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Il mio profilo

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Name: Il Caffè Orientale
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PERCHé "ORIENTALE"?

Talvolta le domande più semplici richiedono le risposte più complicate. In questo caso, tenterò di rendere semplice una risposta molto difficile. Il Caffè Orientale nacque nel 2007 come sito internet culturale dedicato alla Mitteleuropa e, ancor più precisamente, all'intera Europa centro-orientale. Ma a questo punto il rigore scientifico delle convenzioni mi avrebbe imposto di essere ancora più preciso e, dunque, avrei dovuto distinguere tra Europa danubiano-balcanica, Paesi baltici, Russia e Caucaso, oppure chissà quale altra cervellotica definizione così poco adatta a chi i confini preferisce superarli anziché tracciarli. D'altra parte, lo ammetto, la parola "orientale" suscita sempre grande curiosità. Qualche bizzarra ipotesi, ben lontana da ragionevoli riferimenti storico-geografici, ha chiamato in causa persino la Massoneria! Ma nulla di tutto ciò ha mai avuto a che fare con questo blog! Ebbene, dopo dieci anni di storia, il Caffè Orientale è, contemporaneamente, sia il risultato di un progetto incompleto (e forse irrealizzabile), sia l'inizio nonché la continuazione di un nuovo percorso. Un itinerario, insomma, dove la rotta, da ormai cinque anni, segue anche la via del Nord: Scandinavia, Gran Bretagna e tutta l'Europa settentrionale. Il futuro guarda in tutte le direzioni, dentro e fuori il Vecchio Continente. Il motivo è semplice: un blog dedicato ai viaggi non deve fermarsi mai. Non può smettere di raccontare storie, visitare luoghi, conoscere persone e culture. Forse avrei dovuto pensarci subito. Magari il "Caffè", che tanto faceva pensare ai fratelli Verri, non avrebbe avuto bisogno di aggettivi, soprattutto di tipo geografico. Eppure la vita è così: nulla è per sempre. Così, in occasione del decennale di questo sito, ho pensato che fosse bello ripartire proprio dalle origini, ossia dai diari di viaggio...

Chi sono

Due parole per presentarmi...

I Diari di Viaggio

I "Diari di viaggio" sono forse il vero motivo per il quale il Caffè Orientale nacque nel 2007. Intorno ad esso, tuttavia, si raccolsero diversi intenti, dapprima divulgativi finalizzati alla conoscenza in rete dell'Europa centro-orientale e, successivamente, operativi. Il Caffè divenne, infatti, un partner digitale per l'organizzazione di eventi culturali. Oggi tutto è cambiato: la sua nuova natura di blog è un importante ritorno alle origini, ai viaggi che hanno ispirato tutto questo. Il Caffè è finalmente cresciuto, assumendo la forma che avrei sempre voluto dargli: un diario itinerante, attraverso i luoghi e la storia, per ricordare e capire come sono cambiato io così come il mondo intorno a me. Spero che le mie non saranno soltanto cronache personali ma anche un utile spaccato del tempo in cui vivo. A futura memoria, nel caso in cui qualcuno volesse riscoprire come eravamo e come era il mondo all'inizio del 2000.

RICERCA

2019

Intanto buon anno...

2018

Il 2018 è stato forse l'anno più intenso e frenetico di sempre. L'anno, infatti, è cominciato con un breve e rilassante soggiorno in Piemonte, ma è proseguito attraverso luoghi talvolta inattesi. Il 2018, infatti, è stato l'anno dei "grandi ritorni", come Berlino, Praga e Budapest. Allo stesso tempo, però, è stato anche l'anno dei "grandi addii" (o almeno "arrivederci") come Oslo e, soprattutto, delle nuove avventure come Bergen. Nonostante tutto, però, questi dodici mesi sono stati anche l'occasione per esplorare un'Italia talvolta mai vista, oppure persa nei lontani ricordi familiari. Il 2018, infatti, è stato l'anno del Grand Tour in Italia, dalle Alpi orientali alla punta meridionale del "tacco": Umbria, Triveneto, Marche, Puglia, Abruzzo e Lazio. Infine, dettaglio certamente gradito, anche quest'anno ha presentato piccole ma gradevoli emozioni "locali": dal tour "padano" tra Cremona e Brescia alle ormai consuete giornate milanesi nei dintorni di Gorla". Insomma, adesso è chiaro perché, arrivato il 2019, i resoconti di viaggio sono ancora fermi all'estate del 2018. Ma arriveranno, arriveranno presto...

