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Aprile 2019 - "Californication", Berkeley e San Francisco

il caffè orientale

Talvolta le domande più semplici richiedono le risposte più complicate. In questo caso, tenterò di rendere semplice una risposta molto difficile. Il Caffè Orientale nacque nel 2007 come sito internet culturale dedicato alla Mitteleuropa e, ancor più precisamente, all'intera Europa centro-orientale. Ma a questo punto il rigore scientifico delle convenzioni mi avrebbe imposto di essere ancora più preciso e, dunque, avrei dovuto distinguere tra Europa danubiano-balcanica, Paesi baltici, Russia e Caucaso, oppure chissà quale altra cervellotica definizione così poco adatta a chi i confini preferisce superarli anziché tracciarli. D'altra parte, lo ammetto, la parola "orientale" suscita sempre grande curiosità. Qualche bizzarra ipotesi, ben lontana da ragionevoli riferimenti storico-geografici, ha chiamato in causa persino la Massoneria! Ma nulla di tutto ciò ha mai avuto a che fare con questo blog! Ebbene, dopo dieci anni di storia, il Caffè Orientale è, contemporaneamente, sia il risultato di un progetto incompleto (e forse irrealizzabile), sia l'inizio nonché la continuazione di un nuovo percorso. Un itinerario, insomma, dove la rotta, da ormai cinque anni, segue anche la via del Nord: Scandinavia, Gran Bretagna e tutta l'Europa settentrionale. Il futuro guarda in tutte le direzioni, dentro e fuori il Vecchio Continente. Il motivo è semplice: un blog dedicato ai viaggi non deve fermarsi mai. Non può smettere di raccontare storie, visitare luoghi, conoscere persone e culture. Forse avrei dovuto pensarci subito. Magari il "Caffè", che tanto faceva pensare ai fratelli Verri, non avrebbe avuto bisogno di aggettivi, soprattutto di tipo geografico. Eppure la vita è così: nulla è per sempre. Così, dopo il decennale di questo sito (nel 2007), ho pensato che fosse bello ripartire proprio dalle origini, ossia dai diari di viaggio. A futura memoria, nel caso in cui qualcuno volesse riscoprire come eravamo e come era il mondo all'inizio del 2000...

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Estate 2019 - I diari della bicicletta (Aust-Agder, Norvegia)

postato da blog.ilcaffeorientale.com [12/08/2019 12:33]
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Nel 2004, il regista brasiliano Walter Salles diresse un film intitolato “I diari della motocicletta”. La pellicola descriveva le avventure del giovane Che Guevara, tratte dai suoi stessi diari (titolo originale “Latinoamericana, Notas de viaje”). Così, ormai da qualche anno, nella mia mente era nata l’idea, scherzosa ma accattivante, di scrivere un resoconto di viaggio ispirato a quel titolo.

Tuttavia, ad eccezione di una gita su due ruote nell’ormai lontano 2013, non era ancora capitata l’occasione giusta per inaugurare i “Diari della bicicletta”. Quest’anno, complice un’estate norvegese tutta da inventare (a causa di motivi che non vale la pena di raccontare), abbiamo deciso di percorrere diversi chilometri attraverso le strade della Norvegia meridionale.

È stata una scelta “green”, sportiva ma anche divertente, un mezzo diverso con cui esplorare un paese che sto cercando di conoscere sempre di più.

 

5 agosto 2019, Grimstad

Ieri sera siamo arrivati a Grimstad, ridente cittadina situata nella Norvegia meridionale. Qui, a differenza di molti altri luoghi della Norvegia, l’estate è più calda e soleggiata e noi, a distanza di ormai quattro anni, siamo tornati qui per trascorrere qualche giorno di vacanza.

Abbiamo a disposizione l’appartamento estivo degli zii di Nora e decidiamo di sfruttarlo come base per una serie di pedalate con diverse mete e itinerari. Oggi, per scaldare i muscoli, ci dirigiamo nei pressi di Marivold, a ridosso del mare. Non pedaliamo molto, soltanto novanta minuti, dopodiché ci fermiamo in un ottimo ristorante locale dove servono gamberetti freschi.

Il pomeriggio prosegue verso una baia poco distante, dalla quale è possibile osservare il mare aperto. La giornata è ventosa ma soleggiata e il percorso, nonostante qualche saliscendi, non è molto impegnativo.

