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Name: Il Caffè Orientale
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PERCHé "ORIENTALE"?

Talvolta le domande più semplici richiedono le risposte più complicate. In questo caso, tenterò di rendere semplice una risposta molto difficile. Il Caffè Orientale nacque nel 2007 come sito internet culturale dedicato alla Mitteleuropa e, ancor più precisamente, all'intera Europa centro-orientale. Ma a questo punto il rigore scientifico delle convenzioni mi avrebbe imposto di essere ancora più preciso e, dunque, avrei dovuto distinguere tra Europa danubiano-balcanica, Paesi baltici, Russia e Caucaso, oppure chissà quale altra cervellotica definizione così poco adatta a chi i confini preferisce superarli anziché tracciarli. D'altra parte, lo ammetto, la parola "orientale" suscita sempre grande curiosità. Qualche bizzarra ipotesi, ben lontana da ragionevoli riferimenti storico-geografici, ha chiamato in causa persino la Massoneria! Ma nulla di tutto ciò ha mai avuto a che fare con questo blog! Ebbene, dopo dieci anni di storia, il Caffè Orientale è, contemporaneamente, sia il risultato di un progetto incompleto (e forse irrealizzabile), sia l'inizio nonché la continuazione di un nuovo percorso. Un itinerario, insomma, dove la rotta, da ormai cinque anni, segue anche la via del Nord: Scandinavia, Gran Bretagna e tutta l'Europa settentrionale. Il futuro guarda in tutte le direzioni, dentro e fuori il Vecchio Continente. Il motivo è semplice: un blog dedicato ai viaggi non deve fermarsi mai. Non può smettere di raccontare storie, visitare luoghi, conoscere persone e culture. Forse avrei dovuto pensarci subito. Magari il "Caffè", che tanto faceva pensare ai fratelli Verri, non avrebbe avuto bisogno di aggettivi, soprattutto di tipo geografico. Eppure la vita è così: nulla è per sempre. Così, in occasione del decennale di questo sito, ho pensato che fosse bello ripartire proprio dalle origini, ossia dai diari di viaggio...

Chi sono

Due parole per presentarmi...

I Diari di Viaggio

I "Diari di viaggio" sono forse il vero motivo per il quale il Caffè Orientale nacque nel 2007. Intorno ad esso, tuttavia, si raccolsero diversi intenti, dapprima divulgativi finalizzati alla conoscenza in rete dell'Europa centro-orientale e, successivamente, operativi. Il Caffè divenne, infatti, un partner digitale per l'organizzazione di eventi culturali. Oggi tutto è cambiato: la sua nuova natura di blog è un importante ritorno alle origini, ai viaggi che hanno ispirato tutto questo. Il Caffè è finalmente cresciuto, assumendo la forma che avrei sempre voluto dargli: un diario itinerante, attraverso i luoghi e la storia, per ricordare e capire come sono cambiato io così come il mondo intorno a me. Spero che le mie non saranno soltanto cronache personali ma anche un utile spaccato del tempo in cui vivo. A futura memoria, nel caso in cui qualcuno volesse riscoprire come eravamo e come era il mondo all'inizio del 2000.

RICERCA

2018

Per il momento buon anno...

2017

Il Caffè Orientale compie 10 anni (2007-2017). Aspettatevi di tutto...Questo è ciò che scrissi all'inizio del 2017. Effettivamente è successo di tutto, non sempre positivo. Nonostante questo, però, non ci siamo mai fermati. O meglio, siamo rimasti fermi ma siamo riusciti a ripartire spesso. Il 2017 è stato il vero anno di Roma, della tanto vituperata "Suburra", di quell'affascinante città eterna che, tra gennaio e maggio ha monopolizzato la mia vita professionale. Poi l'estate "vichinga" ci ha regalato uno straordinario viaggio fino al nord dell'Islanda, forse il luogo migliore per festeggiare i 10 anni di questo blog ancora così vivace. Dopodiché ancora Norvegia, Svezia e...Lombardia! Quest'anno, forse come mai nella vita di chi scrive, la Lombardia si è rivelata tanto affascinante quanto nascosta: da Como a Bergamo, passando attraverso i percorsi leonardeschi sull'Adda sino alle sponde dell'ormai immancabile Lario, senza mai dimenticare la "mia" Milano. Non è mancato nemmeno un breve giro a ridosso dei confini, a spasso per il "mondo che fu", dalla Valtellina alla Mitteleuropa, tra gli echi lontani dei cori alpini. Ma tutto ciò è stato possibile solo perché non è mancata la pazienza di aspettare. Ma, soprattutto, è maturata la consapevolezza che le storie, anche quelle più belle, si devono raccontare sempre alla fine.

