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Name: Il Caffè Orientale
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PERCHé "ORIENTALE"?

Talvolta le domande più semplici richiedono le risposte più complicate. In questo caso, tenterò di rendere semplice una risposta molto difficile. Il Caffè Orientale nacque nel 2007 come sito internet culturale dedicato alla Mitteleuropa e, ancor più precisamente, all'intera Europa centro-orientale. Ma a questo punto il rigore scientifico delle convenzioni mi avrebbe imposto di essere ancora più preciso e, dunque, avrei dovuto distinguere tra Europa danubiano-balcanica, Paesi baltici, Russia e Caucaso, oppure chissà quale altra cervellotica definizione così poco adatta a chi i confini preferisce superarli anziché tracciarli. D'altra parte, lo ammetto, la parola "orientale" suscita sempre grande curiosità. Qualche bizzarra ipotesi, ben lontana da ragionevoli riferimenti storico-geografici, ha chiamato in causa persino la Massoneria! Ma nulla di tutto ciò ha mai avuto a che fare con questo blog! Ebbene, dopo dieci anni di storia, il Caffè Orientale è, contemporaneamente, sia il risultato di un progetto incompleto (e forse irrealizzabile), sia l'inizio nonché la continuazione di un nuovo percorso. Un itinerario, insomma, dove la rotta, da ormai cinque anni, segue anche la via del Nord: Scandinavia, Gran Bretagna e tutta l'Europa settentrionale. Il futuro guarda in tutte le direzioni, dentro e fuori il Vecchio Continente. Il motivo è semplice: un blog dedicato ai viaggi non deve fermarsi mai. Non può smettere di raccontare storie, visitare luoghi, conoscere persone e culture. Forse avrei dovuto pensarci subito. Magari il "Caffè", che tanto faceva pensare ai fratelli Verri, non avrebbe avuto bisogno di aggettivi, soprattutto di tipo geografico. Eppure la vita è così: nulla è per sempre. Così, in occasione del decennale di questo sito, ho pensato che fosse bello ripartire proprio dalle origini, ossia dai diari di viaggio...

Chi sono

Due parole per presentarmi...

I Diari di Viaggio

I "Diari di viaggio" sono forse il vero motivo per il quale il Caffè Orientale nacque nel 2007. Intorno ad esso, tuttavia, si raccolsero diversi intenti, dapprima divulgativi finalizzati alla conoscenza in rete dell'Europa centro-orientale e, successivamente, operativi. Il Caffè divenne, infatti, un partner digitale per l'organizzazione di eventi culturali. Oggi tutto è cambiato: la sua nuova natura di blog è un importante ritorno alle origini, ai viaggi che hanno ispirato tutto questo. Il Caffè è finalmente cresciuto, assumendo la forma che avrei sempre voluto dargli: un diario itinerante, attraverso i luoghi e la storia, per ricordare e capire come sono cambiato io così come il mondo intorno a me. Spero che le mie non saranno soltanto cronache personali ma anche un utile spaccato del tempo in cui vivo. A futura memoria, nel caso in cui qualcuno volesse riscoprire come eravamo e come era il mondo all'inizio del 2000.

RICERCA

2017

Il Caffè Orientale compie 10 anni (2007-2017). Aspettatevi di tutto...