 

Il richiamo fotografico è volutamente ispirato al recente viaggio in California. Ma sullo sfondo, anziché l'Oceano Pacifico, compare il Mare del Nord
 

Tuttavia, come si suol dire, manca ancora la “gamba”. Fortunatamente, l’aperitivo che ci godiamo a casa scaccia via la stanchezza. Beviamo un ottimo vino californiano, dopodiché cominciamo a preparare gli itinerari per i prossimi (intensi) giorni. Tra le note di Astor Piazzolla e Paolo Conte (in fondo, un “Piazzolla ligure”), la nostra serata scorre leggera come la brezza marina.

 

6 agosto 2019, Arendal

Stamattina piove, ma non intendiamo rinunciare alla nostra gita. Decidiamo di attendere il sole sino all’ora di pranzo, poi partiamo. La fortuna ci assiste e le nuvole si diradano. La nostra meta è Arendal, a circa 20 chilometri da Grimstad. In novanta minuti siamo a destinazione e, malgrado qualche salita impegnativa, possiamo dire che ormai abbiamo raggiunto un buon livello fisico.

Ci fermiamo in un grazioso caffè del centro e gustiamo (meritatamente) una fetta di torta. Vicino a noi siedono due signore, delle quali una ama particolarmente la lingua italiana. Le hanno clonato il profilo di Whatsapp e trascorre circa mezz’ora al telefono cercando di capire chi la stia chiamando dal suo stesso numero. Ci appare abbastanza naïf e fatichiamo a capire se preferisce la lingua italiana o il “maschio” italiano.

 

Arendal, fondata nel XVI secolo, oggi conta oltre 40.000 abitanti
 

Dopo aver scambiato due parole con lei, ne approfittiamo per visitare i dintorni di questo villaggio che, ogni anno, ospita una sorta di “festival” della politica durante il quale vengono organizzati incontri, confronti e dibattiti di ogni provenienza politica e partitica. Sulla via del ritorno, a pochi chilometri da Grimstad, decidiamo di fermarci in spiaggia, a Fevik.

L’acqua è abbastanza fredda, bassa come a Grado così, mentre Nora riesce a immergersi completamente, io rimango a bagno soltanto con le gambe. Questa piccola spiaggia, pulita e accogliente, si trova ai piedi di un hotel che, oltre alla vista, offre anche la cucina di un ottimo ristorante. Noi, però, abbiamo un altro programma per la cena: frittatona di cipolle!

Stasera andiamo al Loftet, un pub nel centro di Grimstad dove si beve buona birra a prezzi (norvegesi) ragionevoli. Dopo circa mezz'ora, però, veniamo "abbordati" da un duo di compagni di bevute. Sono talmente ubriachi da acquistare due birre alla volta per superare il divieto di vendere alcolici dopo una certa ora. Uno, il biondo, invidia la mia barba (di pochi giorni), sostenendo che per far crescere la sua barba ci sono voluti otto (!) anni. A me, secondo il suo giudizio, basterebbero poche settimane.

Forse dovrei aprire un negozio di barbe vere a Grimstad! Finalmente potrei trovare una soluzione al precariato! L'altro (calvo), racconta a Nora che un tempo aveva una lunga barba e una ragazza. Ma, poiché alla ragazza non piaceva la barba, aveva deciso di tagliarla. Dopo pochi mesi la ragazza lo lasciò e, così, si pentì di aver rimosso anche la barba. Sembra una breve storia triste come quelle che circolano su Facebook!

Inoltre, sempre il calvo, racconta a Nora che, fino a qualche anno fa, distribuiva gli alcolici presso i pub e, per questo, poteva bere anche in quel locale a metà prezzo. Oggi, però, non fa più quel lavoro. Si occupa, invece, di disinfestazioni (credo di ogni genere, come insetti, ratti, ecc.). Insomma, direi che dopo una birra saremmo anche saturi di questa piacevole esperienza antropologica.

Tuttavia, mentre ci incamminiamo verso casa, non resisto alla tentazione di urinare all'aria aperta. Stasera il cielo è sereno e si vedono tutte le stelle. Sembra di pisciare in mezzo al planetario di Milano, con la differenza che qui non ci sono sedie, famiglie con bambini e uno speaker che spiega i "segreti della luna". Prima di andare a dormire, però, nasce in noi una "profonda" riflessione filosofica. A Berlino, nessuno ti chiederà mai perché ti trovi lì. Ragionevolmente lo immagina. A Grimstad (come a Seregno o a Gorizia), tutti ti chiederanno, inevitabilmente, come ci sia capitato e, soprattutto, per quale curioso motivo.

