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Name: Il Caffè Orientale
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PERCHé "ORIENTALE"?

Talvolta le domande più semplici richiedono le risposte più complicate. In questo caso, tenterò di rendere semplice una risposta molto difficile. Il Caffè Orientale nacque nel 2007 come sito internet culturale dedicato alla Mitteleuropa e, ancor più precisamente, all'intera Europa centro-orientale. Ma a questo punto il rigore scientifico delle convenzioni mi avrebbe imposto di essere ancora più preciso e, dunque, avrei dovuto distinguere tra Europa danubiano-balcanica, Paesi baltici, Russia e Caucaso, oppure chissà quale altra cervellotica definizione così poco adatta a chi i confini preferisce superarli anziché tracciarli. D'altra parte, lo ammetto, la parola "orientale" suscita sempre grande curiosità. Qualche bizzarra ipotesi, ben lontana da ragionevoli riferimenti storico-geografici, ha chiamato in causa persino la Massoneria! Ma nulla di tutto ciò ha mai avuto a che fare con questo blog! Ebbene, dopo dieci anni di storia, il Caffè Orientale è, contemporaneamente, sia il risultato di un progetto incompleto (e forse irrealizzabile), sia l'inizio nonché la continuazione di un nuovo percorso. Un itinerario, insomma, dove la rotta, da ormai cinque anni, segue anche la via del Nord: Scandinavia, Gran Bretagna e tutta l'Europa settentrionale. Il futuro guarda in tutte le direzioni, dentro e fuori il Vecchio Continente. Il motivo è semplice: un blog dedicato ai viaggi non deve fermarsi mai. Non può smettere di raccontare storie, visitare luoghi, conoscere persone e culture. Forse avrei dovuto pensarci subito. Magari il "Caffè", che tanto faceva pensare ai fratelli Verri, non avrebbe avuto bisogno di aggettivi, soprattutto di tipo geografico. Eppure la vita è così: nulla è per sempre. Così, in occasione del decennale di questo sito, ho pensato che fosse bello ripartire proprio dalle origini, ossia dai diari di viaggio...

Chi sono

Due parole per presentarmi...

I Diari di Viaggio

I "Diari di viaggio" sono forse il vero motivo per il quale il Caffè Orientale nacque nel 2007. Intorno ad esso, tuttavia, si raccolsero diversi intenti, dapprima divulgativi finalizzati alla conoscenza in rete dell'Europa centro-orientale e, successivamente, operativi. Il Caffè divenne, infatti, un partner digitale per l'organizzazione di eventi culturali. Oggi tutto è cambiato: la sua nuova natura di blog è un importante ritorno alle origini, ai viaggi che hanno ispirato tutto questo. Il Caffè è finalmente cresciuto, assumendo la forma che avrei sempre voluto dargli: un diario itinerante, attraverso i luoghi e la storia, per ricordare e capire come sono cambiato io così come il mondo intorno a me. Spero che le mie non saranno soltanto cronache personali ma anche un utile spaccato del tempo in cui vivo. A futura memoria, nel caso in cui qualcuno volesse riscoprire come eravamo e come era il mondo all'inizio del 2000.

RICERCA

2017

Il Caffè Orientale compie 10 anni (2007-2017). Aspettatevi di tutto...

