IL PIAVE - SOLDATI ITALIANI CON L'OTTAVA ARMATA - 1944

postato da Francesco Maggi [30/01/2018 17:59]
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   IL PIAVE  -  20 AGOSTO 1944
 
   SOLDATI ITALIANI CON L'OTTAVA ARMATA (BRITANNICA)
   C. I. L.  CORPO ITALIANO DI LIBERAZIONE
 
 
 
   
 
    
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
In calce sul lato destro dell'ultima pagina compare la sigla P. W. B. acronimo di  Psychological Warfare Branch.
 

Il Psychological Warfare Branch (traducibile come "Divisione per la guerra psicologica") fu un organismo del governo militare anglo-americano incaricato di esercitare il controllo sui mezzi di comunicazione di massa italiani: stamparadio e cinema. Assegnato alle dirette dipendenze del Comando generale delle Forze alleate (Allied Forces Headquarters, AFHQ), fu attivo nel periodo tra il 10 luglio 1943 (sbarco alleato in Sicilia) e il 31 dicembre 1945 (termine dell'amministrazione alleata negli ultimi territori italiani). L'«Allied Publication Board» fu una sottosezione del PWB.

Il Psychological Warfare Branch entrò in funzione alcuni giorni prima dello sbarco in Sicilia. Alla vigilia dello sbarco, e anche dopo, arruolò giornalisti inglesi e statunitensi, con preferenza per coloro che avevano lavorato in Italia prima della guerra o che erano di origine italiana. Uno di essi diventò direttore del Servizio Informazioni delle Forze Alleate: Misha Kamenesky (Ugo Stille).

Con lo sbarco degli Alleati in Sicilia, l'AFHQ (d'ora in poi "Comando alleato") entrò in funzione, in stretto coordinamento con l'Amministrazione militare alleata dei territori occupati. 
 


Funzioni

Le basi legislative del suo funzionamento sono contenute negli accordi, tra governo italiano ed Alleati, entrati in vigore dopo il 29 settembre 1943 («Armistizio lungo»). Essi prevedevano (art. 16):

  • la sospensione della libertà di stampa: tutte le iniziative a stampa sarebbero state soggette all'autorizzazione del Comando alleato. Contemporaneamente le leggi fasciste cessavano di avere efficacia;
  • la chiusura di tutti i giornali compromessi con la Repubblica Sociale Italiana: gli stabilimenti sarebbero stati sequestrati in attesa dell'epurazione.

 

Il Comando alleato si riservò il controllo di tutti gli elementi necessari alla realizzazione di una pubblicazione: dalla carta alle tipografie, dall'approvvigionamento delle notizie alla loro circolazione. Una delle prime decisioni presa dall'organismo alleato fu il contingentamento della carta. Si stabilì che tutti i quotidiani avrebbero avuto lo stesso quantitativo di carta, utile per stampare fino a un massimo di 15.000 copie. Furono autorizzati a pubblicare quotidiani soltanto i sei partiti del CLN (la regola fu tassativa: un partito-un quotidiano), cui si affiancò un giornale pubblicato dal PWB.
All'indomani della liberazione di Roma, 5 giugno 1944, il PWB si insediò all'interno del decaduto Ministero della Cultura Popolare (Minculpop).
Ogni volta che una nuova città veniva liberata, con la conseguente cacciata dei tedeschi, il PWB assumeva la gestione degli organi di stampa locali per conto del governo alleato militare in Italia. In ogni giornale un funzionario dei PWB, ufficiale dell'esercito, aveva la responsabilità di tutto ciò che veniva pubblicato. Il responsabile della correttezza delle notizie su tutto il territorio italiano fu il capitano Orville Anderson.

 


Controllo sulle notizie

Il PWB ebbe le funzioni di controllo e supervisione sulla distribuzione delle notizie (e perciò della propaganda e della censura). L'organismo alleato si riservò il compito di elaborare e distribuire un notiziario generale. Svolse in sostanza, in via esclusiva, i compiti di un'agenzia di stampa contrassegnata dalla sigla UNNS («United Nations News Service»). A nessun'altra agenzia di stampa, neppure a quelle dei Paesi alleati, fu consentito di distribuire il proprio notiziario nei territori italiani occupati.

Si deve al PWB la nascita dell'ANSA: per evitare che le agenzie di stampa private finissero sotto il controllo del governo italiano, il PWB ottenne dal capo del governo militare alleato in Italia, Ellery W. Stone, la creazione di un'unica agenzia di notizie, di proprietà dei giornali e da essi gestita.