2016

Dieci anni di viaggi e non sentirli...L'anno comincia in Norvegia e prosegue per qualche settimana in Italia. Poi si parte per una trasferta incredibile: Oslo-Cambridge-Oslo in 30 ore. A Pasqua si torna nelle Marche, poi Roma e Firenze per lavoro. La vita non si ferma, così tra la fine di aprile e l'inizio di maggio, trascorro una settimana tra la Baviera ed il Brandeburgo. L'estate è lunga ma straordinaria: in giugno si raggiunge il picco della bellezza pura e genuina dei luoghi in Südtirol. Poi un'altra lunga vacanza alla conquista del "grande Nord": Bergen, Amburgo, Lubecca, Schwerin, ancora Berlino per poi tornare ad Oslo e proseguire verso Stoccolma dopo pochi giorni. Non mancano nemmeno piccole gite intorno al fiordo di Oslo nel mese di settembre, con un toccante ritorno a Macerata verso l'inizio dell'autunno. Poi la vita mi "tradisce": nuove drammatiche sfide mi costringono a rimanere fermo: ma imparo ad apprezzare ancora di più il luogo in cui vivo. Milano, la Brianza e la Lombardia (oltre ad una piccola "toccata e fuga piemontese") si delineano come luoghi da riscoprire: Stresa, il Lago Maggiore, il Lario, Como e i suoi dintorni ridanno la speranza di tornare a viaggiare con il cuore oltre l'ostacolo alpino: in volo su quei cieli che tante volte mi hanno portato in Germania e poi oltre, verso l'amata Scandinavia. Così finisce anche il 2016, in Brianza, con tutti i miei cari: il modo migliore per tornare a viaggiare, sognare e, soprattutto, vivere.

2015

Cominciamo con calma...I miei soggiorni norvegesi diventarono così lunghi e frequenti che, alla fine dell'anno, il conto era semplice: avevo trascorso più giorni in Norvegia che in Italia. A Pasqua, poi ancora a maggio e giugno. Ma, soprattutto, navigai attraverso i fiordi meridionali prendendo parte al mitico "Skandinavia Rundt". Non contento, riuscii finalmente a visitare Copenhagen alla fine di agosto. L'autunno norvegese fu straordinario, ricco di idee e nuove energie per il mio futuro umano e professionale. Ma sapevo, in un certo senso sentivo, che il 2016 sarebbe stato un anno intenso, pieno di viaggi e sfide importanti da cogliere.

2014

Non solo Scandinavia...Proprio mentre, inconsapevolmente, stavo per lasciare Berlino e la Germania, la mia "riscoperta" dell'Italia si accompagnava ad un crescente interesse per la Norvegia. Dopo un piccolo giro estivo nel mio amato nord-est, da Venezia a Trieste passando per Verona ed il lago di Garda, trascorsi quasi due mesi in Norvegia. Un ultimo autunno berlinese mi separava da quello che sarebbe stato il mio definitivo (inatteso ma risolutivo) ritorno in Brianza. Non mancò nemmeno un nuovo capitolo natalizio norvegese, il terzo. Da quel momento in avanti, la Norvegia non sarebbe più stata un semplice "diversivo".

2013

La rincorsa: un anno all'inseguimento...Il 2013 fu davvero incredibile: intenso ma ricco di soddisfazioni e speranze. La mia vita tra Berlino e la Norvegia era ormai una piacevole routine, ma ero riuscito a trovare il tempo per un fantastico ritorno a Trieste e, soprattutto, a Roma. Dopo quindici anni, infatti, grazie al lavoro, colsi l'occasione giusta per visitare nuovamente la "città eterna". Non fu facile capire che quel pomeriggio al Gianicolo sarebbe stato soltanto l'inizio di un'altra grande avventura. Ma era bello fermarsi, per un attimo, a pensare che quel tramonto capitolino sarebbe stato un dolce aperitivo...Durante l'estate feci persino in tempo a tornare nelle Marche, dopo due anni dalla scomparsa di mio nonno: poi mi "tuffai" ancora nelle acque dei fiordi, con destinazione Norvegia.

2012

Visioni scandinave: forse non lo sapevo...La bussola impazzì nuovamente, così dovetti seguirla fino a Nord. "Sbarcai" per la prima volta in Norvegia, conoscendo luoghi che, fino a quel momento, avevo solo immaginato: Oslo, Bergen, la regione di Hardanger, Stavanger e i fiordi della costa occidentale. Diventai un pendolare dell'aria, tra Berlino ed Oslo con qualche trasferta milanese ma senza dimenticare mai le mie terre d'origine...

2011

E quindi? Fu l'anno della svolta: decisi di trasferirmi a Berlino per seguire il mio destino. I miei viaggi diventarono semplice "pendolarismo" tra Berlino e Milano, finché, alla fine del 2011, non capii che la destinazione era ormai certa. Avevo lasciato l'Italia, forse per poco, forse per molto, forse per sempre. Non lo sapevo, non volevo nemmeno scoprirlo per non rovinarmi il gusto dell'avventura: fu così che, mese per mese, vissi uno degli anni più entusiasmanti della mia vita. Era la la "mia" storia, era il 2011, era un anno "mitico"...

