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Name: Il Caffè Orientale
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PERCHé "ORIENTALE"?

Talvolta le domande più semplici richiedono le risposte più complicate. In questo caso, tenterò di rendere semplice una risposta molto difficile. Il Caffè Orientale nacque nel 2007 come sito internet culturale dedicato alla Mitteleuropa e, ancor più precisamente, all'intera Europa centro-orientale. Ma a questo punto il rigore scientifico delle convenzioni mi avrebbe imposto di essere ancora più preciso e, dunque, avrei dovuto distinguere tra Europa danubiano-balcanica, Paesi baltici, Russia e Caucaso, oppure chissà quale altra cervellotica definizione così poco adatta a chi i confini preferisce superarli anziché tracciarli. D'altra parte, lo ammetto, la parola "orientale" suscita sempre grande curiosità. Qualche bizzarra ipotesi, ben lontana da ragionevoli riferimenti storico-geografici, ha chiamato in causa persino la Massoneria! Ma nulla di tutto ciò ha mai avuto a che fare con questo blog! Ebbene, dopo dieci anni di storia, il Caffè Orientale è, contemporaneamente, sia il risultato di un progetto incompleto (e forse irrealizzabile), sia l'inizio nonché la continuazione di un nuovo percorso. Un itinerario, insomma, dove la rotta, da ormai cinque anni, segue anche la via del Nord: Scandinavia, Gran Bretagna e tutta l'Europa settentrionale. Il futuro guarda in tutte le direzioni, dentro e fuori il Vecchio Continente. Il motivo è semplice: un blog dedicato ai viaggi non deve fermarsi mai. Non può smettere di raccontare storie, visitare luoghi, conoscere persone e culture. Forse avrei dovuto pensarci subito. Magari il "Caffè", che tanto faceva pensare ai fratelli Verri, non avrebbe avuto bisogno di aggettivi, soprattutto di tipo geografico. Eppure la vita è così: nulla è per sempre. Così, in occasione del decennale di questo sito, ho pensato che fosse bello ripartire proprio dalle origini, ossia dai diari di viaggio...

Chi sono

Due parole per presentarmi...

I Diari di Viaggio

I "Diari di viaggio" sono forse il vero motivo per il quale il Caffè Orientale nacque nel 2007. Intorno ad esso, tuttavia, si raccolsero diversi intenti, dapprima divulgativi finalizzati alla conoscenza in rete dell'Europa centro-orientale e, successivamente, operativi. Il Caffè divenne, infatti, un partner digitale per l'organizzazione di eventi culturali. Oggi tutto è cambiato: la sua nuova natura di blog è un importante ritorno alle origini, ai viaggi che hanno ispirato tutto questo. Il Caffè è finalmente cresciuto, assumendo la forma che avrei sempre voluto dargli: un diario itinerante, attraverso i luoghi e la storia, per ricordare e capire come sono cambiato io così come il mondo intorno a me. Spero che le mie non saranno soltanto cronache personali ma anche un utile spaccato del tempo in cui vivo. A futura memoria, nel caso in cui qualcuno volesse riscoprire come eravamo e come era il mondo all'inizio del 2000.

RICERCA

2017

Il Caffè Orientale compie 10 anni (2007-2017). Aspettatevi di tutto...

2016

Dieci anni di viaggi e non sentirli...L'anno comincia in Norvegia e prosegue per qualche settimana in Italia. Poi si parte per una trasferta incredibile: Oslo-Cambridge-Oslo in 30 ore. A Pasqua si torna nelle Marche, poi Roma e Firenze per lavoro. La vita non si ferma, così tra la fine di aprile e l'inizio di maggio, trascorro una settimana tra la Baviera ed il Brandeburgo. L'estate è lunga ma straordinaria: in giugno si raggiunge il picco della bellezza pura e genuina dei luoghi in Südtirol. Poi un'altra lunga vacanza alla conquista del "grande Nord": Bergen, Amburgo, Lubecca, Schwerin, ancora Berlino per poi tornare ad Oslo e proseguire verso Stoccolma dopo pochi giorni. Non mancano nemmeno piccole gite intorno al fiordo di Oslo nel mese di settembre, con un toccante ritorno a Macerata verso l'inizio dell'autunno. Poi la vita mi "tradisce": nuove drammatiche sfide mi costringono a rimanere fermo: ma imparo ad apprezzare ancora di più il luogo in cui vivo. Milano, la Brianza e la Lombardia (oltre ad una piccola "toccata e fuga piemontese") si delineano come luoghi da riscoprire: Stresa, il Lago Maggiore, il Lario, Como e i suoi dintorni ridanno la speranza di tornare a viaggiare con il cuore oltre l'ostacolo alpino: in volo su quei cieli che tante volte mi hanno portato in Germania e poi oltre, verso l'amata Scandinavia. Così finisce anche il 2016, in Brianza, con tutti i miei cari: il modo migliore per tornare a viaggiare, sognare e, soprattutto, vivere.

