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Name: Il Caffè Orientale
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PERCHé "ORIENTALE"?

Talvolta le domande più semplici richiedono le risposte più complicate. In questo caso, tenterò di rendere semplice una risposta molto difficile. Il Caffè Orientale nacque nel 2007 come sito internet culturale dedicato alla Mitteleuropa e, ancor più precisamente, all'intera Europa centro-orientale. Ma a questo punto il rigore scientifico delle convenzioni mi avrebbe imposto di essere ancora più preciso e, dunque, avrei dovuto distinguere tra Europa danubiano-balcanica, Paesi baltici, Russia e Caucaso, oppure chissà quale altra cervellotica definizione così poco adatta a chi i confini preferisce superarli anziché tracciarli. D'altra parte, lo ammetto, la parola "orientale" suscita sempre grande curiosità. Qualche bizzarra ipotesi, ben lontana da ragionevoli riferimenti storico-geografici, ha chiamato in causa persino la Massoneria! Ma nulla di tutto ciò ha mai avuto a che fare con questo blog! Ebbene, dopo dieci anni di storia, il Caffè Orientale è, contemporaneamente, sia il risultato di un progetto incompleto (e forse irrealizzabile), sia l'inizio nonché la continuazione di un nuovo percorso. Un itinerario, insomma, dove la rotta, da ormai cinque anni, segue anche la via del Nord: Scandinavia, Gran Bretagna e tutta l'Europa settentrionale. Il futuro guarda in tutte le direzioni, dentro e fuori il Vecchio Continente. Il motivo è semplice: un blog dedicato ai viaggi non deve fermarsi mai. Non può smettere di raccontare storie, visitare luoghi, conoscere persone e culture. Forse avrei dovuto pensarci subito. Magari il "Caffè", che tanto faceva pensare ai fratelli Verri, non avrebbe avuto bisogno di aggettivi, soprattutto di tipo geografico. Eppure la vita è così: nulla è per sempre. Così, in occasione del decennale di questo sito, ho pensato che fosse bello ripartire proprio dalle origini, ossia dai diari di viaggio...

Chi sono

Due parole per presentarmi...

I Diari di Viaggio

I "Diari di viaggio" sono forse il vero motivo per il quale il Caffè Orientale nacque nel 2007. Intorno ad esso, tuttavia, si raccolsero diversi intenti, dapprima divulgativi finalizzati alla conoscenza in rete dell'Europa centro-orientale e, successivamente, operativi. Il Caffè divenne, infatti, un partner digitale per l'organizzazione di eventi culturali. Oggi tutto è cambiato: la sua nuova natura di blog è un importante ritorno alle origini, ai viaggi che hanno ispirato tutto questo. Il Caffè è finalmente cresciuto, assumendo la forma che avrei sempre voluto dargli: un diario itinerante, attraverso i luoghi e la storia, per ricordare e capire come sono cambiato io così come il mondo intorno a me. Spero che le mie non saranno soltanto cronache personali ma anche un utile spaccato del tempo in cui vivo. A futura memoria, nel caso in cui qualcuno volesse riscoprire come eravamo e come era il mondo all'inizio del 2000.

RICERCA

2018

Per il momento buon anno...

2017

Il Caffè Orientale compie 10 anni (2007-2017). Aspettatevi di tutto...Questo è ciò che scrissi all'inizio del 2017. Effettivamente è successo di tutto, non sempre positivo. Nonostante questo, però, non ci siamo mai fermati. O meglio, siamo rimasti fermi ma siamo riusciti a ripartire spesso. Il 2017 è stato il vero anno di Roma, della tanto vituperata "Suburra", di quell'affascinante città eterna che, tra gennaio e maggio ha monopolizzato la mia vita professionale. Poi l'estate "vichinga" ci ha regalato uno straordinario viaggio fino al nord dell'Islanda, forse il luogo migliore per festeggiare i 10 anni di questo blog ancora così vivace. Dopodiché ancora Norvegia, Svezia e...Lombardia! Quest'anno, forse come mai nella vita di chi scrive, la Lombardia si è rivelata tanto affascinante quanto nascosta: da Como a Bergamo, passando attraverso i percorsi leonardeschi sull'Adda sino alle sponde dell'ormai immancabile Lario, senza mai dimenticare la "mia" Milano. Non è mancato nemmeno un breve giro a ridosso dei confini, a spasso per il "mondo che fu", dalla Valtellina alla Mitteleuropa, tra gli echi lontani dei cori alpini. Ma tutto ciò è stato possibile solo perché non è mancata la pazienza di aspettare. Ma, soprattutto, è maturata la consapevolezza che le storie, anche quelle più belle, si devono raccontare sempre alla fine.

