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Name: Il Caffè Orientale
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PERCHé "ORIENTALE"?

Talvolta le domande più semplici richiedono le risposte più complicate. In questo caso, tenterò di rendere semplice una risposta molto difficile. Il Caffè Orientale nacque nel 2007 come sito internet culturale dedicato alla Mitteleuropa e, ancor più precisamente, all'intera Europa centro-orientale. Ma a questo punto il rigore scientifico delle convenzioni mi avrebbe imposto di essere ancora più preciso e, dunque, avrei dovuto distinguere tra Europa danubiano-balcanica, Paesi baltici, Russia e Caucaso, oppure chissà quale altra cervellotica definizione così poco adatta a chi i confini preferisce superarli anziché tracciarli. D'altra parte, lo ammetto, la parola "orientale" suscita sempre grande curiosità. Qualche bizzarra ipotesi, ben lontana da ragionevoli riferimenti storico-geografici, ha chiamato in causa persino la Massoneria! Ma nulla di tutto ciò ha mai avuto a che fare con questo blog! Ebbene, dopo dieci anni di storia, il Caffè Orientale è, contemporaneamente, sia il risultato di un progetto incompleto (e forse irrealizzabile), sia l'inizio nonché la continuazione di un nuovo percorso. Un itinerario, insomma, dove la rotta, da ormai cinque anni, segue anche la via del Nord: Scandinavia, Gran Bretagna e tutta l'Europa settentrionale. Il futuro guarda in tutte le direzioni, dentro e fuori il Vecchio Continente. Il motivo è semplice: un blog dedicato ai viaggi non deve fermarsi mai. Non può smettere di raccontare storie, visitare luoghi, conoscere persone e culture. Forse avrei dovuto pensarci subito. Magari il "Caffè", che tanto faceva pensare ai fratelli Verri, non avrebbe avuto bisogno di aggettivi, soprattutto di tipo geografico. Eppure la vita è così: nulla è per sempre. Così, in occasione del decennale di questo sito, ho pensato che fosse bello ripartire proprio dalle origini, ossia dai diari di viaggio...

Chi sono

Due parole per presentarmi...

I Diari di Viaggio

I "Diari di viaggio" sono forse il vero motivo per il quale il Caffè Orientale nacque nel 2007. Intorno ad esso, tuttavia, si raccolsero diversi intenti, dapprima divulgativi finalizzati alla conoscenza in rete dell'Europa centro-orientale e, successivamente, operativi. Il Caffè divenne, infatti, un partner digitale per l'organizzazione di eventi culturali. Oggi tutto è cambiato: la sua nuova natura di blog è un importante ritorno alle origini, ai viaggi che hanno ispirato tutto questo. Il Caffè è finalmente cresciuto, assumendo la forma che avrei sempre voluto dargli: un diario itinerante, attraverso i luoghi e la storia, per ricordare e capire come sono cambiato io così come il mondo intorno a me. Spero che le mie non saranno soltanto cronache personali ma anche un utile spaccato del tempo in cui vivo. A futura memoria, nel caso in cui qualcuno volesse riscoprire come eravamo e come era il mondo all'inizio del 2000.

RICERCA

2017

Il Caffè Orientale compie 10 anni (2007-2017). Aspettatevi di tutto...

