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Il "ricordo del mese"

Befana 2018 - Devi fare ciò che ti fa stare bene: Torino e Chieri

Il viaggio dell'anno...

Aprile 2019 - "Californication", Berkeley e San Francisco

il caffè orientale

Talvolta le domande più semplici richiedono le risposte più complicate. In questo caso, tenterò di rendere semplice una risposta molto difficile. Il Caffè Orientale nacque nel 2007 come sito internet culturale dedicato alla Mitteleuropa e, ancor più precisamente, all'intera Europa centro-orientale. Ma a questo punto il rigore scientifico delle convenzioni mi avrebbe imposto di essere ancora più preciso e, dunque, avrei dovuto distinguere tra Europa danubiano-balcanica, Paesi baltici, Russia e Caucaso, oppure chissà quale altra cervellotica definizione così poco adatta a chi i confini preferisce superarli anziché tracciarli. D'altra parte, lo ammetto, la parola "orientale" suscita sempre grande curiosità. Qualche bizzarra ipotesi, ben lontana da ragionevoli riferimenti storico-geografici, ha chiamato in causa persino la Massoneria! Ma nulla di tutto ciò ha mai avuto a che fare con questo blog! Ebbene, dopo dieci anni di storia, il Caffè Orientale è, contemporaneamente, sia il risultato di un progetto incompleto (e forse irrealizzabile), sia l'inizio nonché la continuazione di un nuovo percorso. Un itinerario, insomma, dove la rotta, da ormai cinque anni, segue anche la via del Nord: Scandinavia, Gran Bretagna e tutta l'Europa settentrionale. Il futuro guarda in tutte le direzioni, dentro e fuori il Vecchio Continente. Il motivo è semplice: un blog dedicato ai viaggi non deve fermarsi mai. Non può smettere di raccontare storie, visitare luoghi, conoscere persone e culture. Forse avrei dovuto pensarci subito. Magari il "Caffè", che tanto faceva pensare ai fratelli Verri, non avrebbe avuto bisogno di aggettivi, soprattutto di tipo geografico. Eppure la vita è così: nulla è per sempre. Così, dopo il decennale di questo sito (nel 2007), ho pensato che fosse bello ripartire proprio dalle origini, ossia dai diari di viaggio. A futura memoria, nel caso in cui qualcuno volesse riscoprire come eravamo e come era il mondo all'inizio del 2000...

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Grazie alla funzione "Ricerca" (sotto), è possibile digitare un tag (o parola-chiave) come, ad esempio, "estate", "inverno", "Natale", "Pasqua", "ottobre", ecc. Oppure, è possibile digitare il nome di un luogo, di una città, di una regione o di un paese. Ad esempio, "California", "Berlino", "Svezia", Toscana, ecc. Il sistema troverà automaticamente tutti i post nei quali compare un diario o un racconto corrispondente ad una delle parole-chiave. Buon divertimento e, soprattutto, buon viaggio!

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Ottobre 2019 - Antipasto svedese, primo toscano e secondo lombardo...

postato da blog.ilcaffeorientale.com [01/11/2019 11:22]
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Qualora siate sazi, stanchi, per non dire esausti, di tutte queste ultime storie dedicate a pseudo-vichinghi del terzo millennio che si spostano su due ruote e supplicano il prossimo implorando passaggi in auto-stop, allora ottobre è il mese che fa per voi.

Forse era una profezia, o magari un desiderio. Resta il fatto che lo scorso dicembre, durante una breve trasferta di lavoro a Firenze, immaginai che, molto probabilmente, sarei tornato per trascorrervi un periodo assai più lungo. Così, grazie a Nora, anche Firenze si è aggiunta al nostro personalissimo pendolarismo europeo. Mentre lei trascorrerà tre mesi in visita all'università di Firenze, io mi sposterò dalla città di Dante a Milano (con qualche intermezzo varesino) per continuare a coltivare il sogno di un lavoro che amo.

Eppure, proprio in funzione di quel sogno, non posso evitare di raccontarvi la mia ultimissima "avanguardia" nordica prima che Firenze, la Toscana e, dunque, la bellezza di un mondo antico, prendano il sopravvento e si impossessino della scena.