2017

Il Caffè Orientale compie 10 anni (2007-2017). Aspettatevi di tutto...Questo è ciò che scrissi all'inizio del 2017. Effettivamente è successo di tutto, non sempre positivo. Nonostante questo, però, non ci siamo mai fermati. O meglio, siamo rimasti fermi ma siamo riusciti a ripartire spesso. Il 2017 è stato il vero anno di Roma, della tanto vituperata "Suburra", di quell'affascinante città eterna che, tra gennaio e maggio ha monopolizzato la mia vita professionale. Poi l'estate "vichinga" ci ha regalato uno straordinario viaggio fino al nord dell'Islanda, forse il luogo migliore per festeggiare i 10 anni di questo blog ancora così vivace. Dopodiché ancora Norvegia, Svezia e...Lombardia! Quest'anno, forse come mai nella vita di chi scrive, la Lombardia si è rivelata tanto affascinante quanto nascosta: da Como a Bergamo, passando attraverso i percorsi leonardeschi sull'Adda sino alle sponde dell'ormai immancabile Lario, senza mai dimenticare la "mia" Milano. Non è mancato nemmeno un breve giro a ridosso dei confini, a spasso per il "mondo che fu", dalla Valtellina alla Mitteleuropa, tra gli echi lontani dei cori alpini. Ma tutto ciò è stato possibile solo perché non è mancata la pazienza di aspettare. Ma, soprattutto, è maturata la consapevolezza che le storie, anche quelle più belle, si devono raccontare sempre alla fine.

2016

Dieci anni di viaggi e non sentirli...L'anno comincia in Norvegia e prosegue per qualche settimana in Italia. Poi si parte per una trasferta incredibile: Oslo-Cambridge-Oslo in 30 ore. A Pasqua si torna nelle Marche, poi Roma e Firenze per lavoro. La vita non si ferma, così tra la fine di aprile e l'inizio di maggio, trascorro una settimana tra la Baviera ed il Brandeburgo. L'estate è lunga ma straordinaria: in giugno si raggiunge il picco della bellezza pura e genuina dei luoghi in Südtirol. Poi un'altra lunga vacanza alla conquista del "grande Nord": Bergen, Amburgo, Lubecca, Schwerin, ancora Berlino per poi tornare ad Oslo e proseguire verso Stoccolma dopo pochi giorni. Non mancano nemmeno piccole gite intorno al fiordo di Oslo nel mese di settembre, con un toccante ritorno a Macerata verso l'inizio dell'autunno. Poi la vita mi "tradisce": nuove drammatiche sfide mi costringono a rimanere fermo: ma imparo ad apprezzare ancora di più il luogo in cui vivo. Milano, la Brianza e la Lombardia (oltre ad una piccola "toccata e fuga piemontese") si delineano come luoghi da riscoprire: Stresa, il Lago Maggiore, il Lario, Como e i suoi dintorni ridanno la speranza di tornare a viaggiare con il cuore oltre l'ostacolo alpino: in volo su quei cieli che tante volte mi hanno portato in Germania e poi oltre, verso l'amata Scandinavia. Così finisce anche il 2016, in Brianza, con tutti i miei cari: il modo migliore per tornare a viaggiare, sognare e, soprattutto, vivere.

2015

Cominciamo con calma...I miei soggiorni norvegesi diventarono così lunghi e frequenti che, alla fine dell'anno, il conto era semplice: avevo trascorso più giorni in Norvegia che in Italia. A Pasqua, poi ancora a maggio e giugno. Ma, soprattutto, navigai attraverso i fiordi meridionali prendendo parte al mitico "Skandinavia Rundt". Non contento, riuscii finalmente a visitare Copenhagen alla fine di agosto. L'autunno norvegese fu straordinario, ricco di idee e nuove energie per il mio futuro umano e professionale. Ma sapevo, in un certo senso sentivo, che il 2016 sarebbe stato un anno intenso, pieno di viaggi e sfide importanti da cogliere.

