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il caffè orientale

Talvolta le domande più semplici richiedono le risposte più complicate. In questo caso, tenterò di rendere semplice una risposta molto difficile. Il Caffè Orientale nacque nel 2007 come sito internet culturale dedicato alla Mitteleuropa e, ancor più precisamente, all'intera Europa centro-orientale. Ma a questo punto il rigore scientifico delle convenzioni mi avrebbe imposto di essere ancora più preciso e, dunque, avrei dovuto distinguere tra Europa danubiano-balcanica, Paesi baltici, Russia e Caucaso, oppure chissà quale altra cervellotica definizione così poco adatta a chi i confini preferisce superarli anziché tracciarli. D'altra parte, lo ammetto, la parola "orientale" suscita sempre grande curiosità. Qualche bizzarra ipotesi, ben lontana da ragionevoli riferimenti storico-geografici, ha chiamato in causa persino la Massoneria! Ma nulla di tutto ciò ha mai avuto a che fare con questo blog! Ebbene, dopo dieci anni di storia, il Caffè Orientale è, contemporaneamente, sia il risultato di un progetto incompleto (e forse irrealizzabile), sia l'inizio nonché la continuazione di un nuovo percorso. Un itinerario, insomma, dove la rotta, da ormai cinque anni, segue anche la via del Nord: Scandinavia, Gran Bretagna e tutta l'Europa settentrionale. Il futuro guarda in tutte le direzioni, dentro e fuori il Vecchio Continente. Il motivo è semplice: un blog dedicato ai viaggi non deve fermarsi mai. Non può smettere di raccontare storie, visitare luoghi, conoscere persone e culture. Forse avrei dovuto pensarci subito. Magari il "Caffè", che tanto faceva pensare ai fratelli Verri, non avrebbe avuto bisogno di aggettivi, soprattutto di tipo geografico. Eppure la vita è così: nulla è per sempre. Così, dopo il decennale di questo sito (nel 2007), ho pensato che fosse bello ripartire proprio dalle origini, ossia dai diari di viaggio. A futura memoria, nel caso in cui qualcuno volesse riscoprire come eravamo e come era il mondo all'inizio del 2000...

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Maggio, vai adagio... Maggio 2015

postato da blog.ilcaffeorientale.com [26/06/2015 14:06]
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Maggio, vai adagio… (Maggio 2015)

L’ormai celebre bisnonna austro-ungarica (101 primavere), è solita dire: “Aprile non ti scoprire, maggio vai adagio…Da giugno in poi fai quel che vuoi!” Il detto si riferisce essenzialmente al cambiamento del guardaroba in funzione del clima stagionale, ma mi sembrava tremendamente adatto all’umore di questa primavera norvegese.

Dopo due settimane nemmeno troppo intense in Italia, era finalmente giunto il momento di ripartire alla volta di Oslo: 30 aprile 2015, Malpensa. Nell’attesa ripensavo a quegli anni in cui (’12 e ’13), nel bel mezzo della mia vita berlinese, immaginavo un futuro neanche troppo lontano a Oslo. Così venne ancora il Primo Maggio, Festa dei Lavoratori.

Non ho voglia di fare polemica (ma sarebbe giusto lanciare almeno qualche invettiva), tuttavia preferisco descrivere il mio “primo Primo Maggio norvegese”. Era così lontano il ricordo dei rissosi e caotici “1. Mai” berlinesi! Milano era stata apparentemente invasa da ogni sorta di vandalo, portando peraltro la città a quella che definii “controrivoluzione” (reazionaria) delle “Spugnette”, la quale dall’iniziativa (pregevole) di rimuovere gli scarabocchi dai muri si era estesa alla cancellazione di taluni graffiti: inquietante.

Per tutti coloro che volessero conoscere la mia impressione in merito, ho creato un apposito album di foto su Facebook dall’accattivante titolo “Spugnette?”.

Complici le contestazioni nei confronti dell’apertura dell’Expo, l’eco dei tafferugli meneghini aveva raggiunto anche i fiordi. Così, mentre il corteo del Primo Maggio di Oslo scorreva placidamente attraverso le vie del centro, io pensavo che forse, in tutto quel marasma milanese, si era perso il vero senso del Primo Maggio.

Di quelle ore liete ricordo una magnifica colazione con i colleghi dell’associazione di Nora, un bicchiere di Prosecco sul terrazzo, un corteo sereno dove sfilavano educatamente le associazioni sportive, politiche, ricreative, i dipendenti pubblici, i bambini, la banda e così via. Dopodiché, fu il momento di un bel pic-nic con vista sul fiordo dalla collina dalla quale svetta la fortezza di Akershus. Erano giorni di studio per entrambi: per Nora che stava preparando gli ultimi esami e la tesi del bachelor e per me che, ancora una volta, avevo raccolto nuove speranze di candidatura per un dottorato.

 

Il porto di Oslo visto dalla fortezza di Akershus
 

Ebbi l’occasione di osservare maggiormente da vicino la vita accademica di Oslo, molto più simile al modello anglo-sassone rispetto a quello tedesco. Così la prima settimana trascorse tra libri e passeggiate, fino alla meravigliosa cena “familiare” per l’inaugurazione di una mostra d’arte della madre di Nora: dopo il vernissage andammo tutti a cena presso un delizioso ristorante pakistano (Mehfel) nel cuore di Oslo (dicono sia diventato il ristorante preferito della giovanissima attivista, Premio Nobel per la Pace, Malala Yousafzai).