 

23 settembre 2019 - Stoccolma

Forse per colpa dei lavori in corso, del traffico e dell'inquinamento. Non so. Tuttavia non ricordavo Stoccolma così caotica e frenetica. Farò scalo una notte nella capitale svedese prima di recarmi all'università di Uppsala per partecipare ad un convegno internazionale di studi sul fascismo. Ma l'alloggio che ho scelto, nonostante le premesse, è assai deludente. Si tratta di una vecchia imbarcazione attraccata, come molte altre, al molo e adibita a ostello/hotel.

 

A vederlo così, il mio alloggio appare assai pittoresco...
 

Ne ho provate altre nella mia vita, anche in Svezia e non mi sono mai lamentato. Ma qui, tutto, fa presagire il contrario. All'entrata occorre digitare un codice che non viene comunicato prima. Perciò devo telefonare alla reception per ottenerlo. Poi mi accoglie una donna asiatica, abbastanza giovane, il cui inglese (persino a me) risulta assai difficile da comprendere.

Dopo il check in mi accompagna verso la mia stanza. Ma non è quella che ho scelto. Avevo prenotato una camera con il bagno interno, invece in questa il bagno è esterno (nel senso che è in comune). Non ci siamo, le dico. Mi risponde che, in quella che teoricamente dovrebbe essere la mia stanza, potrebbe esserci rimasto qualcuno. O meglio, l'ospite avrebbe dovuto lasciare la camera stamattina ma non lo ha fatto. E allora? Allora il rischio è che ritorni, replica.

Sto trasecolando. Sono stanco, accaldato, abbastanza stupito. Le faccio gentilmente notare, benché questo tipo di dinamiche capitaliste siano a me particolarmente poco gradite, di non essere un "ospite" bensì un "cliente". Dal momento che ho pagato, dunque non sono stato "invitato", vorrei un trattamento adeguato. Mi abbandona di fronte alla camera intimandomi (scorbuticamente) di attendere. Torna dopo alcuni minuti con un secchio e una scopa. Ora pulisco l'altra camera, ma se torna qualcuno...

A quel punto, dopo quell'assurdo tentativo di scaricare qualsiasi responsabilità, preferisco evitare ulteriori polemiche. Accetto la camera senza il bagno ma decido, dopo aver verificato la condizione della doccia in comune, di lavarmi all'interno della mia camera.

Utilizzo un piccolo lavandino sciacquandomi in fretta poiché qui comincia a fare freddo. L'igiene è scarsa, evito di controllare le lenzuola attentamente poiché, altrimenti, "qualcuno" potrebbe volare in acqua tra pochi minuti. La stufa non funziona, i caloriferi sono spenti, il cavo TV è fuori uso. Dopo una rapida cena al pub, alle 9, capisco che il sonno sia l'unica soluzione.

 

24 settembre 2019 - Stoccolma-Uppsala

Mi sveglio alle 5 e alle 6, un'ora prima della colazione, sono già nella "hall" a lavorare. Quando, finalmente, viene servita la colazione (ridicola), capisco qualcosa di più. L'asiatica scende alla reception assonnata, indisponente, seccata. Ha quell'atteggiamento di chi, in quel luogo, non teme di perdere il posto di lavoro.

 

Peccato, questa barca avrebbe discrete potenzialità...
 

Dopo pochi minuti, infatti, scende il proprietario. Sembra un uomo oltre la sessantina che crede di gestire un'attività turistica come se le persone fossero tutte stupide. Il cibo servito è stato evidentemente acquistato al discount, male assortito e la cortesia lascia davvero a desiderare. Penso che l'asiatica sia sua moglie, o qualcosa di simile.

Questo posto è assurdo e, forse, potete solo lontanamente immaginare cosa significhi per me commentare quelle poche ore nel suo ostello con un marcato e assolutamente voluto accento norvegese. Caro "amico" svedese, spero davvero che, a breve, tu possa imbarcare tanta acqua da essere costretto a cedere questa attività a qualche altra persona più garbata e competente!

Prima di raggiungere Uppsala, tuttavia, mi resta qualche ora nel soffocante centro di Stoccolma. Sono lontani i tempi in cui John Fante poteve usufruire delle biblioteche pubbliche per urinare. Qui si paga tutto, ovunque. Sono lontani anche i tempi in cui Hamsun condannava la modernità. Eppure, oggi, anche chi dice di essere "green" vuole tornare alla natura. Forse ci risulta complicato comprendere che, prima di essere fascisti, comunisti, liberali, democratici, anarchici, o qualsiasi altra cosa si possa riesumare dalla storia, siamo esseri umani.