2014

Non solo Scandinavia...Proprio mentre, inconsapevolmente, stavo per lasciare Berlino e la Germania, la mia "riscoperta" dell'Italia si accompagnava ad un crescente interesse per la Norvegia. Dopo un piccolo giro estivo nel mio amato nord-est, da Venezia a Trieste passando per Verona ed il lago di Garda, trascorsi quasi due mesi in Norvegia. Un ultimo autunno berlinese mi separava da quello che sarebbe stato il mio definitivo (inatteso ma risolutivo) ritorno in Brianza. Non mancò nemmeno un nuovo capitolo natalizio norvegese, il terzo. Da quel momento in avanti, la Norvegia non sarebbe più stata un semplice "diversivo".

2013

La rincorsa: un anno all'inseguimento...Il 2013 fu davvero incredibile: intenso ma ricco di soddisfazioni e speranze. La mia vita tra Berlino e la Norvegia era ormai una piacevole routine, ma ero riuscito a trovare il tempo per un fantastico ritorno a Trieste e, soprattutto, a Roma. Dopo quindici anni, infatti, grazie al lavoro, colsi l'occasione giusta per visitare nuovamente la "città eterna". Non fu facile capire che quel pomeriggio al Gianicolo sarebbe stato soltanto l'inizio di un'altra grande avventura. Ma era bello fermarsi, per un attimo, a pensare che quel tramonto capitolino sarebbe stato un dolce aperitivo...Durante l'estate feci persino in tempo a tornare nelle Marche, dopo due anni dalla scomparsa di mio nonno: poi mi "tuffai" ancora nelle acque dei fiordi, con destinazione Norvegia.

2012

Visioni scandinave: forse non lo sapevo...La bussola impazzì nuovamente, così dovetti seguirla fino a Nord. "Sbarcai" per la prima volta in Norvegia, conoscendo luoghi che, fino a quel momento, avevo solo immaginato: Oslo, Bergen, la regione di Hardanger, Stavanger e i fiordi della costa occidentale. Diventai un pendolare dell'aria, tra Berlino ed Oslo con qualche trasferta milanese ma senza dimenticare mai le mie terre d'origine...

2011

E quindi? Fu l'anno della svolta: decisi di trasferirmi a Berlino per seguire il mio destino. I miei viaggi diventarono semplice "pendolarismo" tra Berlino e Milano, finché, alla fine del 2011, non capii che la destinazione era ormai certa. Avevo lasciato l'Italia, forse per poco, forse per molto, forse per sempre. Non lo sapevo, non volevo nemmeno scoprirlo per non rovinarmi il gusto dell'avventura: fu così che, mese per mese, vissi uno degli anni più entusiasmanti della mia vita. Era la la "mia" storia, era il 2011, era un anno "mitico"...

2010

Verso una nuova vita...Così si rinasce a primavera, dopo un letargo invernale abbastanza pesante. Ad aprile ripartii alla volta di Berlino passando attraverso Verona e Norimberga. Riuscii persino a trascorrere una notte a Monaco prima di tornare a Milano. Ma l'estate non tardò ad arrivare così, dopo un antipasto in terra giuliana, ero pronto per una nuova avventura berlinese. Ma stavolta con uno straordinario intermezzo olandese: Utrecht! Trascorsi il mio primo (meraviglioso) autunno a Berlino per scrivere la tesi. Anche questo Natale fu "berlinese" e si rivelò come l'ultima tregua prima di una grande e faticosa battaglia.

2009

Oltre ogni limite...L'anno dei viaggio "ricominciò" in primavera: Pasqua in Friuli, a Gemona sui luoghi del terremoto del 1976 e due giorni meravigliosi a Pula (Pola) nell'Istria croata. In estate, nonostante una caviglia in pessime condizioni, tornai a Zagabria prima di lanciarmi alla scoperta di Sarajevo e Belgrado. Dopo una breve sosta a Budapest, tornai a Berlino. Da qui una nuova "rotta" baltica: Stettino - Danzica ed ancora Berlino. Ma la corsa non era ancora finita: Zurigo e, soprattutto, un matrimonio in Salento mi stavano aspettando alle porte dell'autunno e poi...il secondo "Natale a Berlino". Nonostante avessi avuto recenti problemi di salute, la voglia di rimettermi in marcia, verso una nuova vita, non era scomparsa: aggiunsi all'itinerario Lipsia, Rostock e Francoforte sul Meno...Effettivamente avevo superato ogni limite!

