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Name: Il Caffè Orientale
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PERCHé "ORIENTALE"?

Talvolta le domande più semplici richiedono le risposte più complicate. In questo caso, tenterò di rendere semplice una risposta molto difficile. Il Caffè Orientale nacque nel 2007 come sito internet culturale dedicato alla Mitteleuropa e, ancor più precisamente, all'intera Europa centro-orientale. Ma a questo punto il rigore scientifico delle convenzioni mi avrebbe imposto di essere ancora più preciso e, dunque, avrei dovuto distinguere tra Europa danubiano-balcanica, Paesi baltici, Russia e Caucaso, oppure chissà quale altra cervellotica definizione così poco adatta a chi i confini preferisce superarli anziché tracciarli. D'altra parte, lo ammetto, la parola "orientale" suscita sempre grande curiosità. Qualche bizzarra ipotesi, ben lontana da ragionevoli riferimenti storico-geografici, ha chiamato in causa persino la Massoneria! Ma nulla di tutto ciò ha mai avuto a che fare con questo blog! Ebbene, dopo dieci anni di storia, il Caffè Orientale è, contemporaneamente, sia il risultato di un progetto incompleto (e forse irrealizzabile), sia l'inizio nonché la continuazione di un nuovo percorso. Un itinerario, insomma, dove la rotta, da ormai cinque anni, segue anche la via del Nord: Scandinavia, Gran Bretagna e tutta l'Europa settentrionale. Il futuro guarda in tutte le direzioni, dentro e fuori il Vecchio Continente. Il motivo è semplice: un blog dedicato ai viaggi non deve fermarsi mai. Non può smettere di raccontare storie, visitare luoghi, conoscere persone e culture. Forse avrei dovuto pensarci subito. Magari il "Caffè", che tanto faceva pensare ai fratelli Verri, non avrebbe avuto bisogno di aggettivi, soprattutto di tipo geografico. Eppure la vita è così: nulla è per sempre. Così, in occasione del decennale di questo sito, ho pensato che fosse bello ripartire proprio dalle origini, ossia dai diari di viaggio...

Chi sono

Due parole per presentarmi...

I Diari di Viaggio

I "Diari di viaggio" sono forse il vero motivo per il quale il Caffè Orientale nacque nel 2007. Intorno ad esso, tuttavia, si raccolsero diversi intenti, dapprima divulgativi finalizzati alla conoscenza in rete dell'Europa centro-orientale e, successivamente, operativi. Il Caffè divenne, infatti, un partner digitale per l'organizzazione di eventi culturali. Oggi tutto è cambiato: la sua nuova natura di blog è un importante ritorno alle origini, ai viaggi che hanno ispirato tutto questo. Il Caffè è finalmente cresciuto, assumendo la forma che avrei sempre voluto dargli: un diario itinerante, attraverso i luoghi e la storia, per ricordare e capire come sono cambiato io così come il mondo intorno a me. Spero che le mie non saranno soltanto cronache personali ma anche un utile spaccato del tempo in cui vivo. A futura memoria, nel caso in cui qualcuno volesse riscoprire come eravamo e come era il mondo all'inizio del 2000.

RICERCA

2017

Il Caffè Orientale compie 10 anni (2007-2017). Aspettatevi di tutto...

2016

Dieci anni di viaggi e non sentirli...L'anno comincia in Norvegia e prosegue per qualche settimana in Italia. Poi si parte per una trasferta incredibile: Oslo-Cambridge-Oslo in 30 ore. A Pasqua si torna nelle Marche, poi Roma e Firenze per lavoro. La vita non si ferma, così tra la fine di aprile e l'inizio di maggio, trascorro una settimana tra la Baviera ed il Brandeburgo. L'estate è lunga ma straordinaria: in giugno si raggiunge il picco della bellezza pura e genuina dei luoghi in Südtirol. Poi un'altra lunga vacanza alla conquista del "grande Nord": Bergen, Amburgo, Lubecca, Schwerin, ancora Berlino per poi tornare ad Oslo e proseguire verso Stoccolma dopo pochi giorni. Non mancano nemmeno piccole gite intorno al fiordo di Oslo nel mese di settembre, con un toccante ritorno a Macerata verso l'inizio dell'autunno. Poi la vita mi "tradisce": nuove drammatiche sfide mi costringono a rimanere fermo: ma imparo ad apprezzare ancora di più il luogo in cui vivo. Milano, la Brianza e la Lombardia (oltre ad una piccola "toccata e fuga piemontese") si delineano come luoghi da riscoprire: Stresa, il Lago Maggiore, il Lario, Como e i suoi dintorni ridanno la speranza di tornare a viaggiare con il cuore oltre l'ostacolo alpino: in volo su quei cieli che tante volte mi hanno portato in Germania e poi oltre, verso l'amata Scandinavia. Così finisce anche il 2016, in Brianza, con tutti i miei cari: il modo migliore per tornare a viaggiare, sognare e, soprattutto, vivere.