 

25 settembre 2019 - Uppsala
Ieri Uppsala ha cancellato il ricordo di quella squallida notte a Stoccolma. Nuovi e vecchi colleghi, provenienti da ogni parte del mondo, hanno reso il mio arrivo a Uppsala straordinario. Lo spirito giusto, l'atmosfera giusta, il momento giusto.

 

26 settembre 2019 - Uppsala
Una pausa dal convegno per visitare gli archivi della biblioteca Carolina Rediviva. Ho dato un'occhiata all'archivio di uno dei più noti e importanti eugenisti svedesi di fama internazionale.

 

27 settembre 2019 - Malpensa
Poco importa se, in questa vita di imbarchi e sorrisi, incontri la tua compagna a Malpensa dopo aver bevuto un paio di birre con un amico che, a sua volta, si ferma a Malpensa per un paio d'ore prima di riprendere la via verso Berlino.

 

1 ottobre 2019 - Firenze

Avevo bisogno di questa belllezza. Della terrazza a Badia di Fiesole che, dagli edifici della EUI, si affaccia sulle colline intorno a Firenze. Noi, invece, viviamo a Novoli, quasi all'interno del campus universitario di Scienze politiche. Siamo lontani dal traffico e dai turisti che invadono il centro. Il nostro appartamento, su due piani, è già diventato luogo di incontro e condivisione per amici e parenti.

 

Uno scorcio dei Giardini di Boboli, a Firenze
 

Prima i genitori di Nora, poi sarà la volta di qualche altro "fortunato" viaggiatore. Francamente avevamo assai meno bisogno di tutte queste zanzare ma Firenze, si sa, è un città molto umida. Inoltre, un insolito caldo fuori stagione, che puntualmente smentisce chi nega il riscaldamento climatico, trasforma questo periodo in una sorta di "piccola estate" nordica dal sapore e dal gusto mediterraneo. Anzi, "etrusco", direi.

Ora, però, credo sia giunto il momento di raccontare la mia prima volta a Firenze. Lo farò atraverso alcuni diari dell'epoca che, fino a questo momento, sono rimasti ampiamente (e gelosamente) inediti. Mettetevi comodi e rilassatevi, la "macchina del tempo" vi riporterà all'inizio del 2002.

 

Gennaio 2002 - Firenze

Inizia il viaggio alla volta di Firenze. Presentazione dei personaggi: il sottoscritto calza anfibi neri tirati a lucido, pantaloni di pelle tramandati eroicamente da mio padre, felpa degli Iron Maiden, cappotto lungo nero, borchie e catene sparse ovunque. L'unica differenza tra me ed il mio compagno di ventura è la lunghezza dei capelli, i suoi scendono, lunghi e neri, sulla schiena.

Una delle poche persone che incrociamo sul treno è una suora che dopo averci visti impallidisce, si fa il segno della croce mentre sembra pensare con angoscia che l'Apocalisse sia ormai vicina. Giunti finalmente alla stazione di Santa Maria Novella, armati di cartina ci rechiamo verso la graziosa pensioncina designata per il nostro soggiorno fiorentino. Si trova in Piazza della Repubblica davanti ad un parco.

Per essere un due stelle avrebbe potuto capitarci anche di peggio: le lenzuola sono pulite, il pavimento sembra praticabile e, soprattutto, non esistono minoranze etniche di scarafaggi barricati in bagno. Dopo aver posato i bagagli decidiamo di visitare il centro della città: costeggiamo l'Arno cantando "Ace Of Spades" dei Motörhead mentre osserviamo una pantegana gigante simile all'Ottobre Rosso che nuota nelle acque del fiume. Dopodiché, visitiamo piazza della Signoria e torniamo in albergo.

Chiediamo al proprietario le informazioni essenziali riguardo ai locali meno esosi e più validi presso i quali cenare: ci consiglia un paio di trattorie adatte alle nostre possibilità economiche, situate nelle immediate vicinanze. Poi gli domando a che ora chiude la pensione in modo tale da non trascorrere la notte al parco sotto le stelle di una gelida Firenze d'inizio anno.