2016

Dieci anni di viaggi e non sentirli...L'anno comincia in Norvegia e prosegue per qualche settimana in Italia. Poi si parte per una trasferta incredibile: Oslo-Cambridge-Oslo in 30 ore. A Pasqua si torna nelle Marche, poi Roma e Firenze per lavoro. La vita non si ferma, così tra la fine di aprile e l'inizio di maggio, trascorro una settimana tra la Baviera ed il Brandeburgo. L'estate è lunga ma straordinaria: in giugno si raggiunge il picco della bellezza pura e genuina dei luoghi in Südtirol. Poi un'altra lunga vacanza alla conquista del "grande Nord": Bergen, Amburgo, Lubecca, Schwerin, ancora Berlino per poi tornare ad Oslo e proseguire verso Stoccolma dopo pochi giorni. Non mancano nemmeno piccole gite intorno al fiordo di Oslo nel mese di settembre, con un toccante ritorno a Macerata verso l'inizio dell'autunno. Poi la vita mi "tradisce": nuove drammatiche sfide mi costringono a rimanere fermo: ma imparo ad apprezzare ancora di più il luogo in cui vivo. Milano, la Brianza e la Lombardia (oltre ad una piccola "toccata e fuga piemontese") si delineano come luoghi da riscoprire: Stresa, il Lago Maggiore, il Lario, Como e i suoi dintorni ridanno la speranza di tornare a viaggiare con il cuore oltre l'ostacolo alpino: in volo su quei cieli che tante volte mi hanno portato in Germania e poi oltre, verso l'amata Scandinavia. Così finisce anche il 2016, in Brianza, con tutti i miei cari: il modo migliore per tornare a viaggiare, sognare e, soprattutto, vivere.

2015

Cominciamo con calma...I miei soggiorni norvegesi diventarono così lunghi e frequenti che, alla fine dell'anno, il conto era semplice: avevo trascorso più giorni in Norvegia che in Italia. A Pasqua, poi ancora a maggio e giugno. Ma, soprattutto, navigai attraverso i fiordi meridionali prendendo parte al mitico "Skandinavia Rundt". Non contento, riuscii finalmente a visitare Copenhagen alla fine di agosto. L'autunno norvegese fu straordinario, ricco di idee e nuove energie per il mio futuro umano e professionale. Ma sapevo, in un certo senso sentivo, che il 2016 sarebbe stato un anno intenso, pieno di viaggi e sfide importanti da cogliere.

2014

Non solo Scandinavia...Proprio mentre, inconsapevolmente, stavo per lasciare Berlino e la Germania, la mia "riscoperta" dell'Italia si accompagnava ad un crescente interesse per la Norvegia. Dopo un piccolo giro estivo nel mio amato nord-est, da Venezia a Trieste passando per Verona ed il lago di Garda, trascorsi quasi due mesi in Norvegia. Un ultimo autunno berlinese mi separava da quello che sarebbe stato il mio definitivo (inatteso ma risolutivo) ritorno in Brianza. Non mancò nemmeno un nuovo capitolo natalizio norvegese, il terzo. Da quel momento in avanti, la Norvegia non sarebbe più stata un semplice "diversivo".

2013

La rincorsa: un anno all'inseguimento...Il 2013 fu davvero incredibile: intenso ma ricco di soddisfazioni e speranze. La mia vita tra Berlino e la Norvegia era ormai una piacevole routine, ma ero riuscito a trovare il tempo per un fantastico ritorno a Trieste e, soprattutto, a Roma. Dopo quindici anni, infatti, grazie al lavoro, colsi l'occasione giusta per visitare nuovamente la "città eterna". Non fu facile capire che quel pomeriggio al Gianicolo sarebbe stato soltanto l'inizio di un'altra grande avventura. Ma era bello fermarsi, per un attimo, a pensare che quel tramonto capitolino sarebbe stato un dolce aperitivo...Durante l'estate feci persino in tempo a tornare nelle Marche, dopo due anni dalla scomparsa di mio nonno: poi mi "tuffai" ancora nelle acque dei fiordi, con destinazione Norvegia.

2012

Visioni scandinave: forse non lo sapevo...La bussola impazzì nuovamente, così dovetti seguirla fino a Nord. "Sbarcai" per la prima volta in Norvegia, conoscendo luoghi che, fino a quel momento, avevo solo immaginato: Oslo, Bergen, la regione di Hardanger, Stavanger e i fiordi della costa occidentale. Diventai un pendolare dell'aria, tra Berlino ed Oslo con qualche trasferta milanese ma senza dimenticare mai le mie terre d'origine...

