La Procura vuole vederci chiaro sulla lottizzazione della Slam srl a Santa Lucia. Il progetto prevede la costruzione di tredici fabbricati di tre piani su tre ettari, per un totale di 200 alloggi, con un investimento di 40 milioni di euro. Almeno cinque edifici dovrebbero essere pronti per l'inizio del prossimo anno. Nel frattempo, dopo l'acquisizione degli atti sulla lottizzazione a Palazzo di Città da parte dei carabinieri, la Procura ha iniziato a mettere insieme i pezzi del puzzle. L'intera vicenda ha inizio il 19 gennaio 2003 con una richiesta da parte dell'azienda Ica srl, il cui amministratore unico era Rocco Chechile, per costruire a Santa Lucia, zona rurale di Battipaglia. Il sindaco di Battipaglia è Alfredo Liguori. Il 5 agosto 2004, la Ica srl cede la titolarità all'azienda Immobiliare Panoramica srl. Il primo ottobre dello stesso anno, la società, con atto di vendita numero 721 registrato ad Eboli, cede la proprietà del bene alla Iacp Futura, il cui amministratore unico è Sabato Mottola. Il 26 novembre 2004 vengono trasmesse delle integrazioni per il rilascio del titolo edilizio e pochi giorni dopo, il 7 dicembre, tale permesso viene rilasciato dal Comune per un complesso residenziale di case a schiera. Il 30 giugno 2005 viene comunicato l'inizio dei lavori, ma il 13 luglio viene richiesta dalla Iacp una variante al permesso di costruzione per la realizzazione di sei edifici residenziali. Il 10 luglio 2006 il Comune, commissariato intanto da Pasquale Manzo dopo la sfiducia a Liguori, nega il rilascio della variante, a cui la società prova a porre il rimedio il 3 agosto con una documentazione integrativa. Il 23 novembre viene comunicato il parere contrario della Ceci, con richiesta di modifiche al progetto variante. La risposta della società arriva l'11 gennaio 2007 con la trasmissione del progetto adattato alle richieste della Ceci. Il 6 marzo arriva anche l'autorizzazione paesaggistica e il 22 novembre viene comunicata la determinazione degli oneri concessori per la variante. La giunta comunale del sindaco Gennaro Barlotti, il 10 gennaio 2008, approva lo schema di convenzione. Due mesi dopo, il 6 marzo, la Iacp Futura vende l'intera proprietà alla Slam srl dell'amministratore unico Giuseppe Pontecorvo. Pochi giorni dopo viene emessa un'ordinanza di messa in sicurezza dei Casoni per un improvviso crollo verificatosi nella zona centrale del fabbricato, a cui la ditta ottempera il 4 aprile, e il 13 maggio viene rilasciato il permesso di costruzione numero 65 dal Comune con voltura a favore della Slam srl. A dicembre del 2008 giungono il nulla osta del Comune ad alcune modifiche al progetto, una variazione della convenzione ed una richiesta di nuova variante della Slam srl per la modifica degli interrati di progetto. Da lì, si arriva ad oggi con la nota questione relativa all'abbattimento o meno di uno dei due Casoni per la realizzazione di una rotatoria. Francesco Piccolo Articolo tratto da http://ricerca.gelocal.it/lacittadisalerno/archivio/lacittadisalerno/2011/12/07/31wy20712_A1.txt.html
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