2008

Un anno senza freni...Iniziai a viaggiare in primavera, trascorrendo la Pasqua a Zagabria dopo aver risalito la Slovenia lungo la rotta ferroviaria della Transalpina. In maggio visitai Rijeka (Fiume) prima di lanciarmi nel viaggio estivo più lungo ed avvincente sino a questo momento: dal Baltico all'Adriatico. Partii da Milano alla volta di Vilnius per poi proseguire verso Riga, Tallinn, Helsinki e fare nuovamente ritorno a Riga prima di raggiungere, per la seconda volta, Berlino. Dopo qualche giorno di sosta (ed una rapida visita a Leer e Brema) ripartii verso le Dolomiti, tenendo il Trentino come "rampa di lancio" per l'ultimo acuto adriatico: ancora Slovenia, stavolta l'Istria e la magnifica Pirano. Poi venne dicembre...fu un mese straordinario. Dapprima "In viaggio con papà!" a Monaco di Baviera per il concerto dei Motörhead" e poi il primo "Natale a Berlino". Durante il soggiorno berlinese non mancarono nemmeno le gite: Amburgo e Dresda. Un mare di chilometri...

2007

L'anno che non ti aspetti: parti per visitare le Highlands scozzesi e ti ritrovi in Baviera passando per la prima volta attraverso la Polonia ed il Brandeburgo! Restano i ricordi di una Berlino molto diversa, all'epoca davvero economica ed ancora poco appesantita dalla "gentrification". Fu un itinerario insolito ma, in fondo, suggestivo: Glasgow, Inverness, Aberdeen, Edimburgo e poi via verso Varsavia, Berlino, Monaco di Baviera e...Monfalcone!

2006

Tutto cominciò così, con un viaggio in solitario senza una meta precisa. Solo un proposito: perdermi nella Mitteleuropa. Avevo fissato soltanto alcune coordinate: Praga, Budapest, una bozza di itinerario ed un periodo di percorrenza. Non servì molto altro per riempire due settimane con lo zaino in spalla, viaggiando a bordo di bus e treni. Solo alla fine del viaggio, guardando indietro, riuscii a ripercorrere la mia rotta: Lubiana, Salisburgo, Vienna, Praga, Brno, Budapest, Trieste e Monfalcone. Da quel momento in avanti, non smisi più di viaggiare e di scrivere i miei diari sul Caffè Orientale...

Luoghi visitati...

Sin dalla sua nascita, nel 2007, il Caffè Orientale è un "circo" culturale itinerante: si è spostato attraverso diverse regioni d'Italia e, soprattutto, numerosi paesi europei. Ma non importa quanti e quali siano i luoghi visitati durante questa ormai lunga esperienza: ciò che conta, nel viaggio come nella vita, è il movimento...

Regioni d'Italia

1 .   Lombardia
2 .   Friuli - Venezia Giulia
3 .   Trentino - Alto Adige
4 .   Veneto
5 .   Piemonte
6 .   Emilia - Romagna
7 .   Toscana
8 .   Marche
9 .   Lazio
10 .   Puglia
11 .   Umbria
12 .   Abruzzo

Europa

1 .   Slovenia
2 .   Austria
3 .   Repubblica Ceca
4 .   Ungheria
5 .   Polonia
6 .   Scozia
7 .   Germania
8 .   Croazia
9 .   Lituania
10 .   Lettonia
11 .   Estonia
12 .   Finlandia
13 .   Bosnia-Erzegovina
14 .   Serbia
15 .   Svizzera
16 .   Olanda
17 .   Norvegia
18 .   Danimarca
19 .   Svezia
20 .   Inghilterra
21 .   Islanda

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Agosto 2018 - Bergen, non solo la "capitale" del black metal

postato da blog.ilcaffeorientale.com [01/01/2019 18:57]
foto Agosto 2018 - Bergen, non solo la "capitale" del black metal

Chi è nato negli anni Ottanta (almeno sino alla prima metà) ed è appassionato di musica rock, metal e così via, non può certamente essere all'oscuro (è proprio il caso di dirlo) di quanto avvenne tra Bergen ed Oslo all'inizio degli anni Novanta ma, soprattutto, chi fosse Varg Vikernes (meglio noto come "Burzum").

Ebbene, dopo tanti anni di visite sporadiche, gite, soggiorni occasionali in partenza verso mete decisamente più remote come l'Islanda, siamo finalmente "sbarcati" a Bergen. La mia compagna, infatti, ha vinto qui un dottorato di ricerca e, come me, sembra aver scelto la vita assai rock ‘n' roll del precariato accademico.