2015

Cominciamo con calma...I miei soggiorni norvegesi diventarono così lunghi e frequenti che, alla fine dell'anno, il conto era semplice: avevo trascorso più giorni in Norvegia che in Italia. A Pasqua, poi ancora a maggio e giugno. Ma, soprattutto, navigai attraverso i fiordi meridionali prendendo parte al mitico "Skandinavia Rundt". Non contento, riuscii finalmente a visitare Copenhagen alla fine di agosto. L'autunno norvegese fu straordinario, ricco di idee e nuove energie per il mio futuro umano e professionale. Ma sapevo, in un certo senso sentivo, che il 2016 sarebbe stato un anno intenso, pieno di viaggi e sfide importanti da cogliere.

2014

Non solo Scandinavia...Proprio mentre, inconsapevolmente, stavo per lasciare Berlino e la Germania, la mia "riscoperta" dell'Italia si accompagnava ad un crescente interesse per la Norvegia. Dopo un piccolo giro estivo nel mio amato nord-est, da Venezia a Trieste passando per Verona ed il lago di Garda, trascorsi quasi due mesi in Norvegia. Un ultimo autunno berlinese mi separava da quello che sarebbe stato il mio definitivo (inatteso ma risolutivo) ritorno in Brianza. Non mancò nemmeno un nuovo capitolo natalizio norvegese, il terzo. Da quel momento in avanti, la Norvegia non sarebbe più stata un semplice "diversivo".

2013

La rincorsa: un anno all'inseguimento...Il 2013 fu davvero incredibile: intenso ma ricco di soddisfazioni e speranze. La mia vita tra Berlino e la Norvegia era ormai una piacevole routine, ma ero riuscito a trovare il tempo per un fantastico ritorno a Trieste e, soprattutto, a Roma. Dopo quindici anni, infatti, grazie al lavoro, colsi l'occasione giusta per visitare nuovamente la "città eterna". Non fu facile capire che quel pomeriggio al Gianicolo sarebbe stato soltanto l'inizio di un'altra grande avventura. Ma era bello fermarsi, per un attimo, a pensare che quel tramonto capitolino sarebbe stato un dolce aperitivo...Durante l'estate feci persino in tempo a tornare nelle Marche, dopo due anni dalla scomparsa di mio nonno: poi mi "tuffai" ancora nelle acque dei fiordi, con destinazione Norvegia.

2012

Visioni scandinave: forse non lo sapevo...La bussola impazzì nuovamente, così dovetti seguirla fino a Nord. "Sbarcai" per la prima volta in Norvegia, conoscendo luoghi che, fino a quel momento, avevo solo immaginato: Oslo, Bergen, la regione di Hardanger, Stavanger e i fiordi della costa occidentale. Diventai un pendolare dell'aria, tra Berlino ed Oslo con qualche trasferta milanese ma senza dimenticare mai le mie terre d'origine...

2011

E quindi? Fu l'anno della svolta: decisi di trasferirmi a Berlino per seguire il mio destino. I miei viaggi diventarono semplice "pendolarismo" tra Berlino e Milano, finché, alla fine del 2011, non capii che la destinazione era ormai certa. Avevo lasciato l'Italia, forse per poco, forse per molto, forse per sempre. Non lo sapevo, non volevo nemmeno scoprirlo per non rovinarmi il gusto dell'avventura: fu così che, mese per mese, vissi uno degli anni più entusiasmanti della mia vita. Era la la "mia" storia, era il 2011, era un anno "mitico"...