2016

Dieci anni di viaggi e non sentirli...L'anno comincia in Norvegia e prosegue per qualche settimana in Italia. Poi si parte per una trasferta incredibile: Oslo-Cambridge-Oslo in 30 ore. A Pasqua si torna nelle Marche, poi Roma e Firenze per lavoro. La vita non si ferma, così tra la fine di aprile e l'inizio di maggio, trascorro una settimana tra la Baviera ed il Brandeburgo. L'estate è lunga ma straordinaria: in giugno si raggiunge il picco della bellezza pura e genuina dei luoghi in Südtirol. Poi un'altra lunga vacanza alla conquista del "grande Nord": Bergen, Amburgo, Lubecca, Schwerin, ancora Berlino per poi tornare ad Oslo e proseguire verso Stoccolma dopo pochi giorni. Non mancano nemmeno piccole gite intorno al fiordo di Oslo nel mese di settembre, con un toccante ritorno a Macerata verso l'inizio dell'autunno. Poi la vita mi "tradisce": nuove drammatiche sfide mi costringono a rimanere fermo: ma imparo ad apprezzare ancora di più il luogo in cui vivo. Milano, la Brianza e la Lombardia (oltre ad una piccola "toccata e fuga piemontese") si delineano come luoghi da riscoprire: Stresa, il Lago Maggiore, il Lario, Como e i suoi dintorni ridanno la speranza di tornare a viaggiare con il cuore oltre l'ostacolo alpino: in volo su quei cieli che tante volte mi hanno portato in Germania e poi oltre, verso l'amata Scandinavia. Così finisce anche il 2016, in Brianza, con tutti i miei cari: il modo migliore per tornare a viaggiare, sognare e, soprattutto, vivere.

2015

Cominciamo con calma...I miei soggiorni norvegesi diventarono così lunghi e frequenti che, alla fine dell'anno, il conto era semplice: avevo trascorso più giorni in Norvegia che in Italia. A Pasqua, poi ancora a maggio e giugno. Ma, soprattutto, navigai attraverso i fiordi meridionali prendendo parte al mitico "Skandinavia Rundt". Non contento, riuscii finalmente a visitare Copenhagen alla fine di agosto. L'autunno norvegese fu straordinario, ricco di idee e nuove energie per il mio futuro umano e professionale. Ma sapevo, in un certo senso sentivo, che il 2016 sarebbe stato un anno intenso, pieno di viaggi e sfide importanti da cogliere.

2014

Non solo Scandinavia...Proprio mentre, inconsapevolmente, stavo per lasciare Berlino e la Germania, la mia "riscoperta" dell'Italia si accompagnava ad un crescente interesse per la Norvegia. Dopo un piccolo giro estivo nel mio amato nord-est, da Venezia a Trieste passando per Verona ed il lago di Garda, trascorsi quasi due mesi in Norvegia. Un ultimo autunno berlinese mi separava da quello che sarebbe stato il mio definitivo (inatteso ma risolutivo) ritorno in Brianza. Non mancò nemmeno un nuovo capitolo natalizio norvegese, il terzo. Da quel momento in avanti, la Norvegia non sarebbe più stata un semplice "diversivo".

2013

La rincorsa: un anno all'inseguimento...Il 2013 fu davvero incredibile: intenso ma ricco di soddisfazioni e speranze. La mia vita tra Berlino e la Norvegia era ormai una piacevole routine, ma ero riuscito a trovare il tempo per un fantastico ritorno a Trieste e, soprattutto, a Roma. Dopo quindici anni, infatti, grazie al lavoro, colsi l'occasione giusta per visitare nuovamente la "città eterna". Non fu facile capire che quel pomeriggio al Gianicolo sarebbe stato soltanto l'inizio di un'altra grande avventura. Ma era bello fermarsi, per un attimo, a pensare che quel tramonto capitolino sarebbe stato un dolce aperitivo...Durante l'estate feci persino in tempo a tornare nelle Marche, dopo due anni dalla scomparsa di mio nonno: poi mi "tuffai" ancora nelle acque dei fiordi, con destinazione Norvegia.