Il tizio mi risponde in rigoroso accento toscano: "- Qui la baracca la si chiude a mezzanotte, ma siccome io pago un omino, voi potete tornare quando vi garba, tanto vi apre lui. Non fatelo dormire perché più lavora e più sono contento...lo pago per questo Maremma maiala!" Bene, allora andiamo ad abbuffarci!

Entriamo nel locale e ci accomodiamo. Il gestore, avvicinandosi al tavolo, ci guarda e ci domanda "- Oh ragazzi, ma che a voi garba il metal?". E noi: "- perché, non si vede?" "Si vede sì, da giovane ero metallaro anche io!".
Prima di ordinare, parte quindi la carrellata dei gruppi più amati e degli album più ascoltati mentre la fame ci attanaglia. Il menù che ne scaturisce prevede: tagliatelle al ragù, fiorentina con il Chianti e patate arrosto. Una cena principesca che si conclude con caffè ed "ammazzacaffè" offerto gentilmente dalla casa.

Usciti dal ristorante andiamo a bere una birra con degli amici di Laus e rientriamo in albergo alle 11.30 con l'intenzione di fare poi una passeggiata post-cena. Entriamo nella hall (come se fosse un alloggio prestigioso ed esclusivo) e immediatamente ci interpella il portiere. Con un chiaro accento napoletano ci dice: "- Ragazzi, scusate, verso che ora pensate di rientrare?". Rispondo sorpreso: "- Beh, il proprietario ci ha detto che c'è un tizio disposto ad aprirci a qualsiasi ora". E lui: "- ecco, lo strunz sono io!".

E continua: "- no, perché sapete, questo è un lavoro di "m...a", se voi mi dite a che ora arrivate io metto la sveglia e intanto mi riposo". Inizia qui uno dei miei cavalli di battaglia: "Il mitico portiere di Firenze".
"- Questo è un periodo tranquillo, voi dovreste vedere che schifezza di gente passa di qua. Come si vestono...voi si vede che siete normali!". Io e Laus ci guardiamo inebetiti sapendo che conciati peggio di noi ci sono solo i pagliacci del circo di Praga.

Poi prosegue: "Qui fra americani, tedeschi, olandesi è una Babilonia, un casino!" E le danesi, quelle vengono qua tutte disinibite, scollacciate, scosciate, mi guardano, ci provano, poi vanno a dire al professore che sono un maniaco. Oh, io ve lo dico onestamente sono sposato e tengo una figlia ma...

Una sera hanno combinato una tragedia. Avevano portato in camera litri di birra verso le undici: urli, strilli e alle due mi sono ritrovato qui la polizia perché avevano tirato dalla finestra un catino pieno di piscio e vomito sulla testa di un maresciallo di pattuglia! Meno male che hanno scassato le palle solo ai professori...".

Stiamo lacrimando dal ridere. Il verace partenopeo non desiste e avanza impetuoso: "- Per esempio, che avete fatto a Capodanno?". Io dico di essere stato nel Nord-est con gli amici, Laus ad una festa. Ci controbatte convinto: "- Ecco, ve lo racconto io il Capodanno migliore. Due giorni fa è arrivata una coppia, poco dopo mezzanotte, mi hanno chiesto una stanza."

"Appena sono entrati in camera è successo il finimondo, sembrava l'ingresso di Maradona al San Paolo. Lei urlava e si sentivano i colpi del frustino. Io stavo qua da solo e vi giuro che per due ore sono andati avanti...".

Alla faccia del Capodanno, esplodiamo ormai esausti dal ridere. Ma sono già le due, il portiere ci ha fregati, siamo stanchi e preferiamo andare a dormire. Ma prima il simpatico marpione ci avverte: "- Ragazzi, in stanza copritevi bene perché io so che tenete freddo! Di notte, la padrona spegne i caloriferi perché tiene paura che va a fuoco l'albergo!".

Inoltre, io ho un fastidioso mal di gola e comincio ad avere un temibile presentimento. La mattina seguente mi sveglio con la febbre a trentanove e mi sembra di aver trascorso la notte di don Rodrigo vittima della peste. Prendo un antifebbrile per limitare i danni ma i risultati non sono incoraggianti. Passeggio stancamente per le vie di Firenze come un Frankenstein ubriaco, ho freddo e attendo con impazienza che la febbre mi lasci una tregua.