2015

Cominciamo con calma...I miei soggiorni norvegesi diventarono così lunghi e frequenti che, alla fine dell'anno, il conto era semplice: avevo trascorso più giorni in Norvegia che in Italia. A Pasqua, poi ancora a maggio e giugno. Ma, soprattutto, navigai attraverso i fiordi meridionali prendendo parte al mitico "Skandinavia Rundt". Non contento, riuscii finalmente a visitare Copenhagen alla fine di agosto. L'autunno norvegese fu straordinario, ricco di idee e nuove energie per il mio futuro umano e professionale. Ma sapevo, in un certo senso sentivo, che il 2016 sarebbe stato un anno intenso, pieno di viaggi e sfide importanti da cogliere.

2014

Non solo Scandinavia...Proprio mentre, inconsapevolmente, stavo per lasciare Berlino e la Germania, la mia "riscoperta" dell'Italia si accompagnava ad un crescente interesse per la Norvegia. Dopo un piccolo giro estivo nel mio amato nord-est, da Venezia a Trieste passando per Verona ed il lago di Garda, trascorsi quasi due mesi in Norvegia. Un ultimo autunno berlinese mi separava da quello che sarebbe stato il mio definitivo (inatteso ma risolutivo) ritorno in Brianza. Non mancò nemmeno un nuovo capitolo natalizio norvegese, il terzo. Da quel momento in avanti, la Norvegia non sarebbe più stata un semplice "diversivo".

2013

La rincorsa: un anno all'inseguimento...Il 2013 fu davvero incredibile: intenso ma ricco di soddisfazioni e speranze. La mia vita tra Berlino e la Norvegia era ormai una piacevole routine, ma ero riuscito a trovare il tempo per un fantastico ritorno a Trieste e, soprattutto, a Roma. Dopo quindici anni, infatti, grazie al lavoro, colsi l'occasione giusta per visitare nuovamente la "città eterna". Non fu facile capire che quel pomeriggio al Gianicolo sarebbe stato soltanto l'inizio di un'altra grande avventura. Ma era bello fermarsi, per un attimo, a pensare che quel tramonto capitolino sarebbe stato un dolce aperitivo...Durante l'estate feci persino in tempo a tornare nelle Marche, dopo due anni dalla scomparsa di mio nonno: poi mi "tuffai" ancora nelle acque dei fiordi, con destinazione Norvegia.

2012

Visioni scandinave: forse non lo sapevo...La bussola impazzì nuovamente, così dovetti seguirla fino a Nord. "Sbarcai" per la prima volta in Norvegia, conoscendo luoghi che, fino a quel momento, avevo solo immaginato: Oslo, Bergen, la regione di Hardanger, Stavanger e i fiordi della costa occidentale. Diventai un pendolare dell'aria, tra Berlino ed Oslo con qualche trasferta milanese ma senza dimenticare mai le mie terre d'origine...

2011

E quindi? Fu l'anno della svolta: decisi di trasferirmi a Berlino per seguire il mio destino. I miei viaggi diventarono semplice "pendolarismo" tra Berlino e Milano, finché, alla fine del 2011, non capii che la destinazione era ormai certa. Avevo lasciato l'Italia, forse per poco, forse per molto, forse per sempre. Non lo sapevo, non volevo nemmeno scoprirlo per non rovinarmi il gusto dell'avventura: fu così che, mese per mese, vissi uno degli anni più entusiasmanti della mia vita. Era la la "mia" storia, era il 2011, era un anno "mitico"...

2010

Verso una nuova vita...Così si rinasce a primavera, dopo un letargo invernale abbastanza pesante. Ad aprile ripartii alla volta di Berlino passando attraverso Verona e Norimberga. Riuscii persino a trascorrere una notte a Monaco prima di tornare a Milano. Ma l'estate non tardò ad arrivare così, dopo un antipasto in terra giuliana, ero pronto per una nuova avventura berlinese. Ma stavolta con uno straordinario intermezzo olandese: Utrecht! Trascorsi il mio primo (meraviglioso) autunno a Berlino per scrivere la tesi. Anche questo Natale fu "berlinese" e si rivelò come l'ultima tregua prima di una grande e faticosa battaglia.