2016

Dieci anni di viaggi e non sentirli...L'anno comincia in Norvegia e prosegue per qualche settimana in Italia. Poi si parte per una trasferta incredibile: Oslo-Cambridge-Oslo in 30 ore. A Pasqua si torna nelle Marche, poi Roma e Firenze per lavoro. La vita non si ferma, così tra la fine di aprile e l'inizio di maggio, trascorro una settimana tra la Baviera ed il Brandeburgo. L'estate è lunga ma straordinaria: in giugno si raggiunge il picco della bellezza pura e genuina dei luoghi in Südtirol. Poi un'altra lunga vacanza alla conquista del "grande Nord": Bergen, Amburgo, Lubecca, Schwerin, ancora Berlino per poi tornare ad Oslo e proseguire verso Stoccolma dopo pochi giorni. Non mancano nemmeno piccole gite intorno al fiordo di Oslo nel mese di settembre, con un toccante ritorno a Macerata verso l'inizio dell'autunno. Poi la vita mi "tradisce": nuove drammatiche sfide mi costringono a rimanere fermo: ma imparo ad apprezzare ancora di più il luogo in cui vivo. Milano, la Brianza e la Lombardia (oltre ad una piccola "toccata e fuga piemontese") si delineano come luoghi da riscoprire: Stresa, il Lago Maggiore, il Lario, Como e i suoi dintorni ridanno la speranza di tornare a viaggiare con il cuore oltre l'ostacolo alpino: in volo su quei cieli che tante volte mi hanno portato in Germania e poi oltre, verso l'amata Scandinavia. Così finisce anche il 2016, in Brianza, con tutti i miei cari: il modo migliore per tornare a viaggiare, sognare e, soprattutto, vivere.

2015

Cominciamo con calma...I miei soggiorni norvegesi diventarono così lunghi e frequenti che, alla fine dell'anno, il conto era semplice: avevo trascorso più giorni in Norvegia che in Italia. A Pasqua, poi ancora a maggio e giugno. Ma, soprattutto, navigai attraverso i fiordi meridionali prendendo parte al mitico "Skandinavia Rundt". Non contento, riuscii finalmente a visitare Copenhagen alla fine di agosto. L'autunno norvegese fu straordinario, ricco di idee e nuove energie per il mio futuro umano e professionale. Ma sapevo, in un certo senso sentivo, che il 2016 sarebbe stato un anno intenso, pieno di viaggi e sfide importanti da cogliere.

2014

Non solo Scandinavia...Proprio mentre, inconsapevolmente, stavo per lasciare Berlino e la Germania, la mia "riscoperta" dell'Italia si accompagnava ad un crescente interesse per la Norvegia. Dopo un piccolo giro estivo nel mio amato nord-est, da Venezia a Trieste passando per Verona ed il lago di Garda, trascorsi quasi due mesi in Norvegia. Un ultimo autunno berlinese mi separava da quello che sarebbe stato il mio definitivo (inatteso ma risolutivo) ritorno in Brianza. Non mancò nemmeno un nuovo capitolo natalizio norvegese, il terzo. Da quel momento in avanti, la Norvegia non sarebbe più stata un semplice "diversivo".

2013

La rincorsa: un anno all'inseguimento...Il 2013 fu davvero incredibile: intenso ma ricco di soddisfazioni e speranze. La mia vita tra Berlino e la Norvegia era ormai una piacevole routine, ma ero riuscito a trovare il tempo per un fantastico ritorno a Trieste e, soprattutto, a Roma. Dopo quindici anni, infatti, grazie al lavoro, colsi l'occasione giusta per visitare nuovamente la "città eterna". Non fu facile capire che quel pomeriggio al Gianicolo sarebbe stato soltanto l'inizio di un'altra grande avventura. Ma era bello fermarsi, per un attimo, a pensare che quel tramonto capitolino sarebbe stato un dolce aperitivo...Durante l'estate feci persino in tempo a tornare nelle Marche, dopo due anni dalla scomparsa di mio nonno: poi mi "tuffai" ancora nelle acque dei fiordi, con destinazione Norvegia.