2016

Dieci anni di viaggi e non sentirli...L'anno comincia in Norvegia e prosegue per qualche settimana in Italia. Poi si parte per una trasferta incredibile: Oslo-Cambridge-Oslo in 30 ore. A Pasqua si torna nelle Marche, poi Roma e Firenze per lavoro. La vita non si ferma, così tra la fine di aprile e l'inizio di maggio, trascorro una settimana tra la Baviera ed il Brandeburgo. L'estate è lunga ma straordinaria: in giugno si raggiunge il picco della bellezza pura e genuina dei luoghi in Südtirol. Poi un'altra lunga vacanza alla conquista del "grande Nord": Bergen, Amburgo, Lubecca, Schwerin, ancora Berlino per poi tornare ad Oslo e proseguire verso Stoccolma dopo pochi giorni. Non mancano nemmeno piccole gite intorno al fiordo di Oslo nel mese di settembre, con un toccante ritorno a Macerata verso l'inizio dell'autunno. Poi la vita mi "tradisce": nuove drammatiche sfide mi costringono a rimanere fermo: ma imparo ad apprezzare ancora di più il luogo in cui vivo. Milano, la Brianza e la Lombardia (oltre ad una piccola "toccata e fuga piemontese") si delineano come luoghi da riscoprire: Stresa, il Lago Maggiore, il Lario, Como e i suoi dintorni ridanno la speranza di tornare a viaggiare con il cuore oltre l'ostacolo alpino: in volo su quei cieli che tante volte mi hanno portato in Germania e poi oltre, verso l'amata Scandinavia. Così finisce anche il 2016, in Brianza, con tutti i miei cari: il modo migliore per tornare a viaggiare, sognare e, soprattutto, vivere.

2015

Cominciamo con calma...I miei soggiorni norvegesi diventarono così lunghi e frequenti che, alla fine dell'anno, il conto era semplice: avevo trascorso più giorni in Norvegia che in Italia. A Pasqua, poi ancora a maggio e giugno. Ma, soprattutto, navigai attraverso i fiordi meridionali prendendo parte al mitico "Skandinavia Rundt". Non contento, riuscii finalmente a visitare Copenhagen alla fine di agosto. L'autunno norvegese fu straordinario, ricco di idee e nuove energie per il mio futuro umano e professionale. Ma sapevo, in un certo senso sentivo, che il 2016 sarebbe stato un anno intenso, pieno di viaggi e sfide importanti da cogliere.

2014

Non solo Scandinavia...Proprio mentre, inconsapevolmente, stavo per lasciare Berlino e la Germania, la mia "riscoperta" dell'Italia si accompagnava ad un crescente interesse per la Norvegia. Dopo un piccolo giro estivo nel mio amato nord-est, da Venezia a Trieste passando per Verona ed il lago di Garda, trascorsi quasi due mesi in Norvegia. Un ultimo autunno berlinese mi separava da quello che sarebbe stato il mio definitivo (inatteso ma risolutivo) ritorno in Brianza. Non mancò nemmeno un nuovo capitolo natalizio norvegese, il terzo. Da quel momento in avanti, la Norvegia non sarebbe più stata un semplice "diversivo".

2013

La rincorsa: un anno all'inseguimento...Il 2013 fu davvero incredibile: intenso ma ricco di soddisfazioni e speranze. La mia vita tra Berlino e la Norvegia era ormai una piacevole routine, ma ero riuscito a trovare il tempo per un fantastico ritorno a Trieste e, soprattutto, a Roma. Dopo quindici anni, infatti, grazie al lavoro, colsi l'occasione giusta per visitare nuovamente la "città eterna". Non fu facile capire che quel pomeriggio al Gianicolo sarebbe stato soltanto l'inizio di un'altra grande avventura. Ma era bello fermarsi, per un attimo, a pensare che quel tramonto capitolino sarebbe stato un dolce aperitivo...Durante l'estate feci persino in tempo a tornare nelle Marche, dopo due anni dalla scomparsa di mio nonno: poi mi "tuffai" ancora nelle acque dei fiordi, con destinazione Norvegia.

2012

Visioni scandinave: forse non lo sapevo...La bussola impazzì nuovamente, così dovetti seguirla fino a Nord. "Sbarcai" per la prima volta in Norvegia, conoscendo luoghi che, fino a quel momento, avevo solo immaginato: Oslo, Bergen, la regione di Hardanger, Stavanger e i fiordi della costa occidentale. Diventai un pendolare dell'aria, tra Berlino ed Oslo con qualche trasferta milanese ma senza dimenticare mai le mie terre d'origine...

