LA DOMENICA DELLA GAZZETTA - 1918

postato da Francesco Maggi [16/07/2013 22:30]
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  LA  DOMENICA  DELLA  GAZZETTA   -   1918

 
  Supplemento domenicale illustrato de   "LA GAZZETTA DEL VENETO"
 
 
 
 
        Direzione ed Amministrazione UDINE, Via Savorgnana N. 5
 
 
 
 
 
 
 
 
                    
                        
 
 
 
 
                    
                          VIA  SAVORGNANA  N. 5   -   UDINE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
De La Domenica della Gazzetta, supplemento domenicale illustrato de La Gazzetta del Veneto, furono pubblicati 20 numeri: dal 23 giugno 1918 al 3 novembre 1918. Ciascuna edizione della rivista constava di otto pagine con articoli di vario genere e molte fotografie. 
 
 
 
 
 
 
Dal testo a commento dell'immagine  apparsa sul primo numero de "LA DOMENICA DELLA GAZZETTA"e dall'utilizzo dei medesimi caratteri, forse sarebbe più idoneo usare il termine di volgare scopiazzatura de "LA DOMENICA DEL CORRIERE" traspare, a mio avviso, una riuscita operazione di marketing pubblicitario. Di seguito la didascalia a commento dell'immagine: "Il furore delle orde dei Bolsceviki a Pietroburgo. nell'Ucraina ed in Finlandia le truppe tedesche ed austro-ungariche liberano la pacifica popolazione delle orde dei bolsceviki". Trattandosi del primo numero del giornale ed essendo in presenza di una volgare opera di copiatura dei caratteri della testata, in modo da confondere la provenienza della pubblicazione ad uno sguardo superficiale, poteva insorgere nell'incauto lettore del commento sopra riportato il dubbio che le forze tedesche ed austro-ungariche si fossero adoprate per un intervento di meritevole carattere umanitario.Dalla mistione di questi elementi sarebbe sorta spontanea la seguente considerazione: "Nonostante le loro molteplici colpe si adoperano in modo umanitario per salvare la popolazione inerme". Ecco la riuscita operazione di Marketing pubblicitario anche se all'epoca tale termine non veniva utilizzato con il significato che noi oggi attribuiamo.
 
 
 
 
 
 
        ULTIMA PAGINA DI COPERTINA DEL N. 1
 
 
 
 LA TRAGICA FINE DI UN AVIATORE DURANTE UN COMBATTIMENTO AEREO A 2000 METRI D'ALTEZZA.
 
 
 L'orribile aspetto di una battaglia in cui operano i più formidabili mezzi di distruzione: cannoni, gas ed aeroplani.
 
      Che stranezza, circa i gas, proprio loro che ne avevani fatto largo uso parlano di orribile aspetto di una battaglia 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  I PIONIERI DELLA BATTAGLIA SFIDANDO L'IMPOSSIBILE.
 
 
 
         LA FORTUNA FAVORISCE GLI AUDACI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 LA FEBBRILE OPEROSITA' DELLE TRUPPE DEL GENIO ALLA FRONTE.
 
 
 
 
 
 
  DOPO UNA LUNGA E TRAGICA LOTTA NEI PIU' ALTI STRATI CELESTI, L'AQUILA,
  ABBATTUTA DAL SUO ODIATO RIVALE, PRECIPITA AL SUOLO DECAPITATA. 
 
A pagina quattro  di questo numero 7 compare il sottostante trafiletto: 
 