2009

Oltre ogni limite...L'anno dei viaggio "ricominciò" in primavera: Pasqua in Friuli, a Gemona sui luoghi del terremoto del 1976 e due giorni meravigliosi a Pula (Pola) nell'Istria croata. In estate, nonostante una caviglia in pessime condizioni, tornai a Zagabria prima di lanciarmi alla scoperta di Sarajevo e Belgrado. Dopo una breve sosta a Budapest, tornai a Berlino. Da qui una nuova "rotta" baltica: Stettino - Danzica ed ancora Berlino. Ma la corsa non era ancora finita: Zurigo e, soprattutto, un matrimonio in Salento mi stavano aspettando alle porte dell'autunno e poi...il secondo "Natale a Berlino". Nonostante avessi avuto recenti problemi di salute, la voglia di rimettermi in marcia, verso una nuova vita, non era scomparsa: aggiunsi all'itinerario Lipsia, Rostock e Francoforte sul Meno...Effettivamente avevo superato ogni limite!

2008

Un anno senza freni...Iniziai a viaggiare in primavera, trascorrendo la Pasqua a Zagabria dopo aver risalito la Slovenia lungo la rotta ferroviaria della Transalpina. In maggio visitai Rijeka (Fiume) prima di lanciarmi nel viaggio estivo più lungo ed avvincente sino a questo momento: dal Baltico all'Adriatico. Partii da Milano alla volta di Vilnius per poi proseguire verso Riga, Tallinn, Helsinki e fare nuovamente ritorno a Riga prima di raggiungere, per la seconda volta, Berlino. Dopo qualche giorno di sosta (ed una rapida visita a Leer e Brema) ripartii verso le Dolomiti, tenendo il Trentino come "rampa di lancio" per l'ultimo acuto adriatico: ancora Slovenia, stavolta l'Istria e la magnifica Pirano. Poi venne dicembre...fu un mese straordinario. Dapprima "In viaggio con papà!" a Monaco di Baviera per il concerto dei Motörhead" e poi il primo "Natale a Berlino". Durante il soggiorno berlinese non mancarono nemmeno le gite: Amburgo e Dresda. Un mare di chilometri...

2007

L'anno che non ti aspetti: parti per visitare le Highlands scozzesi e ti ritrovi in Baviera passando per la prima volta attraverso la Polonia ed il Brandeburgo! Restano i ricordi di una Berlino molto diversa, all'epoca davvero economica ed ancora poco appesantita dalla "gentrification". Fu un itinerario insolito ma, in fondo, suggestivo: Glasgow, Inverness, Aberdeen, Edimburgo e poi via verso Varsavia, Berlino, Monaco di Baviera e...Monfalcone!

2006

Tutto cominciò così, con un viaggio in solitario senza una meta precisa. Solo un proposito: perdermi nella Mitteleuropa. Avevo fissato soltanto alcune coordinate: Praga, Budapest, una bozza di itinerario ed un periodo di percorrenza. Non servì molto altro per riempire due settimane con lo zaino in spalla, viaggiando a bordo di bus e treni. Solo alla fine del viaggio, guardando indietro, riuscii a ripercorrere la mia rotta: Lubiana, Salisburgo, Vienna, Praga, Brno, Budapest, Trieste e Monfalcone. Da quel momento in avanti, non smisi più di viaggiare e di scrivere i miei diari sul Caffè Orientale...

Luoghi visitati...

Sin dalla sua nascita, nel 2007, il Caffè Orientale è un "circo" culturale itinerante: si è spostato attraverso diverse regioni d'Italia e, soprattutto, numerosi paesi europei. Ma non importa quanti e quali siano i luoghi visitati durante questa ormai lunga esperienza: ciò che conta, nel viaggio come nella vita, è il movimento...