2012

Visioni scandinave: forse non lo sapevo...La bussola impazzì nuovamente, così dovetti seguirla fino a Nord. "Sbarcai" per la prima volta in Norvegia, conoscendo luoghi che, fino a quel momento, avevo solo immaginato: Oslo, Bergen, la regione di Hardanger, Stavanger e i fiordi della costa occidentale. Diventai un pendolare dell'aria, tra Berlino ed Oslo con qualche trasferta milanese ma senza dimenticare mai le mie terre d'origine...

2011

E quindi? Fu l'anno della svolta: decisi di trasferirmi a Berlino per seguire il mio destino. I miei viaggi diventarono semplice "pendolarismo" tra Berlino e Milano, finché, alla fine del 2011, non capii che la destinazione era ormai certa. Avevo lasciato l'Italia, forse per poco, forse per molto, forse per sempre. Non lo sapevo, non volevo nemmeno scoprirlo per non rovinarmi il gusto dell'avventura: fu così che, mese per mese, vissi uno degli anni più entusiasmanti della mia vita. Era la la "mia" storia, era il 2011, era un anno "mitico"...

2010

Verso una nuova vita...Così si rinasce a primavera, dopo un letargo invernale abbastanza pesante. Ad aprile ripartii alla volta di Berlino passando attraverso Verona e Norimberga. Riuscii persino a trascorrere una notte a Monaco prima di tornare a Milano. Ma l'estate non tardò ad arrivare così, dopo un antipasto in terra giuliana, ero pronto per una nuova avventura berlinese. Ma stavolta con uno straordinario intermezzo olandese: Utrecht! Trascorsi il mio primo (meraviglioso) autunno a Berlino per scrivere la tesi. Anche questo Natale fu "berlinese" e si rivelò come l'ultima tregua prima di una grande e faticosa battaglia.

2009

Oltre ogni limite...L'anno dei viaggio "ricominciò" in primavera: Pasqua in Friuli, a Gemona sui luoghi del terremoto del 1976 e due giorni meravigliosi a Pula (Pola) nell'Istria croata. In estate, nonostante una caviglia in pessime condizioni, tornai a Zagabria prima di lanciarmi alla scoperta di Sarajevo e Belgrado. Dopo una breve sosta a Budapest, tornai a Berlino. Da qui una nuova "rotta" baltica: Stettino - Danzica ed ancora Berlino. Ma la corsa non era ancora finita: Zurigo e, soprattutto, un matrimonio in Salento mi stavano aspettando alle porte dell'autunno e poi...il secondo "Natale a Berlino". Nonostante avessi avuto recenti problemi di salute, la voglia di rimettermi in marcia, verso una nuova vita, non era scomparsa: aggiunsi all'itinerario Lipsia, Rostock e Francoforte sul Meno...Effettivamente avevo superato ogni limite!

2008

Un anno senza freni...Iniziai a viaggiare in primavera, trascorrendo la Pasqua a Zagabria dopo aver risalito la Slovenia lungo la rotta ferroviaria della Transalpina. In maggio visitai Rijeka (Fiume) prima di lanciarmi nel viaggio estivo più lungo ed avvincente sino a questo momento: dal Baltico all'Adriatico. Partii da Milano alla volta di Vilnius per poi proseguire verso Riga, Tallinn, Helsinki e fare nuovamente ritorno a Riga prima di raggiungere, per la seconda volta, Berlino. Dopo qualche giorno di sosta (ed una rapida visita a Leer e Brema) ripartii verso le Dolomiti, tenendo il Trentino come "rampa di lancio" per l'ultimo acuto adriatico: ancora Slovenia, stavolta l'Istria e la magnifica Pirano. Poi venne dicembre...fu un mese straordinario. Dapprima "In viaggio con papà!" a Monaco di Baviera per il concerto dei Motörhead" e poi il primo "Natale a Berlino". Durante il soggiorno berlinese non mancarono nemmeno le gite: Amburgo e Dresda. Un mare di chilometri...

