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Name: Il Caffè Orientale
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PERCHé "ORIENTALE"?

Talvolta le domande più semplici richiedono le risposte più complicate. In questo caso, tenterò di rendere semplice una risposta molto difficile. Il Caffè Orientale nacque nel 2007 come sito internet culturale dedicato alla Mitteleuropa e, ancor più precisamente, all'intera Europa centro-orientale. Ma a questo punto il rigore scientifico delle convenzioni mi avrebbe imposto di essere ancora più preciso e, dunque, avrei dovuto distinguere tra Europa danubiano-balcanica, Paesi baltici, Russia e Caucaso, oppure chissà quale altra cervellotica definizione così poco adatta a chi i confini preferisce superarli anziché tracciarli. D'altra parte, lo ammetto, la parola "orientale" suscita sempre grande curiosità. Qualche bizzarra ipotesi, ben lontana da ragionevoli riferimenti storico-geografici, ha chiamato in causa persino la Massoneria! Ma nulla di tutto ciò ha mai avuto a che fare con questo blog! Ebbene, dopo dieci anni di storia, il Caffè Orientale è, contemporaneamente, sia il risultato di un progetto incompleto (e forse irrealizzabile), sia l'inizio nonché la continuazione di un nuovo percorso. Un itinerario, insomma, dove la rotta, da ormai cinque anni, segue anche la via del Nord: Scandinavia, Gran Bretagna e tutta l'Europa settentrionale. Il futuro guarda in tutte le direzioni, dentro e fuori il Vecchio Continente. Il motivo è semplice: un blog dedicato ai viaggi non deve fermarsi mai. Non può smettere di raccontare storie, visitare luoghi, conoscere persone e culture. Forse avrei dovuto pensarci subito. Magari il "Caffè", che tanto faceva pensare ai fratelli Verri, non avrebbe avuto bisogno di aggettivi, soprattutto di tipo geografico. Eppure la vita è così: nulla è per sempre. Così, in occasione del decennale di questo sito, ho pensato che fosse bello ripartire proprio dalle origini, ossia dai diari di viaggio...

Chi sono

Due parole per presentarmi...

I Diari di Viaggio

I "Diari di viaggio" sono forse il vero motivo per il quale il Caffè Orientale nacque nel 2007. Intorno ad esso, tuttavia, si raccolsero diversi intenti, dapprima divulgativi finalizzati alla conoscenza in rete dell'Europa centro-orientale e, successivamente, operativi. Il Caffè divenne, infatti, un partner digitale per l'organizzazione di eventi culturali. Oggi tutto è cambiato: la sua nuova natura di blog è un importante ritorno alle origini, ai viaggi che hanno ispirato tutto questo. Il Caffè è finalmente cresciuto, assumendo la forma che avrei sempre voluto dargli: un diario itinerante, attraverso i luoghi e la storia, per ricordare e capire come sono cambiato io così come il mondo intorno a me. Spero che le mie non saranno soltanto cronache personali ma anche un utile spaccato del tempo in cui vivo. A futura memoria, nel caso in cui qualcuno volesse riscoprire come eravamo e come era il mondo all'inizio del 2000.

RICERCA

2017

Il Caffè Orientale compie 10 anni (2007-2017). Aspettatevi di tutto...

2016

Dieci anni di viaggi e non sentirli...L'anno comincia in Norvegia e prosegue per qualche settimana in Italia. Poi si parte per una trasferta incredibile: Oslo-Cambridge-Oslo in 30 ore. A Pasqua si torna nelle Marche, poi Roma e Firenze per lavoro. La vita non si ferma, così tra la fine di aprile e l'inizio di maggio, trascorro una settimana tra la Baviera ed il Brandeburgo. L'estate è lunga ma straordinaria: in giugno si raggiunge il picco della bellezza pura e genuina dei luoghi in Südtirol. Poi un'altra lunga vacanza alla conquista del "grande Nord": Bergen, Amburgo, Lubecca, Schwerin, ancora Berlino per poi tornare ad Oslo e proseguire verso Stoccolma dopo pochi giorni. Non mancano nemmeno piccole gite intorno al fiordo di Oslo nel mese di settembre, con un toccante ritorno a Macerata verso l'inizio dell'autunno. Poi la vita mi "tradisce": nuove drammatiche sfide mi costringono a rimanere fermo: ma imparo ad apprezzare ancora di più il luogo in cui vivo. Milano, la Brianza e la Lombardia (oltre ad una piccola "toccata e fuga piemontese") si delineano come luoghi da riscoprire: Stresa, il Lago Maggiore, il Lario, Como e i suoi dintorni ridanno la speranza di tornare a viaggiare con il cuore oltre l'ostacolo alpino: in volo su quei cieli che tante volte mi hanno portato in Germania e poi oltre, verso l'amata Scandinavia. Così finisce anche il 2016, in Brianza, con tutti i miei cari: il modo migliore per tornare a viaggiare, sognare e, soprattutto, vivere.