Regioni d'Italia

1 .   Lombardia
2 .   Friuli - Venezia Giulia
3 .   Trentino - Alto Adige
4 .   Veneto
5 .   Piemonte
6 .   Emilia - Romagna
7 .   Toscana
8 .   Marche
9 .   Lazio
10 .   Puglia

Europa

1 .   Slovenia
2 .   Austria
3 .   Repubblica Ceca
4 .   Ungheria
5 .   Polonia
6 .   Scozia
7 .   Germania
8 .   Croazia
9 .   Lituania
10 .   Lettonia
11 .   Estonia
12 .   Finlandia
13 .   Bosnia-Erzegovina
14 .   Serbia
15 .   Svizzera
16 .   Olanda
17 .   Norvegia
18 .   Danimarca
19 .   Svezia
20 .   Inghilterra
21 .   Islanda

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Giugno 2016 - Ma cosa sta succedendo?

postato da blog.ilcaffeorientale.com [01/07/2016 13:33]
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Giugno 2016 - Ma cosa sta succedendo?

È stato il mese del sacro e del profano, del futile e del mondano, dell'epocale e del quotidiano. Giugno è stato il mese dei Rammstein a Monza, del mio ritorno dopo tanti anni nell'amato Südtirol e della Brexit. Ogni giorno, insomma, sembra confermare quanto anticipato nei mesi precedenti: ormai esistono nuovi confini e non possiamo più lavorare per impedirne la costruzione. Dobbiamo soltanto combattere per fare in modo che, un domani, queste barriere crollino ancora, senza illuderci che rimarranno abbattute per sempre.

Noi, nati negli anni Ottanta, ancora troppo spesso pensiamo al fascismo, al comunismo, al totalitarismo, alla guerra fredda, all'Unione Sovietica, alla Jugoslavia ed alla divisione dell'Europa, al capitalismo, al neoliberismo, alla socialdemocrazia, alla presunta "Arcadia" geopolitica di un mondo che non ci ha mai visti protagonisti ma semplici spettatori. Inoltre nemmeno normali spettatori, bensì bambini, giovanissimo pubblico di uno spettacolo che non potevamo ancora capire, senza la capacità critica di dire se ci piacesse o meno.

Chiedevamo ai nostri genitori, ammesso che loro stessi lo sapessero, cosa stesse succedendo: se fosse giusto, sbagliato, bello, brutto, pericoloso o chissà cosa altro. Perché Rocky combatteva contro Drago? Perché Rambo era amico dei Talebani? Perché lo Zio Sam non andava più di moda? Perché era caduto il Muro di Berlino?

Molti di noi, oggi, dovranno spiegare ai loro figli, ammesso che possano permettersi il lusso di averne e di mantenerli, perché i kamikaze esplodono negli aeroporti, perché la Gran Bretagna non fa (o non farà) più parte dell'Europa nella quale sono nati. O forse dovranno limitarsi a dare loro tutti gli strumenti necessari per capire, quando saranno adulti, cosa stia succedendo oggi? Chissà, ciò che mi pare certo, per noi comuni mortali, è che siamo di fronte ad una nuova ed ennesima epoca: le daremo un nome in futuro, dopo averla analizzata e, soprattutto, capita.

Così, mentre tutti si improvvisano, nel contempo, esperti di relazioni internazionali e commissari tecnici della Nazionale di calcio italiana (quest'anno ci sono i campionati europei in Francia), inizia il mio (ed il nostro) mese di giugno.

Il 2 giugno, Festa della Repubblica italiana, al Gods of Metal di Monza suonano i Rammstein: un tempo criticati, osteggiati, presi in giro, accettati a denti stretti, oggi fanno il sold-out a tutti i loro concerti. Li ho sempre ascoltati sin dall'inizio della mia gioventù, eppure non ho mai rilevato nessuna incomprensione tra il loro genere e tutto il vastissimo panorama del rock, del metal, dell'elettronica, ecc.

Resta il fatto che, nel 1995, "Herzeleid" era un album assolutamente innovativo e, soprattutto, "industrial". Se poi, indubbiamente, il genere sia stato lanciato da gruppi come i Laibach e i Kraftwerk, poco importa. I concerti dei Rammstein sono uno show a 360 gradi, un intrattenimento in stile berlinese degno della Komische Oper, uno spettacolo che va oltre la musica e sfocia persino nel teatro e nella recitazione.

Il pubblico, ormai è giusto dirlo, anche in Italia è più civile e maturo, senza con ciò ritenere che in altri paesi tutti si comportino sempre e comunque come si deve: la musica dovrebbe unire, non certo dividere i popoli. L'organizzazione e la location sono decisamente migliori rispetto alle edizioni precedenti e il temporale che rischia di abbattersi violentemente sull'autodromo di Monza, si riversa invece a pochi chilometri da noi: il trio Fabio, Fulvio, Nora è libero di godersi questa serata in ricordo di Lemmy e dei vecchi tempi, ma celebrando anche il presente. Forse le divinità nordiche invocate benevolmente dalla mia compagna scandinava si sono dimostrate clementi: Thor (fliglio di Odino) ha deciso di scaricare i suoi fulmini sulla tangenziale.

