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Name: Il Caffè Orientale
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PERCHé "ORIENTALE"?

Talvolta le domande più semplici richiedono le risposte più complicate. In questo caso, tenterò di rendere semplice una risposta molto difficile. Il Caffè Orientale nacque nel 2007 come sito internet culturale dedicato alla Mitteleuropa e, ancor più precisamente, all'intera Europa centro-orientale. Ma a questo punto il rigore scientifico delle convenzioni mi avrebbe imposto di essere ancora più preciso e, dunque, avrei dovuto distinguere tra Europa danubiano-balcanica, Paesi baltici, Russia e Caucaso, oppure chissà quale altra cervellotica definizione così poco adatta a chi i confini preferisce superarli anziché tracciarli. D'altra parte, lo ammetto, la parola "orientale" suscita sempre grande curiosità. Qualche bizzarra ipotesi, ben lontana da ragionevoli riferimenti storico-geografici, ha chiamato in causa persino la Massoneria! Ma nulla di tutto ciò ha mai avuto a che fare con questo blog! Ebbene, dopo dieci anni di storia, il Caffè Orientale è, contemporaneamente, sia il risultato di un progetto incompleto (e forse irrealizzabile), sia l'inizio nonché la continuazione di un nuovo percorso. Un itinerario, insomma, dove la rotta, da ormai cinque anni, segue anche la via del Nord: Scandinavia, Gran Bretagna e tutta l'Europa settentrionale. Il futuro guarda in tutte le direzioni, dentro e fuori il Vecchio Continente. Il motivo è semplice: un blog dedicato ai viaggi non deve fermarsi mai. Non può smettere di raccontare storie, visitare luoghi, conoscere persone e culture. Forse avrei dovuto pensarci subito. Magari il "Caffè", che tanto faceva pensare ai fratelli Verri, non avrebbe avuto bisogno di aggettivi, soprattutto di tipo geografico. Eppure la vita è così: nulla è per sempre. Così, in occasione del decennale di questo sito, ho pensato che fosse bello ripartire proprio dalle origini, ossia dai diari di viaggio...

Chi sono

Due parole per presentarmi...

I Diari di Viaggio

I "Diari di viaggio" sono forse il vero motivo per il quale il Caffè Orientale nacque nel 2007. Intorno ad esso, tuttavia, si raccolsero diversi intenti, dapprima divulgativi finalizzati alla conoscenza in rete dell'Europa centro-orientale e, successivamente, operativi. Il Caffè divenne, infatti, un partner digitale per l'organizzazione di eventi culturali. Oggi tutto è cambiato: la sua nuova natura di blog è un importante ritorno alle origini, ai viaggi che hanno ispirato tutto questo. Il Caffè è finalmente cresciuto, assumendo la forma che avrei sempre voluto dargli: un diario itinerante, attraverso i luoghi e la storia, per ricordare e capire come sono cambiato io così come il mondo intorno a me. Spero che le mie non saranno soltanto cronache personali ma anche un utile spaccato del tempo in cui vivo. A futura memoria, nel caso in cui qualcuno volesse riscoprire come eravamo e come era il mondo all'inizio del 2000.

RICERCA

2017

Il Caffè Orientale compie 10 anni (2007-2017). Aspettatevi di tutto...

2016

Dieci anni di viaggi e non sentirli...L'anno comincia in Norvegia e prosegue per qualche settimana in Italia. Poi si parte per una trasferta incredibile: Oslo-Cambridge-Oslo in 30 ore. A Pasqua si torna nelle Marche, poi Roma e Firenze per lavoro. La vita non si ferma, così tra la fine di aprile e l'inizio di maggio, trascorro una settimana tra la Baviera ed il Brandeburgo. L'estate è lunga ma straordinaria: in giugno si raggiunge il picco della bellezza pura e genuina dei luoghi in Südtirol. Poi un'altra lunga vacanza alla conquista del "grande Nord": Bergen, Amburgo, Lubecca, Schwerin, ancora Berlino per poi tornare ad Oslo e proseguire verso Stoccolma dopo pochi giorni. Non mancano nemmeno piccole gite intorno al fiordo di Oslo nel mese di settembre, con un toccante ritorno a Macerata verso l'inizio dell'autunno. Poi la vita mi "tradisce": nuove drammatiche sfide mi costringono a rimanere fermo: ma imparo ad apprezzare ancora di più il luogo in cui vivo. Milano, la Brianza e la Lombardia (oltre ad una piccola "toccata e fuga piemontese") si delineano come luoghi da riscoprire: Stresa, il Lago Maggiore, il Lario, Como e i suoi dintorni ridanno la speranza di tornare a viaggiare con il cuore oltre l'ostacolo alpino: in volo su quei cieli che tante volte mi hanno portato in Germania e poi oltre, verso l'amata Scandinavia. Così finisce anche il 2016, in Brianza, con tutti i miei cari: il modo migliore per tornare a viaggiare, sognare e, soprattutto, vivere.