2012

Visioni scandinave: forse non lo sapevo...La bussola impazzì nuovamente, così dovetti seguirla fino a Nord. "Sbarcai" per la prima volta in Norvegia, conoscendo luoghi che, fino a quel momento, avevo solo immaginato: Oslo, Bergen, la regione di Hardanger, Stavanger e i fiordi della costa occidentale. Diventai un pendolare dell'aria, tra Berlino ed Oslo con qualche trasferta milanese ma senza dimenticare mai le mie terre d'origine...

2011

E quindi? Fu l'anno della svolta: decisi di trasferirmi a Berlino per seguire il mio destino. I miei viaggi diventarono semplice "pendolarismo" tra Berlino e Milano, finché, alla fine del 2011, non capii che la destinazione era ormai certa. Avevo lasciato l'Italia, forse per poco, forse per molto, forse per sempre. Non lo sapevo, non volevo nemmeno scoprirlo per non rovinarmi il gusto dell'avventura: fu così che, mese per mese, vissi uno degli anni più entusiasmanti della mia vita. Era la la "mia" storia, era il 2011, era un anno "mitico"...

2010

Verso una nuova vita...Così si rinasce a primavera, dopo un letargo invernale abbastanza pesante. Ad aprile ripartii alla volta di Berlino passando attraverso Verona e Norimberga. Riuscii persino a trascorrere una notte a Monaco prima di tornare a Milano. Ma l'estate non tardò ad arrivare così, dopo un antipasto in terra giuliana, ero pronto per una nuova avventura berlinese. Ma stavolta con uno straordinario intermezzo olandese: Utrecht! Trascorsi il mio primo (meraviglioso) autunno a Berlino per scrivere la tesi. Anche questo Natale fu "berlinese" e si rivelò come l'ultima tregua prima di una grande e faticosa battaglia.

2009

Oltre ogni limite...L'anno dei viaggio "ricominciò" in primavera: Pasqua in Friuli, a Gemona sui luoghi del terremoto del 1976 e due giorni meravigliosi a Pula (Pola) nell'Istria croata. In estate, nonostante una caviglia in pessime condizioni, tornai a Zagabria prima di lanciarmi alla scoperta di Sarajevo e Belgrado. Dopo una breve sosta a Budapest, tornai a Berlino. Da qui una nuova "rotta" baltica: Stettino - Danzica ed ancora Berlino. Ma la corsa non era ancora finita: Zurigo e, soprattutto, un matrimonio in Salento mi stavano aspettando alle porte dell'autunno e poi...il secondo "Natale a Berlino". Nonostante avessi avuto recenti problemi di salute, la voglia di rimettermi in marcia, verso una nuova vita, non era scomparsa: aggiunsi all'itinerario Lipsia, Rostock e Francoforte sul Meno...Effettivamente avevo superato ogni limite!

2008

Un anno senza freni...Iniziai a viaggiare in primavera, trascorrendo la Pasqua a Zagabria dopo aver risalito la Slovenia lungo la rotta ferroviaria della Transalpina. In maggio visitai Rijeka (Fiume) prima di lanciarmi nel viaggio estivo più lungo ed avvincente sino a questo momento: dal Baltico all'Adriatico. Partii da Milano alla volta di Vilnius per poi proseguire verso Riga, Tallinn, Helsinki e fare nuovamente ritorno a Riga prima di raggiungere, per la seconda volta, Berlino. Dopo qualche giorno di sosta (ed una rapida visita a Leer e Brema) ripartii verso le Dolomiti, tenendo il Trentino come "rampa di lancio" per l'ultimo acuto adriatico: ancora Slovenia, stavolta l'Istria e la magnifica Pirano. Poi venne dicembre...fu un mese straordinario. Dapprima "In viaggio con papà!" a Monaco di Baviera per il concerto dei Motörhead" e poi il primo "Natale a Berlino". Durante il soggiorno berlinese non mancarono nemmeno le gite: Amburgo e Dresda. Un mare di chilometri...

2007

L'anno che non ti aspetti: parti per visitare le Highlands scozzesi e ti ritrovi in Baviera passando per la prima volta attraverso la Polonia ed il Brandeburgo! Restano i ricordi di una Berlino molto diversa, all'epoca davvero economica ed ancora poco appesantita dalla "gentrification". Fu un itinerario insolito ma, in fondo, suggestivo: Glasgow, Inverness, Aberdeen, Edimburgo e poi via verso Varsavia, Berlino, Monaco di Baviera e...Monfalcone!

