Atom Feed RSS Feed

Il mio profilo

My Photo
Name: Il Caffè Orientale
Location:

PERCHé "ORIENTALE"?

Talvolta le domande più semplici richiedono le risposte più complicate. In questo caso, tenterò di rendere semplice una risposta molto difficile. Il Caffè Orientale nacque nel 2007 come sito internet culturale dedicato alla Mitteleuropa e, ancor più precisamente, all'intera Europa centro-orientale. Ma a questo punto il rigore scientifico delle convenzioni mi avrebbe imposto di essere ancora più preciso e, dunque, avrei dovuto distinguere tra Europa danubiano-balcanica, Paesi baltici, Russia e Caucaso, oppure chissà quale altra cervellotica definizione così poco adatta a chi i confini preferisce superarli anziché tracciarli. D'altra parte, lo ammetto, la parola "orientale" suscita sempre grande curiosità. Qualche bizzarra ipotesi, ben lontana da ragionevoli riferimenti storico-geografici, ha chiamato in causa persino la Massoneria! Ma nulla di tutto ciò ha mai avuto a che fare con questo blog! Ebbene, dopo dieci anni di storia, il Caffè Orientale è, contemporaneamente, sia il risultato di un progetto incompleto (e forse irrealizzabile), sia l'inizio nonché la continuazione di un nuovo percorso. Un itinerario, insomma, dove la rotta, da ormai cinque anni, segue anche la via del Nord: Scandinavia, Gran Bretagna e tutta l'Europa settentrionale. Il futuro guarda in tutte le direzioni, dentro e fuori il Vecchio Continente. Il motivo è semplice: un blog dedicato ai viaggi non deve fermarsi mai. Non può smettere di raccontare storie, visitare luoghi, conoscere persone e culture. Forse avrei dovuto pensarci subito. Magari il "Caffè", che tanto faceva pensare ai fratelli Verri, non avrebbe avuto bisogno di aggettivi, soprattutto di tipo geografico. Eppure la vita è così: nulla è per sempre. Così, in occasione del decennale di questo sito, ho pensato che fosse bello ripartire proprio dalle origini, ossia dai diari di viaggio...

Chi sono

Due parole per presentarmi...

I Diari di Viaggio

I "Diari di viaggio" sono forse il vero motivo per il quale il Caffè Orientale nacque nel 2007. Intorno ad esso, tuttavia, si raccolsero diversi intenti, dapprima divulgativi finalizzati alla conoscenza in rete dell'Europa centro-orientale e, successivamente, operativi. Il Caffè divenne, infatti, un partner digitale per l'organizzazione di eventi culturali. Oggi tutto è cambiato: la sua nuova natura di blog è un importante ritorno alle origini, ai viaggi che hanno ispirato tutto questo. Il Caffè è finalmente cresciuto, assumendo la forma che avrei sempre voluto dargli: un diario itinerante, attraverso i luoghi e la storia, per ricordare e capire come sono cambiato io così come il mondo intorno a me. Spero che le mie non saranno soltanto cronache personali ma anche un utile spaccato del tempo in cui vivo. A futura memoria, nel caso in cui qualcuno volesse riscoprire come eravamo e come era il mondo all'inizio del 2000.

RICERCA

2017

Il Caffè Orientale compie 10 anni (2007-2017). Aspettatevi di tutto...

2016

Dieci anni di viaggi e non sentirli...L'anno comincia in Norvegia e prosegue per qualche settimana in Italia. Poi si parte per una trasferta incredibile: Oslo-Cambridge-Oslo in 30 ore. A Pasqua si torna nelle Marche, poi Roma e Firenze per lavoro. La vita non si ferma, così tra la fine di aprile e l'inizio di maggio, trascorro una settimana tra la Baviera ed il Brandeburgo. L'estate è lunga ma straordinaria: in giugno si raggiunge il picco della bellezza pura e genuina dei luoghi in Südtirol. Poi un'altra lunga vacanza alla conquista del "grande Nord": Bergen, Amburgo, Lubecca, Schwerin, ancora Berlino per poi tornare ad Oslo e proseguire verso Stoccolma dopo pochi giorni. Non mancano nemmeno piccole gite intorno al fiordo di Oslo nel mese di settembre, con un toccante ritorno a Macerata verso l'inizio dell'autunno. Poi la vita mi "tradisce": nuove drammatiche sfide mi costringono a rimanere fermo: ma imparo ad apprezzare ancora di più il luogo in cui vivo. Milano, la Brianza e la Lombardia (oltre ad una piccola "toccata e fuga piemontese") si delineano come luoghi da riscoprire: Stresa, il Lago Maggiore, il Lario, Como e i suoi dintorni ridanno la speranza di tornare a viaggiare con il cuore oltre l'ostacolo alpino: in volo su quei cieli che tante volte mi hanno portato in Germania e poi oltre, verso l'amata Scandinavia. Così finisce anche il 2016, in Brianza, con tutti i miei cari: il modo migliore per tornare a viaggiare, sognare e, soprattutto, vivere.

