Atom Feed RSS Feed

Il mio profilo

My Photo
Name: Il Caffè Orientale
Location:

PERCHé "ORIENTALE"?

Talvolta le domande più semplici richiedono le risposte più complicate. In questo caso, tenterò di rendere semplice una risposta molto difficile. Il Caffè Orientale nacque nel 2007 come sito internet culturale dedicato alla Mitteleuropa e, ancor più precisamente, all'intera Europa centro-orientale. Ma a questo punto il rigore scientifico delle convenzioni mi avrebbe imposto di essere ancora più preciso e, dunque, avrei dovuto distinguere tra Europa danubiano-balcanica, Paesi baltici, Russia e Caucaso, oppure chissà quale altra cervellotica definizione così poco adatta a chi i confini preferisce superarli anziché tracciarli. D'altra parte, lo ammetto, la parola "orientale" suscita sempre grande curiosità. Qualche bizzarra ipotesi, ben lontana da ragionevoli riferimenti storico-geografici, ha chiamato in causa persino la Massoneria! Ma nulla di tutto ciò ha mai avuto a che fare con questo blog! Ebbene, dopo dieci anni di storia, il Caffè Orientale è, contemporaneamente, sia il risultato di un progetto incompleto (e forse irrealizzabile), sia l'inizio nonché la continuazione di un nuovo percorso. Un itinerario, insomma, dove la rotta, da ormai cinque anni, segue anche la via del Nord: Scandinavia, Gran Bretagna e tutta l'Europa settentrionale. Il futuro guarda in tutte le direzioni, dentro e fuori il Vecchio Continente. Il motivo è semplice: un blog dedicato ai viaggi non deve fermarsi mai. Non può smettere di raccontare storie, visitare luoghi, conoscere persone e culture. Forse avrei dovuto pensarci subito. Magari il "Caffè", che tanto faceva pensare ai fratelli Verri, non avrebbe avuto bisogno di aggettivi, soprattutto di tipo geografico. Eppure la vita è così: nulla è per sempre. Così, in occasione del decennale di questo sito, ho pensato che fosse bello ripartire proprio dalle origini, ossia dai diari di viaggio...

Chi sono

Due parole per presentarmi...

I Diari di Viaggio

I "Diari di viaggio" sono forse il vero motivo per il quale il Caffè Orientale nacque nel 2007. Intorno ad esso, tuttavia, si raccolsero diversi intenti, dapprima divulgativi finalizzati alla conoscenza in rete dell'Europa centro-orientale e, successivamente, operativi. Il Caffè divenne, infatti, un partner digitale per l'organizzazione di eventi culturali. Oggi tutto è cambiato: la sua nuova natura di blog è un importante ritorno alle origini, ai viaggi che hanno ispirato tutto questo. Il Caffè è finalmente cresciuto, assumendo la forma che avrei sempre voluto dargli: un diario itinerante, attraverso i luoghi e la storia, per ricordare e capire come sono cambiato io così come il mondo intorno a me. Spero che le mie non saranno soltanto cronache personali ma anche un utile spaccato del tempo in cui vivo. A futura memoria, nel caso in cui qualcuno volesse riscoprire come eravamo e come era il mondo all'inizio del 2000.

RICERCA

2018

Per il momento buon anno...

2017

Il Caffè Orientale compie 10 anni (2007-2017). Aspettatevi di tutto...Questo è ciò che scrissi all'inizio del 2017. Effettivamente è successo di tutto, non sempre positivo. Nonostante questo, però, non ci siamo mai fermati. O meglio, siamo rimasti fermi ma siamo riusciti a ripartire spesso. Il 2017 è stato il vero anno di Roma, della tanto vituperata "Suburra", di quell'affascinante città eterna che, tra gennaio e maggio ha monopolizzato la mia vita professionale. Poi l'estate "vichinga" ci ha regalato uno straordinario viaggio fino al nord dell'Islanda, forse il luogo migliore per festeggiare i 10 anni di questo blog ancora così vivace. Dopodiché ancora Norvegia, Svezia e...Lombardia! Quest'anno, forse come mai nella vita di chi scrive, la Lombardia si è rivelata tanto affascinante quanto nascosta: da Como a Bergamo, passando attraverso i percorsi leonardeschi sull'Adda sino alle sponde dell'ormai immancabile Lario, senza mai dimenticare la "mia" Milano. Non è mancato nemmeno un breve giro a ridosso dei confini, a spasso per il "mondo che fu", dalla Valtellina alla Mitteleuropa, tra gli echi lontani dei cori alpini. Ma tutto ciò è stato possibile solo perché non è mancata la pazienza di aspettare. Ma, soprattutto, è maturata la consapevolezza che le storie, anche quelle più belle, si devono raccontare sempre alla fine.