2010

Verso una nuova vita...Così si rinasce a primavera, dopo un letargo invernale abbastanza pesante. Ad aprile ripartii alla volta di Berlino passando attraverso Verona e Norimberga. Riuscii persino a trascorrere una notte a Monaco prima di tornare a Milano. Ma l'estate non tardò ad arrivare così, dopo un antipasto in terra giuliana, ero pronto per una nuova avventura berlinese. Ma stavolta con uno straordinario intermezzo olandese: Utrecht! Trascorsi il mio primo (meraviglioso) autunno a Berlino per scrivere la tesi. Anche questo Natale fu "berlinese" e si rivelò come l'ultima tregua prima di una grande e faticosa battaglia.

2009

Oltre ogni limite...L'anno dei viaggio "ricominciò" in primavera: Pasqua in Friuli, a Gemona sui luoghi del terremoto del 1976 e due giorni meravigliosi a Pula (Pola) nell'Istria croata. In estate, nonostante una caviglia in pessime condizioni, tornai a Zagabria prima di lanciarmi alla scoperta di Sarajevo e Belgrado. Dopo una breve sosta a Budapest, tornai a Berlino. Da qui una nuova "rotta" baltica: Stettino - Danzica ed ancora Berlino. Ma la corsa non era ancora finita: Zurigo e, soprattutto, un matrimonio in Salento mi stavano aspettando alle porte dell'autunno e poi...il secondo "Natale a Berlino". Nonostante avessi avuto recenti problemi di salute, la voglia di rimettermi in marcia, verso una nuova vita, non era scomparsa: aggiunsi all'itinerario Lipsia, Rostock e Francoforte sul Meno...Effettivamente avevo superato ogni limite!

2008

Un anno senza freni...Iniziai a viaggiare in primavera, trascorrendo la Pasqua a Zagabria dopo aver risalito la Slovenia lungo la rotta ferroviaria della Transalpina. In maggio visitai Rijeka (Fiume) prima di lanciarmi nel viaggio estivo più lungo ed avvincente sino a questo momento: dal Baltico all'Adriatico. Partii da Milano alla volta di Vilnius per poi proseguire verso Riga, Tallinn, Helsinki e fare nuovamente ritorno a Riga prima di raggiungere, per la seconda volta, Berlino. Dopo qualche giorno di sosta (ed una rapida visita a Leer e Brema) ripartii verso le Dolomiti, tenendo il Trentino come "rampa di lancio" per l'ultimo acuto adriatico: ancora Slovenia, stavolta l'Istria e la magnifica Pirano. Poi venne dicembre...fu un mese straordinario. Dapprima "In viaggio con papà!" a Monaco di Baviera per il concerto dei Motörhead" e poi il primo "Natale a Berlino". Durante il soggiorno berlinese non mancarono nemmeno le gite: Amburgo e Dresda. Un mare di chilometri...

2007

L'anno che non ti aspetti: parti per visitare le Highlands scozzesi e ti ritrovi in Baviera passando per la prima volta attraverso la Polonia ed il Brandeburgo! Restano i ricordi di una Berlino molto diversa, all'epoca davvero economica ed ancora poco appesantita dalla "gentrification". Fu un itinerario insolito ma, in fondo, suggestivo: Glasgow, Inverness, Aberdeen, Edimburgo e poi via verso Varsavia, Berlino, Monaco di Baviera e...Monfalcone!

2006

Tutto cominciò così, con un viaggio in solitario senza una meta precisa. Solo un proposito: perdermi nella Mitteleuropa. Avevo fissato soltanto alcune coordinate: Praga, Budapest, una bozza di itinerario ed un periodo di percorrenza. Non servì molto altro per riempire due settimane con lo zaino in spalla, viaggiando a bordo di bus e treni. Solo alla fine del viaggio, guardando indietro, riuscii a ripercorrere la mia rotta: Lubiana, Salisburgo, Vienna, Praga, Brno, Budapest, Trieste e Monfalcone. Da quel momento in avanti, non smisi più di viaggiare e di scrivere i miei diari sul Caffè Orientale...