2007

L'anno che non ti aspetti: parti per visitare le Highlands scozzesi e ti ritrovi in Baviera passando per la prima volta attraverso la Polonia ed il Brandeburgo! Restano i ricordi di una Berlino molto diversa, all'epoca davvero economica ed ancora poco appesantita dalla "gentrification". Fu un itinerario insolito ma, in fondo, suggestivo: Glasgow, Inverness, Aberdeen, Edimburgo e poi via verso Varsavia, Berlino, Monaco di Baviera e...Monfalcone!

2006

Tutto cominciò così, con un viaggio in solitario senza una meta precisa. Solo un proposito: perdermi nella Mitteleuropa. Avevo fissato soltanto alcune coordinate: Praga, Budapest, una bozza di itinerario ed un periodo di percorrenza. Non servì molto altro per riempire due settimane con lo zaino in spalla, viaggiando a bordo di bus e treni. Solo alla fine del viaggio, guardando indietro, riuscii a ripercorrere la mia rotta: Lubiana, Salisburgo, Vienna, Praga, Brno, Budapest, Trieste e Monfalcone. Da quel momento in avanti, non smisi più di viaggiare e di scrivere i miei diari sul Caffè Orientale...

Luoghi visitati...

Sin dalla sua nascita, nel 2007, il Caffè Orientale è un "circo" culturale itinerante: si è spostato attraverso diverse regioni d'Italia e, soprattutto, numerosi paesi europei. Ma non importa quanti e quali siano i luoghi visitati durante questa ormai lunga esperienza: ciò che conta, nel viaggio come nella vita, è il movimento...

Regioni d'Italia

1 .   Lombardia
2 .   Friuli - Venezia Giulia
3 .   Trentino - Alto Adige
4 .   Veneto
5 .   Piemonte
6 .   Emilia - Romagna
7 .   Toscana
8 .   Marche
9 .   Lazio
10 .   Puglia

Europa

1 .   Slovenia
2 .   Austria
3 .   Repubblica Ceca
4 .   Ungheria
5 .   Polonia
6 .   Scozia
7 .   Germania
8 .   Croazia
9 .   Lituania
10 .   Lettonia
11 .   Estonia
12 .   Finlandia
13 .   Bosnia-Erzegovina
14 .   Serbia
15 .   Svizzera
16 .   Olanda
17 .   Norvegia
18 .   Danimarca
19 .   Svezia
20 .   Inghilterra
21 .   Islanda

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Aprile 2018 - La "Primavera europea": Berlino, Oslo, Budapest

postato da blog.ilcaffeorientale.com [27/05/2018 09:45]
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Aprile 2018 - La "Primavera europea": Berlino, Oslo, Budapest

Questa primavera lascerà dietro di sè una rinascita insolita e atipica per l'Europa. Un risveglio, forse traumatico, da un lungo letargo politico e sociale che, ormai da troppi anni, stava nascondendo i danni della carestia economica sotto una spessa coltre di neve e ghiaccio.

Ma noi, cittadini europei, ormai quasi più simili agli animali di una favola scritta da Esopo, ci siamo accorti che, nostro malgrado, i predatori si erano già appostati da mesi intorno alle nostre tane invernali. Le loro fauci, assetate di carne e sangue, accecate da un istintivo quanto incontrollabile appetito, hanno riportato la "fauna" europea ad un pericoloso rischio di estinzione.

I cosiddetti "populismi", e su questo inviterei tutti coloro che ricorrono impropriamente al termine "populismo" a rileggerne la breve definizione sull'Enciclopedia Treccani, si stanno impossessando di un'Europa in estrema difficoltà economica, politica e sociale.

La cultura, antico antidoto contro il veleno dei totalitarismi e degli abusi, resta pur sempre un pericoloso preparato chimico che, se sapientemente ma sinistramente manipolato, conduce alla lobotomia intellettuale: distrugge la libertà di pensiero, annebbia le mente, separa amici e parenti, sicuri di fare delle convinzioni politiche un fine anzichè un mezzo.

 

Questo esempio di street-art nelle vicinanze dell'università di Oslo è forse l'immagine migliore del momento storico che stiamo vivendo...
 

Questa è l'Europa attraverso la quale ho viaggiato nel corso della primavera: da Berlino a Budapest, passando attraverso Oslo. Da Oriente a Settentrione. Sono ripartito da una Berlino che, nonostante le apparenze, ha perso la propria identità di una città dove tutto era concesso, a patto che non tradisse mai la libertà di fare ciò che si volesse della propria vita e delle proprie abitudini.

