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il caffè orientale

Talvolta le domande più semplici richiedono le risposte più complicate. In questo caso, tenterò di rendere semplice una risposta molto difficile. Il Caffè Orientale nacque nel 2007 come sito internet culturale dedicato alla Mitteleuropa e, ancor più precisamente, all'intera Europa centro-orientale. Ma a questo punto il rigore scientifico delle convenzioni mi avrebbe imposto di essere ancora più preciso e, dunque, avrei dovuto distinguere tra Europa danubiano-balcanica, Paesi baltici, Russia e Caucaso, oppure chissà quale altra cervellotica definizione così poco adatta a chi i confini preferisce superarli anziché tracciarli. D'altra parte, lo ammetto, la parola "orientale" suscita sempre grande curiosità. Qualche bizzarra ipotesi, ben lontana da ragionevoli riferimenti storico-geografici, ha chiamato in causa persino la Massoneria! Ma nulla di tutto ciò ha mai avuto a che fare con questo blog! Ebbene, dopo dieci anni di storia, il Caffè Orientale è, contemporaneamente, sia il risultato di un progetto incompleto (e forse irrealizzabile), sia l'inizio nonché la continuazione di un nuovo percorso. Un itinerario, insomma, dove la rotta, da ormai cinque anni, segue anche la via del Nord: Scandinavia, Gran Bretagna e tutta l'Europa settentrionale. Il futuro guarda in tutte le direzioni, dentro e fuori il Vecchio Continente. Il motivo è semplice: un blog dedicato ai viaggi non deve fermarsi mai. Non può smettere di raccontare storie, visitare luoghi, conoscere persone e culture. Forse avrei dovuto pensarci subito. Magari il "Caffè", che tanto faceva pensare ai fratelli Verri, non avrebbe avuto bisogno di aggettivi, soprattutto di tipo geografico. Eppure la vita è così: nulla è per sempre. Così, dopo il decennale di questo sito (nel 2007), ho pensato che fosse bello ripartire proprio dalle origini, ossia dai diari di viaggio. A futura memoria, nel caso in cui qualcuno volesse riscoprire come eravamo e come era il mondo all'inizio del 2000...

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Estate 2016 - Calci di rigore: da Oslo a Stoccolma

postato da blog.ilcaffeorientale.com [02/09/2016 11:39]
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Estate 2016 - Calci di rigore: da Oslo a Stoccolma

Il primo "tiro dal dischetto" si stampa sul palo. Nemmeno 48 ore (20 agosto) dopo il mio ritorno ad Oslo, trascorro una notte da incubo in preda ad una (presunta) indigestione: sudori freddi, nausea, crampi, cefalea. Penso che neanche una bottiglia intera di Prunella Ballor (la stessa portata da Fantozzi e Filini all'Ippopotamo) avrebbe prodotto effetti simili!

Poi, come se non bastasse, il giorno successivo (domenica 21 agosto), la "nuova" Inter di De Boer mi regala una bella figuraccia...Ma per fortuna, il 22 agosto, la nave scuola "Amerigo Vespucci", sbarca ad Oslo: l'occasione è ghiotta per visitare questo gioiello il giorno successivo. Varata nel 1931 per l'addestramento degli allievi ufficiali dei ruoli normali dell'Accademia Navale, è stata ristrutturata per l'ultima volta tra il 2013 ed il 2016. Ciò significa che non è davvero facile poter salire a bordo per visitarla.

 

La "Amerigo Vespucci" attraccata al molo Vippetangen di Oslo
 

Il sole caldo di ieri, tuttavia, sembra già un lontano ricordo: è solo il 24 agosto ma Oslo ci regala già un antipasto autunnale. Eppure noi, esperti "rigoristi", dotati di classe e sangue freddo, vogliamo azzardare il "cucchiaio". Ma non alla "Pellè", bensì alla "Pirlo" ed alla "Totti". Così, senza pensarci nemmeno troppo, prenotiamo due giorni a Stoccolma...Ci mancava ancora "qualcosa" per completare il nostro viaggio nordico!