2015

Cominciamo con calma...I miei soggiorni norvegesi diventarono così lunghi e frequenti che, alla fine dell'anno, il conto era semplice: avevo trascorso più giorni in Norvegia che in Italia. A Pasqua, poi ancora a maggio e giugno. Ma, soprattutto, navigai attraverso i fiordi meridionali prendendo parte al mitico "Skandinavia Rundt". Non contento, riuscii finalmente a visitare Copenhagen alla fine di agosto. L'autunno norvegese fu straordinario, ricco di idee e nuove energie per il mio futuro umano e professionale. Ma sapevo, in un certo senso sentivo, che il 2016 sarebbe stato un anno intenso, pieno di viaggi e sfide importanti da cogliere.

2014

Non solo Scandinavia...Proprio mentre, inconsapevolmente, stavo per lasciare Berlino e la Germania, la mia "riscoperta" dell'Italia si accompagnava ad un crescente interesse per la Norvegia. Dopo un piccolo giro estivo nel mio amato nord-est, da Venezia a Trieste passando per Verona ed il lago di Garda, trascorsi quasi due mesi in Norvegia. Un ultimo autunno berlinese mi separava da quello che sarebbe stato il mio definitivo (inatteso ma risolutivo) ritorno in Brianza. Non mancò nemmeno un nuovo capitolo natalizio norvegese, il terzo. Da quel momento in avanti, la Norvegia non sarebbe più stata un semplice "diversivo".

2013

La rincorsa: un anno all'inseguimento...Il 2013 fu davvero incredibile: intenso ma ricco di soddisfazioni e speranze. La mia vita tra Berlino e la Norvegia era ormai una piacevole routine, ma ero riuscito a trovare il tempo per un fantastico ritorno a Trieste e, soprattutto, a Roma. Dopo quindici anni, infatti, grazie al lavoro, colsi l'occasione giusta per visitare nuovamente la "città eterna". Non fu facile capire che quel pomeriggio al Gianicolo sarebbe stato soltanto l'inizio di un'altra grande avventura. Ma era bello fermarsi, per un attimo, a pensare che quel tramonto capitolino sarebbe stato un dolce aperitivo...Durante l'estate feci persino in tempo a tornare nelle Marche, dopo due anni dalla scomparsa di mio nonno: poi mi "tuffai" ancora nelle acque dei fiordi, con destinazione Norvegia.

2012

Visioni scandinave: forse non lo sapevo...La bussola impazzì nuovamente, così dovetti seguirla fino a Nord. "Sbarcai" per la prima volta in Norvegia, conoscendo luoghi che, fino a quel momento, avevo solo immaginato: Oslo, Bergen, la regione di Hardanger, Stavanger e i fiordi della costa occidentale. Diventai un pendolare dell'aria, tra Berlino ed Oslo con qualche trasferta milanese ma senza dimenticare mai le mie terre d'origine...

2011

E quindi? Fu l'anno della svolta: decisi di trasferirmi a Berlino per seguire il mio destino. I miei viaggi diventarono semplice "pendolarismo" tra Berlino e Milano, finché, alla fine del 2011, non capii che la destinazione era ormai certa. Avevo lasciato l'Italia, forse per poco, forse per molto, forse per sempre. Non lo sapevo, non volevo nemmeno scoprirlo per non rovinarmi il gusto dell'avventura: fu così che, mese per mese, vissi uno degli anni più entusiasmanti della mia vita. Era la la "mia" storia, era il 2011, era un anno "mitico"...

2010

Verso una nuova vita...Così si rinasce a primavera, dopo un letargo invernale abbastanza pesante. Ad aprile ripartii alla volta di Berlino passando attraverso Verona e Norimberga. Riuscii persino a trascorrere una notte a Monaco prima di tornare a Milano. Ma l'estate non tardò ad arrivare così, dopo un antipasto in terra giuliana, ero pronto per una nuova avventura berlinese. Ma stavolta con uno straordinario intermezzo olandese: Utrecht! Trascorsi il mio primo (meraviglioso) autunno a Berlino per scrivere la tesi. Anche questo Natale fu "berlinese" e si rivelò come l'ultima tregua prima di una grande e faticosa battaglia.