Ci restano novanta minuti di concerto, introdotti da vecchie glorie come i Gamma Ray e i Megadeth, dopodiché calerà il sipario: in anticipo rispetto al previsto. Le "voci" parlano di problemi tecnici (il suono non era certo dei migliori) e disguidi con la coreografia: tra macchine, ascensori, fuochi d'artificio, razzi ed effetti speciali di vario tipo, i Rammstein ci salutano. Sono certo che tornerò ad uno dei loro concerti. 

 

 La scenografia di "Engel": da pelle d'oca... 

 

È il 9 giugno, in fondo un giorno come tanti altri, senza qualcosa di particolare da ricordare. Tuttavia la vita è sempre, costantemente in divenire: oggi è politica, scienza sociale, attualità...domani sarà Storia. Alla Stazione Centrale di Milano, ogni giorno, al binario dal quale parte il regionale Bellinzona - Milano - Bellinzona, sono schierati agenti di polizia e militari. Si tratta di un altro modo per vedere i confini attraverso le persone e le loro esistenze: ogni giorno decine di migranti si spostano tra Svizzera ed Italia, probabilmente perché respinti alla frontiera. Anche questo è un segno del tempo in cui viviamo.

La prima metà di giugno riserva un clima tropicale, caratterizzato da un temporale al giorno e da tempeste di fulmini apparentemente mai viste da queste parti. Ma fortunatamente né il caldo né la pioggia, scoraggiano la mia instancabile voglia di viaggiare.

17 giugno, presso la "garbatissima" autostazione di Milano Lampugnano: con Flixbus si viaggia comodamente a prezzi assolutamente economici, così ne approfitto per raggiungere la mia compagna in missione di studio a Bolzano. Già, Bozen...l'ultima volta fu nel 2008 e mi rimane ancora oggi il ricordo di uno straordinario viaggio di quattro settimane, zaino in spalla, dal Baltico all'Adriatico passando per le Dolomiti.

Nel bed & breakfast dove alloggiamo, poco lontano dal centro ma abbastanza isolato da potersi godere il panorama, c'è una veranda stupenda. L'Italia ha battuto la Svezia nel pomeriggio, quindi, anche per oggi, siamo sicuri che non scoppierà la guerra civile. Troviamo una graziosa "mescita" nel piccolo centro di Bolzano: alcuni giovani italiani giocano a carte, altri anziani sbronzi biascicano in tedesco. Tra un Traminer ed un Pinot Nero, ci godiamo un'ora di speranza (più che di riposo).

Cena di ottimo livello al celebre Vögele: frittelle di patate con crauti e salsa di mirtilli, finferli, canederli, wiener Schnitzel, patate in padella. Ma ciò che più sorprende di questo ristorante, è la sua storia. I muri di questa osteria risalgono al 1277, quando ancora si chiamava "Aquila rossa". Dopodiché, l'Aquila rossa divenne un "uccellino" (Vögele, appunto), proprio in tempo di guerra, per depistare le spie, parlare in codice e pianificare le strategie belliche.



 Il panorama dalla "nostra" veranda

 

Sabato 18 giugno - Ripensando alla celebre frase del Geometra Filini: "- Tranquilli, vi sveglio io mezz'ora prima di Ortisei!", iniziamo a programmare la giornata. Oggi visitiamo le Erdpyramiden, le piramidi di roccia del Renon. Si tratta di un autentico monumento naturale di origine glaciale. Il cielo è ancora sereno, ma noi riusciamo ad evitare un violento temporale virando dapprima verso un ristorante e, successivamente, decidendo di incominciare il nostro lungo ritorno verso Bolzano.

 

 

 Lo spettacolo naturale delle piramidi di roccia!

 

Poiché abbiamo buone gambe, pochi soldi e, soprattutto, vogliamo dimostrare a questi "meridionali" alto-atesini che "noi che veniamo dai fiordi" siamo veramente nordici e sportivi, decidiamo di tornare da Colalbo a Bolzano a piedi! In discesa, certo, ma pur sempre a piedi!