2016

Dieci anni di viaggi e non sentirli...L'anno comincia in Norvegia e prosegue per qualche settimana in Italia. Poi si parte per una trasferta incredibile: Oslo-Cambridge-Oslo in 30 ore. A Pasqua si torna nelle Marche, poi Roma e Firenze per lavoro. La vita non si ferma, così tra la fine di aprile e l'inizio di maggio, trascorro una settimana tra la Baviera ed il Brandeburgo. L'estate è lunga ma straordinaria: in giugno si raggiunge il picco della bellezza pura e genuina dei luoghi in Südtirol. Poi un'altra lunga vacanza alla conquista del "grande Nord": Bergen, Amburgo, Lubecca, Schwerin, ancora Berlino per poi tornare ad Oslo e proseguire verso Stoccolma dopo pochi giorni. Non mancano nemmeno piccole gite intorno al fiordo di Oslo nel mese di settembre, con un toccante ritorno a Macerata verso l'inizio dell'autunno. Poi la vita mi "tradisce": nuove drammatiche sfide mi costringono a rimanere fermo: ma imparo ad apprezzare ancora di più il luogo in cui vivo. Milano, la Brianza e la Lombardia (oltre ad una piccola "toccata e fuga piemontese") si delineano come luoghi da riscoprire: Stresa, il Lago Maggiore, il Lario, Como e i suoi dintorni ridanno la speranza di tornare a viaggiare con il cuore oltre l'ostacolo alpino: in volo su quei cieli che tante volte mi hanno portato in Germania e poi oltre, verso l'amata Scandinavia. Così finisce anche il 2016, in Brianza, con tutti i miei cari: il modo migliore per tornare a viaggiare, sognare e, soprattutto, vivere.

2015

Cominciamo con calma...I miei soggiorni norvegesi diventarono così lunghi e frequenti che, alla fine dell'anno, il conto era semplice: avevo trascorso più giorni in Norvegia che in Italia. A Pasqua, poi ancora a maggio e giugno. Ma, soprattutto, navigai attraverso i fiordi meridionali prendendo parte al mitico "Skandinavia Rundt". Non contento, riuscii finalmente a visitare Copenhagen alla fine di agosto. L'autunno norvegese fu straordinario, ricco di idee e nuove energie per il mio futuro umano e professionale. Ma sapevo, in un certo senso sentivo, che il 2016 sarebbe stato un anno intenso, pieno di viaggi e sfide importanti da cogliere.

2014

Non solo Scandinavia...Proprio mentre, inconsapevolmente, stavo per lasciare Berlino e la Germania, la mia "riscoperta" dell'Italia si accompagnava ad un crescente interesse per la Norvegia. Dopo un piccolo giro estivo nel mio amato nord-est, da Venezia a Trieste passando per Verona ed il lago di Garda, trascorsi quasi due mesi in Norvegia. Un ultimo autunno berlinese mi separava da quello che sarebbe stato il mio definitivo (inatteso ma risolutivo) ritorno in Brianza. Non mancò nemmeno un nuovo capitolo natalizio norvegese, il terzo. Da quel momento in avanti, la Norvegia non sarebbe più stata un semplice "diversivo".

2013

La rincorsa: un anno all'inseguimento...Il 2013 fu davvero incredibile: intenso ma ricco di soddisfazioni e speranze. La mia vita tra Berlino e la Norvegia era ormai una piacevole routine, ma ero riuscito a trovare il tempo per un fantastico ritorno a Trieste e, soprattutto, a Roma. Dopo quindici anni, infatti, grazie al lavoro, colsi l'occasione giusta per visitare nuovamente la "città eterna". Non fu facile capire che quel pomeriggio al Gianicolo sarebbe stato soltanto l'inizio di un'altra grande avventura. Ma era bello fermarsi, per un attimo, a pensare che quel tramonto capitolino sarebbe stato un dolce aperitivo...Durante l'estate feci persino in tempo a tornare nelle Marche, dopo due anni dalla scomparsa di mio nonno: poi mi "tuffai" ancora nelle acque dei fiordi, con destinazione Norvegia.