2015

Cominciamo con calma...I miei soggiorni norvegesi diventarono così lunghi e frequenti che, alla fine dell'anno, il conto era semplice: avevo trascorso più giorni in Norvegia che in Italia. A Pasqua, poi ancora a maggio e giugno. Ma, soprattutto, navigai attraverso i fiordi meridionali prendendo parte al mitico "Skandinavia Rundt". Non contento, riuscii finalmente a visitare Copenhagen alla fine di agosto. L'autunno norvegese fu straordinario, ricco di idee e nuove energie per il mio futuro umano e professionale. Ma sapevo, in un certo senso sentivo, che il 2016 sarebbe stato un anno intenso, pieno di viaggi e sfide importanti da cogliere.

2014

Non solo Scandinavia...Proprio mentre, inconsapevolmente, stavo per lasciare Berlino e la Germania, la mia "riscoperta" dell'Italia si accompagnava ad un crescente interesse per la Norvegia. Dopo un piccolo giro estivo nel mio amato nord-est, da Venezia a Trieste passando per Verona ed il lago di Garda, trascorsi quasi due mesi in Norvegia. Un ultimo autunno berlinese mi separava da quello che sarebbe stato il mio definitivo (inatteso ma risolutivo) ritorno in Brianza. Non mancò nemmeno un nuovo capitolo natalizio norvegese, il terzo. Da quel momento in avanti, la Norvegia non sarebbe più stata un semplice "diversivo".

2013

La rincorsa: un anno all'inseguimento...Il 2013 fu davvero incredibile: intenso ma ricco di soddisfazioni e speranze. La mia vita tra Berlino e la Norvegia era ormai una piacevole routine, ma ero riuscito a trovare il tempo per un fantastico ritorno a Trieste e, soprattutto, a Roma. Dopo quindici anni, infatti, grazie al lavoro, colsi l'occasione giusta per visitare nuovamente la "città eterna". Non fu facile capire che quel pomeriggio al Gianicolo sarebbe stato soltanto l'inizio di un'altra grande avventura. Ma era bello fermarsi, per un attimo, a pensare che quel tramonto capitolino sarebbe stato un dolce aperitivo...Durante l'estate feci persino in tempo a tornare nelle Marche, dopo due anni dalla scomparsa di mio nonno: poi mi "tuffai" ancora nelle acque dei fiordi, con destinazione Norvegia.

2012

Visioni scandinave: forse non lo sapevo...La bussola impazzì nuovamente, così dovetti seguirla fino a Nord. "Sbarcai" per la prima volta in Norvegia, conoscendo luoghi che, fino a quel momento, avevo solo immaginato: Oslo, Bergen, la regione di Hardanger, Stavanger e i fiordi della costa occidentale. Diventai un pendolare dell'aria, tra Berlino ed Oslo con qualche trasferta milanese ma senza dimenticare mai le mie terre d'origine...

2011

E quindi? Fu l'anno della svolta: decisi di trasferirmi a Berlino per seguire il mio destino. I miei viaggi diventarono semplice "pendolarismo" tra Berlino e Milano, finché, alla fine del 2011, non capii che la destinazione era ormai certa. Avevo lasciato l'Italia, forse per poco, forse per molto, forse per sempre. Non lo sapevo, non volevo nemmeno scoprirlo per non rovinarmi il gusto dell'avventura: fu così che, mese per mese, vissi uno degli anni più entusiasmanti della mia vita. Era la la "mia" storia, era il 2011, era un anno "mitico"...