2006

Tutto cominciò così, con un viaggio in solitario senza una meta precisa. Solo un proposito: perdermi nella Mitteleuropa. Avevo fissato soltanto alcune coordinate: Praga, Budapest, una bozza di itinerario ed un periodo di percorrenza. Non servì molto altro per riempire due settimane con lo zaino in spalla, viaggiando a bordo di bus e treni. Solo alla fine del viaggio, guardando indietro, riuscii a ripercorrere la mia rotta: Lubiana, Salisburgo, Vienna, Praga, Brno, Budapest, Trieste e Monfalcone. Da quel momento in avanti, non smisi più di viaggiare e di scrivere i miei diari sul Caffè Orientale...

Luoghi visitati...

Sin dalla sua nascita, nel 2007, il Caffè Orientale è un "circo" culturale itinerante: si è spostato attraverso diverse regioni d'Italia e, soprattutto, numerosi paesi europei. Ma non importa quanti e quali siano i luoghi visitati durante questa ormai lunga esperienza: ciò che conta, nel viaggio come nella vita, è il movimento...

Regioni d'Italia

1 .   Lombardia
2 .   Friuli - Venezia Giulia
3 .   Trentino - Alto Adige
4 .   Veneto
5 .   Piemonte
6 .   Emilia - Romagna
7 .   Toscana
8 .   Marche
9 .   Lazio
10 .   Puglia

Europa

1 .   Slovenia
2 .   Austria
3 .   Repubblica Ceca
4 .   Ungheria
5 .   Polonia
6 .   Scozia
7 .   Germania
8 .   Croazia
9 .   Lituania
10 .   Lettonia
11 .   Estonia
12 .   Finlandia
13 .   Bosnia-Erzegovina
14 .   Serbia
15 .   Svizzera
16 .   Olanda
17 .   Norvegia
18 .   Danimarca
19 .   Svezia
20 .   Inghilterra
21 .   Islanda

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Natale 2017 - Le storie si raccontano sempre alla fine: dalla Brianza alla Valtellina

postato da blog.ilcaffeorientale.com [02/01/2018 11:38]
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Natale 2017 - Le storie si raccontano sempre alla fine: dalla Brianza alla Valtellina

È stato il Natale dell'imprevisto ma anche dei pericoli scampati e del (quasi) lieto fine. Sebbene abbia dovuto rinunciare alla Norvegia per rimanere vicino ad una famiglia che, nel corso di quest'anno, ha pagato molto alla vita in termini di salute, mi piace credere che questo sia stato davvero il "Natale dei sopravvissuti", degli "Alive".

In un modo o nell'altro, i miei genitori si sono trovati di fronte a qualcosa di apparentemente più grande di loro. C'è chi ne imputa le colpe alla sfortuna, all'età che avanza, all'accanimento di chissà quale malvagia divinità nei nostri confronti. Io preferisco chiamarla, sempre e comunque, "vita".

Questa è la vita, inutile girarci intorno. Ci si ammala, spesso si guarisce, si combatte, si cade, ci si rialza e si ritorna a camminare, se possibile anche a correre. Come dice un caro amico, "non esistono film già visti", "storie già scritte", "copioni già letti". È vero: le storie si raccontano sempre alla fine...

 

Ho iniziato davvero a respirare l'atmosfera natalizia in una fredda domenica milanese lungo la Martesana, pochi minuti prima della consueta cena con i colleghi. Era il 17 dicembre e persino Gorla sembrava romantica...

 

23 dicembre 2017 - Seregno

Vi ricordate Mauro? Il ciclista di cui vi ho parlato a settembre che, durante l'estate, ha pedalato da Trieste a Berlino? Bene, ci siamo rivisti oggi, per una bella chiacchierata ed una cena "bavarese"a Seregno. Abbiamo completato forse il primo di un piccolo gemellaggio culturale tra Friuli e Brianza che, magari, partendo semplicemente come un'amicizia, potrebbe trasformarsi in una bella esperienza da condividere con altre persone.

 

24 dicembre 2017 - Seregno

Nella colonna sonora di questo Natale entrano anche i Mumford & Sons: Sigh no More fa pensare e concilia il lavoro intellettuale. Trascorro parecchie ore immerso tra i libri che, in questi giorni, mi raccontano dei deliri dell'eugenetica e della devastante ebbrezza pangermanista del secolo scorso. Più si capisce il Novecento più si ha paura: ma non perché tutto potrebbe ripetersi bensì poiché sempre più persone sembrano "volere" che ciò accada ancora.