2009

Oltre ogni limite...L'anno dei viaggio "ricominciò" in primavera: Pasqua in Friuli, a Gemona sui luoghi del terremoto del 1976 e due giorni meravigliosi a Pula (Pola) nell'Istria croata. In estate, nonostante una caviglia in pessime condizioni, tornai a Zagabria prima di lanciarmi alla scoperta di Sarajevo e Belgrado. Dopo una breve sosta a Budapest, tornai a Berlino. Da qui una nuova "rotta" baltica: Stettino - Danzica ed ancora Berlino. Ma la corsa non era ancora finita: Zurigo e, soprattutto, un matrimonio in Salento mi stavano aspettando alle porte dell'autunno e poi...il secondo "Natale a Berlino". Nonostante avessi avuto recenti problemi di salute, la voglia di rimettermi in marcia, verso una nuova vita, non era scomparsa: aggiunsi all'itinerario Lipsia, Rostock e Francoforte sul Meno...Effettivamente avevo superato ogni limite!

2008

Un anno senza freni...Iniziai a viaggiare in primavera, trascorrendo la Pasqua a Zagabria dopo aver risalito la Slovenia lungo la rotta ferroviaria della Transalpina. In maggio visitai Rijeka (Fiume) prima di lanciarmi nel viaggio estivo più lungo ed avvincente sino a questo momento: dal Baltico all'Adriatico. Partii da Milano alla volta di Vilnius per poi proseguire verso Riga, Tallinn, Helsinki e fare nuovamente ritorno a Riga prima di raggiungere, per la seconda volta, Berlino. Dopo qualche giorno di sosta (ed una rapida visita a Leer e Brema) ripartii verso le Dolomiti, tenendo il Trentino come "rampa di lancio" per l'ultimo acuto adriatico: ancora Slovenia, stavolta l'Istria e la magnifica Pirano. Poi venne dicembre...fu un mese straordinario. Dapprima "In viaggio con papà!" a Monaco di Baviera per il concerto dei Motörhead" e poi il primo "Natale a Berlino". Durante il soggiorno berlinese non mancarono nemmeno le gite: Amburgo e Dresda. Un mare di chilometri...

2007

L'anno che non ti aspetti: parti per visitare le Highlands scozzesi e ti ritrovi in Baviera passando per la prima volta attraverso la Polonia ed il Brandeburgo! Restano i ricordi di una Berlino molto diversa, all'epoca davvero economica ed ancora poco appesantita dalla "gentrification". Fu un itinerario insolito ma, in fondo, suggestivo: Glasgow, Inverness, Aberdeen, Edimburgo e poi via verso Varsavia, Berlino, Monaco di Baviera e...Monfalcone!

2006

Tutto cominciò così, con un viaggio in solitario senza una meta precisa. Solo un proposito: perdermi nella Mitteleuropa. Avevo fissato soltanto alcune coordinate: Praga, Budapest, una bozza di itinerario ed un periodo di percorrenza. Non servì molto altro per riempire due settimane con lo zaino in spalla, viaggiando a bordo di bus e treni. Solo alla fine del viaggio, guardando indietro, riuscii a ripercorrere la mia rotta: Lubiana, Salisburgo, Vienna, Praga, Brno, Budapest, Trieste e Monfalcone. Da quel momento in avanti, non smisi più di viaggiare e di scrivere i miei diari sul Caffè Orientale...

Luoghi visitati...

Sin dalla sua nascita, nel 2007, il Caffè Orientale è un "circo" culturale itinerante: si è spostato attraverso diverse regioni d'Italia e, soprattutto, numerosi paesi europei. Ma non importa quanti e quali siano i luoghi visitati durante questa ormai lunga esperienza: ciò che conta, nel viaggio come nella vita, è il movimento...