 

7 agosto 2019, Pausa
Oggi, complice il meteo sfavorevole, ci godiamo una giornata di pausa. Trascorriamo la mattinata a fare piccole compere e io non resisto alla tentazione di acquistare una piccola botte con spillatrice e sei bicchieri all'equivalente di circa 8 euro. Mi sembra davvero un affare!

 

Nora lo trova pacchiano...
 

Per condire la giornata acquistiamo una bottiglia di vino trentino, snack, fishburger e, soprattutto, ci godiamo il meraviglioso "Per un pugno di dollari" diretto dal mitico Sergio Leone. Dopodiché, a una certa ora, esce il sole e ci fiondiamo al campetto di calcio per una "partitella" uno contro uno. In serata, invece, rispolveriamo un grandissimo classico di Clint Eastwood: "Coraggio, fatti ammazzare"...Ed è subito San Francisco!

 

8 agosto 2019, Lillesand

Mentre il mio paese sta precipitando in una grave crisi politica e istituzionale, cerco di distrarmi pedalando sotto un diluvio. Meno di due ore ci separano dal villaggio di Lillesand, ma la pioggia scende incessantemente. Noi continuiamo a pedalare ma, in prossimità di un piccolo ponte che sovrasta la pista ciclabile, siamo costretti a fare una sosta.

L’acqua è talmente tanta da non consentirci quasi più di vedere la strada. Così, ne approfittiamo per strizzare (non scherzo) i calzini, mangiare un pezzo di cioccolata e attendere che la pioggia diminuisca. Appena le condizioni migliorano, riprendiamo la strada.

Nell’arco di mezz’ora le nuvole si diradano e, davanti a noi, si apre la vista di un meraviglioso lago tra le montagne. Vediamo l’acqua evaporare velocemente dall’asfalto. Piccole nuvole bianche ci accompagnano lungo i tornanti e, almeno per qualche attimo, nutriamo la speranza di asciugarci. Ma la pioggia riprende nei pressi di Lillesand e ci accompagna sino all’ingresso all’accogliente Kafestrandhaven.

 

Ci fermiamo qui per pranzare e, soprattutto, riscaldarci
 

Dopo pranzo, appena esce il sole, stendo i miei abiti bagnati sul recinto di un giardino a ridosso della piazzetta principale del villaggio. Nel frattempo, acquistiamo una t-shirt nuova in attesa che i vestiti si asciughino. Approfittiamo dei saldi, così una maglietta di puro cotone (nuova) mi costa solo l’equivalente di 6 euro! In pratica meno di una birra norvegese.

Il sole ci inganna, così prima di ripartire, visitiamo il minuscolo centro marinaro di Lillesand. In questi villaggi (così come a Grimstad e ad Arendal), dimoravano ricchi armatori, in particolare nell'epoca in cui si navigava ancora a vela. Ecco perché, quasi tutte le (numerose) ville presenti, sono bianche. La vernice bianca, a quel tempo, era la più costosa e, pertanto, definiva lo "status" sociale.

Sulla via del ritorno, ci imbattiamo dapprima in un percorso sterrato, attraverso la foresta. I saliscendi sono numerosi e ripidi, facciamo parecchia fatica ad affrontarli, anche perché (sembra) sta per raggiungerci un nuovo acquazzone.

 

Qui, a Lillesand, è ambientato il romanzo "Sofies Verden. Roman über die Geschichte der Philosophie" ("Il mondo di Sofia. Romanzo sulla storia della filosofia") di Jostein Gaarder
 

A quel punto decidiamo di tornare nei pressi delle strade asfaltate e la scelta si rivela azzeccata. Veniamo colti da un nuovo (pesante) scroscio d’acqua. Stavolta la vena agonistica prevale e mi esalto, come i migliori piloti di Formula Uno, sul bagnato. Una volata di circa mezz’ora sotto la pioggia ci conduce dalla foresta alla strada principale, passando attraverso fattorie e piccole case di legno.

Questo ultimo sprint ci porta sino alla zona in cui visse lo scrittore Knut Hamsun pochi anni prima di morire e, soprattutto ad una meritatissima pizza casalinga. Sulla via del ritorno, occorre ricordarlo, incontriamo anche una capretta al guinzaglio in un supermercato!