Luoghi visitati...

Sin dalla sua nascita, nel 2007, il Caffè Orientale è un "circo" culturale itinerante: si è spostato attraverso diverse regioni d'Italia e, soprattutto, numerosi paesi europei. Ma non importa quanti e quali siano i luoghi visitati durante questa ormai lunga esperienza: ciò che conta, nel viaggio come nella vita, è il movimento...

Regioni d'Italia

1 .   Lombardia
2 .   Friuli - Venezia Giulia
3 .   Trentino - Alto Adige
4 .   Veneto
5 .   Piemonte
6 .   Emilia - Romagna
7 .   Toscana
8 .   Marche
9 .   Lazio
10 .   Puglia

Europa

1 .   Slovenia
2 .   Austria
3 .   Repubblica Ceca
4 .   Ungheria
5 .   Polonia
6 .   Scozia
7 .   Germania
8 .   Croazia
9 .   Lituania
10 .   Lettonia
11 .   Estonia
12 .   Finlandia
13 .   Bosnia-Erzegovina
14 .   Serbia
15 .   Svizzera
16 .   Olanda
17 .   Norvegia
18 .   Danimarca
19 .   Svezia
20 .   Inghilterra
21 .   Islanda

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Giugno 2017 - Circa due millenni dopo Cristo...

postato da blog.ilcaffeorientale.com [07/06/2017 13:30]
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Giugno 2017 - Circa due millenni dopo Cristo...

Riascoltando Manu Chao penso che la generazione di chi è nato all'inizio degli anni '80 sia stata molto più idealista di quanto si creda. Immaginavamo (finalmente) un'Europa unita, non barriera bensì punto di incontro di culture provenienti da ogni parte del globo. All'inizio degli anni 2000, più precisamente nel 2000 d.C. secondo il calendario gregoriano, ci sembrava "naturale" usare parole spagnole, francesi, italiane, tedesche ed inglesi nella stessa frase senza, tuttavia, codificare tutto necessariamente in una sorta di "esperanto" accademico.

La nostra società, insomma, sarebbe diventata lo specchio della nostra voce, dei nostri pensieri, dei nostri sogni. Chi, allora, tacciava quella generazione di essere (ancora ed erroneamente) "comunista", non aveva capito che noi, a differenza di loro, le barriere ideologiche, sociali e politiche le avevamo già superate da un pezzo. Perché eravamo (e siamo ancora) giovani e la "rivoluzione", parola che piace ma concetto che divide, la può condurre veramente solo chi ha la forza per sopportarne le premesse e, soprattutto, le conseguenze.

Così, poiché sostengo ormai da tempo che "la rivoluzione sia uno stile di vita" e che il viaggio sia un mezzo per migliorare se stessi e gli altri, se qualcuno mi chiedesse quando e dove cominciò davvero la mia avventura in giro per il mondo, dovrei tornare indietro proprio al 2000, quando mia nonna e mio zio mi portarono in crociera sul Mediterraneo.

Probabilmente fu proprio in quel caldo giugno del 2000, quando l'Italia battè l'Olanda ai rigori nella semifinale dei campionati europei di calcio che capii davvero quanto fosse bello ed importante viaggiare per la mia vita. Certo, non si trattava ancora dei miei "epici" vagabondaggi con lo zaino in spalla, ma sicuramente era scattato qualcosa di inarrestabile.

 

Napoli, all'inizio dell'anno 2000, me la ricordo così...
 

Avevo solo diciassette anni, ma l'emozione di spostarmi da un luogo ad un altro, attraversando strade, mari, ferrovie e cieli, mi dava una tale energia che ancora oggi mi spinge a rendere ogni viaggio quasi "naturale". Erano passati esattamente due millenni dalla nascita di Cristo ed il "piatto forte" estivo prevedeva una rotta da Genova a Napoli, proseguendo per Palermo, Tunisi, Las Palmas, Barcellona, Marsiglia ed, ovviamente, ritorno a Genova.