2012

Visioni scandinave: forse non lo sapevo...La bussola impazzì nuovamente, così dovetti seguirla fino a Nord. "Sbarcai" per la prima volta in Norvegia, conoscendo luoghi che, fino a quel momento, avevo solo immaginato: Oslo, Bergen, la regione di Hardanger, Stavanger e i fiordi della costa occidentale. Diventai un pendolare dell'aria, tra Berlino ed Oslo con qualche trasferta milanese ma senza dimenticare mai le mie terre d'origine...

2011

E quindi? Fu l'anno della svolta: decisi di trasferirmi a Berlino per seguire il mio destino. I miei viaggi diventarono semplice "pendolarismo" tra Berlino e Milano, finché, alla fine del 2011, non capii che la destinazione era ormai certa. Avevo lasciato l'Italia, forse per poco, forse per molto, forse per sempre. Non lo sapevo, non volevo nemmeno scoprirlo per non rovinarmi il gusto dell'avventura: fu così che, mese per mese, vissi uno degli anni più entusiasmanti della mia vita. Era la la "mia" storia, era il 2011, era un anno "mitico"...

2010

Verso una nuova vita...Così si rinasce a primavera, dopo un letargo invernale abbastanza pesante. Ad aprile ripartii alla volta di Berlino passando attraverso Verona e Norimberga. Riuscii persino a trascorrere una notte a Monaco prima di tornare a Milano. Ma l'estate non tardò ad arrivare così, dopo un antipasto in terra giuliana, ero pronto per una nuova avventura berlinese. Ma stavolta con uno straordinario intermezzo olandese: Utrecht! Trascorsi il mio primo (meraviglioso) autunno a Berlino per scrivere la tesi. Anche questo Natale fu "berlinese" e si rivelò come l'ultima tregua prima di una grande e faticosa battaglia.

2009

Oltre ogni limite...L'anno dei viaggio "ricominciò" in primavera: Pasqua in Friuli, a Gemona sui luoghi del terremoto del 1976 e due giorni meravigliosi a Pula (Pola) nell'Istria croata. In estate, nonostante una caviglia in pessime condizioni, tornai a Zagabria prima di lanciarmi alla scoperta di Sarajevo e Belgrado. Dopo una breve sosta a Budapest, tornai a Berlino. Da qui una nuova "rotta" baltica: Stettino - Danzica ed ancora Berlino. Ma la corsa non era ancora finita: Zurigo e, soprattutto, un matrimonio in Salento mi stavano aspettando alle porte dell'autunno e poi...il secondo "Natale a Berlino". Nonostante avessi avuto recenti problemi di salute, la voglia di rimettermi in marcia, verso una nuova vita, non era scomparsa: aggiunsi all'itinerario Lipsia, Rostock e Francoforte sul Meno...Effettivamente avevo superato ogni limite!

2008

Un anno senza freni...Iniziai a viaggiare in primavera, trascorrendo la Pasqua a Zagabria dopo aver risalito la Slovenia lungo la rotta ferroviaria della Transalpina. In maggio visitai Rijeka (Fiume) prima di lanciarmi nel viaggio estivo più lungo ed avvincente sino a questo momento: dal Baltico all'Adriatico. Partii da Milano alla volta di Vilnius per poi proseguire verso Riga, Tallinn, Helsinki e fare nuovamente ritorno a Riga prima di raggiungere, per la seconda volta, Berlino. Dopo qualche giorno di sosta (ed una rapida visita a Leer e Brema) ripartii verso le Dolomiti, tenendo il Trentino come "rampa di lancio" per l'ultimo acuto adriatico: ancora Slovenia, stavolta l'Istria e la magnifica Pirano. Poi venne dicembre...fu un mese straordinario. Dapprima "In viaggio con papà!" a Monaco di Baviera per il concerto dei Motörhead" e poi il primo "Natale a Berlino". Durante il soggiorno berlinese non mancarono nemmeno le gite: Amburgo e Dresda. Un mare di chilometri...

