VOCABOLARIO ED ESPRESSIONI DI TRINCEA

postato da Francesco Maggi [08/06/2013 23:42]
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VOCABOLARIO  ED ESPRESSIONI DI  TRINCEA
 

Trattasi di una rubrica lanciata da L'ASTICO e ripresa da altri giornali di trincea richiedendo la collaborazione a tutti i lettori ufficiali e soldati. Si chiedeva infatti di inviare "quelle parole o quelle frasi che sono nate dalla vita in trincea e forse rimarranno nella nostra lingua ad arricchire la quale anche il fante avrà così contribuito. Senza dubbio il gergo di guerra è più ricco di quanto qui si è potuto raccogliere; si può dire che ogni reggimento ha creato il suo, si può dire che ogni combattente vi ha contribuito".
 
            A 
                               
AEREOPLANI o TELI DA TENDA:  si dice dei carabinieri che ha mantenuto anche in guerra la lucerna fasciata di grigioverde. Il fante lo dice con stizza                                                       perchè il carabiniere allo sbarramento è quello che gli proibisce le scappate, che lo fa scendere di sulla carretta e via                                                   dicendo... è  un benefattore del fante il carabiniere che lo corregge e gli evita punizioni. Ma il destino dei benefattori è                                                 di essere sconosciuti.
AEROPLANI:  carabinieri.
AL TEMPO!:    parole adoperate per richiamare qualcuno su un errore appena commesso.
ARRANGIARE: cercare, trovare, rubare.
ASCARI:  uomini di corvée.
ASSO:   campione di qualche specialità di guerra: specialmente chi ha atterrato molti aeroplani.
ATTACCARE UN BOTTONE:  fare un discorso lungo e noioso.
ATTREZZATO:  condizione di favore di qualche carica speciale al fronte: "va là che sei attrezzato bene!"
 
            B 
 
BAGNARE I GALLONI: brindare per l'avanzamento di grado.
BAMBINO:  un grosso proiettile inesploso.
BARILOTTO: la bomba delle bombarde.
BENZINA:  prima consolazione del fante quando si può mandarla a prendere... alla CANTINA (ora agli Spacci Cooperativi ch'è migliore).
BOLLETTINO DEL FANTE: notizie importanti racimolate di straforo (per lo più da piantoni di comandi). Es.: se si fa l'azione; quando sarà il cambio, ecc.                                          Frequente domanda: "Cosa dice il Bollettino del fante?"
BORGHESIA:  vita borghese - si dice a chi va in licenza "addioe... buona borghesia".
BORRACCIA DI SANITA':  fiaccone.
BRIGATA DI RISO:  rancio di riso.
BUFFA o LA BUFFA:  è la fanteria scalcinata, martire e gloriosa.
 
            C 
 
CANNUCCIA DA PIPA:  cannoncino da montagna.
CASE MINCHIA: case innominate, sforacchiate dai proiettili nella campagna desertica fra le linee.
CAPOCCHIA:  testa. Pure, fare una cosa a capocchia vuol dire farla senza testa.
CAPPELLO: è il risentimento prodotto da una lesione alla vanità, all'ambizione, alla presunzione. Regola militare: chi prende cappello paga da bere ai                        compagni. Quando il risentimento è molto forte si chiama PRENDER CILINDRO. 
CARRIOLA:  colpo di grosso calibro.
CASINO:  confusione, disordine e specialmente azione di guerra, di qualunque importanza; dallo scontro di pattuglie all'intera conflagrazione mondiale.
CAVALLERIA:  pidocchi, pulci.
CECCHINO:  qualunque soldato austriaco, ma particolarmente la vedetta che fa ta-pum.
CICCHETTO:  rimprovero militare.
CICLAMINO:  è l'imboscato nel più profondo del bosco.
CIGNI:  i soldati di buona famiglia, ben vestiti e nutriti, ma poco forti.
CIURLA o CIURLINA:  caffè.
COL BINOCCOLO!:  negazione ironica fondate sulle tante velleità e nostalgia del fronte che bisogna contentarsi di guardar da lontano.                                                         "Domani vado in licenza ai Rossenghi" - "Col binoccolo!"
CONTRATTACCO:  qualunque attacco fatto dal nemico.
CULIFERICA:  sulla neve o sull'erba bagnata è il mezzo più rapido per andar giù. Basta sedersi e in pochi minuti si arriva a destinazione.                                              Ma... salutami i pantaloni!.
 