Si allungheranno le distanze ma si accorceranno gli anni e i ricordi. Durante questo mese, infatti, Milano e Bergen, il mio passato ed il mio presente (transitorio, come tutti), sembreranno vicini come non mai.

 

1 agosto 2018, Milano-Bergen

Mentre nei paesi nordici le vacanze finiscono, in Italia cominciano. Così, proprio quando si scatena la corsa alle vacanze a Malpensa, noi siamo già vittime di una sindrome da "norvegese imbruttito" che ci indispettisce a causa dei ritardi e del traffico. Si parte alla volta di Copenaghen (primo ed unico scalo della giornata) con un'ora di ritardo. Ma non si viaggia a bordo del solito aereo. Per l'occasione, infatti, sfoggiano un apparecchio intercontinentale che sostituisce il consueto aereo di linea.

Partiamo con un'ora ulteriore di ritardo perché, per avviare quell'enorme velivolo, è necessario un macchinario speciale. Al comando del "bestione" c'è una capitana svedese, fatto raro ma non troppo sorprendente. Anzi, direi incoraggiante. Intanto il ritardo sale a due ore e noi, ovviamente, abbiamo matematicamente perso la coincidenza per Bergen. Cambiamo così biglietto appena giunti a Copenaghen ma, come se non bastasse, anche il volo per Bergen ritarda di trenta minuti.

Insomma, arriviamo a Bergen alle 18. In condizioni normali, invece, saremmo partiti da Malpensa alle 11.20 e saremmo arrivati a Bergen alle 15.25! In più, almeno per oggi, il nostro viaggio deve proseguire verso Norheimsund, nell'Hardanger. Ciò significa che arriviamo alla destinazione finale alle 20! Insomma, se consideriamo anche la partenza dalla ridente località di Seregno siamo a 12 ore di viaggio. Le vacanze italiane sembrano già un lontano ricordo...

 

2 agosto 2018, Norheimsund

Cosa si può fare ai primi di agosto nella campagna della Norvegia sud-occidentale se non raccogliere bacche per il dolce di Natale? Mentre ovini e bovini pascolano allegramente sulla strada, suscitando l'entusiasmo tra i pochi turisti olandesi e tedeschi che si avventurano su questi percorsi sterrati ai piedi del ghiacciaio, noi andiamo alla ricerca di bacche commestibili. Dopodiché, si sale in auto sino al ghiacciaio, il mitico Folgefonna.

 

Questo è soltanto uno degli scorci intermedi che si possono ammirare salendo verso il ghiacciaio
 

La strada è così stretta e ripida da temere di cadere ad ogni tornante: non ci sono guard rail, ma solo strapiombi. Due auto, per non parlare di bus e furgoni, non riescono a passarci contemporaneamente. In altre parole, se incrociate qualcuno che scende, non è detto che ci sia abbastanza spazio per accostare.

Quindi, se non siete precisi, potreste tranquillamente ruzzolare giù come nei film americani! Mentre oggi, giovedì 2 agosto, in Italia ci si squaglia, qui ci sono a malapena 10 gradi. Tuttavia, anche da queste parti la temperatura è troppo alta per la stagione e, soprattutto, il ghiaccio tende a sciogliersi maggiormente rispetto al passato.

 

Il Folgefonna è un complesso di tre ghiacciai che si trovano nella regione di Hardanger
 

4 agosto 2018 - Norheimsund-Bergen

Comincia il trasloco di Nora e, con esso, il vero shock. Sto capendo soltanto ora che Oslo è ormai lontana, che i quasi sei anni trascorsi nella capitale norvegese sono ormai storia e che, forse, vi tornerò solo saltuariamente per lavoro. Bergen, certamente, è una città più vivace, più divertente, più "norvegese".

Ma il fatto che sia una delle città più piovose d'Europa non aiuta ad accettare un cambiamento così radicale. Spesso si forma un misto di pioggia e salsedine che si trasforma in una nuvola pungente di umidità. Persino la rivista dedicata agli studenti universitari dà il benvenuto alle matricole mettendo un ombrello in copertina. Dunque, cosa ci attende in questo singolare angolo di Europa settentrionale costantemente attraversato da turisti e studenti universitari?