2011

E quindi? Fu l'anno della svolta: decisi di trasferirmi a Berlino per seguire il mio destino. I miei viaggi diventarono semplice "pendolarismo" tra Berlino e Milano, finché, alla fine del 2011, non capii che la destinazione era ormai certa. Avevo lasciato l'Italia, forse per poco, forse per molto, forse per sempre. Non lo sapevo, non volevo nemmeno scoprirlo per non rovinarmi il gusto dell'avventura: fu così che, mese per mese, vissi uno degli anni più entusiasmanti della mia vita. Era la la "mia" storia, era il 2011, era un anno "mitico"...

2010

Verso una nuova vita...Così si rinasce a primavera, dopo un letargo invernale abbastanza pesante. Ad aprile ripartii alla volta di Berlino passando attraverso Verona e Norimberga. Riuscii persino a trascorrere una notte a Monaco prima di tornare a Milano. Ma l'estate non tardò ad arrivare così, dopo un antipasto in terra giuliana, ero pronto per una nuova avventura berlinese. Ma stavolta con uno straordinario intermezzo olandese: Utrecht! Trascorsi il mio primo (meraviglioso) autunno a Berlino per scrivere la tesi. Anche questo Natale fu "berlinese" e si rivelò come l'ultima tregua prima di una grande e faticosa battaglia.

2009

Oltre ogni limite...L'anno dei viaggio "ricominciò" in primavera: Pasqua in Friuli, a Gemona sui luoghi del terremoto del 1976 e due giorni meravigliosi a Pula (Pola) nell'Istria croata. In estate, nonostante una caviglia in pessime condizioni, tornai a Zagabria prima di lanciarmi alla scoperta di Sarajevo e Belgrado. Dopo una breve sosta a Budapest, tornai a Berlino. Da qui una nuova "rotta" baltica: Stettino - Danzica ed ancora Berlino. Ma la corsa non era ancora finita: Zurigo e, soprattutto, un matrimonio in Salento mi stavano aspettando alle porte dell'autunno e poi...il secondo "Natale a Berlino". Nonostante avessi avuto recenti problemi di salute, la voglia di rimettermi in marcia, verso una nuova vita, non era scomparsa: aggiunsi all'itinerario Lipsia, Rostock e Francoforte sul Meno...Effettivamente avevo superato ogni limite!

2008

Un anno senza freni...Iniziai a viaggiare in primavera, trascorrendo la Pasqua a Zagabria dopo aver risalito la Slovenia lungo la rotta ferroviaria della Transalpina. In maggio visitai Rijeka (Fiume) prima di lanciarmi nel viaggio estivo più lungo ed avvincente sino a questo momento: dal Baltico all'Adriatico. Partii da Milano alla volta di Vilnius per poi proseguire verso Riga, Tallinn, Helsinki e fare nuovamente ritorno a Riga prima di raggiungere, per la seconda volta, Berlino. Dopo qualche giorno di sosta (ed una rapida visita a Leer e Brema) ripartii verso le Dolomiti, tenendo il Trentino come "rampa di lancio" per l'ultimo acuto adriatico: ancora Slovenia, stavolta l'Istria e la magnifica Pirano. Poi venne dicembre...fu un mese straordinario. Dapprima "In viaggio con papà!" a Monaco di Baviera per il concerto dei Motörhead" e poi il primo "Natale a Berlino". Durante il soggiorno berlinese non mancarono nemmeno le gite: Amburgo e Dresda. Un mare di chilometri...

2007

L'anno che non ti aspetti: parti per visitare le Highlands scozzesi e ti ritrovi in Baviera passando per la prima volta attraverso la Polonia ed il Brandeburgo! Restano i ricordi di una Berlino molto diversa, all'epoca davvero economica ed ancora poco appesantita dalla "gentrification". Fu un itinerario insolito ma, in fondo, suggestivo: Glasgow, Inverness, Aberdeen, Edimburgo e poi via verso Varsavia, Berlino, Monaco di Baviera e...Monfalcone!