Poi l'ultimo ritorno a Oslo, in un paese che, almeno per ora, sembra non subire troppo i contraccolpi della crisi esplosa nel 2011. Anche se parlare di "oasi felice" non sarebbe completamente corretto. Preferirei parlare di zona non ancora contaminata, quasi come se, messe in quarantena le aree circostanti, la Norvegia stia provando a respingere l'epidemia.

Infine l'Ungheria e Budapest, dopo tanti anni dalla mia prima, ma anche seconda volta qui (2006 e 2009). Era un'Ungheria davvero europea, molto più di oggi, almeno nelle sue "preferenze" elettorali. All'epoca inseguivo me stesso proiettandomi in un mondo e un'età che, nel corso dei miei studi, potevo soltanto immaginare. Oggi torno per lavoro, un meraviglioso lavoro, quello dello storico che, lo ammetto, strizza l'occhio da sempre alle scienze politiche.

Parteciperò attivamente a un convegno di studi internazionali sul fascismo (si noti bene, non un "convegno fascista"), alla Central European University, la stessa che, molto probabilmente, verrà fatta chiudere dall'attuale governo ungherese.

La crociata contro gli "stranieri", sembra essere cominciata da tempo, ma solo ora ce ne accorgiamo. Budapest città internazionale, capitale di uno stato che, anziché nazionale, è tornato ad essere "nazionalista".

 

12 aprile 2018, Berlino-Oslo

Alle 9.50 sono già in rampa di lancio per Oslo. Così, appena atterrato, mi dirigo verso la biblioteca di scienze umanistiche dell'università per una lunga giornata di studio e lavoro. Finalmente, anche a Oslo, è arrivata la primavera.

Per poche settimane, inoltre, è possibile fare il barbecue sulla penisola di Bygdøy, a picco sul mare e a due passi dalla foresta. Noi non perdiamo tempo e, già dalla prima sera, ne approfittiamo per impestare i nostri vestiti di salsedine e fumo da pesce alla brace.

Il nostro non è un lusso da capitalisti, da aragosta in un ristorante esclusivo. Anzi, è un "lusso popolare", gentilmente offerto a noi stessi da tutti noi in quanto patrimonio "pubblico", ma non per questo davvero gratuito. Rigurgiti "marxiani" (o marziani, visto che, stando alla nuova propaganda culturale globale, il socialismo sembra non essere mai esistito su questo pianeta) a parte, le giornate si sono ormai allungate.

 

14 aprile 2018, Oslo

Week-end favoloso: sole e 24 gradi. Anche oggi trascorriamo la giornata all'insegna della natura. A pranzo, barbecue sulla spiaggia di Bygdøy con salmone, verdure e vino bianco del Trentino. Dopodichè, in serata, non resistiamo alla tentazione di replicare: salsicce e birra davanti al lungo tramonto sul fiordo. In sottofondo, Eddie Vedder: Into The Wild.

 

Per questo secondo barbecue improvvisato, abbiamo raccolto buona parte della legna nella foresta...
 

In questo momento non potremmo chiedere nulla di meglio né al mondo né a noi stessi. Ripensiamo al nostro immediato futuro, agli amici che vorremmo qui con noi ora, a quanto sarebbe bello poter condividere tutto questo con chi lotta veramente. Eppure inizia a serpeggiare in noi la sensazione che, dopo sei anni, ci dovremo presto allontanare da Oslo.

Forse la carriera professionale di Nora proseguirà altrove, magari a Bergen. Dunque c'è aria di "smobilitazione", ci sembra di essere in congedo e ci assale una grande nostalgia. Ci sembra di non voler perdere più nemmeno un istante di questa città in fondo così poco nota poiché ragionevolmente oscurata dalla bellezza delle altre capitali nordiche e, soprattutto, dalle meraviglie uniche che il resto della Norvegia offre all'intera umanità.

Eppure siamo grati a Oslo per averci regalato anni straordinari, di crescita, maturazione, conoscenza ma anche umiltà e conforto.