2011

E quindi? Fu l'anno della svolta: decisi di trasferirmi a Berlino per seguire il mio destino. I miei viaggi diventarono semplice "pendolarismo" tra Berlino e Milano, finché, alla fine del 2011, non capii che la destinazione era ormai certa. Avevo lasciato l'Italia, forse per poco, forse per molto, forse per sempre. Non lo sapevo, non volevo nemmeno scoprirlo per non rovinarmi il gusto dell'avventura: fu così che, mese per mese, vissi uno degli anni più entusiasmanti della mia vita. Era la la "mia" storia, era il 2011, era un anno "mitico"...

2010

Verso una nuova vita...Così si rinasce a primavera, dopo un letargo invernale abbastanza pesante. Ad aprile ripartii alla volta di Berlino passando attraverso Verona e Norimberga. Riuscii persino a trascorrere una notte a Monaco prima di tornare a Milano. Ma l'estate non tardò ad arrivare così, dopo un antipasto in terra giuliana, ero pronto per una nuova avventura berlinese. Ma stavolta con uno straordinario intermezzo olandese: Utrecht! Trascorsi il mio primo (meraviglioso) autunno a Berlino per scrivere la tesi. Anche questo Natale fu "berlinese" e si rivelò come l'ultima tregua prima di una grande e faticosa battaglia.

2009

Oltre ogni limite...L'anno dei viaggio "ricominciò" in primavera: Pasqua in Friuli, a Gemona sui luoghi del terremoto del 1976 e due giorni meravigliosi a Pula (Pola) nell'Istria croata. In estate, nonostante una caviglia in pessime condizioni, tornai a Zagabria prima di lanciarmi alla scoperta di Sarajevo e Belgrado. Dopo una breve sosta a Budapest, tornai a Berlino. Da qui una nuova "rotta" baltica: Stettino - Danzica ed ancora Berlino. Ma la corsa non era ancora finita: Zurigo e, soprattutto, un matrimonio in Salento mi stavano aspettando alle porte dell'autunno e poi...il secondo "Natale a Berlino". Nonostante avessi avuto recenti problemi di salute, la voglia di rimettermi in marcia, verso una nuova vita, non era scomparsa: aggiunsi all'itinerario Lipsia, Rostock e Francoforte sul Meno...Effettivamente avevo superato ogni limite!

2008

Un anno senza freni...Iniziai a viaggiare in primavera, trascorrendo la Pasqua a Zagabria dopo aver risalito la Slovenia lungo la rotta ferroviaria della Transalpina. In maggio visitai Rijeka (Fiume) prima di lanciarmi nel viaggio estivo più lungo ed avvincente sino a questo momento: dal Baltico all'Adriatico. Partii da Milano alla volta di Vilnius per poi proseguire verso Riga, Tallinn, Helsinki e fare nuovamente ritorno a Riga prima di raggiungere, per la seconda volta, Berlino. Dopo qualche giorno di sosta (ed una rapida visita a Leer e Brema) ripartii verso le Dolomiti, tenendo il Trentino come "rampa di lancio" per l'ultimo acuto adriatico: ancora Slovenia, stavolta l'Istria e la magnifica Pirano. Poi venne dicembre...fu un mese straordinario. Dapprima "In viaggio con papà!" a Monaco di Baviera per il concerto dei Motörhead" e poi il primo "Natale a Berlino". Durante il soggiorno berlinese non mancarono nemmeno le gite: Amburgo e Dresda. Un mare di chilometri...

2007

L'anno che non ti aspetti: parti per visitare le Highlands scozzesi e ti ritrovi in Baviera passando per la prima volta attraverso la Polonia ed il Brandeburgo! Restano i ricordi di una Berlino molto diversa, all'epoca davvero economica ed ancora poco appesantita dalla "gentrification". Fu un itinerario insolito ma, in fondo, suggestivo: Glasgow, Inverness, Aberdeen, Edimburgo e poi via verso Varsavia, Berlino, Monaco di Baviera e...Monfalcone!

