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Name: Il Caffè Orientale
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il caffè orientale

Talvolta le domande più semplici richiedono le risposte più complicate. In questo caso, tenterò di rendere semplice una risposta molto difficile. Il Caffè Orientale nacque nel 2007 come sito internet culturale dedicato alla Mitteleuropa e, ancor più precisamente, all'intera Europa centro-orientale. Ma a questo punto il rigore scientifico delle convenzioni mi avrebbe imposto di essere ancora più preciso e, dunque, avrei dovuto distinguere tra Europa danubiano-balcanica, Paesi baltici, Russia e Caucaso, oppure chissà quale altra cervellotica definizione così poco adatta a chi i confini preferisce superarli anziché tracciarli. D'altra parte, lo ammetto, la parola "orientale" suscita sempre grande curiosità. Qualche bizzarra ipotesi, ben lontana da ragionevoli riferimenti storico-geografici, ha chiamato in causa persino la Massoneria! Ma nulla di tutto ciò ha mai avuto a che fare con questo blog! Ebbene, dopo dieci anni di storia, il Caffè Orientale è, contemporaneamente, sia il risultato di un progetto incompleto (e forse irrealizzabile), sia l'inizio nonché la continuazione di un nuovo percorso. Un itinerario, insomma, dove la rotta, da ormai cinque anni, segue anche la via del Nord: Scandinavia, Gran Bretagna e tutta l'Europa settentrionale. Il futuro guarda in tutte le direzioni, dentro e fuori il Vecchio Continente. Il motivo è semplice: un blog dedicato ai viaggi non deve fermarsi mai. Non può smettere di raccontare storie, visitare luoghi, conoscere persone e culture. Forse avrei dovuto pensarci subito. Magari il "Caffè", che tanto faceva pensare ai fratelli Verri, non avrebbe avuto bisogno di aggettivi, soprattutto di tipo geografico. Eppure la vita è così: nulla è per sempre. Così, dopo il decennale di questo sito (nel 2007), ho pensato che fosse bello ripartire proprio dalle origini, ossia dai diari di viaggio. A futura memoria, nel caso in cui qualcuno volesse riscoprire come eravamo e come era il mondo all'inizio del 2000...

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La rincorsa: un 2013 all'inseguimento...

postato da blog.ilcaffeorientale.com [01/01/2015 17:23]
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La rincorsa: un 2013 all'inseguimento...

L’inizio del 2013 fu una rincorsa. Chi o cosa rincorrevo? La vita. Avevamo passato il primo anno “indenni”, ma ora la mia disponiblità a viaggiare era limitata: era il turno di Nora. E così fu. Cominciammo, finalmente, a condividere davvero Berlino. Fu un inverno gelido, talmente gelido che si protrasse ben oltre il mese di aprile. Ricordo una tremenda tonsillite all’inizio di gennaio. Una febbre da cavallo e due settimane di pennicillina. Non chiedetemi cosa fosse successo: so soltanto che stavo malissimo. Pochi giorni dopo si bloccò persino il sistema di riscaldamento nel nostro appartamento: era un venerdì, Nora doveva partire per Oslo ed io rimasi da solo al gelo. Sembrava di essere sul fronte della Prima Guerra Mondiale: in trincea.

Non avevo mai sentito così tanto freddo nella mia vita. La nostra “Hausverwaltung”, più o meno l’equivalente dell’amministratore di condominio in Italia era incompetente, reticente ed inadeguata. Credo ci fosse da parte loro anche una certa forma di discriminazione razziale dovuta al fatto che fossimo italiani. Conosco molti tedeschi con i quali ho rapporti straordinari e non ho mai dubitato della loro sincerità. Anzi. Ma devo ammettere che quella “Hausverwaltung” mi sembrava troppo pretestuosa, soprattutto nei confronti di chi pagava regolarmente affitto e spese annesse. Detto ciò, non cambiò la sostanza delle cose. Il mio lavoro di insegnante stava lentamente decollando ma le avventure norvegesi non erano più un semplice “diversivo”.

A Berlino non si raccontavano più le favole: la vita si era fatta dura, molto dura. Vivevamo in una delle zone più esclusive ed appetibili di Kreuzberg, vicino alla Bergmannstrasse, a due passi da Tempelhof. Per me era il coronamento di un sogno, eppure mancava sempre qualcosa. Correvo tanto, talvolta tantissimo, sia fisicamente sia mentalmente. Ma non era mai abbastanza, così aumentava il “fiatone”. Trascorsi il compleanno dei miei “primi 30 anni” senza Nora ma con qualche amico “speciale”.

Nel pomeriggio presentai alla Dante un evento culturale del quale ero stato l’ideatore e l’organizzatore, poi andammo a cena al nostro ristorante greco preferito: con me l’Architetto (il Grande Architetto come direbbe qualcuno con ambiguo umorismo), Ari (amichevolmente la “Colombina”) e il grande Renato, un amico conosciuto a Berlino nel 2011 e ritrovato proprio lì in qualità di “ospite” del mio (nostro) Dante Docu Day. Una cena ed una serata, come direbbe Renato, “fffantasticche”.