Regioni d'Italia

1 .   Lombardia
2 .   Friuli - Venezia Giulia
3 .   Trentino - Alto Adige
4 .   Veneto
5 .   Piemonte
6 .   Emilia - Romagna
7 .   Toscana
8 .   Marche
9 .   Lazio
10 .   Puglia

Europa

1 .   Slovenia
2 .   Austria
3 .   Repubblica Ceca
4 .   Ungheria
5 .   Polonia
6 .   Scozia
7 .   Germania
8 .   Croazia
9 .   Lituania
10 .   Lettonia
11 .   Estonia
12 .   Finlandia
13 .   Bosnia-Erzegovina
14 .   Serbia
15 .   Svizzera
16 .   Olanda
17 .   Norvegia
18 .   Danimarca
19 .   Svezia
20 .   Inghilterra
21 .   Islanda

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La rincorsa: un 2013 all'inseguimento...

postato da blog.ilcaffeorientale.com [01/01/2015 17:23]
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La rincorsa: un 2013 all'inseguimento...

L’inizio del 2013 fu una rincorsa. Chi o cosa rincorrevo? La vita. Avevamo passato il primo anno “indenni”, ma ora la mia disponiblità a viaggiare era limitata: era il turno di Nora. E così fu. Cominciammo, finalmente, a condividere davvero Berlino. Fu un inverno gelido, talmente gelido che si protrasse ben oltre il mese di aprile. Ricordo una tremenda tonsillite all’inizio di gennaio. Una febbre da cavallo e due settimane di pennicillina. Non chiedetemi cosa fosse successo: so soltanto che stavo malissimo. Pochi giorni dopo si bloccò persino il sistema di riscaldamento nel nostro appartamento: era un venerdì, Nora doveva partire per Oslo ed io rimasi da solo al gelo. Sembrava di essere sul fronte della Prima Guerra Mondiale: in trincea.

Non avevo mai sentito così tanto freddo nella mia vita. La nostra “Hausverwaltung”, più o meno l’equivalente dell’amministratore di condominio in Italia era incompetente, reticente ed inadeguata. Credo ci fosse da parte loro anche una certa forma di discriminazione razziale dovuta al fatto che fossimo italiani. Conosco molti tedeschi con i quali ho rapporti straordinari e non ho mai dubitato della loro sincerità. Anzi. Ma devo ammettere che quella “Hausverwaltung” mi sembrava troppo pretestuosa, soprattutto nei confronti di chi pagava regolarmente affitto e spese annesse. Detto ciò, non cambiò la sostanza delle cose. Il mio lavoro di insegnante stava lentamente decollando ma le avventure norvegesi non erano più un semplice “diversivo”.

A Berlino non si raccontavano più le favole: la vita si era fatta dura, molto dura. Vivevamo in una delle zone più esclusive ed appetibili di Kreuzberg, vicino alla Bergmannstrasse, a due passi da Tempelhof. Per me era il coronamento di un sogno, eppure mancava sempre qualcosa. Correvo tanto, talvolta tantissimo, sia fisicamente sia mentalmente. Ma non era mai abbastanza, così aumentava il “fiatone”. Trascorsi il compleanno dei miei “primi 30 anni” senza Nora ma con qualche amico “speciale”.

Nel pomeriggio presentai alla Dante un evento culturale del quale ero stato l’ideatore e l’organizzatore, poi andammo a cena al nostro ristorante greco preferito: con me l’Architetto (il Grande Architetto come direbbe qualcuno con ambiguo umorismo), Ari (amichevolmente la “Colombina”) e il grande Renato, un amico conosciuto a Berlino nel 2011 e ritrovato proprio lì in qualità di “ospite” del mio (nostro) Dante Docu Day. Una cena ed una serata, come direbbe Renato, “fffantasticche”.

Ad aprile ci fu il tempo di una gita a Marzahn, al Gärten der Welt. Per Nora fu una sorpresa perché è il classico luogo che non ci si aspetta. Perso tra i casermoni della ex Germania Est, sorge su un'area sconfinata ed ospita le ricostruzioni di alcuni tra le più belle tipologie di giardini del mondo.

 

Effettivamente solo a Berlino si possono trovare cose del genere... 
 

Finalmente, nel mese di maggio, tenni la mia prima lezione universitaria all’interno di un seminario organizzato da un docente della Statale di Milano. Fu l’occasione per ritrovare alcuni vecchi amici. Un altro piccolo sogno che vide la luce: non solo studenti, ma anche amici che vollero partecipare al mio primo “ritorno” alla Statale dopo quel lontano 2011 in cui mi laureai e salutai tutti promettendo di tornare.

Poi venne giugno, con quelle mitiche “quarantotto ore romane”. Il Tesoriere ed il Presidente della Dante di Berlino volarono a Roma per presentare la prima parte di un progetto destinato ad evolversi con successo negli anni successivi: la storia della Dante di Berlino. Inutile dirvi chi fossero “quei due” poiché molti dei nostri lettori già sanno che ero il Tesoriere…Ma il Presidente? Chi era costui? Quale “oscura” figura si nascondeva dietro alla lettera maiuscola di una carica associativa? Chissà… Fu un’emozione forte, anzi fortissima.