2007

L'anno che non ti aspetti: parti per visitare le Highlands scozzesi e ti ritrovi in Baviera passando per la prima volta attraverso la Polonia ed il Brandeburgo! Restano i ricordi di una Berlino molto diversa, all'epoca davvero economica ed ancora poco appesantita dalla "gentrification". Fu un itinerario insolito ma, in fondo, suggestivo: Glasgow, Inverness, Aberdeen, Edimburgo e poi via verso Varsavia, Berlino, Monaco di Baviera e...Monfalcone!

2006

Tutto cominciò così, con un viaggio in solitario senza una meta precisa. Solo un proposito: perdermi nella Mitteleuropa. Avevo fissato soltanto alcune coordinate: Praga, Budapest, una bozza di itinerario ed un periodo di percorrenza. Non servì molto altro per riempire due settimane con lo zaino in spalla, viaggiando a bordo di bus e treni. Solo alla fine del viaggio, guardando indietro, riuscii a ripercorrere la mia rotta: Lubiana, Salisburgo, Vienna, Praga, Brno, Budapest, Trieste e Monfalcone. Da quel momento in avanti, non smisi più di viaggiare e di scrivere i miei diari sul Caffè Orientale...

Luoghi visitati...

Sin dalla sua nascita, nel 2007, il Caffè Orientale è un "circo" culturale itinerante: si è spostato attraverso diverse regioni d'Italia e, soprattutto, numerosi paesi europei. Ma non importa quanti e quali siano i luoghi visitati durante questa ormai lunga esperienza: ciò che conta, nel viaggio come nella vita, è il movimento...

Regioni d'Italia

1 .   Lombardia
2 .   Friuli - Venezia Giulia
3 .   Trentino - Alto Adige
4 .   Veneto
5 .   Piemonte
6 .   Emilia - Romagna
7 .   Toscana
8 .   Marche
9 .   Lazio
10 .   Puglia

Europa

1 .   Slovenia
2 .   Austria
3 .   Repubblica Ceca
4 .   Ungheria
5 .   Polonia
6 .   Scozia
7 .   Germania
8 .   Croazia
9 .   Lituania
10 .   Lettonia
11 .   Estonia
12 .   Finlandia
13 .   Bosnia-Erzegovina
14 .   Serbia
15 .   Svizzera
16 .   Olanda
17 .   Norvegia
18 .   Danimarca
19 .   Svezia
20 .   Inghilterra
21 .   Islanda

Archivio

Orologio

Calendario

Facebook

Segui il Caffè su Facebook...

Twitter

Segui il Caffè su Twitter...

contatti

ilcaffeorientale@gmail.com

Conta visite

Pasqua 2018 - Praga, Dresda, Berlino e il lungo inverno...

postato da blog.ilcaffeorientale.com [18/05/2018 10:27]
foto

Pasqua 2018 - Praga, Dresda, Berlino e il lungo inverno...

Dopo l'inverno italiano e quello tedesco, alla metà di marzo mi ritrovai ancora immerso in quello norvegese. Viaggiavo da un gelo all'altro e il mondo intorno a me sembrava destinato a rimanere freddo ancora per settimane. Sorvolando la Norvegia, tutto appariva ancora ghiacciato e abbondantemente ricoperto di neve.

 

 Un tranquillo sabato pomeriggio sul fiordo di Oslo: ciò che potrebbe sembrare sabbia, in realtà è neve!

 

Lubecca non era stata altro che una conferma delle mie impressioni: l'inverno non sarebbe finito presto. Ma io, sebbene profondamente concentrato sui miei studi, riuscivo a conciliare egregiamente il lavoro con lo svago. Una buona parte del mio studio e del mio lavoro, nel corso di quei giorni, si svolse a Villa Grande, che fu anche la residenza del primo ministro più collaborazionista dell'occupazione tedesca. Ricordato come il traditore per eccellenza, si chiamava Vidkun Quisling.