Il temporale ci insegue ma ci colpisce solo in parte, più o meno a metà strada, quando siamo in prossimità di una stazione di benzina (ovviamente in stile tirolese). È così che adottiamo una delle nostre "soluzioni punk per sopravvivere". Sotto alla tettoia c’è una panchina di legno: restiamo lì, ascoltando Ramones, Sex Pistols e Motörhead per circa mezz’ora finché non smette di piovere. Qualcuno, forse ancora abituato ad un certo servilismo otto-novecentesco, non si accorge che c'è il self-service e, per qualche minuto, si illude che uno di noi due si alzi, attraversi un mare d'acqua e rabbocchi il loro serbatoio. 

Abbiamo il pieno di benzina: la grappa del pranzo ha un’ottima resa. Sulla via del ritorno incontriamo nell’ordine: un apicoltore, un paio di Porsche, un cervo di montagna, una biscia senza testa, qualche Mercedes che risale i tornanti, un numero imprecisato di ville, un pastore tedesco ed infine, qualche sentiero in mezzo alle vigne. Senza contare l'innumerevole quantità di "cristi di legno" sparsi tra i villaggi e le foreste.

 

 

 Ci si "perde" più o meno da queste parti...

 

Chiudiamo questa lunga giornata con una cena a lume di candela, in veranda: poveri ma belli, insomma!

19 giugno: abbiamo qualche ora a disposizione prima di partire. Prima beviamo una "sciuocchezza" in un bar che sembra rimasto fermo agli anni Settanta. Poi continuiamo il nostro viaggio all’indietro nel tempo: pranziamo nella Bolzano "razionalista" e sembra di essere tornati indietro di oltre ottant’anni.

C’è un’ambientazione da Ventennio, persino nella pizzeria dove pranziamo. L’atmosfera così frivola e nel contempo boriosa degli anni Trenta, stride profondamente con il nuovo mondo nel quale viviamo: eppure qualcosa di cupo continua a serpeggiare tra i confini europei.

Sulla via del ritorno mi rendo conto di quanto siano "cyber" le cravatte degli autisti della Flixbus (verde fluorescente, come un evidenziatore).

22 giugno, riflessioni ad alta voce al Parco di Monza: ma come si stabilisce se una persona ha successo nella vita? Il capitalismo non sembra aver avuto mai dubbi in proposito.

Abbiamo sbarcato un altro lunario...

La Gran Bretagna, a quanto pare, ha abbandonato l’Unione Europea in seguito ad un referendum, il cosiddetto (o la cosiddetta) "Brexit". Una nuova frontiera, dunque, torna a fare superba mostra di sé lungo il canale della Manica.

Più a sud-est, tra Gorizia, Trieste, Bolzano e Trento, resta l’impressione che ancora oggi, come un tempo, esse fossero città dello stesso paese: coniugazioni di un verbo antico che spiega una lingua ormai classica, quella mitteleuropea.

Intanto, nella ridente Brianza, tra estenuanti attese, lavoro saltuario, concorsi pubblici e caldi pomeriggi di fine giugno, non restano altro che le serie televisive. Fear the Walking Dead è uno spin-off che, secondo me, non regge minimamente il confronto con la serie-madre The Walking Dead.

Perciò ne interrompo la visione e mi tuffo molto più volentieri nelle cupe atmosfere vittoriane di Penny Dreadful: ero scettico ma devo ricredermi. Non è facile inserire nella stessa trama "mostri sacri" (è proprio il caso di dirlo) del cinema e della letteratura horror come il Dottor Frankenstein, i vampiri, i lupi mannari, le streghe e così via.

Se non si può sempre sognare, è anche vero che talvolta si riescono ad esorcizzare vecchi incubi affrontando con più coraggio la realtà. I soldi sono pochi, per tanti (non per tutti), forse non sono mai stati così pochi. Eppure mi piace pensare che avesse ragione un caro amico ormai scomparso da qualche tempo: Chi è giovane, è ricco ma non lo sa.

Fabio

 

I migliori hashtag di giugno 2016

#italia-svezia

#bacaro

#ilcantagallo

#villastefanie

#chupachups

#lafinedigomorrasecondaserie

#colazioneinveranda

 

Il diario precedente...

Maggio 2016 – Berlino, Trieste, Firenze ed il “mese breve” (come il secolo passato...)

 

Il diario successivo...

Estate 2016 - Primo tempo: giornate "ansiose" che diventano "anseatiche"