Erano gli anni in cui si iniziavano a vendere le prime "crociere low cost", accessibili (soprattutto in bassa stagione) alle giovani coppie di sposi, alle meno giovani coppie di pensionati, ai single incalliti ed a quelli inviperiti che, a vario titolo, speravano di rivivere a bordo le emozioni di Love Boat (ve lo ricordate?). Ebbene, in tutta quella incredibile "fauna ittica" di turisti ed improvvidi navigatori, ricordo sparuti gruppi di brianzoli che si lamentavano perché il menù prevedeva l'aragosta, millantando che ne avrebbero mangiata una decisamente migliore se preparata dalle sapienti mani "uxorie" a casa propria.

 

Ci portarono sul tetto di una casa di Tunisi dopo averci offerto tappeti per circa un'ora. Si trattava di una trovata commerciale organizzata dallo stesso tour operator per rendere tutto più esotico. Anche se amo poco questo genere di iniziative, devo ammettere che l'atmosfera rievoca ancora un certo fascino...
 

Oppure straordinari esemplari di animatori, DJ, baristi e musicisti da piano bar che si vantavano di fantomatiche (vere o presunte) maratone sessuali consumate avidamente nelle cabine della nave. Oppure, ancora, storie eroiche di amatori latini che si presentavano in piscina alle dieci di mattina esibendo tanga maschili di dubbio gusto e, soprattutto, misura. Ricordo, inoltre, comitive di attempate ed appiccicose signore marchigiane che cercavano insistentemente la compagnia di mia nonna, allora direi giovane poiché aveva poco più di sessant'anni.

Ecco, credo che quello fosse davvero uno spaccato dell'Italia che oggi è diventato fatidicamente Storia. Si trattava di un'Italia che usciva dagli anni Novanta con le ossa abbastanza rotte, che non aveva saputo trovare un equilibrio dopo la nascita della cosiddetta (impropriamente) Seconda Repubblica. Gli elettori italiani si erano dovuti ormai abituare a termini come "coalizione", "bipolarismo", "centro-destra", "centro-sinistra" ma, soprattutto, si stavano preparando, con una certa superficialità, all'avvento della moneta unica: l'Euro.

Ora sono passati esattamente diciassette anni e nulla, nel bene o nel male, è come lo avremmo immaginato noi, speranzosi adolescenti dell'epoca. Lo scorso giugno, più precisamente il 2 giugno, eravamo al concerto dei Rammstein a Monza. Pochi giorni dopo avrei raggiunto Nora per qualche giorno ai piedi delle Dolomiti. Oggi, invece, siamo a Lecco ospiti di un buon amico: cena con "frittatona di porri e pancetta", birra al miele e "tanta, tanta simpatia lariana"!

 

Lecco e la montagna, un rapporto intimo e privilegiato
 

Il giorno seguente, complice una splendida giornata di sole, decidiamo di recarci a Varenna, luogo assolutamente incantevole per noi che, ormai, siamo diventati davvero amici del Lario. Prendiamo il treno regionale da Lecco a Varenna e cerchiamo subito di superare il "serpentone" dei turisti (molti dei quali stranieri). Dopo una colazione di metà mattinata con vista lago, facciamo una passeggiata prima di accomodarci all'ombra del pergolato del "Ristorante il Prato".

 

Panorama da un caffè di Varenna. Sulla riva opposta c'è Menaggio...
 

Ci siamo fidati del nostro fiuto e...non ci siamo sbagliati! Ottimo personale, cordiale e disponibile, piccolo antipasto offerto dalla casa (deliziosi fagottini con bresaola e formaggio di capra) e cibo di qualità presentato con cura ed una certa eleganza. Scegliamo un'insalata di piovra con crema di fave e piselli, ravioli ripieni con pesce di lago con altrettanta grigliata mista di trota salmonata, lavarello, e persico.

Ci lasciamo "convincere" a gustare un dessert in due: semifreddo al campari e menta. Annaffiamo il tutto con un buon Verdicchio delle Marche. Considerato quello che abbiamo mangiato e come siamo stati serviti, direi che circa 40 euro a testa sono assolutamente giustificati.