2006

Tutto cominciò così, con un viaggio in solitario senza una meta precisa. Solo un proposito: perdermi nella Mitteleuropa. Avevo fissato soltanto alcune coordinate: Praga, Budapest, una bozza di itinerario ed un periodo di percorrenza. Non servì molto altro per riempire due settimane con lo zaino in spalla, viaggiando a bordo di bus e treni. Solo alla fine del viaggio, guardando indietro, riuscii a ripercorrere la mia rotta: Lubiana, Salisburgo, Vienna, Praga, Brno, Budapest, Trieste e Monfalcone. Da quel momento in avanti, non smisi più di viaggiare e di scrivere i miei diari sul Caffè Orientale...

Luoghi visitati...

Sin dalla sua nascita, nel 2007, il Caffè Orientale è un "circo" culturale itinerante: si è spostato attraverso diverse regioni d'Italia e, soprattutto, numerosi paesi europei. Ma non importa quanti e quali siano i luoghi visitati durante questa ormai lunga esperienza: ciò che conta, nel viaggio come nella vita, è il movimento...

Regioni d'Italia

1 .   Lombardia
2 .   Friuli - Venezia Giulia
3 .   Trentino - Alto Adige
4 .   Veneto
5 .   Piemonte
6 .   Emilia - Romagna
7 .   Toscana
8 .   Marche
9 .   Lazio
10 .   Puglia

Europa

1 .   Slovenia
2 .   Austria
3 .   Repubblica Ceca
4 .   Ungheria
5 .   Polonia
6 .   Scozia
7 .   Germania
8 .   Croazia
9 .   Lituania
10 .   Lettonia
11 .   Estonia
12 .   Finlandia
13 .   Bosnia-Erzegovina
14 .   Serbia
15 .   Svizzera
16 .   Olanda
17 .   Norvegia
18 .   Danimarca
19 .   Svezia
20 .   Inghilterra
21 .   Islanda

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Estate 2016 - Calci di rigore: da Oslo a Stoccolma

postato da blog.ilcaffeorientale.com [02/09/2016 11:39]
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Estate 2016 - Calci di rigore: da Oslo a Stoccolma

Il primo "tiro dal dischetto" si stampa sul palo. Nemmeno 48 ore (20 agosto) dopo il mio ritorno ad Oslo, trascorro una notte da incubo in preda ad una (presunta) indigestione: sudori freddi, nausea, crampi, cefalea. Penso che neanche una bottiglia intera di Prunella Ballor (la stessa portata da Fantozzi e Filini all'Ippopotamo) avrebbe prodotto effetti simili!

Poi, come se non bastasse, il giorno successivo (domenica 21 agosto), la "nuova" Inter di De Boer mi regala una bella figuraccia...Ma per fortuna, il 22 agosto, la nave scuola "Amerigo Vespucci", sbarca ad Oslo: l'occasione è ghiotta per visitare questo gioiello il giorno successivo. Varata nel 1931 per l'addestramento degli allievi ufficiali dei ruoli normali dell'Accademia Navale, è stata ristrutturata per l'ultima volta tra il 2013 ed il 2016. Ciò significa che non è davvero facile poter salire a bordo per visitarla.

 

La "Amerigo Vespucci" attraccata al molo Vippetangen di Oslo
 

Il sole caldo di ieri, tuttavia, sembra già un lontano ricordo: è solo il 24 agosto ma Oslo ci regala già un antipasto autunnale. Eppure noi, esperti "rigoristi", dotati di classe e sangue freddo, vogliamo azzardare il "cucchiaio". Ma non alla "Pellè", bensì alla "Pirlo" ed alla "Totti". Così, senza pensarci nemmeno troppo, prenotiamo due giorni a Stoccolma...Ci mancava ancora "qualcosa" per completare il nostro viaggio nordico!

I giorni che ci separano dalla nostra nuova partenza scorrono veloci: il 27 agosto torna la serata dark, la "Shadowlove" al mitico John Dee di Oslo: i DJ sono bravi e le loro playlist mi riportano (quasi) alla Berlino dei tempi migliori. Usano i CD e, da ex-DJ, li capisco molto bene: la musica ti deve "passare" tra le mani, la devi "sentire" sulle dita.