2010

Verso una nuova vita...Così si rinasce a primavera, dopo un letargo invernale abbastanza pesante. Ad aprile ripartii alla volta di Berlino passando attraverso Verona e Norimberga. Riuscii persino a trascorrere una notte a Monaco prima di tornare a Milano. Ma l'estate non tardò ad arrivare così, dopo un antipasto in terra giuliana, ero pronto per una nuova avventura berlinese. Ma stavolta con uno straordinario intermezzo olandese: Utrecht! Trascorsi il mio primo (meraviglioso) autunno a Berlino per scrivere la tesi. Anche questo Natale fu "berlinese" e si rivelò come l'ultima tregua prima di una grande e faticosa battaglia.

2009

Oltre ogni limite...L'anno dei viaggio "ricominciò" in primavera: Pasqua in Friuli, a Gemona sui luoghi del terremoto del 1976 e due giorni meravigliosi a Pula (Pola) nell'Istria croata. In estate, nonostante una caviglia in pessime condizioni, tornai a Zagabria prima di lanciarmi alla scoperta di Sarajevo e Belgrado. Dopo una breve sosta a Budapest, tornai a Berlino. Da qui una nuova "rotta" baltica: Stettino - Danzica ed ancora Berlino. Ma la corsa non era ancora finita: Zurigo e, soprattutto, un matrimonio in Salento mi stavano aspettando alle porte dell'autunno e poi...il secondo "Natale a Berlino". Nonostante avessi avuto recenti problemi di salute, la voglia di rimettermi in marcia, verso una nuova vita, non era scomparsa: aggiunsi all'itinerario Lipsia, Rostock e Francoforte sul Meno...Effettivamente avevo superato ogni limite!

2008

Un anno senza freni...Iniziai a viaggiare in primavera, trascorrendo la Pasqua a Zagabria dopo aver risalito la Slovenia lungo la rotta ferroviaria della Transalpina. In maggio visitai Rijeka (Fiume) prima di lanciarmi nel viaggio estivo più lungo ed avvincente sino a questo momento: dal Baltico all'Adriatico. Partii da Milano alla volta di Vilnius per poi proseguire verso Riga, Tallinn, Helsinki e fare nuovamente ritorno a Riga prima di raggiungere, per la seconda volta, Berlino. Dopo qualche giorno di sosta (ed una rapida visita a Leer e Brema) ripartii verso le Dolomiti, tenendo il Trentino come "rampa di lancio" per l'ultimo acuto adriatico: ancora Slovenia, stavolta l'Istria e la magnifica Pirano. Poi venne dicembre...fu un mese straordinario. Dapprima "In viaggio con papà!" a Monaco di Baviera per il concerto dei Motörhead" e poi il primo "Natale a Berlino". Durante il soggiorno berlinese non mancarono nemmeno le gite: Amburgo e Dresda. Un mare di chilometri...

2007

L'anno che non ti aspetti: parti per visitare le Highlands scozzesi e ti ritrovi in Baviera passando per la prima volta attraverso la Polonia ed il Brandeburgo! Restano i ricordi di una Berlino molto diversa, all'epoca davvero economica ed ancora poco appesantita dalla "gentrification". Fu un itinerario insolito ma, in fondo, suggestivo: Glasgow, Inverness, Aberdeen, Edimburgo e poi via verso Varsavia, Berlino, Monaco di Baviera e...Monfalcone!

2006

Tutto cominciò così, con un viaggio in solitario senza una meta precisa. Solo un proposito: perdermi nella Mitteleuropa. Avevo fissato soltanto alcune coordinate: Praga, Budapest, una bozza di itinerario ed un periodo di percorrenza. Non servì molto altro per riempire due settimane con lo zaino in spalla, viaggiando a bordo di bus e treni. Solo alla fine del viaggio, guardando indietro, riuscii a ripercorrere la mia rotta: Lubiana, Salisburgo, Vienna, Praga, Brno, Budapest, Trieste e Monfalcone. Da quel momento in avanti, non smisi più di viaggiare e di scrivere i miei diari sul Caffè Orientale...

Luoghi visitati...