2010

Verso una nuova vita...Così si rinasce a primavera, dopo un letargo invernale abbastanza pesante. Ad aprile ripartii alla volta di Berlino passando attraverso Verona e Norimberga. Riuscii persino a trascorrere una notte a Monaco prima di tornare a Milano. Ma l'estate non tardò ad arrivare così, dopo un antipasto in terra giuliana, ero pronto per una nuova avventura berlinese. Ma stavolta con uno straordinario intermezzo olandese: Utrecht! Trascorsi il mio primo (meraviglioso) autunno a Berlino per scrivere la tesi. Anche questo Natale fu "berlinese" e si rivelò come l'ultima tregua prima di una grande e faticosa battaglia.

2009

Oltre ogni limite...L'anno dei viaggio "ricominciò" in primavera: Pasqua in Friuli, a Gemona sui luoghi del terremoto del 1976 e due giorni meravigliosi a Pula (Pola) nell'Istria croata. In estate, nonostante una caviglia in pessime condizioni, tornai a Zagabria prima di lanciarmi alla scoperta di Sarajevo e Belgrado. Dopo una breve sosta a Budapest, tornai a Berlino. Da qui una nuova "rotta" baltica: Stettino - Danzica ed ancora Berlino. Ma la corsa non era ancora finita: Zurigo e, soprattutto, un matrimonio in Salento mi stavano aspettando alle porte dell'autunno e poi...il secondo "Natale a Berlino". Nonostante avessi avuto recenti problemi di salute, la voglia di rimettermi in marcia, verso una nuova vita, non era scomparsa: aggiunsi all'itinerario Lipsia, Rostock e Francoforte sul Meno...Effettivamente avevo superato ogni limite!

2008

Un anno senza freni...Iniziai a viaggiare in primavera, trascorrendo la Pasqua a Zagabria dopo aver risalito la Slovenia lungo la rotta ferroviaria della Transalpina. In maggio visitai Rijeka (Fiume) prima di lanciarmi nel viaggio estivo più lungo ed avvincente sino a questo momento: dal Baltico all'Adriatico. Partii da Milano alla volta di Vilnius per poi proseguire verso Riga, Tallinn, Helsinki e fare nuovamente ritorno a Riga prima di raggiungere, per la seconda volta, Berlino. Dopo qualche giorno di sosta (ed una rapida visita a Leer e Brema) ripartii verso le Dolomiti, tenendo il Trentino come "rampa di lancio" per l'ultimo acuto adriatico: ancora Slovenia, stavolta l'Istria e la magnifica Pirano. Poi venne dicembre...fu un mese straordinario. Dapprima "In viaggio con papà!" a Monaco di Baviera per il concerto dei Motörhead" e poi il primo "Natale a Berlino". Durante il soggiorno berlinese non mancarono nemmeno le gite: Amburgo e Dresda. Un mare di chilometri...

2007

L'anno che non ti aspetti: parti per visitare le Highlands scozzesi e ti ritrovi in Baviera passando per la prima volta attraverso la Polonia ed il Brandeburgo! Restano i ricordi di una Berlino molto diversa, all'epoca davvero economica ed ancora poco appesantita dalla "gentrification". Fu un itinerario insolito ma, in fondo, suggestivo: Glasgow, Inverness, Aberdeen, Edimburgo e poi via verso Varsavia, Berlino, Monaco di Baviera e...Monfalcone!

2006

Tutto cominciò così, con un viaggio in solitario senza una meta precisa. Solo un proposito: perdermi nella Mitteleuropa. Avevo fissato soltanto alcune coordinate: Praga, Budapest, una bozza di itinerario ed un periodo di percorrenza. Non servì molto altro per riempire due settimane con lo zaino in spalla, viaggiando a bordo di bus e treni. Solo alla fine del viaggio, guardando indietro, riuscii a ripercorrere la mia rotta: Lubiana, Salisburgo, Vienna, Praga, Brno, Budapest, Trieste e Monfalcone. Da quel momento in avanti, non smisi più di viaggiare e di scrivere i miei diari sul Caffè Orientale...

Luoghi visitati...

Sin dalla sua nascita, nel 2007, il Caffè Orientale è un "circo" culturale itinerante: si è spostato attraverso diverse regioni d'Italia e, soprattutto, numerosi paesi europei. Ma non importa quanti e quali siano i luoghi visitati durante questa ormai lunga esperienza: ciò che conta, nel viaggio come nella vita, è il movimento...