Il 28 agosto, alla vigilia della partenza, scopriamo con piacere un piccolo bar-bistrot portoghese: si trova in Kongensgate, di fronte all'Alfaskolen. Per sole 55 corone, offrè caffè (o cappuccino, americano, ecc.) con dolce: piccolo ma squisito...Consiglio il "Pastel de nata" che dà il nome al locale!

29 agosto, ore 8,45: finalmente si parte per Stoccolma! Ci sono 11 gradi, piove e ci attendono otto ore di viaggio a bordo di un confortevole bus della Swebuss. Il paesaggio non è particolarmente suggestivo: solo foreste di conifere e laghi. Per combattere la noia, ascoltiamo i Cultus Ferox...ed è subito Medioevo!

Pensiamo già alla nostra serata a Stoccolma, sfoggiando il nostro "accento svedese" come Fantozzi. Alloggiamo al M/S Birger Jarl Hotel, un simpatico albergo/ostello ricavato dalla conversione di una piccola nave da crociera in hotel. L'imbarcazione, ormai saldamente attraccata ad un paio di chilometri dalla città vecchia (Gamla stan) di Stoccolma, risale al 1953 e dal 2013 è considerata patrimonio culturale.

 

La "M/S Birger Jarl" non è certo come la "Amerigo Vespucci", ma ha il suo fascino!
 

Quando era ancora in servizio, viaggiava prevalentemente tra Stoccolma e Mariehamn, una graziosa località situata sull'isola di Fasta Åland (Finlandia), a cavallo tra il Golfo di Botnia ed il Mar Baltico. Per la cena abbiamo prenotato al Sjätte Tunnan, presso la città vecchia: è un ristorante "medievale" che offre piatti cucinati secondo l'antica tradizione. Occorre precisare che è caro, tra i 5 ed i 10 euro in più rispetto ai ristoranti nella media. Tuttavia l'atmosfera e le pietanze meritano uno "sforzo" economico.

Innanzitutto riusciamo, finalmente, a bere una birra al miele (molto simile al mjöd). Dopodiché gustiamo dell'ottimo burro fatto in casa spalmato su un wasa (una specie di cracker), un piatto di polpette di cinghiale condito con crema di funghi e verdure (forse radici di qualcosa...) e coniglio stufato.

Sebbene il locale non sia pieno, il servizio risulta abbastanza lento, tuttavia il dolce ci fa dimenticare l'attesa: una meravigliosa torta al formaggio di capra con more e lamponi. Purtroppo un tavolo di americani vicino al nostro, ci "rovina" l'atmosfera medievale. Una signora del Tennessee parla a voce troppo alta, così mi domando: "Voterà Trump?" Chissà...Potrebbe diventare come il "caso" di Berlusconi: molti dicevano di non votarlo e poi vinceva le elezioni...

 

Il "Tunnan" funziona anche come birreria. Nel caso in cui non abbiate una fame da "banchetto medievale"...
 

Comunque qui vi portano lo scontrino conficcato sul tagliere con un coltello: folklore o pragmatismo? Fuori ha iniziato a piovere e la serata è davvero umida: ci ricorda tanto Amburgo, così pensiamo sia meglio tornare alla nostra "imbarcazione". Ci rendiamo conto di aver fatto un affare: abbiamo scelto la cabina senza finestra per risparmiare. Ma in bagno la finestra c'è eccome, così possiamo goderci il panorama del faro e del tivoli (parco divertimenti) sulla sponda opposta del canale: buonanotte Stoccolma!

Dedichiamo la mattina del 30 agosto alla visita della città vecchia e del quartiere di Djurgården, elegante e ricco di musei. Tra questi il museo nordico e il famoso Skansen, una sorta di museo a cielo aperto di storia e cultura medievale. Noi ci fermiamo per uno spuntino nei pressi del museo d'arte, il Liljevalchs Konsthall.

 

 

Gli edifici di fianco alla Svenska Akademien nella città vecchia
 

Poiché i ristoranti in Svezia sono abbastanza cari, se volete mangiare qualcosa di tipico senza donare un rene, il Blåporten (a pranzo) è il ristorante che fa per voi. Qui si possono gustare piatti tipici svedesi a prezzi contenuti.