Attraverso gli occhi dei turisti si può immaginare come sia vero (o possibile) che le persone vivano realmente qui, in queste case, in questi luoghi apparentemente da favola. Italiani, tedeschi, francesi, cinesi, americani. Forse pochi o nessuno di loro comprende che anche Bergen ha un suo ritmo, una sua quotidianità, una sua identità che non è solo di passaggio. Forse, in questi anni, riuscirò a capire veramente cosa si nasconde dietro a queste montagne bagnate dal mare.

 

11agosto 2018

Oggi completiamo il trasloco trasportando un mobile d'epoca acquistato su un mercatino on-line. Ci vogliono due ore solo per smontarlo e portarlo a casa. Senza i genitori di Nora sarebbe stato letteralmente impossibile compiere una "missione" simile.

Ci vogliono due viaggi con il carrello per trasportare tutti i pezzi. Anche perché, questo è davvero il week-end dei traslochi. La prossima settimana comincerà l'anno accademico e lungo la strada c'è un via-vai incessante di furgoncini e scatoloni dell'IKEA.

 

12 agosto 2018

Approfittiamo di queste rare e preziose giornate di sole per visitare i luoghi meno usuali della città. La Gamle Bergen, ad esempio, è un museo a cielo aperto dove è stata ricostruita la città antica. La villa, all'interno della quale c'è un ristorante, è originale.

Le altre case, invece, sono state trasportate e ricostruite nel corso dei decenni. L'atmosfera, prevalentemente, risale al diciottesimo e al diciannovesimo secolo. Nel centro del villaggio convergono la farmacia, la panetteria, il palazzo del governo.

Intorno, le abitazioni: la famiglia del pescatore, del commerciante, dell'esattore delle tasse, del medico. All'interno degli edifici, diversi attori teatrali (professionisti e non), recitano la loro parte invitando gli ospiti a partecipare alle loro attività: chi gioca a carte, chi lavora, chi racconta dei propri viaggi e delle proprie disavventure.

 

Questo "grazioso" angolo cyber-punk è, in realtà, uno studio dentistico di fine Ottocento...
 

Il figlio del pescatore, ad esempio, ci spiega che, da quando a casa sua la madre ha cominciato ad invitare alcuni laidi signori, il padre non ha più avuto molti debiti. Detto così sembra comico, ai limiti del cinico. In realtà, suscita in noi una profonda tristezza. In quel piccolo spaccato di vita inscenato in quindici minuti di spettacolo, riemerge tutta la durezza di una vita tra i fiordi in quell'epoca.

Un luogo, come molti altri al mondo, dove il potere è in mano ai privilegiati e nel quale il lavoro non è sempre la via verso l'indipendenza. Anzi, talvolta proprio il lavoro diventa il primo strumento attraverso il quale "comprare" la libertà degli individui.

 

14 agosto 2018

Oggi è crollato il ponte Morandi a Genova. Un paese dove crollano i ponti è un luogo in cui scompare ogni fondamentale certezza. I ponti, infatti, uniscono e portano con sé sviluppo sin dall'antichità. Distruggerli o, peggio ancora, vederli crollare, significa spezzare gli equilibri di un'epoca. Eppure, temo che, anche stavolta, i morti faranno clamore per qualche giorno. Dopodiché, inevitabilmente, si tornerà a parlare di calciatori, vacanze e veline trascurando la vittima più grande: l'Italia.

 

15 agosto 2018

Come già ricordato negli anni passati, qui il Ferragosto non si festeggia. Noi, però, non rinunciamo agli scambi italo-norvegesi. Così, mentre molti dei miei amici trascorrono un caldo Ferragosto sull'Isonzo o al mare con birra e grigliate, noi cuciniamo uno stufato di agnello e beviamo idromele. Normale, no?

 

17 agosto 2018

Ormai abbiamo trasformato la casa in un club. Abbiamo anche un tavolo da biliardo (non scherzo) in quella che forse, un tempo, era la sala da pranzo. La casa, infatti, è molto grande e assai vecchia, risalente alla fine dell'Ottocento. Ci sono ancora le stufe a legna (funzionanti) collegate ai camini. Il bagno è piccolo come una cabina telefonica ma, almeno, le stanze sono spaziose.