 

15 aprile 2018, Oslo

Forse grazie a questi "presentimenti", approfittiamo del sole e, soprattutto, dell'offerta culturale riservata a cittadini e turisti in questa domenica norvegese. La città di Oslo, infatti, offre l'ingresso gratuito ai maggiori musei e anche i trasporti sono gratis. Vistiamo il Rådhus (palazzo municipale) e il Norsk Folkemuseum. In serata, una pizza e un film "berlinese" al cinema: Western.

 

All'interno del Rådhus. La sua costruzione cominciò nel 1931, per poi interrompersi nel periodo bellico e ricominciare fino al 1950
 

La storia di gente "semplice", di operai tedeschi presi veramente dalla strada e dai cantieri che, loro malgrado, si ritrovano a lavorare in un borgo sperduto della Bulgaria. La loro lotta sociale per farsi accettare, si trasformerà presto in un Far West di uomini più o meno maturi messi di fronte alle loro paure e alle loro debolezze. Dedicato a chi crede che l'Occidente abbia sempre capito tutto: sempre, comunuqe e dovunque.

 

Il Norsk Folkemuseum (Museo del popolo norvegese). Alcuni dei numerosi edifici, provenienti da ogni epoca ed angolo della Norvegia, situati in un suggestivo museo all'aperto.

 

18 aprile 2018, Oslo-Berlino

I giorni che mi separano dalla mia, forse ultima, partenza da Oslo, trascorrono intensamente all'Archivio di Stato norvegese (Riksarkivet). Non smetto di scoprire e conoscere luoghi della città per me (e forse per molti altri), ancora ignoti.

Fotografie di occupanti tedeschi in festa, tra cene e ricevimenti, spadroneggiando tra ristoranti e caffè mentre il mondo andava in fiamme. Ufficiali, lacchè e cortigiane disposti a vendersi nei salotti per pochi attimi di notorietà e illusione di potere. E dietro di loro, una coltre immensa di distruzione e sofferenza. Amo questo lavoro perché mi consente di non allontanarmi mai troppo dalla realtà, dal mondo, dalla (lo spero sempre) verità. 

Pochi giorni prima di ripartire per Budapest, scopro un nuovo angolo berlinese che mi mancava. Sì, persino a me, capita di trovare luoghi inesplorati a Berlino. Moabit era un quartiere che conoscevo poco, anche se i quartieri di Berlino, va detto, si possono solo qualificare attraverso le "inquadrature", come una fotografia, come un "frame".

Berlino dipende da come la si vede, da come la si inquadra, da come la si interpreta. Ed ecco che, ormai ogni sera, dopo lunghe giornate in archivio, oppure chiuso in casa a leggere e scrivere, mi rilasso con una birra fresca dopo cena.

Una lunga passeggiata ed una Berliner sulla Sprea mi riportano a Milano, a tutto ciò che dovrò affrontare ma che non posso permettermi il lusso di temere.

 

Tramonti che non si possono dimenticare, durante fresche passeggiate serali
 

Un improvviso caldo primaverile ha finalmente raggiunto la città, ogni mattina i leprotti saltellano nel giardino sotto alla mia finestra, mentre ogni sera gli ubriachi scatarrano sulle panchine fuori dal supermercato. Insomma, tutto è sempre berlinese ma declinato secondo i colori e le atmosfere di Moabit.

 

26 aprile 2018, Berlino-Budapest

Parto per una "convention" in Ungheria. Parlerò della diffusione del fascismo italiano in Finlandia tra gli anni Venti e Trenta del ventesimo secolo. Stasera mi raggiungerà Nora e domani arriverà anche un carissimo collega con cui presenteremo insieme i nostri studi: Emanuele.

Io e Nora alloggiamo in un accogliente appartamento a Buda, una sorta di torre "gotica" posticcia dove il pezzo forte è indubbiamente il balcone. Fa molto caldo, la città è insolitamente afosa per essere solo la fine di aprile. Sappiamo di non essere i benvenuti al di fuori della Central European University che il governo ungherese farà, molto probabilmente, chiudere.

 

Il balcone vale l'intero prezzo dell'appartamento!
 

Eppure tutto sembra "normale", "tranquillo", "immutabile". Chissà, magari siamo anche schedati e, tra qualche anno, verremo ricordati come ospiti "indesiderati". Per il momento, però, siamo qui per conciliare il lavoro alla condivisione, alla stima e all'amicizia. 

