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Name: Il Caffè Orientale
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PERCHé "ORIENTALE"?

Talvolta le domande più semplici richiedono le risposte più complicate. In questo caso, tenterò di rendere semplice una risposta molto difficile. Il Caffè Orientale nacque nel 2007 come sito internet culturale dedicato alla Mitteleuropa e, ancor più precisamente, all'intera Europa centro-orientale. Ma a questo punto il rigore scientifico delle convenzioni mi avrebbe imposto di essere ancora più preciso e, dunque, avrei dovuto distinguere tra Europa danubiano-balcanica, Paesi baltici, Russia e Caucaso, oppure chissà quale altra cervellotica definizione così poco adatta a chi i confini preferisce superarli anziché tracciarli. D'altra parte, lo ammetto, la parola "orientale" suscita sempre grande curiosità. Qualche bizzarra ipotesi, ben lontana da ragionevoli riferimenti storico-geografici, ha chiamato in causa persino la Massoneria! Ma nulla di tutto ciò ha mai avuto a che fare con questo blog! Ebbene, dopo dieci anni di storia, il Caffè Orientale è, contemporaneamente, sia il risultato di un progetto incompleto (e forse irrealizzabile), sia l'inizio nonché la continuazione di un nuovo percorso. Un itinerario, insomma, dove la rotta, da ormai cinque anni, segue anche la via del Nord: Scandinavia, Gran Bretagna e tutta l'Europa settentrionale. Il futuro guarda in tutte le direzioni, dentro e fuori il Vecchio Continente. Il motivo è semplice: un blog dedicato ai viaggi non deve fermarsi mai. Non può smettere di raccontare storie, visitare luoghi, conoscere persone e culture. Forse avrei dovuto pensarci subito. Magari il "Caffè", che tanto faceva pensare ai fratelli Verri, non avrebbe avuto bisogno di aggettivi, soprattutto di tipo geografico. Eppure la vita è così: nulla è per sempre. Così, in occasione del decennale di questo sito, ho pensato che fosse bello ripartire proprio dalle origini, ossia dai diari di viaggio...

Chi sono

Due parole per presentarmi...

I Diari di Viaggio

I "Diari di viaggio" sono forse il vero motivo per il quale il Caffè Orientale nacque nel 2007. Intorno ad esso, tuttavia, si raccolsero diversi intenti, dapprima divulgativi finalizzati alla conoscenza in rete dell'Europa centro-orientale e, successivamente, operativi. Il Caffè divenne, infatti, un partner digitale per l'organizzazione di eventi culturali. Oggi tutto è cambiato: la sua nuova natura di blog è un importante ritorno alle origini, ai viaggi che hanno ispirato tutto questo. Il Caffè è finalmente cresciuto, assumendo la forma che avrei sempre voluto dargli: un diario itinerante, attraverso i luoghi e la storia, per ricordare e capire come sono cambiato io così come il mondo intorno a me. Spero che le mie non saranno soltanto cronache personali ma anche un utile spaccato del tempo in cui vivo. A futura memoria, nel caso in cui qualcuno volesse riscoprire come eravamo e come era il mondo all'inizio del 2000.

RICERCA

2017

Il Caffè Orientale compie 10 anni (2007-2017). Aspettatevi di tutto...

2016

Dieci anni di viaggi e non sentirli...L'anno comincia in Norvegia e prosegue per qualche settimana in Italia. Poi si parte per una trasferta incredibile: Oslo-Cambridge-Oslo in 30 ore. A Pasqua si torna nelle Marche, poi Roma e Firenze per lavoro. La vita non si ferma, così tra la fine di aprile e l'inizio di maggio, trascorro una settimana tra la Baviera ed il Brandeburgo. L'estate è lunga ma straordinaria: in giugno si raggiunge il picco della bellezza pura e genuina dei luoghi in Südtirol. Poi un'altra lunga vacanza alla conquista del "grande Nord": Bergen, Amburgo, Lubecca, Schwerin, ancora Berlino per poi tornare ad Oslo e proseguire verso Stoccolma dopo pochi giorni. Non mancano nemmeno piccole gite intorno al fiordo di Oslo nel mese di settembre, con un toccante ritorno a Macerata verso l'inizio dell'autunno. Poi la vita mi "tradisce": nuove drammatiche sfide mi costringono a rimanere fermo: ma imparo ad apprezzare ancora di più il luogo in cui vivo. Milano, la Brianza e la Lombardia (oltre ad una piccola "toccata e fuga piemontese") si delineano come luoghi da riscoprire: Stresa, il Lago Maggiore, il Lario, Como e i suoi dintorni ridanno la speranza di tornare a viaggiare con il cuore oltre l'ostacolo alpino: in volo su quei cieli che tante volte mi hanno portato in Germania e poi oltre, verso l'amata Scandinavia. Così finisce anche il 2016, in Brianza, con tutti i miei cari: il modo migliore per tornare a viaggiare, sognare e, soprattutto, vivere.