 

25 dicembre 2017 - Monza

Sebbene la rilettura del libro "Le origini culturali del Terzo Reich" abbia letteralmente "illuminato" il mio Natale come l'albero di Piazza del Duomo, non intendo tediarvi con tutte le teorie dei cosiddetti pensatori del movimento Volk tedesco tra '800 e '900.

Tuttavia non posso fare a meno di menzionare Ludwig Woltmann, antropologo tedesco attivo sin dalla seconda metà del diciannovesimo secolo, il quale sosteneva che i criteri basilari per giudicare la razza fossero le proporzioni del corpo umano.

L’ideale nordico e ariano, dunque, presentava il tronco e la testa ben proporzionati, al punto tale che, sempre secondo Woltmann, il rapporto tra le gambe e le natiche dell’uomo nordico corrispondesse alle “assolute proporzioni della bellezza architettonica”. Sapevo che esistessero persone con un fondoschiena statuario, ma paragonarle addirittura alle volte di una cattedrale mi sembra eccessivo! Soprattutto in caso di aerofagia a carico del "modello/a" nordico da cui prendere spunto!

Pomeriggio a Monza con zii e cugini...Credo non succedesse da oltre vent'anni! Non fatico a ricordare che una coincidenza simile non si verificava dall'ultimo Governo Andreotti! Eppure il Natale degli anni '90 aveva un sapore tutto particolare...Impossibile da dimenticare!

 

26 dicembre 2017 - Seregno

Stasera, grazie all'evento organizzato al Tambourine, Seregno sembra Seattle: Nirvana, Foo Fighters, Soundgarden, Pearl Jam...Ci accorgiamo delle cose solo quando ci mancano.

 

30 dicembre 2017 - Bellano

Nora è arrivata a Seregno da due giorni, finalmente possiamo goderci un breve week-end di Capodanno. Destinazione, ancora una volta, il Lario. Andiamo a Bellano, piccolo villaggio a nord di Varenna. Vi risparmio tutti i doppi sensi dispensati dagli amici sul nome...Ma dico io, si può essere così infantili da sforzarsi di immaginare un apostrofo tra la "L" e la "A"?

Comunque, Bellano è famosa per il cosiddetto "Orrido". Si tratta di una stretta gola (in sostanza un piccolo canyon), che raccorda la Val Muggiasca al lago ed è attraversata dal torrente Pioverna. Oltre alla scienza, però, esiste la superstizione. Così per molti l'Orrido è diventato fonte di ispirazione per leggende che vanno dalle pratiche sataniche all'esistenza di forze occulte.

 

 Comunemente si ritiene che l'Orrido sia stato lentamente scavato dal fiume Pioverna. In realtà non è del tutto vero, poiché il Pioverna è solo parzialmente responsabile del fenomeno

 

Dopo aver visitato l'Orrido (circa venti minuti di permanenza sono sufficienti), avremmo già designato il luogo del pranzo. Entriamo in un piccolo hotel che offre anche il servizio ristorante. Fuori c'è anche scritto che si parla tedesco...Ad attenderci (per modo di dire), c'è una signora molto anziana ipnotizzata dalla televisione. Provo ad esordire con un timido "- Buongiorno." Non ci sente e rimane seduta di spalle. Non demordo e proseguo senza, tuttavia, farle venire una sincope da spavento: "- Signora, mi scusi, è aperto?" Finalmente si accorge di noi. O meglio, tentiamo di comunicare.

Disorientata, ci risponde che il locale è chiuso ed il servizio inizierà la prossima settimana. In realtà sembra che la malcapitata sia stata abbandonata dai parenti davanti al televisore sino alla fine delle vacanze natalizie come in un film dei fratelli Vanzina.

Fortunatamente troviamo un'alternativa davanti al lago: si chiama "al Ponte", locale alla buona, conduzione ragionevolmente familiare con cucina rustica. Ottimo pesce di lago fritto, vini della casa e alla carta, primi abbondanti e prezzi adeguati. Restiamo soddisfatti del pranzo anche se il pezzo forte è la vista a pochi passi dalla piazzetta dove si trova il ristorante.

 

Di fronte a noi sono visibili le montagne della Valle Albano, situata tra il Lario e il Canton Ticino
 

Così, dopo aver fatto il check-in nel grazioso appartamento "Al Pontile", siamo pronti per un aperitivo rilassante. Il villaggio è piccolo ma offre sorprendenti angoli di genuina bellezza. Le luci di questo tramonto ci riportano indietro (sebbene con tanta immaginazione) ai crepuscoli islandesi della scorsa estate.