Sin dalla sua nascita, nel 2007, il Caffè Orientale è un "circo" culturale itinerante: si è spostato attraverso diverse regioni d'Italia e, soprattutto, numerosi paesi europei. Ma non importa quanti e quali siano i luoghi visitati durante questa ormai lunga esperienza: ciò che conta, nel viaggio come nella vita, è il movimento...

Regioni d'Italia

1 .   Lombardia
2 .   Friuli - Venezia Giulia
3 .   Trentino - Alto Adige
4 .   Veneto
5 .   Piemonte
6 .   Emilia - Romagna
7 .   Toscana
8 .   Marche
9 .   Lazio
10 .   Puglia

Europa

1 .   Slovenia
2 .   Austria
3 .   Repubblica Ceca
4 .   Ungheria
5 .   Polonia
6 .   Scozia
7 .   Germania
8 .   Croazia
9 .   Lituania
10 .   Lettonia
11 .   Estonia
12 .   Finlandia
13 .   Bosnia-Erzegovina
14 .   Serbia
15 .   Svizzera
16 .   Olanda
17 .   Norvegia
18 .   Danimarca
19 .   Svezia
20 .   Inghilterra
21 .   Islanda

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Maggio 2016 - Berlino, Trieste, Firenze ed il "mese breve" (come il secolo passato...)

postato da blog.ilcaffeorientale.com [11/06/2016 14:20]
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Maggio 2016 – Berlino, Trieste, Firenze ed il “mese breve” (come il secolo passato...)

Come è cambiata la “mia” Germania? E la “mia” Berlino? Posso rispondere solo andando indietro nel tempo: anno dopo anno, Natale dopo Natale, Primo Maggio dopo Primo Maggio, persino week-end dopo week-end. Farò mai pace con Berlino? Effettivamente prima c’era “abbastanza” per quasi tutti, oggi c’è meno per troppi.

Si va verso la fine del “maternalismo” merkeliano ma non si capisce ancora cosa potrà esserci dopo. O meglio, si comprende, si percepisce, ma non si ha il coraggio di ammetterlo: il radicalismo, il populismo, i vecchi fantasmi del passato, potrebbero tornare convinti che la loro riscossa sia giunta.

Il revisionimo del terzo millennio è un “revisionismo 2.0”, che si sviluppa su Facebook, Twitter, Youtube...Si tratta, insomma, dell’incubo di “Er war wieder da”. E noi, ormai vittime inconsapevoli di tastiere e tablet, sappiamo ancora scrivere a mano? È anche vero che la specie umana ha smesso di incidere sulla pietra da un bel pezzo!

1 maggio 2016 - Il mio Primo Maggio berlinese, 1. Mai, sarà molto diverso da come molti lo immaginano e da come i miei ricordi potrebbero raccontarlo. Ho scelto una mostra, “Enthüllt Berlin und seine Denkmäler”. In poche parole, si tratta di una mostra dedicata ad alcuni tra i monumenti più significativi (e dimenticati) della storia di Berlino.

L’evento si svolge presso la Zitadelle (cittadella fortificata) di Spandau. Alle 11 circa, evitando completamente ogni corteo, rave, manifestazione di vario genere, punto esattamente dalla parte opposta, direzione ovest. Mi aspettavo di più, ma la testa di Lenin vale tutta la mostra.

Poi è il momento di godermi questa onesta giornata di riposo. Pranzo con Bratwurst (salsiccia grigliata) e Schultheiss (birra) seduto ad un tavolo di legno allestito nel Biergarten. Sono lontano, almeno per un giorno, dalle dimostrazioni e dalla lotta. Forse perché chi lotta tutti i giorni ha bisogno di almeno una giornata per riposare.

 

Primo maggio alla fortezza di Spandau...
 

Oggi, mentre in Italia piove, il cielo è azzurro e gli aerei atterrano sopra di noi, verso Tegel: in fondo sono sereno, a posto con la coscienza e credo di meritare la seconda birra. Mentre penso a tutto questo, una famiglia di italiani si ritrova intorno al mio stesso tavolo. I genitori hanno approfittato del ponte per venire a trovare il figlio (l’ennesimo) ormai trasferitosi a Berlino.