2015

Cominciamo con calma...I miei soggiorni norvegesi diventarono così lunghi e frequenti che, alla fine dell'anno, il conto era semplice: avevo trascorso più giorni in Norvegia che in Italia. A Pasqua, poi ancora a maggio e giugno. Ma, soprattutto, navigai attraverso i fiordi meridionali prendendo parte al mitico "Skandinavia Rundt". Non contento, riuscii finalmente a visitare Copenhagen alla fine di agosto. L'autunno norvegese fu straordinario, ricco di idee e nuove energie per il mio futuro umano e professionale. Ma sapevo, in un certo senso sentivo, che il 2016 sarebbe stato un anno intenso, pieno di viaggi e sfide importanti da cogliere.

2014

Non solo Scandinavia...Proprio mentre, inconsapevolmente, stavo per lasciare Berlino e la Germania, la mia "riscoperta" dell'Italia si accompagnava ad un crescente interesse per la Norvegia. Dopo un piccolo giro estivo nel mio amato nord-est, da Venezia a Trieste passando per Verona ed il lago di Garda, trascorsi quasi due mesi in Norvegia. Un ultimo autunno berlinese mi separava da quello che sarebbe stato il mio definitivo (inatteso ma risolutivo) ritorno in Brianza. Non mancò nemmeno un nuovo capitolo natalizio norvegese, il terzo. Da quel momento in avanti, la Norvegia non sarebbe più stata un semplice "diversivo".

2013

La rincorsa: un anno all'inseguimento...Il 2013 fu davvero incredibile: intenso ma ricco di soddisfazioni e speranze. La mia vita tra Berlino e la Norvegia era ormai una piacevole routine, ma ero riuscito a trovare il tempo per un fantastico ritorno a Trieste e, soprattutto, a Roma. Dopo quindici anni, infatti, grazie al lavoro, colsi l'occasione giusta per visitare nuovamente la "città eterna". Non fu facile capire che quel pomeriggio al Gianicolo sarebbe stato soltanto l'inizio di un'altra grande avventura. Ma era bello fermarsi, per un attimo, a pensare che quel tramonto capitolino sarebbe stato un dolce aperitivo...Durante l'estate feci persino in tempo a tornare nelle Marche, dopo due anni dalla scomparsa di mio nonno: poi mi "tuffai" ancora nelle acque dei fiordi, con destinazione Norvegia.

2012

Visioni scandinave: forse non lo sapevo...La bussola impazzì nuovamente, così dovetti seguirla fino a Nord. "Sbarcai" per la prima volta in Norvegia, conoscendo luoghi che, fino a quel momento, avevo solo immaginato: Oslo, Bergen, la regione di Hardanger, Stavanger e i fiordi della costa occidentale. Diventai un pendolare dell'aria, tra Berlino ed Oslo con qualche trasferta milanese ma senza dimenticare mai le mie terre d'origine...

2011

E quindi? Fu l'anno della svolta: decisi di trasferirmi a Berlino per seguire il mio destino. I miei viaggi diventarono semplice "pendolarismo" tra Berlino e Milano, finché, alla fine del 2011, non capii che la destinazione era ormai certa. Avevo lasciato l'Italia, forse per poco, forse per molto, forse per sempre. Non lo sapevo, non volevo nemmeno scoprirlo per non rovinarmi il gusto dell'avventura: fu così che, mese per mese, vissi uno degli anni più entusiasmanti della mia vita. Era la la "mia" storia, era il 2011, era un anno "mitico"...

2010

Verso una nuova vita...Così si rinasce a primavera, dopo un letargo invernale abbastanza pesante. Ad aprile ripartii alla volta di Berlino passando attraverso Verona e Norimberga. Riuscii persino a trascorrere una notte a Monaco prima di tornare a Milano. Ma l'estate non tardò ad arrivare così, dopo un antipasto in terra giuliana, ero pronto per una nuova avventura berlinese. Ma stavolta con uno straordinario intermezzo olandese: Utrecht! Trascorsi il mio primo (meraviglioso) autunno a Berlino per scrivere la tesi. Anche questo Natale fu "berlinese" e si rivelò come l'ultima tregua prima di una grande e faticosa battaglia.