 

Villa Grande, oggi sede del HL Senteret, centro per gli studi sull'Olocausto, situato sulla penisola di Bygdøy (Oslo)
 

Qui, oggi, sorge un centro di ricerca storica al quale afferisce anche un museo dell'Olocausto. I tetti del palazzo, tuttavia, non sono quelli della struttura originaria. Quisling, infatti, volle cambiarli, scegliendo uno stile medievale che, in base alla sua personale idea di nazi-fascismo nordico, esaltava il glorioso passato vichingo e medievale delle popolazioni scandinave. Sotto a questo edificio, però, esiste qualcosa che di medievale ha davvero ben poco: il bunker antiaereo personale del "dittatore-fantoccio" norvegese. Potevamo fare a meno di dare un'occhiata?

 

Una delle "stanze" del bunker di Quisling. Pare che la struttura fosse molto più resistente rispetto alla media dei rifugi dell'epoca

 

Ma questo era solo l'inizio di una lunga avventura in capo al Vecchio Continente. Insomma, il mio intermezzo a Oslo, così ricco di nuove fonti per le mie ricerche, fu un ottimo antipasto per una Pasqua a ritroso nel tempo, nei ricordi e, soprattutto, nell'Europa orientale.

 

26 marzo 2018

Il bus viaggia in orario da Berlino diretto a Praga. Tra pochi minuti tornerò, per la seconda volta nella mia vita, in una delle città che maggiormente mi affascinarono nel corso dei miei anni a cavallo tra Milano e la Mitteleuropa. Era il 2006 e il mondo, così come l'Europa, sembrava essersi finalmente aperto davanti ad una nuova epoca.

Molti confini erano temporaneamente spariti e i ricordi peggiori del Novecento sembravano ormai sepolti tra le macerie della guerra fredda. Eppure, all'epoca, non avevo capito Praga, fu una grande delusione, forse complice una pioggia estiva battente che non mi aveva dato tregua per quattro giorni consecutivi.

Oggi mi raggiungerà Nora e stasera assisteremo alla conferenza di un caro collega presso l'ambasciata italiana. Ma prima di godermi questa deliziosa serata praghese, devo recuperare un volume scritto da uno svedese su Mussolini nel 1924 e custodito presso la biblioteca nazionale della Repubblica Ceca. Non chiedetemi come sia finito lì perché non lo so io, ma sembrano non saperlo nemmeno gli svogliati bibliotecari che ci lavorano.

Comunque alloggiamo al consigliatissimo Hotel Waldstein, situato ai piedi del castello. Per i pasti scopriamo due ristoranti dove il rapporto qualità-prezzo, soprattutto in considerazione delle porzioni, è davvero apprezzabile: u Zlatého preclíku e 3+3+3. Il primo è una locale caratteristico, situato nei sotterranei di un edificio storico: ricorda una cantina e la cucina, sia di pesce, sia di carne, merita considerazione. Il secondo, nonostante le recensioni non siano così positive, non ci delude: soprattutto i dolci, che sono esageratamente abbondanti. Uno in due è decisamente sufficiente!

 

 Il castello fotografato dal Ponte Carlo

 

27 marzo 2018

Mattina dedicata al lavoro mentre Nora esplora i numerosissimi (e strabilianti) palazzi in stile Art Nouveau che arricchiscono l'architettura di Praga.

Nel pomeriggio, invece, ne approfittiamo per visitare un luogo affascinante presso il quale, dodici anni fa, non ero stato: il castello. Il panorama merita decisamente più di una foto, soprattutto se ne approfittate per bere un caffè su una delle terrazze situate lungo il sentiero che conduce alle mura.

 

Uno scorcio sulla città vecchia
 

Alle 20.35 partiamo con il bus alla volta di Dresda. Il viaggio dura solo due ore, ma dopo mezz'ora avrei bisogno della toilette. Mentre sono in fila ad attendere che il bagno si liberi, mi viene incontro uno dei due autisti anticipato dalla sua notevole pancia. Ha circa cinquant'anni, urla e mi vieta di usare la toilette.

Dice (in ceco) che avrei dovuto usare i bagni della stazione a Praga. Desisto, controllo il demone latino dentro di me e metto in funzione il cervello. Assecondo le sue assurde pretese e preparo la mia contromossa. Qualche anno fa avrei riempito una bottiglietta di plastica con alte probabilità di rovesciargliela sulla faccia. Ma ormai sono maturo, ho una certa età e, dunque, la metto sul "diplomatico".