2015

Cominciamo con calma...I miei soggiorni norvegesi diventarono così lunghi e frequenti che, alla fine dell'anno, il conto era semplice: avevo trascorso più giorni in Norvegia che in Italia. A Pasqua, poi ancora a maggio e giugno. Ma, soprattutto, navigai attraverso i fiordi meridionali prendendo parte al mitico "Skandinavia Rundt". Non contento, riuscii finalmente a visitare Copenhagen alla fine di agosto. L'autunno norvegese fu straordinario, ricco di idee e nuove energie per il mio futuro umano e professionale. Ma sapevo, in un certo senso sentivo, che il 2016 sarebbe stato un anno intenso, pieno di viaggi e sfide importanti da cogliere.

2014

Non solo Scandinavia...Proprio mentre, inconsapevolmente, stavo per lasciare Berlino e la Germania, la mia "riscoperta" dell'Italia si accompagnava ad un crescente interesse per la Norvegia. Dopo un piccolo giro estivo nel mio amato nord-est, da Venezia a Trieste passando per Verona ed il lago di Garda, trascorsi quasi due mesi in Norvegia. Un ultimo autunno berlinese mi separava da quello che sarebbe stato il mio definitivo (inatteso ma risolutivo) ritorno in Brianza. Non mancò nemmeno un nuovo capitolo natalizio norvegese, il terzo. Da quel momento in avanti, la Norvegia non sarebbe più stata un semplice "diversivo".

2013

La rincorsa: un anno all'inseguimento...Il 2013 fu davvero incredibile: intenso ma ricco di soddisfazioni e speranze. La mia vita tra Berlino e la Norvegia era ormai una piacevole routine, ma ero riuscito a trovare il tempo per un fantastico ritorno a Trieste e, soprattutto, a Roma. Dopo quindici anni, infatti, grazie al lavoro, colsi l'occasione giusta per visitare nuovamente la "città eterna". Non fu facile capire che quel pomeriggio al Gianicolo sarebbe stato soltanto l'inizio di un'altra grande avventura. Ma era bello fermarsi, per un attimo, a pensare che quel tramonto capitolino sarebbe stato un dolce aperitivo...Durante l'estate feci persino in tempo a tornare nelle Marche, dopo due anni dalla scomparsa di mio nonno: poi mi "tuffai" ancora nelle acque dei fiordi, con destinazione Norvegia.

2012

Visioni scandinave: forse non lo sapevo...La bussola impazzì nuovamente, così dovetti seguirla fino a Nord. "Sbarcai" per la prima volta in Norvegia, conoscendo luoghi che, fino a quel momento, avevo solo immaginato: Oslo, Bergen, la regione di Hardanger, Stavanger e i fiordi della costa occidentale. Diventai un pendolare dell'aria, tra Berlino ed Oslo con qualche trasferta milanese ma senza dimenticare mai le mie terre d'origine...

2011

E quindi? Fu l'anno della svolta: decisi di trasferirmi a Berlino per seguire il mio destino. I miei viaggi diventarono semplice "pendolarismo" tra Berlino e Milano, finché, alla fine del 2011, non capii che la destinazione era ormai certa. Avevo lasciato l'Italia, forse per poco, forse per molto, forse per sempre. Non lo sapevo, non volevo nemmeno scoprirlo per non rovinarmi il gusto dell'avventura: fu così che, mese per mese, vissi uno degli anni più entusiasmanti della mia vita. Era la la "mia" storia, era il 2011, era un anno "mitico"...