Regioni d'Italia

1 .   Lombardia
2 .   Friuli - Venezia Giulia
3 .   Trentino - Alto Adige
4 .   Veneto
5 .   Piemonte
6 .   Emilia - Romagna
7 .   Toscana
8 .   Marche
9 .   Lazio
10 .   Puglia

Europa

1 .   Slovenia
2 .   Austria
3 .   Repubblica Ceca
4 .   Ungheria
5 .   Polonia
6 .   Scozia
7 .   Germania
8 .   Croazia
9 .   Lituania
10 .   Lettonia
11 .   Estonia
12 .   Finlandia
13 .   Bosnia-Erzegovina
14 .   Serbia
15 .   Svizzera
16 .   Olanda
17 .   Norvegia
18 .   Danimarca
19 .   Svezia
20 .   Inghilterra
21 .   Islanda

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Settembre 2016 - Un mese con la valigia in mano...

postato da blog.ilcaffeorientale.com [05/09/2016 14:30]
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Settembre 2016 - Un mese con la valigia in mano...

A dispetto dell'autunno dietro l'angolo e del clima tipicamente nordico, Oslo regala un 1 settembre di sole e vento non troppo fresco. La temperatura è gradevole e sembra che il calendario non abbia ancora convinto i norvegesi della costa meridionale a rassegnarsi. Così, sabato 3 settembre, ci si concede una gita straordinaria: la fortezza di Oscarsborg ed il villaggio di Drøbak.

Con sole 104 corone, infatti, si può acquistare un biglietto di andata e ritorno per Oscarsborg. Noi partiamo alle 10.00 con il traghetto, la linea B21 che impiega 1 ora e 20 minuti attraverso il cosiddetto Oslofjord. Tra isole ed isolotti, ville panoramiche, cottage, palazzoni moderni arroccati sulle alture ed una fitta vegetazione, il traghetto corre veloce. Approfittiamo della giornata di sole per trascorrere l'intero viaggio sul ponte.

Di fianco a noi siede un anziano inglese identico a Fantozzi: statura, pettinatura, giacca, pancia. Porta a tracolla un binocolo e (crediamo) sia accompagnato dalla sorella: non sembra molto vispo. Loro sono diretti a Drøbak, la "presunta" casa norvegese di Babbo Natale. Ma su questo torneremo più avanti...Il panorama è fantastico ed appena "sbarchiamo" sull'isolotto di Kaholmen (dove sorge la fortezza di Oscarsborg), raggiungibile solo via mare, l'impatto è notevole.

 

 
 
 L'esterno della fortezza
 L'interno della fortezza

 

La fortezza venne costruita tra il 1845 ed il 1855 e, all'epoca, si trattava della più moderna nell'Europa settentrionale. Per i norvegesi ha un significato storico profondo poiché qui, nella notte del 9 aprile 1940, l'esercito norvegese respinse un attacco tedesco affondando l'incrociatore Blücher. Tutto ciò non servì ad impedire l'invasione tedesca della Norvegia, ma facilitò la fuga del re, Haakon VII° che proseguià la guerra di resistenza in esilio presso il Regno Unito.

 

Parecchi decenni fa questo luogo meraviglioso fu un teatro di guerra
 

Dopo un bel pic-nic a picco sul fiordo ed un giro panoramico tra i i resti delle fortificazioni e degli armamenti, maturiamo l'ipotesi di recarci a Drøbak per visitare la "casa di Babbo Natale". Benché fossimo entrambi convinti che la casa "vera" di Babbo Natale si trovasse in Finlandia, da qualche parte in Lapponia, pare che la località norvegese sia particolarmente famosa. Perché? Decidiamo di darci una risposta imbarcandoci su un piccolo traghetto che in soli 10 minuti ci trasporta verso il delizioso villaggio. Appena arriviamo comprendiamo che il luogo non è affatto "austero": ville antiche ed imbarcazioni di un certo valore sono le indiscusse protagoniste di questo elegante paesino affacciato sul fiordo. In meno di dieci minuti siamo davanti alla "casa" di Babbo Natale. Allora, innanzitutto si tratta più propriamente della Julehuset.

 

L'ingresso della "casa" di Babbo Natale...
 