2006

Tutto cominciò così, con un viaggio in solitario senza una meta precisa. Solo un proposito: perdermi nella Mitteleuropa. Avevo fissato soltanto alcune coordinate: Praga, Budapest, una bozza di itinerario ed un periodo di percorrenza. Non servì molto altro per riempire due settimane con lo zaino in spalla, viaggiando a bordo di bus e treni. Solo alla fine del viaggio, guardando indietro, riuscii a ripercorrere la mia rotta: Lubiana, Salisburgo, Vienna, Praga, Brno, Budapest, Trieste e Monfalcone. Da quel momento in avanti, non smisi più di viaggiare e di scrivere i miei diari sul Caffè Orientale...

Luoghi visitati...

Sin dalla sua nascita, nel 2007, il Caffè Orientale è un "circo" culturale itinerante: si è spostato attraverso diverse regioni d'Italia e, soprattutto, numerosi paesi europei. Ma non importa quanti e quali siano i luoghi visitati durante questa ormai lunga esperienza: ciò che conta, nel viaggio come nella vita, è il movimento...

Regioni d'Italia

1 .   Lombardia
2 .   Friuli - Venezia Giulia
3 .   Trentino - Alto Adige
4 .   Veneto
5 .   Piemonte
6 .   Emilia - Romagna
7 .   Toscana
8 .   Marche
9 .   Lazio
10 .   Puglia

Europa

1 .   Slovenia
2 .   Austria
3 .   Repubblica Ceca
4 .   Ungheria
5 .   Polonia
6 .   Scozia
7 .   Germania
8 .   Croazia
9 .   Lituania
10 .   Lettonia
11 .   Estonia
12 .   Finlandia
13 .   Bosnia-Erzegovina
14 .   Serbia
15 .   Svizzera
16 .   Olanda
17 .   Norvegia
18 .   Danimarca
19 .   Svezia
20 .   Inghilterra
21 .   Islanda

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Aprile 2016 - Si viaggia (ancora) a primavera...

postato da blog.ilcaffeorientale.com [29/05/2016 17:13]
foto Aprile 2016 - Si viaggia (ancora) a primavera...

Come nel mitico 2008...Si viaggia a primavera...Stavolta si riparte dalla Roma crepuscolare, tornando per poco alla quiete brianzola e poi rilanciandosi verso i fiordi. Ultime tappe: Baviera e Brandeburgo, come ai cari vecchi tempi.

7 aprile 2016 - Oggi si va (anzi, si torna) a Roma per lavoro. Scelgo con piacere Italo, non è costoso ed in sole 2 ore e 50 minuti sono a Roma Termini. Alloggerò all'Hotel Hermitage: detto così, tutto sembra molto "patrizio", poiché si trova ai Parioli. In realtà era una delle offerte più economiche proposte da Booking.com. Direi che fa al caso mio visto che è inclusa anche la colazione.

Durante il viaggio, se non lavoro al computer oppure non ascolto musica, mi capita talvolta di intercettare i discorsi altrui. Non si tratta di mera curiosità, bensì di osservazione della realtà sociale: mi piace, insomma, capire come cambia il mondo nel tempo. Vicino a me siedono alcuni uomini d'affari in età compresa fra i 35 ed i 40 anni: potrebbero essere tranquillamente miei colleghi.

Ebbene, a quanto pare i nuovi ricchi trascorrono le loro vacanze dove vivevano i poveri: nella campagna abruzzese, nei casolari toscani, nelle cascine dell'Umbria. Qualcuno, senza neanche troppa modestia, puntualizza che in alcuni di questi luoghi è cresciuto, quasi a sottolineare che ora, dopo aver fatto i "soldi" (i BEI soldi), loro stessi hanno contribuito a migliorarli.

Li lascio alle loro autocelebrazioni e torno a me stesso. In un periodo di degrado sia morale che economico, è bello pensare di portare nel cuore la memoria di persone oneste: uomini e donne di tutti i giorni. Persone, dunque, sconosciute ma dotate di una dignità straordinaria. Sulla via di Roma, insomma, non dimentico mai di vivere ogni giorno, mio malgrado, "in compagnia dei lupi" (cit.).