Quando arriviamo a Dresda, davanti a tutti i passeggeri in procinto di salire, mi avvicino a lui e con un'energica pacca sulla spalla (che suona tanto di "se mi tocchi diventi carne da gulash"), lo saluto e lo ringrazio per il servizio offerto.

Ebbene, quel bus doveva proseguire sino ad Amsterdam così io ancora immagino la serie infinita di bestemmie e di insulti nei miei confronti soffocati sul volante al solo pensiero che lo abbia sfidato. Questione di stile...

Ma torniamo, in tutti i sensi, a Dresda. Ero stato qui per la prima ed unica volta in una freddissima serata di dicembre del 2008. Stavolta, però, non mi limiterò alla città antica (per modo di dire, dal momento che è stata completamente ricostruita dopo il catastrofico bombardamento americano del 1945).

 

28 marzo, Meißen

Oggi dedichiamo la giornata a questa graziosa cittadina della Sassonia dove, pare, i parenti di Nora fossero soliti organizzare gite e pic-nic sulle sponde dell'Elba sin dagli anni Trenta. Famosa per le sue porcellane, conserva il fascino di quei villaggi che racchiudono in sè l'essenza dell'incontro slavo-germanico.

 

L'Elba e la collina sulla quale si erge il castello di Meißen

 

Tra quelle stradine gotiche, ci imbattiamo anche nel palazzo dove pare sia nato Samuel Hahnemann, medico tedesco vissuto tra il XVIII e il XIX secolo e famoso per aver fondato la medicina alternativa (meglio nota come omeopatia). Il clima è umido, ma non piove. Tuttavia, dopo qualche ora di tipico vagabondaggio turistico, riteniamo che sia giunto il momento di fare ritorno a Dresda.

 

Ricordi della DDR nel centro di Dresda

 

Ne approfittiamo per gustare una birra artigianale presso la Watzke. Birreria storica di Dresda, ormai diventata una catena, offre comunque una birra di qualità per palati anche abbastanza esigenti. Tuttavia il vero protagonista della mia giornata sembra essere il mal di testa, anzi, un terribile mal di testa che mi condurrà "simpaticamente" sino alla cena e oltre.

 

29 marzo, Dresda-Berlino

Stamattina, prima di tornare a Berlino, partiamo per il nostro "Putin tour". Ovviamente, tra i lettori della "Milano da bere", già immagino le battute di chi sostituisce la "i" con una "a", raddoppiando la "t". Si tratta di un percorso serio! Ci rechiamo, infatti, alla scoperta dei luoghi in cui Putin, quando era un agente del KGB ai tempi della DDR, era in servizio a Dresda.

 

Pare che questa villa discreta, presso la quale oggi si trova una scuola Rudolf Steiner, ospitasse gli uffici del KGB
 

Camminiamo per oltre un'ora e raggiungiamo nell'ordine: l'ex edificio del KGB, l'ex palazzo della Stasi e, sulla via del ritorno un vecchio ristorante in rigoroso stile DDR che raccomando senza esitazioni. Qui, nonostante i turisti, sembra che tutto sia rimasto fedele alla tradizione.

Signore di una certa età che servono dolci amabilmente ansiosi di aumentare il vostro colesterolo, zuppe il cui profumo vi conquista ancora prima di assaggiarne il primo cucchiaio e arredamento da vecchio salotto della Sassonia. Mi riferisco, insomma, al ristorante situtato sopra alla Pfunds Molkerei, la storica latteria di Dresda. Dopodiché, nel pomeriggio, ci aggiriamo tra le vie più "alternative".

 

Nei cortili della Neustadt, potreste scoprire "creazioni" come questa...Quando cade la pioggia, l'intera strumentazione comincia a suonare!
 

Nella Neustadt di Dresda, infatti, potete facilmente imbattervi in opere di street-art di vario genere e ispirazione, residui della DDR, cortili adibiti a mostre, negozi di seconda mano, caffè e pub. Inoltre, per gli appassionati del complottismo e del cybercrime, sappiate che qui hanno dedicato una via ad Edward Snowden.