Ciò che scrive  "La Domenica del Corriere". 
"La Domenica del Corriere" vede male - non sappiamo se per gelosia od interesse - che "La Gezzetta del Veneto" pubblica questo supplemento domenicale e non potendo fare una critica seria, accusa di plagio i redattori di detto supplemento i quali hanno l'intento "di sfruttare la diffusione larga e la simpatia di cui anche in tutto il Friuli il nostro foglio godeva". Fin qui niente di male, l'accusa di plagio non ci tocca, in considerazione che impossibile oggigiorno creare un giornale, che sotto qualche punto di vista non rassomigli a qualchedun'altro, dato che tutti gli angoli della terra sono inondati di periodici d'orni sorta.Il settimanale italiano scrive inoltre,  che direttore del quotidiano e del suo supplementoè " che un certo De Fiori, per tanti anni era stato corrispondente a Roma di giornali viennesi". Questa notizia è del tutto infondata, perciò si può ripetere col Metastasio:        
 Che vi sia ciascun lo dice,          Dove sia nessun lo sa. E l'articolo termina con le seguenti pestuali parole:"L'intento è evidente: illudere a prima vista i compratori per poi esercitare sovra essi un'opera lenta di suggestione dando ad intendere le notizie più strampalate mentre manca un modo d'esercitare un controllo. Significativo il fatto di essere stato stabilito un prezzo minimo di abbonamento nei "Paesi occupati" (tre corone al trimestre) mentre per l'Austria-Ungheria il costo è portato a 4 corone. Probabilmente, perchè il giornale sia letto, occorrerà farne ampie distribuzioni gratuite ed istituire il sistema degli abbonamenti coatti per coloro che non se ne possono esimere". Dunque, secondo il foglio illustrato italiano, gli abitanti del Friuli sono così ingenui, d'acquistare il nostro settimanale credendo di comperare "La Domenica del Corriere" e di subire pacificamente "un'opera lenta di suggestione" in cui si dà loro "ad intendere le notizie più strampalate". Non vale la pena di perdere tempo e di sciupare spazio per annullare sì misere accuse; la verità è, che in brevissimo tempo il nostro settimanale ha incontrato il favore del pubblico: questo solo c'interessa!      
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 SALVETE, O ATLETI DELLA VANGA E DELL'ARATRO, P EROI DELL'AVVENIRE!
 
 Immagine similare compare nella pagina di copertina del N. 59 della "GAZETTE DES ARDENNES" Charleville 21 febbraio 1918.  
 
 
 
 
   LA GUERRA MODERNA: VIVACE COMBATTIMENTO
   TRA UN AEROPLANO E UN TRENO BLINDATO. 
 
 
 
 
 
 
 Le truppe del continente negro spinte all'assalto sul sacro suolo d'Europa intriso di sangue. 
 
 Didascalia chiaramente razzista evidenziata dal termine negro che è dispregiativo e dal termine sacro per individuare il suolo d'Europa. 
 
 
 
 
 
 
  IL VEIVOLO DELL'AVVENIRE: UTOPIA OGGI, REALTA' DOMANI!
 


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   IL PIU' MOSTRUOSO TROVATO DELLA SCIENZA BELLICA MODERNA.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
     EROISNO DI VELOCI DESTRIERI.
 
 
 
   L'OSSERVATIRE D'UN PALLONE FRENATO IN BALIA DELL'ATMOSFERA.
 
 
 
 
 
 
         
 
 Un'immagine similare risultava pubblicata sul giornale tedesco in lingua francese "Gazette des Ardennes" N. 74 Charleville 21 luglio 1918.
                  FEMMES  DE GUERRE 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
                      GLI  AVVERSARI
 
 
 
   UN FURIOSO COMBATTIMENTO TRA CIELO E MARE
 
 
 
 LA TENACE RESISTENZA DEI GERMANICI IN FRANCIA
 
 
 
 
     SCENA RELIGIOSA IN UNA CHIESA ALLA FRONTE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Sul numero 10 della rivista una delle prime pubbliche affermazioni di natura prettamente razzista. Nell'interno di altri esemplari de "La Domenica della Gazzetta"  risultano pubblicate immagini ironico-dispregiative nei confronti delle truppe di colore. Sotto questo punto di vista gli Austro-Ungarici ricalcavano posizioni similari dei tedeschi palesati nel supplemento illustrato della "Gazette des Ardennes", giornale di contro propaganda stampato nel Belgio invaso.
 