2010

Verso una nuova vita...Così si rinasce a primavera, dopo un letargo invernale abbastanza pesante. Ad aprile ripartii alla volta di Berlino passando attraverso Verona e Norimberga. Riuscii persino a trascorrere una notte a Monaco prima di tornare a Milano. Ma l'estate non tardò ad arrivare così, dopo un antipasto in terra giuliana, ero pronto per una nuova avventura berlinese. Ma stavolta con uno straordinario intermezzo olandese: Utrecht! Trascorsi il mio primo (meraviglioso) autunno a Berlino per scrivere la tesi. Anche questo Natale fu "berlinese" e si rivelò come l'ultima tregua prima di una grande e faticosa battaglia.

2009

Oltre ogni limite...L'anno dei viaggio "ricominciò" in primavera: Pasqua in Friuli, a Gemona sui luoghi del terremoto del 1976 e due giorni meravigliosi a Pula (Pola) nell'Istria croata. In estate, nonostante una caviglia in pessime condizioni, tornai a Zagabria prima di lanciarmi alla scoperta di Sarajevo e Belgrado. Dopo una breve sosta a Budapest, tornai a Berlino. Da qui una nuova "rotta" baltica: Stettino - Danzica ed ancora Berlino. Ma la corsa non era ancora finita: Zurigo e, soprattutto, un matrimonio in Salento mi stavano aspettando alle porte dell'autunno e poi...il secondo "Natale a Berlino". Nonostante avessi avuto recenti problemi di salute, la voglia di rimettermi in marcia, verso una nuova vita, non era scomparsa: aggiunsi all'itinerario Lipsia, Rostock e Francoforte sul Meno...Effettivamente avevo superato ogni limite!

2008

Un anno senza freni...Iniziai a viaggiare in primavera, trascorrendo la Pasqua a Zagabria dopo aver risalito la Slovenia lungo la rotta ferroviaria della Transalpina. In maggio visitai Rijeka (Fiume) prima di lanciarmi nel viaggio estivo più lungo ed avvincente sino a questo momento: dal Baltico all'Adriatico. Partii da Milano alla volta di Vilnius per poi proseguire verso Riga, Tallinn, Helsinki e fare nuovamente ritorno a Riga prima di raggiungere, per la seconda volta, Berlino. Dopo qualche giorno di sosta (ed una rapida visita a Leer e Brema) ripartii verso le Dolomiti, tenendo il Trentino come "rampa di lancio" per l'ultimo acuto adriatico: ancora Slovenia, stavolta l'Istria e la magnifica Pirano. Poi venne dicembre...fu un mese straordinario. Dapprima "In viaggio con papà!" a Monaco di Baviera per il concerto dei Motörhead" e poi il primo "Natale a Berlino". Durante il soggiorno berlinese non mancarono nemmeno le gite: Amburgo e Dresda. Un mare di chilometri...

2007

L'anno che non ti aspetti: parti per visitare le Highlands scozzesi e ti ritrovi in Baviera passando per la prima volta attraverso la Polonia ed il Brandeburgo! Restano i ricordi di una Berlino molto diversa, all'epoca davvero economica ed ancora poco appesantita dalla "gentrification". Fu un itinerario insolito ma, in fondo, suggestivo: Glasgow, Inverness, Aberdeen, Edimburgo e poi via verso Varsavia, Berlino, Monaco di Baviera e...Monfalcone!

2006

Tutto cominciò così, con un viaggio in solitario senza una meta precisa. Solo un proposito: perdermi nella Mitteleuropa. Avevo fissato soltanto alcune coordinate: Praga, Budapest, una bozza di itinerario ed un periodo di percorrenza. Non servì molto altro per riempire due settimane con lo zaino in spalla, viaggiando a bordo di bus e treni. Solo alla fine del viaggio, guardando indietro, riuscii a ripercorrere la mia rotta: Lubiana, Salisburgo, Vienna, Praga, Brno, Budapest, Trieste e Monfalcone. Da quel momento in avanti, non smisi più di viaggiare e di scrivere i miei diari sul Caffè Orientale...

Luoghi visitati...

Sin dalla sua nascita, nel 2007, il Caffè Orientale è un "circo" culturale itinerante: si è spostato attraverso diverse regioni d'Italia e, soprattutto, numerosi paesi europei. Ma non importa quanti e quali siano i luoghi visitati durante questa ormai lunga esperienza: ciò che conta, nel viaggio come nella vita, è il movimento...