Infine, quasi a voler casualmente completare il "Putin tour", ci ritroviamo di fronte alla birreria presso la quale, si dice, il presidente russo fosse solito bere una Radeberger (nota birra della Sassonia) alla fine di una (si presume intensa) giornata di lavoro al KGB.

Insomma, quanti stimoli, quanti spunti, quante riflessioni! Così, alle 16.25, ripartiamo con il bus alla volta di Berlino, una sorta di ultima tappa del nostro singolare viaggio "pasquale".

 

30 marzo 2018

Serata con Ari e Karl

 

31 marzo 2018

All'ex-K17, oggi Nuke Club...Non è cambiato nulla, anzi, per alcuni aspetti è anche meglio...

 

1 aprile 2018

Ormai da tre giorni, a Berlino piove e fa abbastanza freddo: pranzo austero ma di qualità, pomeriggio creativo tra scrittura e studio. Ma domani, come di consueto, si va in gita!

 

2 aprile 2018

Oggi andiamo con il treno a Beelitz-Heilstätten. Il luogo situato a circa mezz'ora da Berlino, è noto principalmente per due motivi: il sanatorio tedesco occupato dai sovietici verso la fine della Seconda guerra mondiale e gli asparagi. Il villaggio, infatti, si anima ogni anno per festeggiare gli asparagi dedicando loro una fiera con tanto di iniziative gastronomiche e culturali.

Purtroppo, è ancora troppo presto, ma noi non siamo qui per gli asparagi. Innanzitutto vorremmo visitare alcune strutture parzialmente abbandonate che, di recente, sono state inserite in un progetto di recupero e valorizzazione museale. Dopodiché vorremmo visitare l'ormai popolare Baumkronenpfad Beelitz-Heilstätten.

 

 

 La rampa che conduce attraverso i tetti degli edifici, vista dalla sommità della torre
 

Grazie ad una torre di circa 40 metri, infatti, è possibile ammirare il panorama fitto di vegetazione (ma ovviamente piatto) del Brandeburgo, oltre a percorrere una rampa che conduce letteralmente "sopra" i tetti dei ruderi della Seconda guerra mondiale. Si tratta di un esperimento decisamente originale per recuperare il patrimonio archeologico moderno in armonia con la natura e il territorio.

 

Foreste che crescono sui tetti...
 

Fortunatamente il nostro pic-nic nella foresta non viene guastato dai cinghiali. Non scherzo, qui nelle foreste del Brandeburgo ce ne sono molti e, qualora vi capitasse di incontrarne alcuni di cattivo umore, la soluzione migliore è quella di arrampicarsi su un albero e chiamare aiuto...A parte ciò, direi che le strutture ancora visibili all'interno del parco (alcune anche accessibili attraverso visite guidate), meritano decisamente il prezzo del biglietto!

Tuttavia, il modo migliore per concludere questa fredda ma spensierata Pasquetta brandeburghese, è quello di chiudersi per un'oretta in una tipica Kneipe berlinese: il Tiergarten Quelle, infatti, offre ancora quell'atmosfera apparentemente perduta di una Berlino d'altri tempi. La cucina, la birra artigianale, l'arredamento e i prezzi abbastanza accessibili, lo rendono il luogo ideale dove, se si riesce a trovare posto, ricordarsi che Berlino, quella vera, esiste ancora.

Spesso, in passato, la Pasqua è stata per me un momento di passaggio da una dimensione negativa a una positiva. Quest'anno, invece, so che la Pasqua appena trascorsa è stata una sorta di tregua, una barriera oltre la quale mi attendono nuove sfide figlie di vecchi incubi. Sento che dovrò ancora impegnare tutto me stesso per aiutare chi mi sta vicino e se, tra un anno, sarò ancora qui a celebrare la mia vita e quella delle persone a me più care, significa che un'altra grande battaglia, sarà stata vinta. Il viaggio continua...

Fabio

 

I migliori hashtag di Pasqua 2018

#lasporcovaelazozzova

#laguerrabianca

#knedliky

#uominipanzuti

#ilpubtriste

#avetelitigato?

#agnelloehummus

 

Il diario precente...

Marzo 2018 - Trentacinque primavere tra Berlino e il Baltico

 

Il diario successivo...

Aprile 2018 - La "Primavera europea": Berlino, Oslo, Budapest