò ufficialmente in funzione. Il gigantesco dirigibile M2 arrivò in città nell'agosto 1913 e prese vita anche un "Comitato delle Dame ferraresi" con il compito di confezionare la bandiera di guerra che nel maggio del 1914 fu consegnata ai piloti. L'attività divenne sempre più febbrile tanto che furono costruiti complessivamente tre hangar, numerose officine, alloggi per ufficiali e soldati, mensa, depositi per acqua e carburanti, magazzini, una fabbrica per il gas dei dirigibili: una vera città nella città. Trevisani ricorda una simpatica curiosità: "Il terreno non utilizzato per i campi di atterraggio venne coltivato per la produzione di verdura e patate. Fu anche tentato l'allevamento di polli e conigli ma con risultati deludenti, mentre quello dei maiali diede risultati discreti. Incaricato di sovraintendere a queste attività era un ufficiale di Marina".Per difendere l'aeroscalo da attacchi nemici - che ci furono - c'era una squadriglia caccia composta da sei apparecchi Nieuport che avevano il compito esclusivo di difendere la base ma non potevano inseguire gli aerei nemici. Vi erano poi postazioni antiaeree con cannoni e mitragliatrici; una di queste era proprio su una delle torri del Castello. Vi erano anche, tutto attorno all'aeroscalo, oltre alle batterie, anche palloni per ostruzione antiaerea. I dirigibili da Ferrara, seguendo il corso del Po di Volano, arrivati sul mare, dirigevano su Pola, importante base austroungarica, per bombardarla, ma andavano anche lungo tutto il fronte dal Piave al Carso, sempre per bombardamenti, ma anche per portare materiali e lanciare volantini e materiale di propaganda.  
02 novembre 2014


 
 
          Wihelm Schulz, "ZEPPELIN SOPRA LONDRA"
La fine del governo inglese sui mari. Lord Nelson abbandona la sua colonna e fugge nella metropolitana. 
 
 
Uno sguardo al cielo durante la Grande Guerra
 
All'aeroscalo più importante d'Italia ai tempi della Grande Guerra è dedicata la mostra "Ferrara 1915-1918, uno sguardo al cielo. L'aeroscalo Dirigibili di Ferrara nella Grande Guerra", inaugurata...  
 
 
 

All'aeroscalo più importante d'Italia ai tempi della Grande Guerra è dedicata la mostra "Ferrara 1915-1918, uno sguardo al cielo. L'aeroscalo Dirigibili di Ferrara nella Grande Guerra", inaugurata giovedì presso la Sala Ariosto della Biblioteca Comunale Ariostea, in via Scienze, 17.

Più di un centinaio di persone si sono radunate per assistere alla presentazione svoltasi alla presenza di Paolo Mazzi, Generale di Brigata Aerea, Enrico Spinelli, Dirigente del Servizio Biblioteche e Archivi, Massimo Maisto, vicesindaco del Comune di Ferrara ed Enrico Trevisani, del Servizio biblioteche e Archivi e curatore della mostra.

Ferrara ebbe un ruolo fondamentale durante il conflitto, rappresentando, tra l'altro, il primo esempio di cooperazione di forze internazionale. I lavori di costruzione dell'aeroscalo, pensato e voluto dalla Regia Marina, iniziarono nel gennaio '12, e già dalla prima notte di guerra, quella del 23-24 maggio '14, l'aeroscalo risultava già del tutto attivo.

La mostra si divide in tre sezioni: la prima raccoglie numerosi documenti originali dall' '11 al '18, tra i quali il volantino che il Comandante Ponzio gettò dal dirigibile per salutare la cittadinanza, e alcuni manifesti con le norme da rispettare in caso di bombardamento. La seconda sezione comprende alcuni pannelli con molte fotografie inedite o poco note, oltre a modelli di caccia, dirigibili, tra cui il V-1 ("Città di Jesi"), dell'hangar dell'aeroscalo, realizzato senza disegno da Trevisani ed Enrico Tumiati, e due divise originali. L'ultima sezione è un omaggio a due piloti ferraresi, Pico Cavalieri e Luigi Rizzati, il primo più celebre, il secondo, invece, emerso nelle ultime settimane di ricerca. Di un certo interesse anche i giornali dell'epoca, dall'archivio del collezionista Francesco Maggi.

Andrea Musacci

(da LA NUOVA FERRARA 8 novembre 2014)