 
    
             
 
 
        E

EL TAGLIANO:  il governo (in friulano)


        F

FARE LA MAFIA:  darsi delle arie.

FEGATACCIO:  coraggioso.

FESSERIA:  termine tecnico per designare una minchioneria detta o fatta da un militare. "Nu cuòfano 'e fesserie..." (Espressione napoletana).

FESSO:  minchione. Far fesso qualcuno, imbrogliarlo. Far fesso il superiore è l'ideale del cattivo inferiore che finisce col  far del male anche a se stesso perchè l'onestà è la furberia più sicura.

FIFA:  paura.

FIFAUS:  ricovero.

FIFITE:  paura.

FIFISTA o FIFONE: soldato pauroso.

FIORI: le pallottole austriache.

FISCHIARE:  dover fare a meno, per forza, di qualche cosa. S'applica specialmente al bere, al mangiare o al fumare. "Oggi si fischia!"

FILUGELLI: imboscati. 

FOGLIONI:  le pallottole austriache.

     G

GARANTITO AL LIMONE: accentuazione di affermazione - derivata da un gelatiere?

GIANNIZZERO:  l'attendente.

GIORNATE CALDE:  giornate di combattimento.

GHIRBA: la pelle, la vita.

GORGOGLIOSA: la pipa  

GRANA:  mancanza, irregolarità, cosa non liscia, contravvenzione al regolamento. Quando il superiore si accorge dell'iregolarità e ne chiede conto,                       pianta la grana. Se non ne lascia mai passar una si chiama un piantagrane.  Scoppia la grana si dice quando qualcuno sta per piantarla.

      I

IL NEMICO:  il superiore.

IL TASCHINO:  l'ufficiale.

I MUCCHI:  (da muc: caprone, testardo) - i tedeschi.

IN GAMBA: attributo di validità, di capacità.

INNAFFIATRICI DEL DIAVOLO: mitragliatrici. 

I TOGNITT o GLI AUSTRELLI:  gli austriaci.

 

     K

KAISER: non c'è bisogno di spiegazione, basta la frase: "non me ne importa un kaiser".

      

     L   

LANCIAFREGNACCIA:  il lanciatorpedini.

LAVATIVO:  buono a nulla.

LAVORARE:  agire in guerra e specialmente metter fuori combattimento i nemici. Questa mitragliatrice ha lavorato  molto bene in Val d'Astico.


       M

MAFIA:  figura, eleganza. Fai una mafia con quella giubba nuova.

MAFISC o MAFISCH:  negazione - Es.: "E' venuto il fumare? - per oggi mafisch!"

MARMITTA:  colpo di medio carico.

MARMITTONE:  granata di grosso calibro.

MAROC:  voce alpina per pane.

MATRICOLA:  nella frase perdere o levare la matricola: morire in combarrimento.

MI BATTE IL FIANCO DESTR:  ho fame

MITRAGLIA:  la mitragliatrice.

MOKA:  è il caffè dei soldati. Non è ancora venuto su il moka stamani.

MUC o MUCCO:  nell'alto Veneto si chiama così il caprone e, per somiglianza esterna ed interna, il tedesco. Ricordare il fetore di becco dei prigionieri                               questi giorni.

      N  

NAIA:  voce usata dagli alpini - specie veneti - per indicare la vita, la disciplina militare. Essere "sotto la naia" esser soldato. "Che vino è? - Vin de la                 naia".          

     P

PALLOTTOLA INTELLIGENTE:  palla che ferisce leggermente e solleva per qualche tempo dalle fatiche di guerra, senza ledere organi vitali. 