 

Menaggio non è certo Reykjavik, ma ha il suo fascino...
 

Prima di tornare in appartamento per una spaghettata, però, ci fermiamo presso l'enoteca Malanotte. Si tratta di una taverna dove, oltre alla degustazione e all'acquisto dei vini, è possibile mangiare, anche solo per una merenda come taglieri di salumi e formaggi.

 

31 dicembre 2017 - Bellano-Morbegno-Lecco

Idea: Morbegno! Prima di partire per una rapida gita in Valtellina, tuttavia, scambiamo due chiacchiere con l'anziano proprietario dell'appartamento. Ci racconta di come sia stato dismesso l'edificio storico del cotonificio Cantoni che, nel secolo scorso, offrì lavoro ad una numerosa comunità di operai.

 

Questo storico edificio industriale, costruito in pietra di Moltrasio, risale al 1898
 

Il nostro interlocutore lo trasformerebbe in un casinò (non so se scherzosamente o sul serio) anche se un valido progetto di restauro potrebbe davvero convertirlo in un ottimo spazio per mostre, eventi, concerti e molto altro...

Da Bellano a Morbegno ci sono circa trenta minuti di treno. Giunti a destinazione, ci dirigiamo immediatamente verso la strada panoramica che costeggia il fiume Adda. Tra le viti, qualche agricoltore ha pensato di utilizzare i compact disc per tenere lontani gli uccelli: è geniale!

Quando i riflessi del sole colpiscono i dischi, i terrazzamenti iniziano a lampeggiare come una palla da discoteca degli anni '80! Così proseguiamo fino al ponte di Ganda, poi viriamo verso il grazioso centro storico di Morbegno.

 

 Il ponte di Ganda del 1778 dell'ingegnere milanese Francesco Bernardino Ferrari, sostituì quello originale del 1489 progettato dall'architetto Giovan Antonio Amadeo, voluto da Ludovico il Moro ma distrutto da una piena dell'Adda
 

Restiamo solo due ore poiché i nostri amici ci attendono a Lecco per inizare i lunghi preparativi che ci condurranno sino al 2018. Il menù del cenone prevede: antipasto di salumi e formaggi, torta salata con speck, stinco di maiale (in salsa di mele) con patate e lenticchie, pandoro con crema di mascarpone e vino rosso.

 

Uno scorcio del centro storico di Morbegno
 

Prima della mezzanotte non mancano nell'ordine: tutto Houses of the Holy dei Led Zeppelin in vinile, l'unplugged dei Nirvana (anche questo in vinile),  Fantozzi (in diretta televisiva), i videoclip di Elio e le storie tese ma, soprattutto, un incredibile reperto storico del '67 rinvenuto inspiegabilmente a casa della nonna di Andrea: un vinile sul quale, tra i diversi rapporti giornalistici dedicati alla guerra del Vietnam, è inciso il discorso dell'allora Presidente della Repubblica Saragat!

Neanche a Rai Storia sarebbero stati capaci di organizzare un veglione così apprezzabile dal punto di vista storico-sociale! Cioè, dico...Vi rendete conto cosa significa, a distanza di 50 anni, ascoltare il discorso di Saragat prima del Sessantotto e capire che le cose, anziché migliorare, sono peggiorate?!

Ma, nonostante tutto, i nostri sogni e le nostre speranze si levano verso il cielo come le lanterne cinesi che spiccano il volo a poca distanza dal nostro balcone. Ci ricordano un'altra notte di San Silvestro, ormai lontana, quella del '13 ad Oslo.

Speriamo davvero che il nostro risveglio, come quello di questa strana Repubblica, non sia troppo traumatico. Mi auguro, insomma, che le scimmie urlatrici non prendano possesso dei nostri cervelli per distrarre l'attenzione e confondere ciò che è reale con ciò che, invece, è utopistico e demagogico. Buona fortuna, mondo!

Fabio

 

E comunque, buon anno a tutti...tranne alle scimmie urlatrici!

 

I migliori hashtag di Natale 2017

#viviseregno

#lavigiliadaivitelloni

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#lamenabrearossa

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#qualcosadimoltounderground

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#avrairagionetu

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Autunno 2017 - Itinerari lombardi: Milano, Como, Bergamo e la valle dell'Adda

 

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