2009

Oltre ogni limite...L'anno dei viaggio "ricominciò" in primavera: Pasqua in Friuli, a Gemona sui luoghi del terremoto del 1976 e due giorni meravigliosi a Pula (Pola) nell'Istria croata. In estate, nonostante una caviglia in pessime condizioni, tornai a Zagabria prima di lanciarmi alla scoperta di Sarajevo e Belgrado. Dopo una breve sosta a Budapest, tornai a Berlino. Da qui una nuova "rotta" baltica: Stettino - Danzica ed ancora Berlino. Ma la corsa non era ancora finita: Zurigo e, soprattutto, un matrimonio in Salento mi stavano aspettando alle porte dell'autunno e poi...il secondo "Natale a Berlino". Nonostante avessi avuto recenti problemi di salute, la voglia di rimettermi in marcia, verso una nuova vita, non era scomparsa: aggiunsi all'itinerario Lipsia, Rostock e Francoforte sul Meno...Effettivamente avevo superato ogni limite!

2008

Un anno senza freni...Iniziai a viaggiare in primavera, trascorrendo la Pasqua a Zagabria dopo aver risalito la Slovenia lungo la rotta ferroviaria della Transalpina. In maggio visitai Rijeka (Fiume) prima di lanciarmi nel viaggio estivo più lungo ed avvincente sino a questo momento: dal Baltico all'Adriatico. Partii da Milano alla volta di Vilnius per poi proseguire verso Riga, Tallinn, Helsinki e fare nuovamente ritorno a Riga prima di raggiungere, per la seconda volta, Berlino. Dopo qualche giorno di sosta (ed una rapida visita a Leer e Brema) ripartii verso le Dolomiti, tenendo il Trentino come "rampa di lancio" per l'ultimo acuto adriatico: ancora Slovenia, stavolta l'Istria e la magnifica Pirano. Poi venne dicembre...fu un mese straordinario. Dapprima "In viaggio con papà!" a Monaco di Baviera per il concerto dei Motörhead" e poi il primo "Natale a Berlino". Durante il soggiorno berlinese non mancarono nemmeno le gite: Amburgo e Dresda. Un mare di chilometri...

2007

L'anno che non ti aspetti: parti per visitare le Highlands scozzesi e ti ritrovi in Baviera passando per la prima volta attraverso la Polonia ed il Brandeburgo! Restano i ricordi di una Berlino molto diversa, all'epoca davvero economica ed ancora poco appesantita dalla "gentrification". Fu un itinerario insolito ma, in fondo, suggestivo: Glasgow, Inverness, Aberdeen, Edimburgo e poi via verso Varsavia, Berlino, Monaco di Baviera e...Monfalcone!

2006

Tutto cominciò così, con un viaggio in solitario senza una meta precisa. Solo un proposito: perdermi nella Mitteleuropa. Avevo fissato soltanto alcune coordinate: Praga, Budapest, una bozza di itinerario ed un periodo di percorrenza. Non servì molto altro per riempire due settimane con lo zaino in spalla, viaggiando a bordo di bus e treni. Solo alla fine del viaggio, guardando indietro, riuscii a ripercorrere la mia rotta: Lubiana, Salisburgo, Vienna, Praga, Brno, Budapest, Trieste e Monfalcone. Da quel momento in avanti, non smisi più di viaggiare e di scrivere i miei diari sul Caffè Orientale...

Luoghi visitati...

Sin dalla sua nascita, nel 2007, il Caffè Orientale è un "circo" culturale itinerante: si è spostato attraverso diverse regioni d'Italia e, soprattutto, numerosi paesi europei. Ma non importa quanti e quali siano i luoghi visitati durante questa ormai lunga esperienza: ciò che conta, nel viaggio come nella vita, è il movimento...

Regioni d'Italia

1 .   Lombardia
2 .   Friuli - Venezia Giulia
3 .   Trentino - Alto Adige
4 .   Veneto
5 .   Piemonte
6 .   Emilia - Romagna
7 .   Toscana
8 .   Marche
9 .   Lazio
10 .   Puglia

Europa

1 .   Slovenia
2 .   Austria
3 .   Repubblica Ceca
4 .   Ungheria
5 .   Polonia
6 .   Scozia
7 .   Germania
8 .   Croazia
9 .   Lituania
10 .   Lettonia
11 .   Estonia
12 .   Finlandia
13 .   Bosnia-Erzegovina
14 .   Serbia
15 .   Svizzera
16 .   Olanda
17 .   Norvegia
18 .   Danimarca
19 .   Svezia
20 .   Inghilterra
21 .   Islanda

Archivio

Orologio

Calendario

Facebook

Segui il Caffè su Facebook...