PASSA IL DIRETTISSIMO:  passaggio grossi calibri

PASSARE:  è il trasferimento che fa una cosa rubata. Gli artiglieri diranno è passata in artiglieria, i fanti che è passata in fanteria.

PERNACCHIA:  la pistola mitragliatrice.

PIGNOLO:  superiore pedante che si perde in minuzie. "Cosa viene a pignolare qui?"

PIPA:  rimprovero.

PORCELLINI:  barilotti austriaci pieni di dinamite.

PORTA MAROC:  tascapane. 

PRELEVAMENTO:  preda di uomini o di armi fatta al nemico.

PRELEVATO:  fatto prigioniero.

PULIZIA:  voce accolta dai regolamenti. Spazzare il terreno dai nemici rinmasti nascosti nei ricoveri e nelle trincee.  Derivato da: "I LUMA FAIT                              PULISSIA" frase storica dci alpini conquistatore delle Tofane nel '15.

                  

   Q


QUADRETTO:  Gli artiglieri inglesi nei tiri di disturbo battono con grande intensità il terreno nemico a zone e poi cancellano sulla cartai quadretti corrispondenti. Donde la frase " se non la finisci ti cancello un quadretto..."

QUOTA:  termine usato come nome geografico. "Sono stato sei mesi sulla quota".

   R


REOBARBARI:  carabinieri.

RIFORMARE:  ridurre male qualcuno con le percosse. "Ha due braccia lui che tanti tedeschi trova e tanti ne riforma".

RITUBATO:  chi dopo essere stato silurato, viene reintegrato nelle sue funzioni.


   S


SALESIANI: imboscati.

SAVOIA:  disordine; nella frase "far Savoia" significa sollevare disordine, tumulto, baccano: "che savoia che se fea in quel paese!"

SCALCINATO: in cattivo stato. Si applica a qualunque cosa che non vada bene, a un uomo, a un reggimento, al rancio e anche alla vita.                           "Che vita scalcinata!"

SCARTOFFIE:  relazioni, moduli, elenchi da trasmettersi "anche se negativo" fonogrammi a voce, a mano, a piedi, carte periodiche e pratiche in genere                           sempre urgenti, urgentissime e speciali - tormento riservato esclusivamente ai comandi

SCASSATO:  guasto, rotto; "si è scassato una gamba"

SCHIZZETTO:  lancia bombe.

SCRIVERE:   quando uno si lagna di pretesa ingiustizia, il saggio compagno ammonisce: scrivilo a casa, oppure mettiti a rapporto colla lavandaia.

SFESSATO:   stanco, esaurito. La compagnia era tutta sfessata.

SGRAPPI o SDRAPPI:  corruzione di shapnells (sparano a sgrappi).

SIGNORINA:  bomba con l'abitino paracadute. Bomba a mano che, quando cade, apre un paracadute come la sottana d'una donna rovesciata.

SILURARE:  press'a poco quello che significa bocciare nella vita borghese. 

SPARATORIA:  fuoco di vedette

SPAZZOLA:  appetito.

SPAZZOLINO:  attendente.

STANGARE:  punire, colpire, vincere. - I muc stavolta hanno preso una di quelle stangate!

SVEGLIA!:  è l'appello all'attività e all'energia del soldato.

SVENTOLA:  colpo di grosso calibro.

SVIZZERO:  l'attendente.


   T


TELEFONO DEL FANTE
:  scatolette vuote appese a un fili di ferro di trazione che fan comunicare - di solito - la vedetta col piccolo posto.

TINTURA DI ODIO:  tintura di iodio.

TOCCARSI LE STELLETTE:  provvedimento contro la iettatura.


   V


VENDER VASETTI:  darla ad intendere.

VIOLINARE:  lodare i superiori in loro presenza.

 
  

Conoscere il vocabolario, il gergo utilizzato in trincea  dai fanti può favorire lo studio e la conoscenza dello spirito che animava i soldati i quali, mediante l'utilizzo di termini presi a prestito, presumibilmente tentavano in qualche modo di esorcizzare la dura realtà della guerra in generale e della trincea in particolare.