 

27 aprile 2018, Budapest

Dopo una lunga giornata di convegno, ci fidiamo della Lonely planet e scegliamo uno di quei ristoranti abbastanza lontani dal centro da essere tipici ma non troppo turistici. Insomma, uno di quei luoghi dove non finisci per caso (Remíz kávéház).

La scelta è ottima, cibo e bevande sono all'altezza di una serata molto conviviale. Siamo solo in tre, ma è come se con noi ci fosse tutto un mondo. Forse è la passione che ci muove ogni giorno lungo la faticosa strada della cultura umanistica. Ma la soddisfazione di raggiungere una meta alla fine di ogni salita, non ha davvero prezzo. Fino alla scalata successiva.

 

28 aprile 2018, Budapest

Dalla sommità del castello, la città appare ancora più maestosa. Nonostante manchi il mare, il Danubio trasmette quel senso imprescindibile di movimento e di vita che solo l'acqua sa dare. Sto tornando indietro a quegli anni lontani in cui credevo che la Mitteleuropa fosse il mondo in cui rinchiudermi. Sbagliavo, non esistono luoghi in cui rifugiarsi, semmai nuovi orizzonti da scoprire. 

 

Budapest e il Danubio visti dal castello. Per fare questa foto in pace, sono stato "costretto" ad affrontare un "bulletto italiano". Avete presente Clint Eastwood in Gran Torino? Una cosa simile, solo che io non avevo la pistola, bensì lo smartphone!

 

 

29 aprile 2018, Budapest

Oggi chiudiamo in bellezza con la nostra conferenza e, soprattutto, con una cena "rock" in un bel pub (si chiama Lánchíd Söröző) nelle vicinanze del Ponte delle Catene. Nora è partita in serata alla volta di Oslo, mentre io ed Emanuele voleremo verso "casa" domani.

Per me, tuttavia, ci sarà l'ultimo pit-stop berlinese prima di tornare a Milano. Le ore scorrono via tra birra, ricordi di gruppi, concerti, idee, progetti, storie "lombarde"...

Mentre i più giovani si scatenano sulle innumerevoli imbarcazioni attraccate lungo il Danubio, in una nuvola puzzolente di sudore e ormoni, noi passeggiamo per smaltire la cena. Grazie Budapest, spero di rivederti presto, ancora così libera e spontanea.

 

30 aprile 2018, Budapest-Berlino

Anche Emanuele è partito, tuttavia mi resta una lunga mattinata prima di imbarcarmi sul volo che mi riporterà in Germania. La temperatura è ancora alta, con quel caldo umido che normalmente sono solito stramaledire a Milano nei mesi estivi (e talvolta, persino primaverili).

Eppure, come ai vecchi tempi, ricomincio a macinare chilometri, a piedi, questa volta ritornando a Pest dopo tanti anni. Visito il quartiere ebraico, presso il quale c'è un locale particolarmente "curioso". Si tratta del Szimpla Kert. All'interno della palazzina, tra balconi e cortili, potete trovare di tutto: pub, installazioni e mostre d'arte, orti...Vivamente consigliato!

 

Uno dei numerosi (e bizzarri) scorci del Szimpla Kert

 

A pranzo non resisto: dopo mesi di cucina mitteleuropea devo mangiare qualcosa di veramente italiano. Vado al Terzo Cerchio. Così, come nel 2006 e nel 2009, non mi delude. Inutile dirvi che se capitate a Budapest e cercate un locale davvero di qualità, sapete dove andare!

 

Epilogo

Speravamo in tanti che le parole: "razza", "religione", "nazione", così come "razzismo", "laicità", "nazionalismo", ci fossero ormai ben chiare. Invece no, siamo recidivi come un tumore e, dunque, non possiamo fare altro che reagire e curare questa maledetta bestia che ormai ci perseguita, sia in senso metaforico, sia fisico (il cancro, infatti, è uno dei peggiori nuovi nemici del terzo millennio).

Non è stato, mi dispiace, un resoconto sempre sereno ma, fino a quando la rete darà voce alla libertà di espressione, anche il mio blog sarà un mezzo di condivisione e di confronto. Per non dimenticare, per non ignorare, per non morire troppo presto.

Fabio

 

I migliori hashtag di Aprile 2018

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Pasqua 2018 - Praga, Dresda, Berlino e il lungo inverno...

 

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