 

Restiamo per oltre due ore all'ombra di questi pergolati incastonati in un angolo del villaggio...
 

Per evitare la massa dei turisti e le orde di bambini indiavolati, preferiamo adottare una delle nostre "soluzioni punk per sopravvivere". La "Bau Bau Beach" è una spiaggia riservata ai cani ed ai loro padroni. È la prima spiaggia che troviamo, si trova a pochi minuti dalla stazione e noi amiamo i cani. Qual è il problema? Nessuno!

 

Come si scriveva tanti anni fa sulle cartoline..."Tanti saluti da Varenna"!
 

Non ci vuole molto a rincasare con il treno, così alle 18 siamo già a Seregno per l'aperitivo...È il 3 giugno, stasera a Cardiff si gioca la "finale dei gufi". A quanto pare giugno è già diventato "il mese degli amici". Il 5 siamo ancora a casa di amici per il compleanno della "Sars", poi il 13 una pizza con Ago e il 14 si beve una "sciuocchezza" con Davide giunto a Milano per poche ore da Monfalcone.

Ci fermiamo al "The Friends", un pub non lontano dalla Stazione Centrale che offre una notevole selezione di birre e pasti abbondanti. Domani...Si riparte per Oslo, stavolta si festeggia la laurea (magistrale) di Nora! Si tratta veramente di un "blitz" poiché mi fermerò soltanto due giorni...

16 giugno 2017: arriva il "gran giorno". Quel momento che per molte persone, nel terzo millennio, segna il passaggio dalla prima gioventù all'età adulta. Quello "stargate" attraverso il quale il cosiddetto "pezzo di carta" non è il punto di arrivo bensì quello di partenza. Qui in Norvegia la discussione di laurea non è come in Italia, dove amici e parenti fino al sesto grado assistono pubblicamente all'evento. Normalmente la tesi si discute in un'aula senza pubblico davanti alla commissione. Questo, dunque, è il modo austero con cui si entra nel mondo del lavoro in Scandinavia. Per noi è decisamente diverso.

Noi, invece, festeggiamo follemente come se fossimo ad un matrimonio prima di farci largo in un mondo oscuro, popolato di orchi, stregoni, fattucchiere, fatine, giganti buoni (e meno buoni), guerrieri, persino troll, hobbit e animali mitologici. Occorre farlo, prima che sia troppo tardi e le tenebre del precariato anneriscano l'umore (e l'entusiasmo) dei neo-laureati.

Per questa insolita coppia nordico-mediterranea, però, l'inizio dei festeggiamenti scatta ufficialmente alle 13,30. Prima di entrare all'Amsterdam Café (consigliato) per il pranzo, il cielo è plumbeo e cade qualche goccia.

 

L'atmosfera dell'Amsterdam Café è molto amichevole. Si mangia bene e si beve altrettanto. Si tratta di un locale davvero "olandese" ed è facile trovarlo anche grazie ai "piccioni"
 

La prossima tappa è l'Oslo Mekaniske Verksted (l'officina). Ricavato all'interno degli spazi di una ex fabbrica, è molto ampio, l'atmosfera è "berlinese", serena ed accogliente. Ricco di arredamento vintage: comodissimi divani, poltrone, mappamondi, libri, lampade, radio d'epoca ed un'ottima selezione di birre. Qui non si cucina, ma è possibile ordinare il cibo e consumarlo al tavolo.

 

Mi sono divertito a cercare tutte le stazioni radio della Guerra Fredda (comprese la RIAS di Berlino Ovest ed il canale di Berlino Est...)
 

Noi ci fermiamo quasi un paio d'ore, poi si prosegue verso un altro locale, aperto da pochissimo che definirei "singolare"...Ispirato ad una casa di cura psichiatrica ed interamente decorato da un artista abbastanza noto in Norvegia, il Misfornøyelsesbar, vi riporterà all'interno di un'atmosfera decisamente "psichedelica" ed "angosciante".