Io scelgo le aringhe con patate. Oggi, inoltre, c'è il sole, così il locale offre il meglio di sé: il giardino. Sembra di essere a Bali ma senza il caldo, l'umidità e gli insetti tropicali. La prossima tappa, è il quartiere di Sofo, reso famoso (anche) da una recente serie televisiva svedese. La nostra lunghissima passeggiata abbatte tutte le calorie del pranzo, così alle tre ho una tremenda "crisi" di fame: troviamo un posto molto carino a Sofo, si chiama Cykelcafe le Mond.

Servono dolci e cappuccini squisiti: non è molto economico ma per un loro waffel con nutella, panna, banana, fragole e mirtilli, forse sarete disposti ad aprire il portafoglio! Mi fa passare la stanchezza ed il mal di testa...A Sofo, che visto l'alto tasso di "gentrification" potrebbe tranquillamente essere come Grünerløkka a Oslo o Kreuzberg a Berlino, ci sembra di capire quanto e come siano davvero cambiate le città europee.

Le "città vecchie" sono diventate musei a cielo aperto. Non sembra esistere più il rapporto essere umano/città di inizio '900. La vita è altrove, lontana dagli uffici della politica e del commercio: i centri storici si sono trasformati in immensi musei di architettura del diciannovesimo e del ventesimo secolo. Gli edifici ottocenteschi, soprattutto nell'Europa settentrionale, sono talmente mastodontici che sembrano opera dei giganti.

 

Il palazzo reale di Stoccolma, Stockholms slott, risalente al 1697
 

Già, i "giganti del Nord" dei quali i tedeschi settentrionali sembrano subire inconsciamente un vago "complesso di inferiorità". Mi è capitato spesso, soprattutto negli ultimi soggiorni ad Amburgo, Lubecca e Schwerin, di notare questo tentativo tedesco di "ergersi" come rappresentanti del mondo nordico così come i danesi, i norvegesi e gli svedesi. Cartoline, pubblicità, negozi ed edifici antichi, lasciano chiaramente percepire questa "sindrome da Grande Nord". E pensare che per i norvegesi persino i danesi vengono considerati "meridionali".

La Scandinavia, insomma, potrebbe tranquillamente costituire un "mondo a parte", senza nessuna necessità di essere sponsorizzata (o esaltata) da qualche altro paese dell'Europa continentale (Gran Bretagna compresa). Quando facciamo ritorno in hotel, è l'ora dell'aperitivo. Ne approfittiamo per goderci liberamente il ponte della nave: una Leffe del supermercato e qualche salatino avanzato dal viaggio di ieri (i mitici Ritz) completano il nostro aperitivo "cheap".

 

Aperitivo (cheap) con vista su Stoccolma
 

A cena, spinti da un'irrefrenabile voglia di pizza, ci lanciamo all'audace scoperta di una pizzeria italiana aperta da poco: "da Luigi". I prezzi sono molto competitivi (quasi la metà del prezzo medio di una cena svedese) e le pizze sono davvero molto buone: con 15 euro potete tranquillamente mangiare una pizza, bere una Moretti ed un caffè espresso (era dalla fine di luglio che ne avevo bisogno).

Nel frattempo un signore laido, intorno alla settantina e con i capelli rossi tinti, mangia da solo al tavolo fissando ogni ragazza o donna che passi nelle vicinanze. Così mi fa venire in mente la scena iniziale del film di Pupi Avati, "Regalo di Natale", quando l'avvocato chiede ad una signora seduta al tavolo di fronte se sia una prostituta dal momento che lo sta fissando intensamente.

Facciamo una passeggiata tra gli avveniristici palazzi intorno al Fatsburparken: gli edifici imponenti e la forma dei complessi fa pensare a Tempelhof. Ma la nostra meta serale è ben più lontana: è lo storico Pub Anchor e si trova nella parte nuova di Stoccolma.In questo locale trovate una buona birra media, la Falcon, per 42 corone (quasi la metà rispetto alla media), ottima musica rock e metal, un piccolo tavolo da blackjack, una discreta selezione di cocktails ed un'atmosfera amichevole.