Capisco con piacere di essere ancora a Roma quando una signora, scendendo dall'autobus, si rivolge infastidita ad un'altra che sta per salire: "Ma tu guarda sta st...za che manco lascia scende!". Dopodiché è solo...traffico. Dopo aver raggiunto l'hotel (decadente, di una bellezza appassita), passo l'intera giornata in archivio.

Trascorro una serata serena, fresca, direi persino frizzante. Devo fare pace con Roma e questa potrebbe essere una buona occasione. Le elezioni imminenti fanno capire che la città eterna è in tumulto. I manifesti elettorali, molto più che in passato, insistono sulle paure dei cittadini: la sicurezza, il terrorismo, la povertà.

Io, invece, mi godo uno dei beni più preziosi: il cibo. La cena prevede: gnocchetti con guanciale e fave, polpette al sugo con broccoletti, caffè e birra. Per essere ai Parioli, nella zona di Viale Romania (vicino all'Università LUISS), direi che 28 euro sono onesti. Tanto si vive una volta sola e, come dice il Mascetti, "mi ammazzo domani".

Dopo una lunga passeggiata dedicata all'osservazione (divertita) della "Roma bene", mi incammino verso Piazza delle Muse. Mi fermo sul terrazzo e lascio che Roma si spogli lentamente di fronte a me: con le sue luci arancioni, i suoi pini marittimi e le sue strade pulsanti come vene. Ogni tanto fisso gli aerei in procinto di atterrare e ripenso ai miei mille check-in. Talvolta le sirene squarciano la placida tranquillità di questo giovedì sera e non serve molto altro per trovare la serenità necessaria prima di riposare.

8 aprile 2016 - Ieri ho trascorso quasi tutto il giorno in archivio. Oggi ho a disposizione soltanto la mattina, dopodiché potrò godermi qualche ora romana prima di ritornare a Milano in serata.
Inizia così la mia lunga discesa da Piazza delle Muse: raggiungo Villa Torlonia, poi proseguo verso Porta Pia. Talvolta quell'odore di sigaro, che mi ricorda tanto mio nonno, cattura il mio olfatto. Mi piacerebbe fermarmi ed immaginare che mio nonno sia lì: seduto ad un caffè di Viale Regina Margherita, ben vestito, con i baffi curati e i guantini di pelle da guida sportiva. Sarebbe il "genio" di una Roma d'altri tempi, così diversa e lontana da quella che oggi soffoca nel traffico e nel dramma della sofferenza sociale.

 

I contorni di una Roma talora decadente, meno "turistica" ma più "familiare"
 

La giornata è nuvolosa ma non piove: dopo aver superato Porta Pia costeggio Palazzo Barberini e punto verso il Qurinale. Dopodiché scendo verso Palazzo Chigi, raggiungo Piazza di Spagna e torno indietro verso Piazza San Silvestro per una pausa.

Direi che è giunto il momento di uno spuntino prima di riprendere la via della Stazione Termini. Stavo proprio cercando un pub dove poter sorseggiare una buona birra e, magari, mangiare discretamente. Eccomi accontentato, trovo un bel pub in via del Corso. Lo so, faccio schifo, mangio le patatine fritte alternando ketchup, maionese e senape: sembro un tedesco. Intanto, al bancone, un paio di ragazzi americani ubriachi, si collegano via Skype con la fidanzata di uno dei due: in pochi minuti quasi tutto il pub si unisce alla conversazione.

Ora è veramente giunto il momento di riprendere il cammino attraverso via Nazionale. Alla stazione Termini ci sono parecchie divise: poliziotti, carabinieri, soldati armati di mitra. Chissà se è davvero questo il prezzo della democrazia.

Alle 18,15 riparto alla volta di Milano e devo attendere le 19,42 per rivedere il sole: sta tramontando mentre il treno sfreccia a quasi 300 Km orari prima di raggiungere Firenze. Forse, almeno per ora, credo di aver fatto pace con Roma.