 
 IMMAGINI  DI STAMPO RAZZISTA
 
L'immagine che compare sul numero 10 della rivista con la seguente didascalia: "Le truppe del continente negro spinte all'assalto sul sacro suolo d'Europa intriso di sangue" non è e non può essere considerato un avvenimernto episodico nell'ambito dell'atteggiamento da parte della Direzione ed Amministrazione del giornale nei riguardi del problema che sfiorala problematica razzista. Nell'interno di quella edizione e di altre appaiono immagini con didascalie che denotano una sottesa descrizione denigratoria o sarcastica con punte di derisione nei confronti delle persone effigiate. Sotto ogni foto sono riportate le descrizioni originarie senza commento aggiunto; coloro che ne prenderanno visione sono liberi di esprimere il proprio intendimento.  
 
 
 
 
              Surrogato di mariti in Francia
 
 
 
 I protettori della civiltà europea sui campi di battaglia in Francia.

 
 
 
 
                  La cultura dei Negri d'America.
 
 
  Il mosaico pittoresco che combatte  per la
            "cultura" e la "libertà". 
 
 
 
 
 
 
 
  Il rappresentante di un popolo che 
        combatte per l'Intesa. 
 
 
 
 
 
              Uomo o donna?
 
 
 
    I diversi combattenti dell'Intesa sulla fronte occidentale.
 
 
 
 Soldati giapponesi, combattenti a fianco degli czeco-slovacchi per la "cultura europea", 
 fatti prigionieri già in Russia. 
 
 
 
 
  IMMAGINI  FALSE  E  SPECULATIVE 
 
Come foto nulla da dire ma come didascalia è falsa ed inserita a fini speculativi. A Katzenau esisteva un campo di internati per prigionieri di guerra, ma un gruppo etnico in cui sono presenti anche donne non può riguardare gli internati.     
 
 
 
 
 
   katzenau: un gruppo d'internati appartenenti a diversi popoli.
 
 
 
 
 INSPIEGABILE LA "FESTA DEI BAMBINI" IN UN CAMPO DI CONCENTRAMENTO;  SOLO UNA PUBBLICITA' GRATUITA. 
 
 
 
 
Nelle pagine interne di vari numeri de "La Domenica della Gazzetta" compaiono fotografie con immagini e didascalie artatamente distorte rispetto alla realtà che rappresentavano momenti di occupazione agreste, di utilizzo del tempo libero, di intrattenimenti conviviali allegri e gioiosi, allietati talvolta dalla presenza femminile, dei militari prigionieri italiani nei campi di internamento austriaci. Tale non veritiera esposizione grafica costituiva una trasposizione in senso geografico di similari notizie poste in atto nel 1917 dai tedeschi sul fronte francese con il giornale in lingua francese stampato nel Belgio invaso "La Gazette des Ardennes" ed il suo supplemento annuale "Almanach Illustré de la Gazette des Ardennes pour 1917".    
 
 
 
SARA' STATA LA SCUOLA DEL PAESE, NON CERTO QUELLA DEL CAMPO DI PRIGIONIA.
 
 
 
 
CHE STRANO QUESTI PSEUDI SOLDATI ITALIANI: SONO TUTTI IN BORGHESE,  VESTITI
CON GIACCA, CRAVATTA, CAPPELO; E POI ... LE DONNE!       PROPAGANDA ASSURDA 
 
 
 
 
 
 
 
    OH! ... CHE AMENA RAPPRESSENTAZIONE!
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 ANCHE QUESTE POSSIAMO DEFINIRLE FANTASIOSE RICOSTRUZIONI.
 
 
 
 
 
 
SORGONO ANCHE DUBBI CIRCA LE DECANTATE OCCUPAZIONI ARTISTICHE DEGLI INTERNATI.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 PUBBLICITA' INGANNEVOLE SFRUTTANDO LE NECESSITA' ALIMENTATI  DELLA POPOLAZIONE:
  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
           CHI ERANO GLI ATTORI? 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 ALTRE IMMAGINI POCO CREDIBILI DELLA PROPAGANDA DEL REGIME AUSTRIACO: