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Name: Il Caffè Orientale
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PERCHé "ORIENTALE"?

Talvolta le domande più semplici richiedono le risposte più complicate. In questo caso, tenterò di rendere semplice una risposta molto difficile. Il Caffè Orientale nacque nel 2007 come sito internet culturale dedicato alla Mitteleuropa e, ancor più precisamente, all'intera Europa centro-orientale. Ma a questo punto il rigore scientifico delle convenzioni mi avrebbe imposto di essere ancora più preciso e, dunque, avrei dovuto distinguere tra Europa danubiano-balcanica, Paesi baltici, Russia e Caucaso, oppure chissà quale altra cervellotica definizione così poco adatta a chi i confini preferisce superarli anziché tracciarli. D'altra parte, lo ammetto, la parola "orientale" suscita sempre grande curiosità. Qualche bizzarra ipotesi, ben lontana da ragionevoli riferimenti storico-geografici, ha chiamato in causa persino la Massoneria! Ma nulla di tutto ciò ha mai avuto a che fare con questo blog! Ebbene, dopo dieci anni di storia, il Caffè Orientale è, contemporaneamente, sia il risultato di un progetto incompleto (e forse irrealizzabile), sia l'inizio nonché la continuazione di un nuovo percorso. Un itinerario, insomma, dove la rotta, da ormai cinque anni, segue anche la via del Nord: Scandinavia, Gran Bretagna e tutta l'Europa settentrionale. Il futuro guarda in tutte le direzioni, dentro e fuori il Vecchio Continente. Il motivo è semplice: un blog dedicato ai viaggi non deve fermarsi mai. Non può smettere di raccontare storie, visitare luoghi, conoscere persone e culture. Forse avrei dovuto pensarci subito. Magari il "Caffè", che tanto faceva pensare ai fratelli Verri, non avrebbe avuto bisogno di aggettivi, soprattutto di tipo geografico. Eppure la vita è così: nulla è per sempre. Così, in occasione del decennale di questo sito, ho pensato che fosse bello ripartire proprio dalle origini, ossia dai diari di viaggio...

Chi sono

Due parole per presentarmi...

I Diari di Viaggio

I "Diari di viaggio" sono forse il vero motivo per il quale il Caffè Orientale nacque nel 2007. Intorno ad esso, tuttavia, si raccolsero diversi intenti, dapprima divulgativi finalizzati alla conoscenza in rete dell'Europa centro-orientale e, successivamente, operativi. Il Caffè divenne, infatti, un partner digitale per l'organizzazione di eventi culturali. Oggi tutto è cambiato: la sua nuova natura di blog è un importante ritorno alle origini, ai viaggi che hanno ispirato tutto questo. Il Caffè è finalmente cresciuto, assumendo la forma che avrei sempre voluto dargli: un diario itinerante, attraverso i luoghi e la storia, per ricordare e capire come sono cambiato io così come il mondo intorno a me. Spero che le mie non saranno soltanto cronache personali ma anche un utile spaccato del tempo in cui vivo. A futura memoria, nel caso in cui qualcuno volesse riscoprire come eravamo e come era il mondo all'inizio del 2000.

RICERCA

2018

Per il momento buon anno...

2017

Il Caffè Orientale compie 10 anni (2007-2017). Aspettatevi di tutto...Questo è ciò che scrissi all'inizio del 2017. Effettivamente è successo di tutto, non sempre positivo. Nonostante questo, però, non ci siamo mai fermati. O meglio, siamo rimasti fermi ma siamo riusciti a ripartire spesso. Il 2017 è stato il vero anno di Roma, della tanto vituperata "Suburra", di quell'affascinante città eterna che, tra gennaio e maggio ha monopolizzato la mia vita professionale. Poi l'estate "vichinga" ci ha regalato uno straordinario viaggio fino al nord dell'Islanda, forse il luogo migliore per festeggiare i 10 anni di questo blog ancora così vivace. Dopodiché ancora Norvegia, Svezia e...Lombardia! Quest'anno, forse come mai nella vita di chi scrive, la Lombardia si è rivelata tanto affascinante quanto nascosta: da Como a Bergamo, passando attraverso i percorsi leonardeschi sull'Adda sino alle sponde dell'ormai immancabile Lario, senza mai dimenticare la "mia" Milano. Non è mancato nemmeno un breve giro a ridosso dei confini, a spasso per il "mondo che fu", dalla Valtellina alla Mitteleuropa, tra gli echi lontani dei cori alpini. Ma tutto ciò è stato possibile solo perché non è mancata la pazienza di aspettare. Ma, soprattutto, è maturata la consapevolezza che le storie, anche quelle più belle, si devono raccontare sempre alla fine.

2016

Dieci anni di viaggi e non sentirli...L'anno comincia in Norvegia e prosegue per qualche settimana in Italia. Poi si parte per una trasferta incredibile: Oslo-Cambridge-Oslo in 30 ore. A Pasqua si torna nelle Marche, poi Roma e Firenze per lavoro. La vita non si ferma, così tra la fine di aprile e l'inizio di maggio, trascorro una settimana tra la Baviera ed il Brandeburgo. L'estate è lunga ma straordinaria: in giugno si raggiunge il picco della bellezza pura e genuina dei luoghi in Südtirol. Poi un'altra lunga vacanza alla conquista del "grande Nord": Bergen, Amburgo, Lubecca, Schwerin, ancora Berlino per poi tornare ad Oslo e proseguire verso Stoccolma dopo pochi giorni. Non mancano nemmeno piccole gite intorno al fiordo di Oslo nel mese di settembre, con un toccante ritorno a Macerata verso l'inizio dell'autunno. Poi la vita mi "tradisce": nuove drammatiche sfide mi costringono a rimanere fermo: ma imparo ad apprezzare ancora di più il luogo in cui vivo. Milano, la Brianza e la Lombardia (oltre ad una piccola "toccata e fuga piemontese") si delineano come luoghi da riscoprire: Stresa, il Lago Maggiore, il Lario, Como e i suoi dintorni ridanno la speranza di tornare a viaggiare con il cuore oltre l'ostacolo alpino: in volo su quei cieli che tante volte mi hanno portato in Germania e poi oltre, verso l'amata Scandinavia. Così finisce anche il 2016, in Brianza, con tutti i miei cari: il modo migliore per tornare a viaggiare, sognare e, soprattutto, vivere.

2015

Cominciamo con calma...I miei soggiorni norvegesi diventarono così lunghi e frequenti che, alla fine dell'anno, il conto era semplice: avevo trascorso più giorni in Norvegia che in Italia. A Pasqua, poi ancora a maggio e giugno. Ma, soprattutto, navigai attraverso i fiordi meridionali prendendo parte al mitico "Skandinavia Rundt". Non contento, riuscii finalmente a visitare Copenhagen alla fine di agosto. L'autunno norvegese fu straordinario, ricco di idee e nuove energie per il mio futuro umano e professionale. Ma sapevo, in un certo senso sentivo, che il 2016 sarebbe stato un anno intenso, pieno di viaggi e sfide importanti da cogliere.

2014

Non solo Scandinavia...Proprio mentre, inconsapevolmente, stavo per lasciare Berlino e la Germania, la mia "riscoperta" dell'Italia si accompagnava ad un crescente interesse per la Norvegia. Dopo un piccolo giro estivo nel mio amato nord-est, da Venezia a Trieste passando per Verona ed il lago di Garda, trascorsi quasi due mesi in Norvegia. Un ultimo autunno berlinese mi separava da quello che sarebbe stato il mio definitivo (inatteso ma risolutivo) ritorno in Brianza. Non mancò nemmeno un nuovo capitolo natalizio norvegese, il terzo. Da quel momento in avanti, la Norvegia non sarebbe più stata un semplice "diversivo".

2013

La rincorsa: un anno all'inseguimento...Il 2013 fu davvero incredibile: intenso ma ricco di soddisfazioni e speranze. La mia vita tra Berlino e la Norvegia era ormai una piacevole routine, ma ero riuscito a trovare il tempo per un fantastico ritorno a Trieste e, soprattutto, a Roma. Dopo quindici anni, infatti, grazie al lavoro, colsi l'occasione giusta per visitare nuovamente la "città eterna". Non fu facile capire che quel pomeriggio al Gianicolo sarebbe stato soltanto l'inizio di un'altra grande avventura. Ma era bello fermarsi, per un attimo, a pensare che quel tramonto capitolino sarebbe stato un dolce aperitivo...Durante l'estate feci persino in tempo a tornare nelle Marche, dopo due anni dalla scomparsa di mio nonno: poi mi "tuffai" ancora nelle acque dei fiordi, con destinazione Norvegia.

2012

Visioni scandinave: forse non lo sapevo...La bussola impazzì nuovamente, così dovetti seguirla fino a Nord. "Sbarcai" per la prima volta in Norvegia, conoscendo luoghi che, fino a quel momento, avevo solo immaginato: Oslo, Bergen, la regione di Hardanger, Stavanger e i fiordi della costa occidentale. Diventai un pendolare dell'aria, tra Berlino ed Oslo con qualche trasferta milanese ma senza dimenticare mai le mie terre d'origine...

2011

E quindi? Fu l'anno della svolta: decisi di trasferirmi a Berlino per seguire il mio destino. I miei viaggi diventarono semplice "pendolarismo" tra Berlino e Milano, finché, alla fine del 2011, non capii che la destinazione era ormai certa. Avevo lasciato l'Italia, forse per poco, forse per molto, forse per sempre. Non lo sapevo, non volevo nemmeno scoprirlo per non rovinarmi il gusto dell'avventura: fu così che, mese per mese, vissi uno degli anni più entusiasmanti della mia vita. Era la la "mia" storia, era il 2011, era un anno "mitico"...

2010

Verso una nuova vita...Così si rinasce a primavera, dopo un letargo invernale abbastanza pesante. Ad aprile ripartii alla volta di Berlino passando attraverso Verona e Norimberga. Riuscii persino a trascorrere una notte a Monaco prima di tornare a Milano. Ma l'estate non tardò ad arrivare così, dopo un antipasto in terra giuliana, ero pronto per una nuova avventura berlinese. Ma stavolta con uno straordinario intermezzo olandese: Utrecht! Trascorsi il mio primo (meraviglioso) autunno a Berlino per scrivere la tesi. Anche questo Natale fu "berlinese" e si rivelò come l'ultima tregua prima di una grande e faticosa battaglia.

2009

Oltre ogni limite...L'anno dei viaggio "ricominciò" in primavera: Pasqua in Friuli, a Gemona sui luoghi del terremoto del 1976 e due giorni meravigliosi a Pula (Pola) nell'Istria croata. In estate, nonostante una caviglia in pessime condizioni, tornai a Zagabria prima di lanciarmi alla scoperta di Sarajevo e Belgrado. Dopo una breve sosta a Budapest, tornai a Berlino. Da qui una nuova "rotta" baltica: Stettino - Danzica ed ancora Berlino. Ma la corsa non era ancora finita: Zurigo e, soprattutto, un matrimonio in Salento mi stavano aspettando alle porte dell'autunno e poi...il secondo "Natale a Berlino". Nonostante avessi avuto recenti problemi di salute, la voglia di rimettermi in marcia, verso una nuova vita, non era scomparsa: aggiunsi all'itinerario Lipsia, Rostock e Francoforte sul Meno...Effettivamente avevo superato ogni limite!

2008

Un anno senza freni...Iniziai a viaggiare in primavera, trascorrendo la Pasqua a Zagabria dopo aver risalito la Slovenia lungo la rotta ferroviaria della Transalpina. In maggio visitai Rijeka (Fiume) prima di lanciarmi nel viaggio estivo più lungo ed avvincente sino a questo momento: dal Baltico all'Adriatico. Partii da Milano alla volta di Vilnius per poi proseguire verso Riga, Tallinn, Helsinki e fare nuovamente ritorno a Riga prima di raggiungere, per la seconda volta, Berlino. Dopo qualche giorno di sosta (ed una rapida visita a Leer e Brema) ripartii verso le Dolomiti, tenendo il Trentino come "rampa di lancio" per l'ultimo acuto adriatico: ancora Slovenia, stavolta l'Istria e la magnifica Pirano. Poi venne dicembre...fu un mese straordinario. Dapprima "In viaggio con papà!" a Monaco di Baviera per il concerto dei Motörhead" e poi il primo "Natale a Berlino". Durante il soggiorno berlinese non mancarono nemmeno le gite: Amburgo e Dresda. Un mare di chilometri...

2007

L'anno che non ti aspetti: parti per visitare le Highlands scozzesi e ti ritrovi in Baviera passando per la prima volta attraverso la Polonia ed il Brandeburgo! Restano i ricordi di una Berlino molto diversa, all'epoca davvero economica ed ancora poco appesantita dalla "gentrification". Fu un itinerario insolito ma, in fondo, suggestivo: Glasgow, Inverness, Aberdeen, Edimburgo e poi via verso Varsavia, Berlino, Monaco di Baviera e...Monfalcone!

2006

Tutto cominciò così, con un viaggio in solitario senza una meta precisa. Solo un proposito: perdermi nella Mitteleuropa. Avevo fissato soltanto alcune coordinate: Praga, Budapest, una bozza di itinerario ed un periodo di percorrenza. Non servì molto altro per riempire due settimane con lo zaino in spalla, viaggiando a bordo di bus e treni. Solo alla fine del viaggio, guardando indietro, riuscii a ripercorrere la mia rotta: Lubiana, Salisburgo, Vienna, Praga, Brno, Budapest, Trieste e Monfalcone. Da quel momento in avanti, non smisi più di viaggiare e di scrivere i miei diari sul Caffè Orientale...

Luoghi visitati...

Sin dalla sua nascita, nel 2007, il Caffè Orientale è un "circo" culturale itinerante: si è spostato attraverso diverse regioni d'Italia e, soprattutto, numerosi paesi europei. Ma non importa quanti e quali siano i luoghi visitati durante questa ormai lunga esperienza: ciò che conta, nel viaggio come nella vita, è il movimento...

Regioni d'Italia

1 .   Lombardia
2 .   Friuli - Venezia Giulia
3 .   Trentino - Alto Adige
4 .   Veneto
5 .   Piemonte
6 .   Emilia - Romagna
7 .   Toscana
8 .   Marche
9 .   Lazio
10 .   Puglia
11 .   Umbria
12 .   Abruzzo

Europa

1 .   Slovenia
2 .   Austria
3 .   Repubblica Ceca
4 .   Ungheria
5 .   Polonia
6 .   Scozia
7 .   Germania
8 .   Croazia
9 .   Lituania
10 .   Lettonia
11 .   Estonia
12 .   Finlandia
13 .   Bosnia-Erzegovina
14 .   Serbia
15 .   Svizzera
16 .   Olanda
17 .   Norvegia
18 .   Danimarca
19 .   Svezia
20 .   Inghilterra
21 .   Islanda

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Giugno 2018 - L'estate dei fenomeni

postato da blog.ilcaffeorientale.com [23/06/2018 10:15]
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Giugno 2018 - L'estate dei fenomeni

Definirei questo mese "interlocutorio". Sebbene non abbia riservato grandi sorprese, è stato un periodo in cui, inconsapevolmente, è cominciato il mio lungo viaggio estivo da ovest a est, da nord a sud. Sembra impossibile immaginare un'estate "pari" senza l'Italia agli europei o ai mondiali di calcio.

Anche perché, a partire dal ricordo di Italia '90, la mia estate (e quella di molti altri miei coetanei), è stata spesso caratterizzata dalla "febbre dei mondiali". Eppure quest'anno, dopo una clamorosa esclusione ad opera della Svezia, la nazionale di calcio italiana (maschile), non si è qualificata per i mondiali in Russia. Così, i tanti ricordi delle mie numerose "estati italiane", affondano tra i volti (e soprattutto i piedi) di miti come Maldini, Maradona, Pirlo, Baggio, Ronaldo (il Fenomeno), Matthäus, Valderrama e molti altri.

L'estate italiana, insomma, sarà il vero tema portante del lungo viaggio che mi attende, insieme a Nora, attraverso lo stivale. Ma adesso è presto per parlarne, anche perché non è nemmeno cominciato. Giugno, in fondo, è stato spesso il mese degli "antipasti" gustosi.

 

Sembra impossibile, eppure anche a Milano, ci sono angoli come questo che descrivono meglio di mille parole il concetto di "estate italiana"
 

Il 9 giugno decido, finalmente, di visitare la mostra di Dürer a Milano. È un sabato mattina abbastanza caldo e a Palazzo Reale si celebrano numerosi matrimoni civili. Una ventata di nostalgia mitteleuropea invade per qualche ora la mia mente. Lo spartiacque tra il mondo latino e quello germanico emerge, ancora una volta, a cavallo del Rinascimento.

Paradossalmente, proprio in uno dei momenti di maggiore scambio e condivisione tra il riscatto del genio italico e la curiosità della scienza nordica, si scatenano le tempeste peggiori. Albrecht Dürer rappresenta esattamente quel mondo dilaniato dalle guerre di religione, culminato nella riforma protestante, ma sublimato dalla svolta del Rinascimento. Oggi, in Europa, servirebbe proprio questo: un altro Rinascimento, dove la cultura apre una nuova breccia nelle coscienze, mettendo a tacere, almeno per un attimo, le armi e chi le usa.

Ma l'arte è come una buona cena: non riesco a gustarla fino in fondo senza un adeguato contorno! La chiave di lettura? Lo spirito del tempo e la geopolitica.

Il 16 giugno visito la Sacra di San Michele con Vitto, Chia e altri due amici. L'abbazia, che fu fonte di ispirazione per Umberto Eco quando scrisse "Il nome della rosa", si trova in Piemonte, a pochi chilometri da Torino. La giornata limpida rende il panorama altamente godibile, così come la temperatura. Immaginare un inverno qui sopra è tanto affascinante quanto avventuroso.

 

Sorta tra il 983 e il 987, l'abbazia divenne rapidamente luogo di pellegrinaggio e ritiro spirituale. La comunità di religiosi che oggi se ne prende cura, invece, si insediò grazie ad Antonio Rosmini nel 1836, per volere di Carlo Alberto
 

Nora mi raggiunge alla fine del mese, ma in Brianza non mancano le ormai consuete "soluzioni punk per sopravvivere". Ci accontentiamo dell'amaca all'ombra dell'area agricola dietro casa e di un pic-nic al parco di Monza mentre una coppia ultrasessantenne divorziata rivanga al bar una vecchia storia di corna con la segretaria dell'ormai ex-marito.

Così, ad alta voce, mentre noi sorseggiamo un'acqua tonica immaginando quante altre storie e luoghi ci attendono nelle prossime settimane attraverso l'Italia. Non sarà soltanto un viaggio nel passato, ma anche una significativa cronaca di questa Italia, ci dicono, del "cambiamento".

Sono convinto che troverò un'Italia leggermente diversa da quella che viene descritta ogni giorno dai media e, forse, nemmeno troppo lontana da quella che ricordo.

 

Questa foto mi fa pensare che oggi, nell'epoca delle fake news e delle bufale, si potrebbe tranquillamente raccontare di aver trascorso l'estate in Toscana senza essersi mossi dalla provincia brianzola 
 

Sono passati davvero molti anni dalla mia ultima "estate italiana", quindi penso che il mio prossimo viaggio attraverso la nostra Penisola non riaprirà soltanto un immenso baule di ricordi ma anche una ricca miniera di motivazioni e buone ragioni per continuare, nonostante tutto, a credere in questo strano Paese. Ma quale sarà il "canovaccio" del nostro itinerario? Ecco alcune anticipazioni.

Partiremo il 5 luglio alla volta di Perugia, dove ci fermeremo per tre giorni. Ne approfitteremo per brevi gite nei dintorni, dopodiché il viaggio (senza ancora alcuna prenotazione), dovrebbe proseguire dall'Italia centrale a quella meridionale per poi risalire lo stivale dalla costa orientale.

L'idea sarebbe quella di combinare le nostre tappe con eventi, concerti, feste, amici, rimpatriate e così via. Faremo tutto ciò che i telegiornali raccomandano da oltre vent'anni: evitare di uscire nelle ore più calde, bere molta acqua, mangiare molta frutta ma, soprattutto, tenere gli anziani e i bambini chiusi in casa!

Così, mentre Nora immagina qualcosa come il classico viaggio in Italia di Goethe (il Grand Tour tipico, secondo l'immaginario nordico), io penso ad una versione molto più "popolare e pecoreccia" delle mie vacanze.

Come a dire: "- Cara alibi zero! Non potevi non saperlo...Mi hai chiesto di trascorrere le vacanze in Italia nonostante avessi proposto la Groenlandia? Queste sono le conseguenze!". Più che una vacanza sembra una campagna elettorale!

Questa, indicativamente, dovrebbe essere la bozza del nostro itinerario...Ma ovviamente non sarà nostra intenzione seguirla alla lettera! Anzi...

Fabio

 

I migliori hashtag di giugno 2018

#giuramento

#lasacra

#dajesergio

#iceffoniditogliatti 

#nottimagiche

#estateitaliana

#totòschillaci

#brunopizzul 

#novichinghi

#bastanorvegesi

#fermiamoidrakkar

#aiutiamolineifiordi

 

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Maggio 2018 - La rivoluzione dei nani

 

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