Ritrovai il “fantasma” di mio nonno quarantenne che si aggirava ancora per Trastevere, tra i salotti e le osterie notturne ed i meravigliosi tramonti al Gianicolo. Carlo era “tornato a vivere” nei miei ricordi e nelle mie più recenti avventure. E fu così, proprio così, che ci ritrovammo sul Gianicolo a “sputare” i lupini insieme mentre il sole scendeva lentamente sui tetti di Roma: era la “grande bellezza”, ma noi ancora non lo sapevamo. Venne così l’estate e con essa un meritato riposo. A metà giugno Nora venne finalmente a conoscere la mia famiglia: scoprì quell’angolo di “ubertosa” Lombardia che risponde al nome di Brianza, ma ebbe l’occasione di percepire, almeno per un attimo cosa potesse nascondersi dietro Milano.

 

Un pomeriggio estivo tra i Navigli di Milano...
 

Trascorremmo anche qualche giorno nelle Marche, a Porto Recanati. Per me fu un momento di profonda emozione. Rividi il luogo dove mio nonno Carlo nacque ben novant’anni prima ed in cui morì nel 2011. Da quel febbraio del 2011 non ero più tornato in quel luogo. Eppure riuscii a “ritrovarlo”: sapeva tutto, ne sono sicuro. Sapeva di Berlino, sapeva della Norvegia e, forse, di tutto quanto sarebbe successo dopo. Lui lo sapeva, io no. Ma, in fondo, è bello credere che “qualcuno” vegli su di noi senza farsi vedere.

 

Il lago (artificiale) di Fiastra, in provincia di Macerata
 

 

Così trascorsi tutto il mese di luglio e l’inizio di agosto in Norvegia: visitai molti più luoghi di quanto non avessi fatto l’estate precedente. La regione di Hardanger nasconde piccoli luoghi di immensa bellezza. Piove spesso, anzi quasi sempre, ma quando splende il sole non ci sono parole per descrivere la bellezza dei suoi colori.

Navigammo attraverso i fiordi a bordo della leggendaria Mathilde, un gioello risalente al 1884 riportata in vita dalle officine marittime  del piccolo ma efficiente "Hardanger Fartøyvernsenter" e visitammo i meravigliosi giardini della "Baroniet i Rosendal" (la residenza baronale). Fummo anche così folli da organizzare una “due giorni” fantozziana in bicicletta. Era l’inizio di agosto e partii con Nora per una gita intorno al fiordo. Caricammo le biciclette di provviste, con l’equipaggiamento per il campeggio e la cucina. Insomma, non ci mancava davvero nulla.

 

 In navigazione a bordo di Mathilde
 

Le prime quattro ore misero a durissima prova la resistenza della coppia. Le mie imprecazioni sulle salite norvegesi scomodarono parecchi santi. Alcuni, si disse nei paraggi dell’empireo, dovettero ascoltare intere compilation dei Cugini di Campagna per fingere di non sentirmi. Non risparmiai nemmeno le divinità nordiche le quali, tuttavia, decisero benevolmente di non punirmi. Passammo dal caldo di mezzogiorno al vento fresco delle lunghe serate norvegesi. Costeggiammo campi coltivati, pascoli, bunker, stazioni di servizio, piccoli porti adagiati sul fiordo. Poi, finalmente, trovammo un luogo dove accamparci per la notte. Montammo la tenda sotto agli alberi con vista sul fiordo. Di fronte a noi un’isoletta popolata soltanto da gabbiani ed una piccola catena di montagne: lo ribattezzammo “Pensione Mirafiordi”.

 

I nostri "cavallini"
 

Cena a picco sul fiordo e tramonto seduti sulle rocce. Più tardi Nora si ritirò nella tenda ed io mi godetti un momento di “profonda” ma sacrosanta ignoranza da vecchio metallaro. Mi rivolgo, ora, con immenso senso di condivisione, a tutti gli amici amanti del genere. Mi trovavo in mezzo ad un fiordo semi-deserto, con la luna che saliva lentamente dietro alle montagne: in cuffia Bathory, Mayhem e Dissection. Emozioni indescrivibili. Punto e buonanotte. Il giorno seguente fu meno arduo. Avevo ormai la “gamba” per pedalare e mantenere il ritmo. Nonostante una pioggia pressoché incessante, riuscimmo a goderci anche il ritorno.