Il posto è adatto a chi, come alcuni miei amici, "ama le cose schifose in generale". Ricordatevi che, all'ultimo piano, potete ammirare un quadro dipinto (non so se completamente o parzialmente) con le feci dell'artista. Poco tempo fa pare ne abbia parlato anche la radio norvegese...

Per cena abbiamo prenotato al famoso Poltjergeist, una sorta di ristorante "fusion" islandese-coreano. Ha la fama di essere sempre pieno, molto caro ma decisamente fuori dagli schemi in termini di gastronomia. Se avete intenzione di spendere l'equivalente di circa 80 Euro a menù fisso (esclusi gli alcolici), con sette portate (effettivamente otto perché c'è anche il dessert), allora siete nel posto giusto.

Tra le varie specialità, potrete assaggiare enormi asparagi tedeschi fritti, carne di maiale, pesce (cucinato divinamente), tacos ed altre suggestive pietanze che a stento si possono identificare e ricordare. Non azzardatevi a prendere una bottiglia di vino...

È decisamente una bella serata di inizio estate così propongo una romantica gita "cheap" intorno al fiordo di Oslo. L'abbonamento giornaliero per i mezzi pubblici, infatti, è valido anche per i traghetti dell'area cittadina, così decidiamo di goderci questo lunghissimo tramonto norvegese.

 

Questa è la luce intorno alle 11 di sera...
 

Ci fermiamo (solo noi) su un'isola apparentemente deserta. Appena arrivati veniamo attaccati da uno stormo di zanzare assetate di sangue grosse come Messerschmitt tedeschi. Dobbiamo ripararci in prossimità del mare, evitando di avvicinarci alla vegetazione. Dopo circa venti minuti, un uomo spunta dalla boscaglia. Chi sarà? Dobbiamo preoccuparci? Chissà...

Abbiamo a disposizione circa quaranta minuti per goderci il panorama di questa area protetta, dopodiché dovremo tornare a casa con l'ultimo traghetto.

Appena saliamo sull'imbarcazione, uno degli steward ci domanda se abbiamo visto un uomo con un taglio sulla faccia...Forse abbiamo rischiato di incontrare un fuggiasco? Un serial killer? Non lo sapremo mai...

Intanto sul traghetto sono tutti completamente sbronzi: sembra di essere sulla U-Bahn berlinese: un gruppo di cinquantenni ha tirato fuori le chitarre, unendosi ad altre combriccole di giovani capitati lì per caso. L'odore di alcol e sidro impregna la stanza, mentre il battello talvolta ondeggia a causa dell'andirivieni dei passeggeri in festa. Cantano canzoni folkloristiche svedesi e norvegesi, mentre una povera signora anziana, di fronte a noi, sembra non reggere tanto chiasso.

 

Ricordo di una bella serata di inizio estate in Norvegia...
 

Così, mentre la luce di Oslo resiste quasi fino a mezzanotte, si conclude la nostra lunga giornata. Domani Nora partirà per Norheimsund e domenica, mentre lei comincerà a lavorare, io sarò in volo verso Milano. Il bilancio al 30 giugno è decisamente positivo: è stato il "mese degli amici", ossia di tutti quelli che hanno fatto dell'incertezza e della precarietà uno stile di vita.

È difficile trovare qualche altro aspetto positivo nel precariato, oltre al fatto, già menzionato in passato, che abbia allungato l'età giovanile. Forse ha creato una "coscienza" generazionale (che dovrebbe tornare ad essere anche di classe) che, in Italia, mancava ormai da tempo. Mi auguro che si tratti di una concreta speranza e non di una magra consolazione.

Fabio

 

I migliori hashtag di giugno 2017

#festazzaanni90

#biliardino

#minibiliardino

#calciobalilla

#tiger

#pubo'connor

#pranzodifamigliaingiardino

#èunbrufolo

#sonsofanarchy

#landobuzzanca

 

Il diario precedente...

Maggio all'arrembaggio - Da Oslo a Roma...Maggio 2017

 

Il diario successivo...

Estate 2017 (1^ parte) - Dalla Norvegia all'Islanda: Norheimsund-Bergen-Reykjavik