15 aprile 2016 - Ormai mi piace dire che la mia vita sembra un sacchetto da shopping. Avete presente quelle grosse buste di cartone plastificato, molto "fashion" sulle quali si scrivono i nomi delle città più eleganti e cool del mondo? Ecco, io potrei mettere, ad esempio: Cambridge, Oslo, Seregno, Milano, Portorecanati, Roma, Berlino, ecc...Insomma, anche oggi, alle 16,15 si riparte da Malpensa. Destinazione: Oslo!

16 aprile 2016 - Sono caduto anche io in tentazione: ho iniziato a guardare la serie di The Walking Dead. Molto più seria e drammatica rispetto al talora grottesco e persino umoristico Z-Nation, la serie in questione denota da subito il modo disinvolto in cui tutti (o quasi) maneggiano armi. Emerge, a mio giudizio, una neanche troppo velata polemica, una sorta di senso di colpa nei confronti della carne. Ora non mi resta che proseguire, andare avanti...

17 aprile 2016 - Anche a Oslo sembra essere definitivamente esploso il fenomeno di Foodora: ciclisti fucsia con caschetti e portabagagli spuntano ormai ovunque come se fossero funghi. Ed io, ormai già "intossicato", mi immagino Z-dora, una sorta di Zombie-food...Disgustoso, vero? Magari esiste già...

Resta il fatto che abbiamo il tempo di concederci una birra in un pub chiamato Katedralen: è semplicemente arredato con panche, tavoli e lampade provenienti, ragionevolmente, da una ex cattedrale (o almeno così pare). Non oso nemmeno immaginare quanti peccatori siano ansiosi di confessarsi in questo luogo sino a tarda notte...
Cena con fajitas (casalinghe) ed un irresistibile revival per i Litifiba: Cangaçeiro, Sertão, io sono il Capitao, Litfiba sul fiordao!

20 aprile 2016 - Contro la demagogia scatenata (in Italia) intorno alla sentenza sul trattamento carcerario di Breivik (http://www.corriere.it/.../strage-utoya-tribunale-violati-dir...), ricordo che lo Stato norvegese ha risposto con un investimento sulla ricerca che in Italia nemmeno ci si può sognare. Oggi ho avuto il piacere di partecipare all'inaugurazione del C-Rex di Oslo e quando avremo il coraggio di sostenere cause simili anche in Italia, allora potremo tornare a parlare di rispetto della legalità, di diritti e rispetto delle culture altrui.

Detto ciò, non posso fare a meno di ricordare il buffet: una signora mi rovescia lo spumante sulla cravatta (porta fortuna?) ma il portabicchiere attaccato al piatto è assolutamente geniale. Si evitano, insomma, tutte quelle situazioni antipatiche dove, consumando il cosiddetto finger-food, avendo ragionevolmente soltanto due mani, con una si tiene il piatto e con l'altra il bicchiere. E come si mangia? Infilando il muso nel piatto come il mio cane? Oppure soltanto bevendo con il rischio di essere già ubriachi prima ancora di aver assaggiato una tartina?

Dopodiché, lavoro a parte...oggi Nora ed io festeggiamo un anniversario importante: quattro anni insieme! Stasera offro una cena al ristorante indiano, tanto ormai ho più di una risorsa: dai soldini di cacio alla ormai collaudata sceneggiata del Mascetti. Per chiudere la serata, un altro bel pub: il Lorry. Beviamo una delle nostre birre preferite: la Leffe. Ultimamente ci stiamo avvicinando felicemente alla birra belga: potrebbe essere una meta da non sottovalutare...

22 aprile 2016 - Sto lavorando nella biblioteca dell'università di Oslo. Tra una pausa e l'altra non posso fare a meno di notare ciò che qui è assolutamente normale. Non pochi studenti scandinavi, soprattutto le ragazze, sono soliti camminare senza scarpe anche nelle università (in genere con le calze). Ciò anche perché si sentono "a casa" e i luoghi di istruzione vengono recepiti come luoghi "comodi". Potete immaginarlo in Italia? Con la puzza di piedi e lo sporco sui pavimenti? Cominceremmo a vedere persone che corrono come se alle loro spalle ci fossero draghi di Komodo affamati!