Regioni d'Italia

1 .   Lombardia
2 .   Friuli - Venezia Giulia
3 .   Trentino - Alto Adige
4 .   Veneto
5 .   Piemonte
6 .   Emilia - Romagna
7 .   Toscana
8 .   Marche
9 .   Lazio
10 .   Puglia

Europa

1 .   Slovenia
2 .   Austria
3 .   Repubblica Ceca
4 .   Ungheria
5 .   Polonia
6 .   Scozia
7 .   Germania
8 .   Croazia
9 .   Lituania
10 .   Lettonia
11 .   Estonia
12 .   Finlandia
13 .   Bosnia-Erzegovina
14 .   Serbia
15 .   Svizzera
16 .   Olanda
17 .   Norvegia
18 .   Danimarca
19 .   Svezia
20 .   Inghilterra
21 .   Islanda

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Estate 2016 - Secondo Tempo: Oslo - Amburgo - Lubecca - Schwerin - Berlino

postato da blog.ilcaffeorientale.com [11/08/2016 14:14]
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Estate 2016 - Secondo Tempo: Oslo - Amburgo - Lubecca - Schwerin - Berlino

È proprio il caso di dirlo: dopo aver bevuto un tè caldo, le squadre rientrano in campo! Qui a Norheimsund è il 6 agosto: tira vento, piove ininterrottamente da giorni e ci sono 10 gradi. Così ti ritrovi a bere vino rosso e mangiare formaggio svedese alle 8 di sera, in attesa di ripartire. Pare che qui nella regione di Hardanger sia stata l'estate più piovosa negli ultimi cinquant'anni e non stento a crederlo!

Ma finalmente arriva anche il 9 agosto, l'ultimo giorno di lavoro per Nora: festeggiamo con una degustazione domestica di birra belga: si parte con una classica Leffe Blond da 6,6 gradi, poi si prosegue con una Westmalle Trappist Tripel da 9,5 gradi e si conclude con un'interessante scura: la Straffe Hendrik quadrupel che raggiunge un "onesto" 11%. La condividiamo in compagnia, tra un bicchiere d'acqua e l'altro per ripulire il palato ad ogni cambio di degustazione e domani...Via verso Oslo!

 

 Il modo migliore per festeggiare l'inizio delle ferie estive...

 

10 agosto: a differenza di molte altre volte, scegliamo il bus anziché il treno per raggiungere Oslo. Per ragioni economiche, abbiamo accettato di "sopportare" nove ore di viaggio, ma devo ammettere che il paesaggio, almeno fino alla regione di Telemark, merita il prezzo del biglietto! La rotta è suggestiva, apparentemente più di quella ferroviaria.

Innanzitutto percorriamo un breve tratto in traghetto, da Norheimsund a Jondal, poi proseguiamo verso Odda e si inizia a salire passando attraverso strade strette e tortuose: torrenti verdi, montagne color piombo, e cascate bianche la cui schiuma talvolta si riversa in spruzzi persino sull'asfalto, fanno da sfondo al nostro viaggio.

 

Un panorama da "Game of Thrones"...
 

In cuffia improvvisiamo una straordinaria playlist rock-blues: Tina Turner, Joe Cocker, Bruce Springsteen, John Lee Hooker, Red Hot Chili Peppers, Led Zeppelin, Rolling Stones...Nonostante si debba cambiare un bus in più del previsto (tre anziché due) e trasportiamo con noi una bicicletta, siamo soddisfatti del nostro percorso a bordo del "cavallo di lamiera".

In serata, finalmente, ritroviamo Oslo. Ricordatevi che in un bel pub del centro, il Dr. Jekyll, oltre ad una buona selezione di birre, esiste un'ottima offerta di whisky: hanno una lista lunghissima con tanto di provenienza, invecchiamento e naturalmente grado per la degustazione.

I prezzi possono variare tranquillamente tra l'equivalente di 12 euro fino a 50 euro! Io opto per un economico (ma straordinario rispetto ai normali standard commerciali) whisky scozzese: 58,6 gradi a 118 corone: un prezzo decisamente onesto per gustare un whisky che, finora, avevo potuto assaporare soltanto in Scozia nel 2007. Se capitate in questo locale, non mancate di cercare la toilette...Vi divertirete!

11 agosto: Oslo ci regala una splendida giornata di sole. Per passare queste poche ore che ci separano da Amburgo, trascorriamo parte del pomeriggio al giardino botanico. Se amate le piante (senza magari limitarvi esclusivamente a fumarle), l'esperienza potrebbe risultare interessante. In alcune serre fa un caldo umido così tropicale da essere una via di mezzo tra un bagno turco ed un treno regionale della linea Milano-Chiasso in luglio senza aria condizionata.

