Non ci sarà alcun referendum per decretare la nascita della regione autonoma Principato di Salerno. A stabilirlo ieri è stato l'ufficio centrale per il referendum della Corte di Cassazione, che ha giudicato "non legittima" la proposta referendaria sponsorizzata dal Pdl che avrebbe chiamato i salernitani ad esprimersi sull'ipotesi di staccarsi dalla Campania. La decisione negativa dei supremi giudici, in realtà, era già ampiamente prevista: lo scorso 17 ottobre già la Corte costituzionale aveva sentenziato la sostanziale impossibilità della proposta secessionista, giudicando inammissibile il ricorso contro uno specifico articolo della legge attuativa dei referendum. In attesa delle motivazioni, la Cassazione ha di fatto seguito l'indicazione fornita dalla Consulta circa un mese e mezzo fa. Tutto ruota intorno all'interpretazione del concetto di "popolazioni interessate" al distacco, dicitura contenuta nell'articolo 132 della Costituzione. Il comitato promotore aveva allegato le delibere approvate da Consigli comunali rappresentativi di oltre un terzo degli abitanti della provincia di Salerno. In particolare di ben 81 Comuni su 158, tra cui quelli molto popolosi di Scafati, Nocera, cava de' Tiorreni, battipaglia e Pagani. Per la Consulta, invece, occorre l'espressione della volontà di almeno un terzo dei cittadini campani e non soltanto salernitani. La decisione della Cassazione ha suscitato le reazioni della politica salernitana, in primis del presidente provinciale Edmondo Cirielli (nella foto con il presidente della Regione, StefanoCaldoro) principale sostenitore della proposta di regione autonoma. «E' un atto dovuto - ha dichiarato in una nota -. Una presa d'atto della decisione della Corte costituzionale». Poi le nuove bordate contro i giudici costituzionali, responsabili per il presidente provinciale di aver «commesso un obbrobrio giuridico» che «di fatto ha cancellato l'articolo 132 della Costituzione». «Ovviamente - ha concluso Cirielli - la cosa non finisce qui. Stiamo valutando quali siano i passi giuridici per rispondere a questa autentica prepotenza». Di segno opposto le reazioni di alcuni esponenti del centrosinistra campano. Per Michele Grimaldi, segretario regionale dei Giovani democratici, la decisione della Cassazione «è un'ottima notizia dei salernitani» e Cirielli adesso dovrebbe «chiedere scusa ai suoi concittadini per l'enorme mole di tempo persa ad inseguire un'inutile boutade». Dello stesso tenore anche il commento del segretario provinciale dei Giovani Democratici, Vincenzo Pedace: «La nostra provincia non ha bisogno dei fanatismi principeschi di Cirielli, ma di ben altro. Ha bisogno di politiche per la crescita, il lavoro, la sanità, la legalità, le infrastrutture, i trasporti, la scuola, l'ambiente. Ha bisogno di un presidente che faccia solo il presidente». Per il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrello si trattava di «una proposta ridicola per coprire le inefficienze della sua azione politica» e «contro i napoletani», una «vicenda patetica» per la quale «l'unica risposta che si può fornire è una pernacchia campana». Mario De Fazio Articolo tratto da http://ricerca.gelocal.it/lacittadisalerno/archivio/lacittadisalerno/2011/12/03/13wc30312_A1.txt.html
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