L'arredamento è sobrio ma vintage e Nora condivide questa grande casa con Erlend, un simpatico coinquilino che, tuttavia, è spesso fuori per lavoro e svago. Intorno a noi, continuano le feste, gli scherzi e i cori delle matricole. Francamente non ho mai visto nulla di simile: immaginate gruppi di neo-studenti universitari completamente ubriachi che prendono d'assalto la città giorno e notte per due settimane.

Sembra difficile spiegare, presentandosi così, che lo studio è reale sacrificio, anche a molti anni di distanza dalla fine dell'università. Comunque, ribattezziamo il nostro club "Blue Elephant".

 

18 agosto 2018

Oggi visitiamo il villaggio di Glesvær. Si trova a circa un'ora di bus da Bergen, oltre le strette insenature dei fiordi. Qui vivono ancora alcuni pescatori ma non ci sono barriere. Qui soffia un vento fortissimo e di fronte a noi fa stupenda mostra di sé soltanto l'oceano.

 

Glesvær: davanti a noi c'è soltanto il Mare del Nord, in direzione delle isole Shetland
 

Raccogliamo le more per cucinare un dolce e gustiamo un fish & chips meraviglioso presso l'unico ristorante presente nel villaggio. È caro (nella media norvegese) ma giusto. Così, prima di tornare a casa, facciamo una passeggiata nella foresta alla ricerca degli gnomi come faceva il Mago Gabriel di "Mai dire TV". Inutile dirvi che la crostata di more è meravigliosa e che, con il proiettore di Erlend, il Blue Elephant si trasforma anche in un cinema.

 

20 agosto 2018

Se volete rimpiangere l'agio della vita borghese, dedicate una mattinata alla Stolzekleiven di Bergen. Si tratta di una salita assai ripida da percorrere a piedi ma caratterizzata soltanto da pietre: circa 722. Detto così, sembra facile raggiungere il monte Sandvik (Sandviksfjellet). In realtà è un "purgatorio" di cinquanta minuti, lungo il quale gli sportivi spingono per farsi strada e le famiglie (norvegesi) portano con sé anche i bambini più piccoli.

 

La foresta che collega Sandvik a Fløyen
 

Benché, senza allenamento, il percorso sia faticoso, la vista in cima è assolutamente straordinaria. Da qui, oltre a vedere tutta la città di Bergen, si può scorgere persino il mare aperto, compresa Glesvær. Meglio ancora, inoltre, è il percorso in mezzo alla foresta che conduce ad un altro monte, quello assai più noto di Fløyen. Se avete intenzione di bruciare molti carboidrati, vi consiglio vivamente queste sei o sette ore di gita.

 

23 agosto 2018

Presso una galleria d'arte scopriamo (o meglio, approfondiamo), quel poco che conoscevamo riguardo al "cosmismo". Si tratta di una complessa corrente filosofica nata in Russia attraverso il pensiero di Nikolaj Fëdorovič Fëdorov (1829-1903).

Attraverso tre corti cinematografici, l'autore spiega come il "comunismo sia nato grazie alle attività solari" e, soprattutto, che "i musei sono luoghi nei quali si conserva la vita e si prepara la resurrezione". Insomma, qualora vi dovessero interessare queste ed altre singolari speculazioni politico-filosofiche, sappiate che il progetto artistico si intitola Immortality for All: a film trilogy on Russian Cosmism di Anton Vidokle e curato da Ingrid Haug Erstad.

 

26 agosto 2018

Oggi visitiamo l'antica chiesa di Fantoft, meglio nota in norvegese come Fantoftkirken. Bruciata da Varg Vikernes (Burzum) nel 1992, alcuni anni fa è stata completamente ricostruita come l'originale. Stamattina è davvero troppo facile trovare la direzione per raggiungerla. Ieri sera, infatti, si è concluso uno dei festival black metal più famosi d'Europa.

Così, una processione incessante di metallari, provenienti da ogni parte del mondo, oggi si riversa in quel luogo. Un pellegrinaggio al contrario (come una croce, verrebbe da dire). Resta il fatto che la storia di Vikernes divenne ancora più famosa oltre i confini nazionali suscitando (e talvolta mitizzando) la curiosità e l'interesse di numerosi seguaci del metal e dell'hard rock nel corso degli anni Novanta e Duemila.