Naturalmente mi ricordano la mia famiglia e gli anni in cui, a partire dal 2008, mi venivano a trovare: ricordi di una missione, ormai lo so, portata a termine. Nel primo pomeriggio, intorno alle 15.00, riprendo la U7 per tornare a “casa”: sono ospite di una carissima amica (grazie Ari!). Il Leicester pareggia con il Manchester United (1-1). Probabilmente la festa è solo rimandata.

3 maggio 2016 - Dopo tanti anni di osservazione mi viene da pensare che lo humor berlinese non serva per affrontare la vita bensì per evitarla: o meglio, per non pensare a tutto ciò che rende la vita difficile e noiosa. I berlinesi, occorre ammetterlo, sono ruvidi e non “sopportano i tedeschi”.

Avevano già parecchi problemi ad accettare i turisti, figuriamoci i tedeschi (occidentali) e la germanizzazione. Quel patto di “non-aggressione” del quale parlavo sino alla metà dei primi anni 2000, oggi non esiste più. È cambiata Berlino ma sono cambiato (fortunatamente) anche io: mi sento a mio agio nei luoghi dove non mi conoscono.

4 maggio 2016 - Come detto, i berlinesi sono ruvidi, ma calzano quasi sempre un bel paio di scarpe. La vera Berlino comincia dalle scarpe e forse proprio le calzature sono rimaste uno dei pochi indizi per capire se chi avete davanti incarna ancora il vero spirito berlinese.

Tuttavia oggi è stata anche un’importante giornata di lavoro, che si conclude con una pizza a tarda sera. Dall’altra parte della strada rispetto all’appartamento dove sono ospite, c’è una piccola pizzeria. Rappresenta ancora un frammento dell’Italia a Berlino Ovest negli anni ’80. Bastano pochi minuti per cominciare a parlare con il proprietario (italiano) di come sia cambiata questa metropoli.

Dopodiché si perde d’occhio l’orologio: la birra, il limoncello, qualche agente della Kripo (polizia anti-crimine) in borghese che viene qui a mangiare una buona pizza ed il sentore che ormai sia finita (davvero e finalmente) un’epoca. Chi controlla oggi l’amministrazione pubblica berlinese ai massimi livelli?

A quanto pare chi è cresciuto e ha studiato nella Germania Orientale: chi, insomma, è riuscito (e ha voluto) superare il divario con la Germania Ovest lasciando che i berlinesi occidentali (e solo loro) capissero nel frattempo (e con imperdonabile ritardo), che l’età delle coccole era finita per sempre.

A molti suonerà come una provocazione, ma ci saranno molte persone disposte a dimostrare che i berlinesi orientali, oggi, siano molto più affermati rispetto a quelli occidentali. Naturalmente tutte queste riflessioni si combinano su quelle che, inevitabilmente, coinvolgono l’Italia: la Prima Repubblica, la Seconda (presunta) Repubblica e la (forse) Terza Repubblica.

Fare lo storico, insomma, è anche questo: fermarsi a parlare con le persone che hanno visto la storia scorrere di fronte ai loro occhi. La stessa storia che oggi analizzo e racconto, spero, con sufficiente obiettività, passione ed amore per la verità.

 

La "mitica" Volkswagen GTI è stata un simbolo, non solo per i tedeschi...
 

5 maggio 2016 - Oggi ho scoperto che il K17, il mio locale preferito, per anni teatro di feste, punto di incontro tra amici e conoscenti di ogni provenienza geografica, chiuderà. Se ne va un altro pezzo della mia storia berlinese. È peggio della caduta del Muro! Tuttavia oggi è una giornata interamente dedicata agli amici: da Carlotta sino ad Ori e Freddy. Non è Berlino ad essere wunderbar (come recita ormai una celebre pubblicità), bensì gli amici.

Gli amici sono davvero wunderbar e rendono meravigliosa anche Berlino! Stasera si torna ai vecchi tempi, street-food e Kneipe a buon mercato. La vera Berlino, quella davvero attenta ai prezzi, sembra essersi spostata a Neukölln, laddove un tempo anche solo pronunciarne la parola, destava terrore. Nessuno osava avvicinarsi a quel quartiere...Strano! Era molto, ma molto multi-kulti anche allora, con la differenza che la gentrification non aveva aperto la strada come tank americani all’invasione di terra da parte degli eserciti hipster.