Stasera c'è il "rockkaraoke" e siamo davvero curiosi di vedere chi si esibirà sul palco. Una ragazza distrugge letteralmente i Led Zeppelin cantando "Black Dog" con la voce di un gatto malato, il simpatico Joachim (che per noi diventa "Gioacchino") si affeziona talmente tanto al palco da voler cantare più di un pezzo. Un altro sembra Mr. Chow in Hangover III che canta "Hurt". Una ragazza francese, invece, se la cava molto bene ma non quanto un "vecchio rocker" intorno alla sessantina che dà una lezione a tutti cantando "Born to be Wild".

Nessuno si vergogna, giustamente, a salire sul palco, nemmeno chi patisce di evidenti menomazioni fisiche: stima e rispetto oltre che una gran voglia di divertirsi! È un peccato, davvero un gran peccato che domani si debba partire...ed è solo giovedì! Rimaniamo fino all'1 e mezza ma la serata sembra destinata a continuare.

 

Mi piace immaginare gli svedesi ubriachi così: "nudi e crudi" come l'arte con un elmo in testa!
 

Ci attendono (solo) otto ore di bus per tornare ad Oslo. Per la colazione del 31 agosto, scegliamo l'ottima offerta dell'hotel: per circa 10 euro, si può gustare un ottimo buffet ricco di bacon, uova, salumi, frutta, dolci, yoghurt, tè, caffè, succhi, marmellate e pane a volontà. Il pieno di calorie ci consente di dedicare l'ultima parte della mattinata alla visita della città nuova in direzione della stazione dei bus.

Il nostro "cavallo di lamiera" parte alle 13.00. Ho visto davvero tante stazioni di bus nella mia vita, ma questa è davvero la migliore (non scherzo): sembra un aeroporto! Proprio come quella di Lampugnano a Milano! A parte i tabelloni che non funzionano, la puzza di piedi, urina e la mancanza di display per capire dove vanno i bus, direi che si assomigliano! Per il viaggio adottiamo un'altra delle nostre "soluzioni punk per sopravvivere": ricicliamo la bustina di tè dell'andata rimasta nel thermos.

Per i pasti, invece, abbiamo dell'ottimo prosciutto crudo e fette di pane alle noci tagliate il giorno prima. Senza dimenticare un gustoso burro di arachidi, un po' di cioccolata e le Pringles. Quanto ai celebri luoghi comuni relativi alle bellezze svedesi, devo condividere l'opinione (neanche troppo faziosa) della mia compagna norvegese: "Mi aspettavo tutta un altra cosa" (detto proprio con il tono da "bauscia" milanese). Per passare il tempo abbiamo diverse soluzioni: il karaoke in playback, i trailer di Maccio Capatonda, le playlist "on the road", i personaggi strani sul bus.

Alle 20.00 passiamo il confine tra Svezia e Norvegia: è apparentemente abbandonato, ma in realtà esistono postazioni di guardia e controllo. Si passa senza soste obbligatorie ma per quanto ancora? In questo momento storico, soprattutto la Svezia è stata indicata come uno dei fronti più caldi dell'immigrazione. Quel paese che per decenni è stato considerato un modello di integrazione e tolleranza, oggi sembra subire le critiche e le conseguenze della sua stessa generosità. Finisce così il mio viaggio, per la maggior parte con la mia compagna dalla Brianza al Mare del Nord fino al Baltico, dalla fine di luglio all'ultimo giorno di agosto. Il bilancio parla chiaro: 8 città visitate, 6.022 chilometri percorsi, tre paesi diversi (con relative lingue) raggiunti. Abbiamo vinto ai calci di rigore...

Fabio

 

I migliori hashtag dei "calci di rigore"

#italofono

#softis

#vogliamo

#cancellatelafoto

#itopi

#kryptonite

#vedolaggentescema

#ottostarnutidifila

 

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