23 aprile 2016 - A Oslo provate il Dr. Jekyll's pub: potete bere buon whisky e birre ad un prezzo (abbastanza) accessibile per essere in Norvegia. Il locale è sistemato su due piani e arredato a tema. Merita di essere visitato!

24 aprile 2016 - Ore 9.50: in volo verso Milano

27 aprile 2016 - Dopo due giorni si riparte. Sono le 16,35 e decollo da Linate. Destinazione: Berlino. L'orologio della mia piccola storia di vita rimanda indietro le lancette. O forse no? Forse sta andando avanti e questa è solo un'illusione: il tempo non puoi fermarlo.

Appena salgo sull'aereo dell'Alitalia mi sembra di essere tornato indietro agli anni '80. A parte la colonna sonora (assolutamente anni '80), ma gli interni in legno, le tendine in cabina, il design. Mi sembra l'aereo "Mundial" del 1982, quello che riportò la (vittoriosa) nazionale di calcio italiana in patria dopo i mondiali di Spagna. Vuoi vedere che se mi giro vedo Pertini che gioca con Zoff a scopone? La voce suadente e rilassante dello steward sembra uscita da un programma radiofonico notturno (e nemmeno dei più casti).

In più, come se non bastasse, le condizioni meteorologiche sopra Berlino sono proibitive: piove e tira vento. Siamo in anticipo ma non possiamo atterrare a causa del temporale. Voliamo sopra l'arcobaleno per circa dieci minuti, poi atterriamo a Tegel. Sono tornato. Che effetto mi farà?

28 aprile 2016 - La mia prima, personalissima, impressione su Berlino? Nulla è più come prima. Ma questo non mi impedisce di tornare nei luoghi che ho amato di più. A Tempelhof, per esempio, dove mi godo una magnifica passeggiata sferzato da un vento ancora freddo. Ripenso alla mia vita in volo, ai miei infiniti viaggi di studio, lavoro, speranza, illusione e disillusione.

 

Archeologia industriale a Tempelhof...
 

Capisco che, in fondo, si deve essere padroni e non vittime dei nostri sogni. Oggi a Tempelhof ci sono i campi dei rifugiati: molti di loro sognano ancora, come noi, come tanti altri che hanno accumulato fin troppi crediti nei confronti dei loro governi, dei loro stati e dei loro "padroni". Eppure c'è ancora qualcuno disposto a farci credere che i debitori siamo noi. Il mondo come lo raccontavo una decina di anni fa è davvero cambiato. Dopo l'ennesimo acquazzone berlinese, ho tempo per un cappuccino: mi fermo in una Kneipe e leggo, come ai vecchi tempi, il Berliner Zeitung.

 

Attimi di sincero relax berlinese...
 

Fa ancora freddo, tira vento e talvolta esce qualche sprazzo di sole. Ritorno tra alcuni dei (tanti) luoghi dove ho abitato: sono a Kreuzberg, vicino a Bergmannstrasse. Mi sento come un fantasma. Avete presente quei film dove l'anima lascia il corpo ed inizia a rivedere i luoghi in cui ha trascorso la vita? Ogni cosa sembra reale per noi, ma si ha l'impressione che gli altri non possano né sentirci né vederci. Mi sento esattamente così fino a quando un senzatetto ubriaco non mi bestemmia in faccia passando davanti ad una banca. Poi capisco di esserci ancora...

29 aprile 2016 - Stamattina devo andare ad Augsburg: terrò una conferenza alla Dante. Fin qui tutto molto bello. Peccato che il treno delle 8.31 che parte da Berlino oggi sia "scomparso"! Non crediate che cose simili siano possibili solo in Italia. Il treno è stato cancellato e non mi è stato inviato alcun preavviso: un sms, una e-mail, un piccione viaggiatore, una spia...Nulla!

Alle 8,29 mi illudo di poter avere una spiegazione: chiedo alla prima operatrice libera. È un disco rotto: le dico che il treno non c'è e mi risponde che devo fare il biglietto e mettermi in coda. Le faccio cordialmente notare che dovrei partire in un minuto. Nulla, ribadisce di fare il biglietto d'attesa. La mia reazione è pacata, cortese, diplomatica...La mando a quel paese in italiano quasi stracciandole il biglietto in faccia e corro a fotografare il tabellone per dimostrare che il treno non c'è.