Autorizzazioni ai giornali

Il PWB rilasciò le autorizzazioni per giornali ed emittenti radiofoniche. Creò al suo interno un organismo denominato «Allied Publication Board» (APB), incaricato di rilasciare le autorizzazioni per la pubblicazioni di quotidiani, riviste e libri. Una volta ricostituita la redazione di un giornale, l'APB ne autorizzò il ritorno in edicola. L'APB centrale ebbe sede, come il PWB, negli ex locali del Ministero della Cultura popolare.

Alla stampa fu imposto di dare un chiaro segnale della rottura col passato e così tutti i giornali uscirono con una nuova testata. Ufficialmente tale decisione fu presa di concerto tra gli Alleati e il CLN; secondo Andrea Bianchi, la decisione invece non fu frutto di concertazione, bensì fu causata da uno scontro tra Comando alleato e CLN, da cui le parti uscirono un compromesso. 
 
 L'unico quotidiano a non venire sospeso fu La Gazzetta del Mezzogiorno di Bari.

 

Il PWB pubblicava giornali propri e autorizzava giornali promossi dai CLN, di partito o diocesani.
Formalmente l'editore dei quotidiani nella fase post-Liberazione era il CLN, ma ogni giornale dovette subire il controllo obbligato del PWB prima di tornare in edicola. Con la fine delle funzioni del PWB (tra settembre e dicembre 1945), il controllo sui giornali ritornò ai Prefetti, a mano a mano che ogni Provincia riassumeva i poteri amministrativi.

 

Tra le testate indipendenti create dal PWB:

  • PalermoSicilia liberata, uscito tra il 6 agosto 1943 e il giugno 1944;
  • MessinaNotiziario di Messina, uscito il 23 ottobre 1943;
  • NapoliIl Risorgimento, uscito il 4 ottobre 1943. Nacque dalla fusione delle tre testate cittadine: Il Mattino, il Roma ed il Corriere di Napoli, sospesi dagli anglo-americani. Quotidiano indipendente dal 1945;
  • RomaCorriere di Roma, uscito dal 6 giugno 1944 al 19 gennaio 1945. L'unico giornale ad ottenere l'autorizzazione senza essere né un quotidiano di partito né una testata creata dal PWB fu Il Tempo, uscito il 5 giugno 1944;
  • FirenzeCorriere di Firenze dal 23 agosto 1944, poi Corriere del Mattino (25 ottobre). Fu ceduto al Comune di Firenze, che subentrò il 12 febbraio 1945, modificando successivamente la testata ne Il Nuovo Corriere(20 giugno). Ebbe vita fino al 7 agosto 1956;
  • BolognaCorriere dell'Emilia, esce il 2 maggio 1945, il 6 giugno diventa «Quotidiano indipendente della Valle Padana»; esce fino al 16 luglio 1945 (raccolta digitalizzata);
  • a Milano: il Giornale lombardo, dal 2 maggio 1945;
  • a Torino: il Corriere del Piemonte, dal maggio al 15 luglio 1945;
  • a Genova: Il Corriere Ligure, dal 3 maggio al 15 luglio 1945;

Autorizzazioni alle radio


Cinema: disposizioni del Psychological Warfare Branch emanate nell'Italia liberata (1944).

 

Le condizioni in vigore dal 29 settembre 1943 («Armistizio lungo») imposero il controllo assoluto della radio nazionale da parte del Comando alleato. L'art. 16 recita: «Nessun impianto di radio o di comunicazione a lunga distanza od altri mezzi di intercomunicazione a terra o galleggianti, sotto controllo italiano, sia che appartenga all'Italia od altra Nazione non facente parte delle Nazioni Unite, potrà trasmettere finché disposizioni per il controllo di questi impianti non saranno state impartite dal Comandante Supremo delle Forze Alleate».
Tra le radio regionali attivate dal PWB:

 

Dal 1º marzo 1945 il radiogiornale delle regioni centro-meridionali passò dalla gestione del PWB alla gestione di Radio Audizioni Italiane.

 

Cinema

Il PWB ebbe il compito di controllare "tutti gli aspetti relativi alla produzione, distribuzione e proiezione cinematografica in Italia.

Dopo il 1º gennaio 1946

 

Nel gennaio 1946 il Governo militare anglo-americano cedette i poteri al governo di Roma, che riacquistò così la sua piena sovranità.
Le testate create dal PWB non sopravvissero a lungo; le testate giornalistiche «storiche» ritornarono entro un anno ai nomi originali ed ai proprietari d'anteguerra.

 

FONTE: WIKIPEDIA