 

In secondo luogo, nonostante il caldo ed il sole non facilitino l'immaginazione natalizia, abbiamo la vaga impressione che si tratti di una scaltra trovata commerciale. Anche perché, fatti due conti, quante case dovrebbe avere Babbo Natale? Se ne avesse una anche a Montecarlo? C'è stato chi, per colpa di una casa a Montecarlo si è bruciato la carriera politica...Vuoi vedere che anche Babbo Natale rischia lo "studio di settore"?

Già me le immagino le polemiche natalizie sui media italiani per i giocattoli pignorati e le renne sotto sequestro preventivo...Quanto a noi, sul traghetto ritroviamo "Fantozzi" e ci godiamo questo fresco ma soleggiato tramonto sul fiordo di Oslo.

4 settembre. La spiaggia di Bygdøy sembra Mondello: grazie ad una splendida giornata di sole, riusciamo a goderci un sabato al mare. Lo confesso, quest'anno non riesco ad entrare completamente in acqua: ci sono solo 18°...E dire che ai norvegesi sembra calda! In compenso pare che in prossimità di alcune aree scoscese, incastonate tra gli scogli, un gruppo di nudisti abbia deciso di appropriarsi della natura: non ci disturbano affatto ma io non posso fare a meno di pensare a Pippo Franco nel (demenziale) film "Ricchi, ricchissimi, praticamente in mutande".

Da due giorni Oslo gode di un caldo decisamente fuori stagione, ma noi non resistiamo al richiamo della mostra "Japanomania i Norden 1875-1918" al Museo Nazionale di Oslo (Nasjonalmuseet). Ogni giovedì (oggi è l'8 settembre), l'ingresso al museo è gratis e devo ammettere che la mostra dedicata al Giappone, in sé, non suscita particolare suggestione. Mi consegna un'immagine molto frivola e stereotipata della società europea nei confronti del Giappone. Ma l'occasione è decisamente "ghiotta" per ammirare le opere permanenti del museo.

C'è anche qualche Picasso, ma ne raccomando una su tutte: Brudeferden i Hardanger (Processione nuziale in Hardanger) di Adolph Tidemand e Hans Gude. Nel complesso ammetto che, pur non essendo un esperto d'arte, non ho mai visto sino a questo momento, pittori capaci di cogliere la luce come quelli scandinavi: forse proprio perché "aiutati" dalla stessa natura che li circonda.

Resta il fatto che il loro uso della pittura ad olio, abbinata alla luce delle notti nordiche, ai colori della natura ed alla maestosità dei paesaggi, conferisca un senso di serenità e freschezza che è difficile da immaginare tra le buie e contrite atmosfere ottocentesche.

Ma a circa un'ora e mezza di bus da Oslo, esiste una piccola cittadina fortificata, Fredrikstad: situata alla foce del fiume Glomma, venne fondata nel 1567 dal re Federico II°. Nata ragionevolmente come avamposto militare contro la Svezia, noi la scegliamo come meta della nostra gita, sabato 10 settembre: non servono molte ore per apprezzarne il fascino.

 

 

La statua del fondatore, Federico II° re di Danimarca e Norvegia, nel centro di Fredrikstad
 

 

La fermata del bus si trova nella città nuova, così come la stazione ferroviaria, ma per attraversare il fiume e raggiungere la città antica ci sono solo due soluzioni. La prima è un ponte per le auto e per i pedoni (che da qualche giorno è chiuso per lavori), mentre la seconda è un traghetto gratuito che, nello spazio di una manovra (nemmeno cinque minuti), ci porta dall'altra parte del fiume.

Come tanti avamposti militari, prima o poi, è destinato ad essere abbandonato dai soldati per lasciare posto ai turisti: tra caffè e bistrot, ci imbattiamo nel grazioso "Tamburen". Si tratta di un bar e ristorante jazz che, dalle 10 alle 18, offre una birra media al prezzo incredibile di 56 corone: quasi il prezzo di una birra in Italia! Noi ne approfittiamo per gustare un'onesta birra di produzione locale, la Fredrikstad Pilsner.

Il locale è elegante e ben curato, così come il menù che, tuttavia, non abbiamo modo di approfondire. Così, mentre chiacchieriamo tra noi, un pianista e due cantanti d'opera improvvisano un bel concerto tra i tavoli: la simpatica iniziativa canora ci fa dimenticare l'esibizione dei veterani militari in costume settecentesco alla quale avremmo potuto assistere alle 13. Poco male, il tempo trascorre così serenamente che alle quattro siamo già sulla via del ritorno.