I giorni che ci separano dalla nostra nuova partenza scorrono veloci: il 27 agosto torna la serata dark, la "Shadowlove" al mitico John Dee di Oslo: i DJ sono bravi e le loro playlist mi riportano (quasi) alla Berlino dei tempi migliori. Usano i CD e, da ex-DJ, li capisco molto bene: la musica ti deve "passare" tra le mani, la devi "sentire" sulle dita.

Il 28 agosto, alla vigilia della partenza, scopriamo con piacere un piccolo bar-bistrot portoghese: si trova in Kongensgate, di fronte all'Alfaskolen. Per sole 55 corone, offrè caffè (o cappuccino, americano, ecc.) con dolce: piccolo ma squisito...Consiglio il "Pastel de nata" che dà il nome al locale!

29 agosto, ore 8,45: finalmente si parte per Stoccolma! Ci sono 11 gradi, piove e ci attendono otto ore di viaggio a bordo di un confortevole bus della Swebuss. Il paesaggio non è particolarmente suggestivo: solo foreste di conifere e laghi. Per combattere la noia, ascoltiamo i Cultus Ferox...ed è subito Medioevo!

Pensiamo già alla nostra serata a Stoccolma, sfoggiando il nostro "accento svedese" come Fantozzi. Alloggiamo al M/S Birger Jarl Hotel, un simpatico albergo/ostello ricavato dalla conversione di una piccola nave da crociera in hotel. L'imbarcazione, ormai saldamente attraccata ad un paio di chilometri dalla città vecchia (Gamla stan) di Stoccolma, risale al 1953 e dal 2013 è considerata patrimonio culturale.

 

La "M/S Birger Jarl" non è certo come la "Amerigo Vespucci", ma ha il suo fascino!
 

Quando era ancora in servizio, viaggiava prevalentemente tra Stoccolma e Mariehamn, una graziosa località situata sull'isola di Fasta Åland (Finlandia), a cavallo tra il Golfo di Botnia ed il Mar Baltico. Per la cena abbiamo prenotato al Sjätte Tunnan, presso la città vecchia: è un ristorante "medievale" che offre piatti cucinati secondo l'antica tradizione. Occorre precisare che è caro, tra i 5 ed i 10 euro in più rispetto ai ristoranti nella media. Tuttavia l'atmosfera e le pietanze meritano uno "sforzo" economico.

Innanzitutto riusciamo, finalmente, a bere una birra al miele (molto simile al mjöd). Dopodiché gustiamo dell'ottimo burro fatto in casa spalmato su un wasa (una specie di cracker), un piatto di polpette di cinghiale condito con crema di funghi e verdure (forse radici di qualcosa...) e coniglio stufato.

Sebbene il locale non sia pieno, il servizio risulta abbastanza lento, tuttavia il dolce ci fa dimenticare l'attesa: una meravigliosa torta al formaggio di capra con more e lamponi. Purtroppo un tavolo di americani vicino al nostro, ci "rovina" l'atmosfera medievale. Una signora del Tennessee parla a voce troppo alta, così mi domando: "Voterà Trump?" Chissà...Potrebbe diventare come il "caso" di Berlusconi: molti dicevano di non votarlo e poi vinceva le elezioni...

 

Il "Tunnan" funziona anche come birreria. Nel caso in cui non abbiate una fame da "banchetto medievale"...
 

Comunque qui vi portano lo scontrino conficcato sul tagliere con un coltello: folklore o pragmatismo? Fuori ha iniziato a piovere e la serata è davvero umida: ci ricorda tanto Amburgo, così pensiamo sia meglio tornare alla nostra "imbarcazione". Ci rendiamo conto di aver fatto un affare: abbiamo scelto la cabina senza finestra per risparmiare. Ma in bagno la finestra c'è eccome, così possiamo goderci il panorama del faro e del tivoli (parco divertimenti) sulla sponda opposta del canale: buonanotte Stoccolma!

Dedichiamo la mattina del 30 agosto alla visita della città vecchia e del quartiere di Djurgården, elegante e ricco di musei. Tra questi il museo nordico e il famoso Skansen, una sorta di museo a cielo aperto di storia e cultura medievale. Noi ci fermiamo per uno spuntino nei pressi del museo d'arte, il Liljevalchs Konsthall.