Ci fermiamo in una Kneipe dove una birra media costa solo 1,20 Euro. Non ci credete? È davvero così! Tra l’altro oggi si festeggia il Männertag (giornata degli uomini), insomma, un’occasione come un’altra per ritrovarsi a bere insieme senza l’ingombro della tipica vita borghese e familiare teutonica.

Un tizio, forse amico del proprietario, sta grigliando parecchie bistecche. È simpatico e generoso, ma ha un difetto: si arrabbia tremendamente se non si gradiscono le sue bistecche! Avete presente il ristorante giapponese dove Fantozzi è obbligato a mangiare altrimenti gli tagliano le mani? Ori mangia senza troppo entusiasmo mentre io (dopo aver consumato avidamente un kebab), accetto senza esitazione: è carne di maiale e non mi dispiace.

Peccato che, quando ci raggiunge Freddy (che, invece, odia la carne di maiale), il tizio offre anche a lui una bistecca. A Freddy non piace e non lo nasconde affatto: il tizio diventa scuro in volto. Così deve intervenire la diplomazia italiana: “Carissimo, l’importante è che sia piaciuta a me!”. Il tizio, con la sua bella t-shirt unta e le ciabatte infradito, cambia atteggiamento e mi stringe la mano: vorrebbe offrirmi un’altra bistecca ma stiamo per spostarci.

Prossima destinazione: Wedding. Un altro quartiere occidentale che, fino a qualche anno fa, sarebbe stato evitato con orrore e sconsigliato a causa dell’alta presenza di immigrati: uno di quelli che si definiscono "ghetti". Oggi, invece, ritrovo la Berlino che avevo perso: la Kneipe dove si può fumare (anche se non fumo, è comunque una peculiarità della vecchia Berlino), il juke-box, la birra in bottiglia a 1,30 Euro, il biliardo...

Dopodiché viriamo verso Gesundbrunnen: hamburger ad 1 Euro e poi l’ultima tappa: un bar gestito da una ex cittadina della DDR...Ma siamo ad ovest e lei (giustamente), si sente, ancora, una straniera: effettivamente è nata in un paese diverso che, sebbene non esista più sulla carta geografica, finora non ha raccolto soltanto critiche ma anche rimpianti. Piaccia o no, a molti manca la DDR.

Alle 4 finisce la mia serata, la reimpatriata con i vecchi “ragazzacci” berlinesi: grazie, mi siete mancati, ma la vita di ognuno va avanti. “Forza e cammina”!

6 maggio 2016 - Voi dite quello che vi pare...Io non mi sono mai sentito così libero come quando vivevo a “Ost-Berlin”, nella zona settentrionale di Lichtenberg. Torno qui dopo tanto tempo, a dieci minuti da dove vivevo, immerso tra i “casermoni” della ex-DDR. Sto per incontrare un carissimo amico: Roi.

Roi è uno dei primi protagonisti della mia avventura berlinese, iniziata nel lontano 2011. Sua figlia, la piccola Ronja, mi viene incontro saltellando: l’ultima volta che l’avevo vista era appena nata ed io stavo lasciando Berlino. Vedere che, dopo tre anni, un tuo caro amico ha fatto la cosa giusta, ti riempie il cuore di gioia.

Non ci serve molto per raccontarci cosa sia successo negli ultimi anni: un paio di birre ed un po’ di insalata russa spalmata su qualche fetta di pane nero. Non tutto è andato per il verso giusto, per nessuno dei due: lavoro e vita sentimentale, spesso, non vanno avanti di pari passo.

Ma si continua a vivere perché è giusto farlo. Così, verso mezzanotte, è ora di salutare. Quanti ricordi, di musica, cene, amici, feste: già, erano ancora i mesi delle “Favole berlinesi”. Ma sapevo che molti, un giorno o l’altro, avrebbero deciso, o sarebbero stati costretti a trasferirsi qui. La gentrification e la speculazione edilizia hanno spinto anche molti giovani italiani a stabilirsi qui: un luogo che prima rifiutavano con ribrezzo e con la puzza sotto al naso. Oggi, invece, devono convivere con i pensionati della ex-DDR, con gli operai di Marzahn e le signore ottantenni che a malapena parlano inglese ed ancora oggi preferiscono il russo come seconda lingua.