Solo un rapido pit -stop a Milano e si riparte. È l'alba del 15 settembre, più precisamente le 5 di mattina: oggi parto per Macerata dove si terrà un convegno annuale di storici contemporanei. Sono tornato in Italia da pochi giorni, in tempo per patire l'ultimo caldo umido, (neanche troppo anomalo a dire il vero) che avvolge Milano e dintorni.

Ma finalmente oggi piove, forse l'autunno è davvero alle porte. A bordo del treno la compagnia è molto gradevole: un professore, oculista, è in viaggio per lavoro con un gruppo di allievi. È simpatico, cordiale e brillante: racconta storie divertenti ma denota una profonda passione per il suo lavoro. Il mio ritorno (ennesimo) nelle Marche è un tonfo al cuore nemmeno troppo inatteso.

Già sento il bisogno di andare a ringraziare mio nonno: ci proverò prima di ripartire. Alloggio in un luogo ameno a fianco della stazione ferroviaria: è economico ma pulito ed accogliente. Tuttavia in passato è stato una clinica o qualcosa del genere e si vede: questo luogo "educa" alla vecchiaia.

Dopo un intero pomeriggio di conferenze, nonché vecchi e nuovi incontri, giunge il meritato svago: cena (ristorante Da Rosa) nel centro di Macerata ed una serata in compagnia tra docenti, allievi e colleghi. A Macerata fa ancora molto caldo, l'umidità è elevata, così come la stanchezza: ma domani la giornata sarà molto lunga.

Il 16 settembre, dopo un'intera giornata di dibattiti e relazioni, ai quali si aggiunge l'assemblea annuale dei soci, è il momento della cena di gala: è l'evento che "separa" emotivamente il mio cuore dal mio cervello. Molti colleghi partiranno già domattina, io dovrei attendere le 15 per il mio treno diretto ad Ancona con cambio a Macerata.

 

Lo Sferisterio di Macerata è un'arena in stile neoclassico edificata all'inizio del diciannovesimo secolo
 

Non resisto e chiamo uno dei miei migliori amici che vive a Loreto, così il giorno successivo lo raggiungo in tarda mattinata. Pranziamo insieme e alle 14 sono lì, esattamente lì dove avrei voluto essere da parecchio tempo: di fronte alla lapide di mio nonno al cimitero di Porto Recanati. Ora posso davvero tornare a Milano e guardare avanti perché ho chiuso un "cerchio" di cinque anni faticosi ed apparentemente interminabili: è sabato 17 settembre 2016 e così sia.

27 settembre 2016, ore 7.04 - Sono ancora in partenza, per l'ennesima volta in volo verso Berlino. Domani mi raggiungerà anche Nora ed in questo complesso gioco di incontri e rincorse tra stazioni, aeroporti, autostrade e traghetti, mi rimarrà il ricordo di una fantastica fine di settembre. Sono nati nuovi progetti professionali da sviluppare e nuove conoscenze, ma senza mai dimenticare i vecchi (e carissimi) amici: come Roi, che stavolta mi ospita a casa sua.

Quando arrivammo a Berlino cinque anni fa nessuno di noi lo avrebbe mai potuto immaginare: nel bene e nel male, la vita è andata avanti e noi non ci siamo fatti sfuggire l'occasione di affrontarla con la consapevolezza che non si smette mai di crescere, nemmeno quando si inizia ad invecchiare. In fondo, diremo un giorno, "quella era un'altra generazione": siamo la "generazione Gengis Khan", sempre nomadi, sempre in movimento.

Ma proprio il movimento è la nostra sopravvivenza: forse costruiremo il nostro "piccolo impero", spostandoci per tutta la vita da una provincia all'altra, talvolta portando con noi amici, parenti, famiglie, "armi e bagagli". Probabilmente i nostri "imperi" moriranno con noi, non rimarrà nulla ai nostri figli se non il compito di tramandare la memoria di vite così "corsare". Ci sentiremo, a modo nostro, eroi del nostro tempo, in pace con noi stessi per aver saputo condurre un'esistenza libera e priva di rimpianti.

Fabio

I migliori hashtag con la valigia in mano...

#iltraghettotarella

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#japanomania

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