Tuttavia il parco circostante è straordinario e merita di essere visitato anche solo per qualche ora di relax: l'atmosfera è decisamente vittoriana.

12 agosto: La sveglia è da incubo! Per essere puntuali dobbiamo essere all'aeroporto alle 6: il nostro volo parte alle 7! Alle 8,25 atterriamo ad Amburgo: la città è avvolta da una sottile coltre di nebbia mista ad una pioggia fina ma costante. Per combattere gli attacchi del sonno cerchiamo un buon locale dove fare colazione: troviamo subito il Cafè Uhrlaub (scritto proprio così) dove servono ottime colazioni a prezzi economici.

Io parto subito con il piede giusto: ho tanta voglia di mangiare il pesce così chiedo una "colazione del pescatore". Dopodiché siamo pronti per visitare la città: completato il normale giro turistico, entriamo in un altro mondo...Il quartiere (ormai mitico) di St. Pauli. La comunità rock/alternative di Amburgo è quasi tutta qui. Ne approfittiamo per una birra in un locale "roncioso", rock come piace a noi (si chiama Kaffestark): arredamento approssimativo, clima da ostello, odore di caffè misto a birra...una sorta di Berlino più nordica e meno "mediterranea".

 

 La F.C. St. Pauli: uno dei simboli culturali e sportivi più caratteristici di Amburgo

 

Poi ci rimettiamo in marcia, sempre sotto all'ormai inevitabile (e fastidiosa) pioggia amburghese: visitiamo la Speichernstadt, l'antica area dei magazzini costruita tra i canali di Amburgo verso la fine del diciannovesimo secolo. Oggi si sta trasformando in una costosa zona residenziale, dove il lusso (e forse solo quello) sembra giustificare il recupero di questo immenso patrimonio storico, sociale ed architettonico.

 

Osservando la Speichernstadt, Bergen sembra davvero "vicina"...
 

Alle 16.04 partiamo per Lubecca con il treno regionale: ero già stato ad Amburgo nel 2008, un solo giorno. Sono tornato per una rapida visita ora, ma credo che non mancherà una terza volta, magari fermandomi qualche giorno a St. Pauli...

Intanto, però, siamo abbastanza bagnati ed abbiamo fame: adottiamo una delle nostre ormai celebri "soluzioni punk per sopravvivere" e facciamo la "scarpetta" con il pane avanzato dalla colazione in una scatoletta di nutella ed in una di miele: soltanto 48 minuti ci separano dalla prossima città anseatica ed in cuffia vanno i Kraftklub...

Dopo una lunga passeggiata (circa 30 minuti con lo zaino in spalla), raggiungiamo la nostra destinazione "Airbnb": la signora che ci ospita ci mette a disposizione una stanza molto accogliente in una delle tante casette che caratterizzano questo quartiere operaio non molto distante dal centro di Lubecca: è un luogo tranquillo e la padrona di casa è molto gentile. Ma abbiamo una fame tremenda! Ci concediamo un'ottima cena al Ratskeller zu Lübeck: solo pesce.

Io scelgo un piatto di pesce "nordico" (Nordischer Fischteller) che comprende aringhe, salmone marinato (Gravedlachs), e granchio del Mare del Nord (Nordmeerkarbben): il tutto accompagnato con una buona Weizen ed un contorno di patate arrosto. Nora, invece, sceglie un piatto tipico cucinato alla "Bella Butt" che, benché sembri il nome di una procace spogliarellista teutonica, pare sia una speciale tecnica di preparazione del piatto.

Il locale si trova in un edificio storico, risalente al medioevo e sottoposto a diverse ristrutturazioni nel periodo rinascimentale. Parte del locale è suddivisa in "cabine", sembra di essere su un treno ottocentesco uscito direttamente da un romanzo di Tolstoj (o Bram Stoker se preferite il genere "gotico").

Noi sediamo al tavolo dedicato a Erich Mühsam, anarchico, poeta ed attivista tedesco che venne imprigionato nel 1933 dopo l'incendio del Reichstag a Berlino: morì nel campo di concentramento di Oranienburg un anno dopo. Noi, intanto, che siamo "nordici" e ferventi fautori della parità dei sessi, non cadiamo nel tranello milanese del "Cara, guarda dove ti ho portato!"...concordiamo su un "democratico", "Cara, guarda dove ci siamo portati!".