 

La nostra tenda, il "Mirafiordi" 
 

Ogni due ore, circa, ci fermavamo per una sosta. Oltre al pranzo ci furono parecchi spuntini a base di fragole fresche appena acquistate presso i baracchini allestiti dai contadini della zona lungo la strada. I nostri “cavallini” rispondevano bene alla marcia così arrivammo a casa in serata: stanchi, puzzolenti, con l’osso sacro levigato come un tagliere di salumi ed una fame da minatori.

Ma era una fame ben diversa da quella “professionale” e “sociale” che ci riservò lo straordinario autunno berlinese ormai alle porte. Quei due “folli” dei miei genitori caricarono Rudy (il nostro cane) sull’auto e vennero a Berlino per trascorrere una settimana insieme. Fu un ottobre carico di emozioni e di speranze, non solo per noi ma anche per l’Italia. Forse ci sbagliavamo, ma era bello credere che qualcosa sarebbe cambiato. Fu un Halloween davvero magico: discreto ma suggestivo. Nora era già partita ma la mia famiglia era ancora a Berlino.

Ci eravamo rivisti dopo lungo tempo e c’erano davvero molte novità. Credo sia stato uno dei miei periodi migliori a Berlino, nonostante tutto e, soprattutto, nonostante tutti. La fine dell’anno non tardò ad arrivare. Non fu un autunno freddo e come di consueto giunse la fatidica domanda in prossimità delle vacanze natalizie: “Dove saremo l’anno prossimo”? Io partii, come ormai di consueto per trascorrere le vacanze natalizie in Norvegia.

 

Natale in Norvegia 2 - La vendetta
 

Finalmente riuscii a vedere la "Grande Bellezza" in un bel cinema di Stavanger. Un film, a mio giudizio profondamente incompreso (e frainteso) del quale mi riprometto ormai da tempo di scrivere una recensione. Fu un'altalena di emozioni. Dopodiché, alla fine dell’anno, tornammo a Berlino per festeggiare il capodanno a casa di amici. Era il capodanno che mi mancava a Berlino: dopo tanti anni di club, era anche arrivato il momento di condividere una serata del genere con qualche amico del luogo.

Fu una notte lunga ma divertente, altrettanto ricca di speranze. Un nuovo anno stava arrivando: che lingua avrebbe parlato? Italiano, tedesco, norvegese? Chissà, in quella “babele” di ricordi ed emozioni, grigliate sui fiordi, corse forsennate a Tempelhof ed un baule pieno di sogni, nessuno avrebbe immaginato seriamente di affrontare nuove partenze.

Fabio

 

I migliori "hashtag" del 2013 (in collaborazione con l'Architetto)

#il Divo

#confondere la pizza col caviale

#torno quando c'è più colore

#è bravo èeeh?!

#che brutta persona

#l'orsacchiotto

#un premio Nobel

#incunaboli del '500

#Benevento, la lettera per Trento

#Statale a Milano

#Milano-Trieste-Milano-Roma

#i lupini al Gianicolo

#Lei faccia il muto e lasci parlare me

#grandi progetti

#siamo la Freie

#mangiamo a giorni alterni

#l'offerta libera

#ma l'è morto!

#Lotto a Parigi

#nessuno mi dice niente

#se avete tempo, dopo cena vi aspettiamo

#quattro macachi e due palanche

#è un progetto carino

#le fasce orarie

#le noci sul tavolo

#non ci sono soldi

#le ciabatte e i sandalacci

#che bel lavoro che tieni

#la grande bellezza

#alzo il telefono

#la commercialista

#siete inadeguati

#la pomata per il culo

#o senti senti

#anche io amo le billy

#allora questo caffè

# il molo audace a trieste

#dante è tedesco

#i fori imperiali

#via nazionale

#mister fa

#la barchetta riciclata dal turco

#le scoreggione

#la gemuse

#lo Schatzmeister ha sempre ragione

#il norvegese per bambini

#cosa possiamo fare per lei

#l'orientale di napoli

#il calcetto

#il piccolo diavolo

#la supercazzola

#allegria lombarda

#sono una giovane artista di 80 anni

#le passeggiate a tempelhof

#vengo a correre

#una notte per un muro e sei mesi per una finestra

 

Il diario precedente...

Visioni scandinave 2012: "Forse non lo sapevo"

 

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Non solo Scandinavia, 2014