Ad aprile ci fu il tempo di una gita a Marzahn, al Gärten der Welt. Per Nora fu una sorpresa perché è il classico luogo che non ci si aspetta. Perso tra i casermoni della ex Germania Est, sorge su un'area sconfinata ed ospita le ricostruzioni di alcuni tra le più belle tipologie di giardini del mondo.

 

Effettivamente solo a Berlino si possono trovare cose del genere... 
 

Finalmente, nel mese di maggio, tenni la mia prima lezione universitaria all’interno di un seminario organizzato da un docente della Statale di Milano. Fu l’occasione per ritrovare alcuni vecchi amici. Un altro piccolo sogno che vide la luce: non solo studenti, ma anche amici che vollero partecipare al mio primo “ritorno” alla Statale dopo quel lontano 2011 in cui mi laureai e salutai tutti promettendo di tornare.

Poi venne giugno, con quelle mitiche “quarantotto ore romane”. Il Tesoriere ed il Presidente della Dante di Berlino volarono a Roma per presentare la prima parte di un progetto destinato ad evolversi con successo negli anni successivi: la storia della Dante di Berlino. Inutile dirvi chi fossero “quei due” poiché molti dei nostri lettori già sanno che ero il Tesoriere…Ma il Presidente? Chi era costui? Quale “oscura” figura si nascondeva dietro alla lettera maiuscola di una carica associativa? Chissà… Fu un’emozione forte, anzi fortissima.

Ritrovai il “fantasma” di mio nonno quarantenne che si aggirava ancora per Trastevere, tra i salotti e le osterie notturne ed i meravigliosi tramonti al Gianicolo. Carlo era “tornato a vivere” nei miei ricordi e nelle mie più recenti avventure. E fu così, proprio così, che ci ritrovammo sul Gianicolo a “sputare” i lupini insieme mentre il sole scendeva lentamente sui tetti di Roma: era la “grande bellezza”, ma noi ancora non lo sapevamo. Venne così l’estate e con essa un meritato riposo. A metà giugno Nora venne finalmente a conoscere la mia famiglia: scoprì quell’angolo di “ubertosa” Lombardia che risponde al nome di Brianza, ma ebbe l’occasione di percepire, almeno per un attimo cosa potesse nascondersi dietro Milano.

 

Un pomeriggio estivo tra i Navigli di Milano...
 

Trascorremmo anche qualche giorno nelle Marche, a Porto Recanati. Per me fu un momento di profonda emozione. Rividi il luogo dove mio nonno Carlo nacque ben novant’anni prima ed in cui morì nel 2011. Da quel febbraio del 2011 non ero più tornato in quel luogo. Eppure riuscii a “ritrovarlo”: sapeva tutto, ne sono sicuro. Sapeva di Berlino, sapeva della Norvegia e, forse, di tutto quanto sarebbe successo dopo. Lui lo sapeva, io no. Ma, in fondo, è bello credere che “qualcuno” vegli su di noi senza farsi vedere.

 

Il lago (artificiale) di Fiastra, in provincia di Macerata
 

 

Così trascorsi tutto il mese di luglio e l’inizio di agosto in Norvegia: visitai molti più luoghi di quanto non avessi fatto l’estate precedente. La regione di Hardanger nasconde piccoli luoghi di immensa bellezza. Piove spesso, anzi quasi sempre, ma quando splende il sole non ci sono parole per descrivere la bellezza dei suoi colori.

Navigammo attraverso i fiordi a bordo della leggendaria Mathilde, un gioello risalente al 1884 riportata in vita dalle officine marittime  del piccolo ma efficiente "Hardanger Fartøyvernsenter" e visitammo i meravigliosi giardini della "Baroniet i Rosendal" (la residenza baronale). Fummo anche così folli da organizzare una “due giorni” fantozziana in bicicletta. Era l’inizio di agosto e partii con Nora per una gita intorno al fiordo. Caricammo le biciclette di provviste, con l’equipaggiamento per il campeggio e la cucina. Insomma, non ci mancava davvero nulla.

 

 In navigazione a bordo di Mathilde
 

Le prime quattro ore misero a durissima prova la resistenza della coppia. Le mie imprecazioni sulle salite norvegesi scomodarono parecchi santi. Alcuni, si disse nei paraggi dell’empireo, dovettero ascoltare intere compilation dei Cugini di Campagna per fingere di non sentirmi. Non risparmiai nemmeno le divinità nordiche le quali, tuttavia, decisero benevolmente di non punirmi. Passammo dal caldo di mezzogiorno al vento fresco delle lunghe serate norvegesi. Costeggiammo campi coltivati, pascoli, bunker, stazioni di servizio, piccoli porti adagiati sul fiordo. Poi, finalmente, trovammo un luogo dove accamparci per la notte. Montammo la tenda sotto agli alberi con vista sul fiordo. Di fronte a noi un’isoletta popolata soltanto da gabbiani ed una piccola catena di montagne: lo ribattezzammo “Pensione Mirafiordi”.