 

 

Gli edifici di fianco alla Svenska Akademien nella città vecchia
 

Poiché i ristoranti in Svezia sono abbastanza cari, se volete mangiare qualcosa di tipico senza donare un rene, il Blåporten (a pranzo) è il ristorante che fa per voi. Qui si possono gustare piatti tipici svedesi a prezzi contenuti.

Io scelgo le aringhe con patate. Oggi, inoltre, c'è il sole, così il locale offre il meglio di sé: il giardino. Sembra di essere a Bali ma senza il caldo, l'umidità e gli insetti tropicali. La prossima tappa, è il quartiere di Sofo, reso famoso (anche) da una recente serie televisiva svedese. La nostra lunghissima passeggiata abbatte tutte le calorie del pranzo, così alle tre ho una tremenda "crisi" di fame: troviamo un posto molto carino a Sofo, si chiama Cykelcafe le Mond.

Servono dolci e cappuccini squisiti: non è molto economico ma per un loro waffel con nutella, panna, banana, fragole e mirtilli, forse sarete disposti ad aprire il portafoglio! Mi fa passare la stanchezza ed il mal di testa...A Sofo, che visto l'alto tasso di "gentrification" potrebbe tranquillamente essere come Grünerløkka a Oslo o Kreuzberg a Berlino, ci sembra di capire quanto e come siano davvero cambiate le città europee.

Le "città vecchie" sono diventate musei a cielo aperto. Non sembra esistere più il rapporto essere umano/città di inizio '900. La vita è altrove, lontana dagli uffici della politica e del commercio: i centri storici si sono trasformati in immensi musei di architettura del diciannovesimo e del ventesimo secolo. Gli edifici ottocenteschi, soprattutto nell'Europa settentrionale, sono talmente mastodontici che sembrano opera dei giganti.

 

Il palazzo reale di Stoccolma, Stockholms slott, risalente al 1697
 

Già, i "giganti del Nord" dei quali i tedeschi settentrionali sembrano subire inconsciamente un vago "complesso di inferiorità". Mi è capitato spesso, soprattutto negli ultimi soggiorni ad Amburgo, Lubecca e Schwerin, di notare questo tentativo tedesco di "ergersi" come rappresentanti del mondo nordico così come i danesi, i norvegesi e gli svedesi. Cartoline, pubblicità, negozi ed edifici antichi, lasciano chiaramente percepire questa "sindrome da Grande Nord". E pensare che per i norvegesi persino i danesi vengono considerati "meridionali".

La Scandinavia, insomma, potrebbe tranquillamente costituire un "mondo a parte", senza nessuna necessità di essere sponsorizzata (o esaltata) da qualche altro paese dell'Europa continentale (Gran Bretagna compresa). Quando facciamo ritorno in hotel, è l'ora dell'aperitivo. Ne approfittiamo per goderci liberamente il ponte della nave: una Leffe del supermercato e qualche salatino avanzato dal viaggio di ieri (i mitici Ritz) completano il nostro aperitivo "cheap".

 

Aperitivo (cheap) con vista su Stoccolma
 

A cena, spinti da un'irrefrenabile voglia di pizza, ci lanciamo all'audace scoperta di una pizzeria italiana aperta da poco: "da Luigi". I prezzi sono molto competitivi (quasi la metà del prezzo medio di una cena svedese) e le pizze sono davvero molto buone: con 15 euro potete tranquillamente mangiare una pizza, bere una Moretti ed un caffè espresso (era dalla fine di luglio che ne avevo bisogno).

Nel frattempo un signore laido, intorno alla settantina e con i capelli rossi tinti, mangia da solo al tavolo fissando ogni ragazza o donna che passi nelle vicinanze. Così mi fa venire in mente la scena iniziale del film di Pupi Avati, "Regalo di Natale", quando l'avvocato chiede ad una signora seduta al tavolo di fronte se sia una prostituta dal momento che lo sta fissando intensamente.