E adesso? Sembra che molti puntino ancora più a nord: si sono forse accorti della Scandinavia? Chi segue le mie cronache, sa che tutto era previsto: sarebbe stata la frontiera successiva. Ma con un piccolo particolare: i costi e la selezioni sono molto più elevati rispetto all’ambigua città-stato berlinese...

7 maggio 2016 - Ormai sono pronto, stasera torno a Milano. Pulisco le rotelle del mio trolley da viaggio come se fossero i cerchioni di una Lamborghini. In fondo è una parte utile dei miei abituali mezzi di trasporto. Alle 18.00, mentre aspetto il mio volo Tegel-Linate, scrivo altri due appunti.

La prossima Berlino vera, quella che conoscevo, potrebbe ritrovarsi (nascondersi o ritirarsi a vostro piacimento) a Wedding, qui intorno a Tegel. Proprio laddove, scomparso il mitico TXL, tutto verrà magicamente riconvertito. Ma resterà, forse per un po’, lontana dalle orde studentesche, turistiche e, mi si permetta il francesismo “fancazzistiche” a cui Friedrichshain, P-Berg e X-Berg sono ormai assuefatte.

Sono stato bene, ho rivisto chi meritava più di un saluto, ho fatto i conti con il mio passato. Quando tornerò? Forse presto ma...Berlino, scusami: non mi manchi davvero più. Ancora una volta: casa mia è dentro di me.

11 maggio 2016 - Pioggia e freddo fuori stagione. Sembra autunno, come in Norvegia...

12 maggio 2016 - Sono ancora in viaggio: principalmente perché la mitica bisnonna austro-ungarica, Nives, tra pochi giorni compirà 102 anni! Sarà un piccolo tour di amici e parenti tra Monfalcone, Gorizia e Trieste. Parto da Milano mentre piove a dirotto, invece, sul nord-est, le nuvole si alternano al sole. Sul regionale da Mestre a Monfalcone c’è una puzza tremenda. Mi guardo intorno: non ci sono zombies, né animali in decomposizione.

Eppure il tanfo è nauseante. Ma chi sarà? No, non può essere! Mi rifiuto di credere che quel signore anziano, così altero ed immerso nella lettura possa emanare un simile olezzo! Anche gli intellettuali si dovrebbero lavare!

La puzza mi accompagna sino a Monfalcone, dove trovo la tragica conferma: scende anche quel signore così altezzoso...Ed è proprio lui la fonte di quell’odore mefitico! Un signore mi guarda come a cercare conferma e conforto. Gli rispondo con gli occhi: “- Sì, caro mio. È lui il puzzone!”

Alle 16,15 sono già in viaggio verso Trieste: ho appena preso l’autobus da Monfalcone. Il pomeriggio trascorre in compagnia di una vecchia amica (attenzione, non di un’amica vecchia!) a raccontarci gli ultimi due anni di vita: sole, birra e molo audace. A Trieste non potremmo mai chiedere di meglio!

13 maggio 2016 - Un acquazzone mattutino apre la giornata pennellando di grigio il cielo nordestino. Stamattina vado a trovare l’ultracentenaria: sì, sempre lei, la mitica bisnonna austro-ungarica. Ancora una volta, inerpicandosi sulle prime alture carsiche, raggiungo Sistiana virando poi verso Aurisina.

Tra quei muretti di pietra ripenso al mondo che fu ed a quello che mi circonda oggi. Siamo nel pieno della nostra storia, la “storia dell’Italia precaria” o, se preferite, la “storia dell’Europa precaria”. Chissà, magari un giorno ci si potrà creare una cattedra universitaria!

Lungo la strada osservo scritte e cartelli di vario genere: una ditta offre “servizi di evacuazione colombi”, mentre ovunque si chiede “giustizia per Giulio Regeni”. Nel pomeriggio, dopo un incontro di lavoro al mitico Caffè San Marco di Trieste, posso godermi una bella serata in compagnia della “vecia muleria”: birra belga e tanti ricordi...Eppure abbiamo passato da poco, soltanto, i trent’anni. No, il mondo non è decisamente quello che immaginavamo all’inizio della nostra gioventù.