 

 

Uno scorcio della piazza del Rathaus (municipio) di Lubecca
 

Con questo spirito, insomma, ci godiamo qualche ora spensierata nel meraviglioso centro storico di Lubecca: i tetti verdi e slanciati delle cattedrali dominano la città e noi passeggiamo sotto ai lampioni accompagnati dalla frizzante atmosfera del venerdì sera. Potremmo decidere di tornare a casa per recuperare le ore di sonno perse. Ma perché?

Se ti imbatti in un locale tradizionale come il Buthmann, una birreria (Bierstube) storica che affonda le proprie origini al 1697 ed offre a prezzi economici ottime birre come Löwenbräu Triumphator e Dunkel Starkbier, la notte si "accorcia". Questa è una vera Kneipe (una variante marittima di quelle berlinesi), dove si può ancora fumare, bere in compagnia, mangiare alsaziani, noccioline e pistacchi ascoltando ottima musica rock in sottofondo. Tocchiamo il letto all'1 di notte: abbiamo già percorso circa 900 chilometri in 18 ore e siamo "leggermente" stanchi...

Mattina del 13 agosto, ore 6.00: il mio sonno si interrompe già qui. Da questo momento in avanti mi addormento "ad intermittenza" fino alle 9. Non siamo affatto riusciti a recuperare la stanchezza del giorno precedente ma alle 13,30 ci attende il bus per Schwerin. Abbiamo ancora tempo per la colazione ed un piccolo tour nel centro di Lubecca.

Della giornata di ieri ci rimagono ricordi abbastanza "umidi" ed un sonno pesante che ci trasciniamo da Oslo. Tuttavia riusciamo a superare questa mattinata da "zombie": dopo pranzo, come previsto, partiamo verso Schwerin, un piccolo gioiello incastonato nella ex-Germania dell'Est (DDR). Viaggiamo per soli 5 euro a testa su Flixbus ed è sempre un piacere. Anche perché gli autisti sono uno più spassoso dell'altro.

Ma dove li trovano? Fanno i casting? Denotano un misto di simpatia, disciplina, autorità e cinismo che li rendono dei veri "personaggi" perfettamente a loro agio con quelle audaci cravatte fluorescenti! Davanti a noi si addormenta una signora anziana con i capelli tinti che talvolta russa e sbruffa come un cavallo. Tra campagne verdi e gialle, attraversate da lunghe strade alberate attraverso le quali sfreccia il nostro bus, raggiungiamo la nostra destinazione: Meklenburg-Vorpommern (Meclemburgo-Pomerania Anteriore).

Schwerin è una piacevole sorpresa: l'hotel (Avalon) è accogliente, a cinque minuti dalla stazione. L'ambiente è amichevole, un misto tra una pensione ed un ostello ma situato in un'elegante palazzina storica a cavallo tra due (dei tanti circostanti) laghi: lo Ziegelsee e lo Schwerinersee. Entriamo in camera ed è subito DDR! Ammetto di subire un piccolo attacco di Ostalgie a causa dell'arredamento: tende dai colori sgargianti, una pianta di fianco ad una sedia, un divano di (finta) pelle nera, lenzuola con fantasie a dir poco kitsch.

Questa spaziosa e luminosa camera al piano terra è proprio quello che stavamo cercando! Ora però abbiamo un'inarrestabile necessità di dormire! Così, dopo un'ora (scarsa) di sonno ed una fame notevole placata solo in parte con una scatoletta di tonno, due fette di pane nero e qualche ciliegia, siamo pronti per esplorare questo luogo da fiaba. Riusciamo a fare soltanto una passeggiata nel centro storico prima che la fame torni a colpire: è ora di cena e noi dobbiamo affidarci al nostro ormai consueto fiuto culinario.

Benché titubanti, scegliamo lo Zum Stadtkrug...Ci sembrava troppo turistico, invece le porzioni sono così abbondanti da lasciarci stupefatti! Non mangiavo delle costine così da almeno dieci anni! Cucinate secondo una ricetta tipica del Meclemburgo, accompagnate da una salsa di panna acida e pesto, con un contorno di patate ed insalata, riescono a competere orgogliosamente con la Riesenschnitzel (cotoletta impanata ricoperta da uno strato di formaggio) scelta dalla "vichinga".