 

I nostri "cavallini"
 

Cena a picco sul fiordo e tramonto seduti sulle rocce. Più tardi Nora si ritirò nella tenda ed io mi godetti un momento di “profonda” ma sacrosanta ignoranza da vecchio metallaro. Mi rivolgo, ora, con immenso senso di condivisione, a tutti gli amici amanti del genere. Mi trovavo in mezzo ad un fiordo semi-deserto, con la luna che saliva lentamente dietro alle montagne: in cuffia Bathory, Mayhem e Dissection. Emozioni indescrivibili. Punto e buonanotte. Il giorno seguente fu meno arduo. Avevo ormai la “gamba” per pedalare e mantenere il ritmo. Nonostante una pioggia pressoché incessante, riuscimmo a goderci anche il ritorno.

 

La nostra tenda, il "Mirafiordi" 
 

Ogni due ore, circa, ci fermavamo per una sosta. Oltre al pranzo ci furono parecchi spuntini a base di fragole fresche appena acquistate presso i baracchini allestiti dai contadini della zona lungo la strada. I nostri “cavallini” rispondevano bene alla marcia così arrivammo a casa in serata: stanchi, puzzolenti, con l’osso sacro levigato come un tagliere di salumi ed una fame da minatori.

Ma era una fame ben diversa da quella “professionale” e “sociale” che ci riservò lo straordinario autunno berlinese ormai alle porte. Quei due “folli” dei miei genitori caricarono Rudy (il nostro cane) sull’auto e vennero a Berlino per trascorrere una settimana insieme. Fu un ottobre carico di emozioni e di speranze, non solo per noi ma anche per l’Italia. Forse ci sbagliavamo, ma era bello credere che qualcosa sarebbe cambiato. Fu un Halloween davvero magico: discreto ma suggestivo. Nora era già partita ma la mia famiglia era ancora a Berlino.

Ci eravamo rivisti dopo lungo tempo e c’erano davvero molte novità. Credo sia stato uno dei miei periodi migliori a Berlino, nonostante tutto e, soprattutto, nonostante tutti. La fine dell’anno non tardò ad arrivare. Non fu un autunno freddo e come di consueto giunse la fatidica domanda in prossimità delle vacanze natalizie: “Dove saremo l’anno prossimo”? Io partii, come ormai di consueto per trascorrere le vacanze natalizie in Norvegia.

 

Natale in Norvegia 2 - La vendetta
 

Finalmente riuscii a vedere la "Grande Bellezza" in un bel cinema di Stavanger. Un film, a mio giudizio profondamente incompreso (e frainteso) del quale mi riprometto ormai da tempo di scrivere una recensione. Fu un'altalena di emozioni. Dopodiché, alla fine dell’anno, tornammo a Berlino per festeggiare il capodanno a casa di amici. Era il capodanno che mi mancava a Berlino: dopo tanti anni di club, era anche arrivato il momento di condividere una serata del genere con qualche amico del luogo.

Fu una notte lunga ma divertente, altrettanto ricca di speranze. Un nuovo anno stava arrivando: che lingua avrebbe parlato? Italiano, tedesco, norvegese? Chissà, in quella “babele” di ricordi ed emozioni, grigliate sui fiordi, corse forsennate a Tempelhof ed un baule pieno di sogni, nessuno avrebbe immaginato seriamente di affrontare nuove partenze.

Fabio

 

I migliori "hashtag" del 2013 (in collaborazione con l'Architetto)

#il Divo

#confondere la pizza col caviale

#torno quando c'è più colore

#è bravo èeeh?!

#che brutta persona

#l'orsacchiotto

#un premio Nobel

#incunaboli del '500

#Benevento, la lettera per Trento

#Statale a Milano

#Milano-Trieste-Milano-Roma

#i lupini al Gianicolo

#Lei faccia il muto e lasci parlare me

#grandi progetti

#siamo la Freie

#mangiamo a giorni alterni

#l'offerta libera

#ma l'è morto!

#Lotto a Parigi

#nessuno mi dice niente

#se avete tempo, dopo cena vi aspettiamo

#quattro macachi e due palanche

#è un progetto carino

#le fasce orarie

#le noci sul tavolo

#non ci sono soldi

#le ciabatte e i sandalacci

#che bel lavoro che tieni

#la grande bellezza

#alzo il telefono

#la commercialista

#siete inadeguati

#la pomata per il culo

#o senti senti

#anche io amo le billy

#allora questo caffè

# il molo audace a trieste

#dante è tedesco

#i fori imperiali

#via nazionale

#mister fa

#la barchetta riciclata dal turco

#le scoreggione

#la gemuse

#lo Schatzmeister ha sempre ragione

#il norvegese per bambini

#cosa possiamo fare per lei

#l'orientale di napoli

#il calcetto

#il piccolo diavolo

#la supercazzola

#allegria lombarda

#sono una giovane artista di 80 anni

#le passeggiate a tempelhof

#vengo a correre

#una notte per un muro e sei mesi per una finestra

 

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