Quando mi telefona mia madre mai risposta più falsa fu data nella storia dell'umanità: "- Come va, tutto bene?". "- Benissimo, una meraviglia!". A pranzo ci fermiamo in un fast -food ma tra la nausea ed il mal di gola lascio almeno metà del pranzo sul tavolo. La commessa, con lo sguardo di chi ha sofferto la fame, me lo fa notare. La capisco, probabilmente i suoi connazionali pagherebbero quel trancio di pizza a peso d'oro.

Rientriamo in albergo, la febbre è scesa ed alle quattro andiamo in una sala prove di via Statuto. Assistiamo alle prove di alcuni amici di Laus che se la cavano davvero bene ma io assomiglio sempre di più ad un cadavere da autopsia. Alle sei riprendiamo la strada del ritorno, è buio, il vento gelido mi infligge il colpo di grazia, l'unico desiderio è un letto caldo.

Arriviamo in camera e crollo in un sonno profondo mentre Laus va a cena fuori e quando torna mi sveglia. Ho una fame tremenda, scende al bar di fronte e mi compra due tramezzini ed un gelato. Nella stanza fa parecchio freddo e si dorme con la felpa sopra al pigiama!

All'alba del quattro gennaio inizia il lungo giorno della partenza. Mi sento in forma, facciamo colazione e saldiamo il conto non senza tribolazioni: è arrivato l'Euro e i Bancomat fanno i capricci.

Riusciamo finalmente a cambiare un po' di soldi dopo averne inutilmente provati quattro: il quinto, mosso forse a compassione, ci sputa sul muso le nuove banconote di un colore rosa pallido così pallido che ancora oggi fa senso.

Dopo un pranzo fantastico dall'ex metallaro con tanto di sconto e grappa omaggio, trascorriamo il resto della giornata girovagando fino alle cinque quando saliamo sull'Eurostar per Milano: ad aspettarci in stazione c'è mio padre ma, mentre accompagniamo a casa Laus, il mio stomaco e la mia testa sono prossimi al tracollo.

Quando arrivo a casa mia madre mi dice: "- Ti trovo bene". Non chiudo occhio per tutta la notte, mi fanno male la gola e le orecchie, ho ancora la febbre. La diagnosi del giorno dopo è impietosa: tonsillite con otite, a casa almeno per una settimana.

 

Ottobre 2019

Bentornati nel 2019. All'epoca appena descritta, non avevo ancora compiuto diciannove anni. Eppure, quell'irrefrenabile voglia di viaggiare mi aveva già inesorabilmente colpito. Ma il diario, prima che anche questo diventi "storia", può proseguire.

 

12 ottobre 2019 - Certaldo

Certaldo è sinonimo di Boccaccio. Ovvio, chi può negarlo? Tuttavia, prima di imparare a scuola che Certaldo fosse il luogo di nascita dell'autore del Decamerone, conobbi l'esistenza di questo paese attraverso mio nonno, quello paterno. Già, perché quando ero bambino, mio nonno menzionava molto spesso questo luogo.

Ci veniva spesso per lavoro e non mancava mai di ricordare quanto fosse bello. Mia nonna, a sua volta, racconta ancora di quando, vittima di uno scherzo, fu indotta a credere che il cimitero del villaggio, illuminato durante la notte, fosse la "casa del popolo".

 


Questo abitante di Certaldo

si è davvero "superato". Dopo

l'ape in versione General Lee

di Gorizia, abbiamo trovato

la versione Martini Racing

ispirata alla Lancia Delta

HF integrale prodotta dal 1988

al 1993.

 

Qui a Certaldo, però, notiamo un abbandono che non è solo sociale ed economico. Le fabbriche sono ormai chiuse da tempo e l'industria del turismo, meglio ancora dell'intrattenimento, sembra ormai l'erede dell'industria del tessile, della siderurgia e della manifattura. Oggi la produzione è delocalizzata in quelli che, un tempo, erano definiti paesi in "via di sviluppo".

Così, molti di coloro che ora visitano luoghi come Certaldo, provengono proprio da quei paesi. I nuovi operai e impiegati dell'industria, in altre parole, si sono "riciclati" (almeno in parte) nel turismo. Questo, assai indirettamente, è ciò che prova a spiegarci una signora che incontriamo per caso tra le strette vie della città alta. Il vecchio cuore di Certaldo, così come la città bassa, si è svuotato.