Twitter

Segui il Caffè su Twitter...

contatti

ilcaffeorientale@gmail.com

Conta visite

Estate 2016 - Primo Tempo: giornate "ansiose" che diventano "anseatiche"

postato da blog.ilcaffeorientale.com [31/07/2016 15:22]
foto

Estate 2016 - Primo tempo: giornate "ansiose" che diventano "anseatiche"

A quanto pare il luglio del 2016 verrà ricordato come un mese di "stragi terroristiche". La storia non è certo nuova a queste stagioni di sangue, semplicemente è facile e comprensibile perderne in fretta la memoria. Il 2 luglio ci ricordiamo che Dacca è la capitale del Bangladesh a causa di un attacco terroristico, il 14 luglio rischiamo di dimenticare l'anniversario della presa della Bastiglia perché si consuma un nuovo attentato a Nizza, il giorno seguente, 15 luglio, viene eseguito il (presunto) golpe militare in Turchia, il 22 luglio un nuovo atto di terrorismo colpisce Monaco di Baviera. Infine, il 23 luglio, 80 morti a Kabul: ma di questo i media parlano meno perché si sa che le vittime fanno notizia solo in casa propria. La mia vita, invece, scorre lentamente, troppo lentamente, in attesa dei risultati dei concorsi estivi di dottorato.

Riepiloghiamo dal 5 luglio: per abbattere la noia posso soltanto adottare "soluzioni punk contro il precariato". Ad esempio, rispolverare dal cassetto il lettore CD-walkman, scegliere tre o quattro album e rilassarmi al verde all'ombra di qualche albero nell'area agricola vicino a casa. Pare proprio che la mia tendenza "hamsuniana" verso una nuova ricerca della natura, di abbandono progressivo ed inatteso della mondanità metropolitana stia crescendo. Forse dipende dal gusto di scoprire ciò che conosco meno e di cui ho perso l'antica memoria.

 

 Lettore CD e "codice dei Samurai"...

 

Complice un caldo asfissiante, con quella tipica umidità estiva che ti appiccica i vestiti addosso, trovo conforto nelle ormai consuete serie televisive. Vedo la fine della terza (ed ultima) stagione di Penny Dreadful. Innanzitutto è evidente che non sarebbe dovuta finire così, limitandosi alla terza stagione. Ne rimane un'immagine simile a quella di un bel cavallo con la coda mozzata. Inoltre mi domando, non senza una malcelata malizia intellettuale: "Perché il mondo deve sempre essere salvato da un americano? E per di più in Europa?". Dopodiché, la sera del 10 luglio, contro ogni aspettativa, il Portogallo vince l'europeo di calcio contro la Francia: nessuno se lo sarebbe mai aspettato, soprattutto alla luce del gioco soporifero espresso dai lusitani.

Convinto da più parti e non avendo molto da fare per abbattere la terribile noia estiva, accetto la sfida di guardare tutte e sei le stagioni di Game of Thrones, noto anche come "il Trono di Spade". Lo ammetto, mi piace e non riesco a fermarmi. Effettivamente merita di essere visto.

Il 18 luglio trascorro una bella serata con un caro amico: un aperitivo, una passeggiata ed una cena "tedesca" con salsicce di Norimberga, crauti e birra mi fa pensare che forse tutto il nostro passato ha un significato, anche quando ci si trova in Brianza, a migliaia di chilometri da Berlino.

Il 23 luglio, un sabato, scopro una straordinaria oasi di pace milanese: per festeggiare la fine delle sessioni estive con i colleghi, ci ritroviamo alla trattoria S. Filippo Neri, in zona Precotto appena fuori dalla metropolitana. Al fresco del pergolato, con prezzi molto economici, si possono trascorrere ore liete nonostante l'afa estiva. Si chiacchiera per ore, conoscendoci molto meglio di quanto la routine professionale non possa fare. Sì, ha davvero ragione il mio collega quando dice che i magistrati antimafia hanno apparentemente coperto la mancanza degli ideali ormai scomparsi per la nostra generazione (i nati nella prima metà degli anni '80).