A questo punto il treno sarebbe virtualmente partito. Ora non ho davvero alternative: posso soltanto mettermi in lista d'attesa. Dopo venti minuti riesco a parlare con un'altra operatrice. Mi fa notare che "può succedere" dicendo che sicuramente sarò stato avvisato in qualche modo: sms, e-mail, corriere diplomatico, furgone portavalori...No, mi dispiace, signora: nulla di tutto ciò.

Dopodiché, nascondendo goffamente una palese ammissione di colpa, stampa gratuitamente un nuovo biglietto. Peccato che il prossimo treno parta tra due ore! Per rinfrancare lo spirito, fortunatamente, c'è il Virgin store, come ai vecchi tempi. Per la mia ormai celebre collezione, acquisto due dischi dei Motörhead: On Parole (a 5,99 Euro) e Bastards (a 7,99 Euro).

Parto, finalmente, alle 10,27 e cambio a Fulda. Mi è stata assegnata la terribile "area famiglia", presa d'assalto dalle famiglie con i bambini: oggi non c'è pace ma alle 16,30 sono ad Augsburg. In tempo, insomma, per cambiarmi e recarmi alla conferenza.

L'accoglienza ed il successo presso la Dante di Augsburg (grazie di cuore, Livia!), cancellano i postumi dell'odissea odierna. La compagnia di una straordinaria combriccola italo-bavarese, presso il Ratskeller, rende la mia schnitzel ancora più gustosa e domani? Si ritorna a Berlino, ma prima c'è un appuntamento importante...

30 aprile 2016 - Fatichiamo a ricordarci quando ci siamo visti per l'ultima volta, tuttavia io ed Ivano ci conosciamo davvero da una vita: almeno diciassette anni! Siamo passati attraverso l'adolescenza brianzola insieme, ci siamo persi di vista per qualche anno, poi ci siamo ritrovati negli anni del "pendolarismo" lavorativo verso il 2007 e poi ci siamo persi nuovamente: abbiamo seguito strade simili, tedesche, ma non abbastanza vicine. Lui al sud, in Baviera, io al nord, nel Brandeburgo.

Se poi a questo si aggiunge che Ivano si è sposato con Ilaria e hanno avuto un figlio (Alessandro), non è difficile immaginare che ci volesse davvero una coincidenza per ritrovarci. Ed eccoci, finalmente, insieme per un paio d'ore, a colazione, prima che io riparta per Berlino.

Alle 11.19 sono ancora in viaggio: dovrò sopportare un'altra ora di ritardo perché in Germania stanno rinnovando la linea ferroviaria, ma la mia odissea germanica finirà alle 18,30 dopo essere passato attraverso infiniti campi gialli.
Con questo viaggio fanno 7 trasferte in aprile e 15 dall'inizio dell'anno! Mi sembra di suonare in tour come una band: sembra la road crew dei Motörhead!

Ma domani è già il Primo Maggio, 1. Mai berlinese...Ancora una volta, sarà un viaggio indietro nel tempo, nel mio personalissimo tempo.

Epilogo - È passato un altro mese, talvolta da solo con me stesso, altre volte in compagnia oppure accompagnato da un passato sempre abbastanza chiassoso. Il futuro, invece, si mantiene in discreto e sibillino silenzio: il modo migliore, insomma, per capire che non devo abbassare la guardia.

Fabio

 

I migliori hashtag di aprile 2016

#marxpezzali (scritto proprio così!)

#lapolluzionedelvolo

#twd

#puntoebubu

#dejavu

#doch

 

Il diario precedente... 

Marzo 2016 - Dai fiordi alle Marche passando per la Gran Bretagna

 

Il diario successivo... 

Maggio 2016 - Berlino, Trieste, Firenze ed il "mese breve" (come il secolo passato...)