14 maggio 2016 - Oggi tornerò a Gorizia: non ricordo nemmeno quando ci sono stato l’ultima volta. So che non sarà cambiata molto, a differenza di me che, al mio interno, mi sento così scavato nell’animo: come se le esperienze della vita mi avessero sventrato con la potenza e la costanza un fiume carsico. Nascosto, freddo, sinuoso ma incessante.

Un’altra compagnia di amici, insomma, conosciuti nell’ormai lontano 2009 a Berlino, per una fortuita e divertente coincidenza in un ostello di Mitte. Oggi, invece, ci ritroviamo qui, ognuno con le sue storie di vita quotidiana a bere vino al “Giardino dei vizi”.

Poi un salto in quello che un tempo era “estero”: la Slovenia. Mangiamo in un bel pub di Nova Gorica e poi la ciurma si sposta verso Mariano del Friuli per una scorpacciata in una gelateria del luogo: sì, lo ammetto...Siamo dei “mona”, tanto “mona”. Anche adesso che abbiamo superato da un pezzo la soglia dei vent’anni, credo che lo saremo sempre. Anzi, se andiamo avanti così saremo una compagnia di inguaribili vecchi idioti!

16 maggio 2016 - Dopo una domenica tranquilla, è tempo di ripartire: destinazione Milano e domani...Firenze!

17 maggio 2016 - Già, Firenze. Lavoro a parte, mi resta un pomeriggio di svago prima del rientro a Milano in serata. L’ultima ed unica volta in cui visitai Firenze avevo diciannove anni! Era il 2002 ed era appena entrato in circolazione l’Euro: erano i primi di gennaio! Chi poteva mai immaginare cosa sarebbe successo dopo? Intendo, a me, all’Europa, all’Euro...a tutti noi! Eppure mi sembra di non essere mai stato a Firenze, sono troppo diverso da allora.

Dopo una bella pausa al Red Carter Pub, ho ancora tempo per una passeggiata immerso nella bellezza ed un bicchiere di Chianti in una minuscola osteria vicino a Ponte Vecchio. James Brown in sottofondo ed una sfilza di targhette buffe colorano le pareti. Una, in particolare, cattura la mia attenzione: “Non credere di essere indispensabile...Tanto il giorno in cui non ci sarai più, tutto andrà avanti senza di te!”

Insomma, lo vedo come un corollario della libertà: se capisci di non essere indispensabile, riprendi tempo per dedicarti a te stesso ed ai tuoi progetti. Così, dopo un ritardo di quasi trenta minuti, alle 20.55 riparto dalla stazione di Santa Maria Novella. Grazie Firenze, hai aggiunto l’ultimo elemento che mancava alla mia lunga ed itinerante primavera: la certezza di sapere che è stato fatto tutto ciò che era necessario per immaginare un domani migliore.

 

Firenze: uno scorcio da "lacrime" a Ponte Vecchio
 

 

Epilogo

Il mese breve è questo e finisce più o meno così, all’improvviso, dopo l’acuto fiorentino. Come ho lasciato detto al caro amico berlinese, Roi: “Stiamo costruendo il presente e proteggendo il futuro: contro l’intolleranza, l’ignoranza ed il radicalismo”.

Nel corso dei miei ultimi viaggi, soprattutto quelli in terra giuliana, ho capito che torneranno i muri. Così come nel lontano 1989 bastarono poche ore per far cadere i confini, così ci ritroveremo presto ad averne di nuovi e simili oggi. Sono passati quasi trent’anni: il mondo è cambiato, noi siamo cambiati.

Non dobbiamo più pensare a quando si ergeranno nuove barriere: esistono già ed è troppo tardi. Ora possiamo solo attendere che esse stesse si incancreniscano e cedano. Dobbiamo pensare, insomma, a come e quando abbatterle nuovamente.

Fabio

I migliori hashtag di maggio 2016

#falsacomeil7euro

#wifegothictreffen

#sassaroli

#skidrow

#fattodimestesso

#beverdì

#fabrika

#rezervirano

#premierleague

#lacrimeapontevecchio

 

Il diario precedente...

Aprile 2016 - Si viaggia (ancora) a primavera...

 

Il diario successivo...

Giugno 2016 - Ma cosa sta succedendo?