Ma il 27 luglio sono ancora in rampa di lancio: si parte per la Norvegia. Nel frattempo, dopo cinque lunghissimi anni di sacrifici, speranze, illusioni, tentativi falliti, progetti mancati ed occasioni perse, arriva il momento tanto atteso: ho vinto il dottorato di ricerca in storia. Ora so che la promessa fatta a mio nonno Carlo cinque anni fa, quando stava ormai per congedarsi, è stata onorata. Adesso occorre soltanto guardare avanti e "fare strada", come egli stesso usava dire quando ci salutavamo.

Il 2 agosto parto con la mia compagna per un "antipasto" di vacanze, destinazione Bergen. Conoscevo già la città, ma non abbastanza da poter dire che l'avessi visitata come merita. Approfittiamo del fatto che l'appartamento del fratello di Nora sia ancora vuoto, così ci "accampiamo" per tre giorni. Non perdiamo tempo e pranziamo al Bjellands Kjokken, quel posto incredibile di cucina casalinga gestito da una signora ultraottantenne di cui avevo già raccontato nei diari della scorsa estate: pesce fresco delle Lofoten impanato e poi via verso Bryggen, il punto di approdo (Approdo del Re?), della Lega Anseatica nel cuore di Bergen.

Qui, a partire dal XIV° secolo, esisteva un'importante comunità tedesca, impiegata prevalentemente nel commercio. Interamente ricostruito in legno (l'originale venne distrutto da un incendio nel 1702), il sito di Bryggen fa parte del patrimonio dell'Unesco: sembra di essere a "Grande Inverno", nel regno del Nord, tanto per rimanere in tema di Game of Thrones.

 

 Il quartiere di Bryggen è costituito da 280 case in legno!

 

Destreggiandosi tra i turisti, viriamo poi verso la fortezza di Bergen: all'interno è presente anche un bunker (chiuso) della Seconda Guerra Mondiale. Se volete bere a prezzi accessibili nel pomeriggio, consiglio il Folk og røvere: ha l'aspetto del locale rock-blues, un po' anni '60 che si anima, soprattutto di giovani, in serata: dj-set con vinili, una buona selezione di birre, vino ed un arredamento vintage. Durante il giorno ospita i tipici clienti da "quartino" di vino: signore anziane con il rossetto che deborda dalle labbra e bevitori incalliti con la pelle che ormai non suda più bensì "distilla". 

In serata, ci godiamo il "loft" con vista sui tetti e la torre della cattedrale di Bergen: cena romantica con sottofondo musicale e profumo di mare. Ricomincia a piovere (Bergen è una delle città più piovose d'Europa) ed anche il sonno inizia a colpire: buonanotte Bergen, domani si "sale"!

3 agosto: un miracolo...il sole a Bergen! Ne approfittiamo per camminare sino alla cima di Fløyen: il monte è alto circa 320 metri e si può raggiungere con una funicolare molto pittoresca. Ma noi, anziché pagare per otto minuti di salita, preferiamo salire, come molti altri, a piedi: con un buon passo ed un pizzico di allenamento, ci vuole circa un'ora per raggiungere la "vetta". Tuttavia il premio del panorama è straordinario: da qui si può ammirare tutta la città di Bergen nel suo splendore, dal centro storico al porto fino a tutti gli altri monti circostanti.

 

 Questa è la vista dalla terrazza

 

A pranzo ritorniamo alla nostra "casetta di legno", e ci domandiamo: "Come sarebbe una cover band veneta di Chris Isaak e degli Him?". I "Cristiano Isacco" in tour tra Caorle e Jesolo suona benissimo! E pensare che certe idee ci vengono senza nemmeno fare uso di droga! Nel pomeriggio, invece, facciamo tappa in un locale "storico", un piccolo "tempio" del rock e del metal a Bergen: l'Apollon.

Nato come negozio di musica, ha saputo superare la tremenda sfida della rivoluzione digitale. Oggi è ancora possibile acquistare CD e vinili, soprattutto vintage, ma è anche possibile gustare un'ottima selezione di birra a prezzi ragionevoli. Qui ci si ritrova per ascoltare musica, scambiare, vendere o acquistare dischi, suonare dal vivo o semplicemente bere una birra in compagnia. L'ambiente è "internazionale", con meno turisti e più viaggiatori, decisamente meglio sopportabili anche dagli autoctoni.