Facciamo una passeggiata tra gli avveniristici palazzi intorno al Fatsburparken: gli edifici imponenti e la forma dei complessi fa pensare a Tempelhof. Ma la nostra meta serale è ben più lontana: è lo storico Pub Anchor e si trova nella parte nuova di Stoccolma.In questo locale trovate una buona birra media, la Falcon, per 42 corone (quasi la metà rispetto alla media), ottima musica rock e metal, un piccolo tavolo da blackjack, una discreta selezione di cocktails ed un'atmosfera amichevole.

Stasera c'è il "rockkaraoke" e siamo davvero curiosi di vedere chi si esibirà sul palco. Una ragazza distrugge letteralmente i Led Zeppelin cantando "Black Dog" con la voce di un gatto malato, il simpatico Joachim (che per noi diventa "Gioacchino") si affeziona talmente tanto al palco da voler cantare più di un pezzo. Un altro sembra Mr. Chow in Hangover III che canta "Hurt". Una ragazza francese, invece, se la cava molto bene ma non quanto un "vecchio rocker" intorno alla sessantina che dà una lezione a tutti cantando "Born to be Wild".

Nessuno si vergogna, giustamente, a salire sul palco, nemmeno chi patisce di evidenti menomazioni fisiche: stima e rispetto oltre che una gran voglia di divertirsi! È un peccato, davvero un gran peccato che domani si debba partire...ed è solo giovedì! Rimaniamo fino all'1 e mezza ma la serata sembra destinata a continuare.

 

Mi piace immaginare gli svedesi ubriachi così: "nudi e crudi" come l'arte con un elmo in testa!
 

Ci attendono (solo) otto ore di bus per tornare ad Oslo. Per la colazione del 31 agosto, scegliamo l'ottima offerta dell'hotel: per circa 10 euro, si può gustare un ottimo buffet ricco di bacon, uova, salumi, frutta, dolci, yoghurt, tè, caffè, succhi, marmellate e pane a volontà. Il pieno di calorie ci consente di dedicare l'ultima parte della mattinata alla visita della città nuova in direzione della stazione dei bus.

Il nostro "cavallo di lamiera" parte alle 13.00. Ho visto davvero tante stazioni di bus nella mia vita, ma questa è davvero la migliore (non scherzo): sembra un aeroporto! Proprio come quella di Lampugnano a Milano! A parte i tabelloni che non funzionano, la puzza di piedi, urina e la mancanza di display per capire dove vanno i bus, direi che si assomigliano! Per il viaggio adottiamo un'altra delle nostre "soluzioni punk per sopravvivere": ricicliamo la bustina di tè dell'andata rimasta nel thermos.

Per i pasti, invece, abbiamo dell'ottimo prosciutto crudo e fette di pane alle noci tagliate il giorno prima. Senza dimenticare un gustoso burro di arachidi, un po' di cioccolata e le Pringles. Quanto ai celebri luoghi comuni relativi alle bellezze svedesi, devo condividere l'opinione (neanche troppo faziosa) della mia compagna norvegese: "Mi aspettavo tutta un altra cosa" (detto proprio con il tono da "bauscia" milanese). Per passare il tempo abbiamo diverse soluzioni: il karaoke in playback, i trailer di Maccio Capatonda, le playlist "on the road", i personaggi strani sul bus.

Alle 20.00 passiamo il confine tra Svezia e Norvegia: è apparentemente abbandonato, ma in realtà esistono postazioni di guardia e controllo. Si passa senza soste obbligatorie ma per quanto ancora? In questo momento storico, soprattutto la Svezia è stata indicata come uno dei fronti più caldi dell'immigrazione. Quel paese che per decenni è stato considerato un modello di integrazione e tolleranza, oggi sembra subire le critiche e le conseguenze della sua stessa generosità. Finisce così il mio viaggio, per la maggior parte con la mia compagna dalla Brianza al Mare del Nord fino al Baltico, dalla fine di luglio all'ultimo giorno di agosto. Il bilancio parla chiaro: 8 città visitate, 6.022 chilometri percorsi, tre paesi diversi (con relative lingue) raggiunti. Abbiamo vinto ai calci di rigore...

Fabio

 

I migliori hashtag dei "calci di rigore"

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