 

La chiesa di Fantoft (Fantoft stavkirke) è interamente costruita in legno e risale agli inizi del 1200. Inizialmente edificata presso il villaggio di Fortun, nel fiordo di Sogn, nel 1883 venne smontata e trasferita a Fantoft (nei pressi di Bergen). Nel 1992 venne incendiata e quasi totalmente distrutta. Il responsabile, mai acclarato, fu probabilmente Burzum. La chiesa, tuttavia, venne ricostruita in sei anni
 

Noi, quasi ad "esorcizzare" (credo che il verbo sia assai adatto) il buio di quegli anni tanto sinistri quanto controversi, fissiamo come prossima tappa la residenza estiva dei reali norvegesi: Gamlehaugen. Ma ormai la nostra estate, come quella di tutti i norvegesi, è agli sgoccioli: ci sarà sempre meno luce sino a Santa Lucia, il freddo, la pioggia e la nebbia torneranno ad avvolgere ancora il fiordo, nascondendo un'innata bellezza, fresca e giovanile, che poche città come Bergen sanno conservare.

 

31 agosto 2018

La finestra della camera da letto di Nora sembra una comoda poltrona in prima fila sul palcoscenico di un teatro. Davanti ad una scenografia fissa, rappresentata dai vecchi uffici ristrutturati dell'università di Bergen, scorrono le vite e le "parti" degli attori, così "veri" nel loro essere semplicemente "passanti".

 

Si tratta di un tramonto "raro", poiché a Bergen il cielo è spesso coperto dalle nuvole

 

2 settembre 2018

Scopriamo che tra una delle prime abitazioni di Vikernes a Bergen ci fu una casa in legno bianca, situata presso l'indirizzo di lille Markveien 5. Inizia così un pomeriggio tra passeggiate e documentari tratti da Youtube: per ricordare, per capire e contestualizzare.

In questi giorni mi è sembrato davvero di essere tornato indietro di vent'anni e mi pare quasi assurdo ammettere quanto il mito negativo di Burzum avesse contribuito a rendere ancora più contorto e nebuloso l'immaginario dei giovani italiani nei confronti della Norvegia di quegli anni e, soprattutto, di quel particolare "circolo" musicale.

 

3 settembre 2018

Milano si fa attendere. Parto alle 9.20 da Bergen ma, appena atterro a Oslo, scopro che il volo per Malpensa è cancellato. Devo attendere tre ore prima di potermi imbarcare su un volo diretto a Milano con scalo a Vienna. Fortunatamente conosco Andrea, appassionato di paesi nordici e motori. Ma la sosta a Vienna, purtroppo, è assai deludente.

Oltre ad un'altra mezz'ora di ritardo, mi imbatto in una temibilissima comitiva di italiani di ritorno da un pellegrinaggio in Russia. Benché la hostess cerchi in ogni modo, tra l'altro parlando molto bene l'italiano, di spiegare che ognuno deve rispettare la fila facendo poi scorrere il boarding pass sullo scanner del tornello automatico, si scatenano scene fantozziane.

Urla, strepiti, spintoni di anziani, uomini e donne, che si ammassano tutti verso un solo tornello. Come se non bastasse, il solito "bontempone" di mezza età comincia a terrorizzare le signore più anziane profilando turbolenze e, soprattutto, enumerando presunte statistiche circa gli incidenti più gravi nella storia dell'aviazione civile. Ma scusate...Dio non è con voi? Mi domando pensando a quando, finalmente, sarò a Milano.

Atterro a Malpensa alle 19.35. Sono passate dodici ore da quando ho preso il tram per andare in aeroporto. Quando arrivo a Saronno, la stazione pulsa umidità e disagio sociale. È appena finito un temporale che ha rinfrescato l'aria ma non ha affatto placato la fame dei tossicodipendenti e dei vagabondi che popolano la stazione dopo una certa ora. Ma ora, pare, c'è chi dice che risolverà tutti i problemi.

Effettivamente mi pare che qualcosa sia già cambiato, ma in peggio. Il mio paese è in procinto di camminare lentamente attraverso un autunno molto caldo, in tutti i sensi. Forse solo l'autunno del Sessantotto fu così caldo.

Cala la notte sulla Repubblica ed io, ormai appagato dal mio lungo viaggio estivo, comincio un nuovo anno accademico convinto che la cultura e l'istruzione siano la vera soluzione ai problemi che maggiormente affliggono una società.

Fabio

 

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Vacanze italiane (ultimo capitolo) - Il cerchio si chiude sulle rive del Lario