Dopo cena proseguiamo la serata al Sjøboden: è un pub situato proprio a Bryggen. Naturalmente è una meta turistica e i prezzi non sono certo economici. Ma l'atmosfera (e la playlist hard rock) meritano il tempo di una birra. Successivamente ci spostiamo verso un altro dei locali rock storici di Bergen: il Garage. Qui è possibile bere una Guinness per circa 68 corone (circa 7 euro). Non è affatto male, considerando il prezzo medio di una birra da mezzo litro in Norvegia. Inutile dire che un pizzico di nostalgia mi assale quando, entrando, mi trovo subito davanti un poster di Lemmy.

Dedichiamo la mattina del 4 agosto alla visita della splendida cattedrale situata a Sydnes, un quartiere di Bergen: la Johanneskirken. Dopodiché ci fermiamo per uno "spuntino" in un caffè del centro, il Dromedar. Lo definiremmo un locale "senza infamia e senza lode", dove si possono acquistare dolci e panini a prezzi nemmeno esagerati. Ma fuori piove, così decidiamo di fermarci per una partita a scopa! Mentre nel tardo pomeriggio, per ammazzare la noia e complici i gabbiani che ci volano sopra la testa, rispolveriamo un altro vecchio gioco: la battaglia navale!

 

 

 La cattedrale, costruita nel 1894, vista dall'ingresso principale

 

In serata vorremmo approfittarne per visitare un altro locale molto famoso e particolare di Bergen: si chiama Hulen ed è situato all'interno di un bunker. Purtroppo è chiuso, così ci accontentiamo di una passeggiata intorno alla zona del porto per poi fare ritorno all'elegante quartiere dell'università e delle accademie. Il porto rievoca spesso immagini negative, stereotipi consolidati di delinquenza e malaffare, eppure mi piace immaginare la vita di tanti avventurieri che, in un modo o nell'altro, hanno scelto la via del mare come mestiere: albe fredde e umide, dove l'odore di salsedine si mischia a quello del caffè e del gasolio che si infiltrano persino tra la ruggine delle cabine e dei container. Forse non riusciamo a riconoscerlo facilmente, ma dovrebbe essere uno dei profumi più puri dell'avventura.

 

 Il porto (commerciale) di Bergen

 

Ci svegliamo il 5 agosto per fare temporaneamente ritorno a Norheimsund: facciamo in tempo ad acquistare un disco della Jeff Healey Band a sole 10 corone, circa 1 euro: Jeff Healey era un ottimo musicista canadese morto prematuramente. Cieco dall'età di un anno, suonava una chitarra Stratocaster appoggiandola sulle ginocchia e suonandola con le dita della mano sinistra. Divenne celebre per aver partecipato alla realizzazione di un film che ha fatto epoca: Il duro del Road House.

Cercavo da tempo uno dei suoi album ed eccolo, praticamente regalato! Alle 11.50 ci attende il bus per Norheimsund. È pieno e sembra che non ci siano più abbastanza posti a sedere: ma l'autista non se ne cura e fa salire più passeggeri di quanto consentito. Peccato che a Bergen abbia lasciato a piedi un gruppo di pachistani (tra cui due signore) regolarmente muniti di biglietto per Oslo ed acquistato precedentemente: gli sventurati dovranno aspettare fino alle 21 di stasera per ripartire. Se lo avessi saputo avrei ceduto volentieri il mio posto sul pavimento del corridoio: non per "buonismo" (parola che va tanto di moda in questi mesi) bensì per buona educazione e senso di giustizia.

Così ci domandiamo: ma l'austista è stupido, razzista o entrambe le cose? Ma soprattutto, quel gruppo di pachistani gli avrà detto "morradi" che nello slang norvegese-pachistano di Oslo significa più o meno "a' mammeta"? Forse non lo sapremo mai, resta il fatto che a Norheimsund piove ancora e tira un vento freddo.

Nora deve lavorare altri tre giorni, mentre io riordino i miei appunti di viaggio, lavo i vestiti e mi preparo per le prossime tappe: destinazione Germania settentrionale. Tra poco le squadre torneranno in campo per il secondo tempo di questo entusiasmante "trofeo estivo".

Fabio

 

I migliori hashtag del "primo tempo"

#l'invernostaarrivando

#l'altopasseroèirritante

#tetris

#b&balvarogjohanna

#voletebbere?

 

Il diario precedente...

Giugno 2016 - Ma cosa sta succedendo?

 

Il diario successivo...

Estate 2016 - Secondo Tempo: Oslo - Amburgo - Lubecca - Schwerin - Berlino