 

La città alta di Certaldo

 

Molti sono emigrati a Firenze, Prato, Arezzo. Oppure, addirittura, all'estero. Qui sono rimasti pochi abitanti, per la maggior parte anziani. Chi, invece, lavora nel settore turistico, spesso preferisce il pendolarismo tra città e campagna. Il contrario, insomma, di quanto accadeva alcuni decenni fa. Eppure, ci spiega l'anziana signora, ogni anno giunge qui un gruppo di studenti americani che, almeno per qualche mese, popola la città alta.

 

20 ottobre 2019 - Pisa

Altra clamorosa mancanza. Non avevo mai visitato Pisa e il mio unico ricordo relativo alla celeberrima torre risale ad una visita ormai estremamente remota al Parco Minitalia, ossia l'Italia in miniatura. Ero bambino e, nonostante anche all'epoca viaggiassi parecchio, non ero mai capitato dalle parti della torre pendente.

Oggi, finalmente, recupero ma evito quelle orribili foto dove ognuno finge di reggere il peso della torre con qualsiasi tipo di parte del corpo. Anzi, prima ancora di recarci in visita a piazza dei Miracoli, forse perché siamo entrambi umanisti, preferiamo visitare (dall'esterno) l'edificio della Scuola Normale Superiore.

 

La Scuola Normale Superiore, fondata in epoca napoleonica
 

Almeno in apparenza, Pisa è meno affollata rispetto a Firenze, perciò possiamo gustare un ottimo pranzo per poi raggiungere la torre. E dopo? Ci manca un'idea che, però, non tarda ad arrivare. Per quanto bistrattata e poco apprezzata, infatti, Marina di Pisa reca con sé alcuni momenti importanti.

 

I lavori di costruzione della torre cominciarono nel XII secolo e si conclusero nel XIV
 

Ad esempio, i soggiorni di D'Annunzio e la partenza del dirigibile che si recò al circolo polare artico per salvare Umberto Nobile. Oggi la città, complice la desolazione post-estiva, appare così placida da rendere il Libeccio quasi impercettibile. Noi siamo giunti sino a Marina solo per mettere i piedi a bagno, nel Tirreno. Stasera, invece, saremo ancora a Fiesole, a cena con i parenti (stavolta i miei, parenti).

 

26-27 ottobre 2019 - Crema

Direte voi...Ma cosa c'entra la cittadina di Crema, in Lombardia, con la Toscana e Firenze? Assolutamente nulla. Tuttavia la bellezza (e l'amicizia) sanno nascondersi anche assai bene tra le nebbiose pianure lombarde. Questo week-end siamo ospiti di un carissimo amico e visitiamo un luogo che, ormai da molto tempo, avevamo programmato di conoscere.

La Lombardia, come i suoi abitanti, nasconde "il bello dentro". Non lo ostenta, lo custodisce, lo concede poco a poco, come se fosse uno dei tanti beni preziosi da conservare e, talvolta, da investire.

 

Forse, in val Padana, si dovrebbe trasformare la nebbia in un'attrazione turistica. Una specie di "aurora boreale" padana. Peccato che, ormai, anche la nebbia sia sempre più rara!

 

Epilogo

"Mi ritorni in mente" non è solo il titolo di una canzone del 1969 interpretata da Lucio Battisti, ma nemmeno, più semplicemente, una frase dedicata a Enrico Berlinguer su un murales fiorentino. "Mi ritorni in mente" è per me, ormai, uno stato dell'anima.

Riassume tutte le suggestioni, i ricordi, le emozioni che mi videro bambino in quell'Italia che fu dei miei nonni, delle mie nonne, dei miei bisnonni e delle mie bisnonne. Quell'Italia, insomma, che sto conoscendo ancora meglio oggi con la mia compagna norvegese rispetto a quando, da bambino, consideravo la bellezza come qualcosa di naturale e scontato, ma anche facilmente visibile.

Sbagliavo perché non sapevo quanto la bellezza fosse difficile da incontrare ma, soprattutto da descrivere.

Fabio

 

I migliori hashtag di ottobre 2019

#i'carboidrato

#piattodicoriandoli

#praho

#strizzigarden

#acquacotta

#ilpiccolodiavolo

#gustafafklint

#manifatturatabacchi

#paolooo

#emodena?

#tiby

#franca&fabio&claudia&pablo

 

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