 

9 agosto 2019 Grimstad (Moysand)

Oggi ci attende un'altra giornata molto lunga. Arriviamo presso la spiaggia di Moysand alle 11 e ne approfittiamo subito per un bagno nel Mare del Nord. Forse complice il riscaldamento globale, l’acqua è fresca ma non ghiacciata: venti gradi. Il bagno è godibilissimo, qui l’acqua è molto meno salata e quel sole sugli scogli e quella sabbia così nordica, mi ricordano la meravigliosa spiagga di Travemünde, a Lubecca, nella Germania settentrionale.

 

Questi, per me, sono i "tropici del Nord"...
 

Ci godiamo (con avidità) la cosiddetta “porke”. Detto così potrebbe spiazzare i più “puritani”, magari inducendoli a credere che si tratti di una procace e avvenente signora nordica dalle discutibili abitudini sessuali. In realtà, si tratta di un dolce locale molto calorico, una sorta di enorme ciambella con un cuore di crema, ricoperta di zucchero caramellato. La compriamo dove, dicono, sia la migliore del paese. Nel dialetto locale, "porke" significa "scrofa". In altre zone della Norvegia, però, lo stesso dolce si chiama "solskinnsbolle" or "skolebolle".

Noi, per smaltire quella bomba, giochiamo (ancora uno contro uno) a beach soccer: piccoli tronchi per le porte e si arriva al dieci! Intorno alle 14, il nostro piccolo viaggio prosegue. La prossima (e ultima) tappa è il birrificio della Nøgne Ø. Teoricamente, nel prezzo di ingresso (circa 20 euro) sarebbero compresi tre assaggi e la visita alla fabbrica. Ma, appena arriviamo, capiamo che nulla di tutto ciò accadrà.

Seduta a un tavolo, in compagnia di uno dei gestori, c’è una coppia americana, o meglio, californiana. C’è subito feeling. Lui ha origini francesi (del Nord) e ama la storia vichinga. Lei viene dalla Pennsylvania e (guarda caso) ha origini tedesche. Prima della visita guidata scambiamo già due parole (e due bicchieri), dopodiché ci assentiamo solo per una mezz’ora (contornata di altrettanti assaggi). Al nostro ritorno, però, la compagnia e la degustazione si allargano.

 

All'interno del birrificio. Tutto è cominciato, nel 2002, da un garage
 

Al tavolo si uniscono una coppia formata da una giovane oceanografa italiana e il suo compagno americano, una coppia di metallari (lui olandese, lei della Norvegia settentrionale) e un tizio (già alticcio) che era arrivato prima di noi. Oltre, ovviamente, al simpatico gestore. Abbiamo provato forse quasi venti tipi diversi di birra, compreso un ottimo esperimento di sakè. Dai sapori di “legno”, “pino”, “erbe”, siamo passati ai classici di malto e frumento. Abbiamo assaggiato la loro birra natalizia, ma anche quella al chaca (un fungo che cresce sugli alberi, utilizzato dagli indiani d'America come medicinale).

Siamo usciti tutti molto allegri, davvero soddisfatti di quel meraviglioso (ed etilico) incontro di popoli. Ovviamente è facile immaginare le condizioni in cui siamo tornati a casa (abbiamo pagato forse l’equivalente di quattro birre italiane perché stavamo tutti simpatici al mastro birraio). Non abbiamo sentito un briciolo di fatica nemmeno sulle salite più ripide, è come addormentarsi sull’aereo o sul treno e ritrovarsi a destinazione dopo qualche ora. Avevamo programmato di fermarci un’ora. Siamo rimasti tre ore!

 

Epilogo

La nostra settimana su due ruote finisce in tarda serata, a poche ore da una tempesta che ci accompagnerà sino alle montagne di Haukeli. Domattina ci attende un lungo viaggio di ritorno verso Bergen, circa dodici ore attraverso foreste e laghi. Quei luoghi che, solo una settimana fa brillavano illuminati da un caldo sole estivo, sembrano già un ricordo. Pioggia e vento hanno portato via con sé le immagini di giovani immersi nelle acque dei laghi, ciclisti mai troppo affaticati e bambini sorridenti davanti ai loro gelati. Ci resta così l'immagine di camper nascosti sotto agli alberi, nella vana attesa che quella pioggia battente lasci loro una tregua.

Fabio

 

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