Atmosfera gradevole, piatti invitanti ed un personale molto cordiale fecero della cena una fantastica scoperta per il sottoscritto che non aveva mai provato il piacere della cucina pakistana. Il giorno seguente (sabato) visitammo Ekeberg, una zona particolarmente ricca di foreste, panorami mozzafiato sul fiordo di Oslo e, soprattutto, di un’apprezzabile esposizione a cielo aperto di opere d’arte contemporanea.

 

L'opera si trova ad Ekeberg (Sean Henry, Walking woman", 2008) 
 

Finalmente, il 15 maggio avevamo interrotto (temporaneamente) il “digiuno” socio-ricreativo. Alle 23.00 andammo al nostro primo “Balkan Party” norvegese. Reduci da grandissime feste simili nell’ormai lontana Berlino, l’atmosfera era degna delle migliori feste balcaniche (tanto di alcol, di “done” e gggrrrande danza blakanika!). Personaggi da “sbarco” allietavano la serata riempiendo la pista di barbe, gambe, scollature e sudore.

Dai giovani universitari alle coppie, dai singles di mezza età agli anziani di evidenti origini balcaniche: non mancava assolutamente nessuno! Ma il “personaggio” della serata era decisamente un uomo ultrasessantenne con capelli lunghi, camicia aperta sul petto e stivaletti che danzava da una donna ad un’altra e da una birra all’altra. Uno dei tanti, insomma, di quei dannatamente caratteristici personaggi che sembrano usciti dai film di Kusturica. Ripercorremmo per un attimo le ore magiche della serata “cheap” risalente al gennaio del 2013 che definimmo simpaticamente il “Capodanno genovese”.

Per l’occasione, infatti, poiché non eravamo riusciti a trascorrere il capodanno insieme agli amici berlinesi (tra cui il mio coinquilino), decidemmo di celebrare un secondo veglione di capodanno una settimana dopo quello vero. Approfittammo degli sconti nei supermercati che dovevano rapidamente svuotare i magazzini dei prodotti natalizi invenduti e godemmo il piacere di una grandissima festa del Klub Balkanska berlinese. Naturalmente facemmo anche il conto alla rovescia con tanto di brindisi della mezzanotte. Originale, vero?

In realtà a Berlino era una pratica già abbastanza diffusa per coloro che normalmente dovevano lavorare durante la notte di capodanno, perciò non fu difficile avere un’idea del genere. Dopodiché venne il 17 maggio, la festa di indipendenza norvegese: per l’occasione Nora (e molti altri norvegesi) indossarono l’abito tradizionale. Io per amicizia e solidarietà mi limitai alla spilla-gagliardetto sul cappello (faceva ancora freddo, a dispetto del calendario). Seguimmo il corteo attraverso le vie del centro, fino alla residenza reale.

 

Sullo sfondo il Palazzo Reale, meta finale del corteo
 

Così, come da tradizione, i bambini delle scuole, le associazioni e molti altri, sfilarono sotto al balcone della residenza reale alla presenza del re e della Sua (naturalmente reale) famiglia. Una delle ragioni per le quali ancora oggi in Norvegia esiste una monarchia non è nemmeno troppo complessa: il Re Haakon VII si oppose immediatamente al Governo di Quisling e all’occupazione tedesca resistendo in esilio. Tra le tante piccole-grandi soddisfazioni del 17. Mai norvegese ci sono le tradizioni culinarie: tra queste i dolci.

Per l’occasione il nostro menù prevedeva involtini di salmone, cheesecake e qualche buon bicchiere di vino. Come postai su Facebook: “Cheesecake (in norvegese Ostekake). Chiamatela come vi pare, ma è popolarissima in tutto il mondo, dall'Europa orientale a quella settentrionale, così come in altri continenti! Ogni tanto anche noi ci concediamo il vizio!”. A cena preparammo una singolare pizza “norvegese”, nel senso che avevamo riprodotto la bandiera norvegese con diversi ingredienti. Insomma, cambiano i paesi ma non le abitudini dei giorni di festa! Normalmente il 17. Mai è un giorno straordinario anche per i bambini norvegesi che pare siano autorizzati a mangiare gelati a volontà! E dunque, come si dice in norvegese: Gratulerer med dagen! (Auguri).

 

La cheesecake del 17. Mai
 

E poi? E poi venne finalmente il momento in cui Nora consegnò la tesi. Era il 28 maggio e ci concedemmo una giornata di svago. Visitammo il Museo della Resistenza norvegese (Forsvaretsmuseet) presso la fortezza di Akershus, girammo la città a bordo dei mezzi pubblici, ci fermammo per una birra nella fantastica atmosfera di una vecchia birreria situata nei sotterranei di un palazzo antico, la Shausbryggeri. Infine a cena preparammo due enormi jacket potatoes (popolarissime in Scozia ed Irlanda) ripiene di chili, fagioli e panna acida. Per palati decisamente sopraffini…

Il 30 maggio organizzammo un barbecue con il coinqulino di Nora, il simpatico Jørgen. Come dessert proposi con successo la “persegada” bisiaca, tipica delle mie terre, particolarmente indicata per l’estate: pesche marinate nel vino per qualche ora all’interno del frigorifero. Così, tra un misto di nostalgia ed entusiasmo eravamo davvero giunti agli ultimi scampoli di Kringsjå.

Eravamo già pronti per il primo grande assaggio di una straordinaria avventura al largo dei fiordi. Ma questa, davvero, è un’altra storia, una storia che va molto meno adagio del mese di maggio! Appuntamento ai prossimi “diari di bordo” in navigazione attraverso la Norvegia meridionale…

Fabio

 

I migliori hashtag di Maggio 2015

#ilcorteodelprimomaggio

#internazionale

#cenapakistana

#ekeberg

#balkanparty

#laparatadeibambini

#lafamigliareale

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#‎osmizavikinga‬

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