È giusto precisare che entrambe le cene, a Lubecca e Schwerin, ci sono costate meno di 25 euro a testa (mancia inclusa). Non resistiamo alla tentazione di visitare il parco reale di notte, così la passeggiata si allunga sempre di più: da mezz'ora a due ore! La cittadina, in questi giorni, ospita parecchi eventi culturali: concerti d'opera, feste danzanti sul lago, spettacoli teatrali di vario genere. Noi ci "perdiamo" consapevolmente nel parco consci che seguire le note di una terribile festa italo-disco anni '80 potrebbe essere "dannoso": eppure l'atmosfera è così frizzante da farci sembrare meravigliose perfino le canzoni di Umberto Tozzi!

14 agosto: se cercate un posto garbato, dove gustare ottimi dolci, accomodatevi presso l'elegante (e leggermente costoso) Cafè Prag, situato nella vivace Puschkinallee. L'atmosfera è ideale per conversare e riempire la mattinata fino all'ora di pranzo. Dopo aver visitato rapidamente lo splendido duomo gotico di St. Marien e St. Johannis ed aver scoperto con sommo stupore che uno dei personaggi (forse un frate) raffigurati in uno degli affreschi assomiglia tremendamente a Berlusconi dopo il trapianto di capelli (stessa statura, identica conformazione del viso), raggiungiamo il ristorante Zur guten Quelle.

 

La lunghissima storia di questa cattedrale risale al dodicesimo secolo

 

Questa è davvero una Gasthaus: ambiente amichevole, domestico ed accogliente, dove è anche possibile prenotare una camera. Il cibo è casalingo ma di ottima qualità ed i prezzi sono decisamente contenuti. Si trova in Schusterstraße, così io non posso fare a meno di pensare al modo buffo in cui le vecchie brianzole pronunciano il nome del celebre cardinale: "siuster", con un leggero sibilo che si insinua tra le protesi delle loro dentiere. Nel pomeriggio ci godiamo una splendida passeggiata dal castello sino alla foresta intorno al lago. Dopodiché ci concediamo una pausa sulla piccola ma graziosa spiaggia di un beach bar di fronte al castello: ma alle 18,25 si riparte con Flixbus diretti a Berlino...Sarà un nuovo record: 5 città in poco più di 60 ore!

 

 
 

 
Il castello di Schwerin sembra veramente uscito dalle fiabe.
Potrebbe risalire persino al X° secolo (inizialmente era una fortezza) ma la sua trasformazione attraverso lo stile rinascimentale francese è diventata il simbolo della città e del Land. Fino alla fine della Prima Guerra Mondiale fu la residenza del Granduca del Meclemburgo ed esiste una leggenda secondo cui un fantasma, il piccolo Petermännchen, si aggiri da qualche secolo tra le mura del castello!

 

Sul bus rimangono pochi posti: io ho la sfortuna di accomodarmi di fianco ad una bisbetica apparentemente claustrofobica: dice di avere bisogno di "spazio". Ammetto che il mio esordio non è dei migliori. Trovo il posto libero di fianco al suo mentre lei è fuori per una pausa prima di risalire a bordo. Gli altri passeggeri mi assicurano che il sedile è libero ma sembra che qualcuno vi abbia dimenticato uno di quei giornali gratuiti sgualciti e ripiegati senza troppa cura. Con discliplina "austriaca" ritengo sia opportuno gettarlo nel cestino dei rifiuti.

Ma quando la signora torna a prendere posto, mi domanda dove sia il "suo" giornale. Non mi scompongo e senza il minimo imbarazzo (tra le risate degli altri passeggeri), estraggo il giornale dal cestino dei rifiuti. Naturalmente mi scuso ma non ho intenzione di polemizzare. Con una simile compagnia, il viaggio si prospetta noioso ma, a 30 chilometri da Berlino, la bisbetica resta incuriosita dai miei taralli pugliesi.

Ne offro un paio con garbo ma non accetta pur rimanendo interessata: così si inizia a chiacchierare stemperando la tensione iniziale. Nel frattempo pare che la toilette del bus sia danneggiata poiché emette un tanfo infernale, al punto che una ragazza si rifiuta persino di entrarvi. Così, alle 20.55, siamo a Berlino. Ma il "risultato" di questa estate straordinaria, rimane ancora in "parità": si va ai tempi supplementari!

Fabio

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Estate 2016 - Primo tempo: giornate "ansiose" che diventano "anseatiche"

 

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